Eventi

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dicembre 2013 – maggio 2014

dic
18
mer
2013
L/IVRE Festival dei vini e dei vini indipendenti @ ESC Atelier Autogestito
dic 18 @ 17:00 – dic 22 @ 01:00
L/IVRE Festival dei vini e dei vini indipendenti @ ESC Atelier Autogestito | Roma | Lazio | Italia

Da mercoledì 18 a domenica 22 dicembre 2013, l’atelier autogestito Esc presenta la seconda edizione di L/ivre.

Un piccolo gioco di parole ci consente di rimescolare i libri e i vini delle produzioni indipendenti e farne uscire un nuovo esperimento per ubriacarsi di libri, di cultura, dei saperi accumulati nelle pratiche di vinificazione non industriali.

Ripartiamo dalla considerazione che l’indipendenza non è un vezzo snob ma un terreno di battaglia, una sfida, una modalità di agire discontinuità e praticare l’alternativa dentro la crisi che viviamo. Ripartiamo dalla considerazione che la qualità deve essere accessibile a tutti e non essere appannaggio di club esclusivi; che difendere la cultura significa diffonderla e farla circolare.

Gli ingredienti che useremo per questa edizione sono le produzioni di 17 vignaioli e 36 case editrici indipendenti, per rompere la monotonia di sapori e saperi tutti uguali e usa-e-getta. Un luogo di incontro in cui scoprirli, assaggiarli e imparare ad apprezzarli. Una festa dove sperimentare una socialità fatta di reading, musica, teatro, dibattiti, degustazioni e molto altro.

Tra gli ospiti ci sono Valerio Mastandrea, Tano D’amico, Stefano Catucci, Tamara Bartolini e Michele Baronio, U.net, Trois Satyres, Elio Germano, Bluemotion, Duka, ESCargot.

l’indipendenza è da gustare!

Editori:

Agenzia X | Alegre | Atmosphere | Bao Publishing | Beccogiallo | BFS | la Casa Usher | Comicout | Cronopio | Derive Approdi | :duepunti | e/o | Edition du Dromadaire | Eleuthera | Fandango | Giuda edizioni | Keller | Iacobelli | Il Saggiatore | Il Sirente | Laterza | Lavieri | ManifestoLibri | Manni | Mattioli 1885 | Milieu | Mimesis | minimum fax | Nero | Nottetempo | Nova Delphi | ombre corte | Orecchio Acerbo | Quodlibet | Red Star Press | Sinnos | Stampa Alternativa – Nuovi Equilibri | Sur | Voland

Vignaioli:

Piemonte | Bera | Curto | la Viranda | Lombardia | Ravasio Alba | Trentino | Pisoni | Veneto | Aldrighetti | Eris Spagnol | Friuli | Borgo delle Oche | Foffani | Toscana | La Torre | I botri | Marche | Aurora | Lazio | Cincinnato | Riserva della Cascina | Villa Chiarini Wulf | Abruzzo | Rasicci | Campania | Ara Jani | Meoli | Puglia | Pantum | Tenuta Patruno Perniola | Sicilia | Bosco Falconella

Programma:

mercoledì 18 | giovedì 19 | venerdì 20 | sabato 21

http://www.livrefestival.it/

dic
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2013
Conversazione ad arte: “Ricostruire la moda italiana.Il ruolo chiave degli Stati Uniti d’America nello sviluppo del sistema industriale del Made in Italy”, di Nicole White @ Isola Gallery_ LAB
dic 20 @ 18:30 – 20:00
 Conversazione ad arte: "Ricostruire la moda italiana.Il ruolo chiave degli Stati Uniti d’America nello sviluppo del sistema industriale del Made in Italy”, di Nicole White @ Isola Gallery_ LAB | Roma | Lazio | Italia

Il 20 dicembre 2013 alle ore 18,30 si terrà, nell’ambito delle attività di Isola Gallery Lab una delle prime Conversazioni ad arte che rientrano nel fitto programma culturale dello spazio polifunzionale Isola Gallery all’Isola Tiberina (Roma). L’appuntamento propone la presentazione di un innovativo progetto di collana editoriale dell’Associazione Culturale Deleyva (Roma/Milano) dedicato alla divulgazione di opere di saggistica contemporanee sul fashion, che in questa sede introdurrà il libro dell’autrice Nicola White (Central Saint Martins, Londra) “Ricostruire la moda italiana. Il ruolo chiave degli Stati Uniti d’America nello sviluppo del sistema industriale del Made in Italy”. L’edizione italiana del libro è curata da Alessia Paola Roberta Rinaldi socio fondatore della casa editrice Deleyva Editore, una nuova realtà culturale che indaga frontiere di sperimentazione innovativa nelle visual art anche a livello internazionale.

Il libro analizza il ruolo svolto dagli Stati Uniti nella genesi della moda italiana e fornisce una chiave di lettura transnazionale per comprendere le ragioni intrinseche del suo sviluppo nel dopoguerra. Il settore tessile fu l’unico comparto industriale rimasto indenne in Italia dopo la guerra, e divenne il beneficiario privilegiato del piano di investimento americano Marshall, nel periodo di ricostruzione post bellica. L’apporto di nuove metodologie e tecnologie di produzione in serie applicate all’industria, insieme all’apertura di un grande mercato di consumo, costituirono il ruolo chiave degli USA nello sviluppo del tessile e della moda italiana. Secondo la tesi dell’autrice Nicola White lo stile italiano della moda realizzò la sua identità precipua, esprimendo soprattutto la domanda di mercato della classe media americana. Tra gli anni ’50 e ’60 i cambiamenti di costume negli Stati Uniti orientarono il gusto del pubblico americano verso la ricerca di uno stile elegante ma sobrio, lontano dai precetti formali dell’eleganza francese. Le collezioni da boutique, i tessuti italiani, la maglieria, la pelletteria, l’abbigliamento sportivo, l’alta moda furono letteralmente “scoperti” da riviste americane come “Vogue” che permisero sia l’esplosione del fenomeno della moda italiana negli USA, che la rappresentazione ideale dell’italianità nell’immaginario collettivo dei cittadini statunitensi, che videro l’Italia come la meta privilegiata di un bellissimo “viaggio di educazione sentimentale” verso l’arte, la cultura, i luoghi ameni turistici. Il 12 febbraio 1951 la grande esposizione della moda e del tessile organizzata da Giovanni Battista Giorgini a Firenze, segnò la nascita della moda italiana, e liberò per sempre lo stile italiano dalla sudditanza secolare della moda di Parigi, aprendo le porte del mercato americano ai produttori del tessile e al design degli stilisti italiani. Tra gli anni ’50 e ’60 tutti in America ricercarono lo stile della moda italiano: la classe media, le stelle del cinema, i produttori, i grandi magazzini. Spodestando in breve tempo lo stile francese del New Look di Christian Dior, la moda italiana inventò letteralmente il prêt-à-porter d’alta gamma per la fascia di mercato della middle-class americana. I creatori italiani del dopoguerra seppero interpretare lo stile di vita casual americano con estrema scioltezza e varietà: l’abbigliamento sportivo di Emilio Pucci, l’alta moda delle Sorelle Fontana, la pelletteria di Salvatore Ferragamo, il pronto moda di Achille Maramotti. L’apertura di un mercato enorme come quello degli USA creò possibilità di crescita esponenziali per lo slancio creativo degli stilisti di moda e per gli stessi produttori del tessile. Questo fatto permise all’Italia di “capitalizzare” una fama a livello internazionale legata sia alla italianità precipua dell’inconfondibile stile italiano, rappresentata dall’enorme patrimonio artistico e culturale del paese, che dal Made In Italy, ossia l’insieme delle competenze legate alla cultura della costruzione del “prodotto” locale (artigianato, design, e industria tessile) imprescindibili dallo stile creativo della moda. Concludendo con le parole della White “All’inizio di un nuovo millennio, in un‘epoca in cui le nazioni stanno lottando per conservare e sviluppare la loro identità culturale, è importante che le radici della moda italiana (un settore che ora è una rappresentativa icona di identità nazionale italiana) siano infine adeguatamente riconosciute e comprese.”

Nicola White è stata docente e capo di dipartimento alla Central Saint Martins di Londra. Oltre a Recostructing Italian Fashion. America and the Development of the Italian Fashion Industry (Berg Publishers, 2000) ha pubblicato con Ian Griffiths (Consulente Creativo di MaxMara e professore al Fashion Design Research Center della Kensigton University di Londra) The Fashion Business: Theory, Practice, Image (Berg Publishers, 2000) e il libro Giorgio Armani (Carlton Books, 2000).

PROGRAMMA

Ore 18,30: drink di benvenuto

Ore 19: inizio Conversazione

Moderatori

  • Barbara Martusciello (critico e storico dell’arte)
  • Emmanuele Jonathan Pilia (storico dell’architettura e socio fondatore di Deleyva Editore, Roma)

Relatori:

  • Alessia Paola Roberta Rinaldi (curatrice del progetto di collana e socio fondatore di Deleyva Editore, Milano)
  • Marco Vagnini ( vice-direttore Isia Roma, industrial designer);
  • Nichelle Cole (editor di Rough Italia, Rough Magazine USA);
  • Marco Rossini (direttore artistico Galleria Rossini, gioiello contemporaneo, Milano);
  • Sonia Patrizia Catena (curatore e ricercatore ed esperto di Design del Gioiello, Milano);
  • Fabiola Cinque (docente ed esperta del settore)

Mediapartnership: art a part of cult(ure) _ www.artapartofculture.net

Venerdì 20 dicembre 2013, ore 18,30

Isola Gallery_ LAB presenta Conversazione ad arte intorno al libro:

“Ricostruire la moda italiana. Il ruolo chiave degli Stati Uniti d’America nello sviluppo del sistema industriale del Made in Italy”, di Nicole White

A cura di Barbara Martusciello

Partecipano: Alessia Rinaldi;  Marco Vagnini; Nichelle Cole; Marco Rossini; Sonia Patrizia Catena;  Fabiola Cinque; Emmanuele J. Pilia

Isola Gallery, Piazza San Bartolomeo all’isola n. 20 (Isola Tiberina), Roma – tel. 333.1378223; 339.4423786 – isolagallery@gmail.comhttps://www.facebook.com/pages/Isola-gallery/633418953365974

Coordinamento: Chiara Zocco _ chia.zocco@gmail.com

mar
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2014
PURO COLORE A Bologna un percorso originale tra educazione artistica e sperimentazione alimentare
mar 28 all-day
PURO COLORE A Bologna un percorso originale tra educazione artistica e sperimentazione alimentare
Dal 28 marzo al 13 aprile a Bologna, in occasione della manifestazione La Scienza in Piazza® 2014 – Food Immersion, (galleria +) oltredimore ospita PURO COLORE, una mostra/laboratorio didattica e interattiva per conoscere e sperimentare i colori dell’arte e della natura. Promossa da Fondazione Marino Golinelli, Dipartimento educativo MAMbo, Studio Public, (galleria +) oltredimore con la collaborazione dell’associazione RAW Magna e di Dina&Solomon graphic design.
L’esperienza di PURO COLORE propone quattro percorsi: mostra interattiva, visitabile gratuitamente negli orari di apertura della galleria (martedì e mercoledì 14.30-19.30; giovedì e venerdì 12.00-20.00; sabato 11.00-19.00); attività educative per le scuole che comprendono visita al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e laboratori creativi alla (galleria +) oltredimore (su prenotazione dal lunedì al venerdì); workshop per le famiglie (ogni domenica pomeriggio su prenotazione); “Food experience” una serie di assaggi monocromatici per un’esperienza culinaria sperimentale progettata insieme alla chef Diletta Poggiali (ogni venerdì e sabato a partire dalle 18.00 in galleria).
Natura, colore e storia dell’arte saranno i protagonisti di PURO COLORE.
La mostra prevede una sezione didattica dove nozioni sulle proprietà degli alimenti e sulle tecniche pittoriche tradizionali si intrecceranno con le rispettive applicazioni in cucina e nell’arte, e una sezione sperimentale dove tra alambicchi, centrifughe e estrattori verranno svelati i segreti degli artisti/cuochi al lavoro. Strumenti didattici multimediali spingeranno i visitatori a creare inusuali collegamenti tra opere d’arte e alimenti attraverso una diretta sperimentazione del colore.
Le attività educative per scuole e i workshop per le famiglie: un racconto per immagini sui colori “famosi” nella storia della pittura, attraverso opere scelte dalla collezione permanente del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, fungerà da ispirazione e punto di partenza conoscitivo del colore e della sua matericità. Durante i laboratori alla (galleria +) oltredimore, in un’atmosfera ibrida tra l’atelier di un pittore, una cucina e un laboratorio chimico, verrà approfondita l’arte di estrarre i colori dalla natura per ricreare tonalità e texture presenti nelle opere d’arte. I partecipanti verranno invitati infine a mettere le mani in pasta utilizzando spatole e pennelli per realizzare oggetti/pantone commestibili in galleria.
 Il venerdì e il sabato a partire dalle 18.00 “Food experience” aprirà a un pubblico più adulto la riflessione sui temi relativi alla valenza espressiva del colore in ambito artistico e all’utilizzo di colori naturali nell’alimentazione, attraverso un intreccio di pratiche e processi che partendo dalla pittura antica arriva alle più recenti sperimentazioni in ambito alimentare: un nuovo food project in linea con le “residenze temporanee” ospitate da (galleria +) oltredimore focalizzate sulla progettazione gastronomica unita a indagini antropologiche, comunicative, psicologiche e pratiche del prodotto alimentare finito.
Sabato 12 aprile dalle 17.00 alle 20.00 PURO COLORE farà parte del programma di Manifattura delle Arti Open Day in occasione di Live Arts Week III a MAMbo.
per informazioni laboratori: 
per prenotazioni laboratori: 051 0251008/19936110
apr
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2014
MEMORIE URBANE 2014. Street Art Festival – 3a Edizione @ Gaeta
apr 3 all-day
MEMORIE URBANE 2014. Street Art Festival - 3a Edizione @ Gaeta | Gaeta | Lazio | Italia

