Eventi

Se desideri promuovere uno o più eventi nel nostro sito clicca qui e inserisci le informazioni necessarie.

apr
14
sab
2018
Outdoor 2018 @ Mattatoio Testaccio
apr 14 – mag 12 all-day
Outdoor 2018 @ Mattatoio Testaccio | Roma | Lazio | Italia

Ritorna dal 14 aprile al 12 maggio 2018 negli spazi del Mattatoio, Outdoor, il più grande Festival in Italia dedicato alla cultura metropolitana. La manifestazione, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, è ideata e diretta dall’agenzia creativa Nufactory, con il patrocinio della Regione Lazio. Quest’anno il tema centrale della manifestazione è “Heritage”. Nell’anno europeo dedicato al patrimonio culturale, Outdoor, attraverso le discipline artistiche, indaga il tema ponendo degli interrogativi a quanti visiteranno la manifestazione: Cosa rappresenta il patrimonio oggi? Quali culture sono oggi considerate come patrimonio nella nostra società? Quale patrimonio stiamo costruendo e quale trasmetteremo alle future generazioni? La cultura popolare di oggi, tra influenze internazionali, mass media e social network, sarà al centro di un’indagine che metterà in risalto il singolo e le proprie scelte. Per questo Outdoor propone un’offerta eterogenea che si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Televisione, alle quali si aggiungono le aree dedicate alle conferenze e al mercato dei makers contemporanei.

ARTE
Il padiglione arte, a cura di Antonella Di Lullo e Christian Omodeo, si sviluppa in un percorso coinvolgente, interattivo e ludico: il collettivo di architetti Orizzontale ha realizzato un Grande Labirinto che pone lo spettatore al centro della mostra, con la possibilità di scegliere la propria esperienza tra 4 percorsi che rappresentano diverse modalità di rapportarsi al patrimonio.
Il primo percorso, Disobedience, riunisce artisti di diverse generazioni che, dal 1968 fino ad oggi, introducono degli elementi di discontinuità nel racconto storico. La crew di writers tedeschi Berlin Kidz vive i graffiti come uno sport estremo e ha trasformato negli ultimi anni lo skyline berlinese con un alfabeto ispirato ai pixaçao brasiliani e all’alfabeto runico; Biancoshock, artista italiano, crea delle installazioni urbane che con ironia invitano i passanti a riflettere sui problemi della nostra società; Paolo Buggiani a partire dagli anni ‘70 basa la sua ricerca sul rapporto tra tempo oggettivo e soggettivo, incrociando nel suo percorso di ricerca artisti come Keith Haring, Richard Hambleton e Ken Hiratsuka; Mathieu Tremblin, artista francese, riadatta lo spirito dei Situazionisti al mondo contemporaneo attraverso delle installazioni urbane che sono diventate virali su internet; Wasted Rita, artista portoghese, conosciuta per i suoi disegni satirici e le sue installazioni che offrono un punto d’osservazione privilegiato sulla società contemporanea, sull’invasività dei nuovi media e sul ruolo delle donne, è anche nota per aver partecipato al progetto realizzato da Banksy Dismaland. I richiami del passato sono alla base della seconda sezione Total Recall, che mette in scena una riappropriazione nostalgica e ironica del patrimonio. Tony Cheung, illustratore cinese, pone al centro delle sue opere le forti contraddizioni tra l’antica cultura e la moderna società del suo paese; Leonardo Crudi, artista romano, con i suoi poster disseminati per le strade della città, ispirati alle principali avanguardie storiche, crea un corto circuito visivo tra estetica del passato e contemporaneità; Madame, un’icona della Street Art parigina dell’ultimo decennio, nei suoi collages urbani inserisce forti richiami alla grafica e alle scenografie teatrali dell’800 e inizio ‘900; Sam 3 internazionalmente riconosciuto per le sue grandi figure nere antropomorfe che appaiono sui muri delle principali città, si è recentemente cimentato nelle sperimentazioni video in stop motion; il canadese Scorpion Dagger, ha fatto delle Gif animate il suo territorio privilegiato di sperimentazione, prelevando personaggi dai grandi dipinti del Rinascimento nordico; Rub Kandy (Mimmo Rubino) artista difficile da collocare in un ambito artistico specifico e grande osservatore del contesto urbano, lo decostruisce attraverso immagini dal forte impatto visivo. Con il terzo percorso Speedlight, si sperimenta un nuovo sistema rispetto a questo continuo rivolgersi al passato. Un movimento istantaneo per tornare al futuro. Kid Acne, street artist inglese, fa delle parole l’oggetto principale della sua arte, come la scritta Paint over the cracks realizzata in occasione di Outdoor 2011; Motorefisico, progetto artistico degli architetti e designer romani Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo che attraverso rigorose linee simmetriche disegnano e reinventano lo spazio circostante; i Quiet Ensemble sperimentano la contaminazione dell’elemento naturale con la tecnologia in precario equilibrio tra casualità e controllo; Uno, artista romano conosciuto per aver portato il volto del bambino della Kinder per le strade di diverse città, pone al centro della sua ricerca la ripetizione e la manipolazione della carta.
Il quarto percorso, Retromania, indaga quei meccanismi che restituiscono un’aura agli oggetti industriali destinati alle masse, per includerli in un racconto storico normalmente riservato alle produzioni uniche ed irripetibili rivolte alle élites. Ricky Powell, uno dei grandi nomi della street photography, da quasi quarant’anni documenta con il suo obiettivo la scena artistica e musicale underground newyorkese e, con essa, l’evoluzione dei codici della street fashion; I Love Tokyo, la collezione di sneakers di Fabrizio Efrati, fondatore di Market Kickit, riunisce scarpe da ginnastica prodotte a partire dagli anni ‘80 e testimonia la comparsa di un mercato internazionale di sneakers destinato ai collezionisti di streetwear. In partnership con Google Arts and Culture – già partner di Outdoor Project, il tour che esplora tramite la realtà virtuale le opere delle passate edizioni del festival – viene presentato Stories, in esclusiva per il pubblico di Outdoor, un progetto di digitalizzazione del patrimonio immateriale ed orale di Roma, sviluppato dallo studio The Fake Factory specializzato in progetti di videoarte. Un’indagine sull’identità culturale e collettiva di alcuni quartieri periferici della città per restituirli al pubblico contemporaneo e futuro. Video a 360° guidano lo spettatore in un percorso emotivo nei luoghi della città, arricchito dal contributo di diversi artisti che ne narrano la storia e la quotidianità, come Amir Issa, rapper e writer romano. Il tutto arricchito dal racconto fotografico a cura di Rub Kandy, Niccolò Beretta, Guido Gazzilli e a.DNA collective. Anche quest’anno l’Istituto Europeo di Design è content partner di Outdoor con un progetto interdisciplinare che coinvolge studenti e docenti di IED Roma tra conferenze, installazioni e azioni di storytelling sui social media di Outdoor. Nel Padiglione Arte viene presentata Map Of Null: un’installazione audiovisiva sviluppata da Franz Rosati, Docente e Digital Artist, e dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Roma dove emozioni, pensieri e sensazioni diventano il DNA di un paesaggio virtuale solo apparentemente disabitato. In programma anche un intervento artistico collettivo realizzato in collaborazione con lo storico negozio Graff dream e powered by APA. Un momento ludico ed educativo teso a sensibilizzare il tema della legalità nel mondo del writing e dell’arte urbana. Express yourself è un progetto performativo di tutti e per tutti, una grande jam session in cui è il pubblico ad esprimersi lasciando il proprio segno attraverso messaggi, firme e disegni.

MUSICA
La musica è la nuova protagonista della programmazione del festival che ospita quest’anno una line-up ispirata alle tendenze e sonorità che hanno segnato le ultime generazioni: dalla techno alla house, dalla disco all’hip hop e alla trap. All’interno del Mattatoio viene allestito un temporary club dove musica e visual si fondono insieme per offrire al pubblico un’esperienza live unica.  Ad animare i 5 sabati, a partire dal 14 aprile, ci pensano gli headliner del Festival. Quest’anno sarà il ritorno in Italia, dopo 8 anni, del duo berlinese patrimonio della musica elettronica europea, i Booka Shade. In programma il 21 aprile la Female Night, una serata tutta al femminile. Si alternano in consolle le dj e producer Anja Schneider, una tra le artiste più richieste e apprezzate nel mondo del clubbing internazionale, Erica.Me del collettivo femminile romano “She made” e Francesca Lombardo, reduce dai più grandi festival di tutto il mondo come il Tomorrowland e The Burning Man. Il 25 aprile, si esibirà dj Buenoventura, co-fondatore della techno band viennese Elektro Guzzi. Appuntamento il 28 aprile con i Digitalism, duo elettronico di Amburgo che con il loro disco d’esordio Idealism (2007) ha conquistato pubblico e critica. Il 5 maggio sarà la volta del dj e producer tedesco Purple Disco Machine, in tutte le radio con la hit Devil In Me (feat. Joe Killington & Duane Harden) e dj Mari Ka, nuova protagonista del clubbing milanese. Il 12 maggio, il party di chiusura è dedicato alla finale italiana del Red Bull BC One Italy Cypher 2018, l’evento nazionale più importante dedicato al mondo della break-dance, dove i migliori b-boy si sfidano per conquistare l’accesso alla finale internazionale. Headliner della serata l’icona e precursore dell’hip hop francese Cut Killer che vanta una partecipazione al fianco di Vincent Cassel nel film «L’Odio». In apertura nel main stage gli storici dj della scena rap romana Baro e Stile, mentre nel second stage le crew romane della scena trap e hip hop di nuova generazione. Contemporaneamente il Festival ospiterà lo studio mobile di registrazione di Red Bull Music, centro di produzione di contenuti inediti e collaborazioni tra musicisti di vari generi. L’idea della “residenza artistica” durante l’Outdoor Festival è quella di raccontare le realtà musicali romane più interessanti e inserirsi nella scena per creare nuovi progetti fra i quali sessioni di registrazioni, format audiovisivi, performance dal vivo, workshop, lecture e interviste. Tra gli artisti coinvolti: Giorgio Poi, Cosmo, Achille Lauro, Frenetik & Orang3, Serena Brancale, CRLN, Mesa, Francesca Lombardo e Anja Schneider. Dal 23 al 29 aprile Redbull presenta “Tutti contro tutti”, 24 rapper e trapper romani, in rappresentanza di 8 quartieri di Roma, si sfidano all’ultima rima per decretare il miglior MC.

CONFERENZE
Un ricco programma di conferenze e incontri caratterizzano tutti i venerdì del festival.
Il 20 aprile è in programma un incontro organizzato in collaborazione con Ladies, Wines & Design, realtà internazionale che pone al centro il ruolo delle donne nel settore creativo e culturale. Il 27 aprile si apre con la conferenza “Talento digitale”, un incontro con esperti del settore digital e new media realizzata da Digital Yuppies, network di talenti e professionisti dell’industria digitale e creativa, con il supporto di IED – Istituto Europeo di Design. In partnership con VICE Italia, il 4 maggio, è in programma la proiezione del documentario The Last Man of Mahana, prodotto da VICE Australia, che segue le tracce di Arthur, uno degli ultimi membri della comunità Mahana, fondata nel 1978 in Nuova Zelanda, sulla scia del movimento hippie. Segue l’incontro con Stefano Bianchi, fondatore della casa editrice di fotografia in crowdfunding Crowdbooks, che presenta il progetto Utopia di Carlo Bevilacqua, un racconto fotografico del giro per il mondo alla ricerca di persone che hanno abbandonato la società moderna per vivere in comunità. L’11 maggio il collettivo creativo Manifesto delle Visioni Parallele presenta Errore Digitale – Collezione 2018, un incontro con gli artisti internazionali e un workshop dedicato alla Glitch Art, genere artistico strettamente connesso alla video arte e alla fotografia, che attraverso l’apporto di processi informatici e digitali trasforma in forma artistica il concetto e il valore dell’”errore”.

TELEVISIONE
Non si può parlare di patrimonio senza poter celebrare lo strumento che più di altri ha contribuito alla formazione ed alla diffusione di informazioni, tendenze, notizie per oltre mezzo secolo. La sezione dedicata alla televisione, realizzata in collaborazione con Rai, affronta il patrimonio televisivo italiano attraverso proiezioni e talk suddivisi in 4 appuntamenti domenicali. Ogni ciclo di proiezioni, dedicate all’intrattenimento, alla scienza alla cultura, allo sport e alle serie tv, è aperto da un momento di incontro e racconto con i protagonisti della televisione italiana. L’intento è quello di mostrare una parte della storia nazionale, per restituirla sia ad un pubblico che ha visto “in diretta” quei programmi sia alla generazione successiva.

MERCATO
All’interno degli spazi del Festival, in partnership con Wave Market, viene ricreato un mercato, un angolo di città, che si propone di promuovere la cultura dell’artigianato. Una vera e propria fiera dell’handmade che ogni settimana propone ai visitatori una tematica diversa: artigianato e design, vintage, street wear, editoria e illustrazioni.  Il 25 aprile è il “Simply Amazing Day”, in questa occasione viene presentata al pubblico l’ultima nata del birrificio Birra del Borgo: la lager Lisa. Nella stessa giornata il Roma Vinyl Village propone al pubblico romano un market del vinile itinerante. L’area food è in collaborazione con Foodora mentre il beverage è affidato ad una selezione dei migliori bartender della città.

Outdoor festival è un progetto nato nel 2010 con l’intento di contribuire al cambiamento del tessuto sociale della città attraverso azioni di carattere culturale in grado di segnare profondamente le abitudini di chi vive e abita a Roma. Nel 2014, dopo 15 anni, outdoor festival ha aperto l’Ex Dogana Ferroviaria, mentre nel 2015 l’Ex Caserma Guido Reni, offrendo alla città nuovi luoghi di aggregazione. Outdoor festival crede nel cambiamento, nelle pulsioni che lo animano e nelle correnti generazionali che nascono dai contesti urbani. Oggi, attraverso un network internazionale di artisti e produttori, offre un palcoscenico internazionale in aperto dialogo con il mondo.

