Il punto di vista del carro di buoi: «In fin dei conti ha fatto bene a rifarsi le tette anche se i suoi genitori erano contrari»

Il punto di vista del carro di buoi: «In fin dei conti ha fatto bene a rifarsi le tette anche se i suoi genitori erano contrari»

Gentile Carro di buoi,

sono uno che psicosomatizza, che è po’ come essere uno psicolabile a cui vengono delle psicomacchie sulla psicopelle. Nel mio piccolo è uno psicodramma. O per lo meno così era così da giovane. Poi la situazione si è aggravata.

Le scrivo perché mi sono spuntate le tette. Belle tette, per carità, ma in tutto uguali a quelle della mia ex a cui penso sempre. Il dermatologo mi ha spiegato che il mio caso è raro ma non unico, e che anzi, forse per l’inquinamento, si è assistito ad un aumento esponenziale di questo tipo di dermatiti.

Maledetta somatizzazione. Capisce il mio imbarazzo?

Ecco, al di là del fatto che i miei amici hanno cominciato ad offrirmi da bere, cosa che di per sé non mi dà alcun fastidio, anzi, e tralasciando anche che sull’autobus mi sento osservato, il problema è che da qualche tempo sto frequentando un’altra ragazza e ecco, credo sia logico, non vorrei che se ne accorgesse.

Consideri che questa nuova, all’inizio, mi si presentò come il chiodo abile a scacciare quello precedente, poi imparai che un chiodo piccolo non scaccia un grande chiodo, e infine appresi che due chiodi possono convivere sul medesimo legno. Fuor di metafora lei è gentilissima, è facile volergli bene, ed è dunque quello che ci vuole ora e gliene sono grato, ma non è proprio in cima ai miei pensieri, come dimostra questa dermatite atopica (termine con cui il mio dermatologo chiama le mie tette) e temo che se se ne dovesse accorgere potrebbe restarci male, offendersi e abbandonarmi.

A quel punto, oltre a restarci male io, rischierei, alla luce del mio problema, di vedermi spuntare altre due tette (le sue) e non so se queste andrebbero a sommarsi alla massa di quelle precedenti (per la gioia dei miei amici) o se si aggiungerebbero vicino, o sotto, o sopra, o di lato a quelle che già ci stanno (e non saprei neanche che reggiseno mettermi).

Su consiglio di Natalia Aspesi ho iniziato a prendere il cortisone, in effetti funzionava (salvo un po’ di cellulite che, ci tengo a precisare, la mia ex non aveva) però poi credendomi guarito, ho smesso di colpo, e mi si è creato l’effetto riflusso tipico del cortisone, ora, oltre ad avere queste tette mi stanno anche venendo gli occhi azzurri e il fare petulante, altre caratteristiche della mia indimenticabile e indimenticata ex.

Aiuto. Mi sento in vicolo cieco.

Che devo fare?

Uno che psicosomatizza ‘81

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Caro Uno che psicosomatizza ‘81,

potrei risponderle elencando i 13 modi, di cui due veramente brillanti, che mi sono venuti in mente per farla uscire dall’impasse. Ma ho pensato che così scadremo nel personalismo e non è questo quello che un lettore cerca da una posta del cuore. Il lettore cerca un 90% cazzi personali altrui, un 8% possibilità d’immedesimazione o comparazione e un 2% controllo del giudizio del curatore della posta, una sorta di sindacato di legittimità del suo operato. Questi sono dati statistici medi, ma ciò non toglie che il lettore medio è dunque spinto nella lettura, per il 90% da morbosa curiosità, da un’8% di squallida autoanalisi e per il 2% da “sindrome del giudice”. Avendo noi, con la sua storia, sfangato grossomodo il primo 90%, bisogna ora concentrarsi sul rimanente 10%.

Cominciamo col far giudicare al lettore le mie posizione appagando il 2% suddetto. Per avere posizioni bisogna schierarsi. E allora potrei dire che sono contro la piaga della psicosomatizzazione (ma potrei essere accusato di graziealcazzo), e che in fin dei conti ha fatto bene a rifarsi le tette anche se i suoi genitori erano contrari (e qua paleserei di non aver capito la sua storia), inoltre secondo me le nuove tette andrebbero a sommarsi a quelle precedenti, a meno che una ragazza non le abbia avute molto basse e l’altra molto alte, in quel caso non so cosa accadrebbe, ma di certo ci saranno quattro capezzoli (e qui sono inattaccabile).

Appagato di come ho saziato il 2% passiamo all’ immedesimazione/comparzione.

Questa sembrerebbe cosa ardua, la sua storia è apparentemente troppo particolare per poter essere generalizzata, astratta ed esportata ad uso e consumo del lettore.

Certo potrei dire al lettore che la patologia di questo ragazzo non è altro che una trasparente trasposizione fenomenica delle nostre cedevolezze recondite, le quali non avendo manifestazioni visive restano pressoché ignorate. Ma non mi va, e in parte l’ho già fatto.

Mi dichiaro comunque soddisfatto di aver appagato il 92% del lettore medio.

Si ricordi però una cosa, non si sottoponga mai ad un intervento chirurgico di riduzione del seno. È da spreconi.

ilpuntodivistadelcarrodibuoi@hotmail.it