Un progetto di Davide Rossillo
a cura di Turismo Creativo
Gaeta, Terracina, Latina, Fondi, Itri [Latina], Arce [Frosinone]
3 Aprile – 9 Settembre 2014
22 Artisti internazionali, tanti per la prima volta in Italia!
6 i comuni partecipanti.
La città cambia volto!
La street art ha cambiato il nostro modo di pensare, diventa amore, fede e nutrimento artistico per la vita di tutti noi e sta cambiando radicalmente il volto delle nostre città. Con oltre 40 muri realizzati e 23 artisti partecipanti, Memorie Urbane parte dal bilancio corposo delle passate edizioni per moltiplicare la sua sfida.

Memorie Urbane 2014 – le città

Oltre a Gaeta, che ha ospitato la prima edizione del festival, e a Terracina che ha partecipato con entusiasmo alla seconda, quest’anno saranno protagoniste anche Itri , Fondi, Arce e il capoluogo Latina. Le prime due, con la rassegna INAttesa-the art at bus stop, hanno già respirato l’aria “street” del Festival con le pensiline degli autobus trasformate in vere opere d’arte.

Memorie Urbane 2014 – gli artisti

Il Festival conferma la sua internazionalità, con una ricerca artistica a tutto tondo nella scena della street art mondiale. I protagonisti dell’edizione 2014 saranno 22 gli artisti provenienti da tutto il mondo. Per la prima volta in Italia lavoreranno: Alexsey Luka (Russia), Anders Gjennestad/Strok (Norvegia), David de La Mano (Spagna), Eime (Portogallo), Etam cru (Polonia), Ernest Zacherevic (Lituania), Levalet (Francia), Martin Whatson (Norvegia), Natalia Rak (Polonia), Pablo Herrero (Spagna), Seth (Francia); e poi Aloha Oe (Italia), E1000 (Spagna), Etnik (Italia), ICKS (Italia), Millo (Italia) e Nelio (Francia), alcuni dei quali ci hanno fatto compagnia con il progetto INAttesa. Ma le sorprese non sono finite perché torneranno a grande richiesta gli amatissimi: Agostino Iacurci (Italia), Alice Pasquini (Italia), Borondo (Spagna), Hyuro (Argentina), MP5 (Italia), protagonisti di Memorie Urbane nelle passate edizioni e negli eventi collaterali al festival, con risultati indimenticabili.

Memorie Urbane 2014 – i partner

Numerosi anche i partner e i co-promotori di questa terza edizione. A Davide Rossillo e Turismo Creativo, associazione ideatrice e produttrice del Festival si aggiungono: Le Grand Jeu, portale internazionale di arte, musica ed eventi; Ziguline.it, magazine online di arte e cultura; Bucolica Produzioni, associazione partner su Terracina; Lokomotiv, associazione partner su Itri; Basement Project Room partner su Fondi e Aus+Galerie, associazione partner su Latina. Queste le realtà che cooperano per dar vita a questo progetto ambizioso e innovativo.

Memorie Urbane 2014 – le mostre

Oltre al lavoro sui muri, la scena urbana sarà arricchita da un ricco calendario mostre indoor: nel centro storico di Fondi, dal 25 aprile al 2 giugno, sarà possibile visitare la mostra di Millo ed Etnik, due artisti invitati al festival, nello splendido spazio di Basement Project Room; negli spazi dell’associazione Aus+Galerie a Latina, sarà ospitata una personale di Aloha Oe, uno degli artisti più provocatori, intensi e sensuali del panorama street internazionale; e per finire, un appuntamento imperdibile per il post-festival con una mostra a cura di Christian Omodeo e Le Grand Jeu dal titolo In Principio. Street Art e Pop Culture in Italia, ospitata nella Pinacoteca di Gaeta dal 13 luglio al 9 settembre. Una mostra un po’ inusuale anche all’aperto: i cancelli dello stadio Riciniello di Gaeta a Corso Italia, in prossimità dei muri di Sten&Lex e Lucamaleonte, diventeranno uno spazio espositivo rinnovato a cadenza annuale. Per il 2014 sui cancelli comparirà l’arte del colorato artista italiano ICKS.

Memorie Urbane 2014 – le conference

“Street art , umanità e paesaggio” e “la conservazione dell’arte urbana” saranno le tematiche al centro delle due giornate di conference che si terranno il 10 maggio e il 24 maggio a Terracina e che porteranno sui luoghi del festival importanti studiosi, critici d’arte, giornalisti, curatori da diverse parti del mondo per contribuire al dibattito critico sul tema dell’arte urbana, di grande attualità ed interesse ed al centro dell’attenzione dei media. Il 10 maggio si parlerà di Human landscape: paesaggio urbano, paesaggio umano, la prima giornata di conference curata da Mariangela Capozzi. I relatori saranno: Agostino Iacurci, artista; Vittorio Parisi, critico e curatore di arte urbana; Elisa Pierandrei, arabista, giornalista e autrice di Urban Cairo. La primavera araba dei graffiti; Sabina Chagina, curatrice del Festival di arte urbana LGZ di Mosca; Salvatore Brocco/Solko, organizzazione Memorie Urbane. Il 24 maggio si parlerà invece di The future of identity, per la seconda giornata curata da Alessia Carlino. Sono invitati ad intervenire: Il Prof. Antonio Rava, restauratore e docente universitario presso il Politecnico di Torino, Pietro Rivasi, fondatore del festival di street art Icone Modena, Christian Omodeo, ricercatore e fondatore della piattaforma digitale Le Grand Jeu; Fijodor Benzo, responsabile dell’associazione culturale “Il Cerchio e le Gocce” di Torino; Davide Rossillo, ideatore ed organizzatore di Memorie Urbane.

Memorie Urbane 2014 – la campagna comunicazione

“I tre soggetti rappresentano tre diversi livelli di età e raccontano una duplice storia. Quella del pubblico: perché l’opera d’arte e la comunicazione arriva a tutti. E quella dello streetartist: perché la sua passione inizia nell’infanzia, cresce negli anni e si conclude alla fine del processo creativo. Ammesso che vi sia una fine”. D. S. La campagna comunicazione per Memorie Urbane 2014 è realizzata dall’art director Davide Scarpantonio, con shooting presso gli Appia Studios di Terracina, con foto di Flavia Fiengo, stilist Adelaide Alligalli di Interno 3 e make up Erica Sanna.

Memorie Urbane 2014 – il progetto

Memorie Urbane nasce nel 2012 da un’idea di Davide Rossillo, presidente di Turismo Creativo, da sempre sostenitore dell’arte contemporanea come elemento di dinamismo culturale e strategia di crescita socio-economica, culturale e turistica. L’intuizione che sta dietro al progetto è quella di portare “allo scoperto” la pratica artistica contemporanea ed in particolare l’arte urbana, come arte di frontiera, e porla a stretto contatto con il territorio al fine di stimolare un processo di interazione e contaminazione reciproca. Il Festival, noto ormai per aver portato l’arte urbana a Gaeta e Terracina, le prime città che hanno aderito all’iniziativa, si muove in continuità con il patrimonio storico, artistico e naturale del territorio e lo sottolinea anche nel nome che ci si è scelti: Memorie Urbane, che rievoca quanto la “memoria” sia considerata fondamentale come punto di partenza, pur in un processo innovativo proiettato verso il futuro. L’obiettivo è riscoprire la città attraverso l’arte urbana contemporanea che diventa strumento per dare nuovo risalto a spazi che, pur essendo parte di un orizzonte visivo acquisito, sono solitamente trascurati, abbandonati e privi di una qualificazione. “Memorie Urbane” è dialogo fra presente e passato, fra arte e spazi pubblici. Una formula ormai collaudata, che ha portato il Festival ad ingrandirsi e ad aumentare il numero di artisti, collaborazioni ed eventi collaterali e che troverà per Memorie Urbane 2014 la straordinaria partecipazione di 6 città del Basso Lazio in un laboratorio artistico a cielo aperto, degno delle principali capitali europee. Un mondo di opere, una rete di artisti e un universo di colori che le persone vivono direttamente sui muri della propria città e contribuiscono a realizzare, prendendosi cura con entusiasmo degli artisti e del lavoro che questi regalano al territorio, in luoghi prima dimenticati. Memorie Urbane propone un nuovo modo di fare turismo, per portare il Basso Lazio nel cuore della produzione culturale di qualità internazionale e farlo diventare sempre di più meta dei flussi interessati alla più divertente, esplosiva e democratica forma di arte contemporanea, amata dalle persone di tutte le età.

Coltivare l’arte, per rendere fertile il nostro territorio.

Le date di aprile: 

  • 2 – 12 e1000 + david de la mano + pablo herrero 
  • 8 – 12 martin whatson 
  • 11 – 21 etnik 
  • 12 – 20 ernest zacherevic 
  • 15-25 millo 
  • 16-20 aloha oe 
  • 27 – 2 alice pasquini 

Il calendario con le date di tutti gli artisti partecipanti, presto su www.memorieurbane.it 

Organizzazione: 

  • Turismo Creativo – Davide Rossillo
  • via Marina di Serapo 18, 04024 Gaeta (Italia)
  • telefono: 0771.460978 // mobile: +39.349.0567388
  • info@memorieurbane.it

Ufficio Stampa: 

Nazionale 

Locale 

mag
2
ven
2014
Fotografia Europea 2014 @ Reggio Emilia
mag 2 @ 10:00 – mag 4 @ 21:00
Fotografia Europea 2014 @ Reggio Emilia | Reggio Emilia | Emilia-Romagna | Italia

Fotografia Europea 2014
VEDERE
UNO SGUARDO INFINITO

Mostre, installazioni, conferenze, incontri, workshop, proiezioni, spettacoli
Le giornate inaugurali (2-4 maggio 2014) aprono la nona edizione di Fotografia Europea, dedicata alla “visione”: dalla lezione di Luigi Ghirri alla moderna società dell’immagine

Le mostre proseguono fino a domenica 15 giugno

Con le giornate inaugurali, dal 2 al 4 maggio 2014, prende il via la nona edizione di Fotografia Europea. Promosso dal Comune di Reggio Emilia e ormai punto di riferimento nel panorama nazionale e internazionale delle manifestazioni dedicate alla fotografia, quest’anno il festival propone come filo conduttore la riflessione sullo sguardo, prendendo spunto dalla lezione del maestro Luigi Ghirri e sviluppandosi attraverso un articolato programma di mostre e installazioni.
Le immagini di Ghirri hanno fatto scuola: suddivise in Icone, Paesaggi e Architetture vengono ora raccolte e presentate in una eccezionale retrospettiva ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia. Trecento scatti che testimoniano la forza e l’attualità del suo Pensare per immagini (titolo della mostra) e una ricca selezione di cartoline, libri, riviste e dischi che ne ricordano il ruolo di illuminato animatore culturale degli anni Settanta e Ottanta del Novecento.

