Festa: Piavoli e lo sguardo della provincia

Festa: Piavoli e lo sguardo della provincia

Festa è l’ultima fatica dell’ottantaquattrenne Franco Piavoli, presentata fuori concorso al Festival di Locarno. Il film rispetta tutte le dinamiche del regista italiano, che, tra documentario e finzione, riprende una comune festa religiosa di provincia, catturandola attraverso gli occhi dei partecipanti.  Il rapido istinto gioioso dei bambini e degli adolescenti si fonde alle lente riflessioni degli anziani  e agli sguardi di alcuni personaggi particolari: un anziano che osserva l’immagine del baccano dalla propria finestra,  una signora che guarda con curiosità le coppie abbracciarsi, ed altri. Piavoli riesce a raccontare, unendoli quasi in simultanea espressione, i vari sguardi della provincia (solitari, gioiosi, malinconici, nostalgici, sofferenti) per ricostruire l’espressione della provincia stessa nel giorno di festa.
Quaranta minuti di visione che scorrono tra Monzambana e Ponti, Volta Mantovana e Cavriana. La musica, che proviene direttamente dagli stereo del luogo, accompagna la serata in un ritratto sensibile ed emotivo, dove è facile perdersi con stupore nella semplicità dei “calcinculo”. Niente attesa leopardiana , il film si apre infatti con il prete che, al termine della Messa, introduce alla festa.

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Franco Piavoli si è mostrato sempre sensibile alla semplicità  e “Festa”,in linea col suo cinema, evidenzia  la mancanza di sovrastrutture, quale  l’assenza di sceneggiatura,tipica della sua volontà di penetrare l’occhio dello spettatore senza intermediazioni. Eppure quello di Piavoli è un cinema intimo e personale. Ogni suo film, pur riprendendo momenti, situazioni e vite completamente diverse è, proprio per l’immediatezza della percezione visiva, facilmente riconducibile al regista di Pozzolengo. Così ne “Il Pianeta Azzurro”, primo lungometraggio, che raccolse la stima del regista Andrej Tarkovskij (“Il Pianeta azzurro è un poema, un viaggio, un concerto sulla natura, l’universo, la vita. Un’immagine diversa da quella sempre vista”) dove lavoro, respiro della natura e respiro degli amanti si incontrano, e in “Nostos – il ritorno”, film sul viaggio di Ulisse verso la patria, opera che, sebbene più costruita, lascia comunque trasparire l’attenzione, più che per la storia, per i tormenti intrinseci di Odisseo riflessi nelle acque del  Mediterraneo.

Così anche in “Festa”, come nei primi due lungometraggi, citati poc’anzi, Franco Piavoli riesce ancora una volta ad offrire allo spettatore delle immagini vive senza ricorrere all’ansia delle stratificazioni.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Luciano La Camera