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2018
Outdoor 2018 @ Mattatoio Testaccio
apr 14 – mag 12 all-day
Outdoor 2018 @ Mattatoio Testaccio | Roma | Lazio | Italia

Ritorna dal 14 aprile al 12 maggio 2018 negli spazi del Mattatoio, Outdoor, il più grande Festival in Italia dedicato alla cultura metropolitana. La manifestazione, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, è ideata e diretta dall’agenzia creativa Nufactory, con il patrocinio della Regione Lazio. Quest’anno il tema centrale della manifestazione è “Heritage”. Nell’anno europeo dedicato al patrimonio culturale, Outdoor, attraverso le discipline artistiche, indaga il tema ponendo degli interrogativi a quanti visiteranno la manifestazione: Cosa rappresenta il patrimonio oggi? Quali culture sono oggi considerate come patrimonio nella nostra società? Quale patrimonio stiamo costruendo e quale trasmetteremo alle future generazioni? La cultura popolare di oggi, tra influenze internazionali, mass media e social network, sarà al centro di un’indagine che metterà in risalto il singolo e le proprie scelte. Per questo Outdoor propone un’offerta eterogenea che si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Televisione, alle quali si aggiungono le aree dedicate alle conferenze e al mercato dei makers contemporanei.

ARTE
Il padiglione arte, a cura di Antonella Di Lullo e Christian Omodeo, si sviluppa in un percorso coinvolgente, interattivo e ludico: il collettivo di architetti Orizzontale ha realizzato un Grande Labirinto che pone lo spettatore al centro della mostra, con la possibilità di scegliere la propria esperienza tra 4 percorsi che rappresentano diverse modalità di rapportarsi al patrimonio.
Il primo percorso, Disobedience, riunisce artisti di diverse generazioni che, dal 1968 fino ad oggi, introducono degli elementi di discontinuità nel racconto storico. La crew di writers tedeschi Berlin Kidz vive i graffiti come uno sport estremo e ha trasformato negli ultimi anni lo skyline berlinese con un alfabeto ispirato ai pixaçao brasiliani e all’alfabeto runico; Biancoshock, artista italiano, crea delle installazioni urbane che con ironia invitano i passanti a riflettere sui problemi della nostra società; Paolo Buggiani a partire dagli anni ‘70 basa la sua ricerca sul rapporto tra tempo oggettivo e soggettivo, incrociando nel suo percorso di ricerca artisti come Keith Haring, Richard Hambleton e Ken Hiratsuka; Mathieu Tremblin, artista francese, riadatta lo spirito dei Situazionisti al mondo contemporaneo attraverso delle installazioni urbane che sono diventate virali su internet; Wasted Rita, artista portoghese, conosciuta per i suoi disegni satirici e le sue installazioni che offrono un punto d’osservazione privilegiato sulla società contemporanea, sull’invasività dei nuovi media e sul ruolo delle donne, è anche nota per aver partecipato al progetto realizzato da Banksy Dismaland. I richiami del passato sono alla base della seconda sezione Total Recall, che mette in scena una riappropriazione nostalgica e ironica del patrimonio. Tony Cheung, illustratore cinese, pone al centro delle sue opere le forti contraddizioni tra l’antica cultura e la moderna società del suo paese; Leonardo Crudi, artista romano, con i suoi poster disseminati per le strade della città, ispirati alle principali avanguardie storiche, crea un corto circuito visivo tra estetica del passato e contemporaneità; Madame, un’icona della Street Art parigina dell’ultimo decennio, nei suoi collages urbani inserisce forti richiami alla grafica e alle scenografie teatrali dell’800 e inizio ‘900; Sam 3 internazionalmente riconosciuto per le sue grandi figure nere antropomorfe che appaiono sui muri delle principali città, si è recentemente cimentato nelle sperimentazioni video in stop motion; il canadese Scorpion Dagger, ha fatto delle Gif animate il suo territorio privilegiato di sperimentazione, prelevando personaggi dai grandi dipinti del Rinascimento nordico; Rub Kandy (Mimmo Rubino) artista difficile da collocare in un ambito artistico specifico e grande osservatore del contesto urbano, lo decostruisce attraverso immagini dal forte impatto visivo. Con il terzo percorso Speedlight, si sperimenta un nuovo sistema rispetto a questo continuo rivolgersi al passato. Un movimento istantaneo per tornare al futuro. Kid Acne, street artist inglese, fa delle parole l’oggetto principale della sua arte, come la scritta Paint over the cracks realizzata in occasione di Outdoor 2011; Motorefisico, progetto artistico degli architetti e designer romani Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo che attraverso rigorose linee simmetriche disegnano e reinventano lo spazio circostante; i Quiet Ensemble sperimentano la contaminazione dell’elemento naturale con la tecnologia in precario equilibrio tra casualità e controllo; Uno, artista romano conosciuto per aver portato il volto del bambino della Kinder per le strade di diverse città, pone al centro della sua ricerca la ripetizione e la manipolazione della carta.
Il quarto percorso, Retromania, indaga quei meccanismi che restituiscono un’aura agli oggetti industriali destinati alle masse, per includerli in un racconto storico normalmente riservato alle produzioni uniche ed irripetibili rivolte alle élites. Ricky Powell, uno dei grandi nomi della street photography, da quasi quarant’anni documenta con il suo obiettivo la scena artistica e musicale underground newyorkese e, con essa, l’evoluzione dei codici della street fashion; I Love Tokyo, la collezione di sneakers di Fabrizio Efrati, fondatore di Market Kickit, riunisce scarpe da ginnastica prodotte a partire dagli anni ‘80 e testimonia la comparsa di un mercato internazionale di sneakers destinato ai collezionisti di streetwear. In partnership con Google Arts and Culture – già partner di Outdoor Project, il tour che esplora tramite la realtà virtuale le opere delle passate edizioni del festival – viene presentato Stories, in esclusiva per il pubblico di Outdoor, un progetto di digitalizzazione del patrimonio immateriale ed orale di Roma, sviluppato dallo studio The Fake Factory specializzato in progetti di videoarte. Un’indagine sull’identità culturale e collettiva di alcuni quartieri periferici della città per restituirli al pubblico contemporaneo e futuro. Video a 360° guidano lo spettatore in un percorso emotivo nei luoghi della città, arricchito dal contributo di diversi artisti che ne narrano la storia e la quotidianità, come Amir Issa, rapper e writer romano. Il tutto arricchito dal racconto fotografico a cura di Rub Kandy, Niccolò Beretta, Guido Gazzilli e a.DNA collective. Anche quest’anno l’Istituto Europeo di Design è content partner di Outdoor con un progetto interdisciplinare che coinvolge studenti e docenti di IED Roma tra conferenze, installazioni e azioni di storytelling sui social media di Outdoor. Nel Padiglione Arte viene presentata Map Of Null: un’installazione audiovisiva sviluppata da Franz Rosati, Docente e Digital Artist, e dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Roma dove emozioni, pensieri e sensazioni diventano il DNA di un paesaggio virtuale solo apparentemente disabitato. In programma anche un intervento artistico collettivo realizzato in collaborazione con lo storico negozio Graff dream e powered by APA. Un momento ludico ed educativo teso a sensibilizzare il tema della legalità nel mondo del writing e dell’arte urbana. Express yourself è un progetto performativo di tutti e per tutti, una grande jam session in cui è il pubblico ad esprimersi lasciando il proprio segno attraverso messaggi, firme e disegni.

MUSICA
La musica è la nuova protagonista della programmazione del festival che ospita quest’anno una line-up ispirata alle tendenze e sonorità che hanno segnato le ultime generazioni: dalla techno alla house, dalla disco all’hip hop e alla trap. All’interno del Mattatoio viene allestito un temporary club dove musica e visual si fondono insieme per offrire al pubblico un’esperienza live unica.  Ad animare i 5 sabati, a partire dal 14 aprile, ci pensano gli headliner del Festival. Quest’anno sarà il ritorno in Italia, dopo 8 anni, del duo berlinese patrimonio della musica elettronica europea, i Booka Shade. In programma il 21 aprile la Female Night, una serata tutta al femminile. Si alternano in consolle le dj e producer Anja Schneider, una tra le artiste più richieste e apprezzate nel mondo del clubbing internazionale, Erica.Me del collettivo femminile romano “She made” e Francesca Lombardo, reduce dai più grandi festival di tutto il mondo come il Tomorrowland e The Burning Man. Il 25 aprile, si esibirà dj Buenoventura, co-fondatore della techno band viennese Elektro Guzzi. Appuntamento il 28 aprile con i Digitalism, duo elettronico di Amburgo che con il loro disco d’esordio Idealism (2007) ha conquistato pubblico e critica. Il 5 maggio sarà la volta del dj e producer tedesco Purple Disco Machine, in tutte le radio con la hit Devil In Me (feat. Joe Killington & Duane Harden) e dj Mari Ka, nuova protagonista del clubbing milanese. Il 12 maggio, il party di chiusura è dedicato alla finale italiana del Red Bull BC One Italy Cypher 2018, l’evento nazionale più importante dedicato al mondo della break-dance, dove i migliori b-boy si sfidano per conquistare l’accesso alla finale internazionale. Headliner della serata l’icona e precursore dell’hip hop francese Cut Killer che vanta una partecipazione al fianco di Vincent Cassel nel film «L’Odio». In apertura nel main stage gli storici dj della scena rap romana Baro e Stile, mentre nel second stage le crew romane della scena trap e hip hop di nuova generazione. Contemporaneamente il Festival ospiterà lo studio mobile di registrazione di Red Bull Music, centro di produzione di contenuti inediti e collaborazioni tra musicisti di vari generi. L’idea della “residenza artistica” durante l’Outdoor Festival è quella di raccontare le realtà musicali romane più interessanti e inserirsi nella scena per creare nuovi progetti fra i quali sessioni di registrazioni, format audiovisivi, performance dal vivo, workshop, lecture e interviste. Tra gli artisti coinvolti: Giorgio Poi, Cosmo, Achille Lauro, Frenetik & Orang3, Serena Brancale, CRLN, Mesa, Francesca Lombardo e Anja Schneider. Dal 23 al 29 aprile Redbull presenta “Tutti contro tutti”, 24 rapper e trapper romani, in rappresentanza di 8 quartieri di Roma, si sfidano all’ultima rima per decretare il miglior MC.