L’esposizione dedicata all’artista emiliano, scomparso nel 1992, è il faro della nona edizione del festival: la luce che accende e guida un percorso di ricerca nel quale le immagini non si limitano a provocare dei pensieri, ma li evidenziano in tutta la loro autonomia. Al pubblico di Fotografia Europea viene offerta la possibilità di affrontare questo cammino seguendo un ventaglio di possibili focus tematici: dall’approfondimento sul ruolo del libro fotografico (le mostre Senza meta. Il libro come pensiero fotograficoe Holy Bibledi Adam Broomberg e Oliver Chanarin) al dipanarsi dell’elemento surrealista nella fotografia (Illusionismo surreale sulle cartoline fotografiche del primo Novecento, la personale dedicata alla fotografa di moda francese Sarah Moon, gli sguardi alternativi di Silvia Camporesi, Paolo Simonazzi e Andrea Ferrari), dalle esposizioni focalizzate sulla visione del presente e nel presente (Simone Bergantini e Massimiliano Tommaso Rezza) per arrivare al tema della perdita del progetto Speciale Diciottoventicinque.

Quest’anno la manifestazione si caratterizza per la partecipazione di Magnum Photos, la famosa agenzia fotografica internazionale, protagonista di una serie di iniziative come la grande retrospettiva, presentata per la prima volta a Reggio Emilia  in occasione di Fotografia Europea, di Herbert List, comprendente un centinaio di opere provenienti da Herbert List Estate e la mostra collettiva No Place Like Home, in cui otto fotografi contemporanei della Magnum si confrontano con il tema dell’abitare. Alcuni dei fotografi presenti in mostra saranno protagonisti dei workshop che si terranno durante le giornate inaugurali. Tra le collaborazioni del festival, inoltre, c’è l’affascinante ritratto – tra immagine e musica – del percorso artistico dei CCCP Fedeli alla linea e della loro “soubrette” Annarella.

Arricchiscono la proposta espositiva la collezione della Fondazione MAST di Bologna con una personale dedicata a Erich Lessing e una selezione di opere dei fotografi che dal 2006 hanno partecipato a Fotografia Europea dando vita alla Collezione, conservata nella Fototeca della Biblioteca Panizzi.

Come sempre, le giornate inaugurali accompagnano il vernissage delle mostre con una serie di incontri, conferenze, workshop e spettacoli, in cui gli artisti, i curatori e altri protagonisti del mondo della fotografia, della cultura e dell’arte si confrontano con il pubblico. Momento d’eccezione sarà l’inaugurazione del nuovo museo di palazzo San Francesco, oggetto di un intervento di ristrutturazione firmato dall’architetto Italo Rota, che mette in dialogo le collezioni storiche con i nuovi linguaggi e temi della contemporaneità. Sarà un weekend che coinvolge l’intero territorio di Reggio Emilia e della provincia, anche attraverso gli appuntamenti del circuito Off, il programma alternativo di mostre, progetti e installazioni. Tra le tante iniziative ormai consolidate del festival, si rinnovano nel 2014 il progetto Giovane Fotografia Italiana#03 (curato da Daniele De Luigi e promosso con la rete GAI – Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani), le letture internazionali di Portfolio Europa (curate da Gigliola Foschi).

Sono confermate anche tutte le storiche location cittadine del Festival: Chiostri di San Pietro, Chiostri di San Domenico, Palazzo Casotti, Galleria Parmeggiani, Spazio Gerra, Sinagoga, Musei Civici, Biblioteca Panizzi.

Fotografia Europea è organizzata dal Comune di Reggio Emilia con l’apporto di numerosi curatori. Oltre alle partecipazioni di Elio Grazioli, Walter Guadagnini, Marinella Paderni, Laura Serani, quest’anno si aggiungono Denis Curti, Peer-Olaf Richter, Harri Kalha, Laura Gasparini, Francesca Fabiani, Giuliano Sergio, Daniele De Luigi, Urs Stahel, 3/3 (Chiara Capodici e Fiorenza Pinna) Francesco Zanot. 

LUIGI GHIRRI. PENSARE PER IMMAGINI

Trecento scatti, menabò, libri, cartoline, copertine di dischi, riviste. Pensare per immagini offre il ritratto a 360 gradi di una delle figure fondamentali della fotografia internazionale del secondo Novecento: Luigi Ghirri. Nata in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Biblioteca Panizzi, presentata nel 2013 al Maxxi di Roma e curata da Francesca Fabiani, Laura Gasparini e Giuliano Sergio, la mostra approda a Fotografia Europea nella cornice dei Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia. È suddivisa in tre sezioni tematiche (Icone, Paesaggi, Architetture) che permettono di ripercorrere le fasi della ricerca artistica di Ghirri, i luoghi e le storie da lui immortalate, spesso lungo l’amata via Emilia (l’artista nacque a Scandiano nel 1943 e morì a Reggio Emilia nel 1992). Basata sui due nuclei più importanti dell’archivio Ghirri, quello della Biblioteca Panizzi (che per volontà dello stesso artista conserva il patrimonio fotografico di oltre 150.000 tra negativi e diapositive) e quello dei vintage prints conservati nella casa di Roncocesi, Pensare per immagini non solo proietta la forza di uno sguardo che riuscì ad anticipare e affrontare temi cari alla contemporaneità, come il rapporto con la società dell’immagine o la dialettica tra visione e percezione, ma testimonia la complessità, la ricchezza e la statura artistica della figura di Ghirri: il suo lavoro di editore e curatore, la sua passione di critico e collezionista, la missione di animatore culturale condotta – a partire dagli anni Settanta – attraverso il costante dialogo con artisti concettuali, architetti, scrittori e musicisti (in particolare, CCCP e Lucio Dalla). In un’epoca in cui la società sembra essere quasi sopraffatta dalla tecnologia e dall’abbondanza di contenuti informativi dal basso significato, Pensare per immagini aiuta a recuperare il valore di un’attività unica, in grado di lasciare segni tangibili ancora evidenti e influenti oltre vent’anni dopo la scomparsa dell’artista. Nell’ambito delle iniziative dedicate al lavoro di Luigi Ghirri rientra anche l’appuntamento con Francesco Zanot che presenterà la nuova edizione degli scritti di Luigi Ghirri curata per l’editore Michael Mack di Londra. La presentazione del volume si terrà durante le giornate  inaugurali nella Sala del Planisfero della Biblioteca Panizzi.

IL LIBRO FOTOGRAFICO: DALLA BIBBIA AI GIORNI NOSTRI

Strumento simbolico del pensare per immagini e mezzo democratico caro all’editoria indipendente e al self publishing, il libro fotografico è protagonista di due mostre. Allestita nei Chiostri di San Pietro e curata da Elio Grazioli, Senza meta. Il libro come pensiero fotograficopropone sessanta volumi d’autore in cui fotografi come Wolfgang Tillmans e Juergen Teller, Annelies Štrba e Ola Rindal, Joan Fontcuberta e Armin Linke, Mark Borthwick e Cristina de Middel utilizzano la forma del libro per indagare e mettere in atto il pensiero visivo. Non cataloghi o raccolte, ma “collezioni” che si costruiscono di mano in mano – per accostamenti e salti, spostamenti e intervalli, dinamiche e attenzioni – riproponendo l’idea del libro come luogo ideale di deposito del pensiero fotografico (come è stato nella storia, quando i più grandi fotografi non “esponevano” le loro opere ma ambivano a pubblicarle in volumi).

Curata da Walter Guadagnini e presentata in anteprima mondiale nella Sala delle Carrozze di San Domenico, Holy Bible di Adam Broomberg & Oliver Chanarin è invece una mostra che esplora – giocando sul rapporto tra parola e fotografia – il tema del conflitto. Seguendo le annotazioni ritrovate su una Bibbia appartenuta a Bertolt Brecht, i due autori hanno setacciato le immagini dell’immenso Archive of Modern Conflict, componendo un libro che è al tempo stesso esplorazione della violenza, della calamità e dell’assurdità della guerra attraverso i cliché della sua rappresentazione visiva; riproposizione del principio del filosofo Adi Ophir secondo cui Dio si rivela prevalentemente attraverso la catastrofe; attualizzazione delle tematiche che, partendo da Luigi Ghirri, fanno da filo conduttore dell’edizione 2014 di Fotografia Europea: la riflessione sulla natura dell’immagine, sulla sua nascita e interpretazione e sull’importante ruolo del curatore (che – come Broomberg, Chanarin e lo stesso Ghirri – a volte non scatta le fotografie ma le sceglie).

FOTOGRAFIA E SURREALISMO

Un corpus importante delle mostre di Fotografia Europea lambisce trasversalmente l’idea, i temi e i linguaggi del surrealismo. Illusionismo Surreale. Fantasie fotografiche del primo Novecento in Europa (Palazzo Casotti) è un’esposizione curata da Harri Kalha e presentata in collaborazione con The Finnish Museum of Photography e Laura Serani in cui trecento cartoline trasportano il visitatore nel mondo della fotografia di inizio XX secolo: tra fantasie impossibili, sogni misteriosi e dive glamour. Un percorso visivo che da un lato anticipa nel rapporto con il sogno la lezione surrealista degli anni Venti e dall’altro permette la riscoperta delle tecniche fotografiche di un’epoca lontana: la quasi totalità delle cartoline in esposizione sono stampe al bromuro d’argento, con interventi di colore realizzati a mano. È invece negli ultimi decenni del Novecento che inizia a brillare la stella di Sarah Moon, protagonista a Reggio Emilia di due appuntamenti: una grande esposizione Alchimies nei chiostri di San Pietro (curata da Laura Serani) e una nuova produzione Journal de voyage dedicata ai musei cittadini, esposta a Palazzo San Francesco. Tra le maggiori fotografe di moda contemporanee (nel 1972 fu la prima donna a scattare le foto per il calendario Pirelli), dal 1985 l’artista francese ha ampliato gli orizzonti del suo sguardo e dell’attività artistica, soffermandosi in particolare su tre temi – l’evanescenza della bellezza, l’incerto e lo scorrere del tempo – in un percorso declinato anche attraverso il video e oggetto di numerosi riconoscimenti, tra cui il Grand Prix National de la Photographie nel 1995 e il Prix Nadar nel 2008. Dotata di uno stile personale e ricco di fantasia, Sarah Moon realizza visioni che sembrano affiorare da una riserva onirica per raccontare la fugacità della bellezza, la fragilità delle illusioni,  la nostalgia dell’infanzia.

Racconti magici che traggono spunto dal mito e dalla vita reale: è il terreno su cui si muove Silvia Camporesi, l’artista forlivese che il festival ha invitato a riflettere sulla prospettiva dei luoghi-fantasma. Cosa trattiene della sua storia un luogo abbandonato? Quali depositi riesce a conservare, quali frammenti di passato? La risposta è in quella sorta di atlante visivo che Silvia Camporesi sta componendo da molti anni e di cui a Reggio Emilia si vedrà – nell’allestimento nella Sinagoga curato da Marinella Paderni – il capitolo Planasia dedicato a Pianosa, isola dell’Arcipelago Toscano adibita a colonia penale nel 1856 e restituita al dominio della natura dopo la chiusura del carcere nel 2011. A completare questa sezione “surrealista” di Fotografia Europea sono i lavori di due giovani e apprezzati artisti italiani: Paolo Simonazzi e Andrea Ferrari. In Cose ritrovate(Galleria Parmeggiani, a cura di Denis Curti), Paolo Simonazzi conduce il visitatore nel cuore della pianura emiliana, presentando quei personaggi – burattinai, clown, pittori, musicisti – che sostengono di “sentire le voci del plenilunio”, catturando parole portate dal vento e recitandole sul palco della vita. “Coloro che non vedono le cose come gli altri, matti in senso buono”, li amava definire Federico Fellini ai tempi del film La voce della luna. Nel progetto Wild Window (a cura di Walter Guadagnini), Andrea Ferrari passa dal surreale al visionario, costruendo attraverso il linguaggio della natura un instabile gioco di sguardi tra colui che osserva e colui che viene osservato. Senza una vera linearità, la mostra si sviluppa su una griglia che riflette la complessità della natura ed è accompagnata da un libro d’artista, con un testo tratto dalla Guida agli animali fantastici di Ermanno Cavazzoni e un saggio critico di Laura Gasparini.

FOTOGRAFIA E VISIONE

Due possibili declinazioni dello sguardo – in particolare in rapporto con la visione del presente e nel presente – sono quelle proposte nelle mostre di Simone Bergantini e Massimiliano Tommaso Rezza. In Addiction (Chiostri di San Pietro, a cura di Daniele De Luigi), Simone Bergantini offre una meditazione sulla natura dell’immagine e sul suo status attuale, in una società contemporanea e digitale che spinge verso direzioni sempre più distanti dall’età dell’oro della tradizione fotografica. Produrre immagini oggi è un processo reso ormai quasi istantaneo e naturale dall’onnipresenza di dispositivi in grado di fotografare, come telefonini, tablet e smartphone. Tutti fotografano tutto e l’atto stesso della fotografia diventa parte integrante dell’evento che viene immortalato. La natura sempre più incerta e prolifica della fotografia è anche al centro di The Narrow Door, un’installazione di Massimiliano Tommaso Rezza (a cura di 3/3) in cui le immagini si ritrovano rinchiuse in buste sottovuoto e da lì prendono forme diverse, nuove, effimere, sfuggendo al controllo (e all’intento originario) di chi le ha create.

