Eventi

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apr
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2018
Outdoor 2018 @ Mattatoio Testaccio
apr 14 – mag 12 all-day
Outdoor 2018 @ Mattatoio Testaccio | Roma | Lazio | Italia

Ritorna dal 14 aprile al 12 maggio 2018 negli spazi del Mattatoio, Outdoor, il più grande Festival in Italia dedicato alla cultura metropolitana. La manifestazione, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, è ideata e diretta dall’agenzia creativa Nufactory, con il patrocinio della Regione Lazio. Quest’anno il tema centrale della manifestazione è “Heritage”. Nell’anno europeo dedicato al patrimonio culturale, Outdoor, attraverso le discipline artistiche, indaga il tema ponendo degli interrogativi a quanti visiteranno la manifestazione: Cosa rappresenta il patrimonio oggi? Quali culture sono oggi considerate come patrimonio nella nostra società? Quale patrimonio stiamo costruendo e quale trasmetteremo alle future generazioni? La cultura popolare di oggi, tra influenze internazionali, mass media e social network, sarà al centro di un’indagine che metterà in risalto il singolo e le proprie scelte. Per questo Outdoor propone un’offerta eterogenea che si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Televisione, alle quali si aggiungono le aree dedicate alle conferenze e al mercato dei makers contemporanei.

ARTE
Il padiglione arte, a cura di Antonella Di Lullo e Christian Omodeo, si sviluppa in un percorso coinvolgente, interattivo e ludico: il collettivo di architetti Orizzontale ha realizzato un Grande Labirinto che pone lo spettatore al centro della mostra, con la possibilità di scegliere la propria esperienza tra 4 percorsi che rappresentano diverse modalità di rapportarsi al patrimonio.
Il primo percorso, Disobedience, riunisce artisti di diverse generazioni che, dal 1968 fino ad oggi, introducono degli elementi di discontinuità nel racconto storico. La crew di writers tedeschi Berlin Kidz vive i graffiti come uno sport estremo e ha trasformato negli ultimi anni lo skyline berlinese con un alfabeto ispirato ai pixaçao brasiliani e all’alfabeto runico; Biancoshock, artista italiano, crea delle installazioni urbane che con ironia invitano i passanti a riflettere sui problemi della nostra società; Paolo Buggiani a partire dagli anni ‘70 basa la sua ricerca sul rapporto tra tempo oggettivo e soggettivo, incrociando nel suo percorso di ricerca artisti come Keith Haring, Richard Hambleton e Ken Hiratsuka; Mathieu Tremblin, artista francese, riadatta lo spirito dei Situazionisti al mondo contemporaneo attraverso delle installazioni urbane che sono diventate virali su internet; Wasted Rita, artista portoghese, conosciuta per i suoi disegni satirici e le sue installazioni che offrono un punto d’osservazione privilegiato sulla società contemporanea, sull’invasività dei nuovi media e sul ruolo delle donne, è anche nota per aver partecipato al progetto realizzato da Banksy Dismaland. I richiami del passato sono alla base della seconda sezione Total Recall, che mette in scena una riappropriazione nostalgica e ironica del patrimonio. Tony Cheung, illustratore cinese, pone al centro delle sue opere le forti contraddizioni tra l’antica cultura e la moderna società del suo paese; Leonardo Crudi, artista romano, con i suoi poster disseminati per le strade della città, ispirati alle principali avanguardie storiche, crea un corto circuito visivo tra estetica del passato e contemporaneità; Madame, un’icona della Street Art parigina dell’ultimo decennio, nei suoi collages urbani inserisce forti richiami alla grafica e alle scenografie teatrali dell’800 e inizio ‘900; Sam 3 internazionalmente riconosciuto per le sue grandi figure nere antropomorfe che appaiono sui muri delle principali città, si è recentemente cimentato nelle sperimentazioni video in stop motion; il canadese Scorpion Dagger, ha fatto delle Gif animate il suo territorio privilegiato di sperimentazione, prelevando personaggi dai grandi dipinti del Rinascimento nordico; Rub Kandy (Mimmo Rubino) artista difficile da collocare in un ambito artistico specifico e grande osservatore del contesto urbano, lo decostruisce attraverso immagini dal forte impatto visivo. Con il terzo percorso Speedlight, si sperimenta un nuovo sistema rispetto a questo continuo rivolgersi al passato. Un movimento istantaneo per tornare al futuro. Kid Acne, street artist inglese, fa delle parole l’oggetto principale della sua arte, come la scritta Paint over the cracks realizzata in occasione di Outdoor 2011; Motorefisico, progetto artistico degli architetti e designer romani Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo che attraverso rigorose linee simmetriche disegnano e reinventano lo spazio circostante; i Quiet Ensemble sperimentano la contaminazione dell’elemento naturale con la tecnologia in precario equilibrio tra casualità e controllo; Uno, artista romano conosciuto per aver portato il volto del bambino della Kinder per le strade di diverse città, pone al centro della sua ricerca la ripetizione e la manipolazione della carta.
Il quarto percorso, Retromania, indaga quei meccanismi che restituiscono un’aura agli oggetti industriali destinati alle masse, per includerli in un racconto storico normalmente riservato alle produzioni uniche ed irripetibili rivolte alle élites. Ricky Powell, uno dei grandi nomi della street photography, da quasi quarant’anni documenta con il suo obiettivo la scena artistica e musicale underground newyorkese e, con essa, l’evoluzione dei codici della street fashion; I Love Tokyo, la collezione di sneakers di Fabrizio Efrati, fondatore di Market Kickit, riunisce scarpe da ginnastica prodotte a partire dagli anni ‘80 e testimonia la comparsa di un mercato internazionale di sneakers destinato ai collezionisti di streetwear. In partnership con Google Arts and Culture – già partner di Outdoor Project, il tour che esplora tramite la realtà virtuale le opere delle passate edizioni del festival – viene presentato Stories, in esclusiva per il pubblico di Outdoor, un progetto di digitalizzazione del patrimonio immateriale ed orale di Roma, sviluppato dallo studio The Fake Factory specializzato in progetti di videoarte. Un’indagine sull’identità culturale e collettiva di alcuni quartieri periferici della città per restituirli al pubblico contemporaneo e futuro. Video a 360° guidano lo spettatore in un percorso emotivo nei luoghi della città, arricchito dal contributo di diversi artisti che ne narrano la storia e la quotidianità, come Amir Issa, rapper e writer romano. Il tutto arricchito dal racconto fotografico a cura di Rub Kandy, Niccolò Beretta, Guido Gazzilli e a.DNA collective. Anche quest’anno l’Istituto Europeo di Design è content partner di Outdoor con un progetto interdisciplinare che coinvolge studenti e docenti di IED Roma tra conferenze, installazioni e azioni di storytelling sui social media di Outdoor. Nel Padiglione Arte viene presentata Map Of Null: un’installazione audiovisiva sviluppata da Franz Rosati, Docente e Digital Artist, e dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Roma dove emozioni, pensieri e sensazioni diventano il DNA di un paesaggio virtuale solo apparentemente disabitato. In programma anche un intervento artistico collettivo realizzato in collaborazione con lo storico negozio Graff dream e powered by APA. Un momento ludico ed educativo teso a sensibilizzare il tema della legalità nel mondo del writing e dell’arte urbana. Express yourself è un progetto performativo di tutti e per tutti, una grande jam session in cui è il pubblico ad esprimersi lasciando il proprio segno attraverso messaggi, firme e disegni.

MUSICA
La musica è la nuova protagonista della programmazione del festival che ospita quest’anno una line-up ispirata alle tendenze e sonorità che hanno segnato le ultime generazioni: dalla techno alla house, dalla disco all’hip hop e alla trap. All’interno del Mattatoio viene allestito un temporary club dove musica e visual si fondono insieme per offrire al pubblico un’esperienza live unica.  Ad animare i 5 sabati, a partire dal 14 aprile, ci pensano gli headliner del Festival. Quest’anno sarà il ritorno in Italia, dopo 8 anni, del duo berlinese patrimonio della musica elettronica europea, i Booka Shade. In programma il 21 aprile la Female Night, una serata tutta al femminile. Si alternano in consolle le dj e producer Anja Schneider, una tra le artiste più richieste e apprezzate nel mondo del clubbing internazionale, Erica.Me del collettivo femminile romano “She made” e Francesca Lombardo, reduce dai più grandi festival di tutto il mondo come il Tomorrowland e The Burning Man. Il 25 aprile, si esibirà dj Buenoventura, co-fondatore della techno band viennese Elektro Guzzi. Appuntamento il 28 aprile con i Digitalism, duo elettronico di Amburgo che con il loro disco d’esordio Idealism (2007) ha conquistato pubblico e critica. Il 5 maggio sarà la volta del dj e producer tedesco Purple Disco Machine, in tutte le radio con la hit Devil In Me (feat. Joe Killington & Duane Harden) e dj Mari Ka, nuova protagonista del clubbing milanese. Il 12 maggio, il party di chiusura è dedicato alla finale italiana del Red Bull BC One Italy Cypher 2018, l’evento nazionale più importante dedicato al mondo della break-dance, dove i migliori b-boy si sfidano per conquistare l’accesso alla finale internazionale. Headliner della serata l’icona e precursore dell’hip hop francese Cut Killer che vanta una partecipazione al fianco di Vincent Cassel nel film «L’Odio». In apertura nel main stage gli storici dj della scena rap romana Baro e Stile, mentre nel second stage le crew romane della scena trap e hip hop di nuova generazione. Contemporaneamente il Festival ospiterà lo studio mobile di registrazione di Red Bull Music, centro di produzione di contenuti inediti e collaborazioni tra musicisti di vari generi. L’idea della “residenza artistica” durante l’Outdoor Festival è quella di raccontare le realtà musicali romane più interessanti e inserirsi nella scena per creare nuovi progetti fra i quali sessioni di registrazioni, format audiovisivi, performance dal vivo, workshop, lecture e interviste. Tra gli artisti coinvolti: Giorgio Poi, Cosmo, Achille Lauro, Frenetik & Orang3, Serena Brancale, CRLN, Mesa, Francesca Lombardo e Anja Schneider. Dal 23 al 29 aprile Redbull presenta “Tutti contro tutti”, 24 rapper e trapper romani, in rappresentanza di 8 quartieri di Roma, si sfidano all’ultima rima per decretare il miglior MC.

CONFERENZE
Un ricco programma di conferenze e incontri caratterizzano tutti i venerdì del festival.
Il 20 aprile è in programma un incontro organizzato in collaborazione con Ladies, Wines & Design, realtà internazionale che pone al centro il ruolo delle donne nel settore creativo e culturale. Il 27 aprile si apre con la conferenza “Talento digitale”, un incontro con esperti del settore digital e new media realizzata da Digital Yuppies, network di talenti e professionisti dell’industria digitale e creativa, con il supporto di IED – Istituto Europeo di Design. In partnership con VICE Italia, il 4 maggio, è in programma la proiezione del documentario The Last Man of Mahana, prodotto da VICE Australia, che segue le tracce di Arthur, uno degli ultimi membri della comunità Mahana, fondata nel 1978 in Nuova Zelanda, sulla scia del movimento hippie. Segue l’incontro con Stefano Bianchi, fondatore della casa editrice di fotografia in crowdfunding Crowdbooks, che presenta il progetto Utopia di Carlo Bevilacqua, un racconto fotografico del giro per il mondo alla ricerca di persone che hanno abbandonato la società moderna per vivere in comunità. L’11 maggio il collettivo creativo Manifesto delle Visioni Parallele presenta Errore Digitale – Collezione 2018, un incontro con gli artisti internazionali e un workshop dedicato alla Glitch Art, genere artistico strettamente connesso alla video arte e alla fotografia, che attraverso l’apporto di processi informatici e digitali trasforma in forma artistica il concetto e il valore dell’”errore”.

TELEVISIONE
Non si può parlare di patrimonio senza poter celebrare lo strumento che più di altri ha contribuito alla formazione ed alla diffusione di informazioni, tendenze, notizie per oltre mezzo secolo. La sezione dedicata alla televisione, realizzata in collaborazione con Rai, affronta il patrimonio televisivo italiano attraverso proiezioni e talk suddivisi in 4 appuntamenti domenicali. Ogni ciclo di proiezioni, dedicate all’intrattenimento, alla scienza alla cultura, allo sport e alle serie tv, è aperto da un momento di incontro e racconto con i protagonisti della televisione italiana. L’intento è quello di mostrare una parte della storia nazionale, per restituirla sia ad un pubblico che ha visto “in diretta” quei programmi sia alla generazione successiva.

MERCATO
All’interno degli spazi del Festival, in partnership con Wave Market, viene ricreato un mercato, un angolo di città, che si propone di promuovere la cultura dell’artigianato. Una vera e propria fiera dell’handmade che ogni settimana propone ai visitatori una tematica diversa: artigianato e design, vintage, street wear, editoria e illustrazioni.  Il 25 aprile è il “Simply Amazing Day”, in questa occasione viene presentata al pubblico l’ultima nata del birrificio Birra del Borgo: la lager Lisa. Nella stessa giornata il Roma Vinyl Village propone al pubblico romano un market del vinile itinerante. L’area food è in collaborazione con Foodora mentre il beverage è affidato ad una selezione dei migliori bartender della città.

Outdoor festival è un progetto nato nel 2010 con l’intento di contribuire al cambiamento del tessuto sociale della città attraverso azioni di carattere culturale in grado di segnare profondamente le abitudini di chi vive e abita a Roma. Nel 2014, dopo 15 anni, outdoor festival ha aperto l’Ex Dogana Ferroviaria, mentre nel 2015 l’Ex Caserma Guido Reni, offrendo alla città nuovi luoghi di aggregazione. Outdoor festival crede nel cambiamento, nelle pulsioni che lo animano e nelle correnti generazionali che nascono dai contesti urbani. Oggi, attraverso un network internazionale di artisti e produttori, offre un palcoscenico internazionale in aperto dialogo con il mondo.

