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ottobre 2013 – gennaio 2014

ott
22
mar
2013
Villaggio ENI. Un piacevole soggiorno nel futuro @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
ott 22 @ 17:00 – 18:30
Villaggio ENI. Un piacevole soggiorno nel futuro @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo  | Roma | Lazio | Italia

La proiezione di Villaggio ENI. Un piacevole soggiorno nel futuro realizzato dal regista Davide Maffei, è l’occasione per approfondire la sezione storica della mostra Energy. Architettura e reti del petrolio e del post-petrolio che ospita alcuni progetti realizzati dall’architetto Edoardo Gellner per Eni: il MotelAgip di Cortina, il villaggio sociale di Corte di Cadore e il progetto non realizzato per la città aziendale ANIC di Gela.

Il documentario, con brani storici, nuove riprese, interviste e testimonianze, ricostruisce un’avventura nata da due uomini straordinari uniti nel realizzare un esperimento architettonico e sociale unico nel suo genere: il Villaggio Eni di Corte di Cadore, un centro turistico concepito e progettato per le vacanze montane dei dipendenti del gruppo petrolifero e delle loro famiglie.

L’Architetto Edoardo Gellner, grande esperto del costruire in montagna, in perfetta complicità conEnrico Mattei, il potente e discusso presidente dell’Eni, lavora ad un’opera ancora oggi tanto faraonica quanto all’avanguardia sotto il profilo architettonico e paesaggistico, bruscamente interrotta dalla prematura scomparsa del suo committente.
Un sogno del passato o un insegnamento per il futuro?

intervengono 
Margherita Guccione Direttore MAXXI Architettura
Davide Maffei regista del documentario
Lucia Nardi responsabile iniziative culturali e archivio storico Eni
Michele Merlo Studio Gellner

martedì 22 ottobre, ore 17.00
Sala Studio Centro Archivi – ingresso libero

ott
29
mar
2013
MEETING ARCHITECTURE. Adam Caruso / Thomas Demand. Madame Wu and the Mill from Hell @ British School at Rome
ott 29 @ 18:00 – 22:00
MEETING ARCHITECTURE. Adam Caruso / Thomas Demand. Madame Wu and the Mill from Hell @ British School at Rome | Roma | Lazio | Italia

Meeting Architecture. L’architettura e il processo creativo
Ciclo di conferenze, mostre-studio e performance

29 ottobre 2013: I appuntamento
Adam Caruso / Thomas Demand. Madame Wu and the Mill from Hell
ore 18.00: conversazione di Adam Caruso e Thomas Demand
moderata da Mario Codognato
ore 19.30: inaugurazione mostra-studio

British School at Rome

Via Gramsci 61, Roma

S’intitola Meeting Architecture il nuovo programma di architettura della British School at Rome, a cura di Marina Engel. Il progetto si svolge nei prossimi anni e comprende seminari, mostre-studio e performance, volti a indagare il rapporto esistente fra architetti ed esponenti di altri processi creativi. Nell’arco di oltre due anni, alcune delle più rilevanti figure nel campo dell’architettura, dell’arte, del cinema e della musica, si confronteranno sulla natura delle loro collaborazioni.
Il primo appuntamento della rassegna, martedì 29 ottobre, vede protagonisti, in una conferenza e in una mostra-studio dal titolo Madame Wu and the Mill from Hell, l’architetto anglo-canadese Adam Caruso (Caruso St. John) – che torna
all’Accademia Britannica dopo la conferenza e l’esposizione del 2007 – e l’artista tedesco Thomas Demand. I due hanno spesso lavorato insieme e questa sarà un’occasione unica per ascoltarli parlare del loro approccio creativo. A moderare l’incontro Mario Codognato, storico dell’arte, critico e curatore.

Per la prima volta verrà presentata un’analisi della loro collaborazione in una mostra-studio che comprende tra i progetti esposti: la mostra di Thomas Demand alla Neue Nationalgalerie di Berlino del 2009; Nagelhaus e la riprogettazione della Escher-Wyss-Platz di Zurigo, 2007 – 2010, in parte presentate alla 12. Mostra Internazionale di Architettura la Biennale di Venezia; la casa di Thomas Demand, Berlino, 2013, appena conclusa. Il titolo dell’evento si riferisce alla vicenda realmente accaduta della signora Wu – impegnata insieme al marito a difendere la propria abitazione dall’abbattimento nella città di Chongquing in Cina – a cui Demand si è ispirato per Nagelhaus, e alla casa stessa di Thomas Demand, un antico mulino vicino a Berlino. La documentazione esposta include una selezione di modelli, fotografie, disegni e filmati.

