Dell’arrendersi o corpi in resa: la fragilità come forza creativa

Dell’arrendersi o corpi in resa: la fragilità come forza creativa

La rassegna “BodySongs – corpi che cantano”, nata con lo scopo di sensibilizzare il pubblico ai diversi linguaggi della danza contemporanea, è arrivata alla sua VII edizione, ospite presso Officina Giovani – Cantiere Culturale Ex Macelli di Prato. Col patrocinio del Comune, il 26 e il 27 febbraio, sarà possible assistere gratuitamente a quattro spettacoli uniti da un’unica tematica, quest’anno la fragilità, la cui indagine è stata affidata ad un corpo tutto al femminile.
Si alterneranno, infatti, i lavori di quattro coreografe, dove ciascuna, in modo diverso e interessante, offrirà il proprio punto di vista espressivo sulla delicatezza e la forza che coesistono in questa tendenza alla rottura. In particolare, la compagnia rAn-network, diretta dalla coreografa pratese Sara Nesti, interpreterà la fragilità come una rottura con atteggiamenti di vita “depressivi”, che passa attraverso la resa, l’abbandonarsi e il lasciar andare, come forme di rassegnazione coatta che nascondono in verità grandi risorse. rAn-network, dunque, presenta Dell’arrendersi, interpretato da Ivana Caffarati, Fabrizio Casagrande, Virginia Gradi, e Sabrina Mazzuoli, lavoro che ha già visto un primo ampio successo di pubblico in occasione di “Varchi Attivi – ZTT, Zona a Traffico Teatrale” sempre a Prato, un’iniziativa per l’apertura alla città del ricco circuito di spazi indipendenti d’interesse culturale.

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Dell’arrendersi, foto Darragh Hehir

Dell’arrendersi, apprezzato da addetti e non, parla apertamente e senza censure della resa come anticamera di una morte sentita come temporanea, poiché preparatoria alla risalita. La morte di cui si parla è quella di una condizione di cattività mentale che coinvolge le scelte di vita, dove la scena si apre con un’immagine di prigionia, in cui ciascuno sembra sciogliersi in una deriva convulsa e affranta, perso nel flusso delle cose, dove ognuno bisbiglia tra sé nella folle solitudine della propria gabbia. Le figure in bilico tra emozioni in contrasto, mostrano come siano i pensieri a tenere tesa la corda della tirannia della mente sul corpo, che vive una condizione quasi straziante davanti al proprio abisso esistenziale.
La coreografa ha così disegnato un primo atto corale di corpi con qualità molto diverse tra loro, nei quali, l’uno dopo l’altro, emergono spontaneamente gli spazi di lotta personale: ogni elemento del corpo coreografico sintetizza una sorta di fortino invincibile in guerra civile con se stesso, dove si combatte, in piena crisi, oltre il limite delle proprie forze, nel tentativo di allontanare l’evidenza dell’impresa impossibile a cui ognuno sembra essersi condannato. È in questo punto delicato che si affacciano tutte le paure, stando sull’orlo di un baratro che d’un tratto diventa affascinante, un potente polo di attrazione in cui voler cadere per mettere fine all’agonia.

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Dell’arrendersi, foto Darragh Hehir

Le varianti sul tema offerte da ogni danzatore, sono accompagnate, inoltre, da una scelta di brani che vanno dalla classica alla pop contemporanea, che si alternano a momenti di silenzio, narrando e marcando passaggi e cambi scena di quella che si presenta come una sorta di drammaturgia sull’argomento della resa. Infine, a toccare il fondo per decantare insieme alla morte, ci arrivano tutti e quattro i protagonisti, che tuttavia trasformano la resa in uno strumento di risalita personale e collettiva. Infatti, dopo il racconto di esperienze in cui ogni spettatore potrebbe facilmente immedesimarsi, come quella di un’insospettabile desperate housewife, di una relazione consumata e arrivata perfino alle mani, di giovani donne che aspirano al successo sotto l’approvazione del giudizio degli altri, ognuno si lascia “prendere” dalla resa e accompagnare fuori dallo stato di desolazione. Certo è facile lasciare le persone lì dove si trovano, vinti nel loro abbandono, ma è altrettanto difficile spingerle ad essere vincitori oltre quel limite di arrendevolezza.

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Dell’arrendersi, foto Darragh Hehir

In Dell’arrendersi ogni corpo del coro è così ora di là, nella resa alla morte, ora di qua, nella presa sulla vita, con uno scambio di pelle e di esperienze, in cui far posto ad una voce consolante che dice: I’ll take care of you. Quando “non so più che cosa fare”, ecco che il fortino rivela tutta la sua fragilità, e una volta abbattuto, lascia spazio allo sciogliersi delle tensioni, predisponendosi alla possibilità di un “intervento di cura”, magari esterno, a dimostrazione che non siamo mai soli. Questo lavoro credo vada visto, o meglio, “provato”. Merito alla coreografa che non ha “usato” gli interpreti come involucro delle sue idee, ma che ha permesso ad ognuno di parlare liberamente, al fine di toccare nel modo più sincero possibile un tema tanto delicato e attuale. In chiusa, lungi da considerazioni sulla vile rassegnazione senza scampo, questo spettacolo offre la possibilità di vedere nella fragilità all’arrendersi ai pesi diversi e comuni dell’esistenza, un’occasione per liberarsi in una nuova creatività, arrendendosi definitivamente alla gioia, una sorpesa che ci attende solo sul finale, poiché una riuscita felice è una rinascita che strutturalmente risiede dietro ogni vera sfida condivisa: “[…] quando ci si arrende, si apre sempre una fessura sottile da cui può irrompere l’inatteso, proprio perché si ritiene di non avere più niente da perdere” (Fredrik Sjoberg, L’arte di collezionare mosche).

Erica Romano

foto credits di Darragh Hehir (http://darragh.eu/it/)

PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

Spettacoli:

26 Febbraio, ore 21.30, Sala eventi
Francesca Stampone, Canti Notturni
Compagnia rAn-network, Dell’arrendersi

27 Febbraio, ore 21.30, Sala eventi
Paola Corsi, L’ospite
Sabrina Mazzuoli, Disarmate lucertole senza coda

BodySongs ospiterà presso la sala danza di Officina Giovani, anche Il corpo e la parola. Tecniche di teatro e movimento, workshop di teatro-danza, aperto a tutti, condotto da Ilaria Cristini e Sabrina Mazzuoli.
25 Febbraio ore 20.00- 22.30
26 Febbraio ore 19.00- 21.30

Per Info:
info@bodysongs.eu