HERITAGE 14 APRILE – 12 MAGGIO

INFO

www.out-door.it

www.facebook.com/OUTDOORfestival/|www.instagram.com/outdoorfestivalroma/

info@nufactory.it |06 7061 4597

BIGLIETTI

MOSTRA

Venerdì dalle 12.00 alle 00.00* | Sabato dalle 12.00 alle 00.00** | Domenica dalle 12.00 alle 21.00*

*include ingresso alle conferenze e al mercato

**esclude l’ingresso MUSICA

Intero: 10€ | Ridotto: 8€ | Under 10: Gratis

CONCERTI

Sabato dalle 21.30 alle 04.00

Intero: 15€

Ingresso: Lungo Tevere Testaccio

MERCATO

Venerdì: 18.00 – 22.00 | Sabato: 12.00 – 22.00 |Domenica: 12.00 – 20.00

Ingresso con il biglietto MOSTRA

 

Ufficio Stampa Outdoor

Antonella Bartoli | bartoli.anto@gmail.com |+39 339 7560222

Ilenia Visalli | press@bstudios.it |+39 329 3620879

mag
4
ven
2018
FLUX Festival Lituano delle arti @ Roma
mag 4 – mag 15 all-day
FLUX Festival Lituano delle arti  @ Roma | Roma | Lazio | Italia

In occasione del centenario della Repubblica Lituana tutta la vivacità e il fermento della scena artistica del Paese baltico arrivano a Roma dal 4 al 15 maggio con FLUX – Festival Lituano delle arti. 3 mostre, 2 rassegne video, 5 concerti, 5 spettacoli – per un totale di 12 giornate di arte, teatro, danza, musica performance, proiezioni, architettura e fotografia, – riempiranno il calendario culturale della Capitale nelle sue sedi più prestigiose: l’Auditorium Parco della Musica, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Teatro Argentina, il Teatro India, Palazzo Braschi e il Museo Baracco. La manifestazione è prodotta dalla Fondazione Musica per Roma con l’Istituto di Cultura Lituano, in collaborazione con il Teatro di Roma-Teatro Nazionale, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Comune di Roma, l’Ambasciata della Repubblica Lituana, e sostenuta dal Ministero della Cultura della Repubblica Lituana, grazie alla promozione sul territorio realizzata dal Dipartimento del Turismo della Lituania. FLUX vuole regalare alla città di Roma la possibilità di scoprire e apprezzare la varietà e il dinamismo delle arti lituane nelle sue molteplici diramazioni. Un fluire di creatività libero e ininterrotto, in costante evoluzione, un “flux” appunto: sono questi i caratteri espressivi degli artisti contemporanei del Paese baltico, influenzati tanto delle tecnologie e dai nuovi mezzi di comunicazione, quanto dai grandi maestri del passato e dalle esperienze peculiari della loro terra. Un festival unico, dove sperimentazione e rilettura dei classici si integrano attraverso una visione interdisciplinare ereditata dallo spirito del manifesto del movimento “Fluxus”, pubblicato nel 1963 da George Maciunas. A Roma arriveranno i protagonisti più importanti e riconosciuti della scena culturale lituana insieme a uno straordinario gruppo di giovani artisti, registi e compositori che stanno conquistando un posto di primo piano nella mappa culturale internazionale. Accanto al padre del cinema sperimentale Jonas Mekas, a due nomi leggendari del teatro lituano come Eimuntas Nekrošius e Oskaras Koršunovas, al videoartista di fama mondiale Deimantas Narkevičius, ai tre giganti del jazz Vladimir Tarasov, Liudas Mockūnas e Eugenijus Kanevičius, e ad Anton Lukoszevieze con The Apartment House, pluripremiato ensemble di musica sperimentale di base a Londra, la Capitale ospiterà la giovane direttrice d’orchestra, apprezzata in tutto il mondo Mirga Gražinytė-Tyla, la promettente e anticonformista regista Kamilė Gudmonaitė, la compositrice Justė Janulytė, la poetessa femminista Laima Kreivytė, la danzatrice e perfomer Gintarė Minelgaitė, l’impetuosa compagnia di danza urbana LOW AIR. Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė e Rugilė Barzdžiukaitė, autrici della sorprendente “nuova opera” Buona giornata! (Have a Good Day!), arrivano per la prima volta in Italia dopo aver riscosso grandi consensi di pubblico e critica in tutto il mondo. Non mancheranno poi le arti performative con le performance della stessa Lina Lapelytė e di Gintarė Minelgaitė, artista teatrale e metodologa e Andrej Polukord, che utilizza la pittura, le installazioni, e la videoarte per creare ambienti imprevedibili. Grande spazio avranno anche le arti visive con Fast-forwarded (Artapes), selezione di opere video lituane a partire dagli anni ’90, a cura di Ūla Tornau e Asta Vaičiulytė; e due mostre fotografiche: Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marija Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė, Vaidas Petrulis, e I mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė.

GLI EVENTI

A inaugurare il Festival il 4 maggio, alle 19.00, in Auditorium Arte, il videoartista Deimantas Narkevičius, tra i più noti e riconosciuti artisti lituani, due volte alla Biennale di Venezia, che arriva per la prima volta a Roma per presentare 20 luglio 2015, con la curatela di Anna Cestelli Guidi. Una doppia video installazione che riprende la rimozione delle ultime statue socialiste rimaste nella città di Vilnius. Una dismissione dai risvolti grotteschi che diventa metafora dello smantellamento dell’intero sistema socialista. Il lavoro sarà in mostra fino al 18 giugno. L’inaugurazione del Festival prosegue alle 20.30 con un concerto diretto da Mirga Gražinytė-Tyla, per la Stagione Sinfonica dell’Accademia di Santa Cecilia. Classe 1986, la prima donna a essere nominata direttore della City of Birmingham Symphony Orchestra, dopo Sakari Oramo e Sir Simon Rattle. In seguito a un’apparizione folgorante ai PROMS di Londra nel 2017, la stampa inglese la ritiene una delle personalità musicali più influenti del momento. Dopo il MET di New York, la Kammerorchester di Vienna e l’Orchestre de Radio France, Mirga debutterà con l’Orchestra di Santa Cecilia (Sala Santa Cecilia) in un omaggio a Debussy di cui dirigerà La mer, il brano in cui il compositore riversò tutto il suo amore per il mare e le suggestioni che questo gli suscitava e una selezione di Preludi. Nell’ambito della serata verrà eseguito il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart interpretato da Francesco Piemontesi, rinomato per le sue esecuzioni di Mozart e del repertorio del Classicismo viennese. Repliche il 5 e il 6 maggio alle 18.00.

Il 5 maggio la giornata inizia alle 11.30 al MAXXI, con Fast-forwarded (Artapes), rassegna di video arte lituana introdotta da un talk cui parteciperanno le curatrici Ūla Tornau, Asta Vaičiulytė, l’artista Deimantas Narkevičius e Anna Cestelli Guidi. Un’occasione imperdibile per conoscere l’evoluzione di questo linguaggio dagli anni ‘90 a oggi. I video di artisti come Eglė Budvytytė, CAC TV, CORO Collective, Kipras Dubauskas, Dalia Dūdėnaitė, Laura Garbštienė, G-Lab (Arturas Bumšteinas e Laura Garbštienė), Arūnas Gudaitis, Donatas Jankauskas, Evaldas Jansas, Ieva Kabašinskaitė, Dainius Liškevičius, Gintaras Makarevičius, Deimantas Narkevičius, Robertas Narkus e Jokūbas Čižikas, Marija e Petras Olšauskai, Artūras Raila, Darius Žiūra saranno in visione fino al 6 maggio.

Due mostre fotografiche e itineranti, per la prima volta in Italia, inaugurano nel Foyer Sinopoli in Auditorium il 5 maggio alle 19.00: Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marijja Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė, Vaidas Petrulis e I Mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė. La prima, già esposta a Parigi nella sede Unesco, racconta l’eccezionale sviluppo architettonico e urbanistico di Kaunas, capitale della neonata Repubblica di Lituania, in pieno ottimismo modernista. La seconda, nata dal recente recupero dell’opera di Vitas Luckus, “principe della fotografia sovietica”, come lo ha definito il New York Times, riguarda un ciclo di sperimentazioni realizzate tra il 1968 e il 1972 in cui alcuni mimi e i loro corpi diventano centro formale della composizione fotografica.

Spazio anche ai suoni più sperimentali con Anton Lukoszevieze and The Apartment House, noti per le loro particolari esecuzioni di musica contemporanea, che il 7 maggio interpreteranno Musica per chiunque (Music For Everyman), di George Maciunas alle 21.00, in Auditorium Teatro Studio. Fino al 31 maggio inoltre, presso il “Sound Corner” dell’Auditorium sarà possibile ascoltare l’installazione sonora Psalms (Salmi) della compositrice e performer Justė Janulytė (1982): musica monocromatica per flauti, ispirata al suono della lettura di salmi e alla recita corale di preghiere.

Lo spessore e la vivacità della scena musicale e teatrale sono rappresentate da artiste come Vaiva Grainytė (1984), Lina Lapelytė (1984), Rugilė Barzdžiukaitė (1983), autrici dell’opera contemporanea Buona giornata! (Have a good day!) messa in scena dalla compagnia Operomanija di Vilnius l’8 maggio, alle 21.00 al Teatro Argentina. “Un’opera intelligente e sovversiva”, ha decretato il New York Times. Protagoniste dieci donne con storie diverse alle spalle, accomunate però dalla meccanicità del servizio che svolgono, da quel costante sorriso artificiale che maschera i loro volti e da tutte quelle frasi di circostanza che si ritrovano a recitare ogni giorno – «Buongiorno!», «Grazie», «Buona giornata!». Il libretto dell’opera mescola linguaggio parlato e lingua letteraria, entrambi calati nell’attualità del quotidiano. In sottofondo il continuo «bip» dei prodotti scansionati.

Il 9 maggio si torna al Teatro Studio dell’Auditorium per l’incredibile commistione tra danza urbana e arti visive della giovane compagnia LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius, che porta sul palco Fine dei giochi (Game Over), visionario e magico balletto ispirato a Julio Cortázar: un elogio della fantasia come soluzione per affrontare i problemi della vita quotidiana.

Il 10 maggio alle 19.00 un appuntamento memorabile: Jonas Mekas, ultranovantenne poeta e filmmaker lituano, fondatore del New American Cinema Group negli anni ’60, in collegamento Skype da Brooklyn con il duo di curatori Francesco Urbano Ragazzi, introdurrà all’Auditorium quattro dei suoi folgoranti cortometraggi sulla sua esperienza di rifugiato a New York: scene dalla vita di Andy Warhol, Yoko Ono, John Lennon, Jackie Kennedy e George Maciunas si susseguono in un caleidoscopico diario visivo accompagnato dalle riflessioni dell’artista sulla felicità e l’amicizia. In primo piano il fermento culturale di Fluxus e della Factory di cui Mekas è stato protagonista e testimone, sullo sfondo la condizione solitaria di un esule sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale.

La programmazione continua nel solco della rivisitazione dei classici. Alle 21.00, in Sala Petrassi all’Auditorium, Eimuntas Nekrošius, massimo esponente del teatro lituano, dirigerà Franz Kafka: Un digiunatore. La storia è quella di un artista che grazie ai suoi digiuni prolungati riesce ad attirare l’ammirazione di folle di spettatori. Tuttavia, nonostante abbia aggiunto l’apice della fama, si trova a morire solo e dimenticato da tutti. La compagnia Meno Fortas, tra le più affermate in Europa, interpreta il canovaccio kafkiano toccando le corde più profonde dello spettatore e facendolo sorridere al tempo stesso. Diverse performance di arte e danza animeranno Palazzo Braschi e il Museo Baracco l’11 maggio: Lina Lapelytė, coautrice di Buona giornata! presenterà Pirouette, performance e lavoro sonoro sui cicli della vita; Gintarė Minelgaitė con Self-Fles ironica e surreale mise-en-scène, mentre Andrej Polukord, classe 1990, presenterà Chez Andre per la prima volta a Roma. Il ciclo, a cura di Claudio Libero Pisano, prosegue il 12 maggio con la performance itinerante della poetessa femminista Laima Kreivytė in alcuni spazi pubblici della città. Il 13 maggio alle ore 21.00 al Teatro Studio sarà la volta di una straordinaria jam session frutto dell’incontro sul palco fra tre nomi fondamentali del panorama jazz lituano e non solo: Vladimir Tarasov (percussioni), Liudas Mockūnas (sassofono) e Eugenijus Kanevičius (bassi ed elettronica). Il trio presenterà Intuitus, ultimo lavoro pubblicato per la NoBusiness Records. Un altro pilastro del teatro lituano, Oskaras Koršunovas, dirigerà il 14 maggio alle 21.00 nel Teatro Studio dell’Auditorium una tra le sue migliori performance: la pluripremiata rilettura dei Bassifondi di Maksim Gorkij elaborata insieme alla sua compagnia OKT / Teatro della città di Vilnius. Uno struggente lavoro sui personaggi, ben oltre la lettura sociale portante dell’opera. Fondamentale è infatti l’incontro tra l’attore come persona reale e il personaggio da lui inventato. Lo spettacolo è completamente “nudo”, ossia privo di scenografie, luci e persino di quella che potremmo definire la linea narrativa del dramma. In questo modo si favorisce un incontro tra attori e pubblico che non è condizionato dai ben noti artifici del teatro.

L’Oskaras Koršunovas Theatre si esibirà anche in una sessione sperimentale scritta a più mani: Trans Trans Trance in prima nazionale il 15 maggio alle 18.00 al Teatro India. Un lavoro corale e autobiografico, diretto dalla giovanissima e anticonformista Kamilė Gudmonaitė (1992), che chiude l’ultima giornata del Festival con una riflessione sui temi della sessualità, della femminilità e del genere. Un atto unico sull’identità sessuale e la femminilità in relazione alle convenzioni che la riguardano.

