Coltrane, il sax e altre storie: Metastasio Jazz 2017

Coltrane, il sax e altre storie: Metastasio Jazz 2017

La XXI edizione della rassegna pratese dal 27 gennaio al 23 febbraio; concerti, conferenze, una mostra, nel segno del sax, per un festival che abbraccia tutta la città. www.metastasio.it/it/met-jazz/

PRATO – Il 2017 sarà un anno importante per il jazz: ricorrono i cinquant’anni dalla scomparsa di John Coltrane, i cento dall’uscita del primo album di jazz (un singolo, con Dixieland Jass (sic) One Step e Livery Stable Blues dell’italoamericano Nick La Rocca pubblicato il 26 febbraio 1917). Come se no bastasse è il centenario dalla nascita di Thelonious Monk e Dizzy Gillespie.
Solitamente, il direttore artistico Stefano Zenni non rincorre gli anniversari, ma con una serie così importante qualcosa si doveva fare: ecco allora nascere un’edizione del festival nel segno di Coltrane – considerato il jazzista “più copiato” degli ultimi cinque decenni –, un’edizione però non di maniera, ma che in qualche modo possa documentare l’evoluzione del sax attraverso le declinazioni del jazz contemporaneo.

Nick La Rocca

Come di consueto, la rassegna pratese stringe relazioni con altre realtà culturali del territorio, spingendosi fino al jazz club fiorentino “Pinocchio”, dove farà tappa il 28 gennaio per Incroci di Jazz, con il concerto di Tino Tracanna.
Il cartellone principale conta quattro appuntamenti, il primo dei quali il 30 gennaio con Francesco Bearzatti in trio con Emmanuel Bex all’Hammond e Jeff Ballard alla batteria, già visto a Prato nel 2013 con il pianista Brad Mehldau. Pur avendo uno stile diametralmente opposto a quello di Coltrane, Bearzatti porta al Metastasio il suo personale omaggio al sassofonista di Hamlet, con un background di r’n’b e insieme a due autorevoli esponenti dell’eclettismo jazz degli ultimi anni.

Jeff Ballard ® Pasquale Paradiso

Jeff Ballard ® Pasquale Paradiso

A seguire, il lunedì successivo, in esclusiva italiana e in collaborazione con Musicus Concentus e Network Sonoro, il duo David Murray-Aki Takase; considerato uno dei migliori, se non il migliore, fra gli interpreti del sax tenore, Murray mancava dalla Toscana da oltre quindici anni, e al Metastasio si esibirà al fianco della pianista giapponese Aki Takase. Un concerto eclettico e interessante, fra un esponente del jazz afroamericano, e una protagonista della scena sperimentale tedesca.

David Murray

David Murray

Serata dal sapore particolare il 13 febbraio al Teatro Fabbricone, con un doppio concerto di Dan Kinzelman: la prima parte lo vede a fianco del danzatore Daniele Ninarello, per un’esibizione all’insegna della performance d’autore; la seconda parte della serata avrà invece un carattere più classico, con Kinzelman affiancato da Joe Rehmer al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria.
Ancora al Teatro Politeama, il 23 febbraio si chiude il cartellone principale con il sassofonista Francesco Cafiso e la sua band, accompagnati dalla Camerata Strumentale della città. Dopo la collaborazione di due anni fa, quando la Camerata accompagnò Enrico Rava, la musica classica torna a dialogare con Metastasio Jazz, e lo fa al Politeama per far sì che il concerto sia seguito anche dagli abbonati della Camerata.

Dan Kinzelman

Dan Kinzelman

Le contaminazioni e le “uscite” proseguono anche con il cartellone collaterale, a partire dall’apertura del 27 gennaio, quando la scuola di musica Giuseppe Verdi ospita Alessandro Galati (che ha collaborato anche con David Murray), che rileggerà Coltrane al pianoforte. Lo stesso venerdì, alle 18, nel foyer del Metastasio verrà inaugurata diSEGNIdiJAZZ, la mostra del disegnatore Marco Milanesi, che ferma su carta le sensazioni regalate dalla musica jazz.

Il 29 gennaio, appuntamento “accademico” al Museo del Tessuto, con la conferenza del direttore Stefano Zenni, ovviamente incentrata sulla figura di Coltrane.
Quest’anno Metastasio Jazz dedica un ampio spazio alle performance: il 5 febbraio infatti, sarà la volta di Monica Demuru e Luca Tilli, con In fuga dalle macerie, eseguita a Palazzo Pretorio nella sala che ospita la scultura Madre e figlio di Jacques Lipchitz: la voce della Demuru e il violoncello di Tilli, per raccontare il dramma dei bambini di Aleppo.
Infine, il cartellone off si chiude il 12 febbraio al Museo del Tessuto, con il solo concert di Dimitri Grechi Espinoza, la cui semplicità al sax tenore è stata influenzata da Coltrane.

Anche per il 2017 si prospetta un’edizione interessante, assemblata dalla direzione artistica con il fermo proposito di dialogare con la città nella maniera più capillare possibile, intento dimostrato dai numerosi appuntamenti al di fuori del Metastasio. I 1416 spettatori paganti dei quattro concerti principali dell’edizione 2016, in crescita sul 2015, confermano il buon lavoro sin qui svolto per diffondere a Prato la cultura del jazz.

Niccolò Lucarelli