HERITAGE 14 APRILE – 12 MAGGIO

INFO

www.out-door.it

www.facebook.com/OUTDOORfestival/|www.instagram.com/outdoorfestivalroma/

info@nufactory.it |06 7061 4597

BIGLIETTI

MOSTRA

Venerdì dalle 12.00 alle 00.00* | Sabato dalle 12.00 alle 00.00** | Domenica dalle 12.00 alle 21.00*

*include ingresso alle conferenze e al mercato

**esclude l’ingresso MUSICA

Intero: 10€ | Ridotto: 8€ | Under 10: Gratis

CONCERTI

Sabato dalle 21.30 alle 04.00

Intero: 15€

Ingresso: Lungo Tevere Testaccio

MERCATO

Venerdì: 18.00 – 22.00 | Sabato: 12.00 – 22.00 |Domenica: 12.00 – 20.00

Ingresso con il biglietto MOSTRA

 

Ufficio Stampa Outdoor

Antonella Bartoli | bartoli.anto@gmail.com |+39 339 7560222

Ilenia Visalli | press@bstudios.it |+39 329 3620879

mag
4
ven
2018
Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo @ Museo di Roma in Trastevere
mag 4 all-day
Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo @ Museo di Roma in Trastevere | Roma | Lazio | Italia

In occasione del 50° anniversario del 1968, AGI Agenzia Italia ricostruisce l’archivio storico di quell’anno, recuperando il patrimonio di tutte le storiche agenzie italiane e internazionali, organizzando questa affascinante mostra fotografica e multimediale che sarà allestita al Museo di Roma in Trastevere dal 5 maggio al 2 settembre 2018. La mostra a cura di AGI Agenzia Italia, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con il patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è resa possibile dalle numerose fotografie provenienti dall’archivio storico di AGI e completata con gli altrettanto numerosi prestiti messi a disposizione da AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, AFP Agence France-Presse, AGF Agenzia Giornalistica Fotografica, ANSA, AP Associated Press, Marcello Geppetti Media Company, Archivio Riccardi, Contrasto, Archivio Storico della Biennale di Venezia, LUZ, Associazione Archivio Storico Olivetti, RAI-RAI TECHE, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, l’Espresso. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura. L’iniziativa nasce da un’idea di Riccardo Luna, direttore AGI e curata a quattro mani con Marco Pratellesi, condirettore dell’agenzia, e intende delineare un vero e proprio percorso nell’Italia del periodo: un racconto per immagini e video del Paese di quegli anni per rivivere, ricordare e ristudiare quella storia. Come scrive Riccardo Luna nel testo del catalogo dell’esposizione: “Questa non è una mostra sul passato ma sul futuro. Sul futuro che sognava l’ultima generazione che non ha avuto paura di cambiare tutto per rendere il mondo migliore. Che si è emozionata e mobilitata per guerre lontane; che ha sentito come proprie ingiustizie subite da altri; che ha fatto errori, certo, ha sbagliato, si è illusa, è caduta, ma ha creduto, o meglio, ha capito che la vera felicità non può essere solo un fatto individuale ma collettivo, perché se il tuo vicino soffre non puoi non soffrire anche tu. Nessuno si salva da solo. Quello che ci ha colpito costruendo questa mostra, sfogliando le migliaia di foto che decine di agenzie e archivi ci hanno messo a disposizione con una generosità davvero stupefacente, come se tutti sentissero il dovere di contribuire alla ricostruzione di una storia che riguarda i nostri figli molto più che i nostri genitori; quello che ci ha colpito sono gli sguardi dei protagonisti, l’energia dei loro gesti, le parole nuove che usavano”. Da qui, AGI ha ricreato un archivio storico quanto più completo del ’68 attraverso le immagini simbolo dell’epoca. Non solo occupazioni e studenti, ma anche e soprattutto la dolce vita, la vittoria dei campionati europei di calcio e le altre imprese sportive, il cinema, la vita quotidiana, la musica, la tecnologia e la moda. Un viaggio nel tempo fra 171 immagini, tra le quali più di 60 inedite; 19 archivi setacciati in Italia e all’estero; 15 filmati originali che ricostruiscono più di 210 minuti della nostra storia di cui 12 minuti inediti; 40 prime pagine di quotidiani e riviste riprese dalle più importanti testate nazionali; e inoltre una ricercata selezione di memorabilia: un juke boxe, un ciclostile, una macchina da scrivere Valentine, la Coppa originale vinta dalla Nazionale italiana ai Campionati Europei, la maglia della nazionale italiana indossata da Tarcisio Burgnich durante la finale con la Jugoslavia, la fiaccola delle Olimpiadi di Città del Messico. Tutti questi temi verranno raccontati attraverso la cronaca, gli usi, i costumi e le tradizioni in diverse sezioni tematiche, dando vita e facendo immergere il pubblico in questo lungo e intenso racconto nell’Italia del ’68. Ad accogliere i visitatori ci saranno i grandi “sognatori del futuro”; attraverso le figure e le parole di Martin Luther King e Bob Kennedy il pubblico sarà guidato all’interno della cronaca internazionale del ’68: dalla guerra del Vietnam alla segregazione razziale negli USA, dalla presidenza di Nixon alla fine della Primavera di Praga, dalla Grecia dei colonnelli al maggio francese, si ripercorreranno alcuni degli eventi che hanno influenzato e cambiato le sorti della storia del mondo. Le occupazioni, le contestazioni e le rivolte studentesche saranno invece i temi affrontati nella sala “Il movimento fra occupazioni e tazebao – Valle Giulia”; in particolare saranno ripercorsi i tragici scontri tra studenti e forze dell’ordine avvenuti nella famosa “Battaglia di Valle Giulia” (Roma, 1 marzo 1968) e sarà, inoltre, riportato un ciclostile originale dell’epoca, per rievocare i momenti della ribellione per mezzo della stampa di volantini e giornaletti universitari. Figura chiave dei movimenti del ’68 che viene messa in evidenza in questa sezione è Pier Paolo Pasolini con il testo “Vi odio cari studenti” e la poesia “Il PCI ai giovani”. L’esposizione proseguirà nella sala “Le due Italie: dal Belice al Piper”, nella quale saranno contrapposte le immagini delle “due Italie” che hanno, entrambe, cambiato il futuro del nostro Paese. Da un lato si vedrà l’Italia della gente comune e delle famiglie, con uno sguardo particolare al violento terremoto che colpì la Valle del Belice nella Sicilia Occidentale. Si racconterà il Piper Club di Roma, punto d’incontro di alcune famose celebrities nazionali e internazionali come l’attore Sean Connery, il cantante Adriano Celentano, il regista Federico Fellini, l’attore Alberto Sordi, l’attrice Anna Magnani, il cantante Massimo Ranieri, il regista e attore Vittorio Gassman, il cantante Domenico Modugno. Un’altra sezione sarà dedicata alla musica italiana e internazionale e alle grandi imprese sportive del ‘68, come ad esempio la vittoria ai Campionati Europei della Nazionale Italiana a Roma contro la Jugoslavia; in questa sezione il pubblico potrà ammirare dal vivo, grazie al supporto della FIGC – Federazione Italiano Giuoco Calcio, della Fondazione Museo del Calcio e del CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, la Coppa dei Campionati Europei, la maglia della nazionale italiana indossata da Tarcisio Burgnich e la Fiaccola delle Olimpiadi del 1968. Proseguendo nel percorso, nel porticato del Museo, i visitatori saranno catapultati in un ambiente sonoro immersi nelle voci del 1968: dalle urla degli studenti nei cortei ai discorsi dei politici, i suoni e le parole dei personaggi di quell’epoca accompagneranno il pubblico alla riscoperta di quegli anni. Anche l’innovazione tecnologica avrà il suo spazio all’interno della mostra. Sarà presente, infatti, una sezione dedicata al grande fermento tecnologico del 1968 che culminerà con lo sbarco sulla luna di Neil Armstrong del 1969. Al termine del percorso fotografico, all’interno dell’Auditorium del Museo, i visitatori potranno vivere una esperienza immersiva; sarà infatti riprodotto scenograficamente l’ambiente di un’aula universitaria occupata all’interno della quale il pubblico avrà la possibilità di visionare cinegiornali dell’epoca e documenti originali ceduti da AAMOOD e RAI – RAI TECHE. La mostra è inoltre arricchita da un vasto repertorio di memorabilia e materiale d’epoca, tra cui le prime pagine dei quotidiani e delle riviste, il famoso Jukebox, e alcune magliette autografate dei giocatori che hanno vinto l’Europeo. L’esposizione proporrà inoltre un confronto tra la comunicazione giovanile del ’68, fatta di tazebao, assemblee e giornaletti scolastici, e quella contemporanea caratterizzata dall’utilizzo dei social media, delle web radio e dei blog universitari: attraverso le immagini si racconterà come i giovani del ’68 comunicavano con quegli strumenti; in quest’ambito saranno coinvolti direttamente realtà giovanili come il magazine universitario “Scomodo”, Radioimmaginaria, il primo e unico network radiofonico in Europa creato, diretto e condotto da adolescenti, e VoiceBookRadio, webradio gestita interamente dagli studenti di varie scuole secondarie di Roma che sarà anche uno dei media partner della mostra. Nell’ambito della mostra il pubblico stesso sarà coinvolto in prima persona attraverso un’attività social per condividere la foto preferita del ’68, inviandola ad AGI utilizzando l’hashtag #ilmio68; le foto inviate saranno proiettate a turno su un monitor a fine mostra, nel quale si snoderà così un racconto parallelo, un mosaico di storie di quell’anno che crescerà nel corso dei mesi. Oltre all’esposizione l’iniziativa prevede l’organizzazione di un ciclo di eventi e incontri estivi, che si svolgeranno nel Chiostro del Museo, dedicati ai principali momenti musicali, sportivi, politici, culturali e cinematografici che hanno caratterizzato l’Italia nel 1968 con l’obiettivo di coinvolgere un vasto pubblico e il maggior numero di scuole. Obiettivo primario dell’iniziativa è far sì che ciascuno studente, grazie soprattutto alla partecipazione diretta alle proiezioni cinematografiche, ai dibattiti sulla politica, ai concerti musicali nonché ad altre iniziative tematiche, possa conoscere e vivere più da vicino un anno e, soprattutto, un Paese sino ad oggi studiato solamente sui libri di storia. Attraverso il MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca verranno coinvolte direttamente le scuole medie e superiori con l’organizzazione di visite guidate mirate agli studenti. L’evento, realizzato con il contributo di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con SIAE- Società Italiana degli Autori ed Editori e in partnership con la RAI, Sky, la FIGC, la Fondazione Museo del Calcio, il CONI, l’AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio Democratico, Open Polis e il CENSIS, si avvale della collaborazione scientifica ed editoriale dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana “Treccani” con il quale verrà realizzato il catalogo dell’esposizione.

I media partner coinvolti sono Formiche, il Tascabile, magazine digitale di Treccani, Rai Teche, Scomodo, Radioimmaginaria e VoiceBookRadio.

Le immagini che vengono fornite a corredo del comunicato stampa devono riportare nella pubblicazione il titolo della mostra, i credits, e le didascalie complete.

Agi Agenzia Italia, è una delle principali news company italiane. Dal 1950 affianca con i suoi notiziari il mondo editoriale, istituzionale, economico ed industriale. Con 9 redazioni sul territorio italiano, una rete attiva di corrispondenti e partnership in oltre 50 paesi nelle principali aree strategiche mondiali e news prodotte in 4 lingue (italiano, inglese, cinese e arabo), 7 giorni su 7, Agi assicura la creazione di valore attraverso notizie, interviste, inchieste, factchecking con numeri e dati certificabili, dirette streaming e servizi video per dare ai giornalisti di radio, tv e giornali tutti gli strumenti per andare oltre gli slogan. Perché la veritàà conta. Dal factchecking all’arte dello storytelling, AgiFactory è la divisione di Agi dedicata al branded content che unisce contenuti di alta qualitàà, tecnologia e capacità di leggere i dati.