PERDITA: SPECIALE DICIOTTOVENTICINQUE

Per il terzo anno consecutivo torna Speciale Diciottoventicinque, il progetto di Fotografia Europea dedicato ai ragazzi tra i 18 e i 25 anni. Con la supervisione dei quattro tutor Alessandro Bartoli, Fabio Boni, Fabrizio Cicconi e Laura Sassi, sessanta giovani fotografi si focalizzano quest’anno su “ciò che è perduto”: il racconto della perdita, la sostituzione di essa con il ritrovamento di qualcosa di nuovo, la possibilità di considerarla come una ripartenza. In omaggio ai cinquecentoquaranta anni dalla nascita del grande autore reggiano Ludovico Ariosto (il cui personaggio più famoso, il paladino Orlando, perse addirittura il senno) e lungo un percorso di workshop e laboratori che condurrà all’installazione finale presentata nelle giornate inaugurali di Fotografia Europea 2014.

MAGNUM PHOTOS
Retrospettiva di Herbert List / Magnum Photos

Ospite speciale dell’edizione 2014 di Fotografia Europea è Magnum Photos. La storica agenzia fondata nel 1947 da giganti della fotografia mondiale tra cui Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, oggi operativa attraverso quattro uffici a New York, Londra, Parigi e Tokyo, è protagonista di diversi appuntamenti il primo dei quali consiste nella retrospettiva dedicata a Herbert List The Magical in Passing che sarà allestita nei Chiostri di San Domenico. Curata da Peer-Olaf Richter, la mostra comprende un centinaio di opere provenienti da Herbert List Estate. Intento della retrospettiva è restituire l’intera ricerca dell’artista tedesco, figura di riferimento per la “fotografia metafisica” del Novecento e maestro del sottile gioco tra classico e glamour, tra nostalgia per un mondo perduto e possibile ritorno del medesimo attraverso l’immagine colta e curata. Il classicismo visionario di List torna a risplendere in quella stessa Italia che – attraverso le sue stelle (Anna Magnani), i suoi artisti (Giorgio De Chirico, Giorgio Morandi) e i registi del neorealismo fu per molti anni tra le maggiori fonti d’ispirazione dell’autore. The magical in passing è una produzione di The Herbert List Estate e Magnum Photos realizzata in coproduzione con Fotografia Europea e Silvana Editoriale. La mostra viene presentata per la prima volta a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea.

HOST

Magnum Photos è protagonista, inoltre, della nuova edizione di HOST, la sezione del festival in cui un’agenzia fotografica internazionale cura – durante le giornate inaugurali – una serie di incontri, proiezioni, workshop ed esposizioni.  Per questa edizione di Fotografia Europea è in programma la collettiva No Place Like Home a cura di Francesco Zanot. La mostra  (via Secchi n. 9) raccoglie una selezione da opere di otto fotografi contemporanei che indagano sul modo in cui negli ultimi vent’anni è stato occupato, trasformato e sfruttato a fini urbanistici il territorio. Lo sguardo della mostra non conosce confini di stile architettonico, respiro sociale o latitudine geografica: ci sono le ville borghesi di Martin Parr, i prefabbricati americani di Bruce Gilden, gli slum metropolitani di Jonas Bendiksen, l’umanità sorpresa da Mikhael Subotzky intorno al grattacielo Ponte City a Johannesburg, le famiglie australiane riprese da Trent Parke, gli scenari della Groenlandia nell’obiettivo di Jacob Aue Sobol, gli orizzonti di Brooklyn catturati da Christopher Anderson, la precarietà dei migranti del Mediterraneo raccolta da Patrick Zachmann nella serie Mare Mater. Quattro dei fotografi presenti in mostra saranno a Reggio per le giornate inaugurali e condurranno una masterclass. Inoltre alcuni fotografi Magnum daranno vita ad un informale seminario su un tema specifico suggerito dall’artista nel corso di un pranzo d’autoreche svolgerà presso Caffè Arti e Mestieri e sarà firmato dallo chef Gianni D’Amato. Novità di questa edizione, Host Books con la partecipazione della libreria MiCamera e un bookshop d’eccezione comprendente libri fotografici da tutto il mondo, ultime pubblicazioni, edizioni rare, ma anche attività dedicate come book signing e presentazioni. Le mostre, i workshop e i pranzi d’autore dedicati a Magnum Photos e ai suoi autori, ma anche Host Books e tutte le attività collegate fanno parte del nuovo programma di HOST, la sezione di Fotografia Europea curata e coordinata da aBcM.

LE ALTRE MOSTRE

Un evento speciale che impreziosisce la nona edizione del festival è la mostra Annarella benemerita soubrette / CCCP Fedeli alla Linea. Allestita presso lo Spazio Gerra (e curata dal medesimo in collaborazione con Annarella Giudici e Rossana Tagliati), l’esibizione prende spunto dall’omonimo libro fotografico, edito da Quodlibet, nel quale si ripercorre l’inedito cammino punk/emiliano/filosovietico del gruppo musicale dei CCCP attraverso il ruolo e la presenza della sua anima femminile: Annarella Giudici. La storica formazione rock di Reggio Emilia e la sua “benemerita soubrette” vengono raccontate attraverso gli scatti di Vittorio Catti, Roberto Serra, Gianni Ingrosso, Diego Cuoghi, Toni Contiero e di Luigi Ghirri, che fu autore della copertina di Epica Etica Etnica Pathos, ultimo album pubblicato dalla band nel 1990.

In occasione della nona edizione del festival un omaggio particolare viene fatto al pensiero di Luigi Ghirri attraverso una mostra (La collezione di Fotografia Europea. Omaggio a Luigi Ghirri) che vede una selezione di opere tratte dalla Collezione Fotografia Europea. Conservata nella Fototeca della Biblioteca Panizzi, la collezione custodisce i lavori di quasi duecento fotografi che dal 2006 hanno liberamente interpretato l’argomento individuato dagli organizzatori per ogni edizione. La collezione è quindi un insieme di opere legate ai temi del paesaggio urbano, della figura umana e dello sguardo, affrontati con una particolare attenzione alla ricerca e alla sperimentazione. La mostra, ospitata nella sala espositiva della Biblioteca Panizzi, è articolata in diverse sezioni: lo sguardo, gli oggetti, il paesaggio urbano, il paesaggio soggettivo e raccoglie le opere di Luigi Ghirri, Benedetta Alfieri, Marina Ballo Charmet, Giorgio Barrera, Gabriele Basilico, Jean Baudrillard, Cristina de Middel, Paola De Pietri, Vittore Fossati, Paolo Gioli, François Halard, Jitka Hanzlovà, Valery Jouve, Esko Mannikko, Walter Niedermayr, Bernard Plossu, Martin Parr, Pentti Sammallahti, Ferdinando Scianna, Klavdij Sluban e Marco Zanta. La mostra e il catalogo sono a cura di Laura Gasparini, con testi di Elio Grazioli, Francesca Fabiani e Francesco Zanot. Gli apparati sono di Giulia Lambertini, Ilaria Campioli e Monica Leoni.

Dalla collezione della Fondazione MAST di Bologna provengono invece le trenta immagini del viennese Erich Lessing, cuore della mostra sul tema dell’industria curata da Urs Stahel e presentata ai Chiostri di San Pietro in collaborazione con GD4 PhotoArt.

EVENTI

Nell’ambito delle giornate inaugurali si rinnovano molti altri appuntamenti ormai consolidati. Anche quest’anno il circuito Off accompagna il festival con il suo ricco programma alternativo di centinaia di incontri, progetti, mostre e installazioni organizzate nei bar, nei ristoranti, nelle librerie, nelle gallerie e in altri spazi di Reggio Emilia e provincia. Confermata è anche l’esperienza di Portfolio Europa – International Portfolio Review, il progetto di letture portfolio a cura di Gigliola Foschi e in collaborazione con FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e InSide Professional Training. Quest’anno i protagonisti delle letture saranno Xavier Canonne (direttore del Musée de la Photographie di Charleroi, Belgio), Deirdre MacKenna (direttore del centro STILLS – Scotland’s Centre for Photography di Edimburgo, Gran Bretagna), Marc Prust (responsabile relazioni esterne del Photofestival di Noorderlicht, Olanda), Margit Zuckriegl (curatrice dell’Austrian Photographic Gallery presso il Museum der Moderne Rupertinum di Salisburgo, Austria), Fulvio Merlak (presidente d’onore di FIAF) e Laura Serani (curatrice di Fotografia Europea). L’appuntamento è per sabato 3 maggio (10-13, 15-18) e domenica 4 maggio (10-13) nel cortile della Biblioteca Panizzi (le iscrizioni e la presentazione dei propri progetti sono aperte su www.fotografiaeuropea.it). I tre portfolio migliori verranno premiati il pomeriggio di domenica 4 maggio e il programma di Portfolio Europa prevede anche la conferenza Fotografie in dialogo. A confronto le nuove tendenze artistiche della fotografia europea (sabato 3 maggio, ore 21).

Prosegue anche la collaborazione tra Fotografia Europea e Giovane Fotografia Italiana, iniziativa indetta dal Comune di Reggio Emilia e da GAI Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani, con la partnership di Circulation(s) Festival de la Jeune Photographie Européenne di Parigi. Curata da Daniele De Luigi e rivolta ai giovani artisti della rete GAI, la terza edizione del progetto prevede la realizzazione di una produzione originale, presentata in anteprima nell’ambito del Festival durante una serata-evento a base di fotografia e musica in Piazza San Prospero. Lo spettacolo comprenderà la proiezione delle immagini dei giovani artisti selezionati. Tra le altre iniziative confermate e in programma durante le giornate inaugurali, non mancano i workshop e seminari rivolti a fotografi, grafici, operatori della comunicazione e a tutti coloro che desiderano perfezionare le proprie abilità nell’approccio fotografico.

IL CATALOGO

Le opere in mostra, i saggi dei curatori e i contributi dei critici e dei protagonisti della nona edizione di Fotografia Europea sono raccolti nel catalogo, a cura di Silvana Editoriale.

www.fotografiaeuropea.it

UFFICIO STAMPA
Ex Libris Comunicazione
Tel. 02 45475230 cell. 331 3213168
ufficiostampa@exlibris.it

Comune di Reggio Emilia
Patrizia Paterlini
Tel. 0522 456532 cell. 348.8080539
patrizia.paterlini@municipio.re.it
ufficiostampa@fotografiaeuropea.it

 

mag
8
gio
2014
Festival della Complessita’ @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
mag 8 @ 21:00 – 22:00
Festival della Complessita'  @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo  | Roma | Lazio | Italia

Al via la V edizione del Festival della Complessità. Tre giovedì consecutivi per riflettere sulla differenza tra complesso e complicato.
Tre documentari per raccontare la realtà come sistema, come un insieme di parti che interagiscono tra di loro e non sono solo la somma o l’accostamento di singoli elementi.
Aprendo una finestra sulla nostra quotidianità è possibile osservare la realtà con occhi nuovi e scoprire che ogni cosa è collegata: la biologia, la politica, la medicina, l’economia, la fisica, la scuola, i rapporti umani e tanto altro.

giovedì 8 maggio, ore 21.00
NU GUO – 女國 – Nel nome della Madre
di Pio d’Emilia e Francesca Rosati Freeman, Cina 2012, 56’
Auditorium del MAXXI – ingresso libero

Girato in Cina nel 2012, il documentario racconta la storia dei Moso, una minoranza etnica che vive nei villaggi intorno al lago Lugu, nella regione dello Yunan, sud-est della Cina. La loro società è rigorosamente matriarcale e matrilineare: ogni famiglia ha a capo la “dabu”, la madre anziana che, nel tempo, sceglie la figlia più adatta a succederle. Al padre biologico non viene riconosciuto un ruolo ufficiale, esercitato invece dagli zii materni. Lo straordinario risultato di questa società fuori dagli schemi occidentali e tradizionali è l’assoluta mancanza di ogni forma di violenza domestica. Un millenario esempio di convivenza armoniosa, pacifica e priva di ogni tipo di discriminazione.