L’idea di Meeting Architecture nasce da una riflessione su una delle particolarità che caratterizza la cultura britannica, in cui i confini tra i diversi processi creativi sono spesso oltrepassati. Tappa significativa di questa tendenza è stata This is Tomorrow, una mostra estremamente influente ospitata nel 1956 dalla Whitechapel Art Gallery di Londra, che vide la collaborazione di artisti, architetti, musicisti e grafici. Anche oggi, sul piano internazionale, gli architetti contemporanei sono invitati a progettare un numero sempre maggiore di spazi artistici, gallerie, musei, ma anche auditorium, sale da concerto ecc. Per poter svolgere il proprio lavoro adeguatamente, devono spesso comprendere e adattarsi ai processi creativi di altre discipline. Questa situazione ha portato anche a una serie di affascinanti collaborazioni, soprattutto fra artisti e architetti, due campi storicamente molto vicini.
Nel primo appuntamento, Meeting Architecture si concentrerà su uno dei rari casi in cui architetti e artisti visivi concepiscono e progettano il loro lavoro insieme, a differenza di quelli in cui l’architetto invita l’artista a intervenire su uno spazio già completato. Nei prossimi appuntamenti, per quanto riguarda il suono verranno analizzati alcuni progetti che uniscono architetti e compositori consapevoli di come architettura, spazio e contesto possano contribuire a determinare la sensibilità musicale dei compositori, nonché dell’influenza esercitata dalla musica sugli architetti, concetti che finora sono stati relativamente poco esplorati. Il cinema, inteso come “architettura dello spazio in movimento”, è un argomento già molto discusso, mentre non si parla spesso, per esempio, del fatto che molti registi, direttori della fotografia e scenografi si siano formati come architetti, aspetto che ha influito notevolmente sul loro operato nell’ambito cinematografico.
“Quali sono le convergenze fra i vari campi, e quali le divergenze, in termini di fonti di ispirazione, metodologie di lavoro e obiettivi? In che misura la comprensione del processo creativo di altre professioni contribuisce allo sviluppo della pratica nella propria disciplina? Come si può definire la creatività nell’architettura? Con tutti questi incrociinterdisciplinari, l’architettura corre il rischio di perdere la propria autonomia e la propria integrità etica? Questi sono alcuni dei quesiti – spiega Marina Engel – con i quali ci confronteremo”.Infine, Meeting Architecture rifletterà anche sulla natura multidisciplinare della British School at Rome, nonché di molte altre accademie straniere presenti nella capitale, nelle quali coesistono e collaborano numerosi studiosi e creativi provenienti da una gamma estremamente ampia di discipline.

Dopo Adam Caruso e Thomas Demand, sarà la volta di Reinier de Graaf (OMA), a dicembre 2013. Il prossimo anno, la programmazione prevede appuntamenti con Amos Gitai; David e Peter Adjaye; Cecil Balmond e Daniel Libeskind e, a seguire, con Vivien Lovell, Eric Parry e Richard Deacon, Wouter Vanstiphout (Crimson Architectural Historians), Richard Sennett, Thomas Schütte, Alfredo Pirri e molti altri.
Fra i moderatori delle conferenze, oltre a Mario Codognato ci saranno: Francesco
Garofalo (architettura), Irene Bignardi (architettura e cinema), Martin Brody
(architettura e musica).
Meeting Architecture è realizzata in collaborazione con il Royal College of Art, partner dell’iniziativa, che ospiterà i seminari in programma a Londra.

Adam Caruso è nato a Montréal (Canada) nel 1962, dove ha studiato architettura presso la McGill University. È professore di Architettura e Costruzione presso l’ETH di Zurigo. Nel 1990 ha fondato, insieme a Peter St John, lo studio Caruso St John Architects. Fra i loro progetti ricordiamo: The New Art Gallery a Walsall, Gran
Bretagna; Victoria and Albert Museum of Childhood, Londra; Brick House, Londra; Nottingham Contemporary Art Gallery, Nottingham; le gallerie Gagosian a Londra, Roma, Parigi e Hong Kong. Fra i progetti completati di recente: la prima fase della riorganizzazione della Tate Britain e un nuovo presbiterio per la Cattedrale di San Gallo, in Svizzera.

Thomas Demand è nato a Monaco di Baviera, vive e lavora a Berlino e Los Angeles. Ha studiato presso l’Academy of Arts di Düsseldorf e il Goldsmith College di Londra. Tra le mostre personali, quelle realizzate presso: Graham Foundation, Chicago (2013); DHC/Arte, Montréal (2013); National Gallery of Victoria, Melbourne (2012); Museum of Modern Art, Tokyo (2012); Kaldor Public Arts Project # 25, Sydney (2012); Boijmans van Beuningen, Rotterdam (2010); Neue Nationalgalerie, Berlino (2009); MUMOK, Vienna (2009); Fondazione Prada, Venezia (2007); Serpentine Gallery, Londra (2006); Museum of Modern Art, New York (2005). Nel 2004 il Kunsthaus Bregenz gli dedica una retrospettiva e, nello stesso anno, Demand rappresenta la Germania alla 26. Biennale di San Paolo del Brasile. Fra le mostre collettive: When Attitudes Become Form, Fondazione Prada Ca’ Corner della Regina (2013); La carte d’après natura, Nouveau Musée National de Monaco (2010) e Matthew Marks Gallery (2011); una sala per la Fondazione Prada Ca’ Corner della Regina (2011). Ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2008, 2010 e 2012. Il suo lavoro è presente in numerosi musei e collezioni tra cui il Museum of Modern Art, New York; il Museo Guggenheim, New York; il Centre Pompidou, Parigi; la Tate Modern, Londra; il Castello di Rivoli, Torino e la Fondazione Prada, Milano.