CONFERENZE
Un ricco programma di conferenze e incontri caratterizzano tutti i venerdì del festival.
Il 20 aprile è in programma un incontro organizzato in collaborazione con Ladies, Wines & Design, realtà internazionale che pone al centro il ruolo delle donne nel settore creativo e culturale. Il 27 aprile si apre con la conferenza “Talento digitale”, un incontro con esperti del settore digital e new media realizzata da Digital Yuppies, network di talenti e professionisti dell’industria digitale e creativa, con il supporto di IED – Istituto Europeo di Design. In partnership con VICE Italia, il 4 maggio, è in programma la proiezione del documentario The Last Man of Mahana, prodotto da VICE Australia, che segue le tracce di Arthur, uno degli ultimi membri della comunità Mahana, fondata nel 1978 in Nuova Zelanda, sulla scia del movimento hippie. Segue l’incontro con Stefano Bianchi, fondatore della casa editrice di fotografia in crowdfunding Crowdbooks, che presenta il progetto Utopia di Carlo Bevilacqua, un racconto fotografico del giro per il mondo alla ricerca di persone che hanno abbandonato la società moderna per vivere in comunità. L’11 maggio il collettivo creativo Manifesto delle Visioni Parallele presenta Errore Digitale – Collezione 2018, un incontro con gli artisti internazionali e un workshop dedicato alla Glitch Art, genere artistico strettamente connesso alla video arte e alla fotografia, che attraverso l’apporto di processi informatici e digitali trasforma in forma artistica il concetto e il valore dell’”errore”.

TELEVISIONE
Non si può parlare di patrimonio senza poter celebrare lo strumento che più di altri ha contribuito alla formazione ed alla diffusione di informazioni, tendenze, notizie per oltre mezzo secolo. La sezione dedicata alla televisione, realizzata in collaborazione con Rai, affronta il patrimonio televisivo italiano attraverso proiezioni e talk suddivisi in 4 appuntamenti domenicali. Ogni ciclo di proiezioni, dedicate all’intrattenimento, alla scienza alla cultura, allo sport e alle serie tv, è aperto da un momento di incontro e racconto con i protagonisti della televisione italiana. L’intento è quello di mostrare una parte della storia nazionale, per restituirla sia ad un pubblico che ha visto “in diretta” quei programmi sia alla generazione successiva.

MERCATO
All’interno degli spazi del Festival, in partnership con Wave Market, viene ricreato un mercato, un angolo di città, che si propone di promuovere la cultura dell’artigianato. Una vera e propria fiera dell’handmade che ogni settimana propone ai visitatori una tematica diversa: artigianato e design, vintage, street wear, editoria e illustrazioni.  Il 25 aprile è il “Simply Amazing Day”, in questa occasione viene presentata al pubblico l’ultima nata del birrificio Birra del Borgo: la lager Lisa. Nella stessa giornata il Roma Vinyl Village propone al pubblico romano un market del vinile itinerante. L’area food è in collaborazione con Foodora mentre il beverage è affidato ad una selezione dei migliori bartender della città.

Outdoor festival è un progetto nato nel 2010 con l’intento di contribuire al cambiamento del tessuto sociale della città attraverso azioni di carattere culturale in grado di segnare profondamente le abitudini di chi vive e abita a Roma. Nel 2014, dopo 15 anni, outdoor festival ha aperto l’Ex Dogana Ferroviaria, mentre nel 2015 l’Ex Caserma Guido Reni, offrendo alla città nuovi luoghi di aggregazione. Outdoor festival crede nel cambiamento, nelle pulsioni che lo animano e nelle correnti generazionali che nascono dai contesti urbani. Oggi, attraverso un network internazionale di artisti e produttori, offre un palcoscenico internazionale in aperto dialogo con il mondo.

HERITAGE 14 APRILE – 12 MAGGIO

INFO

www.out-door.it

www.facebook.com/OUTDOORfestival/|www.instagram.com/outdoorfestivalroma/

info@nufactory.it |06 7061 4597

BIGLIETTI

MOSTRA

Venerdì dalle 12.00 alle 00.00* | Sabato dalle 12.00 alle 00.00** | Domenica dalle 12.00 alle 21.00*

*include ingresso alle conferenze e al mercato

**esclude l’ingresso MUSICA

Intero: 10€ | Ridotto: 8€ | Under 10: Gratis

CONCERTI

Sabato dalle 21.30 alle 04.00

Intero: 15€

Ingresso: Lungo Tevere Testaccio

MERCATO

Venerdì: 18.00 – 22.00 | Sabato: 12.00 – 22.00 |Domenica: 12.00 – 20.00

Ingresso con il biglietto MOSTRA

 

Ufficio Stampa Outdoor

Antonella Bartoli | bartoli.anto@gmail.com |+39 339 7560222

Ilenia Visalli | press@bstudios.it |+39 329 3620879

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Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo @ Museo di Roma in Trastevere
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Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo @ Museo di Roma in Trastevere | Roma | Lazio | Italia

In occasione del 50° anniversario del 1968, AGI Agenzia Italia ricostruisce l’archivio storico di quell’anno, recuperando il patrimonio di tutte le storiche agenzie italiane e internazionali, organizzando questa affascinante mostra fotografica e multimediale che sarà allestita al Museo di Roma in Trastevere dal 5 maggio al 2 settembre 2018. La mostra a cura di AGI Agenzia Italia, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con il patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è resa possibile dalle numerose fotografie provenienti dall’archivio storico di AGI e completata con gli altrettanto numerosi prestiti messi a disposizione da AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, AFP Agence France-Presse, AGF Agenzia Giornalistica Fotografica, ANSA, AP Associated Press, Marcello Geppetti Media Company, Archivio Riccardi, Contrasto, Archivio Storico della Biennale di Venezia, LUZ, Associazione Archivio Storico Olivetti, RAI-RAI TECHE, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, l’Espresso. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura. L’iniziativa nasce da un’idea di Riccardo Luna, direttore AGI e curata a quattro mani con Marco Pratellesi, condirettore dell’agenzia, e intende delineare un vero e proprio percorso nell’Italia del periodo: un racconto per immagini e video del Paese di quegli anni per rivivere, ricordare e ristudiare quella storia. Come scrive Riccardo Luna nel testo del catalogo dell’esposizione: “Questa non è una mostra sul passato ma sul futuro. Sul futuro che sognava l’ultima generazione che non ha avuto paura di cambiare tutto per rendere il mondo migliore. Che si è emozionata e mobilitata per guerre lontane; che ha sentito come proprie ingiustizie subite da altri; che ha fatto errori, certo, ha sbagliato, si è illusa, è caduta, ma ha creduto, o meglio, ha capito che la vera felicità non può essere solo un fatto individuale ma collettivo, perché se il tuo vicino soffre non puoi non soffrire anche tu. Nessuno si salva da solo. Quello che ci ha colpito costruendo questa mostra, sfogliando le migliaia di foto che decine di agenzie e archivi ci hanno messo a disposizione con una generosità davvero stupefacente, come se tutti sentissero il dovere di contribuire alla ricostruzione di una storia che riguarda i nostri figli molto più che i nostri genitori; quello che ci ha colpito sono gli sguardi dei protagonisti, l’energia dei loro gesti, le parole nuove che usavano”. Da qui, AGI ha ricreato un archivio storico quanto più completo del ’68 attraverso le immagini simbolo dell’epoca. Non solo occupazioni e studenti, ma anche e soprattutto la dolce vita, la vittoria dei campionati europei di calcio e le altre imprese sportive, il cinema, la vita quotidiana, la musica, la tecnologia e la moda. Un viaggio nel tempo fra 171 immagini, tra le quali più di 60 inedite; 19 archivi setacciati in Italia e all’estero; 15 filmati originali che ricostruiscono più di 210 minuti della nostra storia di cui 12 minuti inediti; 40 prime pagine di quotidiani e riviste riprese dalle più importanti testate nazionali; e inoltre una ricercata selezione di memorabilia: un juke boxe, un ciclostile, una macchina da scrivere Valentine, la Coppa originale vinta dalla Nazionale italiana ai Campionati Europei, la maglia della nazionale italiana indossata da Tarcisio Burgnich durante la finale con la Jugoslavia, la fiaccola delle Olimpiadi di Città del Messico. Tutti questi temi verranno raccontati attraverso la cronaca, gli usi, i costumi e le tradizioni in diverse sezioni tematiche, dando vita e facendo immergere il pubblico in questo lungo e intenso racconto nell’Italia del ’68. Ad accogliere i visitatori ci saranno i grandi “sognatori del futuro”; attraverso le figure e le parole di Martin Luther King e Bob Kennedy il pubblico sarà guidato all’interno della cronaca internazionale del ’68: dalla guerra del Vietnam alla segregazione razziale negli USA, dalla presidenza di Nixon alla fine della Primavera di Praga, dalla Grecia dei colonnelli al maggio francese, si ripercorreranno alcuni degli eventi che hanno influenzato e cambiato le sorti della storia del mondo. Le occupazioni, le contestazioni e le rivolte studentesche saranno invece i temi affrontati nella sala “Il movimento fra occupazioni e tazebao – Valle Giulia”; in particolare saranno ripercorsi i tragici scontri tra studenti e forze dell’ordine avvenuti nella famosa “Battaglia di Valle Giulia” (Roma, 1 marzo 1968) e sarà, inoltre, riportato un ciclostile originale dell’epoca, per rievocare i momenti della ribellione per mezzo della stampa di volantini e giornaletti universitari. Figura chiave dei movimenti del ’68 che viene messa in evidenza in questa sezione è Pier Paolo Pasolini con il testo “Vi odio cari studenti” e la poesia “Il PCI ai giovani”. L’esposizione proseguirà nella sala “Le due Italie: dal Belice al Piper”, nella quale saranno contrapposte le immagini delle “due Italie” che hanno, entrambe, cambiato il futuro del nostro Paese. Da un lato si vedrà l’Italia della gente comune e delle famiglie, con uno sguardo particolare al violento terremoto che colpì la Valle del Belice nella Sicilia Occidentale. Si racconterà il Piper Club di Roma, punto d’incontro di alcune famose celebrities nazionali e internazionali come l’attore Sean Connery, il cantante Adriano Celentano, il regista Federico Fellini, l’attore Alberto Sordi, l’attrice Anna Magnani, il cantante Massimo Ranieri, il regista e attore Vittorio Gassman, il cantante Domenico Modugno. Un’altra sezione sarà dedicata alla musica italiana e internazionale e alle grandi imprese sportive del ‘68, come ad esempio la vittoria ai Campionati Europei della Nazionale Italiana a Roma contro la Jugoslavia; in questa sezione il pubblico potrà ammirare dal vivo, grazie al supporto della FIGC – Federazione Italiano Giuoco Calcio, della Fondazione Museo del Calcio e del CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, la Coppa dei Campionati Europei, la maglia della nazionale italiana indossata da Tarcisio Burgnich e la Fiaccola delle Olimpiadi del 1968. Proseguendo nel percorso, nel porticato del Museo, i visitatori saranno catapultati in un ambiente sonoro immersi nelle voci del 1968: dalle urla degli studenti nei cortei ai discorsi dei politici, i suoni e le parole dei personaggi di quell’epoca accompagneranno il pubblico alla riscoperta di quegli anni. Anche l’innovazione tecnologica avrà il suo spazio all’interno della mostra. Sarà presente, infatti, una sezione dedicata al grande fermento tecnologico del 1968 che culminerà con lo sbarco sulla luna di Neil Armstrong del 1969. Al termine del percorso fotografico, all’interno dell’Auditorium del Museo, i visitatori potranno vivere una esperienza immersiva; sarà infatti riprodotto scenograficamente l’ambiente di un’aula universitaria occupata all’interno della quale il pubblico avrà la possibilità di visionare cinegiornali dell’epoca e documenti originali ceduti da AAMOOD e RAI – RAI TECHE. La mostra è inoltre arricchita da un vasto repertorio di memorabilia e materiale d’epoca, tra cui le prime pagine dei quotidiani e delle riviste, il famoso Jukebox, e alcune magliette autografate dei giocatori che hanno vinto l’Europeo. L’esposizione proporrà inoltre un confronto tra la comunicazione giovanile del ’68, fatta di tazebao, assemblee e giornaletti scolastici, e quella contemporanea caratterizzata dall’utilizzo dei social media, delle web radio e dei blog universitari: attraverso le immagini si racconterà come i giovani del ’68 comunicavano con quegli strumenti; in quest’ambito saranno coinvolti direttamente realtà giovanili come il magazine universitario “Scomodo”, Radioimmaginaria, il primo e unico network radiofonico in Europa creato, diretto e condotto da adolescenti, e VoiceBookRadio, webradio gestita interamente dagli studenti di varie scuole secondarie di Roma che sarà anche uno dei media partner della mostra. Nell’ambito della mostra il pubblico stesso sarà coinvolto in prima persona attraverso un’attività social per condividere la foto preferita del ’68, inviandola ad AGI utilizzando l’hashtag #ilmio68; le foto inviate saranno proiettate a turno su un monitor a fine mostra, nel quale si snoderà così un racconto parallelo, un mosaico di storie di quell’anno che crescerà nel corso dei mesi. Oltre all’esposizione l’iniziativa prevede l’organizzazione di un ciclo di eventi e incontri estivi, che si svolgeranno nel Chiostro del Museo, dedicati ai principali momenti musicali, sportivi, politici, culturali e cinematografici che hanno caratterizzato l’Italia nel 1968 con l’obiettivo di coinvolgere un vasto pubblico e il maggior numero di scuole. Obiettivo primario dell’iniziativa è far sì che ciascuno studente, grazie soprattutto alla partecipazione diretta alle proiezioni cinematografiche, ai dibattiti sulla politica, ai concerti musicali nonché ad altre iniziative tematiche, possa conoscere e vivere più da vicino un anno e, soprattutto, un Paese sino ad oggi studiato solamente sui libri di storia. Attraverso il MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca verranno coinvolte direttamente le scuole medie e superiori con l’organizzazione di visite guidate mirate agli studenti. L’evento, realizzato con il contributo di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con SIAE- Società Italiana degli Autori ed Editori e in partnership con la RAI, Sky, la FIGC, la Fondazione Museo del Calcio, il CONI, l’AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio Democratico, Open Polis e il CENSIS, si avvale della collaborazione scientifica ed editoriale dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana “Treccani” con il quale verrà realizzato il catalogo dell’esposizione.

