Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Fabio Mariani

“In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia” – riflessioni con Alberto Timossi

Memore della recente scomparsa del Lago Sofia, bacino alpino collocato ai piedi del Ghiacciaio del Calderone (m 2670) sito sul Gran Sasso, e cosciente dell’urgente necessità di evidenziare e sensibilizzare il pubblico verso problematiche di tipo ambientale che stanno sconvolgendo e modificando il clima terrestre Alberto Timossi ha sentito l’esigenza di esprimersi concependo In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, quinto capitolo di un viaggio che sta compiendo verso un mondo che cambia.

1. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Fabio Mariani

1. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Fabio Mariani

Un’installazione composta da 36 pietre nere realizzate in PVC (diametro cm 16, lunghezza variabile fra cm 40 e cm 50) disposte su un terreno scosceso a diretto confronto con la grandezza della montagna e l’immensa forza della natura, risultando solo un piccolo e sottile lavoro realizzato da piccole ma laboriose mani umane. Infatti, come afferma l’artista, «le Pietre nere, dislocate nell’originaria conca del lago svanito, risultano essere mere lacrime, germi che sbocciano sul fianco della montagna, dove un tempo il ghiacciaio alimentava il lago, posto poco più sotto.»

2. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Fabio Mariani

2. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Fabio Mariani

Un ulteriore intervento sull’acqua, simbolo di vita ed elemento indispensabile per ogni essere vivente, per riflettere e ribadire il suo invito a pensare alle nostre azioni quotidiane. Continua Alberto: «dopo “Fata Morgana/Dentro l’antropocene”, sul laghetto del Rock Glacier del Col d’Olen, alimentato da un ghiacciaio nascosto dalle rocce, dove intervengo con una fioritura artificiale di un canneto rosso come risposta inaspettata della natura al cambiamento climatico in atto; dopo “Spilli”, sul Lago ex Snia di Roma, un lago sorto per errore umano, che testimonia il recupero da parte della natura sul territorio urbano e sul modo di fare senza regole dell’uomo affarista; dopo “Fata Morgana/La fonte sospesa”, sulla fontana della Minerva della Sapienza di Roma, dove la sospensione degli elementi che sul lago del Col d’Olen erano per metà immersi, testimonia le problematiche di mancanza e cattiva distribuzione della risorsa acqua; “In memoria, Pietre nere per il Lago Sofia” si sofferma sul cambiamento già avvenuto, il lago prosciugato, ma anche sull’imprevedibilità della natura che predispone altre dinamiche per continuare a sorprenderci (Talvolta il lago ritorna, non più perché alimentato dal ghiacciaio in sofferenza, ma perché piogge torrenziali di fine estate o di inizio autunno lo riformano per pochi giorni soltanto).»

3. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Alberto Timossi

3. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Alberto Timossi

Un’opera d’arte ambientale condivisa grazie a concetti e passioni che uniscono, tramite sottili ed invisibili legami, persone che lavorano in ambiti differenti. L’arte è anche partecipare a queste ‘missioni’ caricandosi sulle proprie spalle zaini contenenti le pietre nere fino al luogo stabilito. Un lungo cammino di avvicinamento alla meta che, come afferma Timossi, «è anche percorso spirituale che culmina con l’allestimento delle singole pietre». Un’operazione di ri-avvicinamento alla sacralità della natura, ai suoi cicli vitali, alle sue bellezze dimenticate per via del progresso e della tecnologia che ci portato a vivere in città dominate da solitudine, cemento e assurdi rumori.

4. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Alberto Timossi.

4. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Alberto Timossi.

Un evento esclusivo sia per la breve durata di qualche ora sia per la presenza di pochissimi amici che hanno avuto l’occasione di osservarla dal vivo. Il gruppo salito nella giornata di sabato 21 luglio tramite la cabinovia di Prati di Tito è arrivato in serata nello storico Rifugio Franchetti  per l’alloggio notturno. La mattinata di domenica 22 è stata interamente dedicata all’installazione del progetto in situ, dove ha avuto luogo anche la performance Sofia ideata per l’occasione dalla performer Francesca Nesteri, in totale accordo con l’artista. Basata su gesti e parole ispirate a Le Città Invisibili” di Italo Calvino, l’esibizione è anch’essa un atto di condivisione. L’azione performativa, eseguita sul bordo del ghiacciaio dove era ancora presente la neve, ha catturato lo sguardo degli astanti grazie al contrasto tra bianco e nero, tra carne e materia sintetica, tra natura e artificio mentre in sottofondo il fruscio del vento d’alta quota ribadiva la potenza del creato.

5. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Alberto Timossi.

5. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Alberto Timossi.

L’aspetto più importante di “In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia”, cui Alberto preme sottolineare, è anteporre all’opera il suo senso ovvero mai come questa volta l’oggetto del lavoro dell’artista è stata la sua relazione con il contesto ambientale: «A Carrara – con “Illusione” – era più semplice e logico trafiggere con un tubo gli spigoli delle cave, sul lago del Col d’Olen e sul Lago ex Snia era logico far galleggiare tubi come cannetti artificiali, qui si trattava di mettere pietre fra le pietre, ai bordi di un ghiacciaio. Qualcosa di inutile, se ci pensi, nulla di rivoluzionario. Nulla di spettacolistico, solo l’idea e il suo senso. […] La conca del ghiacciaio del Calderone è uno spazio immenso, fuori scala, e le Pietre nere sono piccola cosa al confronto. Tale doveva essere il rapporto grande-piccolo, in quanto le Pietre nere sono l’idea del cambiamento che avviene sottilmente, di cui ti accorgi soltanto se presti attenzione ai suoi segni. Non è interessante lo spettacolo d’effetto, ma conta il particolare. Questa piccola presenza apparentemente si scontra con la mole di lavoro per realizzarla, ma la fatica e lo sforzo sono metafore necessarie per spiegare l’importanza del significato dell’operazione.»

6. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Alberto Timossi.

6. Alberto Timossi, In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia, Ghiacciaio del Calderone, photo courtesy Alberto Timossi.

Prossimamente l’installazione di Alberto sul ghiacciaio del Calderone, corredata da alcune fotografie che documentano l’intervento in situ, sarà visibile nelle sale della Rocca di Castelnuovo di Porto in occasione del Festival Castelnuovo Fotografia  (28-29-30 Settembre). Mentre per vivere a pieno l’esperienza originaria è possibile vedere il video “In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia” .

 

In memoria. Pietre nere per il Lago Sofia
Esposizione condivisa di arte ambientale
22 luglio 2018
Ghiacciaio del Calderone, Gran Sasso d’Italia, m 2670 – TE
Rifugio Franchetti
Sentiero Madonnina – Pietracamela (TE)

Con il Patrocinio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Con la collaborazione del CAI di Castel Di Sangro e del Rifugio Franchetti
Con il supporto di Massimo Pecci, glaciologo
Con la partecipazione di Francesca Nesteri, performer 

 

Alberto Timossi

https://albertotimossi.com

 

Ufficio Stampa

Melasecca PressOffice

Roberta Melasecca

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