Programma d’Architettura British School at Rome, curata da Marina Engel
Apertura mostra Adam Caruso e Thomas Demand,
Madame Wu and the Mill from Hell:
29 ottobre – 19 novembre 2013, da martedì a sabato, ore 15 – 19, ingresso libero

Per ulteriori informazioni:
The British School at Rome, tel. +39 06 3264939, www.bsr.ac.uk

Ufficio Stampa Meeting Architecture:
Marta Colombo, mob. +39 340 3442805, martacolombo@gmail.com
Ilaria Gianoli, mob. +39 333 6317344, ilariagianoli@tin.it

In collaborazione con:
Royal College of Art, Accademia di Francia – Villa Medici,
Embassy of the Kingdom of the Netherlands, Israeli Embassy

Con il supporto di:
Bryan Guinness Charitable Trust, Cochemé Charitable Trust,
John S. Cohen Foundation, Delegazione del Québec a Roma

Media Partners:
The Achitectural Review, Artribune, Nero

nov
7
gio
2013
LECTURE / Walkscapes @ CCCS- Centro di Cultura Contemporanea Strozzina - Palazzo Strozzi
nov 7 @ 18:30 – 20:00
LECTURE / Walkscapes @ CCCS- Centro di Cultura Contemporanea Strozzina - Palazzo Strozzi | Firenze | Toscana | Italia

Conoscere un luogo attraverso la pratica del camminare: una vera e propria pratica estetica che da sempre ha caratterizzato l’esperire umano. L’architetto e fondatore del collettivo Stalker muove una proposta che va al di là della mera contemplazione e che si apre alla dimensione dell’investigazione e della progettualità urbana, in un racconto che mette insieme lo studio della società e dell’architettura dei nostri giorni e le avanguardie artistiche degli anni ’60.

Francesco Careri è architetto e ricercatore universitario presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre. Dal 1995 è membro fondatore di Stalker/Osservatorio Nomade, collettivo con cui sperimenta metodologie di intervento creativo e di abitare informale a Roma. Dal 2006 è titolare del Corso di Arti Civiche della Facoltà di Architettura di Roma Tre. Dal 2012 è Direttore del Master Arti Architettura Città. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Constant. New Babylon, una città nomade (Testo & Immagine, 2001) e Walkscapes. Camminare come pratica estetica (Einaudi, 2006).

Giovedì 7 novembre 2013, ore 18.30

Ingresso libero

LECTURE / Francesco Careri: Walkscapes

nov
20
mer
2013
SIF | Sustainability International Forum @ Casa dell'Architettura di Roma
nov 20 @ 14:30 – 18:30
SIF | Sustainability International Forum @ Casa dell'Architettura di Roma  | Roma | Lazio | Italia

PRIMA SESSIONE / mercoledì 20 novembre 2013 ore 14.30 – 18.30
SECONDA SESSIONE / giovedì 21 novembre 2013 ore 9.00 – 13.00

L’appuntamento con la sostenibilità è fissato per il 20 e 21 novembre alla Casa dell’Architettura di Roma, dove si terrà la quinta edizione del SIF – Sustainability International Forum, da anni il punto privilegiato di dialogo e confronto fra aziende, istituzioni, mondo accademico, associazioni, studenti e cittadini: una moderna agorà per riflettere sulle sfide e le tendenze in atto a livello mondiale in tema di sviluppo sostenibile, per analizzare il modo in cui la globalizzazione, la green e blue economy stiano influenzando e orientando l’evoluzione di una crescita economica a misura d’uomo, , con particolare riferimento alle smart cities.

• Pieghevole degli interventi | Locandina

L’iniziativa, promossa da Pentapolis Onlus (www.pentapolis.eu), si propone di favorire un nuovo “Rinascimento”, di cui siano protagoniste le città, indubbiamente al centro del cambiamento economico e sociale, sempre più impegnate nell’evoluzione verso modelli urbani capaci di garantire la crescita degli individui e delle imprese, nel rispetto dell’ambiente.