I media partner coinvolti sono Formiche, il Tascabile, magazine digitale di Treccani, Rai Teche, Scomodo, Radioimmaginaria e VoiceBookRadio.

Le immagini che vengono fornite a corredo del comunicato stampa devono riportare nella pubblicazione il titolo della mostra, i credits, e le didascalie complete.

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Luogo: MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Indirizzo: Piazza S. Egidio 1B – Roma – Lazio
Quando: dal 04/05/2018 – al 02/09/2018
Vernissage: 04/05/2018 su invito
Generi: documentaria
Orari: Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00 La biglietteria chiude un‘ora prima Giorni di chiusura: lunedì, 1 maggio
Biglietti: Tariffe non residenti: Intero: € 6,00; Ridotto: € 5,00. Tariffe residenti: Intero: € 5,00; Ridotto: € 4,00 Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente Salvo integrazione se presente altra mostra
Patrocini: a cura di AGI Agenzia Italia, il Comune di Roma, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il Museo Di Roma in Trastevere e con il patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Uffici stampa: ZETEMA, CULTURALIA

INFO: http://www.museodiromaintrastevere.it

FLUX Festival Lituano delle arti @ Roma
mag 4 – mag 15 all-day
FLUX Festival Lituano delle arti  @ Roma | Roma | Lazio | Italia

In occasione del centenario della Repubblica Lituana tutta la vivacità e il fermento della scena artistica del Paese baltico arrivano a Roma dal 4 al 15 maggio con FLUX – Festival Lituano delle arti. 3 mostre, 2 rassegne video, 5 concerti, 5 spettacoli – per un totale di 12 giornate di arte, teatro, danza, musica performance, proiezioni, architettura e fotografia, – riempiranno il calendario culturale della Capitale nelle sue sedi più prestigiose: l’Auditorium Parco della Musica, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Teatro Argentina, il Teatro India, Palazzo Braschi e il Museo Baracco. La manifestazione è prodotta dalla Fondazione Musica per Roma con l’Istituto di Cultura Lituano, in collaborazione con il Teatro di Roma-Teatro Nazionale, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Comune di Roma, l’Ambasciata della Repubblica Lituana, e sostenuta dal Ministero della Cultura della Repubblica Lituana, grazie alla promozione sul territorio realizzata dal Dipartimento del Turismo della Lituania. FLUX vuole regalare alla città di Roma la possibilità di scoprire e apprezzare la varietà e il dinamismo delle arti lituane nelle sue molteplici diramazioni. Un fluire di creatività libero e ininterrotto, in costante evoluzione, un “flux” appunto: sono questi i caratteri espressivi degli artisti contemporanei del Paese baltico, influenzati tanto delle tecnologie e dai nuovi mezzi di comunicazione, quanto dai grandi maestri del passato e dalle esperienze peculiari della loro terra. Un festival unico, dove sperimentazione e rilettura dei classici si integrano attraverso una visione interdisciplinare ereditata dallo spirito del manifesto del movimento “Fluxus”, pubblicato nel 1963 da George Maciunas. A Roma arriveranno i protagonisti più importanti e riconosciuti della scena culturale lituana insieme a uno straordinario gruppo di giovani artisti, registi e compositori che stanno conquistando un posto di primo piano nella mappa culturale internazionale. Accanto al padre del cinema sperimentale Jonas Mekas, a due nomi leggendari del teatro lituano come Eimuntas Nekrošius e Oskaras Koršunovas, al videoartista di fama mondiale Deimantas Narkevičius, ai tre giganti del jazz Vladimir Tarasov, Liudas Mockūnas e Eugenijus Kanevičius, e ad Anton Lukoszevieze con The Apartment House, pluripremiato ensemble di musica sperimentale di base a Londra, la Capitale ospiterà la giovane direttrice d’orchestra, apprezzata in tutto il mondo Mirga Gražinytė-Tyla, la promettente e anticonformista regista Kamilė Gudmonaitė, la compositrice Justė Janulytė, la poetessa femminista Laima Kreivytė, la danzatrice e perfomer Gintarė Minelgaitė, l’impetuosa compagnia di danza urbana LOW AIR. Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė e Rugilė Barzdžiukaitė, autrici della sorprendente “nuova opera” Buona giornata! (Have a Good Day!), arrivano per la prima volta in Italia dopo aver riscosso grandi consensi di pubblico e critica in tutto il mondo. Non mancheranno poi le arti performative con le performance della stessa Lina Lapelytė e di Gintarė Minelgaitė, artista teatrale e metodologa e Andrej Polukord, che utilizza la pittura, le installazioni, e la videoarte per creare ambienti imprevedibili. Grande spazio avranno anche le arti visive con Fast-forwarded (Artapes), selezione di opere video lituane a partire dagli anni ’90, a cura di Ūla Tornau e Asta Vaičiulytė; e due mostre fotografiche: Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marija Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė, Vaidas Petrulis, e I mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė.

GLI EVENTI

A inaugurare il Festival il 4 maggio, alle 19.00, in Auditorium Arte, il videoartista Deimantas Narkevičius, tra i più noti e riconosciuti artisti lituani, due volte alla Biennale di Venezia, che arriva per la prima volta a Roma per presentare 20 luglio 2015, con la curatela di Anna Cestelli Guidi. Una doppia video installazione che riprende la rimozione delle ultime statue socialiste rimaste nella città di Vilnius. Una dismissione dai risvolti grotteschi che diventa metafora dello smantellamento dell’intero sistema socialista. Il lavoro sarà in mostra fino al 18 giugno. L’inaugurazione del Festival prosegue alle 20.30 con un concerto diretto da Mirga Gražinytė-Tyla, per la Stagione Sinfonica dell’Accademia di Santa Cecilia. Classe 1986, la prima donna a essere nominata direttore della City of Birmingham Symphony Orchestra, dopo Sakari Oramo e Sir Simon Rattle. In seguito a un’apparizione folgorante ai PROMS di Londra nel 2017, la stampa inglese la ritiene una delle personalità musicali più influenti del momento. Dopo il MET di New York, la Kammerorchester di Vienna e l’Orchestre de Radio France, Mirga debutterà con l’Orchestra di Santa Cecilia (Sala Santa Cecilia) in un omaggio a Debussy di cui dirigerà La mer, il brano in cui il compositore riversò tutto il suo amore per il mare e le suggestioni che questo gli suscitava e una selezione di Preludi. Nell’ambito della serata verrà eseguito il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart interpretato da Francesco Piemontesi, rinomato per le sue esecuzioni di Mozart e del repertorio del Classicismo viennese. Repliche il 5 e il 6 maggio alle 18.00.

