Centenario di Elsa Morante: Menzogna e sortilegio.

Centenario di Elsa Morante: Menzogna e sortilegio.

Autore: Elsa Morante

Titolo: Menzogna e sortilegio

Casa editrice: Einaudi

Pagine: 711

Anno: 2005

Prezzo: 16,00 euro

Come ha già dimostrato altre volte, Artnoise punta all’innovazione senza tralasciare il passato, senza smettere di guardare indietro. Per questo motivo sembra giusto – e doveroso – approfittare, questa volta, dello spazio di riflessione che offre, per “ricordare” una delle più grandi scrittrici italiane del Novecento: Elsa Morante (1912-1985). E quale migliore occasione come quest’anno in cui cade il centenario della sua nascita?

In quest’ipotetico dialogo con il passato, non tralasciamo le coordinate di Artnoise, scegliendo forse uno dei lavori meno noti dell’autrice, ma che, dopo le prime prove letterarie, costituisce l’avvio della scrittrice al genere del romanzo.

Menzogna e sortilegio è appunto il primo romanzo di Elsa Morante, pubblicato – dopo fasi intervallate di lavoro a causa della guerra – nel 1948 per Einaudi e vincitore, sempre nello stesso anno, del premio Viareggio.

Come recita il titolo stesso, la menzogna e il sortilegio costituiscono le nervature del romanzo: due protagoniste che si alternano e si lasciano il campo a vicenda. Alle quasi incessanti bugie di tutti i personaggi della storia fa da riscontro un’atmosfera carica di sortilegio, di suggestione.

Abituata all’arte del raccontare fin da piccola, in Menzogna e sortilegio la Morante cede il compito ad Elisa, la voce narrante. Ormai adulta e rimasta sola al mondo, nel momento in cui anche il suo ultimo affetto viene a mancare la giovane inizia a scrivere la storia della sua famiglia, o meglio, come specifica lei stessa, a trascrivere quello che la memoria, le voci dei suoi defunti parenti le “bisbigliano all’orecchio”. Perché se Elisa ha vissuto con i suoi parenti solo per il breve spazio dell’infanzia, tuttavia ha fatto in tempo ad ereditarne un tratto tipico. Da tempo, infatti, la ragazza ha abbandonato il mondo reale per quello della menzogna, della confortevole immaginazione. Perché in quest’altro mondo è al riparo da gelosie e rifiuti, e ogni volta può rivestire quei lontani parenti con i ruoli che più le piacciono.

In una sorta di catarsi, quelle che ai suoi occhi di bambina erano sembrate grandi leggende di famiglia, adesso, per mezzo della scrittura, esse si rivelano per quello che sono state realmente e gli enigmi portati dietro dall’infanzia finalmente si sciolgono.

Elisa ripercorre le vicende dei suoi familiari fin dalle origini. Ma il ruolo centrale nel racconto è assunto dalla storia dei suoi genitori: dalla storia della madre, del padre e di Edoardo. Si delinea un intreccio di passioni e ossessioni in un “triangolo” sui generis che non viene interrotto nemmeno dalla morte.

Come in tutta l’opera della scrittrice – e come trapela dalla stessa scrittura – i confini tra materiale e spirituale, tra realtà e fantasia si fanno via via più labili, fino a scomparire del tutto.

In questo mondo di nobili decaduti, impiegatucci e maestrine sempre alla ricerca di lezioni private iniziano a delinearsi quelle che saranno le tematiche fondamentali dell’opera della Morante.

Ma che sia nel dramma piccolo borghese, nella tragedia della sopravvivenza quotidiana durante la guerra, la liricità della scrittura costituisce la firma indelebile di Elsa Morante.

Lorena Galletti