Luogo: MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Indirizzo: Piazza S. Egidio 1B – Roma – Lazio
Quando: dal 04/05/2018 – al 02/09/2018
Vernissage: 04/05/2018 su invito
Generi: documentaria
Orari: Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00 La biglietteria chiude un‘ora prima Giorni di chiusura: lunedì, 1 maggio
Biglietti: Tariffe non residenti: Intero: € 6,00; Ridotto: € 5,00. Tariffe residenti: Intero: € 5,00; Ridotto: € 4,00 Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente Salvo integrazione se presente altra mostra
Patrocini: a cura di AGI Agenzia Italia, il Comune di Roma, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il Museo Di Roma in Trastevere e con il patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Uffici stampa: ZETEMA, CULTURALIA

INFO: http://www.museodiromaintrastevere.it

FLUX Festival Lituano delle arti @ Roma
mag 4 – mag 15 all-day
FLUX Festival Lituano delle arti  @ Roma | Roma | Lazio | Italia

In occasione del centenario della Repubblica Lituana tutta la vivacità e il fermento della scena artistica del Paese baltico arrivano a Roma dal 4 al 15 maggio con FLUX – Festival Lituano delle arti. 3 mostre, 2 rassegne video, 5 concerti, 5 spettacoli – per un totale di 12 giornate di arte, teatro, danza, musica performance, proiezioni, architettura e fotografia, – riempiranno il calendario culturale della Capitale nelle sue sedi più prestigiose: l’Auditorium Parco della Musica, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Teatro Argentina, il Teatro India, Palazzo Braschi e il Museo Baracco. La manifestazione è prodotta dalla Fondazione Musica per Roma con l’Istituto di Cultura Lituano, in collaborazione con il Teatro di Roma-Teatro Nazionale, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Comune di Roma, l’Ambasciata della Repubblica Lituana, e sostenuta dal Ministero della Cultura della Repubblica Lituana, grazie alla promozione sul territorio realizzata dal Dipartimento del Turismo della Lituania. FLUX vuole regalare alla città di Roma la possibilità di scoprire e apprezzare la varietà e il dinamismo delle arti lituane nelle sue molteplici diramazioni. Un fluire di creatività libero e ininterrotto, in costante evoluzione, un “flux” appunto: sono questi i caratteri espressivi degli artisti contemporanei del Paese baltico, influenzati tanto delle tecnologie e dai nuovi mezzi di comunicazione, quanto dai grandi maestri del passato e dalle esperienze peculiari della loro terra. Un festival unico, dove sperimentazione e rilettura dei classici si integrano attraverso una visione interdisciplinare ereditata dallo spirito del manifesto del movimento “Fluxus”, pubblicato nel 1963 da George Maciunas. A Roma arriveranno i protagonisti più importanti e riconosciuti della scena culturale lituana insieme a uno straordinario gruppo di giovani artisti, registi e compositori che stanno conquistando un posto di primo piano nella mappa culturale internazionale. Accanto al padre del cinema sperimentale Jonas Mekas, a due nomi leggendari del teatro lituano come Eimuntas Nekrošius e Oskaras Koršunovas, al videoartista di fama mondiale Deimantas Narkevičius, ai tre giganti del jazz Vladimir Tarasov, Liudas Mockūnas e Eugenijus Kanevičius, e ad Anton Lukoszevieze con The Apartment House, pluripremiato ensemble di musica sperimentale di base a Londra, la Capitale ospiterà la giovane direttrice d’orchestra, apprezzata in tutto il mondo Mirga Gražinytė-Tyla, la promettente e anticonformista regista Kamilė Gudmonaitė, la compositrice Justė Janulytė, la poetessa femminista Laima Kreivytė, la danzatrice e perfomer Gintarė Minelgaitė, l’impetuosa compagnia di danza urbana LOW AIR. Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė e Rugilė Barzdžiukaitė, autrici della sorprendente “nuova opera” Buona giornata! (Have a Good Day!), arrivano per la prima volta in Italia dopo aver riscosso grandi consensi di pubblico e critica in tutto il mondo. Non mancheranno poi le arti performative con le performance della stessa Lina Lapelytė e di Gintarė Minelgaitė, artista teatrale e metodologa e Andrej Polukord, che utilizza la pittura, le installazioni, e la videoarte per creare ambienti imprevedibili. Grande spazio avranno anche le arti visive con Fast-forwarded (Artapes), selezione di opere video lituane a partire dagli anni ’90, a cura di Ūla Tornau e Asta Vaičiulytė; e due mostre fotografiche: Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marija Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė, Vaidas Petrulis, e I mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė.

GLI EVENTI

A inaugurare il Festival il 4 maggio, alle 19.00, in Auditorium Arte, il videoartista Deimantas Narkevičius, tra i più noti e riconosciuti artisti lituani, due volte alla Biennale di Venezia, che arriva per la prima volta a Roma per presentare 20 luglio 2015, con la curatela di Anna Cestelli Guidi. Una doppia video installazione che riprende la rimozione delle ultime statue socialiste rimaste nella città di Vilnius. Una dismissione dai risvolti grotteschi che diventa metafora dello smantellamento dell’intero sistema socialista. Il lavoro sarà in mostra fino al 18 giugno. L’inaugurazione del Festival prosegue alle 20.30 con un concerto diretto da Mirga Gražinytė-Tyla, per la Stagione Sinfonica dell’Accademia di Santa Cecilia. Classe 1986, la prima donna a essere nominata direttore della City of Birmingham Symphony Orchestra, dopo Sakari Oramo e Sir Simon Rattle. In seguito a un’apparizione folgorante ai PROMS di Londra nel 2017, la stampa inglese la ritiene una delle personalità musicali più influenti del momento. Dopo il MET di New York, la Kammerorchester di Vienna e l’Orchestre de Radio France, Mirga debutterà con l’Orchestra di Santa Cecilia (Sala Santa Cecilia) in un omaggio a Debussy di cui dirigerà La mer, il brano in cui il compositore riversò tutto il suo amore per il mare e le suggestioni che questo gli suscitava e una selezione di Preludi. Nell’ambito della serata verrà eseguito il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart interpretato da Francesco Piemontesi, rinomato per le sue esecuzioni di Mozart e del repertorio del Classicismo viennese. Repliche il 5 e il 6 maggio alle 18.00.

Il 5 maggio la giornata inizia alle 11.30 al MAXXI, con Fast-forwarded (Artapes), rassegna di video arte lituana introdotta da un talk cui parteciperanno le curatrici Ūla Tornau, Asta Vaičiulytė, l’artista Deimantas Narkevičius e Anna Cestelli Guidi. Un’occasione imperdibile per conoscere l’evoluzione di questo linguaggio dagli anni ‘90 a oggi. I video di artisti come Eglė Budvytytė, CAC TV, CORO Collective, Kipras Dubauskas, Dalia Dūdėnaitė, Laura Garbštienė, G-Lab (Arturas Bumšteinas e Laura Garbštienė), Arūnas Gudaitis, Donatas Jankauskas, Evaldas Jansas, Ieva Kabašinskaitė, Dainius Liškevičius, Gintaras Makarevičius, Deimantas Narkevičius, Robertas Narkus e Jokūbas Čižikas, Marija e Petras Olšauskai, Artūras Raila, Darius Žiūra saranno in visione fino al 6 maggio.

Due mostre fotografiche e itineranti, per la prima volta in Italia, inaugurano nel Foyer Sinopoli in Auditorium il 5 maggio alle 19.00: Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marijja Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė, Vaidas Petrulis e I Mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė. La prima, già esposta a Parigi nella sede Unesco, racconta l’eccezionale sviluppo architettonico e urbanistico di Kaunas, capitale della neonata Repubblica di Lituania, in pieno ottimismo modernista. La seconda, nata dal recente recupero dell’opera di Vitas Luckus, “principe della fotografia sovietica”, come lo ha definito il New York Times, riguarda un ciclo di sperimentazioni realizzate tra il 1968 e il 1972 in cui alcuni mimi e i loro corpi diventano centro formale della composizione fotografica.

Spazio anche ai suoni più sperimentali con Anton Lukoszevieze and The Apartment House, noti per le loro particolari esecuzioni di musica contemporanea, che il 7 maggio interpreteranno Musica per chiunque (Music For Everyman), di George Maciunas alle 21.00, in Auditorium Teatro Studio. Fino al 31 maggio inoltre, presso il “Sound Corner” dell’Auditorium sarà possibile ascoltare l’installazione sonora Psalms (Salmi) della compositrice e performer Justė Janulytė (1982): musica monocromatica per flauti, ispirata al suono della lettura di salmi e alla recita corale di preghiere.

Lo spessore e la vivacità della scena musicale e teatrale sono rappresentate da artiste come Vaiva Grainytė (1984), Lina Lapelytė (1984), Rugilė Barzdžiukaitė (1983), autrici dell’opera contemporanea Buona giornata! (Have a good day!) messa in scena dalla compagnia Operomanija di Vilnius l’8 maggio, alle 21.00 al Teatro Argentina. “Un’opera intelligente e sovversiva”, ha decretato il New York Times. Protagoniste dieci donne con storie diverse alle spalle, accomunate però dalla meccanicità del servizio che svolgono, da quel costante sorriso artificiale che maschera i loro volti e da tutte quelle frasi di circostanza che si ritrovano a recitare ogni giorno – «Buongiorno!», «Grazie», «Buona giornata!». Il libretto dell’opera mescola linguaggio parlato e lingua letteraria, entrambi calati nell’attualità del quotidiano. In sottofondo il continuo «bip» dei prodotti scansionati.

Il 9 maggio si torna al Teatro Studio dell’Auditorium per l’incredibile commistione tra danza urbana e arti visive della giovane compagnia LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius, che porta sul palco Fine dei giochi (Game Over), visionario e magico balletto ispirato a Julio Cortázar: un elogio della fantasia come soluzione per affrontare i problemi della vita quotidiana.

Il 10 maggio alle 19.00 un appuntamento memorabile: Jonas Mekas, ultranovantenne poeta e filmmaker lituano, fondatore del New American Cinema Group negli anni ’60, in collegamento Skype da Brooklyn con il duo di curatori Francesco Urbano Ragazzi, introdurrà all’Auditorium quattro dei suoi folgoranti cortometraggi sulla sua esperienza di rifugiato a New York: scene dalla vita di Andy Warhol, Yoko Ono, John Lennon, Jackie Kennedy e George Maciunas si susseguono in un caleidoscopico diario visivo accompagnato dalle riflessioni dell’artista sulla felicità e l’amicizia. In primo piano il fermento culturale di Fluxus e della Factory di cui Mekas è stato protagonista e testimone, sullo sfondo la condizione solitaria di un esule sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale.

La programmazione continua nel solco della rivisitazione dei classici. Alle 21.00, in Sala Petrassi all’Auditorium, Eimuntas Nekrošius, massimo esponente del teatro lituano, dirigerà Franz Kafka: Un digiunatore. La storia è quella di un artista che grazie ai suoi digiuni prolungati riesce ad attirare l’ammirazione di folle di spettatori. Tuttavia, nonostante abbia aggiunto l’apice della fama, si trova a morire solo e dimenticato da tutti. La compagnia Meno Fortas, tra le più affermate in Europa, interpreta il canovaccio kafkiano toccando le corde più profonde dello spettatore e facendolo sorridere al tempo stesso. Diverse performance di arte e danza animeranno Palazzo Braschi e il Museo Baracco l’11 maggio: Lina Lapelytė, coautrice di Buona giornata! presenterà Pirouette, performance e lavoro sonoro sui cicli della vita; Gintarė Minelgaitė con Self-Fles ironica e surreale mise-en-scène, mentre Andrej Polukord, classe 1990, presenterà Chez Andre per la prima volta a Roma. Il ciclo, a cura di Claudio Libero Pisano, prosegue il 12 maggio con la performance itinerante della poetessa femminista Laima Kreivytė in alcuni spazi pubblici della città. Il 13 maggio alle ore 21.00 al Teatro Studio sarà la volta di una straordinaria jam session frutto dell’incontro sul palco fra tre nomi fondamentali del panorama jazz lituano e non solo: Vladimir Tarasov (percussioni), Liudas Mockūnas (sassofono) e Eugenijus Kanevičius (bassi ed elettronica). Il trio presenterà Intuitus, ultimo lavoro pubblicato per la NoBusiness Records. Un altro pilastro del teatro lituano, Oskaras Koršunovas, dirigerà il 14 maggio alle 21.00 nel Teatro Studio dell’Auditorium una tra le sue migliori performance: la pluripremiata rilettura dei Bassifondi di Maksim Gorkij elaborata insieme alla sua compagnia OKT / Teatro della città di Vilnius. Uno struggente lavoro sui personaggi, ben oltre la lettura sociale portante dell’opera. Fondamentale è infatti l’incontro tra l’attore come persona reale e il personaggio da lui inventato. Lo spettacolo è completamente “nudo”, ossia privo di scenografie, luci e persino di quella che potremmo definire la linea narrativa del dramma. In questo modo si favorisce un incontro tra attori e pubblico che non è condizionato dai ben noti artifici del teatro.

L’Oskaras Koršunovas Theatre si esibirà anche in una sessione sperimentale scritta a più mani: Trans Trans Trance in prima nazionale il 15 maggio alle 18.00 al Teatro India. Un lavoro corale e autobiografico, diretto dalla giovanissima e anticonformista Kamilė Gudmonaitė (1992), che chiude l’ultima giornata del Festival con una riflessione sui temi della sessualità, della femminilità e del genere. Un atto unico sull’identità sessuale e la femminilità in relazione alle convenzioni che la riguardano.

Il Festival ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica di Lituania e l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Inoltre è finanziato dal Ministero della Cultura della Repubblica lituana e organizzato e promosso dalla fertile collaborazione di diverse istituzioni italiane e lituane: Fondazione Musica per Roma, Istituto di Cultura Lituana, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, Comune di Roma, CAC – Centro di Arte Contemporanea (Lituania), Commissione Nazionale Lituana per l‘UNESCO, Associazione Fotografi Lituani Dipartimento di Kaunas, Centro di Fotografia Vitas Luckus, LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius, Meno Fortas teatro, OKT / Teatro della città di Vilnius, Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana, Dipartimento del Turismo della Lituania.