La partecipazione è libera e gratuita.
Iscrizione sul sito: www.sif-italia.it/programma/

Iniziativa promossa dal Comitato Tecnico Scientifico della Casa dell’Architettura e da Pentapolis

dic
4
mer
2013
SANTIAGO CALATRAVA Le metamorfosi dello spazio @ Città del Vaticano, Braccio di Carlo Magno
dic 4 @ 18:00 – 21:00
SANTIAGO CALATRAVA Le metamorfosi dello spazio @ Città del Vaticano, Braccio di Carlo Magno | Citta' del Vaticano

Inaugura mercoledì 4 dicembre alle ore 18.00, nei monumentali spazi del Braccio di Carlo Magno, la mostra Santiago Calatrava. Le metamorfosi dello spazio, che rimarrà aperta al pubblico dal 5 dicembre 2013 fino al 20 febbraio 2014.
L’esposizione, promossa dai Musei Vaticani e dal Pontificio Consiglio della Cultura per la cura di Micol Forti (Curatore della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani), propone al pubblico una raccolta di circa 140 opere per presentare la complessa e multiforme produzione artistica del celebre architetto e ingegnere di origine spagnola. Un selezionato nucleo di modelli architettonici è accompagnato non solo dai relativi studi preparatori, ma anche da dipinti ad acquerello, nati da una vena creativa del tutto autonoma dalla genesi dei progetti stessi, e da una ricca antologia di sculture, sia monumentali come di formato più ridotto, realizzate in bronzo, marmo, alabastro, legno. Gli accostamenti tra opere appartenenti a codici artistici differenti, sebbene contigui, seguono vari criteri per indirizzare lo sguardo dell’osservatore verso livelli diversificati nella lettura dei volumi architettonici, della visione dello spazio e delle forme, aspetti propri del percorso artistico di Calatrava. Il grande modello architettonico della Chiesa greco-ortodossa di St. Nicholas a New York, progettata per Ground Zero, è affiancato a suggestivi disegni ad acquerello nei quali lo sguardo dell’artista spazia dallo studio dei mosaici e delle cupole di Santa Sofia a Istanbul allo schiudersi di una camelia, dall’arco disegnato dal peso di una foglia di palma al volto di Cristo, modello ideale per la Chiesa a pianta centrale. La splendida torsione delle vele che danno vita al progetto per il Palasport a Roma, per l’Università di Tor Vergata, è accostata a tre bellissimi dipinti di figure accovacciate: una tensione dinamica quasi inespressa, contenuta, nello studio sul bilanciamento tra le forze. La verticalità delle Torri di Malmö o di Chicago si rispecchia nell’equilibrio instabile delle sculture ad esse abbinate. La riflessione sul volto umano trova compiutezza nelle rotondità delle sculture in marmo ed alabastro, nella forma racchiusa dell’Opera House di Tenerife, ovvero sembra dissolversi nella trasparenza delle superfici colorate di una serie di acquerelli geometrici. Il movimento è reale quando apre, come i petali di un fiore, le maglie che compongono due colonne tortili in bronzo; quando modifica le sfumature cromatiche dei Moving Painting; quando scavalca il vuoto nel Ponte di Buenos Aires. È un movimento visionario, e non per questo meno vero, nell’intreccio delle corna dei tori ammassati, nei rami secchi di un bosco senza luce o nei corpi, che con i loro gesti compongono spazi, fisici, psicologici e spirituali.
Oltre alla nuova Chiesa greco-ortodossa di St. Nicholas, è presente in mostra anche lo splendido plastico dell’audace progetto per la Cattedrale di St. John the Divine, sempre a New York. Alla magnificenza di questa straordinaria idea di spazio sacro che converge con e nella natura, fa da contraltare il modello della Los Angeles Chapel, dedicata a Padre Junipero, frate francescano che nel 1767 viene inviato nelle missioni della “Baja California”. La capanna, prima chiesa eretta dalla piccola comunità, è il modello per una cappella immersa nello spazio, nell’acqua e nell’aria: le sue non-pareti si aprono all’esterno, alzandosi, come le fronde di un albero, rinunciando ad ogni confine fisico tra lo spazio sacro e la collettività.

Il catalogo, per le Edizioni Musei Vaticani, è presentato da Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, con i contributi di Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Antonella Greco, Professore ordinario di Storia dell’Architettura presso la Facoltà di Architettura di Roma, La Sapienza, e Micol Forti, curatore della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani. Schede di Francesca Boschetti, Micol Forti, Rosalia Pagliarani.

 

SANTIAGO CALATRAVA Le metamorfosi dello spazio

5 dicembre 2014 – 20 febbraio 2014
Città del Vaticano, Braccio di Carlo Magno (Piazza San Pietro), Roma
Tel. +39.06.68193064

Ingresso libero
Orari: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 18.00, mercoledì dalle 14.00 alle 18.00
Catalogo Edizioni Musei Vaticani

Inaugurazione: mercoledì 4 dicembre 2013
Ore 18.00: Aula Paolo VI (accesso da Piazza del Sant’Uffizio)
Ore 18.45: Visita alla mostra Braccio di Carlo Magno (Colonnato di Piazza San Pietro)

