7: le installazioni di Marco Ercoli alla galleria Curva Pura

7: le installazioni di Marco Ercoli alla galleria Curva Pura

Racchiuse entro il carattere universale del numero “sette”, lo spazio Curva Pura presenta sino al 4 novembre, le opere dell’artista Marco Ercoli, le quali costituiscono un invito alla riflessione sulla odierna condizione dell’essere umano, oggi più che mai violentato dagli anatemi televisivi, dalle illusioni pubblicitarie.
Realizzati con minuziosi ritagli di carta policromi, gli oggetti dell’artista in mostra, nascono per appuntare un pensiero, un concetto, o semplicemente per “non dimenticare”. Sono generati da uno strumento appositamente creato per comunicare e assolvono questo delicato compito senza tradire il loro carattere estetico.
Abbiamo incontrato Marco Ercoli e gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Da dove nascono le immagini che poi ritroviamo nelle tue opere?

Dare forma alle idee è un processo alquanto strano, poiché ogni immagine che si crea nella mia mente è data da due fattori: l’intuizione, e un “pensiero per immagini”. In secondo luogo si tratta di mettersi alla prova costantemente, tutti i giorni senza mai accontentarsi di quello che è stato fatto prima.

FOTO MOSTRA MARCO ERCOLI-56

Perché “Sette”?

“7” è parte costante del flusso creativo che avviene tutti i giorni in studio. Passato, presente e futuro sono tutt’uno, il tempo perde la sua relatività mentre si è immersi nel continuo processo creativo fatto di minuzia, pazienza e catarsi. “7” è la trasversalità dove il linguaggio verbale e le consuetudini sociali si dissolvono comunicando con l’inconscio collettivo e dove l’elaborazione del pensiero nasce dal dialogo immediato tra osservatore, spazio e opera.

Molti dei tuoi lavori hanno in comune, oltre all’utilizzo di forme stravaganti il fatto di essere realizzati con delle carte colorate. Puoi dirci come nascono queste opere?

Quando comincio un nuovo lavoro, mi ci approccio in maniera diretta senza filtri, senza disegni preparatori, tutto sta nella mia testa. Ogni elaborazione è frutto di uno studio sugli effetti del colore sulla percezione. Il colore è una materia che solo grazie alla luce e alla sua composizione chimica emana delle radiazioni. Conoscendo gli effetti delle radiazioni, impercettibili alla coscienza ma percepibili all’inconscio, si riesce a comunicare con l’osservatore senza usare il linguaggio verbale.

FOTO MOSTRA MARCO ERCOLI-28

Vedendo le tue opere ho avuto la sensazione che il materiale andasse a “neutralizzare” l’uso dell’oggetto in questione. Come ad esempio nel caso dell’installazione con la pistola… È solo una mia lettura?

Certamente, la carta lavora attraverso un procedimento paziente, torna legno e la sua cromaticità neutralizza la violenza dell’oggetto rappresentato, spogliando la sua natura violenta, la sua immediatezza di oggetto “dato”, così da scoprire la sua “carne”. Sostituendo il ferro monotono e freddo con il colore eterogeneo si ottiene una gamma di letture basate sull’esperienza del fruitore.

FOTO MOSTRA MARCO ERCOLI-93

Quali sono i tuoi progetti futuri, cosa dobbiamo aspettarci?

Sto lavorando a un nuovo progetto “nato” dagli scarti delle opere della mostra “7”. Questi lavori si basano sul concetto di “energia circolare” quindi una potenza in costante movimento, un flusso continuo mentale e materiale. Ogni elaborazione sfida e supera i propri limiti. Si tratta di un lavoro paziente volto a sorprendere lo spettatore.

Sette è una mostra organizzata da River of Trees, un progetto artistico che indaga, all’interno dello Spazio Curva Pura, le sperimentazioni contemporanee e i nuovi linguaggi italiani e internazionali.

Giuseppe Giulio