Per info

www.lithuanianculture.lt

www.auditorium.com

www.santacecilia.it

www.teatrodiroma.net

www.fondazionemaxxi.it

www.lithuania.travel

Ufficio stampa Flux
Giulia Di Giovanni – GDG press: gdgpress@gmail.com Cell. 3341949036

Ufficio Comunicazione Auditorium Parco della Musica
Lucia Ritrovato: l.ritrovato@musicaperroma.it Cell. 339.7864187

Eurutopia. Fotografie di Luca Canonici @ RomaItaliaLab
mag 4 @ 18:30 – 21:00
Eurutopia. Fotografie di Luca Canonici @ RomaItaliaLab | Roma | Lazio | Italia

Venerdì 4 maggio 2018 alle ore 18.30, RomaItaliaLab presenta, nel nuovo spazio RomaItaliaLab in via dei Marsi, 20 a Roma, Eurutopia, fotografie di Luca Canonici, a cura di Bärbel Reinhard e Marco Signorini, con un testo critico di Walter Guadagnini. Il lavoro Eurutopia di Luca Canonici sul Quartiere EUR di Roma è un progetto su un luogo immaginato e pensato come ideale che l’autore ri-idealizza e rappresenta seguendo il proprio concetto di arte. Le sue fotografie nascono in tensione tra due utopie: l’ideologia politica, che questi spazi in epoca di regime avrebbero dovuto celebrare, e la ricerca di una possibile assoluta bellezza. Canonici coglie, tramite questa relazione storico/estetica, la possibilità di riflettere sulla nostra società fatta immagine e portatrice di idee e forme. Attua una sospensione, rappresenta l’EUR un teatro di scenari metafisici, senza tempo. Esplora questa area urbanistica e monumentale e si muove fra le architetture che variano al variare delle sue visioni. Ci restituisce così una percezione emotiva che si completa per somma di più accostamenti, in modo articolato e vario, ritmico, con inquadrature e formati diversi. Ne scaturisce un montaggio complesso tra tempo storico e contemporaneità. Non è documentazione, per quanto renda sensibili e concreti questi luoghi, ma una restituzione di significati e immaginazioni, appunto utopie. La curatela di Bärbel Reinhard e Marco Signorini è impegnata nel valorizzare il lavoro Eurutopia, composto da più di 60 fotografie in bianco e nero, in allestimenti di esposizioni e progetti editoriali mirati alla lettura di Luca Canonici, non tanto come un autore di genere, architettura piuttosto che paesaggio, ma nel tentativo di mettere in risalto la sua precisa visione dello spazio fra il reale, il simbolico e l’estetico. “Archi, griglie, prospettive, superfici lisce e superfici scabre, l’architettura sembra essere in queste immagini più dettagliate, più attente al singolo particolare, sia esso grafico, costruttivo o spaziale, accarezzata dallo sguardo più che indagata: non c’è in Canonici l’idea di svelare il linguaggio degli architetti attraverso la fotografia (è compito d’altri, questo, e Canonici lo sa bene), vi è invece il desiderio di scoprire un’architettura possibile – non necessariamente reale – creata dagli edifici e dai loro rapporti, oppure dai rapporti interni alle loro forme. Poi, ritmicamente nella sequenza del volume, lo sguardo si apre, ed appare ciò che sta intorno a quelle forme, a quegli spazi e a quelle materie: altre forme, altri spazi, altre materie. La città, intesa come evoluzione della storia intorno a un luogo che in questa visione risulta essere senza tempo; la temporalità reale che ritorna a far sentire la propria presenza, la fotografia che da visione assoluta assume nuovamente il suo carattere relativo, il suo essere un punto inserito nel flusso del tempo, del cui scorrere ci rende avvertiti proprio attraverso il suo arresto. È chiaro qui che le grandi lezioni dei maestri recenti del paesaggio urbano, e in particolare quelle diverse ma egualmente centrali di Gabriele Basilico e Mimmo Jodice, fanno la loro apparizione, rivendicate da Canonici come modelli alti e giustamente inevitabili per chi si avvicini, particolarmente in Italia, a determinati soggetti, secondo una determinata inclinazione, che è appunto quella di una declinazione del linguaggio documentario in una chiave più affettiva, e certo non immemore di una tradizione figurativa secolare.” (dal testo critico di Walter Guadagnini)

Luca Canonici, tenore, direttore artistico, fotografo. Dopo il debutto a Roma nel 1985 in Rigoletto, nel ruolo del Duca di Mantova, ha intrapreso una brillante carriera lirica internazionale che lo ha condotto in alcuni fra i più prestigiosi teatri del mondo fra i quali Teatro alla Scala, Royal Opera House-Covent Garden di Londra, Staatsoper di Vienna, Teatro Comunale di Firenze, Opernhaus di Zurigo, Bayerische Staatsoper di Monaco, Teatro la Fenice di Venezia, Concertgebouw di Amsterdam, Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, Teatro Regio di Parma, Rossini Opera Festival di Pesaro, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, collaborando,tra gli altri con Direttori d’orchestra del calibro di Bartoletti, Campanella, Chailly, Gardiner, Kuhn, Muti, Oren, Pidò, Renzetti, Sanzogno, Solti, Zedda. Nel 1987 ha sostenuto il ruolo di protagonista nelle riprese del film La bohème diretto da Luigi Comencini, in sostituzione di Josè Carreras. Nel 2012 ha interpretato il ruolo di Mr Grey nel film P.O.E. Poetry of Erie diretto da artisti vari. La sua ricca discografia annovera titoli operistici quali La sonnambula (Nuova Era), Il signor Bruschino (Claves), Don Pasquale (Erato), La grande notte di Verona, La favorita e La cambiale di matrimonio (Ricordi), Linda di Chamounix (Europa Records), Falstaff con Georg Solti (Decca), Messa da requiem con John Eliot Gardiner (Philips). Nel 2006 ha cantato per il cinquecentenario della posa della prima pietra della Basilica di San Pietro in Vaticano. Ha aperto nel 2010 il Giubileo nell’Anfiteatro del Colosseo con una messa di Salvatore Sciarrino. Nel 2014 ha cantato alla Sala Nervi il Magnificat ed il Requiem di Domenico Bartolucci. Con Pupo e Emanuele Filiberto di Savoia, ha partecipato al Festival di Sanremo 2010 con la canzone Italia amore mio, classificandosi 2º posto. Lo stesso anno ha presentato un album pop dal titolo Italia Amore Mio, nel 2016 esce il secondo album dal titolo Lettera d’amore, attualmente sta terminando un nuovo album chiamato Showstoppers composto da celebri melodie internazionali. Nel 2008 ha assunto la carica di Direttore Artistico di OperaFestival, un progetto culturale teso a far risuonare la grande Musica, il Teatro e La Danza nei luoghi più suggestivi di Firenze e della Toscana. Dal 2010 ricopre la carica di Direttore del Museo di Arte Sacra della città di Montevarchi, curando mostre, incontri e pubblicazioni come: Giovanni Martinelli, I Medici a Montevarchi, La Collegiata di San Lorenzo. Dall’ottobre 2010 conduce Valdarno amore mio, un programma che ha lo scopo di far conoscere e rivalutare delle ricchezze del territorio, su Valdarno Channel. Collabora come autore a Romaitalialab, ed ha partecipato come curatore a numerosi libri d’Arte (Giovanni Martinelli, Collegiata di San Lorenzo, I Medici a Montevarchi sono alcuni titoli) e come studioso al catalogo della recente mostra curata da Vittorio Sgarbi: Le stanze segrete da Lotto a Guercino. Le sue fotografie fanno parte delle collezioni del Ministero dell’Interno, del Conservatorio Bellini di Palermo, del Comune di Montevarchi e dell’Accademia del Poggio.Tra i progetti recenti il Calendario 2015 per il Ministero dell’Interno e relativa esposizione, la mostra dal titolo Suggestioni borboniche in Terra di lavoro con relativa pubblicazione, la serie Quel che rimane, lavoro sulla archeologia industriale, ed il progetto espositivo con relativa pubblicazione sul Cimitero degli Inglesi a Firenze dal titolo Animae. In uscita nel 2017 la pubblicazione e, la relativa mostra Eurotopia lavoro monografico basato sul quartiere Eur di Roma. Nel 2017/18/19 esporrà un lavoro sullo scultore Francesco Mochi (1580-1654) pubblicandone il relativo catalogo nelle città di Roma, Montevarchi, Orvieto, Piacenza. Come insegnante ha collaborato con il Conservatorio di Pescara, ed il Conservatorio di Reggio Emilia. Ha ricoperto ruoli di Presidente in Commissioni Ministeriali come il Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli ed in numerosi concorsi di Canto e strumentali. Nel 2017, in collaborazione dell’Amministrazione di Montevarchi, crea e dirige il Festival Arti e Varchi; attualmente ne sta curando l’edizione 2018. www.lucacanonici.com

Bärbel Reinhard (1977, Germania) si è laureata in storia dell’arte e sociologia a Berlino. Di seguito si è diplomata in fotografia professionale alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Accanto al suo lavoro di fotografa, lavora come docente e curatrice. Ha insegnato alla New York University e al Sarah Lawrence College a Firenze ed insegna attualmente alla Kent State University, la Minnesota University e la Fondazione Studio Marangoni. Il suo lavoro è stato esposto in varie mostre in Italia ed all’estero, tra le quali all’European Month of Photography Luxembourg, a Villa La Pietra Firenze, alla Galleria Metronom e alla Fondazione Fotografia di Modena, alla Luova Gallery Helsinki e al Corridoio Brunelleschi. Ha curato diversi progetti espositivi ed editoriali, anche in collaborazione con Marco Signorini. Collabora con case editrice come Danilo Montanari Editore, Gli Ori, Reel Art Press e cura l’archivio di Mario Carnicelli.

Marco Signorini (1962) vive a Firenze. Artista e docente di fotografia, ha curato vari progetti editoriali ed espositivi. Ha lavorato per musei e fondazioni, fra questi la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, Linea di Confine, Imago Mundi-Praestigium Italia di Luciano Benetton, Museo Arte Gallarate. Fra le esposizioni quelle a Metronom di Modena, al Centre d’Art Nei Liicht in Lussemburgo, al Festival Europeo di Fotografia di Reggio Emilia, al Padiglione Toscana al Centro per l’Arte Luigi Pecci di Prato, al Fotomuseum di Winterthur e al SK Stiftung Kultur di Colonia. Ha pubblicato i libri “Echo” e “EarthHeart” con Damiani editore di Bologna. Per la casa editrice Verbavolant ha curato la collana Focus on Italy, libri a tiratura limitata di fotografie di Ghirri, Basilico, Barbieri e Cresci. Collabora con Bärbel Reinhard alla valorizzazione di progetti artistici sia inediti che d’archivio curando mostre e cataloghi come per Palazzo Fabroni a Pistoia, il Museo di antropologia di Roma, Danilo Montanari Editore di Ravenna e Reel Art Press di Londra.

 

INFO

Eurutopia
Fotografie di Luca Canonici
A cura di Bärbel Reinhard e Marco Signorini
Testo critico di Walter Guadagnini