Introducono
Giovanna Melandri Presidente Fondazione MAXXI
Fulvio Forino Direttore Festival della Complessità
Pio d’Emilia e Francesca Rosati Freeman autori del documentario

Ufficio stampa
Beatrice Fabbretti, Annalisa Inzana, Chiara Capponi tel. 06 3225178
press@fondazionemaxxi.it

Prossimi appuntamenti
giovedì 15 maggio | Inside Job di Charles Ferguson
giovedì 22 maggio | My Architect di Nathaniel Kahn

Museo nazionale delle arti del XXI secolo – MAXXI
via Guido Reni, 4a – Roma
Ingresso libero

mag
12
lun
2014
TEOREMI | PERFORMANCE FESTIVAL | 12 – 14 GIUGNO 2014 @ Museo d’Arte Contemporanea di Genova Villa Croce
mag 12 @ 17:00 – 22:00
TEOREMI | PERFORMANCE FESTIVAL | 12 - 14 GIUGNO 2014 @ Museo d’Arte Contemporanea di Genova Villa Croce  | Genova | Liguria | Italia

Teoremi è il primo festival di performance italiano contro le discriminazioni di orientamento sessuale  e d’identità di genere. Al Museo d’Arte Contemporanea di Genova Villa Croce nelle serate di giovedì 12, venerdì 13 e sabato 14 giugno 2014. 

Il festival Teoremi si offre come momento di riflessione partecipativo sugli aspetti discriminatori della realtà italiana, focalizzandosi in specifico sulle problematiche omofobiche e transfobiche che affliggono il nostro Paese. Prendendo spunto dal noto film di Pier Paolo Pasolini, il titolo del festival si riferisce alla possibilità di riformulare quei postulati – o “teoremi” appunto – etico-comportamentali che in Italia legano tuttora fattori di cultura e “valori tradizionali” a continue discriminazioni interne alla propria comunità. Il festival si colloca inoltre in un periodo di rilevante interesse storico e sociale – essendo quest’ultimo protagonista di manifestazioni dedicate alla visibilità e al rispetto dei diritti LGBT in tutto il mondo fin dal 1968. Il 17 Maggio è la data dell’International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia (IDAHO) e in tutto il mondo, dal mese di giugno, si tengono gli eventi dei più noti “Pride” (quello di Roma avrà luogo il 7 giugno 2014). In tre giornate di performance, il festival metterà in luce i lavori di artisti che riflettano da una prospettiva italiana le problematiche affrontate: canecapovolto, Tiziana Contino, exvUoto teatro, Hard-Ton, Kyrahm & Julius Kaiser, Ruben Montini & Alexander Pohnert, Mona Lisa Tina. Il festival Teoremi è ideato e organizzato da Roberta Orlando, artista visiva e ricercatrice in studi di genere, Giulia Casalini, curatrice e fondatrice del progetto Archivio Queer Italia, in collaborazione con il team di CUNTemporary (organizzazione no-profit con sede a Londra).

PROGRAMMA

GIOVEDÍ 12 GIUGNO

h. 17:00 – 22:00  Ruben Montini & Alexander Pohnert (Berlino). [Entrata Museo]

h. 18:00 – 19:00  Presentazione del festival con le curatrici Giulia Casalini e Roberta Orlando, in collaborazione con la rivista About Gender (Università di Genova). [Esterno museo]

h. 20:30 – 21:30  Tiziana Contino (Catania). [Sala Conferenze Museo]

VENERDÍ 13 GIUGNO

h. 14:00 – 18:00  ExvUoto teatro (Vicenza): performance all’esterno. [Piazza Matteotti, centro città di Genova]

h. 20:30 – 22:00  Mona Lisa Tina (Bologna). [Piazza San Giorgio verso Porto Antico, centro città di Genova]

SABATO 14 GIUGNO

h. 19:00 – 20:00  Kyrahm & Julius Kaiser (Roma). [Sala Conferenze del Museo]

h. 20:00 – 23:30  Musica live di Hard-Ton (Bologna). [Entrata Museo]

Durante la giornata di Venerdì le performance avranno luogo in città. Da giovedì a sabato, durante il festival, all’interno del Museo di Villa Croce verrà proiettato in loop il video di canecapovolto Io sono una parte del problema (2013, 33’10”).

Curatrici

Giulia Casalini (1988, Modena) laureatasi al Goldsmiths College di Londra (Master in Teoria dell’Arte Contemporanea) con un percorso legato a studi di performance art e teorie queer e femministe, è curatrice indipendente e scrittrice. Giulia Casalini è co-fondatrice dell’organizzazione no-profit CUNTemporary (Arts, Feminism, Queer), nata a Londra nel 2012, e del progetto Archivio Queer Italia. Attualmente è inoltre assistente e curatrice di galleria presso la Richard Saltoun Gallery di Londra.

Per informazioni: giulia.casalini@cuntemporary.org

Roberta Orlando (1988, Genova) incentra la sua ricerca artistica sulle identità di genere e la performance, con un’attenzione specifica alle discriminazioni per l’orientamento sessuale. Lavora nel campo delle arti visive con video, fotografia, installazione, performance e suono. I suoi lavori sono stati presentati in numerosi spazi urbani, gallerie d’arte e musei in Europa e Stati Uniti. Inoltre ha collaborato nell’organizzazione di festival artistici e musicali a livello nazionale ed internazionale.

Per informazioni:  r0.roberta.orlando@gmail.com  |  http://r0inconnu.blogspot.com/

Promosso da Archivio Queer Italia (AQI): Il progetto Archivio Queer Italia (AQI) è la prima piattaforma italiana di arte, teoria e attivismo queer. L’archivio virtuale (al momento in costruzione) vuole mantenersi in continuo aggiornamento sulle realtà italiane con espressione artistica o teorica queer, dando inoltre visibilità agli artisti selezionati attraverso diversi formati e contesti espositivi (es. festival in fiera, mostra al museo, galleria virtuale). AQI è stato presentato dal 10 al 14 Ottobre 2013 durante la fiera d’arte contemporanea ArtVerona (all’interno e all’esterno dei luoghi fieristici), riscuotendo enorme interesse da parte del pubblico, della stampa e del direttore della fiera Andrea Bruciati.

Per informazioni: info@archivioqueeritalia.com | www.archivioqueeritalia.com/

In collaborazione con  CUNTemporary: Nata nel marzo 2012, l’organizzazione no-profit CUNTemporary ha iniziato le sue attività segnalando giornalmente e mensilmente mostre, conferenze ed eventi aventi luogo a Londra, all’intersezione di femminismo e queer. Parallelamente alle segnalazioni, CUNTemporary organizza discussioni, proiezioni, mostre ed eventi assieme a un gruppo di associati e artisti internazionali, esperti in varie discipline. Lo scopo principale dell’organizzazione è di promuovere e discutere il pensiero autonomo e la pratica queer e femminista. Ciò in risposta alla mancanza di visibilità e alle difficoltà nel presentare questo tipo di lavoro all’interno delle tendenze dominanti nei media e nelle istituzioni.

Per informazioni:  info@cuntemporary.org  |  www.cuntemporary.org/

Con il patrocinio del Comune di Genova     

Col supporto di Museo dArte Contemporanea Villa Croce, AG AboutGender, Birrificio Genovese.

 

mag
16
ven
2014
IL PRIMO DIO di Emanuel Carnevali @ Ottava Nota - Auditorium, spazio eventi
mag 16 @ 21:00 – 00:00

‘IL PRIMO DIO’

di EMANUEL CARNEVALI

reading

Alessandro Manca – voce

Stefano Tampellini – sax

 

 Emanuel Carnevali

Un reading intenso che  fa procedere a tappe l’attraversata che Alessandro Manca (29enne con esperienze nel campo della poesia, della storia della controcultura, e della letteratura americana) ha cominciato a percorrere tra Italia (studi pluriennali sull’opera di Pier Vittorio Tondelli, lo studio appassionato del movimento underground-beat degli anni Sessanta e le sue figure di spicco come Gianni Milano, Eros Alesi, Andrea D’Anna, Gianni De Martino, le riviste Mondo Beat e Pianeta Fresco, il lavoro di Fernanda Pivano) e America (Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gary Snyder su tutti).

Dopo letture dedicate specificamente a questi orizzonti, con un amico poeta, Andrea Labate e musicisti dalla forte impronta improvvisativa e jazzistica (Massimiliano Milesi, Amerigo Lancini, Lello Colombo, Stefano Tampellini, Roberto Frassini Moneta, Filippo Monico, Mauro Gnecchi, Enrico Fagnoni, Pier Panzeri, Fausto Tagliabue, Roberto Vergani, Luigi Crippa, Claudio Milano, Maurizio Urbani).

Ora è venuta la volta di affrontare il volume di un emigrato italiano in American, Emanuel Carnevali, scritto in americano e solo in un secondo momento tradotto in italiano. Dimenticato dalla critica e dal pubblico, ha lasciato un piccolo, ma tagliente e forte segno nella letteratura americana del Novecento.

La lettura de Il Primo dio [The First God] ripercorrerà una buona parte di questo romanzo autobiografico, che viene pubblicato in una prima edizione parziale nel 1932.

È il 5 aprile 1914 quando Carnevali mette piede a Manhattan.

Precursore, da alcuni punti di vista, della beat generation e capostipite degli scrittori italo-americani alla John Fante, Emanuel Carnevali rappresenta il trait d’union fra il simbolismo francese e la poesia americana post Whitman. Considerato il «poeta maledetto» dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti, accostato spesso ad Arthur Rimbaud e Dino Campana. L’intento di Carnevali  è dare battaglia, sia pure disperata, a tutto ciò che vi è di conformista e accademico all’interno della poesia americana. Come ha scritto Francesca Congiu, Carnevali sostiene una concezione della poesia che non sia mera tecnica e lavoro di superficie, ma derivazione diretta dall’umanità della persona, intesa come totalità, nella sua vicenda biografica, fisica e psicologica.

Fu il primo a entrare in un confronto critico pieno e paritetico, schietto e per nulla diplomatico, con gli autori statunitensi più apprezzati del suo tempo, quali, ad esempio, Ezra Pound, William Carlos Williams, Sherwood Anderson e Carl Sandburg, divenendo persino condirettore per pochi mesi della prestigiosa rivista letteraria ‘Poetry’.

«A Emauel Carnevali, un emigrato italiano, – scrive il critico francese R. Michaud – venne riservato il compito di purgare la poesia nordamericana da ogni artificio. Sotto a ciascuno dei suoi versi c’è un uomo che soffre: in lui c’è un realismo non soltanto pittoresco ma umano e commosso. Mentre gli Imagisti saccheggiavano i musei e le biblioteche, Carnevali cercava la sua poesia nei ghetti e nelle taverne di New York e illuminava gli aspetti luridi e triviali della vita con una chiarità tutta sua, affascinante e buona» .

In vita egli vide pubblicato solo un libro, dal titolo A Hurried Man («Un uomo che ha fretta»), una raccolta di poesie, racconti, saggi e recensioni. Il volume uscì nel 1925, stampato a Parigi da Robert McAlmon, editore dei fuoriusciti d’America quali, ad esempio, E. Hemingway.

Siamo di fronte ad uno spirito europeo in America, più americano degli americani, ma fondamentalmente latino se si pensa che un suo caro amico non poteva comprendere come egli amasse Whitman se non spiegandoselo col fatto che egli lo leggesse da straniero.

Sarà un reading che cercherà di essere all’altezza della sua opera e del suo capolavoro tradotto nella nostra lingua, «volume di febbrile intensità, intrisa di amarezze, ribellioni, sogni e immaginazioni».

Leggendolo si rimane infatti colpiti dalla forza visionaria espressa sin dalle prime battute in cui la lingua si dispiega in maniera flessibile ed irruente ad esprimere con urgenza le sue immagini, i suoi slanci, e le sue ‘accensioni’.

Una lettura in cui l’accompagnamento al sax risulterà un necessario contraltare per restituire tutto il tumultuoso calore e nervosismo della prosa di Carnevali.

Un reading figlio delle performance di alcuni poeti americani degli anni Cinquanta del secolo scorso, come Allen Ginsberg e Jack Kerouac con i suoi Blues and haikus accompagnato dai sassofonisti Al Cohn e Zoot Sims.

-          2011 tra i selezionati nel concorso poetico universitario Universi (Milano). Pubblicazione in un’antologia edita dalla Mimesis;

-          2011 finalista nella manifestazione MeCo poesia&contemporaneità di Milano;

-          2011 pubblicata una plaquette dalle edizioni Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy (Osnago – Lc);

-          dal 2011 Collaborazione con la fanzine letteraria Le Tre Piume (Lecco);

-          2012 Partecipazione tra i finalisti alla manifestazione ‘AmoBologna Poesia Festival’

-          2012 segnalato con nota al merito al Premio Centro alla nuova poesia d’autore, presieduto da Beppe Costa.

