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luglio 2017 – aprile 2018

lug
21
ven
2017
WOMEN IN BALI @ MAO - TORINO
lug 21 @ 18:00 – 21:00
WOMEN IN BALI  @ MAO - TORINO | Torino | Piemonte | Italia

WOMEN IN BALI è un progetto fotografico tra arte e reportage, un viaggio per immagini nel cuore di Bali e un omaggio all’energia di tutte le donne che vi abitano. Bruna Rotunno racconta l’universo femminile e la potenza creatrice della natura, nell’isola dove l’acqua è ancora venerata come sacra origine della vita e come elemento di purificazione. La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale di Torino, il più giovane e tra i maggiori in Europa per la conoscenza e lo studio dell’arte orientale, che da tempo ha avviato un programma di mostre temporanee per approfondire tematiche che non sono presenti nelle esposizioni permanenti e per presentare al pubblico altri aspetti della straordinaria ricchezza e originalità delle culture orientali. Il MAO quindi, oltre a essere un importante istituto culturale per la conoscenza dell’arte orientale vuole rappresentare per il pubblico italiano ed europeo una finestra sull’affascinante e complesso mondo delle culture dell’Asia. In questo lavoro durato 8 anni – nato da una grande attrazione per l’isola, visitata per la prima volta 20 anni fa – la fotografa ha costruito un racconto per immagini, dove ogni gesto e ogni personaggio traduce l’essenza di un luogo unico, caratterizzato da una costante armonia. Partendo dalla mitologia balinese, fondata sul culto dell’acqua – la Holy Water, la Grande Madre, simbolo di creazione e purificazione – nelle fotografie viene così mostrato il fluire del lato femminile dell’isola. A esso si lega il sacro, il rito, la creatività, l’arte, la musica e la danza, raccontati attraverso i gesti quotidiani delle donne balinesi. Sono loro le artefici delle offerte e dei fantastici addobbi sacri, creati per attrarre l’attenzione e la benevolenza delle divinità. In questa ‘isola teatro’ – come viene definita Bali – dove la bellezza si rivela una qualità fondamentale della vita, le donne si muovono con grazia ed eleganza, danzano e lavorano in un universo dove anche le risaie, le lussureggianti piante tropicali e le pietre sono animate dalla Shakti, l’energia divina femminile. Oltre a offrirci un racconto di vita sulle donne balinesi, Bruna Rotunno ha concentrato la sua attenzione sulle tante donne straniere che, attratte dalla bellezza e dalla spiritualità dell’isola, hanno deciso di stabilirvisi per creare una nuova comunità femminile e sviluppare progetti di natura etica, sociale, artistica ed educativa, spesso all’insegna dell’eco-femminismo e della sostenibilità. Tra le tante, l’americana Robin Lim, con la sua Bumi Schat Foundation, che ha aiutato a far nascere più di 5000 bambini, riducendo l’alto tasso di mortalità. L’indonesiana Sri Adnayani Oka ha fondato una banca di microcredito per aiutare i poveri, l’irlandese Nattalia Sinclaire che ha aperto sull’isola una scuola Montessori e l’inglese Mary Northmore che, con la sua non-profit Smile Foundation, finanzia operazioni per correggere malformazioni congenite nei bambini. «Bali è un’isola viva che ha sempre suscitato in me emozioni contrastanti – afferma la fotografa Bruna Rotunno – stimolate dalla sua luce fluida e mutevole, da una ritualità fatta di gesti che rendono visibile l’invisibile e soprattutto da una bellezza diffusa che riflette un’armonia in continuo divenire. Nel corso del tempo ho incontrato tante donne, sia balinesi sia provenienti da altre parti del mondo, che sull’isola hanno avviato importanti progetti artistici, etici e sociali. Attraverso i loro ritratti ho cercato di coglierne l’essenza, raccontando la forza dell’energia femminile simboleggiata dall’acqua, veicolo di memorie antiche e strumento di guarigione. Le immagini sfiorano la quotidianità di un luogo in cui tutto è sacro e dove la potenza creatrice della natura risuona con l’energia creativa presente in ognuno di noi, rendendo più lucidi e realizzabili i nostri sogni. Questo progetto vuole essere un omaggio all’isola e a tutte le donne che la abitano». Il percorso espositivo è composto da 80 fotografie e da uno short movie su Bali girato dall’autrice, The Island of Healing. Completano la mostra un gruppo di piccole sculture in legno femminili degli anni Cinquanta e alcuni oggetti legati alla cultura di Bali, prestito della collezione Mariangela Faradella (Milano). La mostra, inaugurata nel 2016 al Museo India Habitat Centre di New Delhi, dopo il MAO di Torino verrà presentata a Parigi. La ricerca di Bruna Rotunno è stata raccolta in un importante volume Women in Bali (pubblicato da Silvana Editoriale), che conta più di 150 fotografie, accompagnate dai testi di Anita Lococo, americana residente da 35 anni nell’isola, e dalla scrittrice balinese Cok Sawitri. BRUNA ROTUNNO Bruna Rotunno vive tra l’Europa e l’Asia. La sua pratica artistica include la fotografia e il video. La sua produzione si sviluppa anche in progetti di ampio respiro basati su narrazioni dove la sensibilità e l’empatia visiva si coniuga con l’immediatezza del reportage. I suoi lavori sono stati pubblicati su Vogue, Muse, Shon, Twill, etc. Il lavoro Shanghai 24h è stato esposto alla Triennale Bovisa (2010). Ha inoltre partecipato alla mostra 60 Grandi Fotografi 60 grandi Architetti presso lo Spazio Marini Light (Milano, 2015). Il suo short film Sultan Dream è stato presentato alla Biennale di Venezia nel 2015. Tra i riconoscimenti ottenuti: la menzione d’onore al Tokyo International Foto Awards (2016), il Silver Award al Prix de la Photographie di Parigi (2016). Oltre a Women in Bali, ha pubblicato: The Queen of the Andes (Skira, 2102), The Lotus Flower (Skira, 2010), The Long Journey of excellence (Skira, 2008), Etno Folk in Cortina (Renografica, 2007). da 22 Luglio 2017 a 10 Settembre 2017 a cura di Gigliola Foschi in collaborazione con MAO Museo d’Arte Orientale Anteprima stampa: venerdì 21 luglio ore 11.30 Inaugurazione aperta al pubblico: venerdì 21 luglio ore 18.00 info: http://www.fondazionetorinomusei.it/it http://www.maotorino.it/it

lug
31
lun
2017
Fotopub 2017 @ Novo Mesto
lug 31 @ 11:00 – ago 6 @ 23:00
Fotopub 2017 @ Novo Mesto | Novo Mesto | Novo mesto | Slovenia

Fotopub 2017
31.7.—5.8.

Fotopub Festival is entering its fourth edition in its new form since 2014. The festival, which is led by young artists and curators, takes place each August in the rural town of Novo mesto, Slovenia. From 31 July to 5 August 2017, Fotopub will organise a series of formal and informal events presenting international artists working with the most recent emerging photographic research, music and entertainment programme, evening artist presentations, symposiums, a book fair and a portfolio review, which will bring to Novo mesto well-known and respected artists, curators, editors, publishers and gallerists from the international art world.