Inaugurazione 4 maggio 2018 ore 18.30

RomaItaliaLab
Via dei Marsi 20 – Roma

Fino al 29 giugno 2018

RomaItaliaLab
redazione@romaitalialab.it
https://www.romaitalialab.it/

mag
10
gio
2018
La Francia in Scena
mag 10 @ 08:00 – 09:00
La Francia in Scena

L’identità e la convivenza, le migrazioni, l’Europa e il Mediterraneo come spazio di ricchezza culturale e di confronto, i cambiamenti climatici, il futuro dell’Africa: il mondo e le sue trasformazioni sono al centro della IV edizione della Francia in scena che dal 10 maggio al 26 novembre presenta al pubblico italiano tutta la diversità e la vitalità della scena artistica francese fra musica, danza, teatro, performance, architettura, arti visive, circo, la programmazione speciale pensata per il pubblico più giovane e il progetto speciale Bibliothèques vivantes che ritorna anche quest’anno dopo il successo della scorsa edizione e che nel 2018 vedrà come protagonista il disegnatore François Olislaeger, firma della campagna di questa edizione. 73 proposte artistiche e 5 progetti espositivi per un totale di 220 date in 27 città italiane lungo 6 mesi di una programmazione segnata da 2 importanti eventi internazionali: la Biennale d’Architettura di Venezia e la presenza francese alla 12° edizione di Manifesta, la Biennale d’Arte Contemporanea che quest’anno si svolge a Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018. “La Francia in scena”, stagione artistica dell’Institut français Italia, è realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut français e del Ministère de la Culture e della Fondazione Nuovi Mecenati. Una stagione multidisciplinare che si apre il 10 maggio alla Stazione Leopolda di Firenze con Radhouane El Meddeb in occasione della 25° edizione del Festival Fabbrica Europa. Il grande coreografo franco-tunisino presenterà A mon père, une dernière danse et un premier baiser, la prima di 13 proposte artistiche che rientrano nel Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers, frutto del lavoro in rete di 14 festival di danza che presentano performance e workshop in 14 città italiane con 9 artisti provenienti da Libano, Tunisia, Marocco, Siria e Iran, sostenuti, scoperti o prodotti in Francia. Parole d’ordine: scambio interculturale e mobilità artistica.  L’obiettivo è ancora una volta quello di offrire al pubblico italiano uno sguardo sui fermenti della scena contemporanea di quei paesi, nella convinzione che la vitalità di questa scena testimoni la ricchezza culturale delle società arabe spesso ignorata a causa delle tensioni, dei conflitti geopolitici ed etnico-religiosi che affliggono queste aree del mondo. La programmazione della danza emergente dei paesi arabi e mediterranei costituisce una parte importante del Festival Fabbrica Europa di Firenze che nei mesi di maggio e giugno, fra la Stazione Leopolda e la Palazzina ex Fabbri presenta le creazioni di coreografi come Leila Ka, Xuan Le, Bassam Abou Diab con Jacopo Jenna, Shira Eviatar con Evyatar Said e Sina Saberi, coreografa iraniana che con il suo Prelude to Persianian Mysteries, riflessione sui 40 anni di oblìo della danza in Iran, sarà in scena l’1 giugno (dopo le 2 date precedenti al Cross Festival di Verbania il 28 maggio e a Interplay a Torino il giorno seguente), prima di fare tappa a La Strada Festival di Brescia, Inequilibrio di Castiglioncello, La Mama di Spoleto e Corpografie di Pescara. Sina Saberi sarà presente con una seconda coreografia, Damnoosh, a Fabbrica Europa, Inequilibrio e a Inteatro di  Polverigi. 5 sono invece le date, fra maggio e settembre, in cui il coreografo siriano rifugiato in Francia Mithkal Alzghair presenterà a Torino, Pescara, Bologna, Potenza e Roma il suo Displacement, indagine sulle trasformazioni dell’identità e del corpo in un paese, la Siria, segnato da un conflitto devastante. Data unica l’8 giugno a La Strada Festival di Brescia invece per il coreografo libanese Bassam Abou Diab con As I Remember, performance sui rituali di nascita e morte della comunità drusa. Radouan Mriziga, Seifeddine Manai, Jadd Tank/Nora Alami, Tommaso Monza, Giovanna Rovedo, Shady Abdelrahman, Ibrahim Abdo sono gli altri coreografi selezionati dal Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers e che presenteranno le loro creazioni nei vari appuntamenti de La Francia in scena. Il 10 maggio alla Triennale di Milano invece Olivier Dubois, considerato fra i migliori danzatori al mondo, con la sua nuova creazione My body of coming forth by day aprirà la proposta della Rete I. N. Italia, nata dall’esperienza pluriennale di Finestate, network dedito all’internazionalizzazione e alla cooperazione nell’ambito delle arti performative. Dubois tornerà poi a settembre al Teatro Metastasio di Prato. Strategico negli anni è stato il rapporto tra il network e l’Institut français Italia, l’Institut français di Parigi, il Ministero della Cultura francese e la Fondazione Nuovi Mecenati per favorire la circolazione e la promozione di tanti artisti francesi. Nel 2018, oltre alla creazione di Dubois, il network presenterà: Gala di Jérôme Bel, spettacolo con danzatori non professionisti al festival romano Short Theatre; Le tour du monde des danses urbaines en 10 villes, il progetto didattico-performativo sulla danza di strada di Ana Pi, Cecilia Bengolea e François Chaignaud in settembre a Roma sempre per Short Theatre e poi a Terni, Prato e Cagliari; l’installazione Les thermes firmata da Amicale de production, il concerto del duo franco-israeliano Winter Family e Faits et Gestes di Noé Soulier, al Teatro Metastasio di Prato per Contemporanea Festival il 26 settembre. Nel segno della ricerca di un nuovo rapporto con il pubblico e nella costruzione di nuovi formati si iscrive invece la performance del camerunense Zora Snake all’Altofest di Napoli a luglio: preceduta da una residenza presso spazi privati di comuni cittadini napoletani, Au-delà de l’humain tira fuori gli aspetti rituali di un atto artistico facendo dialogare la tradizione Bamilékés con la danza Butoh. Allo stesso modo, per il Festival di Santarcangelo, la coreografa Panagiota Kallimani presenterà il 7 e l’8 luglio Arrêt sur image, frutto di una residenza creativa insieme a studenti fra i 7 e i 14 anni. In prima nazionale a Bolzano Danza il 23 luglio sarà la volta invece del celebre danzatore e coreografo Boris Charmatz con 10000 gestes, spettacolo che coinvolge 24 ballerini attenti a non ripetere mai lo stesso gesto sul palcoCome ogni anno, si rafforza il prezioso dialogo con Romaeuropa Festival: 11 sono i progetti inseriti nel cartellone artistico della Francia in scena a partire dallo spettacolo inaugurale del REf18: Kirina, viaggio tra Africa e Occidente firmato dal coreografo Serge Aimé Coulibaly, dalla musicista e cantante Rokia Traoré e dallo scrittore e studioso Felwine Sarr, in scena al Teatro Argentina dal 19 al 22 settembre. La collaborazione prosegue il 29 e 30 settembre in Auditorium Parco della Musica con Saigon, spettacolo della giovane regista Caroline Guiela Nguyen che con la sua compagnia les Hommes Approximatifs ricostruisce un vero e proprio ristorante in cui s’incontrano attori francesi, francesi di origine vietnamita e vietnamiti alla ricerca di radici cancellate dalla storia. Sempre in Auditorium, dal 3 al 6 ottobre, lo spericolato duo Tsirihaka Harrivel & Vimala Pons approda per la prima volta a Roma con Grande -, ironico, adrenalinico “music hall” costruito attraverso folli acrobazie, musica dal vivo e poesia. Dall’11 al 20 ottobre al Teatro Vittoria il maestro Peter Brook porta in scena, insieme a Marie Hélène Estienne, The Prisoner affrontando il tema della giustizia e della prigionia. Alla dancehall giamaicana s’ispirano invece l’argentina Cecilia Bengolea e il francese François Chaignaud (già protagonisti del progetto didattico-performativo itinerante) nel loro DFS, inusuale accostamento tra questa danza di “resistenza” e la polifonia dei madrigali, in scena al Teatro Vascello il 23 e 24 novembre. La collaborazione con Romaeuropa prosegue anche con REf kids + family nell’ambito della Generation Belle Saison, la sezione dedicata ai più piccoli. Per questa occasione, il Mattatoio si trasformerà in uno spazio interamente dedicato al giovanissimo pubblico tra spettacoli, installazioni, talk e playground. Sono protagonisti di questa sezione il duo visionario Clédat & Petitpierre in scena il 10 e 11 novembre con gli spettacoli Ermitologie e Il sogno di Antonio, oltre che con Parade Moderne, parata di personaggi fantastici ispirati alle più grandi opere dell’arte moderna che si articolerà al ritmo coinvolgente di una fanfara all’interno del Mercato di Testaccio; il musicista Jacques Tellitocci con il suo C’est Parti Mon Kiki dal 9 all’11 novembre e Thèâtre des Tarabates con La Brouille, dal 16 al 18 novembre. Torino Danza sarà invece l’occasione per assistere alla creazione di Salia Sanou, frutto di un lavoro svolto in un campo profughi del Burkina Faso mentre dall’altra parte della Penisola, al Teatro Libero di Palermo arriverà la pioniera dell’hip hop francese Bintou Dembélé con S/T/R/A/T/E/S, in prima italiana. A rappresentare la Francia alla 16° Biennale Architettura di Venezia a partire dal 26 maggio ci sarà il progetto espositivo di 400 mq Lieux infinis che fra fotografie, mappe urbanistiche, film, plastici e disegni riunisce 10 luoghi di creazione e partecipazione che svolgono un ruolo da protagonista in zone un tempo abbandonate, dal Centquatre di Parigi al Tri Postal di Avignone. Luoghi dall’esistenza precaria o occupati in modo transitorio in cui l’architetto interviene prescindendo dalla struttura per creare legami, storie e possibili sviluppi. Luoghi non finiti e al tempo stesso senza limiti, come suggerisce il titolo. Il progetto espositivo, curato da Encore Heureux, sarà inaugurato il 26 maggio da una conferenza stampa cui prenderà parte l’archistar Jean Nouvel. Il 16 giugno si viaggia invece in direzione di Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018, per l’apertura di Manifesta, la Biennale d’Arte Contemporanea itinerante fondata nel 1996 con l’obbiettivo di esplorare i paesaggi culturali di città significative dal punto di vista storico, geografico e artistico. Palermo, città ricchissima di storia e cultura al centro del Mediterraneo, incubatore di condizioni globali diverse, nonché luogo simbolo delle contraddizioni ma soprattutto del dialogo interculturale e delle potenzialità di sviluppo dell’Europa Mediterranea in dialogo con Medio Oriente e Nord Africa, inaugurerà Manifesta 2018 con il progetto Il Giardino Planetario: un progetto di riqualificazione del paesaggista Gilles Clément, teorico del mondo come un giardino in cui le diverse specie coesistono grazie all’egida del giardiniere, cioè l’umanità. Sempre a Palermo, un evento collaterale di Manifesta, Le Syndrome d’Ulysse, installazione sonora immaginata da The Soundwalk Collective a cura di Massimo Torrigiani farà ascoltare voci venute da tutte le frontiere del Mediterraneo mentre lo scrittore marsigliese François Beaune darà forma, dopo una residenza di tre settimane accompagnato da tre complici - Lina Issa, artista-performer libanese, Hind Meddeb, regista tunisino/marocchino/francese e Gabrio Bevilacqua, musicista palermitano – a delle storie vere di Palermo. Con l’apertura di Manifesta, il 16 giugno a Palermo si celebra anche 1000 Giovani per la Festa della Musica di Palermo: nella straordinaria cornice di Piazza Magione sul palco salirà Tshegue, duo francese afropunk originario di Kinshasa, pronto a travolgere il pubblico con la sua energia ipnotica e tribale in un concerto unico e imperdibile in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Comune di Palermo, SIAE, Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica, Meeting delle Etichette Indipendenti e Manifesta 12 Palermo. La tournée del Cirque Bidon in Emilia-Romagna, a partire dal festival Artisti in Piazza di Pennabili che ospiterà la storica carovana dall’11 al 17 giugno, apre la “Génération Belle Saison”, sezione della Francia in scena dedicata al pubblico più giovane. Un’iniziativa fortemente voluta dal Ministero della cultura francese che proseguirà in autunno con un network che mette in collegamento la programmazione di New Generations – Segni d’infanzia a Mantova, il REF Kids del Romaeuropa Festival e il Teatro Koreja di Lecce. Dopo il successo dello scorso anno torna “Bibliothèques vivantes”, il programma che punta a far incontrare lo spettacolo dal vivo e la performance con l’universo del libro. Protagonista di questa edizione sarà il disegnatore, fumettista e artista François Olislaeger (Charlie Hebdo, Libération, Les Inrockuptibles, Internazionale) che insieme al versatile violoncellista Gaspar Claus presenterà Ce qui tremble et brille au fond de la nuit noire, suggestiva live performance multimediale sulla notte, le stelle, il vento, la vita, che cambia continuamente davanti agli occhi dello spettatore in base alle reazioni del pubblico. Il 4 ottobre a Villa Medici a Roma, poi il 9 all’Institut francais di Napoli e l’11 ottobre a Firenze. L’Institut français Italia accompagna il network di coproduzione in Italia che lega il Teatro di Roma – Teatro Nazionale, il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, l’Emilia Romagna Teatro Fondazione e la Fondazione Teatro Metastasio – Prato che quest’anno, co-producono La Maladie de la Mort, una produzione del Théâtre des Bouffes du Nord con la regia di Katie Mitchell con Laetitia Dosch e Irène Jacob in tournée con 12 rappresentazioni sul territorio italiano a Torino, Roma, Bologna e Prato. Ispirato a un testo di Marguerite Duras, lo spettacolo è un’esplorazione dell’intimità, del genere, della pornografia e del sesso. Sul fronte musicale, si rinnova il dialogo con il festival internazionale Spring Attitude a Roma che quest’anno sposta la programmazione in autunno e presenta Tshegue e Jeremy Underground, alfiere della deep house. Sempre in autunno, la 27° edizione del Festival Milano Musica si prepara a ricevere l’Ensemble orchestral contemporain, Le Cris de Paris e due concerti eccezionali di Pierre-Laurent Aimard con l’Orchestra Sinfonica della Rai. Fra luglio e settembreinvece il Festival franco-italiano di jazz Una striscia di terra feconda presenta 18 concerti franco-italiani e una residenza. Nella prospettiva di una sempre più fertile attività di cooperazione bilaterale e di un forte rinnovamento del pubblico, La Francia in Scena è costruita grazie al dialogo serrato con le più importanti istituzioni culturali italiane e con le principale reti artistiche della penisola: Fabbrica Europa, Met Fondazione Metastasio, Contemporanea Festival, Triennale Teatro dell’Arte di Milano, Festival internazionale di Terni, Short Theater, Romaeuropa Festival, Altofest Festival di Napoli, Bolzano Danza, Torino Danza, Spring Attitude, Milano Musica, il Festival di Jazz Una Striscia di Terra feconda ma anche la rete I.N ITALIA, il Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers e Fabulamundi Playwriting Europe. Quest’ultimo network internazionale di cooperazione coinvolge teatri, festival e organizzazioni culturali provenienti da 10 paesi europei (Italia, Francia, Germania, Spagna, Romania, Austria, Belgio, Regno Unito, Polonia e Repubblica Ceca) con l’obiettivo di creare una rete di sostegno e di promozione alla drammaturgia contemporanea che possa favorire il consolidamento e il potenziamento delle attività e degli artisti operanti nel settore, offrendo ai drammaturghi orizzonti di circuitazione, di dialogo, di scambio internazionale. Tra le attività programmate da Fabulamundi per il 2018, la Francia e i suoi autori spiccano nell’ambito delle nuove produzioni con ben due spettacoli. Si tratta di Les Époux di David Lescot, con la traduzione di Attilio Scarpellini e la regia e l’interpretazione della compagnia romana Frosini/Timpano, un progetto nato anche grazie al sostegno dell’Institut Français e che debutterà il prossimo autunno presso il Teatro di Roma. E Extremophile di Alexandra Badea, con la traduzione di Rossana Jemma e la regia e l’interpretazione della compagnia Nastro di Moebius, uno spettacolo che sancisce l’importante collaborazione con il festival di drammaturgia contemporanea Primavera dei Teatri di Castrovillari e che lì debutterà il prossimo 1° giugno. Infine, Fabulamundi Playwriting Europe presenterà dal 12 al 14 settembre a Roma nell’ambito di Short Theatre Mob Pro, programma internazionale di mobilità che condurrà la selezione degli autori francesi nei paesi partner del network per una serie di incontri con gli operatori di settore.