-          2013 partecipazione al Festival della letteratura di Milano

-          2013 segnalato al premio nazionale ‘Renato Giorgi’ (Sasso Marconi)

-          2013 partecipazione alla ‘Giornata Tondelliana’ invitato dal Centro di Documentazione Pier Vittorio Tondelli (Correggio)

-          2013 alcune poesie pubblicate nell’antologia No Job [Ed. Smasher]

-          2014 alcune poesie pubblicate nell’antologia Comunità nomadi [Ed. deComporre]

-          Molteplici letture e reading poetici (con un’apertura prestigiosa, per Marshall Allen della Sun Ra Arkestra)

-          Esperienza di laboratori letterari in carcere (San Vittore – Milano) e in biblioteche.

Emanuel Carnevali Il primo dio Adelphi

Risvolto

Come Dino Campana, Emanuel Carnevali ha avuto il destino di un ‘poète maudit’: nato a Bologna nel 1897, partì da ragazzo per gli Stati Uniti, che dovevano diventare, per lui, il luogo simbolico della vita e della letteratura. Passò attraverso numerosi e umili mestieri («raccogliere cicche per strada non fu certo la cosa più spregevole a cui mi ridussi») finché lo incontriamo nella cerchia degli scrittori americani di punta in quegli anni. Ezra Pound, William Carlos Williams, Sherwood Anderson, Robert McAlmon lo accolsero come uno dei loro, con ammirazione e insieme sconcerto dinanzi a questo difficile e imprendibile personaggio, e inclusero subito testi suoi nelle loro celebri antologie e riviste. Carnevali scriveva in inglese, la sua unica lingua era quella dell’esilio, e portava così nella poesia americana un soffio selvatico, di cui fu avvertita la novità. Il suo destino era tragico: nel 1922 fu colpito da encefalite e dovette tornare in Italia. Trascorse in un ospedale vicino a Bologna gli ultimi anni della sua vita, e lì ancora lo raggiungevano le lettere dei suoi amici americani.
In questo volume abbiamo voluto raccogliere le parti più significative della sua opera, finora inedita in italiano. Innanzitutto il romanzo Il primo dio, una prosa di febbrile intensità, carica di immagini, di sogni, di angosce, di camere mobiliate, l’autoritratto di un nomade, braccato dalla vita, che ci lascia sbalorditi per la modernità del suo accento. Poi una scelta dalle sue poesie: anche queste ‘eccentriche’, rispetto all’America e tanto più rispetto all’Italia, scritte in una lingua reinventata con felicità e uno strano candore, leggere e disperate. Infine alcune prose critiche, da cui apparirà l’ottica singolare di questo ‘poeta maledetto’, insofferente delle raffinatezze formali e compositive dei suoi amici americani, lui che si sentiva preso in un terribile risucchio verso la morte. Nel loro disordine e nella loro amarezza, i testi di Carnevali hanno un suono ‘giusto’ che percepiamo solo oggi, come quello di chi poteva essere uno dei grandi scrittori italiani di questo secolo e invece giunge filtrato da un’altra lingua, da un’altra storia, e pur sempre come un’emozionante scoperta.

Stefano Tamepellini

Sassofoni soprano, tenore e baritono;

Flauto traverso;

inizia a studiare privatamente nel ’76 a Lecco. Nel ’78 il primo impegno nella Lecco Jazz Orchestra diretta dal m° Todeschini.

Nell’83 inizia la collaborazione con Gunter Sommer e Connie Bauer che porterà alla partecipazione di diverse edizioni del festival di Clusone  nell’86, nel ’94 e nel 95.

Nel  ’94 in particolare con Honga un progetto di sonorizzazione dell’ambiente (il paese di Clusone) diretto da Maurizio Vitali, basato sul repertorio dei musicisti sudafricani del gruppo Blue Notes, vale a dire Dudu Pukwana, Abdullah Ibrahim, Mongezi Feza, Chris McGregor ecc.

La ripresa del concerto è depositata presso la fondazione di Louis Moholo e della vedova di Pukwana a Londra, che si occupa della raccolta di tutto il materiale concertistico, di studio ecc relativo ai Blue Notes.

Negli anni ’90 iniziano anche le collaborazioni con Michel Doneda, Alain Joule, Martine Altenburger e Barre Phillips.

Queste porteranno a concerti di musica improvvisata nella rassegna organizzata da Barre Phillips a Puget-Ville, alla partecipazione al festival di La Spezia nel ’98 e altri concerti.

Proprio con Barre Phillips partecipa al progetto Fete Foreign, una particolare esperienza di musica improvvisata e azione scenica per un grande ensemble di musicisti (più di 20) in cui ognuno è chiamato a interpretare un personaggio caratterizzato visivamente e musicalmente (maggiori particolari sul sito www.feteforeign.com) e che culminerà nella partecipazione al Festival  Angelica a Bologna nel ’05.

Nella seconda metà degli anni ’90 avviene la collaborazione com Tim Hodgkinson e Ken Hyder, nell’ambito del loro progetto “Spirit Music”  che porterà alla formazione del gruppo Fanfararara (leggasi fanfara-rara).

 In ambito italiano ha partecipato a orchestre e progetti di Giancarlo Locatelli, Massimo Falascone e Filippo Monico, Edoardo Marraffa, Lello Colombo, Salvatore Panu ecc.

Per quanto riguarda il jazz mainstream, sempre negli stessi anni è attivo in svariate formazioni (4tet, trio ecc) tra cui la Groove Big Band di Milano diretta da Pino Chinnici e che riuniva diversi musicisti della Civica Jazz di Milano (Francesco Bianchi, Rudi Manzoli, Luca Cacucciolo, Alessandro Sabina ecc.)

Ha collaborato a “Radeau de la Musique” gruppo del cantautore Sauro Giussani (premio De Andrè nel ’03) e al suo spettacolo del racconto musicato “I due volti della Montagna”.

E’ socio fondatore di “Bassa Definizione”, un’associazione tra musicisti per l’autorganizzazione di concerti (sito internet in costruzione).

Alessandro Manca

Ho ventotto anni e sono figlio di un’infermiera e di un cuoco (artigiano del legno e ceramista). Abito in un paesino tra Lecco e Monza. Vivo e cerco di muovermi felicemente in provincia. Comunque i boschi stanno morendo.

Dopo studi di informatica (purtroppo completamente rimossi) e nell’ambito socio-psico-pedagogico mi sono iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l’Università Statale di Milano.

Il primo ricordo di un sincero interessamento verso un qualche tipo di parola scritta mi riporta ad una domanda un po’ ingenua rivolta dopo una lezione su Leopardi alle scuole superiori : “ma si sentiva solo?”.

Ho Collaborato con il giornale dell’Università Vulcano occupandomi di rubriche di musica e letteratura e con la fanzine lecchese Le Tre Piume.

Mi sto dedicando in questi anni al lavoro di avvicinamento a vari testi; e a un lavoro su di essi di ri-lettura e montaggio.

Sto studiando il movimento underground di poesia in Italia degli anni ’50, che vede tra i padri Gianni Milano e la Beat Generation americana.

Sto portando in giro due letture accompagnate da un amico poeta, Andrea Labate e da jazzisti (Massimiliano Milesi, Amerigo Lancini, Lello Colombo, Stefano Tampellini, Roberto Frassini Moneta, Filippo Monico), dedicate ai Beat americani e a quelli italiani.

In queste settimane preparerò un reading ispirato e dedicato a Emanuel Carnevali.

Mi sento vicino a chi ha cercato di essere contemporaneo con il linguaggio della propria epoca e del proprio io come Michael McClure, Jackson Pollock, John Cage, John Coltrane, Anthony Braxton.

Quando lo sento scrivo poesie.

Sto progettando la realizzazione un happening ri-montando pezzi di un importante romanzo psichedelico, e un pezzo più teatrale legato alla spiritualità dei Nativi Americani.

 

«La sola letteratura possibile del futuro sarà autobiografica» (Jack Kerouac)

«Scrivo per percorrermi» (Henri Michaux)

«Il bello del mestiere di scrivere è proprio che è una cosa di cui non si è capaci. Il calciatore sa giocare a calcio, il saltatore sa saltare in alto, mentre di scrivere non si è mai veramente capaci. Questa è la cosa piacevole: un mestiere in cui non si diventa mai professionisti, in cui si rimane sempre dei dilettanti»

(Peter Bichsel)

«La scrittura dunque non ha valore ‘terapeutico’, uno scopo di sublimazione. Anzi, scrivere diventa un modo per pensare, scavare, per entrare in un rapporto dialettico con la vita: più per farla rivivere in un luogo protetto che per interpretarla»

(Peter Handke)

«La poesia, in fondo, è già in sé una traduzione; o, per dirla in altro modo, la poesia è uno degli aspetti della psiche riversati nel linguaggio»

(Iosif Brodskij)

 

-    Nel 2011 sono stato selezionato nell’ambito del concorso universitario UniVersi dedicato alla poesia. Tre miei componimenti (‘Leggila ora:’, ‘Ode a Gregory Corso’ e ’Osnago’)sono inclusi in un’antologia edita da Mimesis.

-    Ho partecipato alla Prima rassegna degli scrittori del meratese nel giugno 2010 organizzata dall’associazione culturale Babel e dalla Pro Loco di Merate (Lecco).

-    Nel marzo 2011 sono stato selezionato tra i finalisti del 1° concorso letterario Mario Ferrario – “Immagini da Leggere” a Cernusco Lombardone (Lc).

-    Nel maggio dello stesso anno cinque mie poesie sono state esposte corredate da un breve approfondimento critico di Daniele Bellomi alla manifestazione MeCO poesia&contemporaneità di Milano.

Sempre nel 2011,

-    una mia poesia è arrivata in finale al 2° concorso “Castello e borgo murato di Moneta” e la casa editrice Rupe Mutevole la ha inclusa nella relativa antologia (settembre 2011),

-    un mio haiku è stato scelto per Brevis – premio nazionale di scrittura essenziale (sesta edizione) organizzato in provincia di Brescia.

-    Alcune mie poesie sono state incluse nella fanzine letteraria Le Tre Piume.

-    Nel numero 51 (novembre 2011) della rivista “Le Voci della Luna”-quadrimestrale di Informazione e Cultura Letteraria e Artistica- sono state pubblicate 4 mie poesie accompagnate da un’introduzione di Fabio Rizzoli.

2012:

-    Aprile: stampata la plaquette contenente la mia poesia “Ode a Gregory Corso” presso le Edizioni PulcinoElefante di Alberto Casiraghy

http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Casiraghi

-    In giugno, partecipato alla manifestazione “AMOBOLOGNA POESIA FESTIVAL”

/ Centrodipoesia Bologna. Ricevuta segnalazione dopo lettura presso

-    Un pezzo di prosa teatrale inserito nella fanzine letteraria Le Tre Piume

-    Con Andrea Labate B tour LEGGERE LA BEAT GENERATION.

Selezione di scritti e opere di:
JACK KEROUAC
ALLEN GINSBERG
GREGORY CORSO
WILLIAM BURROUGHS
NEAL CASSADY
LENORE KANDEL

LAWRENCE FERLINGHETTI

PETER Orlovsky

GARY SNYDER
LEW WELCH

 

Le date passate:

  1. Biblioteca Civica “Ezio Vanoni” (Morbegno)  venerdì 20 aprile 2012
  2. Vineria Homo Sapiens(Lecco) sabato 5 maggio 2012
  3. Dulcamara (Palazzolo sull’Oglio) lunedì 7 maggio 2012
  4. FONDAZIONE CICOGNA RAMPANA (Palazzolo sull’Oglio) martedì 10 luglio 2012 – accompagnato dai musicisti Massimiliano Milesi (sassofoni) e Amerigo Lancini (chitarra)

da questa data accompagnato dai musicisti Massimiliano Milesi (sax tenore e soprano,attualmente facente parte del Contemporary Ensemble di Giovanni Falzone e fondatore del gruppo jazz Giro Vago Trio e Snake Charmer) e Amerigo Lancini (compositore, produttore, arrangiatore alla chitarra elettrica)

  1. Iseo Gang Band Festival (Iseo) martedì 14 agosto 2012
  2. CAFFè NOVECENTO (Tirano) venerdì 28 settembre 2012
  3. OSTERIA LA STALA DEL RÉ (Colle Brianza) sabato 29 settembre 2012
  4. LIBRARSI 2012 (Dolzago) venerdì 28 settembre 2012
  5. Ass. IL DITO E LA LUNA(Rovato) sabato 17 novembre 2012

10. Ass. La Colombina – Casatenovo (Lc) venerdì 21 dicembre 2012, con il patrocinio del Comune di Casatenovo

11. Teatro ALA-ACCADEMIA COMUNA BAIRES. Ala Accademia Linguaggi dell’Anima, centro internazionale di ricerca formazione e creazione artistica – Milano venerdì 18 febbraio 2013. APERTURA per: Alessandro Adelio Rossi e Paolo Saporiti.