Il 5 maggio la giornata inizia alle 11.30 al MAXXI, con Fast-forwarded (Artapes), rassegna di video arte lituana introdotta da un talk cui parteciperanno le curatrici Ūla Tornau, Asta Vaičiulytė, l’artista Deimantas Narkevičius e Anna Cestelli Guidi. Un’occasione imperdibile per conoscere l’evoluzione di questo linguaggio dagli anni ‘90 a oggi. I video di artisti come Eglė Budvytytė, CAC TV, CORO Collective, Kipras Dubauskas, Dalia Dūdėnaitė, Laura Garbštienė, G-Lab (Arturas Bumšteinas e Laura Garbštienė), Arūnas Gudaitis, Donatas Jankauskas, Evaldas Jansas, Ieva Kabašinskaitė, Dainius Liškevičius, Gintaras Makarevičius, Deimantas Narkevičius, Robertas Narkus e Jokūbas Čižikas, Marija e Petras Olšauskai, Artūras Raila, Darius Žiūra saranno in visione fino al 6 maggio.

Due mostre fotografiche e itineranti, per la prima volta in Italia, inaugurano nel Foyer Sinopoli in Auditorium il 5 maggio alle 19.00: Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marijja Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė, Vaidas Petrulis e I Mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė. La prima, già esposta a Parigi nella sede Unesco, racconta l’eccezionale sviluppo architettonico e urbanistico di Kaunas, capitale della neonata Repubblica di Lituania, in pieno ottimismo modernista. La seconda, nata dal recente recupero dell’opera di Vitas Luckus, “principe della fotografia sovietica”, come lo ha definito il New York Times, riguarda un ciclo di sperimentazioni realizzate tra il 1968 e il 1972 in cui alcuni mimi e i loro corpi diventano centro formale della composizione fotografica.

Spazio anche ai suoni più sperimentali con Anton Lukoszevieze and The Apartment House, noti per le loro particolari esecuzioni di musica contemporanea, che il 7 maggio interpreteranno Musica per chiunque (Music For Everyman), di George Maciunas alle 21.00, in Auditorium Teatro Studio. Fino al 31 maggio inoltre, presso il “Sound Corner” dell’Auditorium sarà possibile ascoltare l’installazione sonora Psalms (Salmi) della compositrice e performer Justė Janulytė (1982): musica monocromatica per flauti, ispirata al suono della lettura di salmi e alla recita corale di preghiere.

Lo spessore e la vivacità della scena musicale e teatrale sono rappresentate da artiste come Vaiva Grainytė (1984), Lina Lapelytė (1984), Rugilė Barzdžiukaitė (1983), autrici dell’opera contemporanea Buona giornata! (Have a good day!) messa in scena dalla compagnia Operomanija di Vilnius l’8 maggio, alle 21.00 al Teatro Argentina. “Un’opera intelligente e sovversiva”, ha decretato il New York Times. Protagoniste dieci donne con storie diverse alle spalle, accomunate però dalla meccanicità del servizio che svolgono, da quel costante sorriso artificiale che maschera i loro volti e da tutte quelle frasi di circostanza che si ritrovano a recitare ogni giorno – «Buongiorno!», «Grazie», «Buona giornata!». Il libretto dell’opera mescola linguaggio parlato e lingua letteraria, entrambi calati nell’attualità del quotidiano. In sottofondo il continuo «bip» dei prodotti scansionati.

Il 9 maggio si torna al Teatro Studio dell’Auditorium per l’incredibile commistione tra danza urbana e arti visive della giovane compagnia LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius, che porta sul palco Fine dei giochi (Game Over), visionario e magico balletto ispirato a Julio Cortázar: un elogio della fantasia come soluzione per affrontare i problemi della vita quotidiana.

Il 10 maggio alle 19.00 un appuntamento memorabile: Jonas Mekas, ultranovantenne poeta e filmmaker lituano, fondatore del New American Cinema Group negli anni ’60, in collegamento Skype da Brooklyn con il duo di curatori Francesco Urbano Ragazzi, introdurrà all’Auditorium quattro dei suoi folgoranti cortometraggi sulla sua esperienza di rifugiato a New York: scene dalla vita di Andy Warhol, Yoko Ono, John Lennon, Jackie Kennedy e George Maciunas si susseguono in un caleidoscopico diario visivo accompagnato dalle riflessioni dell’artista sulla felicità e l’amicizia. In primo piano il fermento culturale di Fluxus e della Factory di cui Mekas è stato protagonista e testimone, sullo sfondo la condizione solitaria di un esule sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale.

La programmazione continua nel solco della rivisitazione dei classici. Alle 21.00, in Sala Petrassi all’Auditorium, Eimuntas Nekrošius, massimo esponente del teatro lituano, dirigerà Franz Kafka: Un digiunatore. La storia è quella di un artista che grazie ai suoi digiuni prolungati riesce ad attirare l’ammirazione di folle di spettatori. Tuttavia, nonostante abbia aggiunto l’apice della fama, si trova a morire solo e dimenticato da tutti. La compagnia Meno Fortas, tra le più affermate in Europa, interpreta il canovaccio kafkiano toccando le corde più profonde dello spettatore e facendolo sorridere al tempo stesso. Diverse performance di arte e danza animeranno Palazzo Braschi e il Museo Baracco l’11 maggio: Lina Lapelytė, coautrice di Buona giornata! presenterà Pirouette, performance e lavoro sonoro sui cicli della vita; Gintarė Minelgaitė con Self-Fles ironica e surreale mise-en-scène, mentre Andrej Polukord, classe 1990, presenterà Chez Andre per la prima volta a Roma. Il ciclo, a cura di Claudio Libero Pisano, prosegue il 12 maggio con la performance itinerante della poetessa femminista Laima Kreivytė in alcuni spazi pubblici della città. Il 13 maggio alle ore 21.00 al Teatro Studio sarà la volta di una straordinaria jam session frutto dell’incontro sul palco fra tre nomi fondamentali del panorama jazz lituano e non solo: Vladimir Tarasov (percussioni), Liudas Mockūnas (sassofono) e Eugenijus Kanevičius (bassi ed elettronica). Il trio presenterà Intuitus, ultimo lavoro pubblicato per la NoBusiness Records. Un altro pilastro del teatro lituano, Oskaras Koršunovas, dirigerà il 14 maggio alle 21.00 nel Teatro Studio dell’Auditorium una tra le sue migliori performance: la pluripremiata rilettura dei Bassifondi di Maksim Gorkij elaborata insieme alla sua compagnia OKT / Teatro della città di Vilnius. Uno struggente lavoro sui personaggi, ben oltre la lettura sociale portante dell’opera. Fondamentale è infatti l’incontro tra l’attore come persona reale e il personaggio da lui inventato. Lo spettacolo è completamente “nudo”, ossia privo di scenografie, luci e persino di quella che potremmo definire la linea narrativa del dramma. In questo modo si favorisce un incontro tra attori e pubblico che non è condizionato dai ben noti artifici del teatro.

L’Oskaras Koršunovas Theatre si esibirà anche in una sessione sperimentale scritta a più mani: Trans Trans Trance in prima nazionale il 15 maggio alle 18.00 al Teatro India. Un lavoro corale e autobiografico, diretto dalla giovanissima e anticonformista Kamilė Gudmonaitė (1992), che chiude l’ultima giornata del Festival con una riflessione sui temi della sessualità, della femminilità e del genere. Un atto unico sull’identità sessuale e la femminilità in relazione alle convenzioni che la riguardano.

Il Festival ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica di Lituania e l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Inoltre è finanziato dal Ministero della Cultura della Repubblica lituana e organizzato e promosso dalla fertile collaborazione di diverse istituzioni italiane e lituane: Fondazione Musica per Roma, Istituto di Cultura Lituana, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, Comune di Roma, CAC – Centro di Arte Contemporanea (Lituania), Commissione Nazionale Lituana per l‘UNESCO, Associazione Fotografi Lituani Dipartimento di Kaunas, Centro di Fotografia Vitas Luckus, LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius, Meno Fortas teatro, OKT / Teatro della città di Vilnius, Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana, Dipartimento del Turismo della Lituania.

Per info

www.lithuanianculture.lt

www.auditorium.com

www.santacecilia.it

www.teatrodiroma.net

www.fondazionemaxxi.it

www.lithuania.travel

Ufficio stampa Flux
Giulia Di Giovanni – GDG press: gdgpress@gmail.com Cell. 3341949036

Ufficio Comunicazione Auditorium Parco della Musica
Lucia Ritrovato: l.ritrovato@musicaperroma.it Cell. 339.7864187

Flaminia Lizzani: Nidi di donna @ Casa Internazionale delle Donne
mag 4 @ 18:00 – 21:00
Flaminia Lizzani: Nidi di donna  @ Casa Internazionale delle Donne  | Roma | Lazio | Italia

Il giorno 4 maggio 2018 alle ore 18.00 si inaugura, presso la Casa Internazionale delle Donne, la mostra personale Nidi di Donna di Flaminia Lizzani, a cura di Maria Arcidiacono, in collaborazione con ASIA onlus. La lunga e intensa ricerca di Flaminia Lizzani trova il suo punto di partenza nella necessità di indagare un’intimità comune, una fisicità universale del femminile, non il corpo di una singola donna. Questa esplorazione è un filo diretto tra lo sguardo sulla modella e il gesto grafico, in un concentrarsi di energie che attraversano la pratica meditativa, sfiorando una ritualità che conduce all’assenza. L’artista lascia che sia il segno ad agire, mosso dalla volontà di mostrare la nudità femminile in un silenzioso raccoglimento, nella spudoratezza di cosce spalancate o, ancora, in bizzarri e precari equilibri. Una parte del ricavato della vendita delle opere sarà devoluto ad ASIA – Associazione per la Solidarietà Internazionale in Asia – una Ong fondata nel 1988 dal prof. Namkhai Norbu. Impegnata per la salvaguardia dell’identità e del patrimonio culturale, questa Associazione promuove processi di sviluppo economico, sociale e sanitario che pongono al centro le popolazioni locali con le proprie risorse umane, culturali ed ambientali. In tanti anni di esperienza ASIA ha aiutato oltre 700.000 persone in Tibet, Cina Occidentale, India, Nepal, Mongolia, Myanmar e Sri Lanka.