Il Festival ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica di Lituania e l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Inoltre è finanziato dal Ministero della Cultura della Repubblica lituana e organizzato e promosso dalla fertile collaborazione di diverse istituzioni italiane e lituane: Fondazione Musica per Roma, Istituto di Cultura Lituana, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, Comune di Roma, CAC – Centro di Arte Contemporanea (Lituania), Commissione Nazionale Lituana per l‘UNESCO, Associazione Fotografi Lituani Dipartimento di Kaunas, Centro di Fotografia Vitas Luckus, LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius, Meno Fortas teatro, OKT / Teatro della città di Vilnius, Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana, Dipartimento del Turismo della Lituania.

Per info

www.lithuanianculture.lt

www.auditorium.com

www.santacecilia.it

www.teatrodiroma.net

www.fondazionemaxxi.it

www.lithuania.travel

Ufficio stampa Flux
Giulia Di Giovanni – GDG press: gdgpress@gmail.com Cell. 3341949036

Ufficio Comunicazione Auditorium Parco della Musica
Lucia Ritrovato: l.ritrovato@musicaperroma.it Cell. 339.7864187

mag
17
gio
2018
MEDIA ART FESTIVAL @ MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
mag 17 – mag 19 all-day
MEDIA ART FESTIVAL @ MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo | Roma | Lazio | Italia

Torna al MAXXI l’appuntamento annuale con il Media Art Festival, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Mondo Digitaleper esplorare nuove forme d’arte, sempre più collaborative e interattive. Dal 17 al 19 maggio oltre 50 artisti di 10 paesi, dagli Stati Uniti alla Russia, espongono i propri lavori nella mostra “The Great Convergence: Natural and Artificial Intelligence” ospitata nello Spazio Extra MAXXI.

Giovedì 17 maggio, ore 11.30 press preview e incontro con gli artisti in mostra.

Interrogandosi sul rapporto tra creatività naturale e intelligenza artificiale gli artisti ci invitano a scoprire relazioni inaspettate e a riflettere sulle potenzialità della media artper comprendere le urgenze culturali e sociali e interpretare la complessità del nostro tempo. Chi siamo? Come saremo? Come diventeremo? Con installazioni, applicazioni robotiche, sound art e video art gli artisti coinvolgono il pubblico in una visione inedita del mondo, un’affascinate esperienza di conoscenza che può trasformarci in profondità, motivando nuovi comportamenti. Il Media Art Festival, giunto alla quarta edizione sotto la direzione di Valentino Catricalà, porta nella capitale lavori di artisti di rilevanza mondiale. Da “Inner Telescope di Eduardo Kac, l’opera realizzata nello spazio per la prima volta in Italia, agli esperimenti mentali di Gary Hille alla video art di Anna Frantse dei Vasulkas. In mostra anche artisti italiani, come Ra Di Martinoe Donato Piccolo. Tra gli ospiti anche direttrici e curatrici di istituzioni internazionali, come Donna Holford Lovell, Jaqueline Butler, Hege Tapio eSarah Cook, che conversano con il pubblico presso la RUFA – Rome University of Fine Artse l’Accademia di Belle Arti di Roma. Come nelle precedenti edizioni non mancano collaborazioni con prestigiosi festival europei, accademie, gallerie e aziende tecnologiche. Oggi la cultura è uno dei fattori produttivi che più alimentano la qualità e la competitività della nostra economia: in Italia per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori. Si rafforza quindi sempre più l’interesse delle grandi corporation per le nuove forme di produzione artistica. Grazie alla partnership con Epson, tre artisti italiani hanno lavorato con tecnologie innovative, come gli occhiali Moverio e i nuovi videoproiettori laser interattivi Epson, per realizzare installazioni immersive. In mostra anche le opere realizzate con le residenze d’artista del progetto European Light Expression Network – ENLIGHT,finanziato dalla Commissione europea per il programma Europa Creativa, e i lavori del contest Mix User Experience, promosso con il Palazzo delle Esposizionidi Roma. Tra le opere esposte nello Spazio Extra MAXXI sei sono realizzate attraverso laboratori di produzione collaborativa che hanno coinvolto 200 studenti di 8 scuole di Roma, Milano e Palermo. Tre scuole hanno partecipato al progetto creativo “Holomakers”, promosso nell’ambito del programma Erasmus+ della Commissione Europea, mentre il Liceo Virgilio di Roma ha partecipato alla realizzazione di un’opera immersiva per il progetto “Projecting the future”, realizzato in collaborazione con Epson. Il 17 maggio, nella Sala Carlo Scarpa del MAXXI, 100 studenti saranno i protagonisti di un originale Art Spatial Hackathon, promosso con l’Ambasciata USA a Roma. Sarà Eduardo Kac a lanciare ai giovani la sfida per la creazione di un’opera d’arte digitale dedicata allo spazio.

Il Media Art Festival 2018 è realizzato in collaborazione con MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Epson, Ambasciata americana in Italia, Accademia delle Belle Arti di Roma, Palazzo delle Esposizioni. Cultural Partner, RUFA – Rome University of Fine Arts. Media partner, Inside Art. Il Festival è in connessione con i programmi Europa Creativa (Commissione europea) ed Erasmus+.

Per conoscere gli artisti in mostra consultare il sito http://mediaartfestival.org.

 

Ufficio stampa

Fondazione Mondo Digitale, www.mondodigitale.org

Elisa Amorelli, tel. 06 42014109, cell. 338 3043021, e.amorelli@mondodigitale.org

Francesca Meini, tel. 06 42014109, f.meini@mondodigitale.org

lug
13
ven
2018
Kilowatt Festival: DIVERSI PERCHE’ UMANI @ Sansepolcro
lug 13 – lug 21 all-day
Kilowatt Festival: DIVERSI PERCHE' UMANI @ Sansepolcro | Sansepolcro | Toscana | Italia