Sito ufficiale Musei Vaticani: http://mv.vatican.va

dic
5
gio
2013
MAXXI: Erasmu Effect, UNStudio, Alessandro Anselmi @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
dic 5 @ 19:30 – 22:00
MAXXI: Erasmu Effect, UNStudio, Alessandro Anselmi @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo  | Roma | Lazio | Italia

Erasmus Effect
6 dicembre 2013 – 6 aprile 2014
Galleria 1
a cura di Pippo Ciorra
Dal ruolo di Giacomo Quarenghi a San Pietroburgo all’opera di Lina Bo Bardi in Brasile, fino a Pietro Belluschi negli Stati Uniti e Romaldo Giurgola – ancora oggi attivo in Australia – o allo stesso Renzo Piano, i percorsi di migrazione di alcuni tra i nostri maggiori progettisti sono noti e ben inseriti nella storiografia internazionale dell’architettura.
La mostra EffettoErasmus indaga l’accelerazione progressiva che il fenomeno dell’architettura italiana “migrante” ha avuto negli ultimi decenni. Dal lavoro degli studi già affermati sul piano internazionale ai progetti e lavori dei giovani studi italiani all’estero, per mettere in luce sia la “qualità diffusa” del loro lavoro, sia la fitta rete di collaborazioni e atelier transnazionali nati in seguito alla diffusione della “generazione Erasmus”.
E infine i “migranti” eccellenti, non solo architetti, ma voci, facce e storie capaci di raccontare un fenomeno molto esteso e di dare sostanza ed energia all’impegno di chi cerca di far sì che questo prezioso talento italiano possa tornare in patria.

UNStudio
6 dicembre 2013 – 13 aprile 2014
Materia in movimento
Galleria 2a
a cura di Alessandro D’Onofrio
La mostra/installazione Materia in movimento conclude il ciclo Nature con cui il MAXXI sperimenta un diverso modo di intendere le mostre monografiche, scegliendo la via del confronto per raccontare gli indirizzi delle ricerche più avanzate dell’architettura contemporanea.
L’installazione site specific progettata dallo studio di architetti olandesi UNStudio presenta alcuni dei progetti delle loro numerose e note realizzazioni.
Coinvolgendo il pubblico in un confronto dinamico e stimolante, il gruppo UNStudio mette in discussione il concetto tradizionale della mostra architettonica: lo stesso oggetto esposto non è solo una vetrina, un oggetto da guardare, ma interagisce con il visitatore, richiede il suo ruolo attivo per costruire un’esperienza speciale e sorprendente.
La mostra indaga questo tema, i modi in cui il movimento, lo spazio e la prospettiva informano lo spazio e il modo in cui i visitatori fisicamente sperimentano gli effetti di questi tre determinanti parametri architettonici.

Conferenza di Ben Van Berkel
venerdì 6 dicembre, ore 17.30
Auditorium del MAXXI – ingresso libero
L’architetto Ben Van Berkel racconterà al pubblico del MAXXI 25 anni di attività e la particolare pratica che porta UNStudio a interagire profondamente con il territorio e le committenze.

Alessandro Anselmi
6 dicembre 2013 – 16 marzo 2014
a cura di Valentino Anselmi e Valerio Palmieri
Sala Studio Centro Archivi
In mostra oltre 100 disegni, modelli, acquarelli dei progetti presenti nella collezione del MAXXI Architettura, generosamente donati dall’architetto, che raccontano il suo lavoro dagli anni Sessanta al 2002.
Cinque sono gli ambiti tematici che guidano il pubblico in un percorso espositivo nel quale la dimensione del progetto continuamente sconfina in quella personale dell’architetto: Il sogno dell’architettura, Geometrie della memoria, Figure del moderno, Recinti e frammenti, Nature geometrizzate.
Tra i progetti esposti, il cimitero di Parabita in Puglia del 1967, l’Archivio di Stato di Firenze (1972) e, per Roma, la sistemazione di Piazza dei Navigatori (2000), l’edificio polifunzionale del Parco Tecnologico Industriale Tiburtino (2002) e quello presso la Stazione di San Pietro (2002).
La mostra mette in luce la figura di un architetto per certi versi radicale, pienamente inserito nelle dinamiche del dibattito contemporaneo ma anche, per il suo sguardo attento alla storia, fortemente sensibile alle logiche e ai suggerimenti del luogo e del contesto, con un’attenzione peculiare alla tradizione romana. Un lato intimo, quasi onirico, dal quale affiora una riflessione sull’architettura e sulle sue forme intessuta di suggestioni metafisiche.

Inaugurazione giovedì 5 Dicembre 2013 ore 19.30

Museo Nazionale delle arti del XXI secolo – MAXXI
via Guido Reni 4a, Roma
Orari di apertura: Dal martedì al venerdì e domenica 11 – 19 e sabato 11 – 22
Ingresso: intero 11 €, ridotto 8€ e 4€

dic
11
mer
2013
MEETING ARCHITECTURE: REINIER de GRAAF @ The British School at Rome
dic 11 @ 18:00 – 19:30
MEETING ARCHITECTURE: REINIER de GRAAF @ The British School at Rome | Roma | Lazio | Italia

“Il più delle volte la parola ‘architettura’ viene usata in senso metaforico piuttosto che letterale. Perché mai tante discipline ricorrono a termini architettonici per descrivere le loro strategie, i loro concetti, le loro idee? Forse l’architettura e il suo metodo di pensiero hanno una validità che esula dalla semplice costruzione di edifici?” 

