Eventi

Se desideri promuovere uno o più eventi nel nostro sito clicca qui e inserisci le informazioni necessarie.

apr
14
sab
2018
Outdoor 2018 @ Mattatoio Testaccio
apr 14 – mag 12 all-day
Outdoor 2018 @ Mattatoio Testaccio | Roma | Lazio | Italia

Ritorna dal 14 aprile al 12 maggio 2018 negli spazi del Mattatoio, Outdoor, il più grande Festival in Italia dedicato alla cultura metropolitana. La manifestazione, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, è ideata e diretta dall’agenzia creativa Nufactory, con il patrocinio della Regione Lazio. Quest’anno il tema centrale della manifestazione è “Heritage”. Nell’anno europeo dedicato al patrimonio culturale, Outdoor, attraverso le discipline artistiche, indaga il tema ponendo degli interrogativi a quanti visiteranno la manifestazione: Cosa rappresenta il patrimonio oggi? Quali culture sono oggi considerate come patrimonio nella nostra società? Quale patrimonio stiamo costruendo e quale trasmetteremo alle future generazioni? La cultura popolare di oggi, tra influenze internazionali, mass media e social network, sarà al centro di un’indagine che metterà in risalto il singolo e le proprie scelte. Per questo Outdoor propone un’offerta eterogenea che si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Televisione, alle quali si aggiungono le aree dedicate alle conferenze e al mercato dei makers contemporanei.

ARTE
Il padiglione arte, a cura di Antonella Di Lullo e Christian Omodeo, si sviluppa in un percorso coinvolgente, interattivo e ludico: il collettivo di architetti Orizzontale ha realizzato un Grande Labirinto che pone lo spettatore al centro della mostra, con la possibilità di scegliere la propria esperienza tra 4 percorsi che rappresentano diverse modalità di rapportarsi al patrimonio.
Il primo percorso, Disobedience, riunisce artisti di diverse generazioni che, dal 1968 fino ad oggi, introducono degli elementi di discontinuità nel racconto storico. La crew di writers tedeschi Berlin Kidz vive i graffiti come uno sport estremo e ha trasformato negli ultimi anni lo skyline berlinese con un alfabeto ispirato ai pixaçao brasiliani e all’alfabeto runico; Biancoshock, artista italiano, crea delle installazioni urbane che con ironia invitano i passanti a riflettere sui problemi della nostra società; Paolo Buggiani a partire dagli anni ‘70 basa la sua ricerca sul rapporto tra tempo oggettivo e soggettivo, incrociando nel suo percorso di ricerca artisti come Keith Haring, Richard Hambleton e Ken Hiratsuka; Mathieu Tremblin, artista francese, riadatta lo spirito dei Situazionisti al mondo contemporaneo attraverso delle installazioni urbane che sono diventate virali su internet; Wasted Rita, artista portoghese, conosciuta per i suoi disegni satirici e le sue installazioni che offrono un punto d’osservazione privilegiato sulla società contemporanea, sull’invasività dei nuovi media e sul ruolo delle donne, è anche nota per aver partecipato al progetto realizzato da Banksy Dismaland. I richiami del passato sono alla base della seconda sezione Total Recall, che mette in scena una riappropriazione nostalgica e ironica del patrimonio. Tony Cheung, illustratore cinese, pone al centro delle sue opere le forti contraddizioni tra l’antica cultura e la moderna società del suo paese; Leonardo Crudi, artista romano, con i suoi poster disseminati per le strade della città, ispirati alle principali avanguardie storiche, crea un corto circuito visivo tra estetica del passato e contemporaneità; Madame, un’icona della Street Art parigina dell’ultimo decennio, nei suoi collages urbani inserisce forti richiami alla grafica e alle scenografie teatrali dell’800 e inizio ‘900; Sam 3 internazionalmente riconosciuto per le sue grandi figure nere antropomorfe che appaiono sui muri delle principali città, si è recentemente cimentato nelle sperimentazioni video in stop motion; il canadese Scorpion Dagger, ha fatto delle Gif animate il suo territorio privilegiato di sperimentazione, prelevando personaggi dai grandi dipinti del Rinascimento nordico; Rub Kandy (Mimmo Rubino) artista difficile da collocare in un ambito artistico specifico e grande osservatore del contesto urbano, lo decostruisce attraverso immagini dal forte impatto visivo. Con il terzo percorso Speedlight, si sperimenta un nuovo sistema rispetto a questo continuo rivolgersi al passato. Un movimento istantaneo per tornare al futuro. Kid Acne, street artist inglese, fa delle parole l’oggetto principale della sua arte, come la scritta Paint over the cracks realizzata in occasione di Outdoor 2011; Motorefisico, progetto artistico degli architetti e designer romani Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo che attraverso rigorose linee simmetriche disegnano e reinventano lo spazio circostante; i Quiet Ensemble sperimentano la contaminazione dell’elemento naturale con la tecnologia in precario equilibrio tra casualità e controllo; Uno, artista romano conosciuto per aver portato il volto del bambino della Kinder per le strade di diverse città, pone al centro della sua ricerca la ripetizione e la manipolazione della carta.
Il quarto percorso, Retromania, indaga quei meccanismi che restituiscono un’aura agli oggetti industriali destinati alle masse, per includerli in un racconto storico normalmente riservato alle produzioni uniche ed irripetibili rivolte alle élites. Ricky Powell, uno dei grandi nomi della street photography, da quasi quarant’anni documenta con il suo obiettivo la scena artistica e musicale underground newyorkese e, con essa, l’evoluzione dei codici della street fashion; I Love Tokyo, la collezione di sneakers di Fabrizio Efrati, fondatore di Market Kickit, riunisce scarpe da ginnastica prodotte a partire dagli anni ‘80 e testimonia la comparsa di un mercato internazionale di sneakers destinato ai collezionisti di streetwear. In partnership con Google Arts and Culture – già partner di Outdoor Project, il tour che esplora tramite la realtà virtuale le opere delle passate edizioni del festival – viene presentato Stories, in esclusiva per il pubblico di Outdoor, un progetto di digitalizzazione del patrimonio immateriale ed orale di Roma, sviluppato dallo studio The Fake Factory specializzato in progetti di videoarte. Un’indagine sull’identità culturale e collettiva di alcuni quartieri periferici della città per restituirli al pubblico contemporaneo e futuro. Video a 360° guidano lo spettatore in un percorso emotivo nei luoghi della città, arricchito dal contributo di diversi artisti che ne narrano la storia e la quotidianità, come Amir Issa, rapper e writer romano. Il tutto arricchito dal racconto fotografico a cura di Rub Kandy, Niccolò Beretta, Guido Gazzilli e a.DNA collective. Anche quest’anno l’Istituto Europeo di Design è content partner di Outdoor con un progetto interdisciplinare che coinvolge studenti e docenti di IED Roma tra conferenze, installazioni e azioni di storytelling sui social media di Outdoor. Nel Padiglione Arte viene presentata Map Of Null: un’installazione audiovisiva sviluppata da Franz Rosati, Docente e Digital Artist, e dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Roma dove emozioni, pensieri e sensazioni diventano il DNA di un paesaggio virtuale solo apparentemente disabitato. In programma anche un intervento artistico collettivo realizzato in collaborazione con lo storico negozio Graff dream e powered by APA. Un momento ludico ed educativo teso a sensibilizzare il tema della legalità nel mondo del writing e dell’arte urbana. Express yourself è un progetto performativo di tutti e per tutti, una grande jam session in cui è il pubblico ad esprimersi lasciando il proprio segno attraverso messaggi, firme e disegni.

MUSICA
La musica è la nuova protagonista della programmazione del festival che ospita quest’anno una line-up ispirata alle tendenze e sonorità che hanno segnato le ultime generazioni: dalla techno alla house, dalla disco all’hip hop e alla trap. All’interno del Mattatoio viene allestito un temporary club dove musica e visual si fondono insieme per offrire al pubblico un’esperienza live unica.  Ad animare i 5 sabati, a partire dal 14 aprile, ci pensano gli headliner del Festival. Quest’anno sarà il ritorno in Italia, dopo 8 anni, del duo berlinese patrimonio della musica elettronica europea, i Booka Shade. In programma il 21 aprile la Female Night, una serata tutta al femminile. Si alternano in consolle le dj e producer Anja Schneider, una tra le artiste più richieste e apprezzate nel mondo del clubbing internazionale, Erica.Me del collettivo femminile romano “She made” e Francesca Lombardo, reduce dai più grandi festival di tutto il mondo come il Tomorrowland e The Burning Man. Il 25 aprile, si esibirà dj Buenoventura, co-fondatore della techno band viennese Elektro Guzzi. Appuntamento il 28 aprile con i Digitalism, duo elettronico di Amburgo che con il loro disco d’esordio Idealism (2007) ha conquistato pubblico e critica. Il 5 maggio sarà la volta del dj e producer tedesco Purple Disco Machine, in tutte le radio con la hit Devil In Me (feat. Joe Killington & Duane Harden) e dj Mari Ka, nuova protagonista del clubbing milanese. Il 12 maggio, il party di chiusura è dedicato alla finale italiana del Red Bull BC One Italy Cypher 2018, l’evento nazionale più importante dedicato al mondo della break-dance, dove i migliori b-boy si sfidano per conquistare l’accesso alla finale internazionale. Headliner della serata l’icona e precursore dell’hip hop francese Cut Killer che vanta una partecipazione al fianco di Vincent Cassel nel film «L’Odio». In apertura nel main stage gli storici dj della scena rap romana Baro e Stile, mentre nel second stage le crew romane della scena trap e hip hop di nuova generazione. Contemporaneamente il Festival ospiterà lo studio mobile di registrazione di Red Bull Music, centro di produzione di contenuti inediti e collaborazioni tra musicisti di vari generi. L’idea della “residenza artistica” durante l’Outdoor Festival è quella di raccontare le realtà musicali romane più interessanti e inserirsi nella scena per creare nuovi progetti fra i quali sessioni di registrazioni, format audiovisivi, performance dal vivo, workshop, lecture e interviste. Tra gli artisti coinvolti: Giorgio Poi, Cosmo, Achille Lauro, Frenetik & Orang3, Serena Brancale, CRLN, Mesa, Francesca Lombardo e Anja Schneider. Dal 23 al 29 aprile Redbull presenta “Tutti contro tutti”, 24 rapper e trapper romani, in rappresentanza di 8 quartieri di Roma, si sfidano all’ultima rima per decretare il miglior MC.

CONFERENZE
Un ricco programma di conferenze e incontri caratterizzano tutti i venerdì del festival.
Il 20 aprile è in programma un incontro organizzato in collaborazione con Ladies, Wines & Design, realtà internazionale che pone al centro il ruolo delle donne nel settore creativo e culturale. Il 27 aprile si apre con la conferenza “Talento digitale”, un incontro con esperti del settore digital e new media realizzata da Digital Yuppies, network di talenti e professionisti dell’industria digitale e creativa, con il supporto di IED – Istituto Europeo di Design. In partnership con VICE Italia, il 4 maggio, è in programma la proiezione del documentario The Last Man of Mahana, prodotto da VICE Australia, che segue le tracce di Arthur, uno degli ultimi membri della comunità Mahana, fondata nel 1978 in Nuova Zelanda, sulla scia del movimento hippie. Segue l’incontro con Stefano Bianchi, fondatore della casa editrice di fotografia in crowdfunding Crowdbooks, che presenta il progetto Utopia di Carlo Bevilacqua, un racconto fotografico del giro per il mondo alla ricerca di persone che hanno abbandonato la società moderna per vivere in comunità. L’11 maggio il collettivo creativo Manifesto delle Visioni Parallele presenta Errore Digitale – Collezione 2018, un incontro con gli artisti internazionali e un workshop dedicato alla Glitch Art, genere artistico strettamente connesso alla video arte e alla fotografia, che attraverso l’apporto di processi informatici e digitali trasforma in forma artistica il concetto e il valore dell’”errore”.

TELEVISIONE
Non si può parlare di patrimonio senza poter celebrare lo strumento che più di altri ha contribuito alla formazione ed alla diffusione di informazioni, tendenze, notizie per oltre mezzo secolo. La sezione dedicata alla televisione, realizzata in collaborazione con Rai, affronta il patrimonio televisivo italiano attraverso proiezioni e talk suddivisi in 4 appuntamenti domenicali. Ogni ciclo di proiezioni, dedicate all’intrattenimento, alla scienza alla cultura, allo sport e alle serie tv, è aperto da un momento di incontro e racconto con i protagonisti della televisione italiana. L’intento è quello di mostrare una parte della storia nazionale, per restituirla sia ad un pubblico che ha visto “in diretta” quei programmi sia alla generazione successiva.

