Feminine Masculine: luci e ombre del rapporto con l'altro sesso

Feminine Masculine: luci e ombre del rapporto con l’altro sesso

Si è recentemente conclusa la ventottesima edizione della London Art fair, una delle più importanti fiere d’arte europee che si tiene regolarmente ogni gennaio al Business Design Center, nel cuore della vibrante Angel a nord di Londra. Erano diversi anni che volevo visitare questa rassegna e finalmente quest’anno ho avuto l’occasione di placare la mia curiosità e devo dire che l’evento non ha deluso le mie aspettative.
Decido di acquistare un biglietto con qualche giorno di anticipo e, dando uno sguardo al calendario riportato sul sito ufficiale, scopro che il giorno dell’inaugurazione è interamente dedicato alla sezione fotografica e al progetto Photo50: una mostra di fotografia contemporanea composta da 50 opere affidata a un “guest curator” e che quest’anno ha una curatela puramente italiana.
L’esibizione intitolata Feminine Masculine trae ispirazione dal capolavoro del maestro Jean-Luc Godard Masculine Féminin (1966) e nasce dalla mente della connazionale Federica Chiocchetti, che traccia un interessante percorso fotografico nel complesso universo del rapporto con il sesso opposto quale nucleo principale, al quale fanno riferimenti diversi temi secondari come il voyeurismo, le sensazioni intime e private quali il colpo di fulmine, la delusione d’amore e la quotidianità nella vita di coppia.
Gli artisti in mostra sono sedici, i progetti tutti molto interessanti e indagano la sfera sessuale in maniera diversa e personale. Si comincia con un’introduzione da parte della curatrice che ci presenta una parte dei partecipanti, dopodiché siamo liberi di girare tra le opere.

Discipula, Mannequins & Mankind, 2015, video

Discipula, Mannequins & Mankind, 2015, video

Il primo lavoro che incontro è Mannequins & Mankind: una video installazione creata da Discipula, il trio italiano composto da M.F.G. Paltrinieri, Mirko Smerdel and Tommaso Tanini. Il progetto indaga il concetto di celebrità e adorazione del proprio mito attraverso un fondo fotografico datato 1972: una particolarissima collezione appartenente ad una certa Betty che negli anni ha raccolto fotografie, ritagli di giornali e note di varia natura su Massimo Ranieri. Il video è una combinazione di immagini e pensieri scritti che, saggiamente mescolati tra loro, creano una conversazione immaginaria tra Betty e il suo idolo, il tutto accompagnato da una musica di sottofondo che si ripete all’infinito accentuando il concetto di ossessione.

EJ Major, Love is…, 2004-2007

EJ Major, Love is…, 2004-2007

EJ Major ha invece optato per un contatto con il pubblico più diretto: per il suo progetto Love is… l’artista ha inviato, tra il  2004 e il 2007, migliaia di cartoline preaffrancate raffiguranti screenshot del celebre film di Bertolucci Ultimo Tango a Parigi, con una scritta: “Love is” e tre punti di sospensione, lasciando al destinatario il dovere di compilare il resto della cartolina con il proprio significato di amore e decidere se rispedirla o meno al mittente. Il risultato è strabiliante: 451 risposte, e ogni cartolina ha la propria storia, ognuna con una versione dell’amore completamente diversa dalle altre, una collaborazione tra perfetti sconosciuti riguardante un tema estremamente intimo.

Ekaterina Anokhina, 25 Weeks of Winter, 2013

Ekaterina Anokhina, 25 Weeks of Winter, 2013

Colori sfocati e saturi si alternano al tradizionale bianco e nero, immagini pulite e perfettamente a fuoco si mescolano ad altre molto rumorose, sgranate, tutte raccolte in 25 Weeks of Winter, una personale ricerca racchiusa in piccolissimo libro che racconta una grande e intima storia di sofferenza dell’artista russa Ekaterina Anokhina, la fine di una storia d’amore.
Corpi nudi e solitari, luoghi deserti, un mondo avvolto in una fredda nebbia, una lettera di uno psicanalista che dichiara una depressione cronica, fin dalle prime pagine tutto ci conduce ad un’unica e sola sensazione: la solitudine. Assenza, dolore e disagio, queste le parole chiave attraverso le quali l’artista riesce a trasmetterci tutta la sua difficoltà nell’andare avanti, un lavoro delicato ma al contempo struggente.