Fotopub focuses on generating links between the freshest photographic activity and its wider cultural context. Unlike many other cultural institutions working in the field of photography, the festival’s foremost intention is to work actively at the site/place where emerging photographic practices meet unconventional curatorial gestures. Fotopub aims to recognize the qualities of young artists and connect them with established professionals in the field of contemporary art, thus enabling future interactions and supporting the development and acceleration of their artistic careers. The festival occupies and builds a space for emerging artists in a need of a platform for independent research, experimentation and practice, forming a multigenerational initiative for interdisciplinary cultural integration.

This year, ten exhibitions will be held by forty-six international artists from nineteen countries; from Belarus, Bosna and Herzegovina, Brazil, China, Czech Republic, Denmark, France, Germany, India, Italy, Latvia, Lebanon, Palestine, Slovenia, Switzerland, Turkey, The Netherlands, Ukraine and the United States. The exhibitions will take place exclusively in the unconventional and/or abandoned spaces across the city centrewith site specific installations and performances happening across the streets and fields of Novo mesto.

The festival inaugurates with Soft Denial, an underwater installation commissioned by Fotopub to Forlaine 6 Studio (FR/GR), located in Novo mesto’s primary school swimming pool. Along with the mentioned installation, there are three group shows curated by this year’s three guest curators. Rachel Dedman (UK) invited architects, painters and videomakers from the Middle-East to work with photography in order to draw a new possible visual narration of their geographic area. The performative exhibition curated by Tereza Jindrova (CZ) puts together two artistic duos, whose works deal with the most basic human feelings, such as love. Log Pose, an exhibition curated by Paola Paleari (IT), brings together five lens-based artists who from their own experiences use photography to explore diverse aspects of life: identity, intimacy, society, environment and language. Liga Spunde (LV), winner of the Fotopub 2016 Portfolio Prize, returns to Novo mesto with a one-piece solo show in an abandoned public toilet; an unsettling climax of domestic life and alien otherworld. The closing show of the festival sees the participation of nine international artists, each selected by a member of the Fotopub team as an experiment, which is aimed at fostering new dialogues between different imageries and methods, between an individual and the collective. The programme is complete with a performance by the Swiss-Slovenian artistic duo Veli & Amos, public interventions by Danilo Milovanović, as well as two guest shows curated by the festival’s international partner institutions; FAMU, Academy of Performing Arts in Prague, and METRONOM Gallery in Modena with Claudia Petraroli’s solo show. Among this year’s new initiatives is a special Fotocubs exhibition, conceived and produced by last year’s Fotopub Volunteers and mentored by the Fotopub team.

During the last two days of the festival, Portfolio Review, one of the central events, will bring to Novo mesto twelve well-known and respected international artists, curators, editors, publishers and gallerists. Apart from reviewing the portfolios they will also present their practice to the public in a series of symposiums. The Fotopub 2017 Portfolio Reviewers are Anna-Kaisa Rastenberger (FI, Chief Curator at The Finnish Museum of Photography), Duncan Wooldridge (UK, photographer, curator and art critic, Photography Course Leader at Camberwell College of Arts, UAL), Elisa Medde (IT/NL, Managing Editor at FOAM Magazine), Federico Clavarino (IT/ES, artist, teacher at BlankPaper Escuela de Fotografia), Francesca Seravalle (IT, independent curator), Marcella Manni (IT, Founder and Director at Metronom Gallery), Michal Novotný (CZ, curator, Director at Centre for Contemporary Art FUTURA), Penelope Umbrico (US, artist), Roman Uranjek (SI, artist, Founding Member of IRWIN and NSK), Taco Hidde Bakker (NL, writer, researcher and lecturer), Tim Clark (UK, curator, Founder of 1000 Words Magazine) and Aron Mörel (UK, publisher, Founder and Editor at Mörel Books).

PROGRAMME

Monday 31.7.

18.00 opening performance @ Airport Novo mesto-Prečna, Prečna Street 46
Veli&Amos

20.00 festival opening @ Grm Primary School
Forlane 6 Studio

21.00 artist presentations @ LokalPatriot club

22.00 spit roast dinner @ LokalPatriot club

24.00 night programme @ LokalPatriot club

Tuesday 1.8.

18.30 exhibition opening @ Breg 1
Adam Mička, Max Vajt, Minghui Zheng, Valentýna Janů, Ira Zakharova, Šimon Levitner, Johana Novotná, Oskar Helcel
Guest show by FAMU Prague

19.30 exhibition opening @ City Library
Sunoj D, Stéphanie Saadé, Ghaith Abi Ghanem and Jad Melki, Hussein Nasserredine, Daniele Genadry, Yara Saqfalhait, Isa Toledo, Aykan Safoglu
Curator: Rachel Dedman

21.00 artist presentations @ LokalPatriot Club

22.00 performance by Aykan Safoglu

23.30 night programme @ LokalPatriot club

Wednseday 2.8.

18.30 public installations walk @ City Centre
Danilo Milovanović

19.30 exhibition opening @ Pugljeva Street
Liga Spunde, Fotopub Portfolio Prize Winner 2016

21.00 artist presentations @ LokalPatriot club

22.00 night programme @ LokalPatriot club

Thursday 3.8.

16.00 exhibition opening @ Rozmanova 12
Matic Pandel, Nik Erik Neubauer, Teja Miholič, Lucija Rosc
Fotocubs mentored exhibition

18.00 (exhibition opening @ Simulaker Gallery)

19.30 exhibition opening @ Glavni Trg 2
Mathias Tang, Matilde Søes Rasmussen, Bärbel Praun, Maya Rochat, Masha Svyatogor
Curator: Paola Paleari

21.00 artist presentations @ LokalPatriot club

22.00 night programme @ LokalPatriot club
Haiku Garden (SI), Jonathan (HR)

Friday 4.8.

10.00 portfolio review @ Glavni Trg 2

13.00 book market @ Situla

17.00 symposium @ Glavni Trg 2

18.30 exhibition opening @ Glavni Trg 2
Claudia Petraroli, Guest show by Metronom Gallery

19.30 exhibition opening @ Glavni Trg 28
Lea Collet, Marios Stamatis, Barbora Fastrová, Johana Pošová
Curator: Tereza Jindrová

21.00 evening presentations @ LokalPatriot club

22.00 night programme @ LokalPatriot club

Lord Apex (UK), Neana (UK), T.D. Nasty (UK), Borka (SI), Felis Catus b2b KMN (SI)

Saturday 5.8.

10.00 portfolio review @ Glavni Trg 2

10.00 book market @ Situla

17.00 symposium @ Glavni Trg 2

19.30 exhibition opening @ Glavni Trg 2

Giorgia Castiglioni, Eric Meier, Thomas Kuijpers, Nicolò Lucchi, Giovanni Fredi, Richard Janeček, Jure Goršič, Anja Jelovšek, Sam Lavigne

21.00 artist presentations @ Glavni Trg 2

21.30 festival closing ceremony @ Pumpnca

22.00 Fotopuparty @ Pumpnca
Mickey Pearce (UK), She’s Drunk (FR/Berlin), Bojler DJs (SI)

Contacts

For any further press inquiries regarding the Fotopub 2017, asking for additional information, arrangements of interviews or organising the visit of the press teams to the festival, please contact us in the following order:

Tadej Vindiš
Assistant Director (Press Contact)
+386 31 883 184 (SI)
+44 7843 877 171 (UK)
tadej.vindis@fotopub.com

Dušan Josip Smodej
Managing Director
+386 40 215 189 (SI)
dusan.smodej@fotopub.com

Fotopub Association for Contemporary Culture
Dilančeva ulica 1
8000 Novo mesto
Slovenia

fotopub@fotopub.com
www.fotopub.com
www.fotopub.com/press

set
5
mar
2017
SERAFINO AMATO: False Finzioni @ Interno 14
set 5 @ 18:30 – 21:00
SERAFINO AMATO: False Finzioni @ Interno 14 | Roma | Lazio | Italia

Il giorno martedì 5 settembre 2017 alle ore 18.30 Interno 14, lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica, presenta “False Finzioni” di Serafino Amato, a cura di Francesca Capriccioli, con le fotografie di Andrea Ruggeri e i testi di Roberta Valtorta e Francesca Capriccioli.