MERCATO
All’interno degli spazi del Festival, in partnership con Wave Market, viene ricreato un mercato, un angolo di città, che si propone di promuovere la cultura dell’artigianato. Una vera e propria fiera dell’handmade che ogni settimana propone ai visitatori una tematica diversa: artigianato e design, vintage, street wear, editoria e illustrazioni.  Il 25 aprile è il “Simply Amazing Day”, in questa occasione viene presentata al pubblico l’ultima nata del birrificio Birra del Borgo: la lager Lisa. Nella stessa giornata il Roma Vinyl Village propone al pubblico romano un market del vinile itinerante. L’area food è in collaborazione con Foodora mentre il beverage è affidato ad una selezione dei migliori bartender della città.

Outdoor festival è un progetto nato nel 2010 con l’intento di contribuire al cambiamento del tessuto sociale della città attraverso azioni di carattere culturale in grado di segnare profondamente le abitudini di chi vive e abita a Roma. Nel 2014, dopo 15 anni, outdoor festival ha aperto l’Ex Dogana Ferroviaria, mentre nel 2015 l’Ex Caserma Guido Reni, offrendo alla città nuovi luoghi di aggregazione. Outdoor festival crede nel cambiamento, nelle pulsioni che lo animano e nelle correnti generazionali che nascono dai contesti urbani. Oggi, attraverso un network internazionale di artisti e produttori, offre un palcoscenico internazionale in aperto dialogo con il mondo.

HERITAGE 14 APRILE – 12 MAGGIO

INFO

www.out-door.it

www.facebook.com/OUTDOORfestival/|www.instagram.com/outdoorfestivalroma/

info@nufactory.it |06 7061 4597

BIGLIETTI

MOSTRA

Venerdì dalle 12.00 alle 00.00* | Sabato dalle 12.00 alle 00.00** | Domenica dalle 12.00 alle 21.00*

*include ingresso alle conferenze e al mercato

**esclude l’ingresso MUSICA

Intero: 10€ | Ridotto: 8€ | Under 10: Gratis

CONCERTI

Sabato dalle 21.30 alle 04.00

Intero: 15€

Ingresso: Lungo Tevere Testaccio

MERCATO

Venerdì: 18.00 – 22.00 | Sabato: 12.00 – 22.00 |Domenica: 12.00 – 20.00

Ingresso con il biglietto MOSTRA

 

Ufficio Stampa Outdoor

Antonella Bartoli | bartoli.anto@gmail.com |+39 339 7560222

Ilenia Visalli | press@bstudios.it |+39 329 3620879

mag
4
ven
2018
Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo @ Museo di Roma in Trastevere
mag 4 all-day
Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo @ Museo di Roma in Trastevere | Roma | Lazio | Italia

In occasione del 50° anniversario del 1968, AGI Agenzia Italia ricostruisce l’archivio storico di quell’anno, recuperando il patrimonio di tutte le storiche agenzie italiane e internazionali, organizzando questa affascinante mostra fotografica e multimediale che sarà allestita al Museo di Roma in Trastevere dal 5 maggio al 2 settembre 2018. La mostra a cura di AGI Agenzia Italia, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con il patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è resa possibile dalle numerose fotografie provenienti dall’archivio storico di AGI e completata con gli altrettanto numerosi prestiti messi a disposizione da AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, AFP Agence France-Presse, AGF Agenzia Giornalistica Fotografica, ANSA, AP Associated Press, Marcello Geppetti Media Company, Archivio Riccardi, Contrasto, Archivio Storico della Biennale di Venezia, LUZ, Associazione Archivio Storico Olivetti, RAI-RAI TECHE, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, l’Espresso. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura. L’iniziativa nasce da un’idea di Riccardo Luna, direttore AGI e curata a quattro mani con Marco Pratellesi, condirettore dell’agenzia, e intende delineare un vero e proprio percorso nell’Italia del periodo: un racconto per immagini e video del Paese di quegli anni per rivivere, ricordare e ristudiare quella storia. Come scrive Riccardo Luna nel testo del catalogo dell’esposizione: “Questa non è una mostra sul passato ma sul futuro. Sul futuro che sognava l’ultima generazione che non ha avuto paura di cambiare tutto per rendere il mondo migliore. Che si è emozionata e mobilitata per guerre lontane; che ha sentito come proprie ingiustizie subite da altri; che ha fatto errori, certo, ha sbagliato, si è illusa, è caduta, ma ha creduto, o meglio, ha capito che la vera felicità non può essere solo un fatto individuale ma collettivo, perché se il tuo vicino soffre non puoi non soffrire anche tu. Nessuno si salva da solo. Quello che ci ha colpito costruendo questa mostra, sfogliando le migliaia di foto che decine di agenzie e archivi ci hanno messo a disposizione con una generosità davvero stupefacente, come se tutti sentissero il dovere di contribuire alla ricostruzione di una storia che riguarda i nostri figli molto più che i nostri genitori; quello che ci ha colpito sono gli sguardi dei protagonisti, l’energia dei loro gesti, le parole nuove che usavano”. Da qui, AGI ha ricreato un archivio storico quanto più completo del ’68 attraverso le immagini simbolo dell’epoca. Non solo occupazioni e studenti, ma anche e soprattutto la dolce vita, la vittoria dei campionati europei di calcio e le altre imprese sportive, il cinema, la vita quotidiana, la musica, la tecnologia e la moda. Un viaggio nel tempo fra 171 immagini, tra le quali più di 60 inedite; 19 archivi setacciati in Italia e all’estero; 15 filmati originali che ricostruiscono più di 210 minuti della nostra storia di cui 12 minuti inediti; 40 prime pagine di quotidiani e riviste riprese dalle più importanti testate nazionali; e inoltre una ricercata selezione di memorabilia: un juke boxe, un ciclostile, una macchina da scrivere Valentine, la Coppa originale vinta dalla Nazionale italiana ai Campionati Europei, la maglia della nazionale italiana indossata da Tarcisio Burgnich durante la finale con la Jugoslavia, la fiaccola delle Olimpiadi di Città del Messico. Tutti questi temi verranno raccontati attraverso la cronaca, gli usi, i costumi e le tradizioni in diverse sezioni tematiche, dando vita e facendo immergere il pubblico in questo lungo e intenso racconto nell’Italia del ’68. Ad accogliere i visitatori ci saranno i grandi “sognatori del futuro”; attraverso le figure e le parole di Martin Luther King e Bob Kennedy il pubblico sarà guidato all’interno della cronaca internazionale del ’68: dalla guerra del Vietnam alla segregazione razziale negli USA, dalla presidenza di Nixon alla fine della Primavera di Praga, dalla Grecia dei colonnelli al maggio francese, si ripercorreranno alcuni degli eventi che hanno influenzato e cambiato le sorti della storia del mondo. Le occupazioni, le contestazioni e le rivolte studentesche saranno invece i temi affrontati nella sala “Il movimento fra occupazioni e tazebao – Valle Giulia”; in particolare saranno ripercorsi i tragici scontri tra studenti e forze dell’ordine avvenuti nella famosa “Battaglia di Valle Giulia” (Roma, 1 marzo 1968) e sarà, inoltre, riportato un ciclostile originale dell’epoca, per rievocare i momenti della ribellione per mezzo della stampa di volantini e giornaletti universitari. Figura chiave dei movimenti del ’68 che viene messa in evidenza in questa sezione è Pier Paolo Pasolini con il testo “Vi odio cari studenti” e la poesia “Il PCI ai giovani”. L’esposizione proseguirà nella sala “Le due Italie: dal Belice al Piper”, nella quale saranno contrapposte le immagini delle “due Italie” che hanno, entrambe, cambiato il futuro del nostro Paese. Da un lato si vedrà l’Italia della gente comune e delle famiglie, con uno sguardo particolare al violento terremoto che colpì la Valle del Belice nella Sicilia Occidentale. Si racconterà il Piper Club di Roma, punto d’incontro di alcune famose celebrities nazionali e internazionali come l’attore Sean Connery, il cantante Adriano Celentano, il regista Federico Fellini, l’attore Alberto Sordi, l’attrice Anna Magnani, il cantante Massimo Ranieri, il regista e attore Vittorio Gassman, il cantante Domenico Modugno. Un’altra sezione sarà dedicata alla musica italiana e internazionale e alle grandi imprese sportive del ‘68, come ad esempio la vittoria ai Campionati Europei della Nazionale Italiana a Roma contro la Jugoslavia; in questa sezione il pubblico potrà ammirare dal vivo, grazie al supporto della FIGC – Federazione Italiano Giuoco Calcio, della Fondazione Museo del Calcio e del CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, la Coppa dei Campionati Europei, la maglia della nazionale italiana indossata da Tarcisio Burgnich e la Fiaccola delle Olimpiadi del 1968. Proseguendo nel percorso, nel porticato del Museo, i visitatori saranno catapultati in un ambiente sonoro immersi nelle voci del 1968: dalle urla degli studenti nei cortei ai discorsi dei politici, i suoni e le parole dei personaggi di quell’epoca accompagneranno il pubblico alla riscoperta di quegli anni. Anche l’innovazione tecnologica avrà il suo spazio all’interno della mostra. Sarà presente, infatti, una sezione dedicata al grande fermento tecnologico del 1968 che culminerà con lo sbarco sulla luna di Neil Armstrong del 1969. Al termine del percorso fotografico, all’interno dell’Auditorium del Museo, i visitatori potranno vivere una esperienza immersiva; sarà infatti riprodotto scenograficamente l’ambiente di un’aula universitaria occupata all’interno della quale il pubblico avrà la possibilità di visionare cinegiornali dell’epoca e documenti originali ceduti da AAMOOD e RAI – RAI TECHE. La mostra è inoltre arricchita da un vasto repertorio di memorabilia e materiale d’epoca, tra cui le prime pagine dei quotidiani e delle riviste, il famoso Jukebox, e alcune magliette autografate dei giocatori che hanno vinto l’Europeo. L’esposizione proporrà inoltre un confronto tra la comunicazione giovanile del ’68, fatta di tazebao, assemblee e giornaletti scolastici, e quella contemporanea caratterizzata dall’utilizzo dei social media, delle web radio e dei blog universitari: attraverso le immagini si racconterà come i giovani del ’68 comunicavano con quegli strumenti; in quest’ambito saranno coinvolti direttamente realtà giovanili come il magazine universitario “Scomodo”, Radioimmaginaria, il primo e unico network radiofonico in Europa creato, diretto e condotto da adolescenti, e VoiceBookRadio, webradio gestita interamente dagli studenti di varie scuole secondarie di Roma che sarà anche uno dei media partner della mostra. Nell’ambito della mostra il pubblico stesso sarà coinvolto in prima persona attraverso un’attività social per condividere la foto preferita del ’68, inviandola ad AGI utilizzando l’hashtag #ilmio68; le foto inviate saranno proiettate a turno su un monitor a fine mostra, nel quale si snoderà così un racconto parallelo, un mosaico di storie di quell’anno che crescerà nel corso dei mesi. Oltre all’esposizione l’iniziativa prevede l’organizzazione di un ciclo di eventi e incontri estivi, che si svolgeranno nel Chiostro del Museo, dedicati ai principali momenti musicali, sportivi, politici, culturali e cinematografici che hanno caratterizzato l’Italia nel 1968 con l’obiettivo di coinvolgere un vasto pubblico e il maggior numero di scuole. Obiettivo primario dell’iniziativa è far sì che ciascuno studente, grazie soprattutto alla partecipazione diretta alle proiezioni cinematografiche, ai dibattiti sulla politica, ai concerti musicali nonché ad altre iniziative tematiche, possa conoscere e vivere più da vicino un anno e, soprattutto, un Paese sino ad oggi studiato solamente sui libri di storia. Attraverso il MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca verranno coinvolte direttamente le scuole medie e superiori con l’organizzazione di visite guidate mirate agli studenti. L’evento, realizzato con il contributo di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con SIAE- Società Italiana degli Autori ed Editori e in partnership con la RAI, Sky, la FIGC, la Fondazione Museo del Calcio, il CONI, l’AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio Democratico, Open Polis e il CENSIS, si avvale della collaborazione scientifica ed editoriale dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana “Treccani” con il quale verrà realizzato il catalogo dell’esposizione.

I media partner coinvolti sono Formiche, il Tascabile, magazine digitale di Treccani, Rai Teche, Scomodo, Radioimmaginaria e VoiceBookRadio.

Le immagini che vengono fornite a corredo del comunicato stampa devono riportare nella pubblicazione il titolo della mostra, i credits, e le didascalie complete.

Agi Agenzia Italia, è una delle principali news company italiane. Dal 1950 affianca con i suoi notiziari il mondo editoriale, istituzionale, economico ed industriale. Con 9 redazioni sul territorio italiano, una rete attiva di corrispondenti e partnership in oltre 50 paesi nelle principali aree strategiche mondiali e news prodotte in 4 lingue (italiano, inglese, cinese e arabo), 7 giorni su 7, Agi assicura la creazione di valore attraverso notizie, interviste, inchieste, factchecking con numeri e dati certificabili, dirette streaming e servizi video per dare ai giornalisti di radio, tv e giornali tutti gli strumenti per andare oltre gli slogan. Perché la veritàà conta. Dal factchecking all’arte dello storytelling, AgiFactory è la divisione di Agi dedicata al branded content che unisce contenuti di alta qualitàà, tecnologia e capacità di leggere i dati.