La sedicesima edizione di Kilowatt Festival presenta, dal 13 al 21 luglio, un ricco programma di teatro, danza, musica, circo contemporaneo, incontri, che faranno di Sansepolcro, ente capofila del progetto europeo Be SpectACTive,un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale dal forte respiro internazionale. Tra i nomi più conosciuti al grande pubblico quelli di Virgilio Sieni, I Sacchi di Sabbia, Vinicio Marchioni, Menoventi, Claire Dowie, Daniel Hellmann, Eugenio Finardi, Omar Pedrini accanto a buona parte dell’eccellenza della scena teatrale, musicale e coreografica italiana e internazionale. Kilowatt Festival, promosso dall’associazione CapoTrave/Kilowatt, realizzato in collaborazione con il Comune di Sansepolcro (Ar), con il sostegnodel Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori,della Regione Toscana e di numerosi sponsor locali,è un festival che negli anni è diventato un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale, un luogo stabile di confronto e di sperimentazione a livello internazionale. Il programma della sedicesima edizione propone, dal 13 al 21 luglio, un cartellone composto da 50 spettacoli di teatro d’innovazione, danza  e circo contemporaneo fra cui 18 prime nazionali che si svolgeranno in dieci differenti luoghi di spettacolo, nonché una significativa quantità di eventi collaterali come incontri, collaborazioni. Notevole, come sempre, la presenza degli artisti stranieri provenienti quest’anno da Crozia, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna, Portogallo, Francia, Spagna, Repubblica Ceca, USA, Australia. Da sempre attento alla creazione di reti e alle collaborazioni con altri soggetti, anche quest’anno Kilowatt ospiterà spettacoli frutto di collaborazioni progettuali, come la collaborazione con In-Box, la più importante rete nazionale per la distribuzione della scena teatrale emergente, gli spettacoli del Network Anticorpi XL, prima rete nazionale indipendente per la promozione della danza d’autore,il progetto vincitore del bando Davanti al pubblico,in collaborazione con il Teatro Metastasio, FTS e Armunia. Da sottolineare, fra le collaborazioni attivate quest’anno, quella con la Cassa di Risparmio di Firenze nel progetto sviluppato con Sosta Palmizi per un laboratorio che attraverserà tutto il festival e arriverà ad un evento finale sabato 21 luglio  e l’avvio del dopofestival, curato dall’Associazione locale Mea Revolutionae, presso il giardino della Misericordia. Un programma ricco e variegato, che annovera, fra gli ospiti, Virgilio Sieni, Giorgio Rossi, Marco D’Agostin, I Sacchi di Sabbia, Vinicio Marchioni, Menoventi, Daniel Hellmann, Claire Dowie, Eugenio Finardi, Omar Pedrini e che riassume, nel titolo dell’edizione 2018, “Diversi perchè umani, la visione poetica del festival. “E’ un titolo che parla di umanità, di cui c’è molto bisogno in questo tempo cattivo e arrabbiato – afferma il direttore Luca Ricci – Crediamo che l’arte possa e debba interrogarci su ciò che ci rende umani, e se c’è una risposta per questa domanda, per noi è proprio la capacità di comprendere e provare empatia per ciò che è diverso.” Padrino del festival sarà quest’anno Virgilio Sieni. Già direttore della Biennale di Venezia Settore Danza, danzatore e coreografo tra i più rappresentativi nel panorama europeo, Sieni dirige a Firenze il Centro Nazionale di produzione sui linguaggi del corpo e della danza, ha creato spettacoli per le massime istituzioni musicali italiane e ha ricevuto numerosi premi della critica. A Sieni, nominato nel 2013 Chevalier de l’ordres des arts et des lettres dal ministro della cultura francese saranno dedicati incontri e iniziative di approfondimento sulla sua poetica, a partire da“Ballo 1450_Resurrezione”, evento in esclusiva che coinvolgerà i cittadini di Sansepolcroe che si svolgerà nella sala de La Resurrezione di Piero Della Francesca, all’interno del Museo Civico. A seguireSieni danzerà in “Solo Goldberg Improvisation”, autentico manifesto dell’arte coreografica del maestro, emblema delle sue ricerche sul corpo e sui linguaggi della danza e dell’arte, sempre protese a oltrepassare gli approdi formali e le codificazioni. Tre progetti speciali accompagneranno il festival coinvolgendo lo spettatore come partecipante attivo. Durerà per tutto il festival “Come va a pezzi il tempo”, di Progetto Demoni, compagnia nata dall’unione professionale e di vita di  Alessandra Croco, cresciuta nell’ambito di Teatro Koreja e di Alessandro Miele, attore con Marco Martinelli e fondatore della compagnia Menoventi. Per questa edizione del festival la compagnia ha ideato, in prima nazionale, un percorso per 4 spettatori per volta in una casa abbandonata da poco. Lo spettatore attraverserà le stanze e le vite di chi le ha abitate, portato dentro ciò che accade, senza barriere, testimone discreto dell’eco di un passato che rivive ancora una volta. Un piccolo evento da regalare alla cittadinanza come esperienza attiva di partecipazione per chi normalmente vive il teatro come spettatore sarà il laboratorio, con esito finale, Elevazioni, condotto da Giorgio Rossi. Danzatore, coreografo, formatore, Giorgio Rossi, cofondatore della compagnia Sosta Palmizi, ha creato le coreografie per il film Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam, per il riallestimento dello spettacolo Alice di Lindsay Kemp, ha partecipato alle riprese di alcune scene del film Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci e alla trasmissione televisiva Vieni via con me di Fabio Fazio su Rai 3. Evento in prima nazionale “Cosas que se olvidan facilmente” dello spagnolo Xavier Bobés, presentato con un enorme successo di pubblico al Festival Grec di Barcellona nel 2015 con repliche in oltre 750 luoghi, è uno spettacolo intimo, che si svolge intorno al tavolo di un salottino, dove si snoda unastoria affascinante che esplora memoria e identità. Anche quest’anno si confermano sia il fortunato esperimento della programmazione della spiaggia teatrale nella piazza principale della città (il biglietto è gratuito ma gli spettatori pagano il noleggio di una sdraio da mare), sia l’attività dei Visionari, 37 cittadini di Sansepolcro che hanno lavorato durante l’inverno per selezionare 9 spettacoli da inserire nella programmazione. E’ questa dei cittadini – spettatori attivi che scelgono alcuni spettacoli del festival la caratteristica più originale del progetto di Kilowatt e che è valsa numerosi riconoscimenti al progetto, primo fra tutti il Premio Ubu 2010.Negli ultimi anni l’idea degli spettatori attivi si è estesa ad altre otto città, coinvolgendo più di quattrocento partecipanti in Italia con la rete L’Italia dei Visionari, oltre ovviamente alla rete europea attivata con il progetto europeo “Be SpectACTive!”, finanziato all’interno del Programma Cultura “Creative Europe” dell’Unione Europea, di cui sono capofila il Comune di Sansepolcro e CapoTrave/Kilowatt. Nell’ambito di questo progetto saranno presentati gli spettacoli “Choreo Denf High Spirits”,del giovane collettivo croato Denf Collective e le prime nazionali “Biografia di un corpo” del coreografo e danzatore Davide Valrosso e “Mercinary – The Qatar project” dell’australiano Ahilan Ratnamohan. Aumenta lo spazio dato alla danza, in questa edizione del festival, a partire dalla scelta del padrino, Virgilio Sieni,dall’esito finale del laboratorio di Giorgio Rossi e dai tre spettacoli di Be SpectACTive! Messo in scena da Denf, giovane collettivocomposto da artiste croate di varie discipline,“Choreo Denf High Spirits” è lo studio di uno spettacolo di danza fatta di salti ed energia, per evidenziare i momenti che segnano un passaggio a diverse fasi della vita. Un nudo isolato che contiene la propria ombra in un percorso che scandisce l’essenza e narra tutte le biografie possibili. E’ questa la temativa di “Biografia di un corpo” di Davide Valrosso, giovane coreografo e danzatore già collaboratore di Virgilio Sieni, selezionato per la NID Platform 2017 e attualmente impegnato in un progetto di formazione per l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.“Mercinary – The Qatar project” dell’australiano Ahilan Ratnamohan, performer  – ex calciatore professionista – che si ispira alla commistione dello sport, del cinema e delle evoluzioni del linguaggio, esaminerà la situazione che circonda la forza lavoro migrante utilizzata per costruire gli stadi per i Mondiali di Calcio del Qatar 2022 e lo sfruttamento che ha luogo nel mondo per alimentare un gioco miliardario. Fra le collaborazioni di Kilowatt di particolare rilievo quella con il Network Anticorpi XL, prima rete nazionale indipendente che, da oltre dieci anni, rappresenta un esempio concreto e significativo di promozione della danza d’autore. In questa edizione gli spettacoli della rete presentati saranno“Kokoro”, di Luna Cenere, selezionato  da ‘Aerowaves 18′, una delle più importanti reti europee per la danza, composta da partner provenienti da 33 Paesi,e “Meru”, di Daria Menichetti, in prima nazionale, (selezione Visionari). Un programma di danza ricco e variegato per tematiche e linguaggi, a cui vanno aggiunti gli spettacoli di giovani artisti affermati come Manfredi Perego, vincitore del Premio Equilibrio nel 2014, con “Primitiva”, Marco D’Agostin e la portoghese Teresa Silva, in scena con“Avalanche”, Pietro Marullo con “Wreck – List of extinct species” -spettacolo selezionato da ‘Aerowaves 18′ -, la compagnia C&C, scelta dai Visionari, che presenterà“Beast Without Beauty”,spettacolo vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2017, per terminare con Francesco Marilungo e il suo originalissimo “Love Souvenir” e Francesco Capuano e Nicola Picardi con “Glitch – project”, energetico passo a due ambientato negli spazi cittadini di Sansepolcro, spettacolo vincitore di Danza Urbana XL 2018. Si replica anche quest’anno, dopo il fortunatissimo esperimento dello scorso anno, lo spazio riservato al circo contemporaneo sulla piazza principale della città, che porterà a Sansepolcro alcuni dei più noti artisti circensi a deliziare adulti e bambini, a partire dagli italiani Laden Classe, ai francesi Cie RasOTerrA, passando dagli italo – cechi Kolektiv Lapso Cirk fino ad arrivare a Veronique Ensemble con lo spettacolo vincitore del Premio Scintille e a Circo Zoè, una delle più note e acclamate compagnie di circo contemporaneo. Altrettanto ricca e diversificata la progammazione del teatro, che in questa edizione tocca molti temi e registri artistici. Si passa dallo spettacolo – concerto commovente ed emozionante, legato alla figura e alla poesia di Dino Campana, portato in scena dal celebre attore Vinicio Marchioni, al tema della genitorialità interpretato dall’inedita coppia di attori Federica Santoro,vincitrice del  premio Ubu nel 2012 e Michele Sinisi, premio della Critica 2016, dalla sconvolgente attualità della pièce “Prof”, scritta da Jean Pierre Dopagne e portata in scena da Alberto Giusta per il Teatro Libero di Palermo che prende in considerazione il rapporto tra insegnanti e studenti oggi, fino ad arrivare al tema della memoria in “Nameless”, diretto da Gabriele Benedetti. Carmelo Alù, in anteprima nazionale con l’allestimento di “Cani morti”, testo inedito di Jon Fosse è il regista vincitore del bando lanciato dal Teatro Metastasio di  Prato – Stabile della Toscana. Davanti al pubblico,il progetto del Teatro Metastasio, sostenuto in collaborazione con Armunia, Kilowatt e FTS e vincitore del bando Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura, offre al regista vincitore tre periodi di residenza artistica con il tutoraggio del regista Massimiliano Civica, il debutto nazionale a Prato e una successiva circuitazione toscana a cura della FTS. Sarà presentato in prima nazionale l’acclamatissimo spettacolo “Traumboy”, di Daniel Hellmann, in cui l’artista svizzero, con un passato da gigolò, racconterà, senza vergogna e con estrema onestà, la propria esperienza nel campo della prostituzione (spettacolo consigliato ai maggiori di 16 anni). Graditissimo ritorno quellodella pluripremiata compagnia I Sacchi di Sabbia, che da oltre vent’anni si distingue, nel panorama nazionale,  per la capacità di far incontrare tradizione popolare e ricerca culturale spingendosi di volta in volta nell’esplorazione di terreni creativi diversi. Il festival ospita la compagnia con uno spettacolo, “Ssshhh… i libri pop-up dei Sacchi di Sabbia” e una mostra.  Quattro spettacoli, in prima nazionale, saranno dedicati al femminile, da “Docile”, fiaba moderna di una donna mite e rassegnata ad opera di Menoventi, vincitori nel 2011 del premio Rete Critica e nel 2012 del premio Hystrio-Castel  dei Mondi e del premio Lo Straniero, ad“Api Regine – commedia fantascientifica sull’eliminazione del maschio”, commedia nera scritta da Magdalena Barile che indaga, attraverso i meccanismi del racconto di fantascienza fra humor e catastrofe, i rapporti di potere e le devianze di una società distopica femminista. Imperdibile When I Fall, If I Fall”di e con Claire Dowie, una delle figure più anticonformiste del teatro contemporaneo e fra le più acclamate della scena londinese odierna. Esplosiva, penetrante e leggera, la sua drammaturgia dà luogo a una sorta di manifesto impietoso e spassoso dove indagare il tema dell’identità sessuale. Dopo il grande successo dello scorso anno tornano a Sansepolcro le attrici di Qui e Ora, coadiuvate, quest’anno, dai Fratelli Dalla Via in“I will survive”, affresco corale contemporaneo, contaminato dall’epica dei miti antichi e da appunti sociologici. Toccano vari temi gli spettacoli scelti dai 37 Visionari, che spaziano dall’indagine sulla fede religiosa in  “HERETICO”, de Laviedelfool, al monologo / dialogo fra un nonno disperso in Russia e il nipote che non lo ha mai conosciuto in “Neve”, di Giuseppe Betto, dall’immaginaria Petronia de “Il desiderio segreto dei fossili”, della compagnia Maniaci D’Amore, spettacolovincitore de I teatri del Sacro 2017,all’alienante società sud coreana, dove la messa in scena della morte diventa parte dalla formazione in aziende come la Samsung, indagata dall’Associazione culturale Mitmacher in “Almost dead, 46 ore di felicità”.Spettacolo finalista In Box, la più importante rete nazionale per la distribuzione della scena teatrale emergente,“Nessuna pietà per l’arbitro” della compagnia MaMiMò, con ladrammaturgia di Emanuele Aldovrandi, ha vinto il Premio del pubblico al Festival di Resistenza 2017-Premio museo Cervi. Una famiglia che vive per il basket, in assenza di una visione condivisa di futuro da consegnare ai propri figli, si allea contro l’arbitro, rappresentante della legge. “Dove tutto è stato preso”, vincitore del bando di residenze CURA 2017 (Residenza Idra e Armunia), di Bartolini / Baronio, pone al centro del racconto la casa, vista come architettura esistenziale e rifugio a cui tornare per invocare un possibile futuro.Teatrodilina in“Il bambino dalle orecchie grandi”, affronta una delicata storia sull’amore, con la possibilità e la paura di essere una coppia e di diventare genitori. Diversi gli incontri e le presentazioni di libri ed eventi che arricchiranno ulteriormente il festival. Inserito nel programma dell’omaggio al padrino del festival, “La natura del gesto” è una conferenza sull’arte di Virgilio Sieni e sull’opera umana nel paesaggio naturale. Intervengono all’incontro, oltre allo stesso Virgilio, lo storico Mario Bencivenni, l’architetto Riccardo Blumer, il fondatore di Aboca Valentino Mercati, l’editore Maurizio Zanardi, lo storico Giancarlo Gaeta e i critici Andrea Porcheddu e Rodolfo Sacchettini. A seguire, proiezione de “Il giardino delle erbacce”,  mediometraggio scritto e diretto da Sieni. Lo Stato dell’Arteè il primo degli incontri pubblici organizzati nell’ambito del tavolo delle idee di C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea – che con questo progetto vuole lanciare un nuovo percorso di indagine e approfondimento, con lo scopo di far dialogare tra loro le voci più significative della creazione contemporanea italiana negli ambiti del teatro e della danza. I 4 artisti invitati a questo appuntamento sonoEnrico Castellani e Valeria Raimondi (Babilonia Teatri), Simona Bertozzi, Oscar De Summa, Marco Cavalcoli (Fanny & Alexander), con il curatore Umberto Angelini (Teatro Grande di Brescia, CRT di Milano). E’ organizzato da Kilowatt con le web-zine Stratagemmi e Altre Velocità, nell’ambito del progetto vincitore del bando Sillumina -  Copia privata per i giovani, per la cultura, il convegno “A porte aperte. Il processo creativo nel contesto delle residenze”. Marco Valerio Amico (Gruppo Nanou), Federico Bacci (Guilmi Art Project), Cecilia Bertoni e Michela Giovannelli (Tenuta dello Scompiglio), Fabio Biondi (Arboreto), Alessandra Crocco e Alessandro Miele (Progetto Demoni), Emmanuele Curti (Matera 2019), Stefano De Matteis (Università Roma Tre) Graziano Graziani (RadioTre), Andrea Nanni (CalenzanoTeatroFormazione), Alessandro Toppi (il Pickwck), Daniele Villa (Sotterraneo) e gli spettatori delle attività residenziali di Armunia (Benedetta Pratelli), CapoTrave/Kilowatt (Andrea Vezzini) e Spazio Zut Foligno (Cristina Bastianini) proveranno a far luce sui processi creativi come occasioni di relazione. Sono preziosi momenti di confronto gli incontri pubblici tra Visionari e compagnie, durante i quali il gruppo dei 37 Visionari  incontra le 9 compagnie selezionate, fra le 343 proposte pervenute. All’incontro, aperto a tutti gli interessati, partecipano anche i critici, i giornalisti, gli operatori presenti al festival. Ultimo incontro, quello in cuilo studioso e critico Piergiorgio Giacchè presenterà il libro “Volete il lavoro o volete Zico?” di Giuseppe Di Leva, drammaturgo, coautore con Carmelo Bene dell’adattamento dell’Adelchi, fondatore del corso di Drammaturgia della “Paolo Grassi” di Milano ed ex direttore artistico di Emilia Romagna Teatro, che in questa autobiografia racconta trent’anni di incontri con i protagonisti della vita culturale e politica. E’ affidato a Luca Garrò il programma musicale, centrato sulla musica rock d’autore italiana e internazionale, che si svolgerà alle ore 18 sotto il loggiato del Palazzo delle Laudi. Quattro appuntamenti con altrettanti protagonisti del panorama musicale internazionale, da Omar Pedrini, leader dei Timoria, alcantante e fondatore dei Quintorigo John De Leo, da Fernando Saunders, bassista di Jeff Beck, Jimmy Page, Eric Clapton, Tori Amos, Joan Baez e  Lou Reed, per terminare con Maurizio Solieri, sodale di Vasco Rossi,che ha incarnato per più di trent’anni la chitarra rock nel nostro Paese. Momento di punta della programmazione musicale il concerto di Eugenio Finardi, cantante e chitarrista, autore per la musica, arrangiatore e pianista, uno dei musicisti più apprezzati della scena rock e pop d’autore italiana dagli anni ’70 ai giorni nostri. Novità di quest’anno è l’avvio del dopo – festival, curato da Mea Revolutionae, associazione locale che  opera da anni nel panorama culturale valtiberino con proposte musicali che guardano a novità e sperimentazioni. Ambientato nel giardino del teatro alla Misericordia, il progetto di Mea Revolutionae propone una serie di eventi musicali raffinati e coivolgenti. Sarà visibile dal 14 al 20 luglio, dalle ore 15 alle ore 20, presso l’ex scuola Luca Pacioli, la mostra fotografica MORPHÈ, di Irene Vergni, giovane fotografa di Sansepolcro, il cui ambito di ricerca è l’analisi dello stato d’animo umano.