Mercoledì 11 dicembre alle ore 18.00 presso la British School at Rome, nell’ambito del ciclo di appuntamenti Meeting Architecture curato da Marina Engel, l’architetto olandese Reinier de Graaf esaminerà diversi progetti – sia storici che contemporanei – e parlerà del suo lavoro alla direzione dell’AMO, il famoso think-tank dell’OMA (Office for Metropolitan Architecture). L’OMA è uno studio internazionale di architettura contemporanea, urbanistica e analisi culturale, fondato nel 1975 e diretto da sei partner (Rem Koolhaas, Ellen van Loon, Reinier de Graaf, Shohei Shigematsu, Iyad Alsaka e David Gianotten).  Reinier de Graaf analizzerà le caratteristiche del pensiero architettonico e la sua potenziale rilevanza in altri campi della creatività, prendendo in esame il senso della “collaborazione” tra alcune di queste discipline. Attraverso il suo tipico approccio non convenzionale, affronterà alcuni dei temi principali di Meeting Architecture, uno dei quali è proprio il superamento dei confini tra i diversi processi creativi. Nell’opera dell’AMO, studio che svolge un lavoro complementare a quello dell’OMA, si può vedere un esempio straordinario di questo sconfinamento. Laddove l’OMA rimane legato alla realizzazione di edifici e di masterplan, l’AMO opera in aree che vanno oltre i limiti tradizionali dell’architettura per abbracciare media, politica, sociologia, energia rinnovabile, tecnologia, moda, allestimenti, pubblicazioni e graphic design. L’AMO ha lavorato con gli Universal Studios, Prada, UE, l’aeroporto Schipol di Amsterdam, Heineken, Ikea, Condé Nast e Harvard University; ha curato la produzione di mostre per la Biennale di Venezia (su l’Hermitage di San Pietroburgo) e per la Biennale di Architettura di Venezia (sulla conservazione e sullo sviluppo del Golfo Arabo); ha curato, inoltre, numeri speciali delle riviste WiredDomus. Tra gli impegni recenti: il progetto per la rete di energia rinnovabile in Europa, un libro di 720 pagine sul movimento architettonico “Metabolism” (Project Japan, Taschen, 2010) e il programma di Strelka, nuova scuola di specializzazione architettonica a Mosca. Partner dell’OMA, Reinier de Graaf si è unito allo studio nel 1996 come direttore di progetto per il De Rotterdam, il più grande edificio dei Paesi Bassi, attualmente in costruzione. Nel 2002 è divenuto direttore dell’AMO e ha prodotto The Image of Europe, una mostra che illustra la storia dell’Unione Europea. Ha diretto numerosi progetti OMA in Medio Oriente e il progetto risultato vincitore nella gara per lo Stadskantoor di Rotterdam, nel 2009. Attualmente è impegnato anche nella riqualificazione del Commonwealth Institute di Londra. A lui si deve l’impegno crescente dell’AMO per un’urbanistica attenta a energia e sostenibilità, nel 2010 ha prodotto, in collaborazione con la European Climate Foundation, Roadmap 2050: A Practical Guide to a Prosperous, Low-Carbon Europe e, con il WWF, The Energy Report, programma globale per il 100% di energia rinnovabile entro il 2050.

conferenza presentata da Francesco Garofalo

Il prossimo appuntamento di Meeting Architecture, il 15 gennaio 2014, sarà una conferenza con Vivien Lovell, curatrice e direttrice dell’organizzazione Modus Operandi. Il 4 marzo 2014 il regista israeliano Amos Gitai incontrerà il pubblico sempre alla British School at Rome e, nelle sere del 5 e 6 marzo, presenterà alcuni suoi film all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.

Meeting Architecture è realizzato in collaborazione con il Royal College of Art, partner dell’iniziativa, che ospiterà i seminari del programma a Londra.

