Photo: Giuseppe Cutrì

Griglie sonore: destrutturazione e riposizionamento. Il debutto di Cygni.

Di Carla Capodimonti

Si è appena conclusa l’esperienza milanese di debutto presso lo spazio Standards del duo di improvvisazione elettroacustica e dub texturale decostruita Cygni, composto da Fabio Perletta e Pierluigi Scarpantonio, sound artista il primo e sound designer il secondo.

I due, provenienti da esperienze sonore diverse, hanno intrecciato le loro conoscenze in questo nuovo progetto che si è concretizzato in Gesto, album di debutto uscito l’anno scorso su Line, in cui si incontrano diversi tipi di astrazione sonora, field recording e suoni digitali. Richard Chartier, a capo della prestigiosa etichetta americana, lo definisce un lavoro “composto da 11 brani basati su loop ritmici/aritmici, che sparpagliano elementi percussivi lungo una griglia sonora. Giocoso, spaziale, meditabondo, ma scuro”.

Photo: Giuseppe Cutrì

BIO

Fabio Perletta – compositore e artista installativo – esplora la dualità, oscillando tra materia e immateriale, presenza e intangibilità, arrivando a collaborare attraverso progetti curatoriali, progetti discografici, installazioni e performance con artisti come Asmus Tietchens e William Basinski. Pierluigi Scarpantonio, designer del suono, si diletta in composizioni elettroacustiche, nelle quali frequenze provenienti da fonti diverse vengono elaborate analogicamente e digitalmente.

Carla Capodimonti: Come nasce il progetto?

Fabio Perletta: Cygni nasce dalla volontà di esplorare nuovi territori sonori, slegati dall’approccio concettuale che caratterizza la mia produzione discografica e installativa solista, e pertanto dalla necessità di indirizzarmi verso un’attitudine più prettamente “musicale” in senso stretto, mantenendo vivo l’interesse per la contaminazione. Inoltre, in circa 10 anni di produzione in solo, sentivo il bisogno di condividere le mie idee con un’altra persona, e ho trovato in Pierluigi il compagno ideale, avendo lui una bellissima cultura musicale e un gusto raffinato. Cygni nasce in questo modo, dal mio invito a condividere la passione per la ricerca e trasformarla in un progetto senza confini precisi, tentando un possibile melting pot tra forma e informe, jazz, musique concréte, dub ed elettronica.

Pierluigi Scarpantonio: La mia esigenza è di scambio, interazione in senso strettamente energetico. Musica come musica, suono come suono e niente altro. Con Fabio è stato semplicemente feeling nel senso più puro. Non capita che raramente di lavorare con qualcuno senza affidarsi al peso spesso inutile delle parole. Così nasce la musica di Cygni, quasi esclusivamente istinto, materia viva. Vogliamo divertirci e buttiamo dentro di tutto, è davvero un flusso e non vogliamo controllarlo più di tanto.

La loro musica rifiuta qualsiasi categorizzazione, lavorando proprio sul confine di estetiche differenti ed esplorando l’intersezione inaspettata tra musique concrète e abstract beats.

Photo: Giuseppe Cutrì

Photo: Giuseppe Cutrì

In Gesto gli autori propongono un tappeto sonoro in cui perdersi tra esperienze sovrapposte, ambienti completamente differenti tra di loro, registrazioni che scardinano ogni ordine prestabilito.

Estratto da ‘Gesto’ (LINE_091) su LINE. Pubblicato a Settembre 2017 (Video di Pierluigi Scarpantonio).

ALBUM

Gesto è stato realizzato in due session di improvvisazione registrate su due tracce nel corso di due anni, senza sovraincisioni, dal 2015 al 2017. Questo lavoro rappresenta la visione della musica elettroacustica dei due artisti, che riuniscono le loro rispettive sensibilità in un microcosmo intricato di griglie sonore senza forma. Utilizzando differenti sorgenti sonore come sintetizzatori, samples e un vecchio eco a nastro, l’album oscilla tra dub texturale decostruita e musique concrète, sfuggendo a qualsiasi identità di genere.

Photo: Giuseppe Cutrì

Photo: Giuseppe Cutrì

EVENTO

Il live è stato accompagnato dal lancio dell’etichetta 901 editions (ex farmacia901) con un insieme di contenuti audio-visuali dal titolo “9 + 1 = 0″ (software, diffusione sonora del progetto “Quark: How Does The Invisible Sound?”, grafiche, stampe, video ecc.), sviluppata grazie al sodalizio tra l’etichetta e lo studio multidisciplinare berlinese Mote.

Tra gli artisti di “Quark: How Does The Invisible Sound?”: Marc Behrens, mise_en_scene, Ken Ikeda, Emmanuel Allard, Sebastien Roux, Ennio Mazzon, Franz Rosati, Mogano, Luigi Turra, Celer, Roberto Crippa, Lorenzo Balloni, @C, Yann Novak, Robert Crouch, Adam Basanta, Noumeno, France Jobin, Fabio Perletta, Andrea Ricci, Tomas Phillips, Alexander Rishaug, Mark Cetilia, Darren McClure, Francesco Fonassi, Shinkei, Nicolas Bernier, Doron Sadja, Precocious Mouse, Hogo, Yukitomo Hamasaki, Gianluca Favaron, Miguel Isaza, Federico Placidi, Pjusk, Giuseppe Pradella, Inner8, Ubik, Mokuhen, TeZ, Yuki Aida, Erico Wakamatsu, Y:E:T, Phorm, Drøp, Mimosa Moize, Cameron Shafii, Terje Paulsen.

CC: Ci sono riferimenti visuali in questo progetto?

FP e PS: Non precisamente. Il nostro intento è di concentrare le energie sul suono. In fondo, soprattutto nel nostro caso, la musica è già abbastanza e piuttosto ricca di spunti, e non sentiamo la necessità di arricchirlo con elementi visuali.

Photo: Giuseppe Cutrì

Photo: Giuseppe Cutrì

CC: Parlami di QUARK: HOW DOES THE INVISIBLE SOUND?..

FP: “Quark: How Does The Invisible Sound?” nasce dal mio interesse per la scienza e l’intersezione con il suono. Ennio Mazzon ha sviluppato un software chiamato “Cconfin”, dal fenomeno fisico noto come “color confinement” (in italiano “confinamento dei quark”), che abbiamo fornito agli artisti invitati per comporre una traccia ispirata al tema dell’invisibile. Sono stati quindi pubblicati 48 brani, tra i quali compaiono artisti che stimo molto tra cui Luigi Turra, Adam Basanta, Tomas Phillips, Marc Behrens, Miguel Isaza, Vincenzo Core, Sebastien Roux, Ken Ikeda, TeZ e tanti altri, impossibile citarli tutti… Da Standards a Milano c’è stata una diffusione sonora all’interno della mostra “9 + 1 = 0” della mia etichetta 901 editions, con un altro software creato da me e Franz Rosati che riproduceva degli estratti, selezionati in modo casuale, di due tracce simultanee. L’idea di fondo è quella di creare un flusso organico e in continua evoluzione e trasformazione, come la materia, sfruttando gli algoritmi casuali per creare connessioni inusuali e inaspettate tra circa 6 ore di suoni.

Gesto by CYGNI