Luogo: MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Indirizzo: Piazza S. Egidio 1B – Roma – Lazio
Quando: dal 04/05/2018 – al 02/09/2018
Vernissage: 04/05/2018 su invito
Generi: documentaria
Orari: Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00 La biglietteria chiude un‘ora prima Giorni di chiusura: lunedì, 1 maggio
Biglietti: Tariffe non residenti: Intero: € 6,00; Ridotto: € 5,00. Tariffe residenti: Intero: € 5,00; Ridotto: € 4,00 Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente Salvo integrazione se presente altra mostra
Patrocini: a cura di AGI Agenzia Italia, il Comune di Roma, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il Museo Di Roma in Trastevere e con il patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Uffici stampa: ZETEMA, CULTURALIA

INFO: http://www.museodiromaintrastevere.it

FLUX Festival Lituano delle arti @ Roma
mag 4 – mag 15 all-day
FLUX Festival Lituano delle arti  @ Roma | Roma | Lazio | Italia

In occasione del centenario della Repubblica Lituana tutta la vivacità e il fermento della scena artistica del Paese baltico arrivano a Roma dal 4 al 15 maggio con FLUX – Festival Lituano delle arti. 3 mostre, 2 rassegne video, 5 concerti, 5 spettacoli – per un totale di 12 giornate di arte, teatro, danza, musica performance, proiezioni, architettura e fotografia, – riempiranno il calendario culturale della Capitale nelle sue sedi più prestigiose: l’Auditorium Parco della Musica, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Teatro Argentina, il Teatro India, Palazzo Braschi e il Museo Baracco. La manifestazione è prodotta dalla Fondazione Musica per Roma con l’Istituto di Cultura Lituano, in collaborazione con il Teatro di Roma-Teatro Nazionale, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Comune di Roma, l’Ambasciata della Repubblica Lituana, e sostenuta dal Ministero della Cultura della Repubblica Lituana, grazie alla promozione sul territorio realizzata dal Dipartimento del Turismo della Lituania. FLUX vuole regalare alla città di Roma la possibilità di scoprire e apprezzare la varietà e il dinamismo delle arti lituane nelle sue molteplici diramazioni. Un fluire di creatività libero e ininterrotto, in costante evoluzione, un “flux” appunto: sono questi i caratteri espressivi degli artisti contemporanei del Paese baltico, influenzati tanto delle tecnologie e dai nuovi mezzi di comunicazione, quanto dai grandi maestri del passato e dalle esperienze peculiari della loro terra. Un festival unico, dove sperimentazione e rilettura dei classici si integrano attraverso una visione interdisciplinare ereditata dallo spirito del manifesto del movimento “Fluxus”, pubblicato nel 1963 da George Maciunas. A Roma arriveranno i protagonisti più importanti e riconosciuti della scena culturale lituana insieme a uno straordinario gruppo di giovani artisti, registi e compositori che stanno conquistando un posto di primo piano nella mappa culturale internazionale. Accanto al padre del cinema sperimentale Jonas Mekas, a due nomi leggendari del teatro lituano come Eimuntas Nekrošius e Oskaras Koršunovas, al videoartista di fama mondiale Deimantas Narkevičius, ai tre giganti del jazz Vladimir Tarasov, Liudas Mockūnas e Eugenijus Kanevičius, e ad Anton Lukoszevieze con The Apartment House, pluripremiato ensemble di musica sperimentale di base a Londra, la Capitale ospiterà la giovane direttrice d’orchestra, apprezzata in tutto il mondo Mirga Gražinytė-Tyla, la promettente e anticonformista regista Kamilė Gudmonaitė, la compositrice Justė Janulytė, la poetessa femminista Laima Kreivytė, la danzatrice e perfomer Gintarė Minelgaitė, l’impetuosa compagnia di danza urbana LOW AIR. Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė e Rugilė Barzdžiukaitė, autrici della sorprendente “nuova opera” Buona giornata! (Have a Good Day!), arrivano per la prima volta in Italia dopo aver riscosso grandi consensi di pubblico e critica in tutto il mondo. Non mancheranno poi le arti performative con le performance della stessa Lina Lapelytė e di Gintarė Minelgaitė, artista teatrale e metodologa e Andrej Polukord, che utilizza la pittura, le installazioni, e la videoarte per creare ambienti imprevedibili. Grande spazio avranno anche le arti visive con Fast-forwarded (Artapes), selezione di opere video lituane a partire dagli anni ’90, a cura di Ūla Tornau e Asta Vaičiulytė; e due mostre fotografiche: Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marija Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė, Vaidas Petrulis, e I mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė.

GLI EVENTI

A inaugurare il Festival il 4 maggio, alle 19.00, in Auditorium Arte, il videoartista Deimantas Narkevičius, tra i più noti e riconosciuti artisti lituani, due volte alla Biennale di Venezia, che arriva per la prima volta a Roma per presentare 20 luglio 2015, con la curatela di Anna Cestelli Guidi. Una doppia video installazione che riprende la rimozione delle ultime statue socialiste rimaste nella città di Vilnius. Una dismissione dai risvolti grotteschi che diventa metafora dello smantellamento dell’intero sistema socialista. Il lavoro sarà in mostra fino al 18 giugno. L’inaugurazione del Festival prosegue alle 20.30 con un concerto diretto da Mirga Gražinytė-Tyla, per la Stagione Sinfonica dell’Accademia di Santa Cecilia. Classe 1986, la prima donna a essere nominata direttore della City of Birmingham Symphony Orchestra, dopo Sakari Oramo e Sir Simon Rattle. In seguito a un’apparizione folgorante ai PROMS di Londra nel 2017, la stampa inglese la ritiene una delle personalità musicali più influenti del momento. Dopo il MET di New York, la Kammerorchester di Vienna e l’Orchestre de Radio France, Mirga debutterà con l’Orchestra di Santa Cecilia (Sala Santa Cecilia) in un omaggio a Debussy di cui dirigerà La mer, il brano in cui il compositore riversò tutto il suo amore per il mare e le suggestioni che questo gli suscitava e una selezione di Preludi. Nell’ambito della serata verrà eseguito il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart interpretato da Francesco Piemontesi, rinomato per le sue esecuzioni di Mozart e del repertorio del Classicismo viennese. Repliche il 5 e il 6 maggio alle 18.00.

Il 5 maggio la giornata inizia alle 11.30 al MAXXI, con Fast-forwarded (Artapes), rassegna di video arte lituana introdotta da un talk cui parteciperanno le curatrici Ūla Tornau, Asta Vaičiulytė, l’artista Deimantas Narkevičius e Anna Cestelli Guidi. Un’occasione imperdibile per conoscere l’evoluzione di questo linguaggio dagli anni ‘90 a oggi. I video di artisti come Eglė Budvytytė, CAC TV, CORO Collective, Kipras Dubauskas, Dalia Dūdėnaitė, Laura Garbštienė, G-Lab (Arturas Bumšteinas e Laura Garbštienė), Arūnas Gudaitis, Donatas Jankauskas, Evaldas Jansas, Ieva Kabašinskaitė, Dainius Liškevičius, Gintaras Makarevičius, Deimantas Narkevičius, Robertas Narkus e Jokūbas Čižikas, Marija e Petras Olšauskai, Artūras Raila, Darius Žiūra saranno in visione fino al 6 maggio.

Due mostre fotografiche e itineranti, per la prima volta in Italia, inaugurano nel Foyer Sinopoli in Auditorium il 5 maggio alle 19.00: Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marijja Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė, Vaidas Petrulis e I Mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė. La prima, già esposta a Parigi nella sede Unesco, racconta l’eccezionale sviluppo architettonico e urbanistico di Kaunas, capitale della neonata Repubblica di Lituania, in pieno ottimismo modernista. La seconda, nata dal recente recupero dell’opera di Vitas Luckus, “principe della fotografia sovietica”, come lo ha definito il New York Times, riguarda un ciclo di sperimentazioni realizzate tra il 1968 e il 1972 in cui alcuni mimi e i loro corpi diventano centro formale della composizione fotografica.

Spazio anche ai suoni più sperimentali con Anton Lukoszevieze and The Apartment House, noti per le loro particolari esecuzioni di musica contemporanea, che il 7 maggio interpreteranno Musica per chiunque (Music For Everyman), di George Maciunas alle 21.00, in Auditorium Teatro Studio. Fino al 31 maggio inoltre, presso il “Sound Corner” dell’Auditorium sarà possibile ascoltare l’installazione sonora Psalms (Salmi) della compositrice e performer Justė Janulytė (1982): musica monocromatica per flauti, ispirata al suono della lettura di salmi e alla recita corale di preghiere.

Lo spessore e la vivacità della scena musicale e teatrale sono rappresentate da artiste come Vaiva Grainytė (1984), Lina Lapelytė (1984), Rugilė Barzdžiukaitė (1983), autrici dell’opera contemporanea Buona giornata! (Have a good day!) messa in scena dalla compagnia Operomanija di Vilnius l’8 maggio, alle 21.00 al Teatro Argentina. “Un’opera intelligente e sovversiva”, ha decretato il New York Times. Protagoniste dieci donne con storie diverse alle spalle, accomunate però dalla meccanicità del servizio che svolgono, da quel costante sorriso artificiale che maschera i loro volti e da tutte quelle frasi di circostanza che si ritrovano a recitare ogni giorno – «Buongiorno!», «Grazie», «Buona giornata!». Il libretto dell’opera mescola linguaggio parlato e lingua letteraria, entrambi calati nell’attualità del quotidiano. In sottofondo il continuo «bip» dei prodotti scansionati.

Il 9 maggio si torna al Teatro Studio dell’Auditorium per l’incredibile commistione tra danza urbana e arti visive della giovane compagnia LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius, che porta sul palco Fine dei giochi (Game Over), visionario e magico balletto ispirato a Julio Cortázar: un elogio della fantasia come soluzione per affrontare i problemi della vita quotidiana.

Il 10 maggio alle 19.00 un appuntamento memorabile: Jonas Mekas, ultranovantenne poeta e filmmaker lituano, fondatore del New American Cinema Group negli anni ’60, in collegamento Skype da Brooklyn con il duo di curatori Francesco Urbano Ragazzi, introdurrà all’Auditorium quattro dei suoi folgoranti cortometraggi sulla sua esperienza di rifugiato a New York: scene dalla vita di Andy Warhol, Yoko Ono, John Lennon, Jackie Kennedy e George Maciunas si susseguono in un caleidoscopico diario visivo accompagnato dalle riflessioni dell’artista sulla felicità e l’amicizia. In primo piano il fermento culturale di Fluxus e della Factory di cui Mekas è stato protagonista e testimone, sullo sfondo la condizione solitaria di un esule sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale.

La programmazione continua nel solco della rivisitazione dei classici. Alle 21.00, in Sala Petrassi all’Auditorium, Eimuntas Nekrošius, massimo esponente del teatro lituano, dirigerà Franz Kafka: Un digiunatore. La storia è quella di un artista che grazie ai suoi digiuni prolungati riesce ad attirare l’ammirazione di folle di spettatori. Tuttavia, nonostante abbia aggiunto l’apice della fama, si trova a morire solo e dimenticato da tutti. La compagnia Meno Fortas, tra le più affermate in Europa, interpreta il canovaccio kafkiano toccando le corde più profonde dello spettatore e facendolo sorridere al tempo stesso. Diverse performance di arte e danza animeranno Palazzo Braschi e il Museo Baracco l’11 maggio: Lina Lapelytė, coautrice di Buona giornata! presenterà Pirouette, performance e lavoro sonoro sui cicli della vita; Gintarė Minelgaitė con Self-Fles ironica e surreale mise-en-scène, mentre Andrej Polukord, classe 1990, presenterà Chez Andre per la prima volta a Roma. Il ciclo, a cura di Claudio Libero Pisano, prosegue il 12 maggio con la performance itinerante della poetessa femminista Laima Kreivytė in alcuni spazi pubblici della città. Il 13 maggio alle ore 21.00 al Teatro Studio sarà la volta di una straordinaria jam session frutto dell’incontro sul palco fra tre nomi fondamentali del panorama jazz lituano e non solo: Vladimir Tarasov (percussioni), Liudas Mockūnas (sassofono) e Eugenijus Kanevičius (bassi ed elettronica). Il trio presenterà Intuitus, ultimo lavoro pubblicato per la NoBusiness Records. Un altro pilastro del teatro lituano, Oskaras Koršunovas, dirigerà il 14 maggio alle 21.00 nel Teatro Studio dell’Auditorium una tra le sue migliori performance: la pluripremiata rilettura dei Bassifondi di Maksim Gorkij elaborata insieme alla sua compagnia OKT / Teatro della città di Vilnius. Uno struggente lavoro sui personaggi, ben oltre la lettura sociale portante dell’opera. Fondamentale è infatti l’incontro tra l’attore come persona reale e il personaggio da lui inventato. Lo spettacolo è completamente “nudo”, ossia privo di scenografie, luci e persino di quella che potremmo definire la linea narrativa del dramma. In questo modo si favorisce un incontro tra attori e pubblico che non è condizionato dai ben noti artifici del teatro.

