L'aggraziata fauna di Beatrix Potter

L’aggraziata fauna di Beatrix Potter

Molti e molte ricorderanno, fra i propri libri d’infanzia, le storie di animali illustrate dall’inglese Beatrix Potter. Animali accuratamente disegnati nei loro dettagli, che suscitano immediatamente attrazione e ammirazione in bambini e adulti. Risalenti ai primissimi anni del Novecento, i disegni giovanili di Potter si basavano sullo studio dal vero di animali e piante. Di carattere botanico ed enciclopedico, essi erano fatti con tale abilità da avvicinare Beatrix Potter al mondo delle scienze. Appartenendo a una famiglia benestante, tuttavia, il primo pensiero di Potter doveva essere quello di sposarsi con un uomo altrettanto facoltoso. Ciò non le impedì di disegnare, e continuò a produrre schizzi nelle tenute di campagna della propria famiglia. Cominciò a ideare storie, tutte dal tono morigerato, come si voleva da una giovane educata alla maniera vittoriana, ma disegnate con una stupefacente capacità. I protagonisti erano tutti gli animali che aveva avuto modo di studiare: conigli, scoiattoli, topi, gatti, cani, ricci, oche, rane. Insomma: un consistente assortimento tratto dalla campagna inglese, coinvolto in brevi e movimentate avventure.

Beatrix Potter, Storia dei due Topini Cattivi, 1904

Beatrix Potter, Storia dei due Topini Cattivi, 1904

Le storie di Beatrix Potter impiegarono del tempo prima di essere pubblicate: rifiutate da diversi editori, furono per la prima volta stampate e rilegate a spese della stessa autrice, che le diffuse tra amici e parenti. Dopo l’esperienza dell’autoproduzione, Potter suscitò l’interesse dell’editore Frederick Warne. Egli aveva, all’epoca, già pubblicato diversi volumi disegnati dai più validi illustratori inglesi del tempo, come Walter Crane, esponente significativo delle Arts and Crafts.

Uscì allora La Storia di Peter Coniglio, scritto e illustrato da Beatrix Potter, nel 1902. Seguirono La Storia di Nutkin Scoiattolo, Il Sarto di Gloucester, La Storia dei due Topini Cattivi, e moltissime altre, tutte ad acquerello o incisione. Storie di estensione eterogenea, alcune più brevi altre più lunghe, tutte molto poetiche e allo stesso tempo educative. Ricorre infatti l’elemento della disobbedienza, che innesca la disarmonia e l’avventura, e il finale è sempre lieto.

Gli animali di Potter non sono affatto quelli a cui siamo stati abituati dalla Walt Disney o dai fumetti. Nel caso della grande casa di animazione americana, pur realizzati magistralmente, essi sono stereotipati: meravigliosi pupazzi. Quelli della Potter invece sono realistici, nelle fattezze e nei movimenti, secondo le esigenze dell’epoca. Potter compone il proprio mondo, condizionato dall’estetica del tempo nell’amore per la natura e per le piante, ma attribuisce anche una grazia e una dolcezza irresistibili ai propri personaggi, rendendoli così materiale perfetto per la letteratura dell’infanzia. Rispetto a Kate Greenaway, illustratrice di pochi anni più anziana di lei, appartenente allo stesso ambiente, i disegni di Potter hanno un dinamismo e una libertà compositiva notevoli. Le sue storie sono talvolta ispirate ad accadimenti reali, trasposte nel mondo animale, come nel caso del Sarto di Gloucester. Di quasi tutte conosciamo come sono nate, grazie alla presenza di un consistente epistolario tra l’autrice, editori e amici. Le lettere contengono talvolta anche gli schizzi degli animali che Potter sottoponeva all’interlocutore.

Beatrix Potter, Storia del Signor Jeremy Pescatore, 1906

Beatrix Potter, Storia del Signor Jeremy Pescatore, 1906

Tutto il corpus delle sue opere ci è pervenuto in Italia attraverso una bellissima pubblicazione di Sperling&Kupfer del 1989 intitolata Il Mondo di Beatrix Potter, tradotta interamente dall’originale inglese. Ovviamente le singole storie sono state poi ripubblicate da diverse case editrici, ma Il Mondo di Beatrix Potter correda ogni storia di una breve introduzione a carattere biografico molto interessante.

Così fine e gentile, infine, il lavoro di Potter non disdegna alcune battute di humor tipicamente inglese. Mamma coniglia per esempio, rivolgendosi a Peter e ai suoi fratelli raccomanda: «andate pure nei campi o lungo il sentiero, ma non entrate nel giardino del Signor McGregor: laggiù il vostro papà si è messo in un bel pasticcio: la Signora McGregor ne ha fatto un pasticcio di coniglio.»

Tra humor e iniziative di autoproduzione, traspare allora, al di là dell’educazione vittoriana e della assoluta grazia del suo lavoro, una Beatrix Potter dal carattere forte, ironico e determinato.

Anna Brancato