12. Paddy Cullens a Pogliano Milanese (Mi) giovedì 24 gennaio

-    Partecipazione a Poesia A Strappo (quest’anno dedicata al tema: Crisi) a Crema inviando 3 miei componimenti. Manifestazione organizzata dal Circolo Poetico Correnti. Si è tenuto sotto il Porticato Comunale di Piazza Duomo a Crema(Cr)Sabato 15 e Domenica 16 Settembre 2012.

http://www.laprovinciadicremona.it/eventi-e-spettacoli/manifestazioni-eventi/crema-br-u-poesia-a-strappo-u-1.212910

-    Ideata una lettura, sempre con accompagnamento musicale dal vivo,  dell’underground italiana (con testi di Gianni Milano, Gianni De Martino, C.R. Viola, Claudio Pitschen, Carlo Silvestro, Silla Ferradini, Andrea D’Anna, Poppi Ranchetti, Eros Alesi,…)

-    Iniziato a lavorare su parti de “Il Paradiso delle Urì” di Andrea D’Anna, considerato l’unico romanzo psichedelico italiano (1967, Feltrinelli), in vista di un lavoro di sonorizzazione-performance con il musicista e compositore Amerigo Lancini.

-    Pubblicate alcune poesie in ‘de COMPORRE’- Pubblicazione Letteraria [novembre 2012 – N° 13], rivista letteraria di Formia (Lt).

-    3 novembre 2012 SEGNALATO con nota di merito dal PREMIO CENTRO ALLA NUOVA POESIA D’AUTORE presieduta da Beppe Costa e diretta da Paolo Berti, nell’ambito della III Esposizione Nazionale delle Arti Contemporanee.

http://www.premiocentro.org/index.php?option=com_content&view=article&id=122:premio-centro-alla-nuova-poesia-dautore&catid=48:ultime&Itemid=50

-    dicembre 2012 inserita la mia poesia “L’ACQUA” nel volume relativo al III CONCORSO DI POESIA FESTIVAL DEI DUE PARCHI a cura dello IASSC (Istituto di Antropologia, Sophianalisi, Sophia-art, Cosmo-art, Ascoli Piceno) e IPAEA (Istituto di Psicoterapia Analitica Esistenziale di Ascoli Piceno) con il patrocinio, tra gli altri, di REGIONE MARCHE.

2013:

-    Gennaio: le poesie ‘Prodotto Interno Lordo’, ‘AVVENIRE – L’IMPERO DELLE SEQUOIE’, ‘ESPERIMENTO: MI CURO CON IL PLACEBO’ e ‘NONOSTANTE LE NOTE SCOLASTICHE (a bassa quota)’ inserite nel portale SCRITTIINEDITI – Periodico di Letteratura e Arte inedite.                                          ScrittInediti nasce nel 1996 per iniziativa della Biblioteca degli Inediti, associazione culturale di Rimini che presso il Centro Giovani Casa Pomposa raccoglieva materiale inedito e svolgeva e organizzava le proprie iniziative. Dal 1996 al 1998, a cadenza trimestrale, sono usciti 6 numeri della rivista in cartaceo e dal 1999 a oggi hanno visto la luce sulla rete di internet 14 numeri telematici.

http://www.scrittinediti.it/blog/2013/01/05/da-linguaggi/

-    MARTEDI’ 22 GENNAIO presso BOBINO CLUB
Piazza A. Cantore – Imbarcadero Darsena – Milano

EVENTO DEDICATO AGLI ANNI ‘60
sono stato invitato dall’editore Claudio Fucci di VoloLiberoEdizioni a leggere alcuni scritti della beat generation accompagnato dai musicisti Amerigo Lancini e Matteo Rossi. Abbiamo condiviso la serata con GIANGILBERTO MONTI e ANTONIO RUCCO

http://www.vololiberoedizioni.it/v3/?sect=eventi

-    Altre date LEGGERE LA BEAT GENERATION:

13. Teatro di Banco (Banco – Ch), sabato 9 febbraio

14. Mya Lurgo Gallery (Lugano, Piazza Riforma – Ch) domenica 10 febbraio

15. CSOA il Molino (Lugano – Ch) domenica 10 febbraio

16. Auditorium Sant’Antonio Morbegno (So) Sabato 16 febbraio

http://www.valtellina.it/info/7333/auditorium_s_antonio_spazioarte_morbegno_morbegno.html

17. Carcere di San Vittore – Milano, giovedì 21 febbraio

18. BOPO (Ponteranica – Bg) – mercoledì 3 aprile

19. BIBLIOTECA DI CAPRIOLO (Bg) – giovedì 13 giugno 2013   [Al sassofono STEFANO TAMPELLINI]

http://www.readmi.it/eventi/leggere-la-beat-generation-capriolo-bs/

20. Arci L’Impegno (Milano) – lunedì 24 giugno 2013

  1. ESPOSIZIONE NAZIONALE DELLE ARTI CONTEMPORANEE IV Edizione [Associazione Culturale Premio Centro] – Soriano nel Cimino (Viterbo) – Venerdì 26 luglio 2013

http://www.premiocentro.org/

 

Al sassofono maurizio urbani:
Cresciuto musicalmente nell’area romana accanto al fratello Massimo, frequenta il Conservatorio ‘Licinio Refice’ di Frosinone come allievo di Ubaldo Maestri. Sostituisce Maurizio Giammarco nell’ultima formazione del ‘New Perigeo’ (Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Agostino Marangolo, Carlo Pennisi)
Collabora con RAI e Radio RAI in programmi condotti da Adriano Mazzoletti. Entra a far parte del quintetto di Giovanni Tommaso insieme con il fratello Massimo, Danilo Rea e Roberto Gatto, partecipando a importanti jazz festival quali Umbria Jazz ’83, e riceve ottime critiche da parte di Leonard Feather sul Los Angeles Times e di Lee Jesky sul Down Beat nell’85 e ’86.
Fa parte del quintetto di Enrico Pierannunzi e acquisisce un ottimo fraseggio hard bop. Affina il suo stile post coltraniano e continua suonare con musicisti tra i quali Paolo Fresu, Luigi Bonafede, Enrico Pierannunzi, Roberto Gatto, Furio Di Castri, Flavio Boltro, Stefano Sabatini, Antonello Salis, Maurizio Giammarco, Steve Grossman, Gianni Cazzola, Pietro Tonolo, Luca Flores, Larry Nocella e Chet Baker.
Nell’86/87 fa parte del gruppo di Marcello Melis suonando con Don Pullen (Charlie Mingus Group), Don Moye (Art Ensemble of Chicago).
Nel ’93 una tappa importante: registra The Blessing, opera postuma di Massimo Urbani, testamento spirituale del grande musicista italiano. Nel disco, prodotto e distribuito dalla Red Records, hanno contribuito Danilo Rea, Giovanni Tommaso e Roberto Gatto.
Interpreta nel 2005 la parte del fratello Massimo nel film di Riccardo Milani ‘Piano Solo’, dedicato alla figura del pianista Luca Flores e interpretato da Kim Rossi Stuart. Dal 2007 è presidente della giuria del Massimo Urbani Awards di Camerino (MC). Negli anni recenti svolge un intensa attività concertistica in locali specializzati e festival a fianco di musicisti quali Pietro Iodice, Pietro Ciancaglini, Claudio Corvini, Federico Laterza, Pietro Lussu, Lorenzo Tucci, Carlo Atti, Joseph Lepore e Andrea Beneventano. Nel 2008 realizza lo spettacolo ‘It’s Too max’ con arrangiamenti di composizioni originali di Massimo Urbani ed un’orchestra di solisti tra cui Antonello Salis, David Boato, Federico Laterza, Mauro Verrone, Giovanni Amato e Claudio Filippini, presentandolo alla Casa del Jazz di Roma.

http://www.tusciaeventi.it/archivioeventi/appuntamenti-al-premio-centro-per-ri-leggere-la-beat-generation/

  1. QUARTO STATO (Cardano al Campo – Varese) – Sabato 27 settembre 2013

23. Spazio culturale temporaneo (Bellinzona) in trio: Alessandro Manca (voce) – Massimiliano Milesi (sassofoni) – Roberto Frassini Moneta (contrabbasso) – Domenica 29 settembre

24. Bachelite CLab (Milano) [Manca-Milesi duo]. Oltre alla scaletta solita introdotti i testi: Pioggia di fiori da 101 STORIE ZEN (Adelphi, a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps), Orgasmo dal Di[zion]ario erotico di Massimo Fini (Marsilio), Exit e Blues di Faust Rossi, aforismi da Emerson, Thoreau, Nietzsche, una poesia di Emanuel Carnevali (L’oscenità è un corpo malato…)

25. Isolacasateatro (Milano) [con Lello Colombo al sax] – giovedì 12 dicembre 2013

http://www.isolacasateatro.org/prossimi_dic13.htm

26. Arci Fuoriluogo (Cinisello Balsamo – Mi) duo Manca-Milesi DEDICATO A WILLIAM S. BURROUGHS. letture tratte da ‘La rivoluzione elettronica’ (1971) e ‘Fantasma al n. 9 (Parigi)’ – venerdì 17 gennaio 2014

27. Piccolo mio intervento durante i bis del concerto di Massimo Giuntoli, in cui ho potuto leggere 3 poesie Beat prima che Giuntoli le cantasse e suonasse. Sabato 18 gennaio 2014 – Verderio Inferiore, Lecco (Arci Pintupi)

FOL DE ROL Massimo Giuntoli: piano, tastiere, voce
Musiche e testi di Massimo Giuntoli, Hatfield And The North, Robert Wyatt, Richard Sinclair, Pip Pyle, Gong, Daevid Allen

Massimo Giuntoli esplora il controverso rapporto tra musica e testo in questa solo-performance che si articola in una sequenza ininterrotta e instabile di no-word-songs, testi nonsense e neologismi neosonori. Il progetto trae origine dall’espressione inglese “fol de rol” (nonsense), che non a caso vede esempi illustri – nello stile ironico e surreale che contraddistingue la cosiddetta Canterbury Scene – a firma di autori quali Robert Wyatt, Richard Sinclair, Dave Stewart, Pip Pyle e, naturalmente, Daevid Allen, il cui pianeta Gong orbita ammiccante nell’inverosimile cosmo sonoro di FOL DE ROL.
Pur costruito su musica e testi originali, il concerto include esplicite citazioni e ossequiosi omaggi ai sopra menzionati protagonisti della Canterbury Scene.

www.massimogiuntoli.com

Compositore, performer, designer urbano e artista multimediale.
Dopo gli studi di pianoforte con Dante Galletta e Marvin Allen Wolfthal, inizia la sua attività, alla fine degli anni settanta, come compositore e polistrumentista.
Dichiaratamente debitore nei confronti di maestri quali Frank Zappa, Aaron Copland e la cosiddetta «scuola di Canterbury», Massimo Giuntoli ha sviluppato un proprio linguaggio musicale contraddistinto da un disinibito andirivieni tra l’accademia e una rosa alquanto eterogenea di linguaggi extracolti. Ricorrente è inoltre l’uso, spesso reinventato di tecnologie elettroniche della più varia specie. Dal 1980 a oggi ha preso parte a numerose rassegne, in Italia e all’estero, (vedi “festivals exhibitions). Ha composto colonne sonore per oltre cinquanta documentari (prodotti da Regione Veneto, De Agostini, Rizzoli).
Il cd Giraffe (1992), e l’lp Diabolik e i sette nani (1982), recensiti dalla stampa specializzata internazionale, sono tuttora ricercati nel mercato del collezionismo.
Negli ultimi vent’anni, la produzione musicale di Massimo Giuntoli lo ha impegnato in progetti che vanno oltre la consueta dimensione del concerto da palcoscenico e platea: il materiale musicale straripa travolgendo sia i confini linguistico-musicali sia il concetto di rappresentazione, e inglobando azione scenica e installazioni multimediali site specific.
Con Pianoformance, mette in scena il rapporto uomo/macchina attraverso un imprevedibile recital pianistico. Morfeo al Ninfeo, del 1994, è una performance itinerante costruita nelle grotte e nelle sale di un ninfeo cinquecentesco, dove i giochi d’acqua – come lo spirito di wunderkammer del monumento – sono reinterpretati in chiave tecnologica e contemporanea. Segue la coreografica partita di scacchi viventi Torre del Bernabò, la suite Musici in complotto, che vede i quattro esecutori circondare il pubblico in un antico chiostro, e Freezy, dove danza, teatro e musica danno vita ad un ensemble di statue, che ripercorre un’improbabile quanto surreale storia della scultura occidentale.
Collabora con Il Laboratorio di Guido Bizzi nella produzione di spettacoli didattici: Lo strumento immaginato, dedicato alla storia del clavicembalo, e Tum-Tum-Pa, sul mondo delle percussioni, (in collaborazione con Ferdinando Faraò).
Nel 2003 fonda lo studio WIZARP Urban Visions, dedicandosi all’ideazione e alla progettazione di installazioni permanenti nello spazio pubblico e di elementi di scenografia urbana: architetture d’acqua-suono-luce, sculture dinamiche e giardini musicali.
Nel 2009 collabora con Musea e Fabbrica Arte alla realizzazione del progetto espositivo The Art of Games, dove realizza un’installazione di suoni e luci per il Centro Saint Benin di Aosta.
Nel 2010 la Regione Valle d’Aosta gli commissiona un sons et lumières per il Teatro Romano di Aosta, programmata per l’intera stagione estiva, e l’anno successivo torna a commissionargli una nuova edizione del progetto, rappresentata nell’estate 2011.
Nel 2011 prende parte a Neoludica, evento collaterale della 54. Biennale di Venezia – Esposizione Internazionale d’Arte, dove presenta le animazioni interattive You can’t stop e Gun Faith, unitamente all’opera di grafica vettoriale L’ego dell’artista.
Collabora come pianista e compositore con l’Altrock Chamber Quartet di Emilio Galante ed è membro dell’Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò.
Con la violinista Eloisa Manera – a sua volta membro di Artchipel Orchestra – ha dato vita al progetto HOBO.

