5. Piccola ode dedicata allo spazzolino

5. Piccola ode dedicata allo spazzolino

Perché ho deciso di rivalutare le piccole cose cominciando da te,
da te che rappresenti i miei sforzi sociali, la sintesi del mio compromesso quotidiano,
ma lo fai in maniera intima: non ci siamo mai nascosti, eppure nessuno c’ha visti

sempre con me quando mi guardo allo specchio la mattina
e conosci la mia bocca meglio di me,
te, e non io, puoi arrivare al mio dente del giudizio,
che poi ti fermi al primo molare perche io, e non te, so che nessuno andrà a controllare.

E posso sostituirti quando voglio.
Posso sostituirti, ma non posso cambiarti.
Che poi neanche ti sostituisco perché mi scordo.
A meno che non ti scordo e allora ti sostituisco.

Aspettami nel bicchiere sul lavandino,
dove mi hai aspettato per giorni quando ero bambino,
e mangiavo il dentifricio per ingannare mia madre.

Giacomo Venezian

#1  Amor Cortese. Il camerlengo di Auxann
#2  Innamorarsi di una busta è un gesto eroico e altre considerazioni sui limiti intrinseci di una rivoluzione anticapitalistica
#3  I postumi al tempo del postmoderno e la contro-rivoluzione copernicana
#4  Ricordanze di un rivoluzionario pisocosomatico, laddove sarebbe onesto morire prima di scrivere un’autobiografia