 Per il programma completo visionare il sito www.kilowattfestival.it

INFO PRESS: Elena Lamberti ufficio.stampa@kilowattfestival.it cell 3495655066

ago
24
ven
2018
SEMINARIA SOGNINTERRA FESTIVAL D’ARTE AMBIENTALE V EDIZIONE @ Maranola di Formia (LT)
ago 24 @ 20:00 – ago 26 @ 23:45

Il 24, 25 e 26 agosto 2018 torna nel borgo medievale di Maranola (Formia) il Festival Biennale di arte ambientale Seminaria Sogninterra per la quinta edizione. I vicoli, i giardini, le torri del paesino affacciato sul golfo di Gaeta, saranno nuovamente dimora di un gruppo di artisti invitati a dialogare con il paese e i suoi abitanti attraverso progetti artistici inediti e site-specific. Interventi artistici visivi, sonori, performativi e relazionali diventeranno “ambientali”, per un’arte “a dimensione d’uomo”, che entra nella vita delle persone come un’occasione di incontro. A caratterizzare la quinta edizione del Festival sarà l’esigenza di riflettere sulla condivisione dell’esperienza artistica che diventa pratica di comunità, come volontà di ripensare il territorio, dargli riconoscibilità e trasformare la tradizione in rigenerazione. L’attenzione verso l’idea di comunità si rispecchia nel tema scelto quest’anno per il percorso espositivo: la memoria dell’acqua. Nel territorio sudpontino, che nel 2017 ha battuto il record italiano di perdite idriche dall’acquedotto pubblico, pari all’80%, lasciando 100.000 persone senza acqua per diversi mesi, parlare dell’acqua è un’esigenza pratica, sociale, politica e simbolica. Dallo stato di calamità naturale annunciato l’anno scorso, sono emerse domande a cui non abbiamo dato una risposta. Seminaria ha deciso, così, di interrogare l’acqua, come essere vivo e dinamico, con la sua presunta proprietà di mantenere un “ricordo” delle sostanze con cui è venuta in contatto. Se l’acqua ha una memoria, a Maranola saprà raccontarci dell’antica raccolta delle acque piovane nelle tante cisterne del paese, o di quando fontane e lavatoi erano punti di aggregazione intorno al bene comune, cui si lega il destino individuale e collettivo attraverso responsabilità storiche e ambientali. Tutto scorre. Scorrono i dividendi delle aziende che gestiscono privatamente l’acqua di tutto il mondo; scorrono le nostre vite in flussi di dati, visioni, immagini, paesaggi liquidi e dinamici nel loro breve durare; scorrono i flussi migratori appesi a un rivolo di speranze; inesorabile scorre il tempo del cambiamento climatico. Su questo ampio tema, a cura di Isabella Indolfi, rifletteranno gli artisti Bernardo Vercelli dei Quiet Ensemble, Davide Dormino e Anna Frants, che tornano per la seconda volta a Maranola per approfondire il loro rapporto con il paese e fare da apripista ai nuovi artisti, tra cui Elena Gubanova, Ivan Govorkov, Licia Galizia, Luciano Sozio, Bifido, Claudia Colella, Alexey Grachev, Sergey Komarov e i compositori Michelangelo Lupone e Laura Bianchini. Ad insistere sull’aspetto partecipativo di Seminaria, ci saranno due progetti che prendono forma attraverso chiamate pubbliche: “Inside Out project” è un’azione collettiva inserita nel progetto globale di JR, vincitore del 2011 TED Prize, invita gli abitanti di Maranola a condividere le loro storie e immagini con altre comunità di tutto il mondo; infine, “Architetture Precarie” realizzerà un laboratorio formativo di autocostruzione, rivolto a un gruppo di architetti e appassionati, per la creazione di una scultura luminosa in bambù. A rafforzare il legame tra il festival e la comunità maranolese si aggiungerà una riflessione che, avviata al termine dell’ultima edizione, ha portato Seminaria Sogninterra a sentire l’urgenza di tradurre in termini più direttamente pedagogici l’operato dell’artista, facendo così sorgere alcune domande: cosa resta agli abitanti di Maranola dopo quattro edizioni del Festival, oltre sessanta artisti e altrettante opere d’arte? può l’arte aiutare a riscrivere la storia passata e divenire, allo stesso tempo, mezzo di espressione di una piccola comunità nella società contemporaneA?Partendo da queste e altre riflessioni è nato, da un’idea di Marianna Fazzi, il progetto LEDIFICIO, realizzato dal collettivo curatoriale ALAgroup e dall’artista John Cascone, che insieme hanno lavorato con la comunità di Maranola coinvolgendola fin dalle prime fasi del processo creativo. LEDIFICIO, oggi Centro di documentazione e studi sulla cultura aurunca A. De Santis – Parco Regionale dei Monti Aurunci, è una ex scuola posta nella parte più alta del borgo medievale di Maranola. Fu il luogo in cui avvenne la formazione degli abitanti del posto costruendo le basi per un nuovo futuro. In questo contesto, fortemente votato al recupero della tradizione locale, verrà realizzato Ledifico Infinito un opera in tre movimenti o giornate – Rievocare il futuro / Trasmettere / L’impossibile. Ledificio infinito verrà vissuto dagli abitanti di Maranola e dal pubblico di Seminaria come un cantiere informe, animato da lezioni, laboratori, performance in cui, facendo emergere alcune narrazioni provenienti sia dal passato come dal futuro, si cercherà, attraverso delle pratiche di riscrittura collettiva del reale, di dar forma ad altre possibili, infinite e inattese realtà. Altri eventi paralleli al festival, come simposi, performance e concerti, saranno annunciati a breve. Un particolare risalto quest’anno è dato a quelle forme di arte che utilizzano le nuove tecnologie, implementate grazie alla collaborazione con il Cyland Media Art Lab di San Pietroburgo, il Centro Ricerche Musicali di Roma e Coesum (azienda italiana specializzata nel product design e prototyping per l’industria manifatturiera). A rafforzare il legame di Seminaria Sogninterra con le energie positive del territorio, c’è la collaborazione con il Woodpark di Itri, il Festival Esperimenti di Gaeta, il Collettivo Bertolt Brecht e Radio Monte Altino di Formia. Tante altre le realtà affini che aderiscono al network nazionale e internazionale, dal parco di land art Nikola Lenivets (Russia), al MoTA Museum, alle italiane Blooming Festival e Liminaria. Fondamentale, anche quest’anno, il sostegno di UnipolSai di Michele Gradone da sempre attento allo sviluppo etico e sostenibile del territorio che si somma all’importante contributo tecnico di Sound&Light.

Con il patrocinio di Comune Formia, Parco Monti Aurunci, Parco Riviera D’Ulisse, Romaeuropa Festival.

L’Associazione Culturale Seminaria Sogninterra nasce a Maranola (Formia) nel 2011 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea come punto di radicamento nel territorio, per contribuire a rinnovarne le energie positive di creatività e condivisione e per cercare nuove forme di partecipazione e coinvolgimento del pubblico.

 

INFO:

24/25/26 Agosto dalle 20:00 alle 00:00

Piazza Antonio Ricca, Maranola di Formia (LT)

ingresso libero

info@seminariasogninterra.it

www.seminariasogninterra.it

 

set
6
gio
2018
APULIA LAND ART FESTIVAL VI edizione @ Casa Rossa di Alberobello (BA)
set 6 @ 12:45 – 13:45
APULIA LAND ART FESTIVAL VI edizione @ Casa Rossa di Alberobello (BA)  | Alberobello | Puglia | Italia

Inaugura il 7 settembre 2018 ad Alberobello la VI edizione di Apulia Land Art Festival. In residenza dal 29 agosto al 9 settembre, gli artisti selezionati avranno l’occasione di poter vivere e portare avanti la propria ricerca artistica in uno dei luoghi simbolo della Puglia, negli antichissimi trulli e per le bianche vie di Alberobello. Profondamente suggestionati dall’appassionante storia della Casa Rossa di Alberobello, location prescelta dall’Organizzazione per questa edizione dell’Apulia Land Art Festival, gli artisti che hanno risposto al bando – dalla Russia al Giappone, dal Cile all’Australia – hanno sentito e fatto proprio un luogo mai visto. L’alta qualità estetica e concettuale delle proposte progettuali giunte ha spinto la Commissione a selezionare 11 progetti anzichè 10 come specificato dal bando. Gli artisti in residenza che parteciperanno quest’anno, sia singolarmente che in coppia, con la curatela di Carmelo Cipriani, giornalista, critico d’arte e curatore indipendente, sono: Massimo Ruiu – Gianfranco Basso – Giovanni Gaggia – Aldo Del Bono – Raffaele Vitto – Lu.Pa (duo) – Francesco Di Tillo – Aischa Gianna Müller – Gabriel Holzapfel Mancini – Ciro Amos Ferrero – Benny Mangone. I progetti selezionati si sono distinti per originalità e sostenibilità, riflettendo con coerenza le ricerche dei rispettivi autori – nonchè il tema,“2100 metri quadrati di memoria. Storie e percorsi della Casa Rossa”- e spaziando dai più canonici interventi di Land Art, realizzati con materiali naturali rigorosamente desunti dal luogo, a più articolate pratiche performative e relazionali, talvolta con ragionate incursioni nel mondo dei social network. Il Premio d’Arte per questa sezione sarà patrocinato dal programma di residenza d’artista del Condominio-Museo VIADELLAFUCINA16, Torino. L’artista (o il duo) vincitore avrà la possibilità di trascorrere fino a 10 giorni nel 2019 presso la struttura per produrre un’opera che entrerà a far parte della collezione museale del condominio-museo e resterà esposta negli spazi comuni. La sezione di Installazioni Ambientali dal titolo “Doppio Contrasto”, a cura di Giuseppe Capparelli, vede invece la partecipazione di: Alberto Timossi – Vera Belikova – Francesco Petrone – Sarah Johnston Pietro De Scisciolo – Jolanda Spagno. Il tema del doppio prende le mosse dall’esigenza di dichiarare ciò che non si manifesta in maniera palese, ma che è insito nella complessità della personalità umana. Il contrasto che ne scaturisce spaventa e disarma. Le opere di questa sezione sono rappresentative di questa dicotomia fra ciò che è e ciò che sembra; e si mostrano agli occhi dei riguardanti nella fascinazione di una solidità immaginata e di una fragilità effettiva. Le installazioni ambientali saranno collocate all’interno del tessuto cittadino di Alberobello e potranno essere liberamente fruite dal pubblico per mezzo di una mappa esplicativa. La Sezione “Progetto Speciale”, a cui prende parte un solo artista invitato dalla Direzione Artistica, vede la curatela d’eccezione di Fabio De Chirico. Nell’ambito del festival ci sarà infatti un omaggio speciale ad un artista storico del Gruppo Uno, Pasquale Santoro detto Ninì: l’artista realizzerà una grande installazione site specific per lo spazio esterno della Casa Rossa, mentre all’interno sarà possibile ripercorrere la sua carriera attraverso le opere grafiche e le sculture realizzate negli ultimi quarant’anni. Per questa VI edizione l’Organizzazione ha deciso infine l’inserimento di un’ulteriore Sezione dal titolo “Dialoghi”. Gli artisti invitati produrranno progetti artistici commissionati direttamente da aziende e privati nell’ottica di uno sviluppo collettivo ecosostenibile e con l’obiettivo di collaborazione proficua fra pubblico e privato. Per le prossime edizioni la Sezione Dialoghi sarà oggetto di un bando artistico rivolto esclusivamente a critici e curatori d’arte. Quest’anno gli artisti invitati , con la curatela di Apulia Land Art Festival, sono: Nicola Rotiroti e Piotr Hanzelewicz (duo). Il festival vedrà inoltre la partecipazione di Cosimo Epicoco come artista testimonial della prima edizione dell’Apulia.

Apulia Land Art Festival è un progetto culturale ed artistico accolto e inserito all’interno delle celebrazioni per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 – “Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro”, #EuropeForCulture.

7/8/9 settembre 2018  | Casa Rossa di Alberobello (BA)

Apulia Land Art Festival
Martina Glover – Vice Director, press & PR
press@apulialandartfestival.it 327.2354862
www.apulialandartfestival.it

Melasecca PressOffice
Roberta Melasecca
roberta.melasecca@gmail.com 349.4945612
www.melaseccapressoffice.it

set
28
ven
2018
CASTELNUOVO FOTOGRAFIA – VI EDIZIONE @ Rocca Colonna - Castelnuovo di Porto
set 28 – set 30 all-day
CASTELNUOVO FOTOGRAFIA - VI EDIZIONE @ Rocca Colonna - Castelnuovo di Porto | Castelnuovo di Porto | Lazio | Italia

«Confine», diceva il cartello.
Cercai la dogana. Non c’era.
Non vidi, dietro il cancello,
ombra di terra straniera.

(Giorgio Caproni)