L’Oskaras Koršunovas Theatre si esibirà anche in una sessione sperimentale scritta a più mani: Trans Trans Trance in prima nazionale il 15 maggio alle 18.00 al Teatro India. Un lavoro corale e autobiografico, diretto dalla giovanissima e anticonformista Kamilė Gudmonaitė (1992), che chiude l’ultima giornata del Festival con una riflessione sui temi della sessualità, della femminilità e del genere. Un atto unico sull’identità sessuale e la femminilità in relazione alle convenzioni che la riguardano.

Il Festival ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica di Lituania e l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Inoltre è finanziato dal Ministero della Cultura della Repubblica lituana e organizzato e promosso dalla fertile collaborazione di diverse istituzioni italiane e lituane: Fondazione Musica per Roma, Istituto di Cultura Lituana, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, Comune di Roma, CAC – Centro di Arte Contemporanea (Lituania), Commissione Nazionale Lituana per l‘UNESCO, Associazione Fotografi Lituani Dipartimento di Kaunas, Centro di Fotografia Vitas Luckus, LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius, Meno Fortas teatro, OKT / Teatro della città di Vilnius, Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana, Dipartimento del Turismo della Lituania.

Per info

www.lithuanianculture.lt

www.auditorium.com

www.santacecilia.it

www.teatrodiroma.net

www.fondazionemaxxi.it

www.lithuania.travel

Ufficio stampa Flux
Giulia Di Giovanni – GDG press: gdgpress@gmail.com Cell. 3341949036

Ufficio Comunicazione Auditorium Parco della Musica
Lucia Ritrovato: l.ritrovato@musicaperroma.it Cell. 339.7864187

Eurutopia. Fotografie di Luca Canonici @ RomaItaliaLab
mag 4 @ 18:30 – 21:00
Eurutopia. Fotografie di Luca Canonici @ RomaItaliaLab | Roma | Lazio | Italia

Venerdì 4 maggio 2018 alle ore 18.30, RomaItaliaLab presenta, nel nuovo spazio RomaItaliaLab in via dei Marsi, 20 a Roma, Eurutopia, fotografie di Luca Canonici, a cura di Bärbel Reinhard e Marco Signorini, con un testo critico di Walter Guadagnini. Il lavoro Eurutopia di Luca Canonici sul Quartiere EUR di Roma è un progetto su un luogo immaginato e pensato come ideale che l’autore ri-idealizza e rappresenta seguendo il proprio concetto di arte. Le sue fotografie nascono in tensione tra due utopie: l’ideologia politica, che questi spazi in epoca di regime avrebbero dovuto celebrare, e la ricerca di una possibile assoluta bellezza. Canonici coglie, tramite questa relazione storico/estetica, la possibilità di riflettere sulla nostra società fatta immagine e portatrice di idee e forme. Attua una sospensione, rappresenta l’EUR un teatro di scenari metafisici, senza tempo. Esplora questa area urbanistica e monumentale e si muove fra le architetture che variano al variare delle sue visioni. Ci restituisce così una percezione emotiva che si completa per somma di più accostamenti, in modo articolato e vario, ritmico, con inquadrature e formati diversi. Ne scaturisce un montaggio complesso tra tempo storico e contemporaneità. Non è documentazione, per quanto renda sensibili e concreti questi luoghi, ma una restituzione di significati e immaginazioni, appunto utopie. La curatela di Bärbel Reinhard e Marco Signorini è impegnata nel valorizzare il lavoro Eurutopia, composto da più di 60 fotografie in bianco e nero, in allestimenti di esposizioni e progetti editoriali mirati alla lettura di Luca Canonici, non tanto come un autore di genere, architettura piuttosto che paesaggio, ma nel tentativo di mettere in risalto la sua precisa visione dello spazio fra il reale, il simbolico e l’estetico. “Archi, griglie, prospettive, superfici lisce e superfici scabre, l’architettura sembra essere in queste immagini più dettagliate, più attente al singolo particolare, sia esso grafico, costruttivo o spaziale, accarezzata dallo sguardo più che indagata: non c’è in Canonici l’idea di svelare il linguaggio degli architetti attraverso la fotografia (è compito d’altri, questo, e Canonici lo sa bene), vi è invece il desiderio di scoprire un’architettura possibile – non necessariamente reale – creata dagli edifici e dai loro rapporti, oppure dai rapporti interni alle loro forme. Poi, ritmicamente nella sequenza del volume, lo sguardo si apre, ed appare ciò che sta intorno a quelle forme, a quegli spazi e a quelle materie: altre forme, altri spazi, altre materie. La città, intesa come evoluzione della storia intorno a un luogo che in questa visione risulta essere senza tempo; la temporalità reale che ritorna a far sentire la propria presenza, la fotografia che da visione assoluta assume nuovamente il suo carattere relativo, il suo essere un punto inserito nel flusso del tempo, del cui scorrere ci rende avvertiti proprio attraverso il suo arresto. È chiaro qui che le grandi lezioni dei maestri recenti del paesaggio urbano, e in particolare quelle diverse ma egualmente centrali di Gabriele Basilico e Mimmo Jodice, fanno la loro apparizione, rivendicate da Canonici come modelli alti e giustamente inevitabili per chi si avvicini, particolarmente in Italia, a determinati soggetti, secondo una determinata inclinazione, che è appunto quella di una declinazione del linguaggio documentario in una chiave più affettiva, e certo non immemore di una tradizione figurativa secolare.” (dal testo critico di Walter Guadagnini)

Luca Canonici, tenore, direttore artistico, fotografo. Dopo il debutto a Roma nel 1985 in Rigoletto, nel ruolo del Duca di Mantova, ha intrapreso una brillante carriera lirica internazionale che lo ha condotto in alcuni fra i più prestigiosi teatri del mondo fra i quali Teatro alla Scala, Royal Opera House-Covent Garden di Londra, Staatsoper di Vienna, Teatro Comunale di Firenze, Opernhaus di Zurigo, Bayerische Staatsoper di Monaco, Teatro la Fenice di Venezia, Concertgebouw di Amsterdam, Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, Teatro Regio di Parma, Rossini Opera Festival di Pesaro, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, collaborando,tra gli altri con Direttori d’orchestra del calibro di Bartoletti, Campanella, Chailly, Gardiner, Kuhn, Muti, Oren, Pidò, Renzetti, Sanzogno, Solti, Zedda. Nel 1987 ha sostenuto il ruolo di protagonista nelle riprese del film La bohème diretto da Luigi Comencini, in sostituzione di Josè Carreras. Nel 2012 ha interpretato il ruolo di Mr Grey nel film P.O.E. Poetry of Erie diretto da artisti vari. La sua ricca discografia annovera titoli operistici quali La sonnambula (Nuova Era), Il signor Bruschino (Claves), Don Pasquale (Erato), La grande notte di Verona, La favorita e La cambiale di matrimonio (Ricordi), Linda di Chamounix (Europa Records), Falstaff con Georg Solti (Decca), Messa da requiem con John Eliot Gardiner (Philips). Nel 2006 ha cantato per il cinquecentenario della posa della prima pietra della Basilica di San Pietro in Vaticano. Ha aperto nel 2010 il Giubileo nell’Anfiteatro del Colosseo con una messa di Salvatore Sciarrino. Nel 2014 ha cantato alla Sala Nervi il Magnificat ed il Requiem di Domenico Bartolucci. Con Pupo e Emanuele Filiberto di Savoia, ha partecipato al Festival di Sanremo 2010 con la canzone Italia amore mio, classificandosi 2º posto. Lo stesso anno ha presentato un album pop dal titolo Italia Amore Mio, nel 2016 esce il secondo album dal titolo Lettera d’amore, attualmente sta terminando un nuovo album chiamato Showstoppers composto da celebri melodie internazionali. Nel 2008 ha assunto la carica di Direttore Artistico di OperaFestival, un progetto culturale teso a far risuonare la grande Musica, il Teatro e La Danza nei luoghi più suggestivi di Firenze e della Toscana. Dal 2010 ricopre la carica di Direttore del Museo di Arte Sacra della città di Montevarchi, curando mostre, incontri e pubblicazioni come: Giovanni Martinelli, I Medici a Montevarchi, La Collegiata di San Lorenzo. Dall’ottobre 2010 conduce Valdarno amore mio, un programma che ha lo scopo di far conoscere e rivalutare delle ricchezze del territorio, su Valdarno Channel. Collabora come autore a Romaitalialab, ed ha partecipato come curatore a numerosi libri d’Arte (Giovanni Martinelli, Collegiata di San Lorenzo, I Medici a Montevarchi sono alcuni titoli) e come studioso al catalogo della recente mostra curata da Vittorio Sgarbi: Le stanze segrete da Lotto a Guercino. Le sue fotografie fanno parte delle collezioni del Ministero dell’Interno, del Conservatorio Bellini di Palermo, del Comune di Montevarchi e dell’Accademia del Poggio.Tra i progetti recenti il Calendario 2015 per il Ministero dell’Interno e relativa esposizione, la mostra dal titolo Suggestioni borboniche in Terra di lavoro con relativa pubblicazione, la serie Quel che rimane, lavoro sulla archeologia industriale, ed il progetto espositivo con relativa pubblicazione sul Cimitero degli Inglesi a Firenze dal titolo Animae. In uscita nel 2017 la pubblicazione e, la relativa mostra Eurotopia lavoro monografico basato sul quartiere Eur di Roma. Nel 2017/18/19 esporrà un lavoro sullo scultore Francesco Mochi (1580-1654) pubblicandone il relativo catalogo nelle città di Roma, Montevarchi, Orvieto, Piacenza. Come insegnante ha collaborato con il Conservatorio di Pescara, ed il Conservatorio di Reggio Emilia. Ha ricoperto ruoli di Presidente in Commissioni Ministeriali come il Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli ed in numerosi concorsi di Canto e strumentali. Nel 2017, in collaborazione dell’Amministrazione di Montevarchi, crea e dirige il Festival Arti e Varchi; attualmente ne sta curando l’edizione 2018. www.lucacanonici.com

Bärbel Reinhard (1977, Germania) si è laureata in storia dell’arte e sociologia a Berlino. Di seguito si è diplomata in fotografia professionale alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Accanto al suo lavoro di fotografa, lavora come docente e curatrice. Ha insegnato alla New York University e al Sarah Lawrence College a Firenze ed insegna attualmente alla Kent State University, la Minnesota University e la Fondazione Studio Marangoni. Il suo lavoro è stato esposto in varie mostre in Italia ed all’estero, tra le quali all’European Month of Photography Luxembourg, a Villa La Pietra Firenze, alla Galleria Metronom e alla Fondazione Fotografia di Modena, alla Luova Gallery Helsinki e al Corridoio Brunelleschi. Ha curato diversi progetti espositivi ed editoriali, anche in collaborazione con Marco Signorini. Collabora con case editrice come Danilo Montanari Editore, Gli Ori, Reel Art Press e cura l’archivio di Mario Carnicelli.

Marco Signorini (1962) vive a Firenze. Artista e docente di fotografia, ha curato vari progetti editoriali ed espositivi. Ha lavorato per musei e fondazioni, fra questi la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, Linea di Confine, Imago Mundi-Praestigium Italia di Luciano Benetton, Museo Arte Gallarate. Fra le esposizioni quelle a Metronom di Modena, al Centre d’Art Nei Liicht in Lussemburgo, al Festival Europeo di Fotografia di Reggio Emilia, al Padiglione Toscana al Centro per l’Arte Luigi Pecci di Prato, al Fotomuseum di Winterthur e al SK Stiftung Kultur di Colonia. Ha pubblicato i libri “Echo” e “EarthHeart” con Damiani editore di Bologna. Per la casa editrice Verbavolant ha curato la collana Focus on Italy, libri a tiratura limitata di fotografie di Ghirri, Basilico, Barbieri e Cresci. Collabora con Bärbel Reinhard alla valorizzazione di progetti artistici sia inediti che d’archivio curando mostre e cataloghi come per Palazzo Fabroni a Pistoia, il Museo di antropologia di Roma, Danilo Montanari Editore di Ravenna e Reel Art Press di Londra.