Flaminia Lizzani è nata a Roma dove vive e lavora. Ha iniziato a disegnare nudi femminili nel 1986. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti e la Scuola Libera del Nudo, si è dedicata dal 1993 all’attività di restauratrice e dal 2002 lavora anche come Casting Director. Ha partecipato nel 2011 alla mostra Primo Centro, a cura di Alessandra Bonomo, nel Castello Aldobrandesco di Arcidosso (GR); Nidi di Donna è la sua prima mostra personale.

a cura di Maria Arcidiacono
in collaborazione con ASIA onlus

4 maggio 2018 ore 18.00 | Casa Internazionale delle Donne | Roma

Fino all’11 maggio 2018

Casa Internazionale delle Donne
Via San Francesco di Sales, 1A – Roma
Sala Atelier – primo piano
casainternazionaledelledonne.org

 

MARKA – TERRITORI DI CONFINE @ Milano, Other Size Gallery
mag 4 @ 18:00 – 21:00
MARKA – TERRITORI DI CONFINE @ Milano, Other Size Gallery | Milano | Lombardia | Italia

Con Marka – territori di confine il neonato spazio milanese dedicato ai linguaggi contemporanei Other Size Gallery inaugura, dal 4 maggio al 15 settembre, la seconda tappa del suo percorso.
Dopo il riscontro positivo ottenuto dalla mostra di apertura dedicata a Christian Leperino e al suo centro per l’arte contemporanea SMAVVE di Napoli, sono le Marche e Casa Sponge, spazio in cui si mescolano progetti curatoriali e interventi d’artista sulle colline marchigiane, i protagonisti del nuovo appuntamento. Otto i nomi selezionati da Maria Savarese, curatrice di Other Size, tra progetti interni ed esterni a Casa Sponge realizzati nell’ultimo anno e mezzo. Si inizia con Giovanni Gaggia, fondatore e direttore artistico di Casa Sponge, per proseguire con: Angelo Bellobono, Giulio Cassanelli, Roberto Coda Zabetta, Rocco Dubbini, Stefania Galegati Shines, Gianluigi Maria Masucci e Giuseppe Stampone. Completa e corona il progetto Mario Giacomelli del quale, grazie alla collaborazione con l’Archivio Mario Giacomelli – Rita Giacomelli, è esposta un’opera emblematica del ciclo Presa di coscienza sulla natura del 1976-80. “Marka” prende spunto da Marche e accenna alle diverse terre di confine storiche che sono state incorporate originando il nome al plurale della regione.
La collettiva riunisce artisti che, pur nella diversità dei rispettivi linguaggi, si sono raccolti attorno a Casa Sponge condividendone la filosofia di luogo geograficamente periferico, ma al centro del dibattito intellettuale e facendosi a loro volta promotori di altri artist-run space, di format dedicati al dibattito sul ruolo dell’artista nella società, di progetti di rilevanza sociale. Una rete fortemente integrata, focalizzata sull’arte contemporanea, come se ne vedono poche in Italia.
Mario Giacomelli apre il percorso espositivo con la sua lettura ormai celebre delle Marche, con i suoi bianchi e neri, con i campi arati, le strade sterrate e le colline che sconfinano nell’astrazione. Angelo Bellobono e Stefania Galegati Shines portano la loro esperienza maturata rispettivamente sulle montagne dell’Atlante in Marocco e a Palermo. Insieme a Gaggia e Giuseppe Stampone partecipano al progetto “Transpolitica”: tavola rotonda itinerante che focalizza l’attenzione sul ruolo dell’artista oggi. Giulio Cassanelli è ospite di “Effetto Farfalla”, il format di Casa Sponge dedicato alla parola e fonda a Bologna con Alessandro Brighetti l’artist-run space FatStudio. Roberto Coda Zabetta apre il Consorzio Agrario di Loretello, da ottobre 2017 seconda sede di Sponge. Rocco Dubbini artista di origine marchigiane testimone della nascita di Casa Sponge, porta al suo interno progetti di grande rilevanza socio-politica come Mantra, opera nata dalla poesia Supplica a mia madre di Pier Paolo Pasolini. La mostra si chiude con l’opera di Gianluigi Maria Masucci, impegnato nella realizzazione a Napoli di uno spazio di ricerca e condivisione che coinvolge artisti attivi sul territorio e all’estero, la cui ricerca sul flusso dell’acqua diventa l’emblema delle esperienze che nella collettiva vengono raccontate: un dialogo aperto e un futuro ancora possibile.
Con Marka, Maria Savarese conferma il suo intento programmatico dichiarato all’apertura dello spazio espositivo: quello di dare voce per questo primo anno – in uno spazio multidisciplinare dalla concezione innovativa come Workness, all’interno del quale si colloca Other Size – a realtà artistiche territoriali, talvolta anche periferiche, che si distinguono per la loro attività di ricerca e sperimentazione locale.

5 maggio – 15 settembre 2018
Inaugura venerdì 4 maggio, ore 18.00

Milano, Other Size Gallery

http://workness.it/other-size-gallery/

 

Ufficio stampa NORA comunicazione – Via Cesare Battisti 21, Milano
info@noracomunicazione.it – 339.8959372

The Twilight Zone @ Burning Giraffe Art Gallery
mag 4 @ 18:00 – 21:00
The Twilight Zone @ Burning Giraffe Art Gallery | Torino | Piemonte | Italia

Venerdì 4 maggio alle 18, la Galleria Burning Giraffe di Torino è lieta di presentare la mostra collettiva The Twilight Zone, a cura di Alessandra Ioalé con Francesco Barbieri, Chazme, Andrea Chiesi, Etnik, Marcantonio Lunardi, Luca Lupi, Fabio Pradarelli, Sepe. Attraverso le opere pittoriche, fotografiche e scultoree di queste otto personalità artistiche, italiane e straniere, si propone una lettura delle incredibili ed originali declinazioni che ha assunto oggi il movimento realista, nell’estetica della rappresentazione e della restituzione emozionale del paesaggio urbano e della vita quotidiana che vi si svolge, rivitalizzando e continuando ciò che è stato cominciato oltre due secoli orsono e sottolineando quanto questo movimento non solo non è morto, ma ha riacquistato autonomia come forma espressiva nel panorama artistico contemporaneo. “Negli ultimi vent’anni una nuova ondata di artisti torna a rappresentare il paesaggio e la vita quotidiana urbani rispondendo a quel dovere di cronaca del contemporaneo con una qualità e varietà di soluzioni originali, inedite, personali ed espressive. Ognuno proveniente da contesti ed esperienze diversi, scegliendo discipline e mezzi espressivi diversi, dimostrano però una spiccata e comune sensibilità verso la narrazione del paesaggio urbano. Chi proveniente dal writing e dal graffitismo urbano, chi dalla videografia artistica e dal documentario di denuncia, chi dal disegno e dalla scena punk underground anni ’80, chi dalla fotografia e chi proveniente da studi di architettura e pratica della stessa, per ognuno di loro la città è nuovamente il soggetto perfetto della loro ricerca attraverso il quale riflettere, anche con toni polemici, sulla crisi che negli ultimi venti anni ha investito e corrotto la forma della città e la vita che in essa si conduce. Dal realismo descrittivo, che tocca per certi aspetti livelli piranesiani, dei paesaggi metropolitani del pittore emiliano Andrea Chiesi, pervasi da un’atmosfera rarefatta, straniante ma attraente, dove il tempo sembra essere sospeso e l’attività umana scomparsa. Alla lucida ricerca del fotografo toscano Luca Lupi, che con sguardo puro e nitido si pone frontalmente davanti a determinati paesaggi restituendone lingue sottili. Profili spigolosi, per certi aspetti irregolari nelle loro altezze, che sembrano la naturale continuazione o interruzione della linea d’orizzonte, funzionando visivamente come un elettroencefalogramma della città contemporanea. Passando al netto rigore dei volumi e delle strutture compositive delle costruzioni urbane e industriali uniche protagoniste delle opere pittoriche del muralista polacco Chazme e dell’architetto Fabio Pradarelli, che realizzano dei ritratti architettonici in cui il dettaglio descrittivo è ridotto all’essenziale per manifestarne la loro imponenza non sempre con valore positivo. Fino a toccare livelli più lirici, molto lontani da una volontà descrittiva, con i ritratti urbani e gli scorci di stazioni ferroviarie e luoghi di periferia di tutto il mondo accennati dalla veloce spatola del post-graffitista italiano Francesco Barbieri, il quale affida al gesto istintivo la restituzione emotiva delle atmosfere. Incontriamo poi la ricerca originale tradotta in scultura del muralista italiano, Etnik, con le sue metafore architettoniche, che restituiscono una personale critica all’asfissiante costruzione selvaggia operata oggi nelle nostre città. Se fino ad ora la presenza umana è rimasta in disparte, il percorso si conclude con due ricerche che polarizzano l’attenzione su due dei suoi aspetti: la vita quotidiana e il segno lasciato nel paesaggio urbano. Il muralista polacco, Sepe infatti è l’unico in questa collettiva a documentare con sguardo critico ed ironico scene tipiche del vissuto quotidiano odierno di una società dedita al consumismo, alla santificazione delle apparenze e al perseguimento di falsi valori sociali dettati dai nuovi media di comunicazione di massa. La nostra attenzione è catturata infine dal realismo trasfigurato nelle opere fotografiche del videoartista toscano Marcantonio Lunardi che, attraverso il software Google Earth, sonda in ambito virtuale le zone di frontiera urbana catturando scorci inediti di paesaggio che racchiudono in sé testimonianze della presenza umana, enfatizzate esteticamente sfruttando gli errori del programma nella restituzione 3D, facendole spiccare come pietre preziose incastonate in questi ambienti mostruosamente deformati. Aree che sembrano ai confini della realtà in cui si produce un ossimoro estetico, attraente e respingente allo stesso tempo, narrato da un folto gruppo di artisti, che contribuiscono alla rinascita del realismo nell’arte, ma soprattutto del genere paesaggistico urbano contemporaneo.” (Estratto dal testo critico “The Twilight zone. The tales from the edge of town”)