Giovedì 7 settembre alle ore 18.30 Serafino Amato sarà in conversazione con Lorenzo Pavolini.

“False Finzioni” è una serie di opere fotografiche che Serafino Amato ha realizzato tra il 2006 e il 2008. Si tratta di un lavoro in cui l’artista radicalizza, estremizzandolo, un suo costante modus operandi, ideando un progetto fotografico in cui egli è performer, soggetto che incarna e struttura il senso della visione, mentre affida la realizzazione delle immagini al suo amico e collaboratore Andrea Ruggeri che con generosità, sensibilità, empatia e discrezione documenta e interpreta il percorso visivo concepito da Serafino Amato.

Un percorso fisico e metaforico dove l’artista fa di sé stesso un corpo in azione, un corpo che sperimenta, mentre compie – come scrive l’autore stesso – una ricognizione interiore in luoghi non ancora esplorati, comuni in fondo. Ormai. Un incontro ravvicinato con memorie, sogni e talvolta incubi; purtroppo possibili. Ormai. L’opera nasce infatti da una riflessione e da una indagine sul disagio esistenziale e sulla manifestazione che di esso si dà attraverso il corpo e attraverso le modalità di relazione che il corpo stabilisce (o non stabilisce) con lo spazio che di volta in volta abita. Una riflessione sulla fragilità resa drammaturgicamente attraverso quei segni, quelle cifre stonate, quei gesti iperbolici che dicono l’improprietà e l’incongruità dello stare. Le immagini ritraggono Serafino Amato perso in azioni solitarie e solipsistiche, dove il corpo denuncia tutta la sua goffaggine e inadeguatezza alle aspettative comuni. Un corpo che interagisce a suo modo con una natura circostante, talvolta resa attraverso orizzonti aperti, talvolta presente come natura urbanizzata, interstiziale rispetto al contesto metropolitano. Le sequenze indugiano su passi che incespicano in una indeterminatezza senza scopo, su posture innaturali, decentrate, e colgono sguardi assenti, bloccati, retroversi, azioni eccentriche rivolte ad una natura indifferente, e tessono la sintassi di un discorso intimo eppure rovesciato verso l’esterno a ribadire l’incontrovertibiltà del suo darsi e a esigere una rinnovata attenzione. Eppure Serafino Amato, funambolo sul filo tra autobiografia e finzione, indagando segni e comportamenti specifici di una qualche patologia, evidenzia anche un bisogno curativo. L’autonarrarsi, inteso anche come efficace strumento terapeutico, lenisce il vissuto doloroso e costituisce la via per allontanarne lo spettro da sé stesso, per neutralizzare quei fantasmi interiori attraverso la loro sublimazione simbolica. Praticare teatro, fare del rituale, calarsi in uno stato diverso manifestandone i segni, ha in questo caso una funzione anche catartica, potentemente liberatoria.

Inaugurazione 5 settembre 2017 ore 18.30
Incontro con l’autore 7 settembre 2017 ore 18.30

Interno 14 | Via Carlo Alberto 63 Roma

INFO MOSTRA

Serafino Amato
“False Finzioni”
fotografie di Andrea Ruggeri
testi di Roberta Valtorta e Francesca Capriccioli
mostra a cura di Francesca Capriccioli

Inaugurazione martedì 5 settembre 2017 ore 18.30
Incontro con l’autore giovedì 7 settembre 2017 ore 18.30
Serafino Amato in conversazione con Lorenzo Pavolini
Interno 14 – Via Carlo Alberto 63 Roma

La mostra è visitabile fino al 9 settembre: 3494945612
L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.

AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica
Art Director Interno 14 – ufficio stampa Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com roberta.melasecca@gmail.com
tel. 349 4945612
www.presstletter.com

set
19
mar
2017
Nan Goldin: The Ballad of Sexual Dependency @ La Triennale di Milano
set 19 all-day
Nan Goldin: The Ballad of Sexual Dependency   @ La Triennale di Milano | Milano | Italia

Il Museo di Fotografia Contemporanea, per la prima volta in Italia, presenta The Ballad of Sexual Dependency della fotografa statunitense Nan Goldin (Washington, 1953), a cura di François Hébel presso il Palazzo della Triennale di Milano. Un diario visivo autobiografico e universale sulla fragilità degli esseri umani, che racconta di vita, sesso, trasgressione, droga, amicizia, solitudine. Un work in progress avviato agli inizi degli anni Ottanta, riconosciuto tra i capolavori della storia della fotografia.
Lo sguardo di Nan Goldin abbraccia ogni momento della propria quotidianità e del proprio vissuto. L’artista fotografa se stessa e le travagliate vicende dei suoi compagni, nella downtown di Boston, New York, Londra, Berlino, tra gli anni ’70 e ’80. La sua è una fotografia istintiva, incurante della bella forma, che va oltre l’apparenza, verso la profonda intensità delle situazioni, senza mediazione alcuna. Nella totale coincidenza del percorso artistico con le vicende di una biografia sofferta e affascinante, Nan Goldin ha indubbiamente creato un genere: studiate, utilizzate e imitate in tutto il mondo, le sue immagini sono un modello rimasto intatto fino a oggi.
L’installazione è costituita da una scenografia ad anfiteatro che accoglie il pubblico e consente la visione dell’opera, un video che viene proiettato ogni ora. Completano l’esposizione materiali grafici e alcuni manifesti originali, utilizzati per le prime performance di Nan Goldin nei pub newyorkesi.

Informazioni pratiche

Nan Goldin. The Ballad of Sexual Dependency
A cura di François Hébel

19 settembre – 26 novembre 2017

Orari: Martedì – Domenica | 10.30 – 20.30

La Triennale
di Milano
T. +39.02.724341
info@triennale.org | www.triennale.org

didascalia immagine: Nan Goldin, Trixie on the cot, New York City 1979. © Nan Goldin

set
30
sab
2017
CASTELNUOVO FOTOGRAFIA 2017 – V edizione @ Castello Rocca Colonna
set 30 – ott 8 all-day
CASTELNUOVO FOTOGRAFIA 2017 - V edizione @ Castello Rocca Colonna  | Castelnuovo di Porto | Lazio | Italia

