Biennale di Venezia - Giardini

BIENNALE di VENEZIA 2019 – Padiglione Italia: DAVID, FUMAI e MORO

Internazionalità, contemporaneità, creatività sono le parole che caratterizzeranno il progetto del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia grazie al contributo di questi tre protagonisti dell’arte, le cui opere daranno vita ad una mostra originale e innovativa sotto la guida esperta di un curatore loro coetaneo”. Sono le parole pronunciate dal ministro per i beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli nell’annunciare i tre artisti selezionati dal curatore Milovan Farronato per il Padiglione Italia.

Enrico David; Chiara Fumai e Liliana Moro rappresenteranno l’arte nostrana alla prossima Biennale Arte a Venezia in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019.

Il Commissario del Padiglione Italia, Federica Galloni, ha proseguito affermando che “gli obiettivi di sostegno, promozione, valorizzazione dell’arte italiana della Direzione Generale Arte Architettura Contemporanee e Periferie Urbane che dirigo sono pienamente rappresentati dai tre artisti scelti per la prossima partecipazione italiana a Venezia, che sapranno trasmettere profondità della visione e qualità della ricerca al pubblico internazionale”.

Infine, il curatore del Padiglione Italia Milovan Farronato ha proseguito spiegando che “a cavallo tra due generazioni, le opere e le biografie di Enrico David, Chiara Fumai e Liliana Moro, sebbene molto diverse segnano significativi percorsi artistici contemporanei che si distinguono per spirito di ricerca tra passato e presente. I loro lavori spiccano per l’inestinguibile desiderio di esplorare territori in cui il quotidiano, la sopravvivenza, la tradizione e la narrazione hanno una forte presenza. Ho lavorato a stretto contatto con questi tre artisti nel corso degli anni, in occasione di mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e sono felice di poter affiancare le loro pratiche in questa mostra su grande scala, che includerà lavori nuovi ma anche opere del passato“.

Per quanto riguarda il progetto artistico ed espositivo del Padiglione Italia occorrerà attendere la conferenza stampa della prossima primavera mentre ora vi illustriamo i tre creativi.

 

Liliana Moro, photo credit Sebastian Cortes

Liliana Moro, photo credit Sebastian Cortes

 

Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera con Luciano Fabro, del quale è stata allieva, Liliana Moro (Milano, 1961) è una delle artiste italiane più note all’estero poiché, già da giovanissima, ha impostato la sua carriera in ambito internazionale. Ha partecipato a Documenta  IX a Kassel nel 1992 ed Aperto XLV Biennale di Venezia nel 1993. Ha esposto in gallerie sia in patria sia all’estero. Negli anni Ottanta a Milano ha frequentato lo Spazio di via Lazzaro Palazzi, fondato con altri artisti nel 1989 e rimasto attivo fino al 1993. Il suo  linguaggio espressivo si caratterizza per il suo essere libero e basato sul mondo dell’infanzia, utilizzando la favola, il gioco, la maschera come mezzi comunicativi, che le permettano di esplorare la realtà soggettiva e lo spazio esterno attraverso opere ambientali, disegni, collages, sculture, progetti teatrali ed installazioni sonore.

 

Chiara Fumai a Volcano Extravaganza, Stromboli, 2011

Chiara Fumai a Volcano Extravaganza, Stromboli, 2011

 

Scomparsa la scorsa estate a soli 39 anni, Chiara Fumai (Roma, 1978-Bari, 2017), è stata una delle giovani artiste più promettenti del panorama creativo del belpaese. La sua nomina oggi risuona come un omaggio nel vuoto lasciato in quell’afosa giornata di agosto 2016. Dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano ha frequentato il Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti per vincere nel 2013 il Premio Furla. Prediligeva l’utilizzo della performance celebrando l’ambiguità e l’indeterminatezza della condizione umana, e in particolare investigava il ruolo della donna, analizzato in maniera anarco – femminista, anche in relazione al sistema dell’arte. Ha esposto presso importanti location internazionali come dOCUMENTA (13),  il MAXXI, la Fondazione Bevilacqua La Masa, il Jeu de Paume di Parigi. Infine, nel 2016 gli era stato conferito un riconoscimento nell’ambito del Premio VAF al MACRO di Roma e nel 2017, pochi mesi prima di concludere la sua vita, aveva ottenuto il Premio New York.

 

Enrico David, photo credit to J.R.P.

Enrico David, photo credit to J.R.P.

 

Già presente alla Biennale del 2013, invitato da Massimiliano Gioni, Enrico David (Ancona, 1966) è un anch’egli maggiormente conosciuto all’estero risiedendo da anni a Londra, dove dirige il Fiorucci Art Trust, centro di ricerca e produzione artistica contemporanea che dal 2010 sostiene artisti internazionali attraverso residenze, laboratori e workshop annuali situati in diverse location come il festival Volcano Extravaganza a Stromboli. Ha studiato presso la Central St. Martins School di Londra per poi dar luogo ad una ricerca eclettica che si dimena tra pittura, installazione, scultura e  disegno ma sempre impiegando tecniche tradizionali. Nel 2009 è stato selezionato al Turner Prize. Ha esposto presso gallerie e musei di tutto il mondo come il New Museum di New York nel 2012.

 

Maila Buglioni