Francesco Barbieri (classe 1976) è un artista internazionale che lavora nel post-graffitismo contemporaneo. Prima di dedicarsi alla pittura è stato per anni una figura importante nella scena europea del graffiti-writing. Con il suo lavoro degli ultimi anni ha esplorato molteplici soggetti mutuati dal folklore tipico dei graffiti. Al momento la sua produzione si concentra sulla costruzione di scenari urbani dove spesso il treno e la ferrovia sono elementi centrali. Nelle sue opere esplora la marginalità della vita metropolitana, rappresentando le “terre di nessuno”, che si trovano ai confini geo-sociali delle città moderne. Con il suo peculiare linguaggio visivo Barbieri restituisce nella pittura le emozioni sperimentate nelle strade che ha esplorato per anni: di fatto il viaggio e lo stile di vita ad esso legato sono elementi base della sua arte. Nel 2015 viene selezionato dal dipartimento di arte dell’Università di Nanchino (Cina) per un’importante residenza di artista, che lo porta a esporre nel prestigioso Nanjing Sifang Art Museum, e a confrontarsi con l’arte tradizionale cinese, da cui nasce un nuovo ciclo di opere. Vive e lavora a Pisa. www.francescobarbieri.eu

Daniel Kalinski aka CHAZME (nato nel 1980 a Laufen, in Svizzera). È un pittore, illustratore e street artist polacco. Laureato in Architettura e Urbanistica presso l’Università di Tecnologia di Varsavia. Chazme costruisce spesso strutture urbanizzate fuori da aree geometriche definite. Queste composizioni distopiche sono critiche sull’urbanistica e l’architettura, che i passanti sono invitati a decifrare, riflettere e forse anche opporre. A livello visivo, sono sempre perfettamente bilanciati dal punto di vista compositivo e riflettono lo schema della nostra moderna architettura di grattacieli. Il lavoro in studio spazia dalla tela al collage. Anche se il suo lavoro in studio è più figurativo, emette ancora la forte estetica del montaggio che è unica per il suo lavoro. Le opere di street art di Chazme possono essere viste sui muri di molte metropoli come Praga, Berlino, Glasgow, e molte altre. Vive e lavora a Varsavia. http://chazme.org/

Andrea Chiesi si forma frequentando la scena della controcultura punk e della musica indipendente della prima metà degli anni Ottanta. In questo ambiente culturale esordisce lavorando come disegnatore per diverse fanzine, pubblicazioni underground ed esponendo in centri sociali. In questo primo periodo realizza delle opere su carta con inchiostri nero violacei in cui appaiono personaggi, figure e ambienti legati sotto vari aspetti a quel mondo che frequentava direttamente. Successivamente ha sviluppato una ricerca sul paesaggio contemporaneo, sul tempo e la memoria attraverso una pittura a olio su tela rigorosa e attenta, che tende a volte a esaltare i soggetti industriali o del paesaggio urbano, oppure a creare forti contrasti in bianco e nero con rapidi passaggio dall’ombra alla penombra. L’attività del disegno con la tecnica dell’inchiostro viene portata avanti parallelamente alla pittura ad olio, creando un contrasto tra un universo liquido e in movimento e un altro più strutturato, metafisico, atemporale. www.andreachiesi.it

Nato a Stoccolma (Svezia) Etnik è attivo nella scena graffiti writing sin dai primi anni ’90, ha ricercato sempre una nuova strada per superare i limiti classici della disciplina portando la pittura murale ad alti livelli. Dal 2001 il suo modo di dipingere comincia ad evolversi verso forme geometriche e architettoniche, partendo dal lettering che diviene la base su cui Etnik imposta l’intero impianto concettuale e compositivo della sua ricerca artistica. La trasformazione delle lettere che compongono il suo nome in masse geometriche, sono lo spunto su cui costruire moduli architettonici che s’intersecano violentemente su piani opposti e punti di vista spiazzanti per rappresentare un cemento sempre più costrittivo e un EQUILIBRIO sempre più precario nella vita quotidiana di ognuno di noi. Questo modo di rappresentare la CITTA’, criticandone le dinamiche urbanistiche, è in stretto rapporto con le diverse modalità di approccio dell’artista alla pittura come anche alla scultura e l’installazione, riconoscendo in lui un’autorevole testimone del suo tempo, sperimentatore ed innovatore del lettering. Vive e lavora a Torino, viaggiando molto per realizzare grandi murales e partecipare ad esposizioni in tutto il mondo. www.etnikproduction.com

Marcantonio Lunardi Diplomato in regia documentaristica, dal 2001 Lunardi si è occupato di documentazione sociale e politica lavorando a installazioni, documentari e opere di videoarte. Dopo i master al Festival dei Popoli di Firenze con Michael Glawogger, Sergei Dvortsevoy, Thomas Heise e Andrés Di Tella, ha iniziato un percorso nel settore delle immagini in movimento sperimentando linguaggi al confine tra il cinema del reale e la videoarte. Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali come il National Art Center di Tokyo, la Galeri Nasional Indonesia di Jakarta, la Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca, il Video Tage Center di Hong Kong, il Museum on the Seam di Gerusalemme, lo Videoart Yearbook del Dipartimento di arti visive dell’Università degli studi di Bologna. Lunardi è stato ugualmente ospite di vari festival di cinema sperimentale e videoarte come il Festival Internacional de Cine y Video Experimental di Bilbao, l’N Minutes Video Art Festival di Shanghai, il Cairo Video Festival del Cairo, il Festival Invideo di Milano, il Video Art & Experimental Film Festival – Tribeca Cinemas di New York. A questi si aggiungono numerose biennali d’arte contemporanea tra cui la Bienal del Fin del Mundo in Cile e Argentina, la Chongqing International Biennale of Contemporary Art in Cina e la Bienal Internacional de Videoarte y Animación in Messico. Vive e lavora a Bagni di Lucca (Lucca, Italia)  www.marcantonio.eu 

Luca Lupi vive e lavora a Fucecchio, Firenze. Con il progetto fotografico “Landscape”, i cui luoghi e soggetti sono tutti differenti: muri, alberi, città, boschi, spiagge, zone industriali, ma collegati dalla stessa altezza dell’orizzonte e dallo stesso punto di vista frontale, l’artista riflette sulle complesse e continue trasformazioni dei luoghi e sul rapporto tra il costruito e il naturale che dà forma al nostro mondo contemporaneo. Con questo progetto vince nel 2016 il primo premio del concorso Italy in a frame – Comunità Italia alla Triennale di Milano. www.lucalupi.it

Fabio Pradarelli studia architettura all’Università di Firenze, contemporaneamente frequentando la Facoltà di Storia Contemporanea dell’University of Oregon, Eugene Oregon U.S. Laureato con una tesi in Composizione nel 1983 a Firenze, lavora per circa un biennio presso uno studio professionale di Pesaro, per poi passare alla libera professione con una struttura propria. Attualmente esercita come architetto con studio in Pesaro. Contestualmente all’attività professionale ha svolto anche una intensa attività nel settore delle arti visive, con numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. www.fabiopradarelli.it

Michał Sepe Wręga (nato nel 1982 a Varsavia, in Polonia). Dal 1996 è legato al graffitismo e alla scena della street art in Polonia. Laureato in graphic design all’Academy of Fine Arts di Łódź nel 2009. Vive e lavora a Varsavia come graphic designer freelance, pittore e illustratore. Cresciuto nel movimento delgraffiti writing, si è radicato nell’illustrazione di libri e poi negli studi interessati alla grafica e alla progettazione di poster, Sepe sta cercando il suo linguaggio artistico individuale mescolando questi tre percorsi su carta, tela e pareti. www.sepeusz.com

INFORMAZIONI
Titolo: The Twilight Zone
Date: 4 Maggio – 2 Giugno 2018
Inaugurazione: Venerdì 4 maggio 2018 dalle ore 18
Presso: Burning Giraffe Art Gallery, Via Eusebio Bava 8A, 10124 Torino
Orario: Dal martedì al Sabato dalle 16 alle 19.30. Domenica e Lunedì chiuso.
Ingresso: Libero
Contatti: +39 011 583 2745 info@bugartgallery.com | www.bugartgallery.com

Eurutopia. Fotografie di Luca Canonici @ RomaItaliaLab
mag 4 @ 18:30 – 21:00
Eurutopia. Fotografie di Luca Canonici @ RomaItaliaLab | Roma | Lazio | Italia

Venerdì 4 maggio 2018 alle ore 18.30, RomaItaliaLab presenta, nel nuovo spazio RomaItaliaLab in via dei Marsi, 20 a Roma, Eurutopia, fotografie di Luca Canonici, a cura di Bärbel Reinhard e Marco Signorini, con un testo critico di Walter Guadagnini. Il lavoro Eurutopia di Luca Canonici sul Quartiere EUR di Roma è un progetto su un luogo immaginato e pensato come ideale che l’autore ri-idealizza e rappresenta seguendo il proprio concetto di arte. Le sue fotografie nascono in tensione tra due utopie: l’ideologia politica, che questi spazi in epoca di regime avrebbero dovuto celebrare, e la ricerca di una possibile assoluta bellezza. Canonici coglie, tramite questa relazione storico/estetica, la possibilità di riflettere sulla nostra società fatta immagine e portatrice di idee e forme. Attua una sospensione, rappresenta l’EUR un teatro di scenari metafisici, senza tempo. Esplora questa area urbanistica e monumentale e si muove fra le architetture che variano al variare delle sue visioni. Ci restituisce così una percezione emotiva che si completa per somma di più accostamenti, in modo articolato e vario, ritmico, con inquadrature e formati diversi. Ne scaturisce un montaggio complesso tra tempo storico e contemporaneità. Non è documentazione, per quanto renda sensibili e concreti questi luoghi, ma una restituzione di significati e immaginazioni, appunto utopie. La curatela di Bärbel Reinhard e Marco Signorini è impegnata nel valorizzare il lavoro Eurutopia, composto da più di 60 fotografie in bianco e nero, in allestimenti di esposizioni e progetti editoriali mirati alla lettura di Luca Canonici, non tanto come un autore di genere, architettura piuttosto che paesaggio, ma nel tentativo di mettere in risalto la sua precisa visione dello spazio fra il reale, il simbolico e l’estetico. “Archi, griglie, prospettive, superfici lisce e superfici scabre, l’architettura sembra essere in queste immagini più dettagliate, più attente al singolo particolare, sia esso grafico, costruttivo o spaziale, accarezzata dallo sguardo più che indagata: non c’è in Canonici l’idea di svelare il linguaggio degli architetti attraverso la fotografia (è compito d’altri, questo, e Canonici lo sa bene), vi è invece il desiderio di scoprire un’architettura possibile – non necessariamente reale – creata dagli edifici e dai loro rapporti, oppure dai rapporti interni alle loro forme. Poi, ritmicamente nella sequenza del volume, lo sguardo si apre, ed appare ciò che sta intorno a quelle forme, a quegli spazi e a quelle materie: altre forme, altri spazi, altre materie. La città, intesa come evoluzione della storia intorno a un luogo che in questa visione risulta essere senza tempo; la temporalità reale che ritorna a far sentire la propria presenza, la fotografia che da visione assoluta assume nuovamente il suo carattere relativo, il suo essere un punto inserito nel flusso del tempo, del cui scorrere ci rende avvertiti proprio attraverso il suo arresto. È chiaro qui che le grandi lezioni dei maestri recenti del paesaggio urbano, e in particolare quelle diverse ma egualmente centrali di Gabriele Basilico e Mimmo Jodice, fanno la loro apparizione, rivendicate da Canonici come modelli alti e giustamente inevitabili per chi si avvicini, particolarmente in Italia, a determinati soggetti, secondo una determinata inclinazione, che è appunto quella di una declinazione del linguaggio documentario in una chiave più affettiva, e certo non immemore di una tradizione figurativa secolare.” (dal testo critico di Walter Guadagnini)