CASTELNUOVO FOTOGRAFIA, giunto con grande successo di critica e di pubblico alla sua quinta edizione, si svolgerà nel comune di Castelnuovo di Porto, lungo la via Flaminia, in un piccolo borgo medievale alle porte di Roma, immerso nel paesaggio di grande bellezza della campagna romana, nel cinquecentesco castello Colonna. Ideato e diretto da Elisabetta Portoghese e organizzato dall’Associazione DIECIQUINDICI, con il contributo del Comune di Castelnuovo di Porto e con il patrocinio dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Roma Capitale e dell’Ente Regionale Parco di Veio. CASTELNUOVO FOTOGRAFIA ha conquistato negli anni un pubblico ampio e attento, mantenendo la sua vocazione di festival indipendente e puntando sulla qualità dei progetti esposti, dando spazio ai grandi protagonisti della fotografia e sostenendo l’editoria indipendente, i giovani fotografi e i nuovi linguaggi visuali. Le giornate di fotografia, che si svolgono dal 30 settembre all’8 ottobre 2017, si pongono come obiettivo un’ampia analisi e una riflessione sulle trasformazioni e le criticità del paesaggio urbano e naturale contemporaneo, attraverso lo sguardo di maestri della fotografia e giovani emergenti ma anche sull’analisi del paesaggio nella sua forma interiore. Come nella scorsa edizione il LANDSCAPE si fondeva con il MINDSCAPE nella ricerca di una declinazione più intima di paesaggio legata al modo di vivere e di vedere, così l’edizione di quest’anno, dal titolo “LANDSCAPE – PORTRAIT”, si focalizza sull’esplorazione e la dimensione esistenziale del paesaggio nella sua forma naturale, urbana e sociale, traendo ispirazione anche dal gioco di parole: landscape – orizzontale, portrait – verticale, utilizzate per visualizzare lo schermo degli smartphone, strumento universale di comunicazione attraverso l’immagine. I due temi hanno come filo conduttore l’esplorazione temporale del paesaggio, dalla materialità dei ricordi conservati nelle veline degli album, all’evanescenza delle immagini digitali, disperse in uno spazio immateriale. Si passa così da un’indagine che tocca poliedrici punti di vista, dall’architettura ai personaggi che vivono il territorio e alle loro storie, alla memoria e alle proprie aspirazioni. Una ricerca a metà strada tra la soggettività, i caratteri oggettivi del paesaggio e le percezioni individuali tradotti tutti nell’arte della fotografia. Il programma prevede un fitto calendario di appuntamenti durante le tre giornate del Festival: mostre, letture portfolio, laboratori, incontri, performance, proiezioni video e presentazioni editoriali.

In mostra, dal 30 settembre all’8 ottobre nelle sale della cinquecentesca Rocca Colonna:

FLORE – RICORDI LONTANI, la fotografa franco spagnola FLORE evoca l’adolescenza di Marguerite Duras in Indocina. “Tutto è immerso in una sorta di foschia che sfuma i contorni, […] riesce non tanto a illustrare i testi di Marguerite Duras ma, piuttosto, a seguirne i passi. Non come una aficionada, semmai come una sorta di fantasma”. (Dal testo introduttivo di Laure Adler, Ricordi Lontani. Scritti di Marguerite Duras, Postcart Edizioni 2016 coedizione Contrejour).
PIERO CAVAGNA E GIULIO MALFER – TOUCH, vincitore del Premio Marco Bastianelli 2017 per il miglior libro fotografico autoprodotto edito in Italia. Touch – toccare con le dita – è un ponte che mette in comunicazione persone e storie mediando tra la forma tradizionale del libro e l’interattività dei dispositivi mobili che i ragazzi tengono in mano quotidianamente. La mostra è composta da una serie di ritratti di ragazzi che hanno partecipato al “Treno della Memoria” ognuno dei quali tiene in mano una striscia di garza sulla quale è scritto il nome di un coetaneo diventato fumo e cenere nel buco nero dell’orrore dei campi nazisti. All’interno dell’esposizione, raggruppate in una serie di isole, sono presenti delle schede con le immagini dei giovani morti nei campi di sterminio, ricoperte da inchiostro termocromico nero. Una volta toccato, questo inchiostro diventa trasparente permettendo l’apparire della fotografia che resterà visibile per alcuni secondi prima di ritornare, di nuovo, nell’oscurità.
SIMONA FILIPPINI – Rome LOVE, a cura di Chiara Capodici. Due storie, due visioni della città di Roma in un bilico instabile fra passato, presente e ipotesi di futuro quale luogo di transito e approdo, crocevia di esperienze e culture per eccellenza, l’Urbe è teatro di dialoghi amorosi e tragici fatti di cronaca.
ALESSANDRA CALÒ – LES INCONNUES, a cura di Francesca Orsi. Alessandra Calò crea opere fra l’arte contemporanea e la fotografia. Nei suoi lavori, riporta alla luce antiche tecniche di stampa e reinterpreta materiali preesistenti quali ritratti di famiglia e documenti d’archivio.
GERMANO SERAFINI – 4100 K, a cura di Michela Becchis, rappresenta in gradi Kelvin la temperatura della luce della luna. Le immagini derivano dallo studio dei colori che naturalmente vengono impressionati sul supporto fotografico a luce lunare.
ROCCO VENEZIA – NEKYIA, a cura di Chiara Capodici. Nekyia in greco ha due significati. Il primo è il viaggio interiore nell’inconscio attraverso il quale ci si riconnette si guarisce il proprio sé ferito. Il secondo indica invece l’antico rito greco in cui gli spiriti venivano interrogati su quello che riserverà il futuro.
ELTON GLLAVA – DOVE I CORVI AVREBBERO CANTATO, Vincitore del Premio FotoLeggendo 2016. Mostra a cura di Sara Palmieri e Lina Pallotta. Elton Gllava, esplorando il nord est dell’Albania con l’obiettivo della Hasselblad e lo sguardo di chi torna, ha documentato l’esistenza della piccola città di Bulqizë, nota come la città dei minatori e per la presenza del cromo.
GIANLUCA ABBLASIO – IO SONO DARIO, A CURA DI LINA PALLOTTA. “La gente adora Dario e sembra che non possa fare a meno di lui”, racconta il fotografo. “È androgino, fottutamente notturno e sembra essere nato per diventare una rockstar; è pieno di sogni e amato da tutti. Il suo palcoscenico si chiama Roma est, tra la Casilina, Centocelle e il Pigneto”. Dario si muove sullo sfondo di un paesaggio notturno, tra le vie e i locali di Roma, guidato dal buio, dai suoi amici e dal suo sogno, cantare.
VINCENZO MONTICELLI CUGGIÒ – URBANO, a cura di Carlo Gallerati e della Galleria Gallerati. Dal caos delle idee vengono generate opere uniche (sia per tiratura, sia per il contenuto proposto), che hanno una struttura profonda, stratificata e carica di significato.

DIEGO MAJON – GREY GRASS, a cura di Niccolò Fano, Vincitore del contest CDPzine della scorsa edizione di Castelnuovo Fotografia (2016), contest sulle fanzine e autoproduzioni. Il progetto racconta la trasformazione della campagna est milanese dopo l’Expo Milano 2015; circa mille ettari di terreni fertili sono stati spazzati via per far spazio a due nuove autostrade, coinvolgendo molte aziende agricole e minacciandone la sopravvivenza.

SANDRO BATTAGLIA – GEOMETRIE DI CONFINE. Le immagini proposte sono parte di una ricerca sul paesaggio e i suoi limiti sia naturali sia architettonici. Emerge così l’idea di margine e di confine territoriale che favorisce una lettura dinamica degli spazi e del paesaggio.