 

INFO

Eurutopia
Fotografie di Luca Canonici
A cura di Bärbel Reinhard e Marco Signorini
Testo critico di Walter Guadagnini

Inaugurazione 4 maggio 2018 ore 18.30

RomaItaliaLab
Via dei Marsi 20 – Roma

Fino al 29 giugno 2018

RomaItaliaLab
redazione@romaitalialab.it
https://www.romaitalialab.it/

mag
17
gio
2018
MEDIA ART FESTIVAL @ MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
mag 17 – mag 19 all-day
MEDIA ART FESTIVAL @ MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo | Roma | Lazio | Italia

Torna al MAXXI l’appuntamento annuale con il Media Art Festival, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Mondo Digitaleper esplorare nuove forme d’arte, sempre più collaborative e interattive. Dal 17 al 19 maggio oltre 50 artisti di 10 paesi, dagli Stati Uniti alla Russia, espongono i propri lavori nella mostra “The Great Convergence: Natural and Artificial Intelligence” ospitata nello Spazio Extra MAXXI.

Giovedì 17 maggio, ore 11.30 press preview e incontro con gli artisti in mostra.

Interrogandosi sul rapporto tra creatività naturale e intelligenza artificiale gli artisti ci invitano a scoprire relazioni inaspettate e a riflettere sulle potenzialità della media artper comprendere le urgenze culturali e sociali e interpretare la complessità del nostro tempo. Chi siamo? Come saremo? Come diventeremo? Con installazioni, applicazioni robotiche, sound art e video art gli artisti coinvolgono il pubblico in una visione inedita del mondo, un’affascinate esperienza di conoscenza che può trasformarci in profondità, motivando nuovi comportamenti. Il Media Art Festival, giunto alla quarta edizione sotto la direzione di Valentino Catricalà, porta nella capitale lavori di artisti di rilevanza mondiale. Da “Inner Telescope di Eduardo Kac, l’opera realizzata nello spazio per la prima volta in Italia, agli esperimenti mentali di Gary Hille alla video art di Anna Frantse dei Vasulkas. In mostra anche artisti italiani, come Ra Di Martinoe Donato Piccolo. Tra gli ospiti anche direttrici e curatrici di istituzioni internazionali, come Donna Holford Lovell, Jaqueline Butler, Hege Tapio eSarah Cook, che conversano con il pubblico presso la RUFA – Rome University of Fine Artse l’Accademia di Belle Arti di Roma. Come nelle precedenti edizioni non mancano collaborazioni con prestigiosi festival europei, accademie, gallerie e aziende tecnologiche. Oggi la cultura è uno dei fattori produttivi che più alimentano la qualità e la competitività della nostra economia: in Italia per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori. Si rafforza quindi sempre più l’interesse delle grandi corporation per le nuove forme di produzione artistica. Grazie alla partnership con Epson, tre artisti italiani hanno lavorato con tecnologie innovative, come gli occhiali Moverio e i nuovi videoproiettori laser interattivi Epson, per realizzare installazioni immersive. In mostra anche le opere realizzate con le residenze d’artista del progetto European Light Expression Network – ENLIGHT,finanziato dalla Commissione europea per il programma Europa Creativa, e i lavori del contest Mix User Experience, promosso con il Palazzo delle Esposizionidi Roma. Tra le opere esposte nello Spazio Extra MAXXI sei sono realizzate attraverso laboratori di produzione collaborativa che hanno coinvolto 200 studenti di 8 scuole di Roma, Milano e Palermo. Tre scuole hanno partecipato al progetto creativo “Holomakers”, promosso nell’ambito del programma Erasmus+ della Commissione Europea, mentre il Liceo Virgilio di Roma ha partecipato alla realizzazione di un’opera immersiva per il progetto “Projecting the future”, realizzato in collaborazione con Epson. Il 17 maggio, nella Sala Carlo Scarpa del MAXXI, 100 studenti saranno i protagonisti di un originale Art Spatial Hackathon, promosso con l’Ambasciata USA a Roma. Sarà Eduardo Kac a lanciare ai giovani la sfida per la creazione di un’opera d’arte digitale dedicata allo spazio.

Il Media Art Festival 2018 è realizzato in collaborazione con MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Epson, Ambasciata americana in Italia, Accademia delle Belle Arti di Roma, Palazzo delle Esposizioni. Cultural Partner, RUFA – Rome University of Fine Arts. Media partner, Inside Art. Il Festival è in connessione con i programmi Europa Creativa (Commissione europea) ed Erasmus+.

Per conoscere gli artisti in mostra consultare il sito http://mediaartfestival.org.

 

Ufficio stampa

Fondazione Mondo Digitale, www.mondodigitale.org

Elisa Amorelli, tel. 06 42014109, cell. 338 3043021, e.amorelli@mondodigitale.org

Francesca Meini, tel. 06 42014109, f.meini@mondodigitale.org

lug
13
ven
2018
Kilowatt Festival: DIVERSI PERCHE’ UMANI @ Sansepolcro
lug 13 – lug 21 all-day
Kilowatt Festival: DIVERSI PERCHE' UMANI @ Sansepolcro | Sansepolcro | Toscana | Italia

