L’occhio radicale del collezionista

L’occhio radicale del collezionista

Ognuna di queste fotografie è un’ispirazione nella mia vita; ricoprono le pareti della mia casa e le considero gemme preziose. Voglio che la gente pensi: non ho mai visto qualcosa di simile prima d’ora, e non pensavo nemmeno che esistesse – proprio come ho pensato io la prima volta che ho visto queste fotografie”.
Sir Elton John.

Ho sempre avuto una profonda passione per le immagini, qualche anno fa ho cominciato a collezionare fotografie e capita spesso che un particolare pezzo colpisca la mia attenzione, decidendo così di incorniciarlo e appenderlo alle mie pareti. Sopra il mio letto ho incorniciato una fotografia francese degli anni Cinquanta che ritrae un uomo vestito di bianco con cinque gatti al guinzaglio; ogni volta che vado a letto la guardo e penso a quale storia si celi dietro di essa. Sono estremamente curiosa di sapere cosa pensa Elton John ogni volta che va a letto e alzando la testa ha la fortuna di ammirare Noire et Blanche di Man Ray nella sua versione positiva e negativa.
La Sir Elton John Photography collection è una delle collezioni private più ricche al mondo e vanta più di ottomila opere che la rockstar ha collezionato in circa venticinque anni in collaborazione con un curatore e un archivista personali. Una mostra intitolata Radical Eye, in corso alla Tate Modern di Londra, raccoglie oltre centocinquanta fotografie provenienti da questa collezione: immagini realizzate tra il 1920 e il 1950, tutte appartenenti alla corrente modernista, con pezzi di Man Ray, Tina Modotti, Steichen, László Moholy-Nagy, Kertész e molti altri nomi della fotografia mondiale.

Man Ray, Larmes (Tears), 1930-32

Man Ray, Larmes (Tears), 1930-32

La corrente modernista nacque durante un periodo di rivoluzione, guerra e depressione economica causato da movimenti di massa e grandi cambiamenti sociali. Quando l’idea avanguardista prese piede emersero correnti quali il Dadaismo e il Surrealismo, che apportarono cambiamenti radicali al mondo dell’arte e alle norme sociali; nel contempo, in Europa centrale e dell’est vennero istituite nuove scuole d’arte come il Bauhaus in Germania e la Vkhutemas in Russia, che plasmarono il ruolo dell’artista professionale sfidando la divisione tra l’arte e il design.
La mostra si snoda attraverso un percorso di quattro tematiche: ritratti, corpi, esperimenti, fotografia documentaristica e infine oggetti e prospettive; centinaia di fotografie preziosamente racchiuse in meravigliose ed imponenti cornici dorate e argentate.

Herbert Bayer, Self Portrait, 1932

Herbert Bayer, Self Portrait, 1932

Nella sezione Ritratti, le opere esposte raffigurano per la maggior parte artisti, scrittori e musicisti. Da Man Ray a Irvin Penn, passando per Weston, il tema chiave è quello di rappresentare le personalità più influenti del periodo in modo anticonvenzionale con pose innovative, composizioni insolite e ritagli azzardati.
Nella fotografia modernista la sperimentazione è alla base dell’opera e proprio la sperimentazione è il punto chiave delle sezioni Corpi ed Esperimenti. Nella prima sezione, il corpo umano viene inteso come soggetto principale con una particolare attenzione a forme e curve, trasformato in qualcosa di insolito e sconosciuto attraverso l’utilizzo di differenti punti di vista. Vi è una spersonalizzazione delle singole parti del corpo che vengono intese come paesaggi e nature morte, azzerando le distinzioni di genere.
Nella sezione Esperimenti, invece, vi è una valorizzazione dell’errore fotografico con uno sconvolgimento delle regole fotografiche con particolari azzardi nelle tecniche di stampa, distorsioni, doppie esposizioni, fotomontaggi e collage.

Dorothea Lange, Migrant Mother, 1936

Dorothea Lange, Migrant Mother, 1936

Le penultima sezione di Radical Eye è dedicata alla fotografia documentaristica. Sir Elton John può definirsi il fiero possessore di alcune delle più famose fotografie di reportage della storia della fotografia e in particolare dell’opera Migrant Mother di Dorothea Lange e diversi scatti di Walker Evans. In un video girato in occasione della mostra, il cantautore spiega come si senta profondamente legato a queste immagini, cosa prova guardando le opere della Lange e come i volti dei soggetti ritratti cambino espressione di volta in in volta.

Paul Outerbridge, Ide Collar, 1922

Paul Outerbridge, Ide Collar, 1922

Ultima ma non meno importante è la sezione dedicata allo still life. Nella parte finale della mostra sono raccolte opere nelle quali viene mostrata la bellezza degli oggetti della vita quotidiana. Prospettive inusuali creano composizioni energetiche e astratte che si contrappongono al principale compito della fotografia: rappresentare fedelmente la realtà. Artisti del Calibro di Rodchenko e Steichen omaggiano la fotografia come un mezzo capace di riprodurre nuove immagini stravolgendo il punto di vista collettivo.
Radical Eye è visitabile alla Tate Modern di Londra fino al 7 Maggio 2017.

Marika Saonari

In copertina: Man Ray, Noire et Blanche, 1926

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