Deus Ex Machina (messa a punto): l’invito all’interazione di Pablo Mesa Capella.

Deus Ex Machina (messa a punto): l’invito all’interazione di Pablo Mesa Capella.

Simboli religiosi, elementi naturali e strumenti da lavoro abitano l’ambiente asettico di una piccola galleria sita nel cuore del Pigneto. Soggetti apparentemente inconciliabili che hanno dato a vita all’inconsueta e genuina esposizione Deus Ex Machina (messa a punto) di Pablo Mesa Capella (Malaga, 1982 – vive e lavora a Roma), ubicata presso la romana LaStellina ArteContemporanea.

L’artista, provenendo dal teatro (Laureato in Regia scenica e drammaturgia e in Comunicazione audiovisiva, dedito al teatro ha curato regia e scenografia di spettacoli e performance artistiche), ha ideato una grande opera scenografica, una messa a punto che vuole essere una riflessione profonda su tematiche attuali e scottanti.

Il desiderio di interrogarsi sulla capacità delle religioni di rispondere alle sollecitazioni mosse dall’uomo contemporaneo ha portato il giovane spagnolo a realizzare una ‘scultura interattiva’ – così definita dallo stesso artista – con l’obiettivo ultimo di stimolare una meditazione sui loro emblemi. Croce e mezzaluna – ovvero cristianesimo e islamismo – s’incontrano in un luogo neutro per riconciliarsi, mettere a nudo le proprie fragilità e incomprensioni.

Pablo Mesa Cappella Deus Ex Machina

Entrando nella piccola stanza si rimane subito sorpresi dalla visione imposta dei due grandi blocchi di ferro, inamovibili raffiguranti i simboli delle due religioni. Il deperibile materiale di cui sono fatti provoca la loro ossidazione: giorno dopo giorno la ruggine divora le strutture fino a distruggerle, generando nella mente dell’osservatore una sottile riflessione. L’immagine che egli ha davanti a sé allude a una metafora: quella della corrosione dei valori, operata nel corso dei secoli sulle nostre vite, un’allegoria che rimette in discussione il dialogo dell’uomo con la religione e la spiritualità. Un’incessante degradazione che, tuttavia, può essere arrestata, ma solo da entità esterne.

Se nel teatro greco si attendeva l’intervento di un deus ex machina come unico soggetto in grado di risolvere la situazione, nell’opera di Pablo sarà l’intervento dello spettatore – coinvolto volontariamente in una performance attiva – a salvare dal degrado le sculture. L’improvvisato performer – leggendo le istruzioni e armato di spazzole, panni e oli – accudirà l’installazione rigenerando il carattere evocativo dei simboli in questione ed eliminando le scorie in eccesso, che saranno conservate all’interno di un apposito reliquiario. Residui sì, ma testimonianze di un burrascoso passato e quindi importanti documenti da preservare.

DSC_0234 -1P - Pablo Mesa Capella - © Paolo Landriscina Photographer

A lato, in secondo piano, una terza massa di acciaio maggiormente imponente svetta sulle prime prendendo il sopravvento e ponendosi come sintesi delle precedenti. Mesa Capella, trasformandosi in artista demiurgo e indossando abiti da operaio, dà origine a una nuova configurazione, frutto della commistione tra i vecchi e corrotti emblemi ecclesiastici.

Accompagnano il tutto tre piccoli recipienti, sempre di acciaio, contenenti differenti materie: nel primo sabbia e sale, nel secondo acqua e nel terzo terra con una pianta di Papiro. Accomunano le varie sostanze significati collegati alla trasmissione delle culture: la carta (Papiro) come diffusione del sapere; la sabbia, la terra e l’acqua si riferiscono alle strade percorse dai pellegrini; mentre il sale allude alle merci trasportate.

DSC_472 - 1bP - Pablo Mesa Capella - © Paolo Landriscina Photographer

Un’installazione ingegnosa e concettualmente carica che, tuttavia, non sottintende alcuna questione polemica. Infatti, i manufatti creati e l’azione provocata non sono altro che un invito sia al dialogo tra due opposte fazioni, sia alla partecipazione del pubblico come protagonista poiché chiamato in prima persona a operare, con le proprie mani, un piccolo ma simbolico cambiamento attuato attraverso strumenti moderni.

Maila Buglioni

 

LaStellina ArteContemporanea

Deus Ex Machina (messa a punto)

a cura di Stella Bottai

Via Braccio da Montone, 93 – 00176 – ROMA

dal 14 novembre al 20 dicembre 2013

orario: lunedì-venerdì 17:30-20:00 e su appuntamento

ingresso libero

info: tel. +39 334.2906204

www.lastellinaartecontemporanea.com | lastellina05@gmail.com

http://pablomesacapella.blogspot.it/ | http://deusexmachina-messa-a-punto.blogspot.it/