La sedicesima edizione di Kilowatt Festival presenta, dal 13 al 21 luglio, un ricco programma di teatro, danza, musica, circo contemporaneo, incontri, che faranno di Sansepolcro, ente capofila del progetto europeo Be SpectACTive,un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale dal forte respiro internazionale. Tra i nomi più conosciuti al grande pubblico quelli di Virgilio Sieni, I Sacchi di Sabbia, Vinicio Marchioni, Menoventi, Claire Dowie, Daniel Hellmann, Eugenio Finardi, Omar Pedrini accanto a buona parte dell’eccellenza della scena teatrale, musicale e coreografica italiana e internazionale. Kilowatt Festival, promosso dall’associazione CapoTrave/Kilowatt, realizzato in collaborazione con il Comune di Sansepolcro (Ar), con il sostegnodel Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori,della Regione Toscana e di numerosi sponsor locali,è un festival che negli anni è diventato un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale, un luogo stabile di confronto e di sperimentazione a livello internazionale. Il programma della sedicesima edizione propone, dal 13 al 21 luglio, un cartellone composto da 50 spettacoli di teatro d’innovazione, danza  e circo contemporaneo fra cui 18 prime nazionali che si svolgeranno in dieci differenti luoghi di spettacolo, nonché una significativa quantità di eventi collaterali come incontri, collaborazioni. Notevole, come sempre, la presenza degli artisti stranieri provenienti quest’anno da Crozia, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna, Portogallo, Francia, Spagna, Repubblica Ceca, USA, Australia. Da sempre attento alla creazione di reti e alle collaborazioni con altri soggetti, anche quest’anno Kilowatt ospiterà spettacoli frutto di collaborazioni progettuali, come la collaborazione con In-Box, la più importante rete nazionale per la distribuzione della scena teatrale emergente, gli spettacoli del Network Anticorpi XL, prima rete nazionale indipendente per la promozione della danza d’autore,il progetto vincitore del bando Davanti al pubblico,in collaborazione con il Teatro Metastasio, FTS e Armunia. Da sottolineare, fra le collaborazioni attivate quest’anno, quella con la Cassa di Risparmio di Firenze nel progetto sviluppato con Sosta Palmizi per un laboratorio che attraverserà tutto il festival e arriverà ad un evento finale sabato 21 luglio  e l’avvio del dopofestival, curato dall’Associazione locale Mea Revolutionae, presso il giardino della Misericordia. Un programma ricco e variegato, che annovera, fra gli ospiti, Virgilio Sieni, Giorgio Rossi, Marco D’Agostin, I Sacchi di Sabbia, Vinicio Marchioni, Menoventi, Daniel Hellmann, Claire Dowie, Eugenio Finardi, Omar Pedrini e che riassume, nel titolo dell’edizione 2018, “Diversi perchè umani, la visione poetica del festival. “E’ un titolo che parla di umanità, di cui c’è molto bisogno in questo tempo cattivo e arrabbiato – afferma il direttore Luca Ricci – Crediamo che l’arte possa e debba interrogarci su ciò che ci rende umani, e se c’è una risposta per questa domanda, per noi è proprio la capacità di comprendere e provare empatia per ciò che è diverso.” Padrino del festival sarà quest’anno Virgilio Sieni. Già direttore della Biennale di Venezia Settore Danza, danzatore e coreografo tra i più rappresentativi nel panorama europeo, Sieni dirige a Firenze il Centro Nazionale di produzione sui linguaggi del corpo e della danza, ha creato spettacoli per le massime istituzioni musicali italiane e ha ricevuto numerosi premi della critica. A Sieni, nominato nel 2013 Chevalier de l’ordres des arts et des lettres dal ministro della cultura francese saranno dedicati incontri e iniziative di approfondimento sulla sua poetica, a partire da“Ballo 1450_Resurrezione”, evento in esclusiva che coinvolgerà i cittadini di Sansepolcroe che si svolgerà nella sala de La Resurrezione di Piero Della Francesca, all’interno del Museo Civico. A seguireSieni danzerà in “Solo Goldberg Improvisation”, autentico manifesto dell’arte coreografica del maestro, emblema delle sue ricerche sul corpo e sui linguaggi della danza e dell’arte, sempre protese a oltrepassare gli approdi formali e le codificazioni. Tre progetti speciali accompagneranno il festival coinvolgendo lo spettatore come partecipante attivo. Durerà per tutto il festival “Come va a pezzi il tempo”, di Progetto Demoni, compagnia nata dall’unione professionale e di vita di  Alessandra Croco, cresciuta nell’ambito di Teatro Koreja e di Alessandro Miele, attore con Marco Martinelli e fondatore della compagnia Menoventi. Per questa edizione del festival la compagnia ha ideato, in prima nazionale, un percorso per 4 spettatori per volta in una casa abbandonata da poco. Lo spettatore attraverserà le stanze e le vite di chi le ha abitate, portato dentro ciò che accade, senza barriere, testimone discreto dell’eco di un passato che rivive ancora una volta. Un piccolo evento da regalare alla cittadinanza come esperienza attiva di partecipazione per chi normalmente vive il teatro come spettatore sarà il laboratorio, con esito finale, Elevazioni, condotto da Giorgio Rossi. Danzatore, coreografo, formatore, Giorgio Rossi, cofondatore della compagnia Sosta Palmizi, ha creato le coreografie per il film Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam, per il riallestimento dello spettacolo Alice di Lindsay Kemp, ha partecipato alle riprese di alcune scene del film Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci e alla trasmissione televisiva Vieni via con me di Fabio Fazio su Rai 3. Evento in prima nazionale “Cosas que se olvidan facilmente” dello spagnolo Xavier Bobés, presentato con un enorme successo di pubblico al Festival Grec di Barcellona nel 2015 con repliche in oltre 750 luoghi, è uno spettacolo intimo, che si svolge intorno al tavolo di un salottino, dove si snoda unastoria affascinante che esplora memoria e identità. Anche quest’anno si confermano sia il fortunato esperimento della programmazione della spiaggia teatrale nella piazza principale della città (il biglietto è gratuito ma gli spettatori pagano il noleggio di una sdraio da mare), sia l’attività dei Visionari, 37 cittadini di Sansepolcro che hanno lavorato durante l’inverno per selezionare 9 spettacoli da inserire nella programmazione. E’ questa dei cittadini – spettatori attivi che scelgono alcuni spettacoli del festival la caratteristica più originale del progetto di Kilowatt e che è valsa numerosi riconoscimenti al progetto, primo fra tutti il Premio Ubu 2010.Negli ultimi anni l’idea degli spettatori attivi si è estesa ad altre otto città, coinvolgendo più di quattrocento partecipanti in Italia con la rete L’Italia dei Visionari, oltre ovviamente alla rete europea attivata con il progetto europeo “Be SpectACTive!”, finanziato all’interno del Programma Cultura “Creative Europe” dell’Unione Europea, di cui sono capofila il Comune di Sansepolcro e CapoTrave/Kilowatt. Nell’ambito di questo progetto saranno presentati gli spettacoli “Choreo Denf High Spirits”,del giovane collettivo croato Denf Collective e le prime nazionali “Biografia di un corpo” del coreografo e danzatore Davide Valrosso e “Mercinary – The Qatar project” dell’australiano Ahilan Ratnamohan. Aumenta lo spazio dato alla danza, in questa edizione del festival, a partire dalla scelta del padrino, Virgilio Sieni,dall’esito finale del laboratorio di Giorgio Rossi e dai tre spettacoli di Be SpectACTive! Messo in scena da Denf, giovane collettivocomposto da artiste croate di varie discipline,“Choreo Denf High Spirits” è lo studio di uno spettacolo di danza fatta di salti ed energia, per evidenziare i momenti che segnano un passaggio a diverse fasi della vita. Un nudo isolato che contiene la propria ombra in un percorso che scandisce l’essenza e narra tutte le biografie possibili. E’ questa la temativa di “Biografia di un corpo” di Davide Valrosso, giovane coreografo e danzatore già collaboratore di Virgilio Sieni, selezionato per la NID Platform 2017 e attualmente impegnato in un progetto di formazione per l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.“Mercinary – The Qatar project” dell’australiano Ahilan Ratnamohan, performer  – ex calciatore professionista – che si ispira alla commistione dello sport, del cinema e delle evoluzioni del linguaggio, esaminerà la situazione che circonda la forza lavoro migrante utilizzata per costruire gli stadi per i Mondiali di Calcio del Qatar 2022 e lo sfruttamento che ha luogo nel mondo per alimentare un gioco miliardario. Fra le collaborazioni di Kilowatt di particolare rilievo quella con il Network Anticorpi XL, prima rete nazionale indipendente che, da oltre dieci anni, rappresenta un esempio concreto e significativo di promozione della danza d’autore. In questa edizione gli spettacoli della rete presentati saranno“Kokoro”, di Luna Cenere, selezionato  da ‘Aerowaves 18′, una delle più importanti reti europee per la danza, composta da partner provenienti da 33 Paesi,e “Meru”, di Daria Menichetti, in prima nazionale, (selezione Visionari). Un programma di danza ricco e variegato per tematiche e linguaggi, a cui vanno aggiunti gli spettacoli di giovani artisti affermati come Manfredi Perego, vincitore del Premio Equilibrio nel 2014, con “Primitiva”, Marco D’Agostin e la portoghese Teresa Silva, in scena con“Avalanche”, Pietro Marullo con “Wreck – List of extinct species” -spettacolo selezionato da ‘Aerowaves 18′ -, la compagnia C&C, scelta dai Visionari, che presenterà“Beast Without Beauty”,spettacolo vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2017, per terminare con Francesco Marilungo e il suo originalissimo “Love Souvenir” e Francesco Capuano e Nicola Picardi con “Glitch – project”, energetico passo a due ambientato negli spazi cittadini di Sansepolcro, spettacolo vincitore di Danza Urbana XL 2018. Si replica anche quest’anno, dopo il fortunatissimo esperimento dello scorso anno, lo spazio riservato al circo contemporaneo sulla piazza principale della città, che porterà a Sansepolcro alcuni dei più noti artisti circensi a deliziare adulti e bambini, a partire dagli italiani Laden Classe, ai francesi Cie RasOTerrA, passando dagli italo – cechi Kolektiv Lapso Cirk fino ad arrivare a Veronique Ensemble con lo spettacolo vincitore del Premio Scintille e a Circo Zoè, una delle più note e acclamate compagnie di circo contemporaneo. Altrettanto ricca e diversificata la progammazione del teatro, che in questa edizione tocca molti temi e registri artistici. Si passa dallo spettacolo – concerto commovente ed emozionante, legato alla figura e alla poesia di Dino Campana, portato in scena dal celebre attore Vinicio Marchioni, al tema della genitorialità interpretato dall’inedita coppia di attori Federica Santoro,vincitrice del  premio Ubu nel 2012 e Michele Sinisi, premio della Critica 2016, dalla sconvolgente attualità della pièce “Prof”, scritta da Jean Pierre Dopagne e portata in scena da Alberto Giusta per il Teatro Libero di Palermo che prende in considerazione il rapporto tra insegnanti e studenti oggi, fino ad arrivare al tema della memoria in “Nameless”, diretto da Gabriele Benedetti. Carmelo Alù, in anteprima nazionale con l’allestimento di “Cani morti”, testo inedito di Jon Fosse è il regista vincitore del bando lanciato dal Teatro Metastasio di  Prato – Stabile della Toscana. Davanti al pubblico,il progetto del Teatro Metastasio, sostenuto in collaborazione con Armunia, Kilowatt e FTS e vincitore del bando Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura, offre al regista vincitore tre periodi di residenza artistica con il tutoraggio del regista Massimiliano Civica, il debutto nazionale a Prato e una successiva circuitazione toscana a cura della FTS. Sarà presentato in prima nazionale l’acclamatissimo spettacolo “Traumboy”, di Daniel Hellmann, in cui l’artista svizzero, con un passato da gigolò, racconterà, senza vergogna e con estrema onestà, la propria esperienza nel campo della prostituzione (spettacolo consigliato ai maggiori di 16 anni). Graditissimo ritorno quellodella pluripremiata compagnia I Sacchi di Sabbia, che da oltre vent’anni si distingue, nel panorama nazionale,  per la capacità di far incontrare tradizione popolare e ricerca culturale spingendosi di volta in volta nell’esplorazione di terreni creativi diversi. Il festival ospita la compagnia con uno spettacolo, “Ssshhh… i libri pop-up dei Sacchi di Sabbia” e una mostra.  Quattro spettacoli, in prima nazionale, saranno dedicati al femminile, da “Docile”, fiaba moderna di una donna mite e rassegnata ad opera di Menoventi, vincitori nel 2011 del premio Rete Critica e nel 2012 del premio Hystrio-Castel  dei Mondi e del premio Lo Straniero, ad“Api Regine – commedia fantascientifica sull’eliminazione del maschio”, commedia nera scritta da Magdalena Barile che indaga, attraverso i meccanismi del racconto di fantascienza fra humor e catastrofe, i rapporti di potere e le devianze di una società distopica femminista. Imperdibile When I Fall, If I Fall”di e con Claire Dowie, una delle figure più anticonformiste del teatro contemporaneo e fra le più acclamate della scena londinese odierna. Esplosiva, penetrante e leggera, la sua drammaturgia dà luogo a una sorta di manifesto impietoso e spassoso dove indagare il tema dell’identità sessuale. Dopo il grande successo dello scorso anno tornano a Sansepolcro le attrici di Qui e Ora, coadiuvate, quest’anno, dai Fratelli Dalla Via in“I will survive”, affresco corale contemporaneo, contaminato dall’epica dei miti antichi e da appunti sociologici. Toccano vari temi gli spettacoli scelti dai 37 Visionari, che spaziano dall’indagine sulla fede religiosa in  “HERETICO”, de Laviedelfool, al monologo / dialogo fra un nonno disperso in Russia e il nipote che non lo ha mai conosciuto in “Neve”, di Giuseppe Betto, dall’immaginaria Petronia de “Il desiderio segreto dei fossili”, della compagnia Maniaci D’Amore, spettacolovincitore de I teatri del Sacro 2017,all’alienante società sud coreana, dove la messa in scena della morte diventa parte dalla formazione in aziende come la Samsung, indagata dall’Associazione culturale Mitmacher in “Almost dead, 46 ore di felicità”.Spettacolo finalista In Box, la più importante rete nazionale per la distribuzione della scena teatrale emergente,“Nessuna pietà per l’arbitro” della compagnia MaMiMò, con ladrammaturgia di Emanuele Aldovrandi, ha vinto il Premio del pubblico al Festival di Resistenza 2017-Premio museo Cervi. Una famiglia che vive per il basket, in assenza di una visione condivisa di futuro da consegnare ai propri figli, si allea contro l’arbitro, rappresentante della legge. “Dove tutto è stato preso”, vincitore del bando di residenze CURA 2017 (Residenza Idra e Armunia), di Bartolini / Baronio, pone al centro del racconto la casa, vista come architettura esistenziale e rifugio a cui tornare per invocare un possibile futuro.Teatrodilina in“Il bambino dalle orecchie grandi”, affronta una delicata storia sull’amore, con la possibilità e la paura di essere una coppia e di diventare genitori. Diversi gli incontri e le presentazioni di libri ed eventi che arricchiranno ulteriormente il festival. Inserito nel programma dell’omaggio al padrino del festival, “La natura del gesto” è una conferenza sull’arte di Virgilio Sieni e sull’opera umana nel paesaggio naturale. Intervengono all’incontro, oltre allo stesso Virgilio, lo storico Mario Bencivenni, l’architetto Riccardo Blumer, il fondatore di Aboca Valentino Mercati, l’editore Maurizio Zanardi, lo storico Giancarlo Gaeta e i critici Andrea Porcheddu e Rodolfo Sacchettini. A seguire, proiezione de “Il giardino delle erbacce”,  mediometraggio scritto e diretto da Sieni. Lo Stato dell’Arteè il primo degli incontri pubblici organizzati nell’ambito del tavolo delle idee di C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea – che con questo progetto vuole lanciare un nuovo percorso di indagine e approfondimento, con lo scopo di far dialogare tra loro le voci più significative della creazione contemporanea italiana negli ambiti del teatro e della danza. I 4 artisti invitati a questo appuntamento sonoEnrico Castellani e Valeria Raimondi (Babilonia Teatri), Simona Bertozzi, Oscar De Summa, Marco Cavalcoli (Fanny & Alexander), con il curatore Umberto Angelini (Teatro Grande di Brescia, CRT di Milano). E’ organizzato da Kilowatt con le web-zine Stratagemmi e Altre Velocità, nell’ambito del progetto vincitore del bando Sillumina -  Copia privata per i giovani, per la cultura, il convegno “A porte aperte. Il processo creativo nel contesto delle residenze”. Marco Valerio Amico (Gruppo Nanou), Federico Bacci (Guilmi Art Project), Cecilia Bertoni e Michela Giovannelli (Tenuta dello Scompiglio), Fabio Biondi (Arboreto), Alessandra Crocco e Alessandro Miele (Progetto Demoni), Emmanuele Curti (Matera 2019), Stefano De Matteis (Università Roma Tre) Graziano Graziani (RadioTre), Andrea Nanni (CalenzanoTeatroFormazione), Alessandro Toppi (il Pickwck), Daniele Villa (Sotterraneo) e gli spettatori delle attività residenziali di Armunia (Benedetta Pratelli), CapoTrave/Kilowatt (Andrea Vezzini) e Spazio Zut Foligno (Cristina Bastianini) proveranno a far luce sui processi creativi come occasioni di relazione. Sono preziosi momenti di confronto gli incontri pubblici tra Visionari e compagnie, durante i quali il gruppo dei 37 Visionari  incontra le 9 compagnie selezionate, fra le 343 proposte pervenute. All’incontro, aperto a tutti gli interessati, partecipano anche i critici, i giornalisti, gli operatori presenti al festival. Ultimo incontro, quello in cuilo studioso e critico Piergiorgio Giacchè presenterà il libro “Volete il lavoro o volete Zico?” di Giuseppe Di Leva, drammaturgo, coautore con Carmelo Bene dell’adattamento dell’Adelchi, fondatore del corso di Drammaturgia della “Paolo Grassi” di Milano ed ex direttore artistico di Emilia Romagna Teatro, che in questa autobiografia racconta trent’anni di incontri con i protagonisti della vita culturale e politica. E’ affidato a Luca Garrò il programma musicale, centrato sulla musica rock d’autore italiana e internazionale, che si svolgerà alle ore 18 sotto il loggiato del Palazzo delle Laudi. Quattro appuntamenti con altrettanti protagonisti del panorama musicale internazionale, da Omar Pedrini, leader dei Timoria, alcantante e fondatore dei Quintorigo John De Leo, da Fernando Saunders, bassista di Jeff Beck, Jimmy Page, Eric Clapton, Tori Amos, Joan Baez e  Lou Reed, per terminare con Maurizio Solieri, sodale di Vasco Rossi,che ha incarnato per più di trent’anni la chitarra rock nel nostro Paese. Momento di punta della programmazione musicale il concerto di Eugenio Finardi, cantante e chitarrista, autore per la musica, arrangiatore e pianista, uno dei musicisti più apprezzati della scena rock e pop d’autore italiana dagli anni ’70 ai giorni nostri. Novità di quest’anno è l’avvio del dopo – festival, curato da Mea Revolutionae, associazione locale che  opera da anni nel panorama culturale valtiberino con proposte musicali che guardano a novità e sperimentazioni. Ambientato nel giardino del teatro alla Misericordia, il progetto di Mea Revolutionae propone una serie di eventi musicali raffinati e coivolgenti. Sarà visibile dal 14 al 20 luglio, dalle ore 15 alle ore 20, presso l’ex scuola Luca Pacioli, la mostra fotografica MORPHÈ, di Irene Vergni, giovane fotografa di Sansepolcro, il cui ambito di ricerca è l’analisi dello stato d’animo umano.

