Installation at T293, Rome, 24 February - 24 March 2018
Photo by
Roberto Apa
Courtesy of
the Artist and T293, Rome

Lorenzo Vitturi – Natural man-made, Oyinbo, and moving beats.

Presso la galleria T293 Lorenzo Vitturi presenta una selezione di opere fotografiche dal suo ultimo progetto “Money Must Be Made” nato dalla sua permanenza in Lagos proponendo qui una visione personale e positiva della cultura africana raccontando i suoi colori, l’energia e la potenza di questo popolo.
E’nota la passione di Vitturi verso ambienti brulicanti di odori, oggetti e storie -visto il suo precedente progetto “Dalston Anatomy”- quindi il famoso mercato Balogun Market non poteva rimanere inosservato dallo sguardo del fotografo. Il Balogun Market è conosciuto per la sua vastità, infatti si snoda su gran parte della città con grandi e piccole arterie. Questa volta l’attenzione dell’artista viene attirata anche dal contrasto, il suo sguardo si posa anche sul Financial Trust House, edificio completamente in disuso con innumerevoli piani abbandonati a un silenzio insolito per il quartiere.

Lorenzo VitturiWhite Tarpaulin, Chinese Cloth and Ewe Agoin, 2017 archival pigment print, anti-glare glass / stampa d'archivio a pigmenti, vetro antiriflesso 130 × 86 cm (51 ⅛ × 33 ⅞ inches) Edition of 5 plus I AP

Lorenzo Vitturi
White Tarpaulin, Chinese Cloth and Ewe Agoin, 2017
archival pigment print, anti-glare glass / stampa d’archivio a pigmenti, vetro antiriflesso
130 × 86 cm (51 ⅛ × 33 ⅞ inches)
Edition of 5 plus I AP

L’attrazione per tutto ciò che abita la strada e i mercati porta Vitturi a vivere queste situazioni, si lascia interamente immergere per poi selezionare dei frammenti, materiali e immagini che rielabora all’interno del suo studio. Le immagini ricreate dal’artista Veneziano hanno inizialmente un forte impatto visivo e sensoriale, l’occhio viene riempito e imbevuto di colori, successivamente le composizioni delle sue installazioni fragili e precarie, che spesso non durano più di qualche ora, ti rendono partecipe ad una creatività instancabile. La particolarità del processo creativo di Vitturi è proprio nella sua abilità- forse anche la necessità- di far coincidere e coesistere più mezzi espressivi in un unico lavoro. Prima ricerca i materiali, poi in seguito crea delle istallazioni cercando di restituire le sue impressioni e suggestioni avute nel suo spostarsi all’interno delle vie dei mercati che poi immortala attraverso la macchina fotografica. Ma spesso compie una fase successiva, ritocca l’immagine fotografica con pittura e pennello. Tutto ciò che solitamente viene realizzato grazie a programmi di elaborazione digitale, come Photoshop, Vitturi lo realizza a mano.

Lorenzo VitturiPainted Calabashes, Aso-oke and Veneto Leather, 2017 archival pigment print, anti-glare glass / stampa d'archivio a pigmenti, vetro antiriflesso 110 × 73 cm (43 ¼ × 28 ¾ inches) Edition of 5 plus I AP

Lorenzo Vitturi
Painted Calabashes, Aso-oke and Veneto Leather, 2017
archival pigment print, anti-glare glass / stampa d’archivio a pigmenti, vetro antiriflesso
110 × 73 cm (43 ¼ × 28 ¾ inches)
Edition of 5 plus I AP

L’esito finale è la somma di queste fasi che permettono a Vitturi di agire attraverso diverse discipline – collage, scultura, fotografia e pittura- e poter raccontare la trasformazione di una realtà in continuo cambiamento, punto importante per il suo lavoro, anche la scelta della materia permette a Vitturi di rendere visibile la trasformazione e l’interazione di differenti materiali che provengono da diverse parti del mondo, plasmandole a unico soggetto.
Il rapporto che Vitturi ha con la fotografia è singolare, qui di certo non si vuole generalizzare sul metodo e le pratiche fotografiche, per fortuna ogni artista ha il proprio e unico rapporto con la macchina fotografica, ma nei suoi lavori emerge una continua oscillazione tra diversi interessi che ritroviamo anche nella sua precedente formazione. Prima frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove si dedica maggiormente al collage, successivamente nasce la necessità di poter assemblare e lavorare su immagini personali, quindi si trasferisce a Roma per frequentare l’Istituto Europeo di Design -IED- e nello stesso periodo lavora presso gli stabilimenti di Cinecittà come pittore di scena. Esperienza che trasporta nel utilizzo del processo fotografico, il legame con la pittura nei suoi lavori non ha una funzione accessoria, è ingrediente fondamentale per portare più fisicità all’interno dell’oggettività dell’immagine fotografica.

Lorenzo VitturiPraying Mat Fragments, Egg and Blue, 2017 archival pigment print, anti-glare glass / stampa d'archivio a pigmenti, vetro antiriflesso 110 × 73 cm (43 ¼ × 28 ¾ inches) Edition of 5 plus I AP

Lorenzo Vitturi
Praying Mat Fragments, Egg and Blue, 2017
archival pigment print, anti-glare glass / stampa d’archivio a pigmenti, vetro antiriflesso
110 × 73 cm (43 ¼ × 28 ¾ inches)
Edition of 5 plus I AP