TUTTI GLI APPUNTAMENTI SU ROMA:

Si apre il 22 giugno con l’inaugurazione della mostra African Metropolis. Una città immaginaria al MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, curata da Simon Njami e Elena Motisi, la programmazione romana della Francia in scena, la stagione artistica dell’Institut français Italia, realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut français e del Ministère de la Culture, della Fondazione Nuovi Mecenati, che da maggio a novembre presenta al pubblico italiano tutta la diversità e la vitalità della scena artistica francese. Al centro di questa edizione, le grandi sfide del contemporaneo: l’identità e la convivenza, la questione della mobilità e delle migrazioni, l’Europa e il Mediterraneo come spazio di ricchezza culturale e di confronto, l’apertura verso l’Africa, i cambiamenti climatici. Dal 30 luglio al 22 settembre invece si potrà assistere alla programmazione dei 18 concerti del festival jazz Una striscia di terra feconda che segna un importante momento di cooperazione franco italiana. Fra l’Auditorium Parco della Musica, Villa D’Este a Tivoli, il Castello Savelli di Palombara Sabina e la Casa del Jazz (che ospiterà il concerto finale, frutto di una residenza creativa), si alterneranno i migliori nomi del panorama jazz francese e italiano fra cui Médéric Collignon, François Couturier, Vincent Courtois, Danilo Rea e Michele Rabbia. Parte a settembre la programmazione che riguarda la danza, il teatro e la performance. Il 9 e 10 settembre al Teatro Argentina per il festival Short Theatre arriva Gala di Jérôme Bel, spettacolo con danzatori non professionisti in cui il coreografo francese offre la scena a coloro che generalmente ne sono esclusi. Sempre a Short Theatre, ma questa volta a La Pelanda, il 12 settembre appuntamento con il concerto del duo franco-israeliano Winter Family. Entrambi gli eventi rientrano nella programmazione della Rete I.N. Italia mentre del programma Fabulamundi – Playwriting Europe fa parte la presentazione a Short Theatre di Mob Pro, programma internazionale di mobilità che condurrà la selezione degli autori francesi nei paesi partner del network per una serie di incontri con gli operatori di settore. Ultimo evento della Francia in scena a Short Theatre, il 15 settembre alla Pelanda con il progetto didattico performativo sulla danza di strada di Ana Pi, Cecilia Bengolea e François Chaignaud dal titolo Le tour du monde des danses urbaines en 10 villes. Come ogni anno, si rafforza il prezioso dialogo con Romaeuropa Festival: 11 sono i progetti inseriti nel cartellone artistico della Francia in scena a partire dallo spettacolo inaugurale del REf18: Kirina, viaggio tra Africa e Occidente firmato dal coreografo Serge Aimé Coulibaly, dalla musicista e cantante Rokia Traoré e dallo scrittore e studioso Felwine Sarr, in scena al Teatro Argentina dal 19 al 22 settembre. La collaborazione prosegue il 29 e 30 settembre in Auditorium Parco della Musica con Saigon, spettacolo della giovane regista Caroline Guiela Nguyen che con la sua compagnia les Hommes Approximatifs ricostruisce un vero e proprio ristorante in cui s’incontrano attori francesi, francesi di origine vietnamita e vietnamiti alla ricerca di radici cancellate dalla storia. Sempre in Auditorium, dal 3 al 6 ottobre, lo spericolato duo Tsirihaka Harrivel & Vimala Pons approda per la prima volta a Roma con Grande -, ironico, adrenalinico “music hall” costruito attraverso folli acrobazie, musica dal vivo e poesia. Dall’11 al 20 ottobre al Teatro Vittoria il maestro Peter Brook porta in scena, insieme a Marie Hélène Estienne, The Prisoner affrontando il tema della giustizia e della prigionia. Alla dancehall giamaicana si ispirano invece l’argentina Cecilia Bengolea e il francese François Chaignaud nel loro DFS, inusuale accostamento tra questa danza di “resistenza” e la polifonia dei madrigali, in scena al Teatro Vascello il 23 e 24 novembre. La collaborazione con Romaeuropa prosegue anche con REf kids + family nell’ambito della Generation Belle Saison, la sezione dedicata ai più piccoli. Per questa occasione, il Mattatoio si trasformerà in uno spazio interamente dedicato al giovanissimo pubblico tra spettacoli, installazioni, talk e playground. Sono protagonisti di questa sezione il duo visionario Clédat & Petitpierre in scena il 10 e 11 novembre con gli spettacoli Ermitologie e Il sogno di Antonio, oltre che con Parade Moderne, parata di personaggi fantastici ispirati alle più grandi opere dell’arte moderna che si articolerà al ritmo coinvolgente di una fanfara all’interno del Mercato di Testaccio; il musicista Jacques Tellitocci con il suo C’est Parti Mon Kiki dal 9 all’11 novembre e Théâtre des Tarabates con La Brouille, dal 16 al 18 novembre. Nel dialogo con Romaeuropa, infine, rientra anche il progetto, nato dalla collaborazione tra Lucia Ronchetti e i solisti dell’Ensemble InterContemporain, Le Avventure di Pinocchio, rilettura musicale dedicata a un pubblico di tutte le età della celebre favola, in scena dal 22 al 25 novembre all’Aula Ottagona (ex Planetario) in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma. Nell’ambito del Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers dedicato alla danza contemporanea emergente dei paesi arabi e del Mediterraneo, il 27 settembre a Teatri di Vetro verrà presentata la creazione di Saifeddine Manai dal titolo Shine my blind waySi apre da Roma il 4 ottobre a Villa Medici il progetto speciale “Bibliothèques vivantes”, il programma che punta a far incontrare lo spettacolo dal vivo e la performance con l’universo del libro che nel 2018 vede la collaborazione dell’Accademia di Francia a Roma. Protagonista di questa edizione sarà il disegnatore, fumettista e artista François Olislaeger (Charlie Hebdo, Libération, Les Inrockuptibles, Internazionale) che insieme al versatile violoncellista Gaspar Clauspresenterà Ce qui tremble et brille au fond de la nuit noire, suggestiva live performance multimediale sulla notte, le stelle, il vento, la vita, che cambia continuamente davanti agli occhi dello spettatore in base alle reazioni del pubblico. Il 15 novembre invece, sempre a Villa Medici, tornano alle origini la disegnatrice Catherine Meurisse e la coreografa DD Dorvillier con Vois-tu celle-là qui s’enfuit. A dispetto del nome, quest’anno, Spring Attitude, il festival internazionale di musica elettronica si sposta in autunno e la presenza francese nella line up è, naturalmente, di tutto rispetto: il 5 ottobre l’ex Dogana verrà travolta dall’energia ipnotica e tribale di Tshegue, duo francese originario di Kinshasa che mescola radici afro, punk ed elettronica, e da uno dei maestri europei della deep house, Jeremy Underground.

 

Sito Ufficiale: institutfrancais.it

Social Media: facebook.com/IFItalia twitter.com/IF_Italia #FranciainScena

Contatti Stampa

Ufficio stampa La Francia in Scena

Giulia Di Giovanni +393341949036 giulia.digiovanni@gdgpress.com

Alessandro Gambino +393208366055 alessandro@gdgpress.com

Michela Rossetti +393479951730 rossetti.michela1@libero.it

Ufficio stampa Ambasciata di Francia:
Muriel Peretti  muriel.peretti@diplomatie.gouv.fr 0668601203

Responsabile comunicazione Institut français Italia

Angelo Sidori angelo.sidori@institutfrancais.it 06 68601311

mag
17
gio
2018
I Giovedì della Villa: “Tutto quello che non si può fare in Francia” con la designer Inga Sempé | Concerto dell’Ensemble Orchestral Contemporain | incontro con David Douard @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici
mag 17 @ 19:00 – 22:30
I Giovedì della Villa: "Tutto quello che non si può fare in Francia" con la designer Inga Sempé | Concerto dell’Ensemble Orchestral Contemporain | incontro con David Douard @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici | Roma | Lazio | Italia

I Giovedì della Villa, ideati dalla direttrice Muriel Mayette-Holtz e curati da Cristiano Leone, il 17 maggio alle 18 aprono con una conversazione sul concetto di fluidità nell’arte contemporanea, condotta dalla curatrice Anne Dressen e l’artista David Douard, borsista dell’Accademia di Francia a Roma. Seguono, alle 19, l’incontro con le designer Inga Sempé e Claire Lavabre, e, alle 20.30, il concerto dell’Ensemble Orchestral Contemporaine diretto dal maestro Daniel Kawka, realizzato in collaborazione con la Casa de Velàzquez – Madrid, partner di Villa Medici insieme alla Villa Kujoyama – Kyoto per il festival ¡ Viva Villa !. In programma brani di Daniel D’Adamo, Joan Magragné Figuera, Iannis Xenakis, Didier Rotella.

Ore 18. Appels de pieds et coups de genoux: autour de Medusa, bijoux et tabous

Anne Dressen è curatrice presso il Museo d’Arte Moderna di Parigi. Attraverso le sue mostre e i suoi scritti, Dressen interroga le pratiche artistiche ufficiose o periferiche delle Belle
Arti tradizionali, in particolare negli ambiti del suono, del videoclip, del decorativo o del pornografico, come nei progetti Off the Record (2004), Playback (2007), Sturtevant. The Razzle Dazzle of Thinking (2010), Seconde main (2010), La Demeure Joyeuse (2012) e Decorum. Tapis et tapisseries d’artistes (2013), presentata anche al Power Station of Art di Shanghai (2014). Anne Dressen è stata inoltre co-curatrice della retrospettiva Carol Rama con il MACBA di Barcellona, presentata in seguito a Espoo/Helsinki (EMMA), Dublino (IMMA) e Torino (GAM) (2014-2015). La sua ultima esposizione, MEDUSA, Bijoux et taboux (2017) trattava il tema del gioiello come oggetto osservato dal punto di vista dell’arte. Il suo prossimo progetto esplorerà la ceramica come arte utilitaria, decorativa, ma anche relazionale. Nel corso della conversazione a Villa Medici, Anne Dressen e David Douard affronteranno il concetto assolutamente contemporaneo di fluidità attraverso alcune pratiche e progetti specifici.

Ore 19. Tout ce qu’on peut faire en Italie / Tutto quello che non si può fare in Francia

Inga Sempé è una designer francese nata a Parigi. Si è diplomata nel 1993 all’ENSCI (Scuola Nazionale Superiore della Creazione Industriale di Parigi). Ex-borsista dell’Accademia di Francia a Roma, dal 2000 al 2001, ha iniziato a collaborare con le società italiane Cappellini e Edra, e successivamente per diverse società francesi, giapponesi e scandinave come Hay, Ligne Roset, Wästberg, Alessi, Luceplan, Mutina, Roros, Moustache, Svenskt Tenn, Gärnäs. Quest’anno la Villa Noailles a Hyéres, in Francia, le ha dedicato una retrospettiva dal titolo Tutti frutti in occasione della dodicesima edizione del festival Design Parade. Ai Giovedì della Villa Inga Sempé presenterà il suo lavoro oltre agli studi preparatori dei suoi progetti realizzati in oltre quindici anni.

Ore 20.30. Compositori della Casa de Velàzquez | Ensemble Orchestral Contemporain

L’ultimo appuntamento del Giovedì è dedicato alla musica contemporanea, e offre soprattutto l’occasione di conoscere il lavoro dei due giovani compositori Joan Magrané Figuera e Didier Rotella, residenti alla Casa de Velàzquez di Madrid e considerati tra le più belle promesse della scena internazionale. Diversissimi nella forma e nel percorso di sperimentazione, il lavoro dei due compositori trova un punto di incontro nella profonda influenza letteraria che sottende le loro creazioni: il poeta Jaume C. Pons per Figuera, la drammaturga Brigitte Athéa per Rotella. Le opere dei due compositori – Faula e Ouverture pour la Dame rouge – arrivano a Villa Medici dopo la prima assoluta al Museo National Reina Sofía di Madrid, e la successiva tappa all’Auditorium Marcel Landowski di Parigi. Due grandi nomi del repertorio completano il programma: Daniel D’Adamo (Abschluß, 2002) e Iannis Xenakis (Kaï, 1988). L’esecuzione è affidata all’Ensemble Orchestral Contemporain, diretto dal maestro Daniel Kawka. Attivo dal 1992, nel 2016 l’EOC ha ricevuto il titolo di National and International Radiation Ensemble (CERNI) dal Ministero della Cultura. È sovvenzionato dal Ministero della cultura e della comunicazione – Drac Auvergne-Rhône-Alpes, la Région Auvergne-Rhône-Alpes, il Départment de la Loire, la Ville de Saint-Étienne, Spedidam e Sacem.

I Giovedì della Villa | 17 maggio

ore 18 Appels de pieds et coups de genoux: autour de Medusa, bijoux et tabous conversazione tra Anne Dressen e David Douard, borsista dell’Accademia di Francia a Roma

ore 19 Tout ce qu’on peut faire en Italie /Tutto quello che non si può fare in Francia Incontro con Inga Sempé, designer, invitata dalla borsista dell’Accademia di Francia a Roma Claire Lavabre

ore 20.30 Compositori della Casa de Velàzquez concerto dell’Ensemble Orchestral Contemporain diretto da Daniel Kawka

programma:

Daniel D’Adamo, Abschluß (2001)
Joan Magragné Figuera, Faula (2018)

Iannis Xenakis, Kaï (1995)
Didier Rotella, Ouverture pour la Dame Rouge (2018)

il concerto è realizzato in collaborazione con la Casa de Velàzquez – Madrid

 

ingresso gratuito nel limite dei posti disponibili | incontri in francese con traduzione simultanea

www.facebook.com/VillaMedici.VillaMedicis | #giovedìdellavilla, #jeudisdelavilla

 

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici

viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma

t +39 06 67611 www.villamedici.it

 

Ufficio stampa| Italia

Marta Colombo – t. +39 340 34 42 805 – email martacolombo@gmail.com

Francesca Venuto – t. +39 349 57 80 211 – email francescavenuto.f@gmail.com

mag
18
ven
2018
Lorenzo Mattotti. Immagini tra arte, letteratura e musica @ Palazzo BLU
mag 18 @ 12:00 – 13:30
Lorenzo Mattotti. Immagini tra arte, letteratura e musica   @ Palazzo BLU | Pisa | Toscana | Italia

A Lorenzo Mattotti, e al suo rapporto con la letteratura, l’arte e la musica, è dedicata la mostra estiva ospitata nelle sale di Palazzo Blu, a cura di Giorgio Bacci e promossa da Fondazione Palazzo Blu con il patrocinio della Scuola Normale Superiore e del Comune di Pisa. Tra i più importanti illustratori a livello mondiale, nel corso degli anni Mattotti si è affermato definitivamente a livello assoluto, come dimostrano le esposizioni e i numerosi premi e riconoscimenti. Da anni residente a Parigi, Mattotti, con i suoi pastelli colorati e il tratto inconfondibile, ha contribuito a modellare l’immaginario collettivo e a suggerire determinati modelli visivi, innovandoli dall’interno grazie a una spiccata capacità inventiva, costantemente al confine tra surreale e documentazione realistica, frutto di letture ampie e variegate. I visitatori della mostra saranno trasportati in un mondo fantastico, con la possibilità di ammirare una ricca selezione di disegni originali relativi a quattro grandi capolavori di Mattotti. Alle potentissime tavole in bianco e nero di Hänsel & Gretel, che accentuano l’atmosfera cupa del racconto, seguono i rossi accesi e i tratti violenti dei disegni di Jekyll & Hyde. È poi la musica a fare il suo ingresso, attraverso la serie completa di The Raven (Il Corvo), nato da una collaborazione con Lou Reed, per chiudere infine con le illustrazioni di un grande classico: la Divina Commedia, in cui l’artista sviluppa un dialogo per immagini volto a delineare un’esegesi personale e al tempo stesso profondamente radicata nella tradizione.