Dai versi di Giorgio Caproni (da Il muro della terra, 1975) l’ispirazione al tema della sesta edizione del festival: lo sguardo rivolto al paesaggio di frontiera, confine e dogana. Al limite posto all’accesso, le mura, l’ostacolo, la soglia; la rappresentazione dello spazio concesso e l’immaginazione dello spazio negato. Rivolgiamo l’attenzione ai confini invisibili della città, delle case. Alle montagne, margine naturale come confine antropico. Torna dal 28 al 30 settembre nella splendida Rocca Colonna e nel borgo medievale di Castelnuovo di Porto, immerso nell’atmosfera della campagna romana e nelle suggestioni etrusco – romane del parco di Veio, Castelnuovo Fotografia, festival dedicato alla fotografia e al paesaggio nelle sue innumerevoli declinazioni e contaminazioni. Chi arriverà nel borgo medievale alle porte di Roma sarà coinvolto in un programma ricco di eventi che si apriranno nel castello cinquecentesco per diffondersi nelle stradine del borgo: mostre, letture portfolio, laboratori, incontri, performance, proiezioni video e presentazioni editoriali. Nato nel 2013 da un’idea di Elisabetta Portoghese, architetto, paesaggista e curatrice di eventi legati alla fotografia, affiancata da un comitato scientifico di alto livello, il festival si muove per confronto reciproco tra le arti, oltrepassando i confini tra architettura, fotografia, paesaggio, arte contemporanea, design, cinema, danza e letteratura, attraversandone i margini indefiniti, facendoli diventare vie di incontro e di scambio. Il festival si pone come obiettivo un’ampia analisi ed una riflessione sulle trasformazioni e le criticità del paesaggio contemporaneo attraverso lo sguardo di maestri della fotografia e di giovani fotografi emergenti. Un intero paese coinvolto in un progetto di fotografia; CASTELNUOVO FOTOGRAFIA pur essendo un festival a vocazione internazionale, continua a produrre laboratori e progetti fotografici in stretto rapporto con il territorio circostante, che documentano aspetti legati alla trasformazione del paesaggio naturale, urbano, umano e sociale ai margini di una grande metropoli come Roma. Numerose le presentazioni editoriali e le proiezioni nella sala cento passi tra cui Cake, libro di ricette palestinesi nato dalla collaborazione tra una cooperativa di donne di Nablus e numerosi artisti internazionali a cura della giornalista Manuela De Leonardis. Dall’incontro con esperti sul concetto dello spazio chiuso/negato collegato alle mostre allestite dai laboratori di fotografia svoltisi nei penitenziari di Rebibbia e Bolzano, alle coreografie del maestro Aurelio Gatti, al futuro e alla rigenerazione dei boghi italiani con l’architetto Sandro Polci, al cinema di Wim Wenders, ai documentari delle giovani leve del fotogiornalismo internazionale sui temi delle frontiere, confini e dogane numerose le occasioni di approfondimento sui temi del festival. Tra gli appuntamenti da non mancare l’incontro con il fotografo Tano d’Amico e Marino Bisso e in collaborazione con la Rete #NOBAVAGLIO – Liberi di essere informati e la conversazione a cura di Chiara Capodici (Libreria Leporello) con i fotografi Pietro D’Agostino, Giorgio di Noto e Federico Grandicelli. In programma le presentazioni di: Un Mondo di Libri di Luciano Zuccaccia, (Postcart 2018). Til Nordus: verso nord, il progetto di Andrea Roversi e Linda Pezzano. I Borghi Avvenire, di Sandro Polci, (Il Lavoro Editoriale 2017). Iran di Giorgio Cosulich de Pecine, 14&15 Mobile Photographers. Il Grande Cretto di Massimo Siragusa, (Postcart 2018). Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente / The dessert culture between Arabic and Western tradition. Progetto no profit a sostegno di Bait al Karama Women Center di Nablus (Palestina), Postcart Edizioni 2013 a cura di Manuela De Leonardis. E ancora, l’incontro Lo Sguardo che libera, talk a cura di Lina Pallotta e Michela Becchis sul laboratorio di fotografia all’interno del carcere di Rebibbia.Gli incontri Scatti di Cronaca. Dialoghi e riflessioni con Tano D’Amico, a cura del giornalista de La Repubblica Marino Bisso e in collaborazione con la Rete #NOBAVAGLIO- Liberi di essere informati. Oltre l’immagine: il dispositivo fotografico come luogo dell’esperienza. Fotografie di Pietro D’Agostino, Giorgio Di Noto, Federico Grandicelli, a cura di Chiara Capodici e la libreria Leporello. Sono previste le letture portfolio in piazza con alcuni professionisti del settore: Carlo Gallerati, gallerista. Chiara Capodici, curatrice e fondatrice della libreria Leporello. Lina Pallotta, docente e fotografa. Mario Peliti, editore e gallerista. Michele Corleone, filmmaker, fotografo e gallerista. Luisa Briganti, docente e fotografa. Niccolò Fano, gallerista. Tommaso Parrillo, editore indipendente. Immancabile anche in questa edizione il FOTO BOOKSHOP di Castelnuovo Fotografia, spazio collettivo dedicato all’editoria fotografica e alle fanzine. Il marchio LEICA, sponsor tecnico, realizzerà 4 photowalk gratuiti dando la possibilità ai partecipanti di utilizzare le macchine LEICA CL e LEICA SL. I workshop saranno condotti dal Leica ambassador Alessandro Mallamaci, fotografo di paesaggio e del team LEICA. Le passeggiate fotografiche son o previste nelle giornate di sabato 29/09 e domenica 30/09) con un talk sulla fotografia di paesaggio (nella sera di sabato 29/09). Anche quest’anno torna il concorso CDPZINE, dedicato ai fotografi che sperimentano nuovi linguaggi attraverso la realizzazione di fanzine fotografiche e autoproduzioni e che vede in palio come premio la produzione della mostra del progetto vincitore durante la prossima edizione del festival.

#fotografareilpaesaggio Sei pronto a raccontarci la tua idea di paesaggio? Il festival intende coinvolgere tutto il pubblico di Castelnuovo Fotografia, basta pubblicare una foto con l’hashtag indicato e citando il festival, il vincitore della foto con più like sarà premiato con un buono per attrezzatura fotografica. Saranno prese in considerazioni le foto pubblicate dal 30 agosto al 29 settembre 2018. Anche quest’anno, dopo le tre precedenti edizioni, in collaborazione con l’Associazione Camera 21, si svolgerà il laboratorio BOX 21 – Ritratti in Piazza, a cura di Simona Filippini, realizzato con il Comune di Castelnuovo di Porto e i ragazzi ospiti del CARA di Castelnuovo di Porto. Il progetto prevede la partecipazione attiva dei residenti che si lasceranno ritrarre dai fotografi dell’associazione insieme ai fotografi africani, siriani e afgani ospiti del centro di accoglienza richiedenti asilo. Uno scambio di posizioni e un ribaltamento di punti di vista necessari per narrare la complessità della realtà in cui viviamo.

18 sono le mostre in programma, che saranno esposte nelle sale del Palazzo ducale con la partecipazione dell’ Accademia Britannica (The British School at Rome, BSR) e di numerose gallerie di arte e fotografia contemporanea, tra cui la galleria Gallerati, la galleria Máteria, la galleria Interzone, la galleria Acta international, la galleria Stal Gallery di Muscat (Oman), la galleria Curva Pura e lo studio bibliografico Marini e la libreria Leporello.
BORDERLIGHT di Gaetano de Crecchio, a cura di Michele Corleone e della Galleria Interzone. Il lavoro è parte di un progetto a lungo termine che indaga il paesaggio come Confine. Una paesaggistica dell’Animo Umano, dell’interiore, del profondo, del silenzioso. Fotografie che spesso sono la risultante di scatti che si accavallano fra loro, che “confinano” e allo stesso tempo destrutturano e ricompongono le “frontiere” stesse dell’immagine.

CAKE. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente / The dessert culture between Arabic and Western tradition a cura di Manuela De Leonardis. Per la prima volta saranno esposte le prove di stampa del libro pubblicato da Postcart nel 2013, progetto non profit a sostegno di Bait al Karama, Nablus (Palestina), prima scuola di Cucina Palestinese e presidio Slow Food in Palestina. Il libro contiene i testi di Manuela De Leonardis e dell’enogastronomo Antonio Marcianò, ricette in arabo e francese del ricettario originale di un’anonima donna libanese, acquistato in un “charity shop” di Londra e le opere di 19 artisti internazionali (Hassan Al-Meer, Paolo Angelosanto, Yto Barrada, Beatrice Catanzaro, Maimuna Feroze-Nana, Parastou Forouhar, Maïmouna Patrizia Guerresi, Susan Harbage Page, Reiko Hiramatsu, Uttam Kumar Karmaker, Silvia Levenson, Loredana Longo, MAD_Angela Ferrara e Dino Lorusso, Şükran Moral, Ketna Patel, Pushpamala N, Anton Roca, Jack Sal e Larissa Sansour) che hanno affrontare diverse tematiche esistenziali attraverso il cibo: dalla memoria personale a quella collettiva. Questo viaggio tra sapore e sapere, in cui la contaminazione di linguaggi diventa un atto di resistenza, è nato dalla collaborazione con Marimo – brandlife designers che per il progetto grafico ha vinto l’European Design Awards (silver award) nella categoria 07 Book Layout 2014 e M.Th.I. Music Theatre International con il sostegno di LuBo Fund/ Atlanta, Piece of Cake Inc/ Atlanta, Panella – L’Arte del Pane/ Roma e Cantine Menhir/ Minervino e la partecipazione di Enrico Caputo – CaroselloLab (fotografie), Ihab Husni Mohammad Hashem, Licena Lazzara, Jack Sal (traduzioni), Cerealia/ Roma, Doozo/ Roma, OltreDimore/ Bologna, White Box/ New York, art a part of cult(ure).

CASALINGHE di Liliana Barchiesi, a cura di Simona Filippini. “Lasciavo un biglietto d’invito nelle portinerie dei palazzi milanesi, domandando ai custodi di diffonderlo, ripassavo dopo qualche giorno e raccoglievo le adesioni.” Racconta l’autrice e aggiunge ”non conoscevo le donne che avrei fotografato, per me era importante che fossero eterogenee per età ed estrazione sociale”. Così la fotogiornalista Liliana Barchiesi ha realizzato sul finire degli anni ‘70 la serie dei bellissimi ritratti delle Casalinghe.
In mostra nella Loggia del Castello Colonna una selezione di dieci stampe ai sali d’argento tratte da questa straordinaria serie, un lavoro che ci aiuta a riflettere sulla rappresentazione della condizione femminile nell’Italia di quegli anni, realizzato, non senza ironia, da un’autrice in continua militanza.

EAUX ET MONTAGNES, FLEURS di Karine Maussière, a cura di Carlo Gallerati. L’artista francese Karine Maussière, girovaga fuori dal tempo, è una fotografa. Scatta immagini istantanee con una piccola fotocamera Instax, con tutto quanto ciò comporta in termini di unicità, imprevedibilità, casualità. Crea dei polittici utilizzando sequenze su pellicola istantanea, ciascuna incastonata nelle classiche orlature bianche.

GIOCANDO CON L’IDENTITÀ: ARTISTI CONTEMPORANEI DELL’OMAN. Hassan Al Meer & Muzna Al Musafir, a cura di Manuela De Leonardis. L’abito civile, culturale e giuridico di un popolo si esprime nella voce “identità culturale”. Un’identità che va difesa dalla globalizzazione, ma anche dai pregiudizi, dalle chiusure e dall’autoreferenzialità. A stimolare un’interessante riflessione sull’argomento ci pensano i due artisti omaniti che presentano il loro lavoro per la prima volta in Italia, raccontando la loro contemporaneità attraverso il paradosso, l’ironia e una genuina vena di umorismo.

HARAKET di Valerio Muscella, a cura di Laura Carnemolla . Haraket è una parola turca che indica movimento, inteso sia come spostamento fisico che come libertà di pensiero. Dall’inizio della rivoluzione nel 2011, circa sei milioni di persone hanno lasciato la Siria generando una enorme crisi umanitaria. Secondo le stime del Governo Turco, sono circa 3 milioni e 500 mila i rifugiati siriani registrati in Turchia, di cui solo il 3% vive negli insediamenti formali preposti dalle istituzioni.
IL GRANDE CRETTO di Massimo Siragusa. A 50 anni dal terremoto del Belice, Massimo Siragusa, fotografo siciliano, è andato a fotografare il Cretto di Burri, che prese il posto della città di Gibellina, rasa al suolo dal sisma. Con l’intervento dell’artista le macerie del centro abitato della cittadina originale furono cementificate e trasformate nell’opera di land-art più grande del mondo. L’approccio del fotografo è quello di un viaggiatore, di un uomo in cammino che ascolta il proprio respiro: ne troviamo l’emozione nel racconto dell’esperienza che ne fa lui stesso, un viaggio attraverso la materia, magia, il dolore, il tempo.
LESSICO ROMANO fotografie di Sandro Becchetti, a cura di Manuela De Leonardis e Elisabetta Portoghese. Volti famosi di una Roma perduta, gli interni e le borgate, gli spazi aperti delle periferie romane con i protagonisti delle lotte per la casa e per il lavoro: Sandro Becchetti non è stato solo un fotografo a caccia di storie, era un poeta, un affabulatore. A partire dagli anni ‘60 i suoi scatti hanno documentato con autentica partecipazione emotiva la realtà sociale, politica e culturale italiana.
LO SGUARDO CHE LIBERA, fotografie scattate dai ragazzi del carcere di Rebibbia, a cura di Lina Pallotta Oltre quel muro esiste una realtà fatta di desiderio di raccontarsi e sperare in quel riscatto che li separa dalla libertà. Le ore che si sono susseguite settimanalmente, da novembre 2017 a maggio 2018, con le insegnanti e i volontari dell’Associazione Nessuno tocchi Caino, hanno creato una sinergia tra persone recluse e persone libere con la passione per la fotografia. Il risultato è stato un seminario interattivo basato sullo scambio d’idee, visualizzazione di immagini e propositi, trasformazione della nostalgia in sguardi positivi.
OBLIVION di Fiorenza Triassi, a cura di Niccolò Fano. Che cosa significa vivere alle pendici di uno dei vulcani più pericolosi al mondo? Nel lavoro la giovane fotografa racconta il legame profondo che prova nei confronti delle sue radici attraverso la rappresentazione del Vesuvio.

OLTRE L’IMMAGINE a cura di Chiara Capodici/Leporello. In mostra: Se fossi cosa cosa sarei di Pietro D’Agostino. The Icerberg, selezione di opere e libro di Giorgio di Noto e, una selezione del lavoro Equivalenze e libro d’artista Feeling As Source of Information di Federico Grandicelli. Filo conduttore di quelle che si possono considerare tre variazioni della cameraless photography è la luce e il suo aspetto fisico, ambivalente, al confine fra visibile e invisibile. Attraverso un contatto con l’ambiente, che riporta l’oggetto visivo alla terza dimensione-il dialogo con la scultura-e una relazione attiva con lo spettatore che interagisce, e si muove intorno alla cosa, all’oggetto che pone questioni.

PANTA RHEI a cura del Circolo Fotografico Il Bianco e Nero di Castelnuovo di Porto. Tema difficile ma accettato con passione dai partecipanti che si sono messi in gioco, cercando di trovare dentro di loro la risposta al concetto del divenire inteso come mutamento, movimento, scorrere senza fine della realtà; perenne nasce e morire delle cose.

PASTA E PATATE di Antonia Messineo, a cura di Valentina Sestieri e Baco About Photographs. In questo progetto che si è aggiudicato il CDPzine contest 2017 l’autrice esplora il rapporto con la nonna materna. Vengono fuori affascinanti racconti della sua vita, in parte sospesi in una dimensione di mistero. La raccolta fotografica si compone di foto d’archivio e foto scattate nella quotidianità. Le fanzine è stata realizzata a quattro mani, dalla fotografa e la nonna che si è occupata della rilegatura a macchina.

PIETRE NERE PER IL LAGO SOFIA di Alberto Timossi. Proposta di intervento site specific del progetto già installato sul ghiacciaio del Calderone nel Gran Sasso d’Italia. La serie delle pietre nere sarà appoggiata a terra e a parete ci saranno delle fotografie dell’installazione in situ. Un’installazione che tratta del cambiamento dell’ambiente in relazione al riscaldamento globale.