28. Venerdì 21 marzo 2014, Giornata della Poesia, presso il teatro Sociale di Palazzolo sull’Oglio Rileggere la Beat Generation 4et, con intervento della cantante Diletta Longhi (The beat Generation di Bob McFadden, 1958)

mag
17
sab
2014
POLLINE | NUOVE DIFFUSIONI @ Visiva - La città dell'immagine
mag 17 @ 19:00 – mag 18 @ 04:00
POLLINE | NUOVE DIFFUSIONI      @ Visiva - La città dell'immagine | Roma | Lazio | Italia

NASCE  POLLINE
NUOVE DIFFUSIONI

IL 17 MAGGIO A ROMA UN ONE-DAY FESTIVAL
TRA ARTI VISIVE, PERFORMANCE E SONORITA’ DIGITALI

Il 17 maggio Roma si tingerà di giallo, giallo POLLINE. Una nuova primavera dell’arte, della musica, delle contaminazioni è alle porte. Una primavera che ridisegna il rapporto tra reale e virtuale.

MARTIN ROMEO, NOBU_LAB, MARCO CECOTTO, FRANCESCO BURLANDO, STOCHASTIC RESONANCE, XOSAR, COMMODITY PLACE, LUMINODISCO, DJ KHALAB, MACHWEO, VALERIO!, ADIEL, tutti insieme, tutti in un giorno. Un’esplosione di colori, ma anche di linguaggi.

Polline è materia fecondante, un viaggio tra le arti visive e le sonorità digitali, che parte da Roma, data zero dell’evento, e arriverà nei prossimi mesi in altre 4 città italiane.
Un festival di un giorno, dall’aperitivo fino a tarda notte, per diffondere l’arte, la musica, la sperimentazione pura e scoprire nuovi spazi architettonici, troppo spesso nascosti al grande pubblico. Un conturbante mix di suoni e visioni che si irradiano nell’aria generando nuove possibilità e nuovi incontri.

LA LOCATION
Roma come Brooklyn. Tre interi piani dal sapore post industriale e un’enorme terrazza con vista sui binari della stazione Tuscolana daranno i natali a POLLINE. Il nome dello spazio non è casuale: Visiva, la città dell’immagine a via Assisi, ex fabbrica abbandonata e restituita da pochi mesi alla città come polo culturale privato, il più grande in Italia. Un non-luogo surreale di settemila mq dove la musica elettronica incrocerà in modo inedito la live performance, le istallazioni interattive e la sound art.
Genitori del progetto Sevenoclock giovani, creativi, professionisti della comunicazione, del marketing e della cultura ed Exe-cute, collettivo che da anni produce e promuove a Roma eventi musicali coniugando sempre ricerca, stile e divertimento.
La ricetta è fresca, leggera ed eccitante, come la stagione impone: la performance interattiva che unisce danza e video proiezioni ideata dall’italo-argentino Martìn Romeo in una specialissima sovrapposizione tra digitale e movimento; le atmosfere ipnotiche e illusorie dell’immaginario artistico del Nobu_Lab, fucina creativa del duo milanese Moogger Fogger; l’ingegneria sonora del sound artist triestino Marco Cecotto, tra elettronica e dispositivi “handmade”, in un crescendo dialettico luce-suono; dall’esperienza che mixa computergrafica, fotografia e animazione, i paesaggi metropolitani della contemporaneità, convulsi e accelerati del video projection mapping del bolognese Francesco Burlando ed infine i nuovi linguaggi visuali del network di artisti romani Stochastic Resonance con una creazione visual studiata ad hoc per POLLINE.
E poi, tutti i mega watt che possiate immaginare, bassi profondi smuovi-pancia e bit elettronici sperimentali, dalle sensuali e sapienti mani della guest star della serata, Xosar, producer americana di origine, ma olandese di adozione, cresciuta seguendo gli insegnamenti di un maestro del calibro di Legowelt. Xosar arriva per la prima volta nella Capitale per proporre dal vivo un set davvero “old school”, durante il quale manipolerà il suono proveniente dalle sue drum machines, sequenzer, e kaos pad mescolando elettro lo-fi, Detroit techno e Chicago house.
Prima e dopo di lei i live set e i dj set di tutta la migliore scena elettronica romana e non, che va dall’Afro-futurismo 2.0 di Dj Khalab, alla psichedelia e la IDM dei Commodity Place, passando dal giovane e promettente produttore carpigiano Machweo, fino ad arrivare ai virtuosismi stilistici di Luminodisco, Adiel, Valerio! e Solko.
Rimanere fermi sarà impossibile.

VISIVA
Via Assisi 117, Roma
DALLE 19.00 alle 04.00
INGRESSO 8 EURO

www.facebook.com/polline.diffusioni
www.exe-cute.it
www.sevenoclock.it
www.tomati-soup.com

PROGRAMMA

Terrazza / Rooftop Stage (h.19-23)

ore 19 ⋄ SOLKO ⋄ dj set
ore 20 ⋄ COMMODITY PLACE ⋄ live set
ore 21 ⋄ LUMINODISCO ⋄ dj set
ore 22 ⋄ DJ KHALAB ⋄ live set

Sala grande / Main Stage (h.23-04)

ore 23:30 MACHWEO ⋄ live set
ore 24:30 ADIEL ⋄ dj set
ore 01:30 XOSAR ⋄ live set
ore 02:30 VALERIO!

mag
18
dom
2014
DANCITY FESTIVAL 2014: OPEN CALL @ Sedi Varie: Spoleto e Foligno
mag 18 all-day
DANCITY FESTIVAL 2014: OPEN CALL @ Sedi Varie: Spoleto e Foligno | Foligno | Umbria | Italia

DANCITY FESTIVAL 2014
30 Maggio, Spoleto
26/27/28 Giugno, Foligno

DANCITY // WETRANSFER // OPEN CALL – 02/04-18/05 2014

Dancity Festival è un festival internazionale di musica e cultura elettronica organizzato dall’Associazione Culturale Dancity. La nona edizione del Festival si svolgerà in una prima data speciale il 30 maggio e a seguire il 26, 27 e 28 giugno 2014 presso il club Serendipity, lo splendido complesso dell’Auditorium
e Palazzo Candiotti, uno tra i più suggestivi palazzi del centro storico di Foligno, nel cuore dell’Umbria.
DANCITY // WETRANSFER // OPEN CALL è il bando indetto dall’Associazione Culturale Dancity rivolto ad artisti, fotografi, illustratori, video-maker e designer che vogliono avere l’occasione di presentare il proprio progetto all’interno della cornice del Dancity Festival, in una location esclusiva come quella del secondo piano di Palazzo Candiotti, per proporsi così ad un vasto pubblico ed avere l’occasione di concorrere alla visibilità internazionale data da WeTransfer, partner tecnico della call.

IL TEMA

Il tema della Open Call è GATEWAY, concept-motore della nona edizione del Dancity Festival.
Gateway inteso come portale che unirà i multiformi aspetti sensoriali delle arti: dalla tradizione storica all’innovazione sonora, dalla location barocca all’arte contemporanea in tutte le sue forme.
Così come Dancity Festival Gateway sarà lo spazio d’incontro in cui sperimentare, partecipare ed
ascoltare, in un continuo afflusso di dati e di trasmissione degli stessi, Dancity//WeTransfer//OpenCall sarà l’invito ad aprire quella porta verso l’arte anticonvenzionale al fine di invitare lo spettatore a lasciarsi andare, interrogarsi e instaurare un legame con la stessa.
Aprirsi all’arte, quella sonora, interattiva, installativa, quell’arte che è mossa dalla curiosità, che ti fa scendere per strada, varcare la soglia e attraversare spazi, aprire porte e connettersi per conoscere. Lo scambio, la curiosità e la vostra interpretazione di Gateway sono ciò che ricerchiamo.

REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE
La open call è aperta a tutti coloro che vogliano proporre i propri progetti. La partecipazione può avvenire singolarmente o in gruppo, i collettivi verranno comunque considerati come persone singole.

MODALITÀ E CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE ALLA SELEZIONE
1. Tipologia delle opere: installazioni, video, fotografie, autoproduzioni e design.
2. Ciascun candidato o gruppo può partecipare proponendo da uno a due progetti che devono
pervenire all’Associazione entro e non oltre le ore 24:00 (ora italiana) del 18 maggio 2014.
3. Saranno ritenute valide SOLO le richieste di partecipazione formalizzate completamente tramite la compilazione del form presente sul sito www.dancity.it e SOLO quelle che invieranno tutta la ocumentazione tramite il sito WeTransfer, sponsor tecnico della call.
La persona incaricata a cui inviare il materiale è Leonora Forte, all’indirizzo: leonora@dancityfestival.com.
4. Sia la partecipazione al concorso che l’ammissione alla mostra dei vincitori è a titolo gratuito
5. I progetti selezionati non supereranno il numero di 10.
6. Saranno messe a disposizione per le opere selezionate n. 10 sale di dimensioni che
spaziano tra i 20 e i 40 mq, con una sola stanza da 75 mq. Sarà premura della giuria scegliere la collocazione delle opere selezionate.

7. Una giuria composta dai membri della direzione artistica del Dancity Festival e da esperti del settore selezionerà le migliori proposte pervenute, che rientreranno in tutta la comunicazione ufficiale del Festival, nel sito ufficiale all’interno della pagina dedicata e potranno essere selezionate per successive collaborazioni con l’Ass. Cult. Dancity e con i suoi partner internazionali.

8. La documentazione richiesta per partecipare alla selezione da inviare tramite WeTransfer è la seguente:

a. breve profilo biografico del partecipante o del collettivo con possibilmente cenni o foto di precedenti lavori;

b. presentazione del progetto completo di scheda tecnica dettagliata;

c. foto, demo video e/o rendering dell’opera per la quale si richiede la partecipazione, il più esplicativa possibile;

9. Tra i dieci partecipanti la giuria segnalerà un vincitore. La fotografia dell’opera scattata da un fotografo professionista (fatta eccezione per le opere fotografiche) verrà pubblicata come sfondo nel sito WeTransfer con link diretto al sito del vincitore per 3 settimane.

10. Tutti i materiali inviati verranno acquisiti gratuitamente e non verranno in alcun caso restituiti.

ESCLUSIONE

I progetti verranno esclusi se perverranno oltre i termini di consegna e/o se non saranno conformi alle specifiche tecniche richieste.

PROGETTI SELEZIONATI

I progetti selezionati saranno resi noti entro 15 giorni dal termine di chiusura dell’open call, attraverso la pubblicazione del nome dell’autore in un’apposita sezione del sito Dancity Festival.

DIRITTI E NORME IN MATERIA DI TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Gli autori dei singoli progetti si fanno garanti dell’originalità dei progetti presentati. Partecipando alla open call, gli autori accettano inoltre implicitamente le regole della call stessa, ossia l’esposizione temporanea delle opere all’interno degli spazi specificati e l’utilizzo delle stesse da parte dell’organizzazione per la promozione del Festival.

I dati saranno trattati secondo la normativa vigente – D.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, “Codice in materia di protezione dei dati personali”.

 

INFORMAZIONI

Leonora Forte leonora@dancityfestival.com
Scopri come partecipare scaricando il bando e il modulo di iscrizione dal seguente link:

http://www.dancity.it/news/65/parte-oggi-lopen-call-dancity-wetransfer-per-il-dancity-festival-2014.html

 

Per ulteriori info scrivere a: infodancity.it