Francesca Catastini, Happy Together No.1, 2010

Francesca Catastini, Happy Together No.1, 2010

Molto più ironico è invece il lavoro dell’italiana Francesca Catastini, che nella serie Happy Together mette in scena divertenti, a tratti grottesche, scene di vita quotidiana. Sontuosi interni arricchiti da un’opulenza a volte retrò sono teatro di mini-storie (nelle quali notiamo una forte influenza della grande Cindy Sherman), tutte molto divertenti e che, se vogliamo essere sinceri, per la maggior parte rispecchiano la realtà, dove la Catastini e il proprio compagno sono i protagonisti assoluti. Il progetto finale è una sorta di (finto) magazine che richiama lo stile patinato di note riviste di design.

Natasha Caruana, The Married Man, 2008 - 2009

Natasha Caruana, The Married Man, 2008 – 2009

Grande scoperta di quest’edizione è Natasha Caruana che si annovera tra la categoria delle fotografe-performer. Il progetto in mostra At First Sight (che ricrea il momento in cui si è stati investiti dal colpo di fulmine) non è quello che mi ha affascinato di più, mentre la serie The Married Man merita senza dubbio grande attenzione: in essa l’artista, nel corso di 12 mesi, incontra 80 uomini diversi, tutti sposati, e grazie all’aiuto di una macchina usa e getta, ritrae la vera essenza del  tradimento: frettolosi pranzi non finiti, posti isolati e pagamenti in contanti per evitare di essere rintracciati (in realtà la Caruana afferma che ogni uomo ha parlato solo della propria moglie nel corso dell’appuntamento). L’uso saggio dell’istantanea connota perfettamente la sensazione di qualcosa di segreto, che non dovrebbe essere messo in mostra.

Mariken Wessels, Taking Off. Henry My Neighbor, 2015

Mariken Wessels, Taking Off. Henry My Neighbor, 2015

Come già introdotto in precedenza tutti i progetti hanno un filo conduttore: il voyeurismo. Straordinario è il lavoro dell’olandese Mariken Wessels intitolato Taking Off. Henry My Neighbor, un’enorme raccolta di fotografie vernacolari, cut-up e collage che tracciano la storia di un matrimonio fallito, condito da frustrazione sessuale e voyeurismo. Un viaggio attraverso gli Stati Uniti e l’archivio delle ossessioni fotografiche di un uomo, Henry, grazie al quale nasce una meravigliosa collaborazione che dà origine ad un interessante libro d’artista tutto da sfogliare.

Martin Crawl, Puritan Porn, 2011 (1938). Photo by Marika Saonari

Martin Crawl, Puritan Porn, 2011 (1938). Photo by Marika Saonari

Altro progetto che si avvale di materiale ritrovato è quello di Martin Crawl Puritan Porn dove l’artista condivide il ritrovamento di una preziosissima gemma, un libriccino degli anni ’30 intitolato Handbook of Physical Culture for the Marriage, un vero e proprio manuale rivolto ad amanti che non hanno paura di sperimentare, una sorta di kamasutra d’altri tempi dove fotografie di pose sessuali ( a tratti molto pudiche) vengono censurate da strisce bianche.
Un approccio più distaccato ed esterno è quello di Jo Broughton che nella serie Empty Porn Sets indaga la sfera sessuale in maniera più materiale, senza coinvolgere la figura umana in sé ma attraverso la riproduzione di luoghi dove si è recentemente consumato l’atto carnale, esplorando il concetto voyeuristico che si cela dietro il processo del film erotico con la riproduzione di set pornografici vuoti.

Maija Tammi, Female Milk #4 from Milky Way, 2015

Maija Tammi, Female Milk #4 from Milky Way, 2015

Ultimo ma non meno importante è Milky Way della finlandese Maija Tammi, dove arte e scienza si incontrano dando vita a spettacolari immagini che sembrano galassie lontane ma che in realtà sono fotografie di liquidi seminali e latte materno. La serie è ispirata alla panspermia, la teoria secondo la quale i semi della vita siano sparsi per l’Universo e che la vita sulla Terra sia iniziata con l’arrivo di suddetti semi e del loro sviluppo. Il progetto rende omaggio alla popolazione Sambia residente in Papua Nuova Guinea, che crede nel fluido come essenza della vita e nel corpo umano non come produttore di fluido, ma solo come conduttore di esso.

Marika Saonari

In copertina: Jo Broughton, Empty Porn Sets, 2010
www.londonartfair.co.uk/photo50/federica-chiocchetti