La mostra costituisce un’occasione rivolta a tutti, a un pubblico sia di esperti che di appassionati, adulti e bambini, ognuno dei quali potrà trovare molteplici d’interesse appassionanti nelle illustrazioni originali esposte.

Catalogo italiano/inglese pubblicato da Felici editore.

ANTEPRIMA STAMPA
18 maggio ore 12.00

Lorenzo Mattotti. Immagini tra arte, letteratura e musica
Pisa, Palazzo Blu
19 maggio – 7 ottobre 2018

Orari:
Visitabile tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 19:00,
sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 20:00

Ingresso a pagamento

PALAZZO BLU
Via Pietro Toselli 29, 56125 Pisa
Tel. +39 050 220 46 27
Fax: 050 220 46 70
info@palazzoblu.it | https://palazzoblu.it/

mag
24
gio
2018
I Giovedì della Villa:Concerto di Marc Mauillon e Catalina Vicens+”Non guardarmi” con Stephanie Solinas e Philippe Martin+Omaggio all’editore Paul Otchakovsk y-Laurens @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici
mag 24 @ 19:00 – 22:30
I Giovedì della Villa:Concerto di Marc Mauillon e Catalina Vicens+"Non guardarmi" con Stephanie Solinas e Philippe Martin+Omaggio all'editore Paul Otchakovsk y-Laurens  @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici | Roma | Lazio | Italia

I Giovedì della Villa, ideati dalla direttrice Muriel Mayette-Holtz e curati da Cristiano Leone, il 24 maggio alle 18 aprono con un concerto di Marc Mauillon e Catalina Vicens, invitati dal compositore Aurélien Dumont, attualmente in residenza a Villa Medici. Seguono, alle 19, l’incontro con Stéphanie Solinas, artista e borsista dell’Accademia, e Philippe Martin, produttore, direttore artistico della 3e Scène dell’Opéra de Paris, animato dal critico d’arte Florian Gaité, e, alle 20.30, un omaggio all’editore Paul Otchakovsky- Laurens, ideato da Lise Charles, scrittrice e borsista dell’Accademia di Francia.

Ore 18.00. Testi e musiche perduti e reinventati

Il cantante “fuori classe” Marc Mauillon e la polistrumentista Catalina Vicens propongono un programma originale per voce e organo medievale che esplora la trasmissione della musica e dei testi, mettendo in luce gli elementi conservati nella memoria e le trasformazioni subite nelle tradizioni orali e scritte. Durante questo dialogo sarà interpretata per la prima volta Contrées, del compositore Aurélien Dumont, basata su un testo originale di Domenique Quélen. Questa nuova creazione mette in scena brani di testi presi dalle Memorie di Berlioz durante la sua residenza a Villa Medici. La scrittura musicale e testuale di Contrées, che procede attraverso tensioni estetiche molto vicine all’ucronìa, genera un’espressività astratta accompagnata da fonti storiche ambigue che introducono l’uditore in uno spazio onirico e inatteso.

19.00. Non guardarmi

Il fantasma dell’Opera descritto da Gaston Leroux esiste realmente? Per partire alla sua ricerca, Stéphanie Solinas riunisce per una notte al Palais Garnier cinque “esperti dell’invisibile”, tra realtà e illusione, certezza e false apparenze: l’intendente dell’Opéra Garnier, uno psicocriminologo, un medium, un mago, un neurologo specialista dei sogni. Non guardarmi, un cortometraggio realizzato da Stéphanie Solinas per la 3e Scène dell’Opéra de Paris, ripercorre le loro inchieste facendo emergere in trasparenza gli esseri invisibili di cui siamo composti, l’amore, il desiderio, la memoria, la fede ecc., la cui forza orienta le nostre percezioni. Philippe Martin ha fondato i Films Pelléas nel marzo del 1990. Lo stesso anno, la Fondation Hachette gli offre la prima Borsa del giovane produttore e riceve il premio Georges de Beauregard del giovane produttore nel 1996. Da ventisette anni, la società ha prodotto più di settanta film tra i quali ricordiamo quelli di Pierre Salvadori, Christophe Honoré, Mia Hansen-Løve, Nicole Garcia, Jean-Stéphane Bron. Nel 2016 viene affidata a Philippe Martin la direzione artistica della 3e Scène, piattaforma numerica dell’Opéra National de Paris.

Laureata presso l’ENS Louis Lumière e Dottore di ricerca in Arti Plastiche (Paris I), Stéphanie Solinas (1978) sviluppa un’opera plurale, dove s’incontrano fotografia, scrittura e installazione. Il suo lavoro si interroga sull’atto stesso del “vedere” e sui suoi limiti, dove il pensiero è sempre più avanti del mezzo espressivo.

Il suo lavoro è stato oggetto di mostre personali presso i Rencontres d’Arles, il Musée Carré d’Art di Nîmes, il Fraenkel LAB (San Francisco), il FOAM (Fotografie museum of Amsterdam), a Parigi al Museo Nazionale Eugène-Delacroix, alla Maison Rouge, alla Société Française de Photographie (Sociétà francese di fotografia), la chiesa Saint-Eustache (durante il Mese della Fotografia), ecc. Le sue opere sono presenti anche in collezioni internazionali, presso il Centre National des Arts Plastiques (Centro Nazionale delle Arti Plastiche), la Biblioteca Nazionale francese, lo CNAC Georges Pompidou/Bibliothèque Kandinsky, il Fondo Regionale d’Arte Contemporanea PACA, il Museo Nicéphore Niepce, il Museo dell’Elysée a Losanna, il Pier 24 Photography a San Francisco, e svariate collezioni private. Stéphanie Solinas ha pubblicato Dominique Lambert (2010/2016), Senza titolo (Monsieur Bertillon) (2012) e Disertori (2013).

20.30. Editore

Paul Otchakovsky-Laurens (1944 – 2018). Dopo gli studi di giurisprudenza, inizia a lavorare nel mondo dell’edizione, presso Christian Bourgois. Dopo un’esperienza con le edizioni Flammarion e Hachette, crea la propria casa editrice P.O.L., nel 1983. P.O.L. ha permesso di far scoprire al pubblico e alla critica grandissimi scrittori quali Emmanuel Carrère, Marie Darrieussecq, Camille Laurens, Mathieu Lindon, Nathalie Azoulai e Lise Charles, borsista di Villa Medici, che ha ideato questa serata in omaggio all’editore.

Lise Charles è nata nel 1987. Ha conseguito il titolo accademico di «agrégée» in lettere classiche, ed è autrice di una tesi sull’ordine del racconto e la questione della tensione narrativa nel romanzo francese del XVII e XVIII secolo. Ha pubblicato due romanzi con le edizioni P.O.L, La Cattiva (2013) e Come Ulisse (2015).

 

I Giovedì della Villa | 24 maggio

ore 18 Testi e musiche perduti e reinventati
Concerto di Marc Mauillon e Catalina Vicens,

invitati da Aurélien Dumont, borsista dell’Accademia di Francia a Roma

ore 19 Non guardarmi
Incontro con Stephanie Solinas, borsista dell’Accademia di Francia a Roma

e Philippe Martin, produttore, direttore artistico della 3e Scène dell’Opéra de Paris,

animato da Florian Gaité, critico d’arte

ore 20.30 Editore

Omaggio a Paul Otchakovsk y-Laurens

ideato da Lise Charles, borsista dell’Accademia di Francia a Roma

 

ingresso gratuito nel limite dei posti disponibili | incontri in francese con traduzione simultanea

www.facebook.com/VillaMedici.VillaMedicis | #giovedìdellavilla, #jeudisdelavilla

 

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici

viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma

t +39 06 67611 www.villamedici.it

 

Ufficio stampa| Italia

Marta Colombo – t. +39 340 34 42 805 – email martacolombo@gmail.com

Francesca Venuto – t. +39 349 57 80 211 – email francescavenuto.f@gmail.com

 

 

giu
7
gio
2018
VILLA APERTA 2018: Calling for a New Renaissance 8a edizione @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici
giu 7 – giu 9 all-day
VILLA APERTA 2018: Calling for a New Renaissance  8a edizione @ Accademia di Francia a Roma - Villa Medici  | Roma | Lazio | Italia

L’Accademia di Francia a Roma e la direttrice Muriel Mayette-Holtz aprono le porte di Villa Medici alla musica per Calling for a new Renaissance, ottava edizione del festivalVilla Aperta il 7, 8 e 9 giugno 2018. Tre giorni di musica elettronica, sonorità pop e rock fino ai ritmi indiavolati della techno, in una line-up curata da Cristiano Leone e introdotta da conferenze, proiezioni, video arte e aperitivi musicali al tramonto. Tanta musica, dunque, ma anche collaborazioni inedite e spregiudicate tra musicisti, compositori, artisti visivi, scrittori, per celebrare l’arte tutta, secondo il format, inedito per l’Italia, ideato nel 2017 da Cristiano Leone. Quest’anno fa il suo ingresso a Villa Aperta la letteratura con il premio Nobel Gao Xingjian, poeta, saggista, pittore e drammaturgo, padrino di questa ottava edizione del festival, che aprirà con la conferenza Calling for a new Renaissance che dà il titolo alla manifestazione. «Con Villa Aperta, l’Accademia di Francia desidera potenziare il laboratorio di modernità e innovazione che Villa Medici rappresenta da secoli», spiega Cristiano Leone. «Villa Aperta è un appello a un nuovo Rinascimento, un invito all’audacia collettiva che ha caratterizzato quell’epoca. Tutti gli artisti di quest’edizione del festival si sono distinti per la loro voglia di sperimentare, di mescolare le arti, di cambiare il mondo attraverso la cultura».

Giovedì 7 giugno:

Nella giornata di apertura, il festival rende omaggio alla città di Roma, ispirazione per gli artisti e fil rouge tra i diversi progetti artistici: dalla conferenza di Gao Xingjian, realizzata in partenariato con la LibreriaStendhal – Libraire française de Rome, al live di Alvin Curran, americano e romano di adozione, accompagnato da una banda di quaranta musicisti di Testaccio; dal duo Tiger & Woods con la sua combinazione di musica house, techno e disco degli anni 80, al progetto inedito di concerto e mapping video di Julien Ribot, che celebrerà il grande cinema italiano, fino alla chiusura in chiave techno di Agents of Time, trio italiano che sta riscuotendo un successo mondiale. La serata riserverà inoltre una magnifica sorpresa al pubblico romano: una delle più illustri personalità della cultura italiana presenterà un dj-set raffinato e festoso.

Venerdì 8 giugno:

Pedro Winter aka Busy P, pioniere della french touch, fondatore dell’etichetta Ed Banger, che quest’anno festeggia i suoi 15 anni attraverso una serie di eventi planetari, ex-manager di Justice e dei Daft Punk, accompagnato da due punte di diamante della scena francese quali Jacques e Myd, incontrerà il pubblico nel pomeriggio per una masterclass sul progetto French Waves. Pedro Winter, Jacques e Myd saliranno poi sul palco di Villa Aperta, in chiusura della serata, per un’emozionante sfida generazionale. A seguire la masterclass, l’artista visivo Xavier Veilhan, reduce dall’immenso successo alla Biennale di Venezia, proporrà un’istallazione immersiva che prenderà vita al ritmo del concerto unplugged di Joakim, che presenterà quindi un primo live intimista al tramonto per poi impossessarsi della scena principale nel corso della serata per un elegante dj set; seguirà una performance inedita e senza precedenti: il compositore polistrumentista Fred Frith animerà con le sue note le pitture potenti e malinconiche del premio Nobel Gao Xingjian, che saranno proiettate sulla facciata di Villa Medici. L’hacker della techno francese NSDOS farà poi ballare il pubblico di Villa Aperta con un live techno realizzato su macchine ibride costruite da lui stesso, in attesa del back to back conclusivo della serata tra Busy P, Jacques e Myd.

Sabato 9 giugno:

La terza giornata si apre all’insegna della multidisciplinarietà, dello scambio, della trasmissione del sapere, attraverso un programma di proiezioni dedicate al legame tra musica elettronica e arte contemporanea. Dopo l’aperitivo musicale al tramonto, il pubblico romano potrà scoprire la dolcezza e l’eleganza di Brigitte. In seguito, entrerà in scena Flavien Berger, artista ibrido e à la page, che condensa influenze psichedeliche ed elettroniche con un risultato inaspettatamente etereo. Il gran finale, in due tempi, inizia sotto il segno degli Inrockuptibles: per la serata conclusiva di Villa Aperta, infatti, la più autorevole rivista musicale francese presenta il gruppo pluripremiato L’Impératrice e la sua musica ai confini del pop, chic e sensuale, tinta di disco.

Il festival si concluderà con un impressionante show di Rone, uno dei più influenti produttori, musicisti e dj francesi della nuova generazione. Rone, headliner di questa edizione, definito dalla critica “intellettuale sognatore”, ha portato nella musica elettronica francese una dimensione sensuale e onirica senza precedenti, offrendo al pubblico degli spettacoli stupefacenti, attraverso un connubio di musica caleidoscopica e immagini ammalianti.

Mediapartnerships:

Importanti mediapartnerships consentiranno una diffusione internazionale del Festival: la rete franco-tedesca Arte, in occasione del lancio della piattaforma italiana, trasmetterà le serate del 7 e dell’8 giugno in diretta sulla piattaforma digitale; Les Inrockuptibles racconterà le tre serate sui social e sul sito della celebre rivista, e soprattutto presenterà al pubblico L’Impératrice, il gruppo francese disco-pop più in voga del momento.