Luca Canonici, tenore, direttore artistico, fotografo. Dopo il debutto a Roma nel 1985 in Rigoletto, nel ruolo del Duca di Mantova, ha intrapreso una brillante carriera lirica internazionale che lo ha condotto in alcuni fra i più prestigiosi teatri del mondo fra i quali Teatro alla Scala, Royal Opera House-Covent Garden di Londra, Staatsoper di Vienna, Teatro Comunale di Firenze, Opernhaus di Zurigo, Bayerische Staatsoper di Monaco, Teatro la Fenice di Venezia, Concertgebouw di Amsterdam, Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, Teatro Regio di Parma, Rossini Opera Festival di Pesaro, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, collaborando,tra gli altri con Direttori d’orchestra del calibro di Bartoletti, Campanella, Chailly, Gardiner, Kuhn, Muti, Oren, Pidò, Renzetti, Sanzogno, Solti, Zedda. Nel 1987 ha sostenuto il ruolo di protagonista nelle riprese del film La bohème diretto da Luigi Comencini, in sostituzione di Josè Carreras. Nel 2012 ha interpretato il ruolo di Mr Grey nel film P.O.E. Poetry of Erie diretto da artisti vari. La sua ricca discografia annovera titoli operistici quali La sonnambula (Nuova Era), Il signor Bruschino (Claves), Don Pasquale (Erato), La grande notte di Verona, La favorita e La cambiale di matrimonio (Ricordi), Linda di Chamounix (Europa Records), Falstaff con Georg Solti (Decca), Messa da requiem con John Eliot Gardiner (Philips). Nel 2006 ha cantato per il cinquecentenario della posa della prima pietra della Basilica di San Pietro in Vaticano. Ha aperto nel 2010 il Giubileo nell’Anfiteatro del Colosseo con una messa di Salvatore Sciarrino. Nel 2014 ha cantato alla Sala Nervi il Magnificat ed il Requiem di Domenico Bartolucci. Con Pupo e Emanuele Filiberto di Savoia, ha partecipato al Festival di Sanremo 2010 con la canzone Italia amore mio, classificandosi 2º posto. Lo stesso anno ha presentato un album pop dal titolo Italia Amore Mio, nel 2016 esce il secondo album dal titolo Lettera d’amore, attualmente sta terminando un nuovo album chiamato Showstoppers composto da celebri melodie internazionali. Nel 2008 ha assunto la carica di Direttore Artistico di OperaFestival, un progetto culturale teso a far risuonare la grande Musica, il Teatro e La Danza nei luoghi più suggestivi di Firenze e della Toscana. Dal 2010 ricopre la carica di Direttore del Museo di Arte Sacra della città di Montevarchi, curando mostre, incontri e pubblicazioni come: Giovanni Martinelli, I Medici a Montevarchi, La Collegiata di San Lorenzo. Dall’ottobre 2010 conduce Valdarno amore mio, un programma che ha lo scopo di far conoscere e rivalutare delle ricchezze del territorio, su Valdarno Channel. Collabora come autore a Romaitalialab, ed ha partecipato come curatore a numerosi libri d’Arte (Giovanni Martinelli, Collegiata di San Lorenzo, I Medici a Montevarchi sono alcuni titoli) e come studioso al catalogo della recente mostra curata da Vittorio Sgarbi: Le stanze segrete da Lotto a Guercino. Le sue fotografie fanno parte delle collezioni del Ministero dell’Interno, del Conservatorio Bellini di Palermo, del Comune di Montevarchi e dell’Accademia del Poggio.Tra i progetti recenti il Calendario 2015 per il Ministero dell’Interno e relativa esposizione, la mostra dal titolo Suggestioni borboniche in Terra di lavoro con relativa pubblicazione, la serie Quel che rimane, lavoro sulla archeologia industriale, ed il progetto espositivo con relativa pubblicazione sul Cimitero degli Inglesi a Firenze dal titolo Animae. In uscita nel 2017 la pubblicazione e, la relativa mostra Eurotopia lavoro monografico basato sul quartiere Eur di Roma. Nel 2017/18/19 esporrà un lavoro sullo scultore Francesco Mochi (1580-1654) pubblicandone il relativo catalogo nelle città di Roma, Montevarchi, Orvieto, Piacenza. Come insegnante ha collaborato con il Conservatorio di Pescara, ed il Conservatorio di Reggio Emilia. Ha ricoperto ruoli di Presidente in Commissioni Ministeriali come il Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli ed in numerosi concorsi di Canto e strumentali. Nel 2017, in collaborazione dell’Amministrazione di Montevarchi, crea e dirige il Festival Arti e Varchi; attualmente ne sta curando l’edizione 2018. www.lucacanonici.com

Bärbel Reinhard (1977, Germania) si è laureata in storia dell’arte e sociologia a Berlino. Di seguito si è diplomata in fotografia professionale alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Accanto al suo lavoro di fotografa, lavora come docente e curatrice. Ha insegnato alla New York University e al Sarah Lawrence College a Firenze ed insegna attualmente alla Kent State University, la Minnesota University e la Fondazione Studio Marangoni. Il suo lavoro è stato esposto in varie mostre in Italia ed all’estero, tra le quali all’European Month of Photography Luxembourg, a Villa La Pietra Firenze, alla Galleria Metronom e alla Fondazione Fotografia di Modena, alla Luova Gallery Helsinki e al Corridoio Brunelleschi. Ha curato diversi progetti espositivi ed editoriali, anche in collaborazione con Marco Signorini. Collabora con case editrice come Danilo Montanari Editore, Gli Ori, Reel Art Press e cura l’archivio di Mario Carnicelli.

Marco Signorini (1962) vive a Firenze. Artista e docente di fotografia, ha curato vari progetti editoriali ed espositivi. Ha lavorato per musei e fondazioni, fra questi la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, Linea di Confine, Imago Mundi-Praestigium Italia di Luciano Benetton, Museo Arte Gallarate. Fra le esposizioni quelle a Metronom di Modena, al Centre d’Art Nei Liicht in Lussemburgo, al Festival Europeo di Fotografia di Reggio Emilia, al Padiglione Toscana al Centro per l’Arte Luigi Pecci di Prato, al Fotomuseum di Winterthur e al SK Stiftung Kultur di Colonia. Ha pubblicato i libri “Echo” e “EarthHeart” con Damiani editore di Bologna. Per la casa editrice Verbavolant ha curato la collana Focus on Italy, libri a tiratura limitata di fotografie di Ghirri, Basilico, Barbieri e Cresci. Collabora con Bärbel Reinhard alla valorizzazione di progetti artistici sia inediti che d’archivio curando mostre e cataloghi come per Palazzo Fabroni a Pistoia, il Museo di antropologia di Roma, Danilo Montanari Editore di Ravenna e Reel Art Press di Londra.

 

INFO

Eurutopia
Fotografie di Luca Canonici
A cura di Bärbel Reinhard e Marco Signorini
Testo critico di Walter Guadagnini

Inaugurazione 4 maggio 2018 ore 18.30

RomaItaliaLab
Via dei Marsi 20 – Roma

Fino al 29 giugno 2018

RomaItaliaLab
redazione@romaitalialab.it
https://www.romaitalialab.it/

Tiziana Cera Rosco e Alberto Timossi: “Bosco Rosso” @ Curva Pura
mag 4 @ 18:30 – 21:00
Tiziana Cera Rosco e Alberto Timossi: "Bosco Rosso" @ Curva Pura | Roma | Lazio | Italia

Lo spazio Curva Pura presenta Bosco Rosso un progetto congiunto degli artisti Alberto Timossi e Tiziana Cera Rosco, curato dal team di River of Trees.

Gli artisti condividono il tema della Natura e della Sostenibilità sotto diversi aspetti. Entrambi provengono da esperienze di lavori attorno al luogo naturale: Timossi con le sue installazioni ambientali minimaliste e piene di poesia che inseguono il periodo dell’Antropocene e della memoria di una natura che muta la sua fisionomia a causa dei cambiamenti climatici, e Cera Rosco che fa vivere le sue performance nei boschi in cui è nata e che con le sue sculture ne riporta sia le tracce materiche che quelle legate all’olocene, ossia la formazione primigenia dei corpi che appaiono come reperti riemersi dall’acqua e dalle radici, a ricordarci la matrice da cui proveniamo. Non è un caso se il bosco fossile di Timossi presenterà come radici delle “pietre nere”, un’anticipazione di un’azione che verrà poi svolta nel Calderone, sempre in Abruzzo, a ricordo del lago di Sofia ora scomparso…e non è un caso se la performance della Cera Rosco si svolgerà dentro il “bosco”, assumendone memoria e connotati.

Nonostante i caratteri formali degli artisti in mostra esprimano con evidenza la loro netta diversità – la presenza costante del corpo per la Cera Rosco, che usa il suo stesso come matrice; l’elemento lineare, concettuale di Timossi, che abita i luoghi come un monito – si può tuttavia parlare di un connubio che genera una sorta di ecosistema in cui l’abitabilità dello spazio diventa la dimora del luogo, come la performance Linfa cercherà di rappresentare.