Programma d’architettura, British School at Rome a cura di Marina Engel

Per ulteriori informazioni: The British School at Rome, Via Gramsci 61, Roma | tel. +39 06 3264939, www.bsr.ac.uk

Ufficio Stampa Meeting Architecture: Marta Colombo, mob. +39 340 3442805martacolombo@gmail.com; Ilaria Gianoli, mob. +39 333 6317344ilariagianoli@alice.it

In collaborazione con: Royal College of Art, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi

Con il supporto di: Bryan Guinness Charitable Trust, Cochemé Charitable Trust, John S. Cohen Foundation

Media Partner: Architectural Review, Art Tribune, Nero

 

dic
17
mar
2013
MAXXIinWeb: STEFANO BOERI. Il Bello nell’Architettura @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
dic 17 @ 19:00 – 20:00
MAXXIinWeb: STEFANO BOERI. Il Bello nell’Architettura @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo  | Roma | Lazio | Italia

Cinque incontri con altrettanti protagonisti della creatività contemporanea da vivere in diretta all’Auditorium del MAXXI o comodamente da casa in live streaming e on demand su telecomitalia.com e sul sito del MAXXI. È il progetto MAXXIinWeb. Le arti contemporanee dialogano in rete, a cura del MAXXI e di Telecom Italia, quest’anno alla sua seconda edizione. TeatroArteDesignFotografiaArchitettura i temi al centro di ciascun incontro, per scoprire con ritmo e leggerezza il bello in ciascuna disciplina.

martedì 17 dicembre, ore 19.00
STEFANO BOERI. Il Bello nell’Architettura
Auditorium del MAXXI – ingresso libero

Architetto, urbanista e protagonista indiscusso del dibattito culturale contemporaneo, Stefano Boeri ci guiderà nel “Bello nell’Architettura”

Introduce Giovanna Melandri Presidente Fondazione MAXXI
Modera Hou Hanru Direttore artistico MAXXI

dic
18
mer
2013
Non basta ricordare @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
dic 18 @ 10:30 – 13:00
Non basta ricordare @ MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo  | Roma | Lazio | Italia

Oltre 200 opere di 70 artisti e architetti dalle collezioni di arte e architettura del MAXXI dialogano in una mostra che coinvolge tutti gli spazi del museo.
Christian Boltansky, Elisabetta Benassi, Maurizio Cattelan, Alberto Campo Baeza, Teddy Cruz, Giancarlo De Carlo, Gilbert&George, Alfredo Jaar, Ilya ed Emilia kabakov, Paul Mccarthy, Nobuyoshi Araki, Tony Oursler, Adrian Paci, Michelangelo Pistoletto, Gerhard Richter, Aldo Rossi, Doris Salcedo, Carlo Scarpa, Superstudio, Lara Favaretto, Toyo Ito, Vedovamazzei, Kara Walker, Lawrence Wiener, Cino Zucchi e molti altri. Sono solo alcuni degli artisti e architetti protagonisti della grande mostra che il MAXXI dedica alla sua collezione.
Esponendo insieme le collezioni di arte e architettura, ci proponiamo di mettere in dialogo e far interagire entrambe le discipline, per creare un contesto culturale in cui sia possibile produrre uno scambio innovativo sul significato della creazione contemporanea e della democrazia.
Il progetto cerca di aprire ulteriori riflessioni sulla reinvenzione del museo di arte oggi. Partendo dal ricco e sfaccettato insieme delle collezioni sono state sollevate importanti questioni riguardanti il modo di vivere la città e lo spazio pubblico, la storia politica e la realtà, il corpo, l’anima e la spiritualità, come anche il futuro dell’ambiente, temi che rivelano il grande potenziale che le opere della collezione hanno di interessare il pubblico.
La mostra inoltre evolve nel tempo e si apre all’interazione del pubblico. Le opere d’arte non sono state allestite solo per entrare criticamente in dialogo con un preciso contesto architettonico; ma, cosa più importante, esse innescano ulteriori azioni tra cui la ricerca, il coinvolgimento della collettività e il suo ampliamento, attraverso diversi modi di supportare l’istituzione con passione civica e partecipazione.

Preview mostra: mercoledì 18 dicembre 2013 ore 12. MAXXI / Auditorium
intervengono:
Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI
Hou Hanru, Direttore artistico MAXXI
Francesco Spano, Segretario generale MAXXI
Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura
Anna Mattirolo, Direttore MAXXI Arte

Programma della giornata:
ore 10.30 accesso alle mostre consentito per fotografi e troupe tv
ore 12.00 conferenza stampa. A seguire visita alle mostre

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4 A – 00196 Roma
martedì-mercoledì-giovedì-venerdì-domenica 11.00-19.00
sabato 11.00-22.00
La biglietteria chiude un’ora prima del museo
Chiusure
tutti i lunedì
1 maggio
25 dicembre
intero €11
ridotto €8 per gruppi da 15 a 25 persone e categorie convenzionate; giornalisti iscritti all’albo con tessera di riconoscimento valida; studenti universitari fino a 26 anni; dipendenti del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane; possessori di CartaFreccia; tesserati FAI – Fondo Ambiente Italiano; possessori Carta Civita
€4 a studente (oltre i 14 anni) per gruppi classe (scuole secondarie di secondo grado) che acquistano le attività educative (escluso i festivi);
gratuito minori di 14 anni, disabili che necessitano di accompagnatore, accompagnatore del disabile, dipendenti MiBACT, accompagnatori e guide turistiche Regione Lazio, 1 insegnante ogni 10 studenti, membri ICOM, soci AMACI, giornalisti accreditati, possessori della membership card del MAXXI.