 Per il programma completo visionare il sito www.kilowattfestival.it

INFO PRESS: Elena Lamberti ufficio.stampa@kilowattfestival.it cell 3495655066

lug
27
ven
2018
Paesaggi Attivi @ Cataforìo
lug 27 – set 14 all-day
Paesaggi Attivi @ Cataforìo  | Cataforio | Calabria | Italia

L’associazione culturale reggina Catartica Care, che dal 2016 si occupa di arti contemporanee lavorando in stretta sinergia col territorio, torna quest’anno con una nuova serie di eventi – disseminati nel centro e nella provincia cittadina – incentrati su una riflessione ampia, trasversale e interdisciplinare sul valore e il concetto stesso di Paesaggio. Fulcro delle iniziative saranno le giornate dal 5 all’8 agosto che si svolgeranno come di consueto nel borgo di Cataforìo (RC), precedute da uno speciale incontro preliminare il 27 luglio tra la ricca biodiversità del Parco Botanico e Villa Comunale ‘Umberto I’ di Reggio Calabria, per poi proseguire a settembre presso l’Ipogeo di Piazza Italia e il Castello Aragonese e con altri appuntamenti fino ad una ‘chiusura dei lavori’ a dicembre 2018. Inteso come “il complesso di elementi caratteristici di una zona determinata” oppure “porzione di territorio considerata con un senso affettivo cui può associarsi anche un’esigenza di ordine artistico ed estetico”, il paesaggio stimola una serie di meditazioni, spunti e punti di osservazione, che coinvolgono i suoi aspetti sia ambientali che culturali ed estetici, sociali e geopolitici. Forse in questo momento storico più che mai risulta evidente una forte necessità di riflettere sui paesaggi (culturali, fisici, virtuali) che abitiamo. Paesaggi che vogliamo Attivi. Paesaggi Attivi è il titolo che convoglierà una serie di iniziative culturali e artistiche legate ai linguaggi contemporanei: mostre, installazioni site specific, progetti di arte partecipativa, produzioni creative grafiche ed editoriali, incontri e laboratori collettivi, talk tematici, proiezioni cinematografiche e concerti. Per questa edizione gli eventi si svilupperanno oltre che nel borgo di Cataforìo – luogo natale e base operativa di Catartica – anche nel centro cittadino con incursioni-lampo in alcuni dei più importanti e significativi beni culturali e ambientali della città di Reggio Calabria: la Villa Comunale e Parco Botanico ‘Umberto I’, l’Ipogeo di piazza Italia e il Castello Aragonese. Con il progetto Paesaggi Attivi, Catartica Care intende affrontare il suo focus sul paesaggio, con uno sguardo che va da uno specifico contesto territoriale di appartenenza ad un’apertura oltre i suoi confini fisici e/o culturali, per riscoprirlo di fatto fertile, meticcio, vitale.

L’evento è inserito tra le attività programmate dall’amministrazione comunale di Reggio Calabria nell’ambito del cartellone dell’Estate Reggina 2018.

*GLI EVENTI DA LUGLIO A SETTEMBRE:
27 luglio, Villa Comunale e Parco Botanico ‘Umberto I’ (RC): ‘Biodiversità in città. Anteprima Paesaggi Attivi’ con Salvatore Borruto (architetto del paesaggio), è una passeggiata collettiva aperta a tutti – cittadini, turisti, curiosi e appassionati, senza limiti di età – e vuole essere un invito e un’occasione per riscoprire la preziosa varietà del patrimonio botanico del parco con specie provenienti da tutto il mondo, modello di sincretismo di culture e specchio di un territorio, come quello mediterraneo, ricco di mescolanze.
5/8 agosto, Cataforìo: Mostra personale di Roberto Giriolo, ‘Diario di un Vecchio’ dal progetto ‘La Deriva dei Continenti’. / Esposizione audio-visiva ‘Le vacche sono anime del purgatorio’ dell’etnomusicologo Valentino Santagati e del fotografo Carlo Mangiola. / Omaggio dedicato al progetto di arte partecipativa ‘A Blue Love Connection’ ideato dalla curatrice Elena Forin: il progetto nasce dalla tragica scomparsa del cugino venticinquenne Luca Russo, tra le vittime dell’attentato terroristico di Barcellona dell’agosto 2017. È dedicato a Luca e a tutte le vittime dell’odio, basandosi sul valore fondamentale della pace, contro qualsiasi tipo di violenza verso le persone, le culture e il paesaggio. L’azione universalmente proposta da ‘A Blue Love Connection’ è quella di piantare qualsiasi tipo di fiore di colore blu, il colore degli occhi di Luca. A Cataforìo, Catartica vuole farsi promotrice del progetto e donare il suo contributo piantando e dedicando un’aiuola di fiori blu alla comunità e a Luca Russo.
6 agosto, Cataforìo: Presentazione di ‘Squisito: non erbario visionario’, una produzione visiva a cura della graphic designer Martina Mauro realizzata in seguito a una ricerca delle erbe spontanee, eduli e non, tipiche della Vallata del Sant’Agata. Il progetto sarà raccontato dall’autrice con il contributo delle signore di Cataforìo che hanno partecipato attivamente alle ricerche sulle erbe del territorio. / Tavola rotonda con l’etnomusicologo Valentino Santagati sul progetto ‘Le vacche sono anime del purgatorio’, in mostra nel borgo di Cataforìo e condiviso con il fotografo Carlo Mangiola.
7 agosto, Cataforìo: Tavola rotonda sulla fotografia di paesaggio con Alessandro Mallamaci ed Elena Trunfio, soci fondatori dell’associazione e centro di formazione fotografica Il Cerchio dell’immagine, con la presentazione in anteprima delle prime due tappe del progetto di ricerca visuale ‘Racconti dallo Stretto’, focalizzatesi nello specifico sull’area grecanica e la Vallata del Sant’Agata. / Spettacolo musicale di Davide Ambrogio dal titolo ‘Evocazioni e Invocazioni’ in cui chitarra, lire, fiati e percussioni sono messi a disposizione della voce contribuendo a creare un ambiente sonoro dove riemerge la forza evocativa e invocativa del canto. / Degustazione gratuita di birra artigianale locale a cura di Birrificio Reggino.
8 agosto, Cataforìo: Tavola rotonda per un dialogo e scambio di vedute insieme a una giovane ma già importante realtà operante nel settore culturale in Calabria, con uno sguardo rivolto allo studio e alla rivalutazione e rigenerazione di un paesaggio periferico, tra progetti editoriali e azioni collettive: A Di Città (Rosarno – RC) con Angelo Carchidi. / Reading di poesie e proiezione del film Le Corbusier in Calabria “una suite visiva per otto suite musicali” (2009) di Fabio Badolato e Jonny Costantino. L’incontro, a cura di Michele Tarzia, è titolato Il paesaggio immaginato: una visione introspettiva del paesaggio dell’anima, osservato e letto attraverso i sentimenti della natura e delle sue evocazioni. È il paesaggio che viviamo, che indaghiamo, che cerchiamo di cambiare. Attraverso la poesia e il cinema il nostro punto d’osservazione cambia e con esso anche il nostro modo di vivere, di vedere e percepire delle emozioni.

10/14 settembre, Ipogeo di piazza Italia e Castello Aragonese (RC): Installazioni sonore e interattive del compositore e sound artist cosentino Costantino Rizzuti. Un’installazione instaurerà un dialogo con le antiche mura dell’Ipogeo di piazza Italia, paesaggio sotterraneo fuori dal tempo ma indissolubilmente nella storia urbanistica e culturale cittadina con le sue radici magno-greche; l’altra, sul terrazzo della torre cilindrica del Castello Aragonese – monumento emblematico delle varie dominazioni storiche intercorse nella città di Reggio e delle modifiche strutturali operate sia dai fenomeni naturali che dai successivi progetti urbanistici – dialogherà con la città dall’alto, con un paesaggio fatto anche di cielo, di mare e di vento.

*Per luoghi e orari consultare il programma completo sui canali social di Catartica Care
**Le successive iniziative saranno comunicate in itinere > stay tuned!

Info:
+39 3495347650 // +39 3298981591
info.catartica@gmail.com
www.facebook.com/catarticacare
www.infocatartica.tumblr.com

ago
24
ven
2018
SEMINARIA SOGNINTERRA FESTIVAL D’ARTE AMBIENTALE V EDIZIONE @ Maranola di Formia (LT)
ago 24 @ 20:00 – ago 26 @ 23:45

Il 24, 25 e 26 agosto 2018 torna nel borgo medievale di Maranola (Formia) il Festival Biennale di arte ambientale Seminaria Sogninterra per la quinta edizione. I vicoli, i giardini, le torri del paesino affacciato sul golfo di Gaeta, saranno nuovamente dimora di un gruppo di artisti invitati a dialogare con il paese e i suoi abitanti attraverso progetti artistici inediti e site-specific. Interventi artistici visivi, sonori, performativi e relazionali diventeranno “ambientali”, per un’arte “a dimensione d’uomo”, che entra nella vita delle persone come un’occasione di incontro. A caratterizzare la quinta edizione del Festival sarà l’esigenza di riflettere sulla condivisione dell’esperienza artistica che diventa pratica di comunità, come volontà di ripensare il territorio, dargli riconoscibilità e trasformare la tradizione in rigenerazione. L’attenzione verso l’idea di comunità si rispecchia nel tema scelto quest’anno per il percorso espositivo: la memoria dell’acqua. Nel territorio sudpontino, che nel 2017 ha battuto il record italiano di perdite idriche dall’acquedotto pubblico, pari all’80%, lasciando 100.000 persone senza acqua per diversi mesi, parlare dell’acqua è un’esigenza pratica, sociale, politica e simbolica. Dallo stato di calamità naturale annunciato l’anno scorso, sono emerse domande a cui non abbiamo dato una risposta. Seminaria ha deciso, così, di interrogare l’acqua, come essere vivo e dinamico, con la sua presunta proprietà di mantenere un “ricordo” delle sostanze con cui è venuta in contatto. Se l’acqua ha una memoria, a Maranola saprà raccontarci dell’antica raccolta delle acque piovane nelle tante cisterne del paese, o di quando fontane e lavatoi erano punti di aggregazione intorno al bene comune, cui si lega il destino individuale e collettivo attraverso responsabilità storiche e ambientali. Tutto scorre. Scorrono i dividendi delle aziende che gestiscono privatamente l’acqua di tutto il mondo; scorrono le nostre vite in flussi di dati, visioni, immagini, paesaggi liquidi e dinamici nel loro breve durare; scorrono i flussi migratori appesi a un rivolo di speranze; inesorabile scorre il tempo del cambiamento climatico. Su questo ampio tema, a cura di Isabella Indolfi, rifletteranno gli artisti Bernardo Vercelli dei Quiet Ensemble, Davide Dormino e Anna Frants, che tornano per la seconda volta a Maranola per approfondire il loro rapporto con il paese e fare da apripista ai nuovi artisti, tra cui Elena Gubanova, Ivan Govorkov, Licia Galizia, Luciano Sozio, Bifido, Claudia Colella, Alexey Grachev, Sergey Komarov e i compositori Michelangelo Lupone e Laura Bianchini. Ad insistere sull’aspetto partecipativo di Seminaria, ci saranno due progetti che prendono forma attraverso chiamate pubbliche: “Inside Out project” è un’azione collettiva inserita nel progetto globale di JR, vincitore del 2011 TED Prize, invita gli abitanti di Maranola a condividere le loro storie e immagini con altre comunità di tutto il mondo; infine, “Architetture Precarie” realizzerà un laboratorio formativo di autocostruzione, rivolto a un gruppo di architetti e appassionati, per la creazione di una scultura luminosa in bambù. A rafforzare il legame tra il festival e la comunità maranolese si aggiungerà una riflessione che, avviata al termine dell’ultima edizione, ha portato Seminaria Sogninterra a sentire l’urgenza di tradurre in termini più direttamente pedagogici l’operato dell’artista, facendo così sorgere alcune domande: cosa resta agli abitanti di Maranola dopo quattro edizioni del Festival, oltre sessanta artisti e altrettante opere d’arte? può l’arte aiutare a riscrivere la storia passata e divenire, allo stesso tempo, mezzo di espressione di una piccola comunità nella società contemporaneA?Partendo da queste e altre riflessioni è nato, da un’idea di Marianna Fazzi, il progetto LEDIFICIO, realizzato dal collettivo curatoriale ALAgroup e dall’artista John Cascone, che insieme hanno lavorato con la comunità di Maranola coinvolgendola fin dalle prime fasi del processo creativo. LEDIFICIO, oggi Centro di documentazione e studi sulla cultura aurunca A. De Santis – Parco Regionale dei Monti Aurunci, è una ex scuola posta nella parte più alta del borgo medievale di Maranola. Fu il luogo in cui avvenne la formazione degli abitanti del posto costruendo le basi per un nuovo futuro. In questo contesto, fortemente votato al recupero della tradizione locale, verrà realizzato Ledifico Infinito un opera in tre movimenti o giornate – Rievocare il futuro / Trasmettere / L’impossibile. Ledificio infinito verrà vissuto dagli abitanti di Maranola e dal pubblico di Seminaria come un cantiere informe, animato da lezioni, laboratori, performance in cui, facendo emergere alcune narrazioni provenienti sia dal passato come dal futuro, si cercherà, attraverso delle pratiche di riscrittura collettiva del reale, di dar forma ad altre possibili, infinite e inattese realtà. Altri eventi paralleli al festival, come simposi, performance e concerti, saranno annunciati a breve. Un particolare risalto quest’anno è dato a quelle forme di arte che utilizzano le nuove tecnologie, implementate grazie alla collaborazione con il Cyland Media Art Lab di San Pietroburgo, il Centro Ricerche Musicali di Roma e Coesum (azienda italiana specializzata nel product design e prototyping per l’industria manifatturiera). A rafforzare il legame di Seminaria Sogninterra con le energie positive del territorio, c’è la collaborazione con il Woodpark di Itri, il Festival Esperimenti di Gaeta, il Collettivo Bertolt Brecht e Radio Monte Altino di Formia. Tante altre le realtà affini che aderiscono al network nazionale e internazionale, dal parco di land art Nikola Lenivets (Russia), al MoTA Museum, alle italiane Blooming Festival e Liminaria. Fondamentale, anche quest’anno, il sostegno di UnipolSai di Michele Gradone da sempre attento allo sviluppo etico e sostenibile del territorio che si somma all’importante contributo tecnico di Sound&Light.