PRISON PHOTOGRAPHY. INMATES OF THE BOLZANO-BOZEN PENAL INSTITUTION a cura di Nicolò Degiorgis, edizioni Rorhof 2017. Il progetto è un compendio di fotografie in bianco e nero, scattate dal 2013 al 2017 dagli studenti del corso di fotografia, detenuti dell’Istituto Penale di Bolzano. Il libro d’artista, vincitore del Premio Marco Bastianelli 2018 per il miglior libro fotografico dell’anno, è diviso in più capitoli, dedicati a diversi motivi fotografici, e assume un duplice ruolo di riflessione sulla fotografia stessa e di tentativo di evadere dalla monotonia della vita carceraria.

ROBACCIA – le immagini del riciclo. Come predicare il contenimento invece dell’incontinenza di Luisa Briganti e Katia Rossi. Le opere sono l’effetto di un atteggiamento mentale e il rintracciare materiali nel riciclaggio del quotidiano e dare loro la possibilità di sopravvivenza culturale non è certo una novità nel mondo dell’arte. Beuys, Broodthaers, Duchamp, Johns, Manzoni, Man Ray, Rauscenberg, Schwitters, Twombly, Warhol, per citare solo i più noti. Il materiale prelevato dal quotidiano che le autrici manipolano è lo scarto del processo fotografico; carte scadute, carte mal esposte, macchiate, provinature errate, negativi irrimediabilmente compromessi.
SUD ETRURIA SURVEY di John Bryan Ward-Perkins, in collaborazione con la British School at Rome, un’ indagine archeologica sull’Etruria meridionale negli anni ‘50 e ‘60. Immagini dall’archivio fotografico dell’Accademia Britannica a Roma di cui Ward-Perkins fu direttore dal 1946 al 1974. Un’impresa archeologica e topografica quella di Ward-Perkins, che doveva durare oltre 20 anni. Quasi tutta la campagna a nord di Roma fu sottoposta a ricognizione, più di duemila siti archeologici vennero censiti e furono intrapresi molti scavi. “Con Ward-Perkins può dirsi nata l’archeologia dei paesaggi come disciplina nel senso moderno” (F. Cambi – N. Terrenato, Introduzione all’archeologia dei paesaggi).
WALLS OF INDIFFERENCE di Ugo Piccioni, a cura di Michela Becchis e in collaborazione con la galleria Curva Pura di Roma. Una mostra che si articola tra la cella e la sala a essa adiacente della rocca di Castelnuovo e una performance che si svolgerà nella piazza antistante. La cella è il luogo per eccellenza del limite, dell’impossibilità all’oltrepassamento. Lo scranno di un tribunale con sopra scritto LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI è il luogo dove prende corpo la legge, non sempre la giustizia.
Ugo Piccioni illumina questi luoghi con la parola e con la luce che dal λόγος promana. Una luce che può accecare chi ha la presunzione di poter vedere sempre con chiarezza, indifferente alla relazione. Ma esiste anche una luce che chiede di poter recare conoscenza a chi luce non vede, non perché cieco, piuttosto
adattandosi alla propria indifferenza. In piazza con il coinvolgimento di chi vorrà mettersi alla prova, Piccioni renderà visibile una sorta di
spavento della constatazione. Realizzare che l’abbattimento di un muro crea un turbamento, ma che l’attesa di quel turbamento dona liberazione quanto il più riuscito dei sogni è spesso quanto di più difficile si riesca a pensare.

Direzione artistica: Elisabetta Portoghese
Comitato scientifico: Michela Becchis, Storica, Critica dell’arte e curatrice. Manuela De Leonardis, giornalista, curatrice. Simona Filippini, fotografa, docente di fotografia.
Ufficio Stampa: Sasha Taormina
Grafico e Art Director: Simone D’Angelo
Videomaker: Andrea Arena
Organizzazione tecnica: Tommaso Bastianelli

Sede Rocca Colonna e borgo medievale
Città Castelnuovo di Porto (RM)
Data evento Dal 28 al 30 settembre 2018
Apertura straordinaria per la Quattordicesima Giornata del Contemporaneo AMACI con MAECI e MIBACT sabato 13 ottobre 2018
Orari Venerdì 28 settembre dalle 17:00 alle 19:00
Sabato 29 settembre dalle 10:30 alle 13:30-15:30 alle 20:30
Domenica 30 settembre dalle 10:30 alle 13:30-15:30 alle 20:30

Comunicazione
www.castelnuovofotografia.it
facebook https://www.facebook.com/cdp.fotografia/
instagram https://www.instagram.com/castelnuovo_fotografia/

Contatti
castelnuovofotografia@gmail.com
ufficio stampa
press.castelnuovofotografia@gmail.com | +39 3394359322

Con il Contributo della Regione Lazio e del Comune di Castelnuovo di Porto.
Progetto e realizzazione: associazione culturale DIECIQUINDICI

 

Giocando con l’identità: artisti contemporanei dell’Oman Hassan – Al Meer & Muzna Al Musafir
set 28 – set 30 all-day
Giocando con l’identità: artisti contemporanei dell’Oman Hassan - Al Meer & Muzna Al Musafir

L’abito civile, culturale e giuridico di un popolo si esprime nella voce “identità culturale”. Un’identità che va difesa dalla globalizzazione, ma anche dai pregiudizi, dalle chiusure e dall’autoreferenzialità. A stimolare un’interessante riflessione sull’argomento ci pensano i due artisti omaniti Hassan Al Meer e Muzna Al Musafir che presentano il loro lavoro per la prima volta in Italia, raccontando la loro contemporaneità attraverso il paradosso, l’ironia e una genuina vena di umorismo. “Giocando con l’identità” è il titolo-manifesto della mostra, in cui il termine stesso di giocare allude alla benefica leggerezza della forma con cui viene espresso il contenuto. Geograficamente l’Oman si trova nell’Asia sud-occidentale, nell’angolo sud-orientale della Penisola Arabica – tra lo Yemen e gli Emirati Arabi Uniti – e si affaccia sull’Oceano Indiano; dal punto di vista politico è un sultanato. Qābūs ibn Sa‛īd è il sultano che regna dal 1970, a cui si deve la totale indipendenza del paese dal regime di semi protettorato inglese, seguita dalla sua progressiva modernizzazione che, tuttavia, è stata promotrice solo parzialmente dell’emancipazione della donna. Il forte legame con il passato è visto come “identità culturale” anche attraverso segni esteriori, come indossare la dishdasha (la tunica con le maniche lunghe, prevalentemente bianca e con il tassello imbevuto di franchincenso) per gli uomini che è interdetta agli stranieri e alle donne con il cappello islamico chiamato kuma. Mentre le donne, pur non avendo l’obbligo di indossare il niqab (altrove chiamato chador e burqa), sfoggiano abiti occidentali sotto l’abaya e hanno per lo più il capo coperto. A questi aspetti della tradizione, nel suo continuo confronto con l’occidente, si riferiscono sia Hassan Al Meer con la serie fotografica Ambiguity (2005) che Muzna Al Musafir con il video Niqab (2010) e gli stills. Entrambi esprimono la complessità e le contraddizioni di questo confronto ricorrendo all’autorappresentazione. Il paradosso con cui gli artisti, nella loro inquieta ricerca esistenziale, devono fare i conti si rivela nello sdoppiamento di Al Meer che contemporaneamente indossa sia l’abito occidentale (giacca e pantaloni neri) che quello tradizionale (dishdasha bianca e kuma). Un dialogo tra sé e sé che si svolge davanti ad un tavolo su cui sono poggiati un piatto vuoto e un piatto pieno di carbone. Al centro un pesciolino nuota “libero” nel vaso di vetro trasparente. L’Io sussurra nell’orecchio dell’artista: il nero carbone (che non è certamente commestibile) rimanda per la sua natura fossile ad un’idea di stratificazione, ma anche di energia. Dal lato opposto c’è un pesciolino dorato, simbolo del femminile, che lo stesso protagonista osserva attentamente. Due aspetti che convivono nella struttura dell’individuo tra compromessi e conflittualità. Analogamente Muzna Al Musafir, come davanti ad uno specchio, è una giovane donna che interpreta tanti personaggi femminili. E’ romantica, maliziosa, aggressiva, emancipata, conservatrice. Al ruolo simbolico della maschera è demandato il riferimento esplicito al gioco delle parti. Anche il velo nero ha un ruolo chiave: assorbe la sua figura inghiottendola nel buio più assoluto. Immagini ambigue che inquadrano personaggi pirandelliani sicuri di sé nell’esprimere il dubbio, così fragili e allo stesso tempo sempre più forti.

La mostra Giocando con l’identità: artisti contemporanei dell’Oman. Hassan Al Meer & Muzna Al Musafir, a cura di Manuela De Leonardis, è realizzata in collaborazione con Castelnuovo Fotografia 2018, galleria Acta International di Roma e Stal gallery di Muscat (Oman).

Hassan Al-Meer è nato nel 1972 a Muscat (Oman), dove vive e lavora. Nel 1999 si è laureato in Media Art al Savannah College of Art and Design di Savannah (Stati Uniti), conseguendo il master nel 2000. Nel 2012 è stato artista in residenza alla Delfina Foundation di Londra. E’ promotore di vari eventi con cui ha promosso ed incoraggiato l’arte contemporanea in Oman: Circle (2005), City & street (2007), Oryx Caravan (2010) e Ibex Caravan (2013). Attualmente è il direttore artistico della Stal Gallery & studio di Muscat. Il suo lavoro Cake-project (2012) è pubblicato nel libro CAKE. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente / The dessert culture between Arabic and Western traditions (Postcart 2013) Il suo lavoro Looking at sweet confusion (2012) è pubblicato nel libro CAKE. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente / The dessert culture between Arabic and Western tradition (Postcart 2013). Tra le mostre più recenti: 2016 – Reflection of the Other, Stal Gallery, Muscat (Oman); Do it Arab, Sharjah art Museum; 2015 – There Are Too Many Walls But Not Enough Bridges, Kunst(Zeug)Haus Rapperswil (Svizzera); 2014 – View from Inside – FOTOFEST 2014, Houston (USA); 2012 – 25 years of arab creativity, Institut du monde arabe, Parigi; Arab Express, Mori Museum, Tokyo; Work marry remember, AB Gallery, Zurigo; 2011 -Roaming Images, Macedonian Museum of Greece Contemporary Art, Biennale di Thessaloniki; VIDEO: VISIONS, Venezia/New York/Berlin; 2010 – Menasart Fair Libano; Memory lines, Al-Markya Gallery (Qatar); Once Upon a Time, Bait Muzna Gallery, Muscat (Oman); 2009 – Contemporary Oman Art, AB Gallery Lucerna/Zurigo; Bangladeshi Biennale, Dakha (Bangladesh); Faces of the Unknown, Bait Muzna Gallery, Muscat (Oman); Jordan Festival Amman (Giordania); 2007 – Art Paris-Abu Dhabi (UAE); 8th Biennale Internazionale di Sharjah.
Muzna Al musafir è nata nel 1987 a Muscat (Oman), dove vive e lavora. Si è laureata all’Università del Kuwait specializzandosi in Comunicazione di Massa. Nel 2011 ha frequentato corsi di cinema svedese e cultura televisiva all’Università di Stoccolma. Il suo primo cortometraggio Niqab (2010) è stato il vincitore della competizione studentesca al Gulf Film Festival di Dubai. Il secondo, Cholo (2014), è stato premiato all’Abu Dhabi Film Festival e proiettato in varie rassegne, tra cui lo Smithsonian Institute, National Museum of African Art di Washington e Institute du Mond Arabe di Parigi. Ha partecipato a varie mostre collettive, tra cui alla Stal Gallery di Muscat, Place of silence (2015) e Reflection of the Other (2016). E’ membro del consiglio direttivo dell’Oman Film Society.

a cura di Manuela De Leonardis
VI edizione – Castelnuovo Fotografia 2018
Rocca Colonna, Castelnuovo di Porto (Roma) 29-30 settembre 2018

***
Acta International, Roma 11 – 31 ottobre 2018
inaugurazione alla presenza degli artisti giovedì 11 ottobre – ore 18.30

29-30 settembre 2018
CASTELNUOVO FOTOGRAFIA
Direzione: Elisabetta Portoghese
piazza Vittorio Veneto – 00060 Castelnuovo di Porto (Roma)
press.castelnuovofotografia@gmail.com
www.castelnuovofotografia.it

11-31 ottobre 2018
ACTA INTERNATIONAL
direzione: Giovanna Pennacchi
via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma
dal martedì al sabato ore 15.30 – 19.30
info@actainternational.it
www.actainternational.it

 

ott
9
mar
2018
Giocando con l’identità: artisti contemporanei dell’Oman Hassan – Al Meer & Muzna Al Musafir
ott 9 – ott 11 all-day
Giocando con l’identità: artisti contemporanei dell’Oman Hassan - Al Meer & Muzna Al Musafir