GIANFILIPPO DE ROSSI – URBAN LANDSCAPE. Nasce dall’esigenza di trovare nuovi stimoli nella composizione e nell’architettura della città di Los Angeles. Una ricerca di quelli che sono gli spazi assenti dalla presenza umana, caratterizzati da linee, colori e ombre nette e taglienti.

FLAVIA TRONTI – PERSONALE AL COMPLETO. Un tema, quello della crisi dell’industria ceramica del distretto di Civita Castellana (VT), analizzato attraverso la fotografia, nel rispetto delle vite degli operai ripresi e della memoria che gli impianti ancora attivi portano con sé.

MAURICE WEISS – CIEL DE PLOMB 1994/1999. A cura del Goethe Institut di Roma in collaborazione con l’agenzia fotografica tedesca OSTKREUZ, in mostra il lavoro su polaroid di Maurice Weiss sulla Berlino degli anni Novanta e sulla sua trasformazione; un processo fugace, ritratto della città tra due epoche, prima e dopo la caduta del Muro e della cosiddetta “Striscia della Morte”.

IL SOGNO VERDE – a cura di Antonio Capaccio. Una ricognizione sul rapporto dell’uomo con la natura che coinvolge autori e di differenti ambiti – arte, musica, poesia, video – per una riflessione su molti aspetti del nostro esistere. Si presenta come un’indagine aperta e in itinere, che guarda ai caratteri problematici della relazione fra l’uomo e il proprio paesaggio vitale ma con l’intento di contribuire, anche attraverso l’arte, a ristabilire un dialogo più diretto e schietto con l’orizzonte naturale che ci circonda. In mostra, per Castelnuovo Fotografia 2017, installazioni degli artisti Ennio Alfani, Antonio Capaccio, Vittorio Giusepponi, Maria Semmer, Naoya Takahara, Alberto Timossi, Daniele Alef Grillo.

MEMORIES Al centro della sala un grande tavolo sarà a disposizione di chi vorrà portare vecchie foto di famiglia o del paesaggio.
In programma anche le presentazioni editoriali con la partecipazione di autori ed editori, tra queste: Ricordi lontani. Scritti di Marguerite Duras, di Flore (con introduzione di Laure Adler), Postcart Edizioni coedizione Contrejour. Intervengono la fotografa Flore, l’editore Claudio Corrivetti e Maurizio G. De Bonis. In Ricordi Lontani, Flore opera nel territorio della lingua fotografica ma innesta sul “suolo” della fotografia innumerevoli elementi che trasformano le sue opere in piccole, sublimi, riflessioni poetiche (Maurizio G. De Bonis). Nekyia di rocco Venezia, edito da Witty Kiwi. Intervengono il fotografo Rocco Venezia, Chiara Capodici curatrice della mostra e Tommaso Parrillo, editore Witty Kiwi. Nekyia ha due significati: il primo è il viaggio interiore nell’inconscio attraverso il quale ci si riconnette, si guarisce il proprio sé ferito; il secondo indica invece l’antico rito greco in cui gli spiriti venivano interrogati su quello che riserverà il futuro. Tessuti Toniù di Francesca Semerano. Intervengono la fotografa Francesca Semerano e la curatrice Irene Alison – Doll’s Eye Reflex Laboratory. Tessuti Toniù è una storia di fruscii, ritagli, scampoli. È una trama che si dipana lungo l’ampio arco di vita di una donna, Antonia, il cui percorso copre un secolo intero. Touch di Piero Cavagna e Giulio Malfer, premiato come miglior libro autoprodotto al Premio Marco Bastianelli 2017, è un progetto costituito da un libro e una serie di schede interattive entrambi custoditi all’interno di una scatola di legno profumato. Le immagini dei ragazzi vittime dell’olocausto sono nascoste da una serie di spazi completamente neri che invitano ad essere toccati con un tocco energico. Belgrado, città bianca di Alberta Aureli. Intervengono la fotografa Alberta Aureli e la giornalista Chiara Avesani. Durante l’incontro, partendo da un’analisi della situazione dei migranti sulla rotta balcanica si arriverà al racconto della fotografa e del suo progetto fotografico, risultato di un diario di viaggio di reportage sull’ultima frontiera d’Europa sotto la neve. Il Reportage, presentazione della rivista trimestrale; interverranno Valentina Piccinni, redattrice e curatrice de Il Reportage Photojournalism Award. Il Direttore e fondatore della rivista Riccardo De Gennaro e la Capo Redattrice Maria Camilla Brunetti. Una rivista che nasce dall’esigenza di riscoprire e dare spazio a una forma di giornalismo un po’ dimenticata o sacrificata nei giornali di oggi. In un’epoca di grandi e rapidi cambiamenti c’è nuovamente bisogno di raccontare la storia in presa diretta. LÌMINE. Guida ai limiti di una città. Il progetto a cura di Massimo Siragusa, e curato da Doll’s Eye Reflex Laboratory, è una ricerca condotta da sette fotografi che hanno intrapreso un viaggio attorno all’idea di margine, scegliendo come luogo d’incontro Roma e il suo territorio. Intervengono il curatore Massimo Siragusa, Vincenzo Labellarte e Michele Miele. APOCALYPSE’S TALES, di Francesco Viscuso, a cura di Fugazine e Monkeyphoto; quattro pagine in cui i collage analogici e post – surrealisti realizzati dal fotografo si intrecciano e dialogano con immagini d’archivio.
Anche quest’anno sono previste le letture portfolio con alcuni professionisti della fotografia: Mario Beltrambini fra i responsabili di Savignano Incontri, Luglio Fotografia, Savignano Immagini e SI Fest Savignano Immagini Festival. Sauro Errichiello, fotografo; Claudio Corrivetti, editore Postcart Edizioni. Irene Alison, giornalista, direttrice creativa dello studio di progettazione e produzione fotografica DER*LAB. Nazario dal Poz, photo editor, fotografo e docente di fotografia. Valentina Piccinni, redattrice della rivista “Il Reportage” e curatrice de Il Reportage Photojournalism Award. Niccolò Fano, fondatore e direttore della galleria di fotografia contemporanea Matèria. Mario Peliti, fondatore della casa editrice Peliti Associati, fotografo e gallerista. Carlo Gallerati, fondatore e direttore della galleria Gallerati.

Immancabile anche in questa edizione il FOTO BOOKSHOP di Castelnuovo Fotografia, spazio collettivo dedicato all’editoria fotografica, alle fanzine e al self-publishing. Gli espositori di quest’anno sono: Leporello, Postcart Edizioni, Funzilla, Fugazine, MonkeyPhoto, DER*LAB, Humboldt Books, Witty Kiwi, Il Reportage, Bized Photozines, Osservatorio Fotografico e Yogurt Magazine. Per i self-publisher: Alberta Aureli, Piero Cavagna & Giulio Malfer e Alessandra Calò. Una sala apposita sarà dedicata all’esposizione dei libri vincitori del Premio Marco Bastianelli 2017 – Miglior libro fotografico in Italia e a una selezione dei libri in concorso.
In collaborazione con Officine Fotografiche Roma e il Master di Fotogiornalismo della scuola, sarà proiettata una selezione dei lavori di video giornalismo dell’anno scolastico 2016/2017, presentati dal fotografo e docente Emiliano Mancuso.
Anche quest’anno, dopo le due precedenti edizioni, in collaborazione con l’Associazione Camera 21, si svolgerà il laboratorio BOX 21 – Ritratti in Piazza, a cura di Simona Filippini, realizzato con il Comune di Castelnuovo di Porto, la Prefettura di Roma e la Cooperativa Auxilium. Il progetto prevede la partecipazione attiva dei residenti che si lasceranno ritrarre dai fotografi dell’associazione Camera 21. In questa edizione saranno i fotografi africani, siriani e afgani ospiti del Cara a ritrarre la cittadinanza, confermando la vocazione alla reciprocità degli sguardi dei precedenti progetti di Camera21, reciprocità necessaria nella narrazione della realtà complessa in cui viviamo.

