Marienbad Film Festival: "Aprire il senso.Tragitti del cinema italiano"

Marienbad Film Festival: “Aprire il senso.Tragitti del cinema italiano”

Italian Version

Il Festival Internazionale di Marienbad (20/08-1/09/2018) dedica una grande parte della  programmazione di questa edizione al cinema italiano, con una particolare attenzione per la realtà di ricerca. “Aprire il senso, Tragitti del cinema italiano” è il nome del programma curato da Giorgiomaria Cornelio in collaborazione con il progetto La Camera Ardente.

In anteprima, pubblichiamo l’introduzione al programma insieme all’elenco dei film e degli autori che verrano presentati.

 

screen-shot-2018-08-23-at-13-48-38

 

Aprire il senso. Tragitti del cinema italiano

“Ci si può rassegnare alla disperazione,

ma anche ci si può disperare della rassegnazione.”

Sergio Quinzio

Comporre oggi un programma di cortometraggi italiani può costituire una modalità del guardare altrimenti, un’attestazione di distanza da quell’immagine chiamata ad indicare nient’altro che la propria disfatta. Se la pratica del montaggio è già ipotesi di mescolanza e androginia, ancora di più quello del legare film tra loro sarà l’atto di preparare una conflagrazione d’immagini dal comportamento imprevisto, quando non epidemico.

“La rete è una tendenza dell’essere” scriveva Fernand Deligny. Il progetto di un programma non potrà dunque esaurirsi nell’illustrazione di un solo tema o nel mito di una genealogia comune, poiché i film presi singolarmente già ospitano una vastità di nervature e ibridazioni.

I dieci cortometraggi che ho voluto qui riunire sono stati girati tra il 2011 e il 2018 e non esauriscono certamente il discorso attorno al cinema di ricerca italiano. Tuttavia, proprio per via della loro fisionomia proteiforme e della loro profondità immaginale essi si pongono come altrettante interrogazioni e tragitti di diserzione rispetto a un’idea di cinema serrato nella sua armatura di linguaggio (più o meno confortato o destrutturato).

Interrogandosi ugualmente sul dispositivo e sulla sua mitografia, questi film tradiscono un’incertezza rispetto al mezzo cinematografico stesso, ed anzi la loro fedeltà al cinema si misura soprattutto nelle modalità attraverso le quali ne violano la forma certa, riprogettandone di fatto le possibilità. Essi ci dicono come edificare un colloquio tra modi di sentire diversi, tra realtà sotterranee guardate con palpebra stretta o spalancata. “Non sarà che il ‘mundus imaginalis’ deve attraversare i nostri ventri di lombrichi, per diventare cosciente di se stesso” si chiede Samira Guadagnuolo in una delle conversazioni che accompagnano questo programma (realizzate in collaborazione con il progetto di ricerca cinematografica “La Camera Ardente”).

Restaurando una credenza nel mondo e producendo strappi di senso, il cinema di ricerca italiano continua a muoversi perlopiù inascoltato dalle platee nazionali, ma è proprio nella possibilità di dirigersi oltre i suoi confini (e le sue “contingenze” politiche) che esso può aprire e inaugurare un nuovo orizzonte del guardare. Ombre del futuro, questi film rivelano ben più che una mappatura geografica: essi testimoniano la differenza.

 Giorgiomaria Cornelio

29/08

-Vaghe Stelle -Mizar (Mauro Santini, 11 min, 2018)

-Gargantua (Sandro Bocci, 5 min, 2017)

-No more lonely nights (Fabio Scacchioli/ Vincenzo Core, 20 min, 2013)

-Agosto (Maurizio Marras/Federico Borroni/Filippo Sbrancia, 12 min 2016)

-Verso casa (Claudio Romano/Betty L’Innnocente 10 min, 2016)

 

 

501497798_1280x720

 

31/01

- Nell’insonnia di avere in sorte la luce (Giorgiomaria Cornelio/Lucamatteo Rossi, 27 min, 2017)

-In lei e nel riflesso (Maurizio Mercuri, 8 min, 2011)

-Origami Informi (Sara Scipioni, 4 min, 2017)

-Iconostasi (Morgan Menegazzo/Mariachiara Pernisa, 2015, 16 min)

-La molle molle terra (Samira Guadagnuolo, 3 min, 2017 – e proiezione in loop )

 

screen-shot-2018-06-23-at-12-19-58

 

English Version

Aprire il senso. Paths of  Italian cinematography

“It is possible to resign in despair

but it is also possible to despair that we have resigned.“

Sergio Quinzio

Composing a program of Italian short films today can provide a different point of view and allow us to keep our distance from an image that has been made only to indicate nothing but its own defeat. The more editing practice anticipates combining things and being multi-gender, the more there is an effort to link individual films to one another in a conscious act of preparing for the explosion of visual imagination, if not a direct outbreak of an epidemic.

„The net is a tendency to be,“ wrote Fernand Deligny. The dramaturgy of the program we are presenting for the Marienbad Film Festival can not be exhausted by drawing a single theme or myth about the unified genealogy of Italian film, as each of the films in the collection included carries with itself countless transitions and a dense network of nerves. The ten short films that I gathered here were shot between 2011 and 2018 and certainly do not exhaust the debate around Italian experimental cinematography. However, because of their physiognomy and image depths, they ask countless questions, trying to find a way out of cinematography, imprisoned in its own armor of rigid film language. When we contemplate their dispositions and mythography in the same way, these films testify to some uncertainty in relation to the film medium itself and, at the same time, to their belonging to the film genre, which is measured in particular by means of violations of a certain form and convention, and in fact propose new, novel solutions and options. In this way, they are telling us how to talk and perceive in greater range and depth, how to sieve hidden experiences through our half closed eyelids or with our eyes wide open.

To restore belief in the world and to push the idea of film, Italian experimental cinematography streams forward, although usually without being noticed by its national audience. It is precisely this desire to go beyond its limits (even regardless „political consequences“) that can establish a new horizon in viewing the world. Shadows of the future. These films do not suggest geographic mapping of the Apennine Peninsula’s production: they show the differences.

Giorgiomaria Cornelio

29/08

-Vaghe Stelle -Mizar (Mauro Santini, 11 min, 2018)

-Gargantua (Sandro Bocci, 5 min, 2017)

-No more lonely nights (Fabio Scacchioli/ Vincenzo Core, 20 min, 2013)

-Agosto (Maurizio Marras/Federico Borroni/Filippo Sbrancia, 12 min 2016)

-Verso casa (Claudio Romano/Betty L’Innnocente 10 min, 2016)

 

 

31/01

Nell’insonnia di avere in sorte la luce (Giorgiomaria Cornelio/Lucamatteo Rossi, 27 min, 2017)

-In lei e nel riflesso (Maurizio Mercuri, 8 min, 2011)

-Origami Informi (Sara Scipioni, 4 min, 2017)

-Iconostasi (Morgan Menegazzo/Mariachiara Pernisa, 2015, 16 min)

-La molle molle terra (Samira Guadagnuolo, 3 min, 2017  – and loop installation  )

39227089_777505029247381_7525923634884378624_n