gen
10
ven
2014
THE SWISS TOUCH IN LANDSCAPE ARCHITECTURE @ Casa dell'Architettura di Roma
gen 10 @ 17:30 – 20:30
THE SWISS TOUCH IN LANDSCAPE ARCHITECTURE @ Casa dell'Architettura di Roma  | Roma | Lazio | Italia

L’architettura del paesaggio è un fenomeno che ha trasformato completamente il territorio e il nostro modo di intenderlo. La disciplina, relativamente recente – ha fatto la propria comparsa verso il 1800 – si è sviluppata negli ultimi decenni in modo considerevole. Attualmente l’architettura del paesaggio conosce un momento di spettacolare espansione e sta assumendo un ruolo sempre più importante. In effetti, l’interesse per il paesaggio rappresenta una delle tendenze più significative della nostra epoca. L’architettura del paesaggio odierna si occupa infatti della pianificazione degli spazi pubblici, dei progetti urbani e periurbani, della gestione degli spazi verdi nelle città, della creazione di parchi e giardini, dei terreni post-industriali, come pure dell’integrazione delle zone agricole nel territorio. La Svizzera ha avuto nel corso del XX secolo – e continua ad avere – un ruolo essenziale nell’evoluzione dell’architettura del paesaggio. Realizzazioni esemplari dei paesaggisti elvetici si trovano sia in territorio elvetico che all’estero. Tuttavia, in un momento storico in cui il paesaggista si trova al centro delle professioni che progettano gli spazi di vita presenti e futuri, la figura dell’architetto del paesaggio è ancora poco conosciuta. I progetti dei paesaggisti svizzeri danno particolare risalto alla bellezza formale, pur dedicando la massima attenzione al contesto ecologico. Il rispetto per il genius loci e la sua storia si sposa con la sobrietà estrema e con l’eleganza raffinata delle soluzioni messe in atto. L’esposizione invita alla scoperta della ricchezza, della diversità e della complessità di questa pratica affascinante. Una parte iniziale, teorica e storica, fissa il quadro concettuale della mostra. Vi si documenta l’apporto della storia dei giardini e il ruolo svolto dai pionieri della disciplina. Inoltre vi è sottolineata l’importanza delle grandi esposizioni nazionali e il successo recente di Lausanne Jardins, il festival internazionale dell’arte dei giardini in città. Una seconda parte, che forma il nucleo centrale di The Swiss Touch in Landscape Architecture, presenta i progetti dei protagonisti dell’architettura del paesaggio svizzera. Infine, la sezione “nouvelle vague” propone uno sguardo sui paesaggisti emergenti. Oggi il paesaggio è al centro del discorso politico, estetico e sociale. La Convenzione Europea del paesaggio (firmata dalla Svizzera il 20 ottobre 2000 e entrata in vigore il 1° marzo 2004) ha conferito una grande attualità alle politiche del paesaggio. In un’epoca in cui tutti discutono di paesaggio – i giornalisti, i politici, gli architetti, gli urbanisti, i sociologi… –, la figura principale che agisce concretamente sul territorio, ovvero l’architetto del paesaggio (e il creatore di giardini), resta poco conosciuta. La mostra “the swiss touch in landscape architecture” è pensata per riempire tale lacuna presentando la ricchezza e la complessità dell’opera di questi protagonisti poco visibili. In “the swiss touch in landscape architecture”, il concetto di architettura del paesaggio non è trattato in modo rigido, dogmatico. Questo spiega perché le realizzazioni di architetti illustri quali Bernard Tschumi o Herzog & de Meuron, oppure quelle di un ingegnere famoso come Jürg Conzett facciano parte dell’esposizione. La mostra “the swiss touch in landscape architecture” presenta quindi: un’espressione culturale fondamentale, ma tuttora poco nota; una pratica importante e troppo spesso ignorata; una professione in cui la Svizzera eccelle; delle opere esemplari che meritano di essere valorizzate; un ambito affascinante e di grande attualità.

inaugurazione venerdì 10 gennaio 2014 ore 17.30

Saluti Istituzionali

Livio Sacchi, Presidente Ordine Architetti PPC di Roma e provincia
Ruth Theus Baldassarre, Responsabile Cultura, Scienza e Media Ambasciata di Svizzera

Introduce
Alfonso Giancotti, Presidente CTS Casa dell’Architettura

Interventi
Pier Paolo Balbo
Rosario Pavia
Carmen Andriani

Lectio Magistralis di Michael Jacob

Mostra prodotta da Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura Zurigo, e promossa nella sua edizione romana da Pier Paolo Balbo di Vinadio e Rosario Pavia.

finissage venerdì 28 febbraio 2014 ore 18.30

MOSTRA 10.01 > 28.02.2014
dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 18 | sabato ore 9.30-12.30 | chiuso la domenica e il 1° sabato del mese