Densamente spopolata è la felicità di Francesco Dongiovanni

Titolo: Densamente spopolata è la felicità

 Regia: Francesco Dongiovanni

 Produzione: Murex

 Nazionalità e anno Italia, 2012

Durata: 48 minuti

 Visionabile su: http://www.viaemiliadocfest.tv/

Se il nostro appuntamento mensile con l’underground italiano ha un senso, questo è largamente rintracciabile nella genetica di Densamente spopolata è la felicità, documentario bucolico di Francesco Dongiovanni. Se parlare di indipendente italiano significa qualcosa, questo “qualcosa” è ampiamente presente nell’opera qui analizzata. Se interrogarsi sulla natura ed essenza di un mercato artistico fuori dal mainstream ha ragion d’essere e peculiarità che riteniamo fondative e lungimiranti, queste sono aggregate nelViaEmiliaDocFest, festival indipendente totalmente gratuito e online che è in corso fino a fine ottobre nel quale Densamente spopolata è la felicità è in concorso.

Confrontarci mensilmente con una fetta dello scibile della settima arte che fatica ad emergere non è un gesto in qualche verso elitario, naïf o volontariamente anticonvenzionale per voler programmaticamente evidenziare una differenza con un mercato “visibile”. Se pervicacemente ci interroghiamo su di un mercato cui si vuole negare la visione è proprio perché riteniamo che un simile bacino off sia foriero di qualità che concorrono a completareontologicamente l’audiovisivo, per cui la vera visione negata sarebbe osservare solo il cinema visibile, autoescludendosi a una metà cinematografica fondamentale; metà che possiede delle caratteristiche non rintracciabili altrove.

  Parlare, come nel nostro caso, di un documentario pastorizio non è un gesto velleitario o improduttivo. Tutt’altro. Oggi il mercato mainstream si fonda su delle convenzioni di fruibilità che – nonostante questa qualità riesca a tener dentro si sé tantissime tipologie cinematografiche – non possono raccontare tutto l’universo-mondo che ci circonda come ogni arte ha il dovere di fare. A questo limite (che se in primis è produttivo subito dopo si riversa e crea confini percettivi nello spettatore) il cinema underground pone rimedio allargando il discorso, sobbarcandosi la difficile e coraggiosa sfida di perlustrare ciò che altri non hanno il coraggio (economico) di fare, fornendo al contempo un “servizio” umano, filosofico e artistico preziosissimo. Per tutti questi motivi – e molti altri – questa rubrica esiste, per tentare di fermare per una frazione di secondo ciò che sta avvenendo lì dove il mercato non ha l’ardire di guardare, lì dove qualcuno sta quotidianamente parlando di una parte di noi che probabilmente ignoriamo d’avere, lì dove qualcuno ci sta smuovendo delle corde umane e spirituali che nessuno aveva provato prima a sfiorare.

Un simile preambolo non avrebbe la pertinenza di cui lo crediamo capace se poi non introducesse un’opera esplicativa di quanto si è andato asserendo fino a quel momento. E dunque eccoci qui. Il ViaEmiliaDocFest da anni promuove liberamente la visione di tanto cinema documentaristico contemporaneo, fra cui questo Densamente spopolata è la felicità. Un tipo di cinema come quello filmato dal regista Francesco Dongiovanni non si trova spesso, mai nelle multisala. Ed è una parte di noi che merita visibilità e analisi con tutta la dignità e attenzione del mondo. Densamente spopolata è la felicità si prende la briga di afferrare l’ineffabile, di raccontare la vita, i cicli, le usanze e i gesti di un’umanità che sta scomparendo ma che ancora ci appartiene. In un mutismo assoluto il regista riesce a materializzare la vita, i calli, il freddo, la fatica e la solitudine di un pastore che nell’altipiano della Murgia conduce un’esistenza totalmente slegata dalla civiltà contemporanea. La quiete che circonda l’uomo oscilla fra la beatitudine e la maledizione, isolato dal caos metropolitano ma slegato da una civiltà a cui anche lui appartiene. I confini fra benedizione e condanna sull’esistenza che il pastore conduce sono labili, inafferrabili, soggetti esclusivamente al parere dello spettatore. Ma per una rinascita audiovisiva, per un cinema italiano alla ricerca di qualità, per una genetica fondativa del settore audiovisivo tanto reclamizzata ma forse poco incentivata e voluta, per un’arte che parli veramente del reale, e non solo della sua parte più accattivante, e per dei nuovi principi che ispirino il cinema a venire, Densamente spopolata è la felicità – come molti altri film presenti sul sito del ViaEmiliaDocFest – è un tassello a suo modo cruciale, crocevia di tante qualità e caratteristiche su cui un audiovisivo sano deve continuare ad interrogarsi. Simili riflessioni hanno bisogno del controcanto spettatoriale: partecipiamo.

Emanuele Protano