Con il patrocinio di Comune Formia, Parco Monti Aurunci, Parco Riviera D’Ulisse, Romaeuropa Festival.

L’Associazione Culturale Seminaria Sogninterra nasce a Maranola (Formia) nel 2011 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea come punto di radicamento nel territorio, per contribuire a rinnovarne le energie positive di creatività e condivisione e per cercare nuove forme di partecipazione e coinvolgimento del pubblico.

 

INFO:

24/25/26 Agosto dalle 20:00 alle 00:00

Piazza Antonio Ricca, Maranola di Formia (LT)

ingresso libero

info@seminariasogninterra.it

www.seminariasogninterra.it

 

set
6
gio
2018
APULIA LAND ART FESTIVAL VI edizione @ Casa Rossa di Alberobello (BA)
set 6 @ 12:45 – 13:45
APULIA LAND ART FESTIVAL VI edizione @ Casa Rossa di Alberobello (BA)  | Alberobello | Puglia | Italia

Inaugura il 7 settembre 2018 ad Alberobello la VI edizione di Apulia Land Art Festival. In residenza dal 29 agosto al 9 settembre, gli artisti selezionati avranno l’occasione di poter vivere e portare avanti la propria ricerca artistica in uno dei luoghi simbolo della Puglia, negli antichissimi trulli e per le bianche vie di Alberobello. Profondamente suggestionati dall’appassionante storia della Casa Rossa di Alberobello, location prescelta dall’Organizzazione per questa edizione dell’Apulia Land Art Festival, gli artisti che hanno risposto al bando – dalla Russia al Giappone, dal Cile all’Australia – hanno sentito e fatto proprio un luogo mai visto. L’alta qualità estetica e concettuale delle proposte progettuali giunte ha spinto la Commissione a selezionare 11 progetti anzichè 10 come specificato dal bando. Gli artisti in residenza che parteciperanno quest’anno, sia singolarmente che in coppia, con la curatela di Carmelo Cipriani, giornalista, critico d’arte e curatore indipendente, sono: Massimo Ruiu – Gianfranco Basso – Giovanni Gaggia – Aldo Del Bono – Raffaele Vitto – Lu.Pa (duo) – Francesco Di Tillo – Aischa Gianna Müller – Gabriel Holzapfel Mancini – Ciro Amos Ferrero – Benny Mangone. I progetti selezionati si sono distinti per originalità e sostenibilità, riflettendo con coerenza le ricerche dei rispettivi autori – nonchè il tema,“2100 metri quadrati di memoria. Storie e percorsi della Casa Rossa”- e spaziando dai più canonici interventi di Land Art, realizzati con materiali naturali rigorosamente desunti dal luogo, a più articolate pratiche performative e relazionali, talvolta con ragionate incursioni nel mondo dei social network. Il Premio d’Arte per questa sezione sarà patrocinato dal programma di residenza d’artista del Condominio-Museo VIADELLAFUCINA16, Torino. L’artista (o il duo) vincitore avrà la possibilità di trascorrere fino a 10 giorni nel 2019 presso la struttura per produrre un’opera che entrerà a far parte della collezione museale del condominio-museo e resterà esposta negli spazi comuni. La sezione di Installazioni Ambientali dal titolo “Doppio Contrasto”, a cura di Giuseppe Capparelli, vede invece la partecipazione di: Alberto Timossi – Vera Belikova – Francesco Petrone – Sarah Johnston Pietro De Scisciolo – Jolanda Spagno. Il tema del doppio prende le mosse dall’esigenza di dichiarare ciò che non si manifesta in maniera palese, ma che è insito nella complessità della personalità umana. Il contrasto che ne scaturisce spaventa e disarma. Le opere di questa sezione sono rappresentative di questa dicotomia fra ciò che è e ciò che sembra; e si mostrano agli occhi dei riguardanti nella fascinazione di una solidità immaginata e di una fragilità effettiva. Le installazioni ambientali saranno collocate all’interno del tessuto cittadino di Alberobello e potranno essere liberamente fruite dal pubblico per mezzo di una mappa esplicativa. La Sezione “Progetto Speciale”, a cui prende parte un solo artista invitato dalla Direzione Artistica, vede la curatela d’eccezione di Fabio De Chirico. Nell’ambito del festival ci sarà infatti un omaggio speciale ad un artista storico del Gruppo Uno, Pasquale Santoro detto Ninì: l’artista realizzerà una grande installazione site specific per lo spazio esterno della Casa Rossa, mentre all’interno sarà possibile ripercorrere la sua carriera attraverso le opere grafiche e le sculture realizzate negli ultimi quarant’anni. Per questa VI edizione l’Organizzazione ha deciso infine l’inserimento di un’ulteriore Sezione dal titolo “Dialoghi”. Gli artisti invitati produrranno progetti artistici commissionati direttamente da aziende e privati nell’ottica di uno sviluppo collettivo ecosostenibile e con l’obiettivo di collaborazione proficua fra pubblico e privato. Per le prossime edizioni la Sezione Dialoghi sarà oggetto di un bando artistico rivolto esclusivamente a critici e curatori d’arte. Quest’anno gli artisti invitati , con la curatela di Apulia Land Art Festival, sono: Nicola Rotiroti e Piotr Hanzelewicz (duo). Il festival vedrà inoltre la partecipazione di Cosimo Epicoco come artista testimonial della prima edizione dell’Apulia.

Apulia Land Art Festival è un progetto culturale ed artistico accolto e inserito all’interno delle celebrazioni per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 – “Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro”, #EuropeForCulture.

7/8/9 settembre 2018  | Casa Rossa di Alberobello (BA)

Apulia Land Art Festival
Martina Glover – Vice Director, press & PR
press@apulialandartfestival.it 327.2354862
www.apulialandartfestival.it

Melasecca PressOffice
Roberta Melasecca
roberta.melasecca@gmail.com 349.4945612
www.melaseccapressoffice.it

set
14
ven
2018
Gianfranco Baruchello. Doux comme saveur (A partire dal dolce) @ MATA – Ex Manifattura Tabacchi | Modena
set 14 @ 11:00 – set 16 @ 12:00
Gianfranco Baruchello. Doux comme saveur (A partire dal dolce) @ MATA – Ex Manifattura Tabacchi | Modena | Modena | Emilia-Romagna | Italia

FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE è lieta di presentare Doux comme saveur (A partire dal dolce), una videoinstallazione di Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924) esposta al pubblico dal 14 al 16 settembre 2018, in concomitanza con il festivalfilosofia, realizzata in collaborazione con il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e la Fondazione Baruchello, Roma. I video che compongono l’installazione, proiettati negli spazi del MATA – Ex Manifattura Tabacchi per la prima volta dopo il recente restauro delle pellicole originali, sono parte di un progetto dell’artista sul sapore dolce, con interviste a filosofi, critici, poeti e artisti della cultura francese. Sabato 15 settembre alle ore 18.30 l’artista Gianfranco Baruchello incontrerà il pubblico e discuterà il progetto con Carla Subrizi (Presidente della Fondazione Baruchello, Roma, e Professore Associato di Storia dell’arte contemporanea presso la Sapienza Università di Roma) e Gianfranco Maraniello (Direttore Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto). Nel 1978 Baruchello concepisce un progetto che prevedeva la realizzazione di un libro in copia unica e un film di interviste sul tema del sapore dolce. Il libro-oggetto prende forma attraverso la raccolta, in fotocopia, da parte dell’artista, di disegni, ritagli di riviste e giornali, appunti: circa 150 pagine, rilegate con una copertina in cartone spesso. Un anno dopo, a Parigi, il libro costituisce il punto di partenza per una lunga serie di interviste. Le conversazioni condotte dallo stesso Baruchello, prendono avvio da riflessioni sul dolce e sulla dolcezza: dal latte materno alle favole (la casa di marzapane di Hänsel e Gretel), dal ricordo del sapore dolce al mito, tra simbolo e realtà, cultura, antropologia e società. Gli intervistati erano sia operai, immigrati e pasticceri, sia importanti esponenti del mondo della cultura tra cui filosofi, scrittori e psicoanalisti del calibro di Jean-François Lyotard, Félix Guattari, David Cooper, Pierre Klossowski, Alain Jouffroy, Paul Virilio, Gilbert Lascault e Noëlle Châtelet. Mentre i primi furono ripresi in esterni o all’interno del proprio posto di lavoro, i secondi erano intervistati nelle loro case o nei loro studi. Le interviste, partite dunque da temi legati al cibo, arrivarono ben presto a concentrarsi su questioni filosofiche intorno alla maternità, alla morte, soprattutto animale e destinate al cibo, all’erotismo e alla memoria. Il carattere informale delle interviste costruisce l’ambientazione del film: tutto è improvvisato, amichevole, senza allestimenti tecnici di registrazione, con talvolta rumori di fondo. Per le riprese Baruchello si avvalse della collaborazione del cineasta sperimentale Alberto Grifi.

Gianfranco Baruchello nasce a Livorno nel 1924. La sua prima formazione avviene tra Roma, Parigi, New York. Sin dall’inizio tutti i linguaggi, pittura, scrittura, happening, oggetto, performance, cinema, fanno parte di una ricerca che lui stesso definisce “in solitario”, ostile alle mode e alle strategie del mercato. Tra le mostre personali recenti, quelle al Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto a cura di Gianfranco Maraniello (2018), Villa Arson di Nizza a cura di Nicolas Bourriaud (2018), Raven Row di Londra a cura di Luca Cerizza (2017), Triennale di Milano a cura di Alessandro Rabottini (2015), ZKM/Zentrum für Kunst und Medien di Karlsruhe a cura di Andreas Beitin e Peter Weibel (2014-2015), Deichtorhallen di Amburgo a cura di Dirk Luckow (2014), Palais des Beaux-Arts di Parigi a cura di Nicolas Bourriaud (2013), Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma a cura di Achille Bonito Oliva in collaborazione con Carla Subrizi (2011). Ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia (l’ultima nel 2013) e a documenta di Kassel nel 1977 e nel 2012. Tra le mostre personali recenti più significative ospitate in gallerie private quelle presso Massimo De Carlo (Milano, 2017; Hong Kong, 2017; Londra, 2015) e Galleria Greta Meert (Bruxelles, 2009).

La Fondazione Baruchello nasce nel 1998 per volontà di Gianfranco Baruchello e Carla Subrizi nella ex casa-studio dell’artista a Roma. È il risultato della donazione costituita da circa cinquecento opere che l’artista ha posto alla base di un’impresa culturale destinata al sostegno e alla sperimentazione dell’arte contemporanea. Alla prima sede, in Via di Santa Cornelia, che comprende una biblioteca aperta al pubblico composta da oltre quarantamila volumi oltre agli archivi dell’artista e altri fondi storici, nel 2016 si è aggiunta una seconda sede nel cuore di Roma, in via del Vascello, utilizzata prevalentemente come spazio espositivo e sede di seminari, incontri e presentazioni al pubblico.

Informazioni generali

Mostra Gianfranco Baruchello. Doux comme saveur (A partire dal dolce)

Sede MATA – Ex Manifattura Tabacchi
Via della Manifattura dei Tabacchi, 83
Modena

Periodo 14-16 settembre 2018

Conversazione con l’artista sabato 15 settembre 2018, ore 18.30

Orari
Venerdì 14 settembre, ore 9-23
Sabato 15 settembre, ore 9-24
Domenica 16 settembre, ore 9-21

Ingresso libero

In occasione di festivalfilosofia

In collaborazione con
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Fondazione Baruchello, Roma

Informazioni
Tel. +39 059 4270657
www.fondazionefotografia.org

Ufficio stampa
Irene Guzman | T. +39 349 1250956 | Email i.guzman@fmav.org

Immagine: Gianfranco Baruchello, Doux comme saveur (A partire dal dolce), 1978, Memorex MRX 716 e Sony Video tape HD, b/n, con suono. Durata: 22 ore. Courtesy Fondazione Baruchello, Roma