Collaborazioni artistiche con i borsisti di Villa Medici

Anche i borsisti di Villa Medici, cuore dell’istituzione, quest’anno saranno protagonisti del Festival. Lo storico della musica Maxime Guitton dialogherà con Alvin Curran, lo scrittore Boris Bergmann comporrà dei testi che saranno musicati dal duo Brigitte, la designer-fotografa Claire Lavabre collaborerà con il cantante Flavien Berger per un progetto inedito, il compositore Roque Rivas introdurrà il musicista sperimentale e abile improvvisatore Fred Frith.

 

VILLA APERTA VIII. Calling for a New Renaissance

7-9 giugno 2018

GIOVEDI 7 GIUGNO

Mezzogiorno // Sala cinema: conferenza di Gao Xingjian, introdotta da Marie-Eve Venturino

19.00-21.00: Aperitivo in Musica

21.00: Alvin Curran e la banda di Testaccio

22.15: Julien Ribot

22.45: Special Guest

23.15: Tiger & Woods

00.30: Agents of Time

VENERDI 8 GIUGNO

Pomeriggio: Masterclass FRENCH WAVES (Pedro Winter, Jacques e Myd)

19.00-21.00: Joakim live con Xavier Veilhan sul Belvedere

21.30: Fred Frith e Gao Xingjian

22.30: Joakim e Xavier Veilhan

23.30: NSDOS

00.30: Pedro Winter, Myd e Jacques (FRENCH WAVES)

SABATO 9 GIUGNO

Pomeriggio // Sala cinema: proiezione di film legati alla musica elettronica e all’arte contemporanea.

19.00-21.00: Aperitivo in Musica

21.00: Brigitte e Boris Bergmann

22.15: Flavien Berger e Claire Lavabre

23.30 : L’Impératrice invitato da Les Inrockuptibles

01.00: Rone

Info

Biglietto, in vendita su TicketOne, 15€ a serata, pass 3 giorni 30€

Seguite il festival sulle reti social Villa Aperta (Facebook e Instagram) e Villa Medici (Facebook, Twitter e Instagram)

 

Info al pubblico +39 06 67611 www.villamedici.it

Ufficio stampa | Italia

Marta Colombo – email martacolombo@gmail.com - mob. +39 340 34 42 805

Francesca Venuto – email francescavenuto.f@gmail.com - mob. +39 349 57 80 211

 

Ufficio stampa | Francia

Image Sept – 01 53 70 74 70

Anne Auchatraire – email aauchatraire@image7.fr

Charlotte Mouraret – email cmouraret@image7.fr

 

giu
21
gio
2018
AFRICAN SKY Festa della Musica 2018 @ Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
giu 21 @ 17:00 – 22:30
AFRICAN SKY  Festa della Musica 2018  @  Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea    | Roma | Lazio | Italia

Giovedì 21 giugno 2018, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea celebra la Festa della Musica con African Sky, un titolo che richiama la mostra in corso e si accorda con le sonorità che durante la giornata andranno a creare un percorso che va dalla musica europea sino alla fusion con la ritmica africana. L’evento vedrà le sale espositive e la scalinata del museo trasformarsi in uno spazio per accogliere la musica e festeggiare l’arrivo dell’estate, con un ricco programma che prenderà avvio a partire dalle 17.00. Il concerto sarà, infatti, anche l’occasione per salutare la mostra in chiusura I is an Other / Be the Other dedicata al linguaggio dell’arte africana contemporanea, ancora visibile fino al 24 giugno e darci appuntamento il 16 luglio per la mostra BRIC-à-brac | The Jumble of Growth | 另一种选择 che apre la nuova stagione espositiva. L’evento rientra nel programma della Festa della Musica, alla sua terza edizione, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con il contributo di SIAE e AIPFM, che coinvolge artisti, istituzioni e luoghi della cultura in tutta Italia, in virtù dei valori di integrazione e partecipazione che la musica riesce sempre a trasmettere.

PROGRAMMA:

dalle ore 17.00 alle 19.30

PROMU Sky Call

All’interno della Galleria, si sviluppa una call per i giovani musicisti romani, o comunque attivi nel circuito cittadino, che avranno a disposizione un percorso all’interno della Galleria creato con 8 postazioni, un itinerario musicale che dialogherà con le opere esposte. Il pubblico grazie agli artisti partecipanti sarà guidato in un percorso di “arte che prende vita”.

ore 19.45

Al termine de percorso musicale nelle sale della Galleria, i Solisti Aquilani, importante formazione d’archi italiana attiva da ben 50 anni sulla scena nazionale e internazionale, si esibiranno in un concerto in Sala delle Colonne:

ANTONIO VIVALDI

Concerto in la minore per due violini, archi e basso continuo op. 3 n. 8 RV 522

Allegro – Larghetto e spiritoso – Allegro

Solisti: Daniele Orlando e Alessandro Marini

LUIS BACALOV

Concerto grosso per violino, archi e cembalo

Allegro moderato – Adagio – Moderato

Solista: Daniele Orlando

ore 20.30

Western Sky Concert

La scalinata della Galleria diventa un palco a cielo aperto: il programma serale si apre con il concerto a cura di PROMU con la partecipazione dell’importante trio jazz creato da Roberto Gatto, naturalmente alla batteria, Domenico Sanna al pianoforte e Luca Bulgarelli al contrabbasso.

ore 21.45

Gavino Murgia

African Sky Concert

Una serata dedicata al grande jazz di Gavino Murgia e dei suoi musicisti, un trio che si esibirà in premiere assoluta. Murgia sarà accompagnato da Majid Bekkas e Badara Seck e con la speciale partecipazione di Hamid Drake, uno dei più importanti batteristi della scena jazz internazionale, con musiche composte appositamente per questa occasione. Il concerto African Sky unirà radici e apertura, tradizione e modernità, in un melting pot di strumenti e musica araba, gnawa, jazz, arcaica come quella sarda e quella afro americana.

A seguire

La musica continua con una live performance a cura di DJ YaYa (Ilaria Gianni).

Per la Festa della Musica l’ingresso al museo sarà gratuito ai visitatori a partire dalle ore 17.00 fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 21.45).

***

Gavino Murgia (Nuoro, 1969): Studia e cresce con il jazz e la musica classica, sperimentando fin da giovanissimo formazioni musicali di ogni tipo: duo, trio, quartetto. Al sax soprano e tenore affianca anche il sax baritono, flauti e duduk. Le radici musicali sarde sono costantemente presenti nel suo percorso sonoro: il canto sardo a tenore e le Launeddas si fondono nel tempo con la musica afroamericana trovando un percorso inedito e originale. Ha suonato e registrato con: Rabih Abou Kalil, Bobby McFerrin, Mal Waldron, Michel Godard, Antonello Salis, Al di Meola, Djivan Gasparian, Araik Bakhtckian, Salvatore Bonafede, Paolo Fresu, Roswell Rudd, Sainko Namtcylak, Bebo Ferra, Danilo Rea, Babà Sissokò, Badara Seck, Hamid Drake, Franck Tortiller, Luigi Cinque, Mauro Pagani, Gianna Nannini, Andrea Parodi, Vinicio Capossela, Piero Pelù, Tazend, Luigi Lai, Hosoo Khosbayar, NOA, Gil Dor, Zohar Fresco e tantissimi altri. Inoltre ha suonato con vari gruppi nei principali jazz festival italiani europei ed extraeuropei.

Solisti Aquilani: Costituiti nel 1968 sotto la guida di Vittorio Antonellini, abbracciano le più diverse epoche musicali, da quella pre-barocca alla musica contemporanea, con particolare riguardo ai compositori italiani, senza trascurare interessanti incursioni nel teatro d’opera. Per l’ottimo livello delle esecuzioni, l’alto numero dei concerti effettuati, l’ampio repertorio, la vastissima dislocazione dei centri raggiunti e l’unanime consenso di pubblico e di critica, I Solisti Aquilani hanno conquistato una precisa e insostituibile posizione nel quadro delle più prestigiose formazioni cameristiche internazionali. Protagonisti di numerose e importanti tournée in Italia, Africa, America, Europa, Medio ed Estremo Oriente, sono ospiti delle più prestigiose istituzioni musicali e sale da concerto. Daniele Orlando è il violino di spalla. Dal 2013 la direzione artistica è affidata a Maurizio Cocciolito.

Roberto Gatto (Roma, 1958): Il suo debutto professionale risale al 1975 con il Trio di Roma (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli) e da allora ha suonato in tutta Europa e nel mondo con i suoi gruppi e a fianco di artisti internazionali. Oltre ad una ricerca timbrica raffinata, i gruppi a suo nome sono caratterizzati dal calore tipico della cultura Mediterranea. Gatto vanta importanti partnerships con artisti del mondo del jazz e non solo. Numerose sono le sue collaborazioni come sideman: ha suonato con Chet Baker, Freddy Hubbard, Lester Bowie, Gato Barbieri, Kenny Wheeler, Randy Brecker, Enrico Rava, Ivan Lins, Vince Mendoza, Kurt Rosenwinkel, Joey Calderazzo, Bob Berg, Steve Lacy, Johnny Griffin, George Coleman, Dave Liebman, Phil Woods, James Moody, Steve Grossman, Lee Konitz, Kirkland, Stefano Bollani, Enrico Pieranunzi, Dave Kikosky, Franco D’Andrea, John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Bobby Hutcherson, Didier Lockwood, Richard Galliano, Pat Metheny, Adam Rogers, Rita Marcotulli e tantissimi altri. È titolare della cattedra di batteria jazz al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.

Info pubblico:

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Roma, viale delle Belle Arti 131

Ingresso libero

lagallerianazionale.com

T +39 06 3229 8221

giu
22
ven
2018
BLOOMING FESTIVAL – II Edizione arti numeriche e culture digitali @ Pergola
giu 22 – giu 23 all-day
BLOOMING FESTIVAL – II Edizione  arti numeriche e culture digitali @ Pergola | Pergola | Marche | Italia

Blooming è un festival diffuso nel centro storico di Pergola, bellissimo borgo dell’entroterra marchigiano, che nasce dal desiderio di promuovere le espressioni artistiche di ricerca nel campo della cultura digitale, della musica e delle arti elettroniche. Il nome stesso, blooming, che significa fioritura, punta ad indicare il rinascimento delle arti digitali in Italia. Giovani artisti, makers, coders e designers mostrano a Blooming Festival una creatività esplosiva, magnifica e caleidoscopica nelle forme e nei colori. La II edizione del festival in programma il 22 e 23 Giugno, prevede installazioni interattive e performance dal vivo in diversi luoghi normalmente chiusi al pubblico o aperti solo in rare occasioni. Spazi sacri, spazi nascosti, spazi sotterranei di Pergola si animano tra proiezioni, immagini, suoni che stimolano la meraviglia e la curiosità, che invitano lo spettatore ad avventurarsi nella magia del processo creativo come in uno sconfinato giardino nel pieno della sua fioritura. Le arti digitali diventano il filo rosso tra le discipline artistiche, tra le tecniche del passato e quelle del presente. Per due giorni il borgo marchigiano si trasforma in un polo creativo dedicato alle arti digitali, un’esperienza dinamica in cui il pubblico può interagire con i luoghi, con le opere e con gli artisti e vivere la città in maniera differente. La direzione artistica del festival è a cura dei Quiet Ensemble, tra i più importanti esponenti nel panorama delle arti visive in Italia, la cui ricerca è improntata sulla poetica di dare forma all’invisibile e voce all’inaudibile attraverso installazioni e apparati che uniscono magicamente poesia e tecnologia. La fioritura della II edizione di Blooming Festival coinvolgerà: Ultravioletto, importante studio creativo con base a Roma, che esplora le possibilità insite tra il campo digitale e quello analogico esaminando la relazione tra uomo e tecnologia; StudioAIRA!, le cui creazioni sono paesaggi multisensoriali che combinano video, grafica, suono, architettura e interattività; fuse*, studio creativo che spinge i propri limiti cercando nuove interazioni tra luce, spazio, suono e movimento, tra gli organizzatori del NODE Festival di Modena; Daniele Spanò, regista e artista visivo con alle spalle numerose collaborazioni con istituzioni teatrali e culturali in tutto il mondo; Polisonum, collettivo di ricerca artistica che utilizza il suono come metodo e dispositivo di indagine sulle trasformazioni dei paesaggi, dei territori e delle geografie fisiche e culturali del mondo contemporaneo; e ancora The Unexpected, Martina Zena, Diego Labonia e Simone Palma, Luca Cataldo, Diego Gavioli, Arssalendo, Decomposer e Marco Cinque. Tutti gli artisti lavoreranno a stretto contatto con luoghi legati al passato, alle tradizioni rurali, incoraggiando nuovi punti di vista attraverso una ricerca digitale-elettronico-numerica. Assieme alle performance artistiche ci sarà anche spazio per il workshop “Video Mapping for Kids”, a cura del pioniere della web art in Italia Gianluca Del Gobbo, volto alla realizzazione di un progetto sonoro-visivo a cura di bambini e ragazzi da esporre durante la seconda giornata del festival. Nella sera dell’inaugurazione Urban Experience condurrà un walkabout di #arthinking per fare del pensiero dell’arte: un brainstorming radio-nomade condotto da Carlo Infante, un dispositivo ludico-cognitivo e partecipativo per raccogliere alcuni dei concetti chiave che stanno a monte di quelle progettualità di performing media protagoniste del Blooming.

Blooming Festival è un progetto di Palazzo Bruschi con la collaborazione di Palazzo Giannini.

Palazzo Bruschi è un’associazione di promozione sociale con sede a Pergola, che ha come scopi principali quello di organizzare eventi di promozione culturale e favorire gli scambi che sono più che mai necessari tra idee e le opere, artisti, professionisti e pubblico.

BLOOMING FESTIVAL – II Edizione

arti numeriche e culture digitali

22-23 Giugno / PERGOLA (PU)

info: http://www.bloomingfestival.it/