L’abito civile, culturale e giuridico di un popolo si esprime nella voce “identità culturale”. Un’identità che va difesa dalla globalizzazione, ma anche dai pregiudizi, dalle chiusure e dall’autoreferenzialità. A stimolare un’interessante riflessione sull’argomento ci pensano i due artisti omaniti Hassan Al Meer e Muzna Al Musafir che presentano il loro lavoro per la prima volta in Italia, raccontando la loro contemporaneità attraverso il paradosso, l’ironia e una genuina vena di umorismo. “Giocando con l’identità” è il titolo-manifesto della mostra, in cui il termine stesso di giocare allude alla benefica leggerezza della forma con cui viene espresso il contenuto. Geograficamente l’Oman si trova nell’Asia sud-occidentale, nell’angolo sud-orientale della Penisola Arabica – tra lo Yemen e gli Emirati Arabi Uniti – e si affaccia sull’Oceano Indiano; dal punto di vista politico è un sultanato. Qābūs ibn Sa‛īd è il sultano che regna dal 1970, a cui si deve la totale indipendenza del paese dal regime di semi protettorato inglese, seguita dalla sua progressiva modernizzazione che, tuttavia, è stata promotrice solo parzialmente dell’emancipazione della donna. Il forte legame con il passato è visto come “identità culturale” anche attraverso segni esteriori, come indossare la dishdasha (la tunica con le maniche lunghe, prevalentemente bianca e con il tassello imbevuto di franchincenso) per gli uomini che è interdetta agli stranieri e alle donne con il cappello islamico chiamato kuma. Mentre le donne, pur non avendo l’obbligo di indossare il niqab (altrove chiamato chador e burqa), sfoggiano abiti occidentali sotto l’abaya e hanno per lo più il capo coperto. A questi aspetti della tradizione, nel suo continuo confronto con l’occidente, si riferiscono sia Hassan Al Meer con la serie fotografica Ambiguity (2005) che Muzna Al Musafir con il video Niqab (2010) e gli stills. Entrambi esprimono la complessità e le contraddizioni di questo confronto ricorrendo all’autorappresentazione. Il paradosso con cui gli artisti, nella loro inquieta ricerca esistenziale, devono fare i conti si rivela nello sdoppiamento di Al Meer che contemporaneamente indossa sia l’abito occidentale (giacca e pantaloni neri) che quello tradizionale (dishdasha bianca e kuma). Un dialogo tra sé e sé che si svolge davanti ad un tavolo su cui sono poggiati un piatto vuoto e un piatto pieno di carbone. Al centro un pesciolino nuota “libero” nel vaso di vetro trasparente. L’Io sussurra nell’orecchio dell’artista: il nero carbone (che non è certamente commestibile) rimanda per la sua natura fossile ad un’idea di stratificazione, ma anche di energia. Dal lato opposto c’è un pesciolino dorato, simbolo del femminile, che lo stesso protagonista osserva attentamente. Due aspetti che convivono nella struttura dell’individuo tra compromessi e conflittualità. Analogamente Muzna Al Musafir, come davanti ad uno specchio, è una giovane donna che interpreta tanti personaggi femminili. E’ romantica, maliziosa, aggressiva, emancipata, conservatrice. Al ruolo simbolico della maschera è demandato il riferimento esplicito al gioco delle parti. Anche il velo nero ha un ruolo chiave: assorbe la sua figura inghiottendola nel buio più assoluto. Immagini ambigue che inquadrano personaggi pirandelliani sicuri di sé nell’esprimere il dubbio, così fragili e allo stesso tempo sempre più forti.

La mostra Giocando con l’identità: artisti contemporanei dell’Oman. Hassan Al Meer & Muzna Al Musafir, a cura di Manuela De Leonardis, è realizzata in collaborazione con Castelnuovo Fotografia 2018, galleria Acta International di Roma e Stal gallery di Muscat (Oman).

Hassan Al-Meer è nato nel 1972 a Muscat (Oman), dove vive e lavora. Nel 1999 si è laureato in Media Art al Savannah College of Art and Design di Savannah (Stati Uniti), conseguendo il master nel 2000. Nel 2012 è stato artista in residenza alla Delfina Foundation di Londra. E’ promotore di vari eventi con cui ha promosso ed incoraggiato l’arte contemporanea in Oman: Circle (2005), City & street (2007), Oryx Caravan (2010) e Ibex Caravan (2013). Attualmente è il direttore artistico della Stal Gallery & studio di Muscat. Il suo lavoro Cake-project (2012) è pubblicato nel libro CAKE. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente / The dessert culture between Arabic and Western traditions (Postcart 2013) Il suo lavoro Looking at sweet confusion (2012) è pubblicato nel libro CAKE. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente / The dessert culture between Arabic and Western tradition (Postcart 2013). Tra le mostre più recenti: 2016 – Reflection of the Other, Stal Gallery, Muscat (Oman); Do it Arab, Sharjah art Museum; 2015 – There Are Too Many Walls But Not Enough Bridges, Kunst(Zeug)Haus Rapperswil (Svizzera); 2014 – View from Inside – FOTOFEST 2014, Houston (USA); 2012 – 25 years of arab creativity, Institut du monde arabe, Parigi; Arab Express, Mori Museum, Tokyo; Work marry remember, AB Gallery, Zurigo; 2011 -Roaming Images, Macedonian Museum of Greece Contemporary Art, Biennale di Thessaloniki; VIDEO: VISIONS, Venezia/New York/Berlin; 2010 – Menasart Fair Libano; Memory lines, Al-Markya Gallery (Qatar); Once Upon a Time, Bait Muzna Gallery, Muscat (Oman); 2009 – Contemporary Oman Art, AB Gallery Lucerna/Zurigo; Bangladeshi Biennale, Dakha (Bangladesh); Faces of the Unknown, Bait Muzna Gallery, Muscat (Oman); Jordan Festival Amman (Giordania); 2007 – Art Paris-Abu Dhabi (UAE); 8th Biennale Internazionale di Sharjah.
Muzna Al musafir è nata nel 1987 a Muscat (Oman), dove vive e lavora. Si è laureata all’Università del Kuwait specializzandosi in Comunicazione di Massa. Nel 2011 ha frequentato corsi di cinema svedese e cultura televisiva all’Università di Stoccolma. Il suo primo cortometraggio Niqab (2010) è stato il vincitore della competizione studentesca al Gulf Film Festival di Dubai. Il secondo, Cholo (2014), è stato premiato all’Abu Dhabi Film Festival e proiettato in varie rassegne, tra cui lo Smithsonian Institute, National Museum of African Art di Washington e Institute du Mond Arabe di Parigi. Ha partecipato a varie mostre collettive, tra cui alla Stal Gallery di Muscat, Place of silence (2015) e Reflection of the Other (2016). E’ membro del consiglio direttivo dell’Oman Film Society.

a cura di Manuela De Leonardis
VI edizione – Castelnuovo Fotografia 2018
Rocca Colonna, Castelnuovo di Porto (Roma) 29-30 settembre 2018

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Acta International, Roma 11 – 31 ottobre 2018
inaugurazione alla presenza degli artisti giovedì 11 ottobre – ore 18.30

29-30 settembre 2018
CASTELNUOVO FOTOGRAFIA
Direzione: Elisabetta Portoghese
piazza Vittorio Veneto – 00060 Castelnuovo di Porto (Roma)
press.castelnuovofotografia@gmail.com
www.castelnuovofotografia.it

11-31 ottobre 2018
ACTA INTERNATIONAL
direzione: Giovanna Pennacchi
via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma
dal martedì al sabato ore 15.30 – 19.30
info@actainternational.it
www.actainternational.it

 

Nuvola Creativa Festival delle Arti III edizione: VIRTUS – La connessione tra reale e virtuale @ MACRO
ott 9 @ 10:00 – 13:00
Nuvola Creativa Festival delle Arti III edizione: VIRTUS - La connessione tra reale e virtuale @ MACRO  | Roma | Lazio | Italia

Il giorno 12 ottobre 2018 alle ore 17.00 si inaugura, presso il MACRO Testaccio – Galleria delle Vasche de La Pelanda a Roma, la terza edizione del Festival delle Arti “Nuvola Creativa” dal titolo: VIRTUS | La connessione tra reale e virtuale. Con la collaborazione degli artisti invitati a partecipare, per tre giorni, 12 – 13 e 14 ottobre 2018 dalle 17 alle 23, saranno esposti gli sviluppi del mondo del web nella visione odierna e ciò che produce oggi in campo artistico. Gli artisti, ognuno con il proprio linguaggio espressivo, interpreteranno il mondo virtuale attraverso l’arte e la creatività. Il Festival, promosso dall’Associazione Neworld, Nwart con la direzione artistica a cura diAntonietta Campilongo e con il patrocinio Assessorato Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi, verrà presentato nella conferenza stampa del giorno 9 ottobre 2018 alle ore 10.00 presso l’Auditorio del MACRO di via Nizza. Interverranno Luigi Straffi, Antonietta Campilongo, Michela Becchis, Antonella Catini, Carlo Crescitelli, Lara Ferrara, Daniela de Paulis, Vittorio Pavoncello, Lisa Yachia, Maddalena Santeroni. Nel corso della conferenza saranno proiettati i video: Data is an opinion La realtà rappresentata dagli algoritmi di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico del centro di ricerca Human Ecosystems Relazioni – interverranno gli autori; Le Voyage dans la Lunedi Daniela de Paulis. Lettura poesie Virtualitas di Antonella Catini. Alle 12.30 presso Il Palco laperformance VIRTUALTALE - editing Loredana Raciti e Michele Addesio con la partecipazione delle danzatrici: Alice Stancanelli e Marialuisa Sales – Musica di MM e Djtheanswer – Sponsor Magma Company Srls.

VIRTUS - La connessione tra reale e virtuale
Sembra solo ieri ma internet ci accompagna da oltre venticinque anni. È tempo di valutazioni, dunque, e Neworld propone, per il Festival Nuvola Creativa, VIRTUS, un evento di arte contemporanea che, attraverso la visione dell’arte, riflette sul significato che ha assunto oggi la rete sulle nostre vite e su l’arte. Inoltre, tramite il rapporto reale e virtuale, verrà trattato il tema che più appassiona, il fenomeno dei selfie e di come può incidere sull’arte contemporanea. Interverranno artisti e teorici della comunicazione.

Anno dopo anno Nuvola Creativa si arricchisce di nuove tematiche, per contribuire a rendere sempre più viva l’azione dell’arte nella vita culturale di Roma.

MOSTRE
Sette stanze dedicate a sette artisti guest
Marco Billeri, Juna Cappilli, Antonella Catini, Alexander Luigi Di Meglio, Sebastiano Longo, Loredana Raciti, Anna Tonelli.
Museo temporaneo delle arti con scadenza sul fondo
Artisti: Salvatore Alessi, Luigi Ambrosetti, Rosella Barretta, Michele Baruffetti, Mariagrazia Borhy, Antonella Bosio, Antonietta Campilongo, Isabel Carafì, Stefania Casadei, Marco Cavalieri, Antonio Ceccarelli, Federica Cecchi, Vincenza Costantini, Simona Cristofari, Stefania Di Filippo, Paola de Santis, Silvano Debernardi, Schirin Fatemi, Daniela Foschi,  Ignazio Fresu, Alessandro Fronterrè, Tiziana Giammetta, Letizia Girolami, Valentina Lo Faro, Marco Loddo, Renata Maccaro, Maria Carla Mancinelli, Nilde Mastrosimone, Tina Milazzo, Adriano Necci, Vittorio Pavoncello, Maurizio Perissinotto, Flaviana Pesce, Adriana Pignataro, Eugenio Rattà, Consuelo Rodriguez, Gerardo Rosato, Stefania Scala, Giovanna Silvestri, Renata Solimini, Vincenza Spiridione, Stella Tasca, Flora Torrisi, Angela Valentini, Valter Vari, Lisa Yachia, Grace Zanotto.

VIDEO
The Family Portrait di Daniela de Paulis
Accelerator di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico
Third Eye Flying di Maria Korporal - Musiche: “The Geometry of Time” di Michael J. Stewart – Sceneggiatura originale: Maria Korporal.
Tending to infinity di Meri Tancredi
Pioggia a pois - Cortometraggio - Sceneggiatura originale: Alessio Angelico e Massimo Ivan Falsetta – Attori protagonisti: Andrea De Bruyn, Silvio Laviano, Fabrizio Monaldi e Gianpiero Cognoli – - Regia di Massimo Ivan Falsetta

AUDIOGRAMMA
Una donna virtuale – Audiogramma per voce di sintesi regia di Vittorio Pavoncello.

MUSICA
Performance Sperimentazioni musicali tra acustico ed elettronico di Freddie Cobra - Ludovico Franco – Trumpet, Fx and synths Luca Zadra.
Mauro Tiberi e gruppo vocale Kairos - Menades - Mauro Tiberi direzione, basso elettrico e voce, Gianluca Bacconi drum machine, sampler e sinth analogico, Voci del gruppo vocale Kairos.
THE SCOOP JAZZ BAND Musicisti: Romano Petruzzi, Sebastiano Forti, Stefano Abitante, Antonio Troise, Antonello Mango, Guido Cascone, Dino Pesole, Stefano Sofi, Donatella Cambuli, Massimo Leoni  Responsabile di produzione: Dino Pesole – Genere Musicale: Jazz / Blues / Swing.

PERFORMANCE
Artisti Innocenti – IMMERSIVA
Compagnia Butterfly - Farfalle senza tempo
Letizia Girolami - Iris virtuali virtuose
Barbara Lalle e Marco Marassi - You are connected now Installazione artistica in collaborazione con Alessandro Arrigo a cura di Roberta Melasecca_Interno 14 next.
Giulia Mattera - Vertigo
 Togaci e Antonio Caputo - Sleeping Sickness

READING
Carlo Crescitelli ”SETTANTA REVISITED / guida sballata e verbosa per l’anziano rincattivito di questi anni millennovecentoduemili” – Relatore: Lara Ferrara.

LABORATORI
Chirale – Robotica
La Bottega Fantastica!

INFO

Nuvola Creativa Festival delle Arti
III edizione
VIRTUS
La connessione tra reale e virtuale

Festival
12 /14 ottobre 2018 ore 17 – 23
Opening: venerdì 12 ottobre ore 17.00
MATTATOIO Testaccio – Galleria delle Vasche de La Pelanda
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma
www.mattatoioroma.it

Conferenza stampa
9 ottobre 2018 ore 10 -13
MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Via Nizza 138 Roma

Progetto: Associazione Neworld
Organizzazione: Associazione Neworld – ecologia e sociale – NWart
Direzione artistica a cura di: Antonietta Campilongo
Testi: Collettivo Neworld
Patrocinio: Assessorato Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi
Servizi fotografici: Giulia Fontana

Ufficio Stampa:

Neworld – Nwart
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T. 339 4394399

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