PIENO VUOTO UNO
WORKSHOP DI ESPERIENZA FOTOGRAFICA E CREATIVA
CON SHOBHA BATTAGLIA E ENRICO PRADA
In collaborazione con l’Associazione “Culture nel Mondo”, Pieno Vuoto Uno è un percorso di trasformazione dello sguardo in compagnia dei fotografi Shobha Battaglia ed Enrico Prada. Sarà un percorso di trasformazione che parte da noi, dal nostro sguardo ingolfato dai condizionamenti (il Pieno), per arrivare a un nuovo “noi”, a un nuovo sguardo: pulito, leggero, in armonia con le cose (il Vuoto). Un “noi” e uno sguardo trasformati, in sincronicità con l’universo (l’Uno).

Il festival sarà inaugurato come da tradizione con la performance di MDA Produzioni, ideata e diretta da Aurelio Gatti e si concluderà con un brindisi di finissage domenica 8 ottobre e la premiazione dei due contest fotografici: CDPZINE, dedicato alle fanzine fotografiche e alle autoproduzioni, che vede in palio una mostra del progetto vincitore durante la prossima edizione del festival. Inoltre, in collaborazione con il collettivo 001, al lavoro scelto, sarà dedicato un approfondimento sulla piattaforma online zerozerouno.org. L’instagram contest #fotografareilfestival, in collaborazione con la piattaforma Everyday_Italy, presente sia su facebook che su instragram, curata da Veronica Daltri e Lavinia Parlamenti, per raccontare l’Italia attraverso una serie di immagini scattate con lo smartphone.

Per il programma dettagliato: www.castelnuovofotografia.it
CASTELNUOVO FOTOGRAFIA 2017 – V EDIZIONE
Piazza Vittorio Veneto, Castelnuovo di Porto (Rm) – Castello Rocca Colonna
30 settembre – 8 ottobre 2016

Orari di apertura al pubblico:
30 settembre: 10:00 – 20:00 / 1 ottobre: 10:00 – 20:00 / 8 ottobre: 15:00 – 20:00
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.
Dal 2 al 7 ottobre è possibile visitare le mostre su appuntamento, inviando una mail a: castelnuovofotografia@gmail.com
Direzione artistica: Elisabetta Portoghese
Comitato scientifico: Michela Becchis, Niccolò Fano, Elisabetta Portoghese.
Ufficio Stampa e Social Media: Sasha Taormina press.castelnuovofotografia@gmail.com
Grafico e Art Director: Simone D’Angelo
Videomaker: Andrea Arena

dic
15
ven
2017
Passeggiate Fotografiche Romane | Paper Gardens di Giorgio Coen Cagli @ Studio Co-Co
dic 15 @ 18:00 – gen 13 @ 19:00

Paper Gardens
Mostra personale di Giorgio Coen Cagli, a cura di Giorgia Noto
Dal 15 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018
Presso Studio Co-Co

Nell’ambito della tre giorni dedicata interamente alla fotografia – Passeggiate Fotografiche Romane – organizzata dal Ministero dei Beni Culturali, lo studio di progettazione grafica Co-Co è lieto di ospitare nel suo spazio la personale del fotografo emergente Giorgio Coen Cagli, Paper Gardens, a cura di Giorgia Noto.

Passeggiate Fotografiche Romane avrà luogo il 15, 16 e 17 dicembre e si snoderà all’interno della  città attraverso una serie di percorsi tematici per quartieri in un susseguirsi di attività legate alla fotografia: mostre, incontri, visite guidate, archivi aperti, laboratori, performance, proiezioni e progetti inediti.

Lo Studio Co-Co partecipa a questo ricco calendario che coinvolge il quartiere Pigneto con la personale Paper Gardens articolando la sua proposta con il seguente calendario: il 15 dicembre con l’inaugurazione della mostra, il 16 dicembre con un incontro con l’autore Giorgio Coen Cagli in occasione del tour Passeggiate Fotografiche Romane per il quartiere Pigneto e il 17 dicembre con una conversazione a più voci con Fabio Donalisio, Giulio Ciccarese, Giorgia Noto e Giorgio Coen Cagli.

La mostra proseguirà poi fino al 13 gennaio 2018 e sarà visitabile nei giorni di apertura dedicati e su previo appuntamento, consultare la pagina Facebook dello studio per tutti gli aggiornamenti. (https://www.facebook.com/cocostudioroma/?fref=ts)

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Paper Gardens è il titolo della mostra che mette insieme una serie inedita di Giorgio Coen Cagli, un progetto fotografico in continuo ampliamento che l’autore porta avanti con costanza da circa un anno. Gli scatti appartengono a luoghi diversi – Roma e alcune delle sue rovine industriali, porzioni aride della Puglia fino all’esplosione di un verde incontrollato in luoghi remoti dell’Asia – e sono volutamente non dichiarati. In questo caso la geografia, intesa come coordinate e punti cardinali, cede il posto ad una riflessione macroscopica che può, per questa ragione, contenere diverse morfologie.

Paper Gardens affronta il rapporto a volte conflittuale e talvolta frammentario tra gli spazi naturali spontanei o solo inizialmente progettati e gli insediamenti umani. Con ironia e quasi con una “pedissequa” curiosità documenta la rivendicazione della natura a ottenere un suo spazio. Ad esserci. Ogni scatto è una voce importante del coro che rimarca un forte senso e gusto per la rovina e l’abbandono come termini dialettici/visivi al fine di restituirne la seduzione, l’immaginario e le sue potenzialità senza affiancarsi a nessun dibattito o leitmotiv ambientalista.

La mostra sarà composta da una serie di 10 scatti stampati su carta washi – una carta resistente con una trama peculiare e ben visibile – e montati su light box di cartone create per l’occasione. Ad accompagnare l’esposizione, ci sarà un’edizione limitata a cura dello Studio Co-Co contenente tre foto del progetto, (anche non esposte), assegnate ad una chiave di lettura specifica – Human, Ruins e Sunblind – e ad un testo scritto da tre autori diversi, rispettivamente nell’ordine Fabio Donalisio, Giulio Ciccarese e Giorgia Noto.

