Costruzione e decostruzione del paesaggio: le polaroid di Alessandro Dandini de Sylva

Costruzione e decostruzione del paesaggio: le polaroid di Alessandro Dandini de Sylva

Venerdì 19 settembre inaugurerà la mostra Paesaggi 2008-2014 negli spazi di Operativa Arte Contemporanea, galleria romana che ospita le opere di Alessandro Dandini de Sylva per la seconda volta, dopo l’apertura con la collettiva Il Peso della Mia Luce.
L’imminente apertura della mostra mi ha dato l’occasione di approfondire il lavoro di Alessandro e farmi accogliere nel suo studio per curiosare un po’ in giro e cercare di ricostruire i passaggi che l’hanno portato fin qui. La realtà chimica delle polaroid di Alessandro è un procedimento a volte semplice, a volte complesso che parte dall’uso di una macchina fotografica a soffietto e da una serie di interventi manuali che l’artista compie per dare vita alle sue immagini. Sfruttando le caratteristiche tecniche di specifiche polaroid, come ad esempio la possibilità di lavorare su un’immagine composta da negativo e positivo, l’artista riesce a creare delle fotografie dense di particolari atmosfere e segni di un paesaggio che nasce da elementi chimici, ma che ricorda tutt’altro. Nell’astrazione quasi pittorica, che rappresenta l’unicità di queste immagini, è possibile ricostruire le tracce di uno scenario fantastico dove orizzonti, colori e soli si moltiplicano e si rovesciano in immaginarie visioni.

Alessandro Dandini de Sylva, Senza titolo (Paesaggio) #02, 2008. Instant color print, 8.5 x 10.8 cm

Alessandro Dandini de Sylva, Senza titolo (Paesaggio) #02, 2008. Instant color print, 8.5 x 10.8 cm

Per arrivare a questo linguaggio, Alessandro ha impiegato sei anni, dopo un’importante esperienza di una residenza fatta nel 2012 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Qui l’artista ha potuto lavorare in studio con grandi fogli di carta colorati che gli hanno permesso di avere un mondo di sfumature sempre a portata di mano. Inizialmente i cartelloni erano serviti solo per realizzare il processo di scatto delle polaroid ma successivamente, grazie al contributo del curatore della mostra Marcello Smarrelli, quegli stessi fogli sono diventati delle fotografie esposte insieme alle polaroid. Si è svelato così come da paesaggi del tutto concreti potessero nascere infiniti paesaggi astratti, creando all’interno della mostra un dialogo tra realtà e finzione che è possibile trovare in tutti i lavori dell’artista.

Alessandro Dandini de Sylva, Senza titolo (Rosso), 2012. Inkjet print, 100 × 125 cm

Alessandro Dandini de Sylva, Senza titolo (Rosso), 2012. Inkjet print, 100 × 125 cm

La sua prima serie fotografica è legata a dei chiarori notturni emanati dalle centrali elettriche. L’artista ha scattato una serie di immagini con lunghe esposizioni in cui erano rappresentati solo piccoli dettagli delle luci provenienti dall’attività elettrica delle centrali. Il passo successivo è stato quello di riprodurre in studio gli stessi chiarori, ma questa volta partendo da luci artificiali e attrezzature che potessero essere usate per creare il più liberamente possibile nuovi paesaggi luminosi.

Alessandro Dandini de Sylva, Senza titolo (Studio di chiarore) #21, 2012. Inkjet print, 100 × 75 cm

Alessandro Dandini de Sylva, Senza titolo (Studio di chiarore) #21, 2012. Inkjet print, 100 × 75 cm

Il processo creativo, per come l’artista stesso dice, passa sempre da un’idea di un’astrazione alla sua trasformazione in immagine. In questo passaggio l’emotività è molto forte e spesso le immagini sono strettamente legate allo stato d’animo dell’artista nel momento della loro realizzazione. Per quanto riguarda i temi trattati, Alessandro racconta che: “Lavorare sul paesaggio si basa sull’idea di un rapporto emotivo che esso ha con chiunque; rispetto a un qualsiasi altro tipo di soggetto, esso possiede un qualcosa a cui tutti riescono a rapportarsi. Quanto più è forte l’astrazione, tanto più forte sarà il processo d’immedesimazione dello spettatore”. Il suo lavoro non ha tuttavia solo una valenza evocativa, ma porta avanti un’importante riflessione sul linguaggio fotografico, sui significati e sulle possibilità espressive, mettendo al centro di questo dialogo il rapporto tra paesaggio reale e non reale e i punti di convergenza tra le due diverse rappresentazioni.

Alessandro Dandini de Sylva, Senza titolo, 2011. Inkjet print, 125 x 100 cm

Alessandro Dandini de Sylva, Senza titolo, 2011. Inkjet print, 125 x 100 cm

L’allestimento della mostra partirà da quest’idea di confusione e di dialogo astratto tra la realtà chimica delle polaroid e la realtà fisica di alcuni paesaggi che mostrano degli scenari naturali. La serie di polaroid originali, esposte in delle teche di plexiglas, sarà accompagnata da un ingrandimento di una delle stesse al fine di recuperare la visione di dettagli che solitamente vengono persi a causa delle piccole dimensioni. Infine, alcuni transfer di polaroid su carta porteranno all’interno della mostra un’idea di manualità dal sapore di vecchie litografie. Per concludere non posso fare altro che riportare le parole con cui lo stesso Alessandro ha terminato la nostra conversazione: “Le immagini presentate saranno degli spunti per chi guarda, ma il senso della mostra non saprei definirlo poiché, anche nelle mie esperienze di curatore, non penso che le mostre debbano per forza averne uno. In modo simile posso affermare come non ci sia un messaggio preciso nel mio lavoro. Avere questa certezza significa sapere che da qui si parte e qui si arriva, ma in mezzo ci sono tantissime cose”.

Flavia Culcasi

Alessandro Dandini de Sylva, Paesaggio # 43, 2014. Instant color print, 8.5 x 10.8 cm

Alessandro Dandini de Sylva, Paesaggio # 43, 2014. Instant color print, 8.5 x 10.8 cm

Alessandro Dandini de Sylva (Roma 1981) è fotografo e curatore. Vive e lavora a Roma. Nel 2014 è stato selezionato tra i vincitori del Premio Shanghai. Nel 2013 ha partecipato al progetto collettivo Il peso della mia luce presso la galleria e nel 2012 è stato invitato ad esporre all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi durante il Mois de la Photo. Nel 2009 è stato scelto come finalista per il Talent Prize e ha esposto il suo lavoro alla Centrale Montemartini di Roma. Dal 2011 è curatore di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, nel 2013 è stato curatore residente presso la Fondazione Pastificio Cerere di Roma e nel 2014 curatore ospite della Fondazione Ermanno Casoli di Fabriano.

Alessandro Dandini de Sylva
Paesaggi 2008-2014
inaugurazione venerdì 19 settembre, ore 19.00
dal 20 settembre al 15 novembre 2014

Operativa Arte Contemporanea
via del Consolato 10, Roma
apertura dal Mercoledì al Sabato 16.30 – 19.30
info@operativa-arte.com
www.operativa-arte.com

www.dandinidesylva.com