L'amore dal punto di vista del carro di buoi: "nefrotossicità"

L’amore dal punto di vista del carro di buoi: “nefrotossicità”

Caro Amministratore di condominio,

Faccio parte di una sinistra moderna, che legge solo le istruzioni del Maalox, alza il pugno chiuso quando canta Rimmel e vomita se entra in un centro sociale, perché il nostro corpo riformista si rifiuta di assimilare alcol da pulciari, e poi malediciamo, come Rosseau, il primo uomo che recintò il primo pezzo di terra, e poi passiamo la domenica a ridipingere la staccionata perché siamo incoerenti. E poi malediciamo Rosseau perché ci siamo rotti il cazzo di ridipingere la staccionata e tutto – inspiegabilmente – torna a posto.

E datemi un capro espiatorio a cui dare la colpa di tutto questo, e datemelo perché ho la sindrome di Stoccolma e ho voglia di innamorarmi. Ché poi non è che ho proprio la sindrome di Stoccolma, ma è che sono ipocondriaco. Che poi, dato che siamo di sinistra, il colpevole finisce sempre perdonato sull’altare della sociologia, e così non mi piace più e mi sento in colpa perché non so come dirglielo. E allora va a finire che il capro espiatorio divento io, ma ho imparato a dodici anni che il narcisismo è osteggiato in società. Resto innamorato di me stesso ma non lo dico a nessuno, l’amore segreto non può scadere nella routine. E invece sì. E così, annoiato, mi lascio, e non solo, ho le parole giuste per farlo, ma riesco anche ad ipotecare la preventiva sconfitta della consolidata strategia del chiodo schiaccia chiodo dalle mani e dai piedi: «resterai attaccato alla tua croce e farai finta che le stimmati siano solo psoriasi».

Non usate il cortisone contro le stimmati, non serve.

Avvalorato da queste considerazioni ho rivalutato la posizione della femmina, amante del potente politico, che riesce ad ottenere un posto in parlamento e deve difendersi dai malpensanti. Nicole Minetti? No, Nilde Iotti, perché faccio parte di una sinistra moderna che non ha mai visto un Rublo. A dire il vero non ho mai visto neanche una tetta rifatta, ma questo non c’entra con l’essere di sinistra, c’entra con l’essere insicuri. Bella donna, se te ti sei sottoposta ad un intervento chirurgico per piacermi, io per piacerti cosa potrei fare di più? «Potresti cominciare con il vergognarti del tuo molare sporgente» risponde lei sicura, io penso tra me e me che il gioco non vale la candela e che prima o poi troverò una splendida che mi accetti per come sono: una merda, che però in un idioma privato sa dare i nomi giusti alle cose. Questa non è una ragazza stupenda che sta cercando di finirmi nel letto, questa è una “yugascgvaksvkghvcsajk”, e questo non sono io che torno a casa da solo, ubriaco, sotto la pioggia, questo è un “yugascgvaksviiijbnkhjb” e il fatto che nel mio idioma privato queste ultime due parole – che descrivono situazioni tra loro astrattamente incompatibili – abbiano la stessa radice (yugascgvaksv-) mi dovrebbe spingere a fare due più due, ma la yugascgvaksvkghvcsajk, è tornata a parlare con le sue amiche dopo che avevo manifestato il fastidio nello svegliarmi con qualcuno nel letto, e ora che sono un yugascgvaksviiijbnkhjb sto rivalutando il bilanciamento di interessi tra il non tornare a casa solo e non svegliarsi in compagnia. E la risposta è sempre la stessa, ma solo perché la domanda è mal formulata. Amen.

Lettera firmata.

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Tutti uguali voi fricchettoni socialdemocratici tutto flusso di coscienza a chilometri zero, diritti civili ecosostenibili, Palestina free, neo-colonialismo degli occhi azzurri, cultura del piagnisteo e bla bla bla.

Le rispondo solo perché voglio prendere posizione sui seguenti punti da lei toccati: 1) istruzioni del Maalox; 2) sinistra moderna; 3) impossibilità curare le stimmati con il cortisone.

Cominciando dal primo punto segnalo che le istruzioni del Maalox non sono un granché. Trovo ad esempio scontato e banale scrivere «l’utilizzo contemporaneo di alluminio idrossido può portare ad un aumento dei livelli di alluminio», che è un po’ come dire che mangiare le fragole selvatiche può portare ad un aumento dei livelli di fragola. Anche «in caso di diete povere di fosforo, tenere presente che l’alluminio idrossido può causare carenza di fosforo» mi sembra una frase equivoca che ancora una volta tende a sopravvalutare la funzione di questo alluminio idrossido a cui si è voluto dare un ruolo da protagonista che chiaramente non meritava. Si riprende un po’ nel finale, quando nel capitolo dedicato al sovradosaggio ha una svolta pulp e parla di encefalopatia, convulsioni e demenza, ma è troppo poco e troppo tardi per considerarle delle belle istruzioni. Le consiglio di cambiare lettura.

Io ora sto per finire le istruzione dell’ Oki, iniziate un mesetto fa le sto leggendo tutte d’un fiato perché lo stile è asciutto ma poetico. Prendiamo uno dei passaggi chiave: «occorre cautela nei pazienti con una storia di ipertensione», bella frase, a prima vista senza senso, ma la ricerca lessicale palesa ambizioni maggiori di semplici controindicazioni, ad esempio il fatto che l’Autore abbia definito l’ipertensione né disturbo né patologia, ma “storia”, sottintende un tributo alla narrativa che tocca il suo apice nell’ossimoro paziente/teso, idoneo ad essere sciolto al contrario laddove si riconosca che occorre cautela anche con le persone tese iperpazienti. Inoltre viene citata la parola “nefrotossicità”, neologismo di pura fantasia che mi pare stia già dilagando tra i giovani.

E mi vorrei poi soffermare un attimo sul capitolo “disordini metabolici” per segnalarle questo: «come già detto, un singolo caso di insufficienza respiratoria acuta, manifestatosi in un paziente asmatico e sensibile all’aspirina, ha avuto esito fatale».

Mi piace che si tiri in mezzo l’aspirina, così a buffo, forse per discreditarla (un dissing) e mi piace il registro finto-conversativo dell’incipit «come già detto…». Anche “esito fatale” è bello perché lascia il finale aperto: sarà morto? Non sarà morto? Chissà.

Passando al secondo punto io alle primarie del PD, al motto di meno rottamazione più riesumazione, ho votato Agostino Depretis sperando così di bilanciare il consenso di cui gode Matteo Renzi, e non perché sia contro ai giovani (di 39 anni) in politica, ma perché ho pregiudizi contro i boy scout. Meglio i massoni della sinistra storica. E non mi infinocchierete con questa storia che lo scoutismo è una massoneria paramilitare. L’ha fatto mia madre quando avevo otto anni. Non ci casco più.

Sull’ultimo punto le voglio solo dire che si sbaglia di grosso, innanzi tutto perché a me piace usare la G e dunque le chiamo stigmati, secondariamente perché la mia passione per le G mi fa chiamare gortisone il farmaco di cui parla lei, terzo basta, mi sono stufato.

ilpuntodivistadelcarrodibuoi@hotmail.it