Informazioni

Inaugurazione: 15 dicembre 2017 ore 18
Tour per il quartiere: 16 dicembre 2017 dalle ore 16
Incontro con gli autori: 17 dicembre 2017 ore 17

Dal 15 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018
Presso lo Studio Co-Co
Via Ruggero d’Altavilla, 10
Roma

info@co-co.it

feb
2
ven
2018
Performative Arts Today: Like the Grave of a Stone, Like the Cradle of a Star @ Trinity College Dublin
feb 2 all-day
Performative Arts Today: Like the Grave of a Stone, Like the Cradle of a Star @ Trinity College Dublin | Dublin | County Dublin | Irlanda

Vicinanze, avvicinamenti, concatenazioni, carteggi, proposte d’etimo, corrispondenze tra l’Italia e l’Irlanda ordite nel segno del sasso e della stella, del labirinto e del tappeto: questo il programma di Performative Arts Today: Like the Grave of a Stone, Like the Cradle of a Star, che avrà luogo il prossimo 2 Febbraio presso il Trinity College di Dublino, in collaborazione con L’Istituto Italiano di Cultura. Un evento che vuole essere soprattutto una geografia di comunanze, un atlante e un percorso di studi volto a superare le divisioni tra discipline artistiche attraverso una tavola rotonda che vedrà tra i suoi partecipanti: Antonio Presti (creatore e presidente della Fondazione Fiumana D’arte), Giuseppe Sterparelli (regista di Variazioni: A Visual Polyphony, un lavoro che indaga i rapporti tra Emilio Villa e Antonio Burri), Eiléan Nì Chuillenáin (poetessa irlandese), Antonella Anedda Angioy (poetessa italiana), Maurizio Boldrini (regista e ricercatore teatrale, che presenterà una sua lezione su Carmelo Bene), Gianluca Pulsoni (ricercatore della Cornell University), Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi (cineasti), Cosimo Leonardo Colazzo  (compositore  e direttore d’orchestra) e Patrizia Zanardi (soprano). La giornata ospiterà anche Come tomba di un sasso, come culla di una stella, una mostra (preceduta da un film) composta inseguendo l’atlante Mnemosyne di Aby Warburg e che tenta di congiungere l’Irlanda (ancora abitata da memorie, congegni mitici e ferite incise sulla pietra, come l’alfabeto Ogham) con la misura di poeti e artisti italiani, tra i quali:

Andrea Balietti,  Giuditta Chiaraluce, Silvio Craia, Vincenzo Consalvi, Corrado Costa, Mario Diacono, Simone Doria, Franco Ferrara,Valentina Lauducci, Osvaldo Licini, Elisabetta Moriconi, Magdalo Mussio, Remo Pagnanelli, Mariano Prosperi, Pinuccio Sciola, Stefano Scodanibbio, Aldo Tagliaferri,  Emilio Villa.

L’evento è organizzato dalla Dottoressa Giuliana Adamo e da Bianca Battilocchi, mentre la direzione artistica è curata da Giorgiomaria Cornelio e da Lucamatteo Rossi.

2 febbraio 2017

feb
4
dom
2018
Incontri a Palazzo BLU Libri di Poesia: Myricae @ Palazzo BLU
feb 4 @ 11:00 – 13:00
Incontri a Palazzo BLU Libri di Poesia: Myricae @ Palazzo BLU | Pisa | Toscana | Italia

Con Myricae, il primo libro di poesie di Giovanni Pascoli, la natura e il mondo campestre entrano nella poesia italiana con un’intensità senza precedenti. Dalla voce del popolo a quella degli animali e delle cose, le liriche di Myricae contengono in sé una gamma infinita di espressioni e linguaggi, lasciando trapelare sotto i paesaggi rurali elementi onirici e simbolici.

Francesca Nassi ha studiato letteratura italiana a Pisa ed è ora traduttrice e ricercatrice presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha pubblicato studi su Pascoli, tra cui il volume Io vivo altrove: Lettura dei Primi poemetti di Giovanni Pascoli (Pisa, ETS 2005) e l’edizione critica dei Primi poemetti di Pascoli (Bologna, Patron 2011).

4 febbraio 2018,
ore 11:00
Auditorium di Palazzo BLU

INFORMAZIONI
Giovanni Pascoli, Myricae
4 febbraio 2018, ore 11.00
Auditorium di Palazzo BLU, (via Pietro Toselli 29, Pisa)
L’accesso all’Auditorium sarà consentito 30 minuti prima dell’inizio dell’evento e comunque fino ad esaurimento
dei 130 posti disponibili.
Tel. 050 220.46.50 | Mail: info@palazzoblu.it

Fondazione Palazzo BLU | via Pietro Toselli 29, 56125 Pisa | 050 220.46.11 | Fax 050 220.46.70
Mail: segreteria@palazzoblu.it | Pec: palazzoblu@pec.it
C.F. 93072470508 | P. IVA 02034110508

mar
21
mer
2018
“Paesaggi Critici” e “Poggioreale Cinquant’anni dopo” @ Centro Internazionale di Fotografia, Palermo
mar 21 @ 18:30 – 21:00
“Paesaggi Critici” e “Poggioreale Cinquant’anni dopo” @ Centro Internazionale di Fotografia, Palermo | Palermo | Sicilia | Italia

Mercoledì 21 Marzo alle ore 18 e 30, al Centro Internazionale di Fotografia s’inaugurano “Paesaggi Critici” e “Poggioreale Cinquant’anni dopo”: due mostre per raccontare un viaggio fotografico attraverso luoghi e paesaggi.

紧急风景 / Paesaggi Critici

Artisti: Weng Feng 翁奋, Zhang Kechun张克纯

Curatore: Mariagrazia Costantino

Sede: Centro Internazionale di Fotografia, Palermo

Direttore: Letizia Battaglia

Periodo: 21 Marzo – 25 Maggio 2018

Paesaggi Critici rappresenta l’occasione unica di mostrare in Italia, per la prima volta in modo così cospicuo, il lavoro di due artisti che hanno saputo descrivere con intelligenza e perspicacia, attraverso il mezzo fotografico, la Cina contemporanea nella sua costante evoluzione, a cominciare dai luoghi e in particolare dai paesaggi. Le fotografie di Weng Fen e Zhang Kechun esprimono una criticità perché testimoniano un assedio: di esseri umani e paesaggi ad opera di (altri) esseri umani. La serie fotografica Sitting on the Wall, realizzata da Weng Fen a partire dal 2000, può essere definita un’opera in corso, perché in continuo aggiornamento, proprio come il paese in cui Weng è nato e vive. Sitting on the Wall ha inoltre ormai raggiunto lo status di canone, per la sua forza iconica e per la capacità di presentare il paesaggio come un’entità viva. La presenza umana all’interno di queste immagini è affidata alla figura di giovanissime studentesse, fotografate di spalle e intente a osservare l’orizzonte. Una combinazione enigmatica quanto eloquente nella sua immediatezza, che rimanda al significato del cambiamento – delle persone come dei luoghi, al valore del pensiero (cos’hanno in mente quelle ragazzine mentre guardano lo stesso paesaggio che vediamo anche noi?) e porta con sé un messaggio che è insieme di speranza e incertezza per il futuro. Il progetto Haikou ha preso forma nell’arco di dieci anni, mostrando la trasformazione dello stesso luogo, dallo stesso punto di vista, divenendo così un prezioso documento storico. Con Yellow River e Between the mountains and water Zhang Kechun ha conquistato immediata attenzione per il valore di testimonianza delle immagini di cui si compongono queste serie, frutto dei viaggi condotti dall’autore stesso attraverso le province della Cina settentrionale. Nelle fotografie, all’armonia della composizione e dei colori si unisce la riflessione profonda sullo spazio come entità geografica e storica ma anche come elemento astratto, riempito in modo sorprendente e al contempo semplice. Riprendendo i temi cari alla pittura di paesaggio cinese, Zhang crea degli affreschi in cui le dimensioni ridotte degli anonimi soggetti, fotografati da lontano, sembrano ricalcare le proporzioni tradizionalmente usate dai grandi maestri del genere. Proprio come i rotoli della pittura classica, le fotografie di Zhang Kechun catturano paesaggi (più o meno) maestosi per parlare delle ambizioni umane e di grandi progetti incompiuti o in fase di completamento.

