L'amore dal punto di vista del carro di buoi. «Che farebbe Umberto Smaila se fosse al mio posto?»

L’amore dal punto di vista del carro di buoi. «Che farebbe Umberto Smaila se fosse al mio posto?»

Ciao Posta,

sono uno dei tre Re Magi, quello afroamericano. [n.d.r.: il termine utilizzato nella lettera era “negro”, noi per non urtare la sensibilità dei lettori l’abbiamo modificato leggermente, disinteressandoci del fatto che, benché alcuni dei Re Magi possano considerarsi venuti dall’Africa, sicuramente nessuno dei Re Magi può considerarsi residente in America]. Il mio lavoro mi porta a viaggiare molto e ciò fa sì che il rapporto con i miei due colleghi – di fatto la mia unica forma di famiglia – sia molto intenso. Fin qui tutto bene, ma da un po’ di tempo a questa parte qualcosa è cambiato.

Il mio collega Baldassarre che odora d’incenso, e il mio collega Melchiorre che sperpera l’oro della sua famiglia, mi stanno tagliando fuori dalla loro amicizia, con una modalità che è a metà tra il mobbing e il bullismo.

Per farti capire di che parlo basterà dire che nelle lunghe notti di viaggio, prima facevamo sempre giochi in cui si potesse giocare in tre, tipo Cluedo, Risiko, nascondino, quel gioco di carte che si gioca in tre con il morto, le olimpiadi alla Playstation etc., e ora, invece, loro vogliono giocare solo a giochi in cui si gioca in due, tipo: Subuteo, bim-bum-ba-le-giù, asso piglia tutto, e Pes 2012. In particolare su quest’ultimo gioco, all’inizio dissi che potevamo fare i turni o giocare due contro uno e loro si dissero d’accordo. Il giorno dopo, però, trovai il mio joypad sabotato con una gomma da masticare sul tasto triangolo: da lì la mia impossibilità di effettuare passaggi filtranti e il consequenziale inaridimento della qualità del mio calcio, inaridimento che mi ha spinto a smettere di giocare a Pes.

Non capivo il perché di tanta cattiveria nei miei confronti e iniziai a sospettare che il colore della mia pelle stava cominciando a dare fastidio. Poi, una notte, li ho sorpresi ad amoreggiare dentro il sacco a pelo.

Al loro imbarazzo iniziale si è sostituita la consapevolezza dello sdoganamento, e nelle nostre lunghe camminate di lavoro, loro stavano mano nella mano a dirsi all’orecchio affettuosità mentre io sto dieci metri dietro a litigare con i cammelli.

Non ne posso più. Dato che le fonti apocrife dicono che Melchiorre veniva dalla Persia e dato che su Wikipedia ho scoperto che la Persia equivale all’attuale Iran, e dato, inoltre, che è noto che in Iran gli omosessuali vengono impiccati alle gru, ho pensato di fare una delazione alla polizia di quel paese al preciso scopo di risolvere la mia fastidiosa situazione di emarginazione. Poi ho pensato che era eccessivo.

Ho perciò tentato di affrontare la faccenda dal punto di vista del diritto del lavoro. Mi sono rivolto alla sezione del P.C.I. di via dei Giubbonari, sostenendo di essere discriminato su base razziale, ma Togliatti mi ha detto che, in uno scontro di emarginazione tra lavoratori froci contro lavoratori negri non era detto che questi ultimi avrebbero avuto la meglio e mi ha consigliato di postare la questione sulla pagina Facebook di Nichi Vendola.

Nichi Vendola ha reputato la questione spinosa, ma, fortunatamente, lui era la persona giusta per risolverla. Poi c’ha ripensato, doveva prima confrontarsi con “la base” e per farlo ha postato la domanda su Twitter. Nell’attesa della risposta ritengo che gli omosessuali non dovrebbero avere il diritto di noleggiare figli e che la Puglia è una merda. Salvo solo Caparezza.

Non so che fare, forse dovrei licenziarmi, forse dovrei accettare che il nostro trio è diventato il loro duo (cfr: il Re Leone), forse dovrei solo aspettare.

Gaspare 43 A.C.

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Caro Gaspare 43 A.C.,

innanzi tutto mi trovo costretto ad insistere che mi venga dato del Lei da chi mi chiede consigli, e colgo l’occasione per dichiarare che non pubblicherò più lettere in cui mi viene dato del tu.

Passando alla sua vicenda, non posso non segnalarle che la sua lettera è offensiva per cinque categorie di persone: i neri, gli omosessuali, i cristiani, gli eredi di Togliatti e Nichi Vendola, il quale peraltro è molteplicitamente offeso per la sua appartenenza a tutte e cinque le categorie (prima o poi qualcuno si renderà conto che la parola “nichivendola” e la parola “nichilismo” – in italiano – hanno la stessa etimologia).

Avendo io un procedimento penale in corso (Strummolini, compagno di classe ai tempi di scuola, mi ha querelato perché ho detto che era frocio) il mio barista di fiducia, che è anche il mio avvocato, mi ha suggerito di utilizzare un linguaggio più politicamente corretto.

Dura lex sed lex, mi dichiaro vittima di una persecuzione politica e sciopero in segno di protesta.

Mi rendo conto di non essere entrato nel merito della sua vicenda, ma a un certo punto pure sti’ cazzi. Mi sento comunque di condividere un metodo per situazioni come la sua. Quando non so che fare io penso: “che farebbe Umberto Smaila se fosse al mio posto?”, e la risposta è sempre la stessa: aprirebbe il disco club Smaila’s a San Teodoro in Sardegna e ogni giovedì allieterebbe i commensali con del sano pianobar. Sempre che non sia il 1982. Se fosse il 1982 farebbe il regista di Italian boys. Allego la trama trascritta da Wikipedia per aiutarla.

«Umberto e amici, Abele e compagni, animatori di due radio locali, rispettivamente Trip Radio e Radio Metropolis, si impegnano in un mach musicale all’ultima nota per guadagnare pubblico giovanile alla loro parte: chi vincerà avrà in premio un mucchio di soldi e una fiammante vettura di classe. Dopo incerti ed alterni successi parziali, Umberto riporterà vittoria: ancora una volta nel film vince la simpatia, la bontà. Il prossimo futuro ora si profila roseo per i nostri…».

ilpuntodivistadelcarrodibuoi@hotmail.it