Mai più paura di volare – Storia di una battaglia vinta

Mai più paura di volare – Storia di una battaglia vinta

Sogna che nessun uomo possa mai arrogarsi il diritto, per nessuna ragione al mondo, di allontanare il sorriso dal volto di una donna, di impadronirsi della sua vita, di bloccarne la mente e il desiderio […] I suoi pensieri sono già altrove e, come una farfalla Monarca, appena uscita dalla crisalide, spiega le grandi ali policrome per il lungo libero volo, senza più paura dello spazio infinito.

È la storia di un percorso, quella che racconta Barbara Bretti nel suo libro d’esordio. La storia di una donna in cui molte altre possono riconoscersi. Purtroppo. Perché quello che viene narrato è un percorso di violenze subite fin dentro le mura domestiche, e perpetrate poi oltre, tra gli angusti confini di un matrimonio destinato al fallimento. Per fortuna, perché la protagonista del volume, nonostante la solitudine e la sofferenza, non si dà mai per vinta, ma guarda avanti a sé con speranza riuscendo infine a rompere quelle catene che per anni l’hanno avvinghiata a terra.

La trama è semplice e al contempo fumosa. Non è dato sapere quando e dove si dipani la vita della protagonista, di cui è noto solo il nome, Veronique. Si lasciano scorgere esclusivamente i tratti superficiali del teatro degli orrori dove la bambina già donna è costretta ad assistere e a subire le angherie del padre violento, ovvero le mura di una casa sbattuta in cima ad un paese contadino, e la dolce e affascinante asprezza di un panorama di collina. Un paesaggio che cambia, ma solo in funzione della crescita di Veronique, che da bambina si fa adolescente, e poi adulta, contrastando per bellezza e purezza di spirito l’oscurità che sempre la avvolge, e la comprime.

Dopo un primo e breve spiraglio di luce, rappresentato da un amore innocente ed adolescenziale per il compagno di giochi e di studi, la vita della protagonista devia nuovamente verso il buio, in favore di un ragazzo che rimpiazzerà, per egoismo e disprezzo, l’incombente figura del padre padrone. E nella seconda parte della sua esistenza ecco che Veronique si trova rinchiusa in una seconda famiglia, quella del marito, che la minaccia con violenze non più fisiche ma psicologiche, ricreandole intorno un bozzolo oppressivo, freddo, e all’apparenza privo di uscita.

La peculiarità del libro, probabilmente, entra in gioco proprio da questo punto in poi. Nella capacità della Bretti di sottolineare quanto la sua protagonista (se non lei stessa, visto il tono così partecipe e consapevole con cui l’autrice permea tutto il volume, facendo azzardare l’ipotesi di una vena autobiografica), pur se moglie e nuora vessata, sia in grado di non distogliere mai lo sguardo anche dal suo essere madre e insegnante, dalla sua natura di donna appassionata e solare, continuamente alla ricerca della propria libertà. Una consapevolezza forte e salvifica, che le permetterà finalmente di sbocciare, lasciandosi alle spalle ombre e fantasmi. Una determinazione quasi delirante, che si tramuta in messaggio per chi legge, in esempio, e che conferma la sua incisività nel momento stesso in cui riesce a cicatrizzare la violenza e le sofferenze subite, per lasciare spazio al futuro, e al diritto di ogni donna di volare verso il proprio con ali di farfalla.

Simona Di Michele

AUTORE: Barbara Bretti
TITOLO: Mai più paura di volare
CASA EDITRICE: EDDA Edizioni
PAGINE: 133
ANNO: 2012
PREZZO: 18.50€