Bosco Rosso è una mostra che sarà aperta al pubblico fino al 04 giugno 2018 ed è organizzata da River of Trees, un progetto artistico che indaga, all’interno dello Spazio Curva Pura, le sperimentazioni contemporanee e i nuovi linguaggi italiani e internazionali.+

Venerdì 4 maggio dalle ore 18:30 (performance “Linfa” di Tiziana Cera Rosco  alle ore 20:30)

Curva Pura, in via Giuseppe Acerbi 1a – Roma

email: curvapura@gmail.com

sito: https://www.facebook.com/curvapura

evento facebook: https://www.facebook.com/events/307950746404418/

Deimantas Narkevicius: 20 July. 2015 @ AuditoriumArte
mag 4 @ 19:00 – 21:00
 Deimantas Narkevicius: 20 July. 2015 @ AuditoriumArte  | Roma | Lazio | Italia

La Fondazione Musica per Roma è onorata di presentare la prima mostra personale a Roma dell’artista e filmaker lituano Deimantas Narkevicius, in AuditoriumArte dal 4 maggio all’8 giugno. La mostra del noto artista lituano inaugura FLUX. Festival di cultura lituana che si svolge dal 4 al 15 maggio. La sala interna di AuditorumArte ospita la video performance stereoscopica 20 July. 2015 (2016) che documenta il controverso smantellamento di otto sculture del realismo socialista dal Ponte Verde, uno dei luoghi rappresentativi della capitale lituana. Il titolo si riferisce alla data in cui queste sculture, erette assieme al ponte al momento della sua costruzione nel 1952, già sopravvissute all’ondata di rimozione dei monumenti sovietici degli anni ‘90, sono state rimosse nonostante fossero oramai integrate al decoro urbano e classificate come eredità da proteggere. Documentazione visiva del processo di smantellamento conclusosi alle due di notte del 21 luglio 2015, il film segna un ulteriore momento del confronto dell’artista con i temi della storia e della memoria collettiva che si focalizza, sin dai suoi primi video degli anni Novanta, sulla logica del monumento e sulle sue implicazioni ideologiche nello spazio pubblico. Tuttavia, mentre nei lavori precedenti come il celebre video Once in the XX Century (2004), che allo stesso modo tratta dello smantellamento di una statua sovietica dal centro di Vilnius, in questo caso la gigantesca statua di Lenin che troneggiava in una delle piazze centrali della città, Narkevicius ricostruisce con materiali d’archivio un fatto accaduto oltre dieci anni prima, nel 1991. In 20 July. 2015 invece l’artista filma l’evento in prima persona con la tecnologia 3D, sottolineando anche formalmente la singolarità della rimozione delle quattro coppie di sculture -contadini, operai, studenti e soldati- installate alle entrate del ponte come rappresentazioni tipiche dell’Uomo Nuovo, quasi un quarto di secolo dopo la fine del periodo sovietico. Tramite la visione stereoscopica Narkevicius coinvolge lo spettatore in un’intensa esperienza percettiva: 20 July. 2015 ha la qualità emotiva di un Requiem. I movimenti della camera accarezzano le sculture, ne scrutano i dettagli, si soffermano sulle pieghe degli indumenti, risalgono fino alla falce e martello in alto sulle loro teste, offrendo allo spettatore una visione inedita delle statue, originariamente concepite per essere viste solo in prospettiva dal basso. La visione stereoscopica dona anche all’immagine filmica una sorprendente consistenza scultorea che ci avvolge e ci coinvolge in prima persona come fossimo anche noi lì con la troupe, testimoni dell’evento, immersi all’istante nello skyline urbano e nei suoni della città. Gli stessi suoni che occupano la sala antistante di AuditoriumArte, dove l’unico intervento tangibile è la parete curva, un raffinato e sottile intervento site-specific che fa l’occhiolino alle forme rotonde e convesse dell’architettura dell’Auditorium – Parco della Musica. 20 July. 2015 riporta al nostro presente la riflessione sulla logica del monumento che una volta svincolato dalla visione politica originaria può essere strumentalizzato e spettacolarizzato per diversi fini a seconda dei diversi momenti storici. La problematica sottolineata da Narkevicius con questo film non è solo circoscritta ai paesi dell’ex blocco sovietico o a un determinato periodo storico ma riguarda più in generale il destino del Monumento in quanto espressione dell’ideologia nello spazio pubblico e dunque in balìa dei corsi e ricorsi storici, come è avvenuto recentemente negli Stati Uniti con il controverso dibattito sulla “guerra delle statue” o anche da noi con la discussione mediatica di alcuni anni fa sulla proposta di cancellare la scritta Mussolini Dux dall’obelisco del Foro Italico, proprio al di là del Tevere di fronte all’Auditorium dove è esposto 20 July. 2015.

DEIMANTAS NARKEVIČIUS

Nato nel 1964 a Utena, in Lituania. Vive e lavora a Vilnius. Narkevičius si avvicina al video nei primi anni Novanta. Le sue opere affrontano l’intricato tema della memoria immortalando una società contemporanea impegnata a confrontarsi con i dolorosi processi della storia. La videocamera offre all’artista la possibilità di seguire diverse linee narrative, permettendogli di giocare con lo scorrere del tempo, e rappresenta anche lo strumento migliore per esplorare il linguaggio sonoro e quello visuale. Nei film di Narkevičius, la discrepanza tra parole e immagini rende manifesta l’impossibilità di un documentario oggettivo. Nelle sue opere, l’artista lituano evita i primi piani, caratteristica comune dei documentari contemporanei che viene spesso usata per dimostrare l’affidabilità di una testimonianza. I personaggi centrali delle narrazioni di Narkevičius, inoltre, sono spesso assenti dallo schermo, sostituiti da oggetti, disegni e altri surrogati.

Selezione mostre collettive:

2017 ‘The Revolution is Dead – Long Live the Revolution. From Deineka to Bartana’, Kunst Museum Bern, Berna
2016 ‘Illuminations’, Lousiana Museum of Modern Art, Humlebeak, Danimarca
2015 ‘The Future of Memory’ Kunsthale Vienna
2014 Manifesta 10, San Pietroburgo
2013 ‘The Way of the Shovel’: Art as Archeology, Museum of Contemporary Art Chicago (MCA), Chicago
Goteborg Biennial 2013 – Play! Recapturing the Radical Image, Goteburg Konsthall, Gothenburg 
2012 ‘Performing Histories’, MoMA, The Museum of Modern Art, New York 2011
2011 ‘Art Unlimited’, Art Basel, Basilea
‘Ostalgia’ New Museum of Contemporary Art, New York City
2010 ‘There’s Always a Cup of Sea to Sail In’, The 29th Sao Paulo Biennial, San Paolo
2009 ‘What Keeps Mindkind Alive?’, The 11th International Istanbul Biennial, Istanbul
2007 Skulptur Projekte Münster 07, Münster
2003 The Viewer’s Dictatorship, the 50th Venice Biennial, Venezia

Selezione mostre personali:

2017 ’Stains and Scratches’, National Gallery of Art, Vilnius
‘Salt and Disappearance’, gb agency, Parigi
’20 July.2015’, Maureen Paley, Londra
2016 ‘Doubled Youth’, Baltic Centre for Contemporary Art, Gateshead, UK
2015 ‘Archaeology of Memories’, Corner House (former KGB headquarters), Riga
2014 ‘Da Capo’, Muzeum of Contemporary Art, Zagrabia
2009 Deimantas Narkevičius, BFI Southbank Gallery, Londra
2008 ‘The Unanimous Life’, Meseo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid
2007 ‘Among the things we touched’, Secession, Vienna
2001 Deimantas Narkevičius, The Lithuanian Pavillion, the 49th Venice Biennial, Venezia.

Film Festivals:

2014 Solo film program (Profiles) 60th International Short Film Festival Oberhausen
2012 41st International Film Festival Rotterdam, Short Film Competition
62nd International Berlin Film Festival, Forum Expanded

DEIMANTAS NARKEVICIUS
20 July. 2015

A cura di Anna Cestelli Guidi

Dal 5 maggio all’8 giugno

Inaugurazione venerdì 4 maggio ore 19.00

FLUX. Festival di cultura lituana

info: https://www.auditorium.com/

Il Banchetto delle Idee: Si può dire tutto, in nome della libertà di espressione? @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici
mag 4 @ 19:00 – 21:00
Il Banchetto delle Idee: Si può dire tutto, in nome della libertà di espressione? @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici | Roma | Lazio | Italia

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è lieta di presentare la prima edizione del Banchetto delle Idee, che si svolgerà venerdì 4 maggio alle ore 19, con ingresso libero per il pubblico.

Ideata dalla direttrice Muriel Mayette-Holtz e realizzata in collaborazione con il Cortile dei Gentili, Dipartimento del Pontificio Consiglio della Cultura, l’iniziativa è volta a stimolare il dialogo fra intellettuali, artisti e uomini di fede sui grandi temi che interessano la società odierna. Per questa prima edizione, il Banchetto delle Idee trae ispirazione dalla missione principale dell’Accademia di Francia a Roma di favorire la creazione artistica e letteraria in tutte le discipline, e si prefigge l’obiettivo di esaminare la questione della libertà di espressione, interrogandosi sugli eventuali limiti che essa possa avere. Sull’argomento si confronteranno due squadre, composte da diverse personalità del mondo della cultura e della creazione. Faranno parte della squadra che sosterrà la libertà di espressione in tutte le sue forme: Nico Vascellari, artista e presidente della squadra, Maria Grazia Calandrone, poetessa, drammaturga e autrice; Pietro del Soldà, autore e conduttore radiofonico.

Si opporranno a questa tesi: Paola Severini Melograni, scrittrice, conduttrice radiofonica, produttrice televisiva e presidentessa della squadra; Marco de Paolis, procuratore della Repubblica presso il tribunale militare di Roma; Maria Pia Ammirati, scrittrice.

Il Banchetto sarà introdotto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, mentre a moderare il dibattito sarà la direttrice Muriel Mayette-Holtz.

Lo scambio, che coinvolgerà anche il pubblico, sarà seguito da una cena conviviale che permetterà di approfondire la discussione e incontrare gli ospiti della serata.

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici

viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma

t +39 06 67611 www.villamedici.it

 

Responsabile della programmazione culturale dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici

Cristiano Leone – email cristiano.leone@villamedici.it

 

Ufficio stampa | Italia

Marta Colombo – t. +39 340 34 42 805 – email martacolombo@gmail.com

Francesca Venuto – t. +39 349 57 80 211 – email francescavenuto.f@gmail.com