Weng Fen (Weng Peijun), fotografo e artista contemporaneo attivo dal 1997, è nato ad Hainan nel 1961. Nel 1985 si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Guangzhou. È conosciuto per lavori che hanno come soggetto l’uomo, la natura e l’urbanizzazione. Le sue fotografie sono state esposte e acquisite da musei come il MoMA e Metropolitan Museum NY.

Zhang Kechun è nato nel 1980 nella provincia del Sichuan. Vive e lavora a Chengdu. Nel 2008 ha vinto il National Geographic Picks Global Prize e nel 2014 l’Arles Photo Festival Discovery Award. Il progetto Between the Mountains and Water è stato finalista ai Magnum Photography Awards 2017.

Weng Fen, Sitting on the Wall, Haikou, 2001

POGGIOREALE CINQUANT’ANNI DOPO:

Artisti: Maurizio D’Angelo e Fabio Di Giorgi

Sede: Centro Internazionale di Fotografia, Palermo

Direttore: Letizia Battaglia

Periodo: 21 Marzo – 30 Aprile 2018

La storia di questo paese è tristemente legata al terremoto che colpì la valle del Belice la notte tra il 14 ed il 15 gennaio 1968, con esiti devastanti. La vera identità degli abitanti di Poggioreale si trova e sembra quasi vivere ancora tra i ruderi di quello che è stato rinominato “paese fantasma”. A raccontarla in una mostra, “Poggioreale Cinquant’anni dopo”, sono le immagini e il video di Maurizio D’Angelo e Fabio Di Giorgi che attraverso un percorso fotografico e la testimonianza in video dei sopravvissuti ripercorrono i momenti fondamentali di una notte attraverso i ricordi della gente semplice che allora fu strappata dalla normale quotidianità e proiettata in un dramma che è parte integrante della storia della Sicilia dal dopoguerra in poi. Immagini che raccontano di scheletri di case che, seppur ferite a morte, restano ancora in piedi, testimonianza della forza interiore di una popolazione che ha saputo comunque rialzarsi con orgoglio, ricomponendo la comunità sia in Sicilia, laddove è sorto il nuovo paese di Poggioreale, che anche oltre oceano, in Australia, dove forte è la presenza di poggiorealesi trasferitisi lì dopo il terremoto. Attraverso il muto racconto di ciò che oggi resta si percepisce un paese nel suo massimo fulgore, via via in un immaginario viaggio a ritroso nel tempo, per strade solcate da carrozze nobiliari e dai contadini accompagnati da muli carichi di sementi, di ritorno dai campi.

La mostra, sarà visitabile sino al 30 aprile, dalle 11:00 alle 18:30. L’ingresso è gratuito.

Inaugurazione: mercoledì 21 marzo h18,30

 

apr
19
gio
2018
“I Giovedì della Villa” con il Maestro dell’incisione Érik Desmazières,gli scrittori Yannick Haenel e Boris Bergmann,la filosofa Vinciane Despret @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici
apr 19 @ 19:00 – 22:30
"I Giovedì della Villa" con il Maestro dell'incisione Érik Desmazières,gli scrittori Yannick Haenel e Boris Bergmann,la filosofa Vinciane Despret @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici | Roma | Lazio | Italia

Il prossimo appuntamento de I Giovedì della Villa ideati dalla direttrice Muriel Mayette-Holtz e curati da Cristiano Leone, il 19 aprile alle 18 presenta un dialogo tra il romanziere francese Yannick Haenel e il giovane scrittore Boris Bergmann, borsista dell’Accademia di Francia a Roma, seguito alle 19 dall’incontro con la filosofa belga Vinciane Despret e, alle 20.30, dall’incontro con Érik Desmazières, fiore all’occhiello dell’incisione francese contemporanea.

ore 18.00. La vocazione assoluta della letteratura

Yannick Haenel e Boris Bergmann dialogheranno prendendo spunto dai loro rispettivi romanzi: Tiens ferme ta couronne (Gallimard, premio Médicis 2017) e Nage libre (Calmann-Lévy). Interrogheranno la natura poetica e insurrezionale della letteratura, e leggeranno brani dei loro libri preferiti.

Yannick Haenel è nato nel 1967 a Rennes, in Francia. Ex-borsista di Villa Medici (2008-2009), ha scritto una decina di libri, tra cui il già citato Tiens ferme ta couronne, Je cherche l’Italie (Gallimard, 2015), Les Renards pâles (Gallimard, 2013), Jan Karski (Gallimard, 2009, premio Interallié), Cercle (Gallimard, 2007, premio Décembre).

ore 19.00. Coloro che restano

“Una delle mie amiche indossa le scarpe di sua nonna affinché, dice lei, possa ancora girovagare per il mondo. Un altro dei miei cari, ogni anno, all’anniversario della moglie defunta, prepara il suo piatto preferito. I genitori della giovane Juliette hanno posato sulla sua tomba una cassetta della posta affinché i suoi amici possano continuare a scriverle. Come molti altri, ognuna di queste persone assume la responsabilità di prolungare un’esistenza, e di prolungarla differentemente. Riprendono, con una delicatezza incredibile, una vita che all’origine non era la loro. Tentano di rispondere alla domanda: questa persona scomparsa che cosa vuole da me? E raccontano delle storie che mantengono i defunti vicino a noi, affinché continuino, attraverso altre dinamiche, declinare le nostre vite.” Vinciane Despret insegna filosofia all’Università di Liegi. Dopo aver studiato le relazioni con gli animali, ha condotto un’inchiesta sulla maniera in cui continuiamo a vivere con i nostri defunti.

Vinciane Despret è una filosofa e psicologa belga, professore associato all’Università di Liegi. Da molti anni studia le relazioni con gli animali, argomento su cui ha scritto numerosi libri che sono diventati punti di riferimento internazionale. In seguito ha condotto un’inchiesta sul modo in cui continuiamo a vivere con i nostri defunti, tematica che affronterà durante la conferenza a Villa Medici.

È nota anche per la sua attività didattica presso la Cité des Sciences a Parigi nel Parc de la Villette.

ore 20.30. I mondi incisi

L’Académie des beaux-arts e l’Accademia di Francia a Roma, istituzioni plurisecolari, sono riunite dalla volontà comune di sostenere la creazione, la ricerca e gli artisti. Maestro incontestato di disegno, incisore d’eccezione, Érik Desmazières è una figura atipica dell’arte contemporanea sia per la tecnica che utilizza – l’incisione all’acquaforte – sia per i temi che predilige. In occasione di questo incontro a Villa Medici, l’artista svelerà le sue visioni intime e le sue peregrinazioni personali nello spazio e nel tempo, evocando e illustrando il suo mondo di libri e biblioteche, le sue vanitas e le sue “camere delle meraviglie”, i suoi spazi interni e gli atelier, le sue città reali e immaginarie, le sue fantasie e altri capricci e la loro singolare risonanza con Piranese, Callot, Borges, Kafka, Jules Verne… La sua opera conta più di 250 acqueforti e centinaia di disegni conservati in collezioni pubbliche e private.

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici

viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma

t +39 06 67611 www.villamedici.it

 

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