Con la personale di Tissot ancora negli occhi

Con la personale di Tissot ancora negli occhi

Poco meno di un mese fa terminava la bella mostra dedicata a James Tissot (Nantes, 1836-Bouillon, Doubs, 1902) negli spazi del Chiostro del Bramante.  La scelta dell’artista, per così dire diviso tra Francia e Inghilterra, a cui finora non era mai stata dedicata una personale in Italia, si è rivelata già di per sé affascinante. Il percorso espositivo era ricco di continue e piacevoli sorprese, ulteriormente enfatizzate dall’allestimento, particolarmente accurato, che concorreva a creare ambienti di grande impatto e indiscutibile suggestione. Ci si immergeva così, per qualche ora, nel meraviglioso e ovattato incanto di un contesto quasi senza tempo, così lontano com’è dalle consuetudini e dalle realtà del nostro presente.

J. Tissot_La giapponese al bagno, 1864 (Digione, Musée des Beaux-Arts)

J. Tissot_La giapponese al bagno, 1864 (Digione, Musée des Beaux-Arts)

Dagli esordi come pittore di storia di marca accademica, con importanti modelli come il sublime e  calibrato classicismo di Ingres o l’innegabile influsso della grande pittura rinascimentale, il suo stile si sviluppa in una chiave personale e in una direzione dichiaratamente volta a riprodurre scene e spaccati della moderna società, indagata con occhi attenti e una cura lenticolare che ricorda certa pittura fiamminga, tra gli interessi di Tissot. Sulla scia di questo sguardo  progressivamente focalizzato sulla contemporaneità, si articola la produzione degli anni sessanta dell’Ottocento. È il caso del bellissimo Ritratto della signorina L. L. (giovane signora con giacca rossa, 1864), di una pregevole e composta sensualità, tutta giocata sull’aspetto tattile delle stoffe ( le vesti dell’effigiata, il parato floreale sulle pareti della stanza, il pregiato rivestimento della poltrona sulla destra). All’incirca dieci anni più tardi, in seguito alla diretta partecipazione alla Comune, l’artista lascerà la capitale francese alla volta dell’Inghilterra vittoriana di cui riproduce, in opere di magistrale bellezza, momenti e svaghi, entro scenari descritti con grande perizia tecnica: tra le prime opere di questo periodo, di considerevoli dimensioni e di mirabile qualità, La convalescente (), dove, al di sopra delle figure, le foglie ingiallite di un albero fanno da cornice naturale tra il soggetto effettivo del quadro e il piano specchiante dell’acqua.

J. Tissot_Dama con ombrello. Mrs Newton,1878 (Gray, Musée Baron Martin)

J. Tissot_Dama con ombrello. Mrs Newton,1878 (Gray, Musée Baron Martin)

Eppure, malgrado l’evidente valore della sua arte, a  lungo Tissot non è stato tenuto nella giusta considerazione da parte della critica, benché sia stato, tra le altre cose, un pittore e un incisore anche piuttosto affermato e “alla moda” per l’epoca, nonché in contatto diretto con importanti e celebri artisti, quali Manet e Degas.

J.Tissot_Ritratto della signorina L.L. (giovane signora con giacca rossa), 1864 (Parigi, Musée d'Orsay)

J.Tissot_Ritratto della signorina L.L. (giovane signora con giacca rossa), 1864 (Parigi, Musée d’Orsay)

Molto bella ed efficace, nel tentativo di delineare e ricostruire il suo profilo, la citazione riportata tra virgolette nel bel saggio di Cyrille Sciama in apertura del catalogo (p. 16): “ […] quando si trovava di fronte a uno sconosciuto James Tissot conservava, forse a sua insaputa, una freddezza in qualche modo britannica. Ma perdeva presto la sua rigidità dopo aver rotto il ghiaccio, per mostrarsi sotto un aspetto benevolo e conquistare il visitatore attraverso le sue vaste conoscenze”: così lo  descriveva  G. Bastard in un suo testo del 1906 (ne la “Revue de Bretagne”). Queste poche righe sul Tissot uomo sembrano trovare un perfetto riscontro nelle sue opere di cui si colgono immediatamente la calligrafica ricercatezza e le atmosfere  sofisticate, eppure nitide nel tratto, di una freddezza che si rivela solo apparente perché subito riscaldata da una tavolozza avvolgente e morbida che stempera la fedele riproduzione dei dettagli, di una resa quasi fotografica, arricchendosi di elementi che mostrano un rimando alla cultura figurativa giapponese nel ricorso ad un decorativismo arabescato e bidimensionale (v. Dama con ombrello. Mrs Newton, 1878 o anche La giapponese al bagno, 1864). Davvero sorprendente la qualità delle acqueforti in mostra che sembravano addirittura superare, in termini di carica comunicativa e qualità percettiva, certa opera pittorica: in alcuni casi si aveva come la sensazione che la produzione grafica, nella sua essenziale e decisa bellezza, quasi si imponesse alla vista in tutta la composta e potente felicità espressiva.

Giulia Andioni