MOVIMENTO: Militanti itineranti (a colpi di libri)

MOVIMENTO: Militanti itineranti (a colpi di libri)

Movimento

Eventi, Progetti, Libri, Persone, Conferenze, Mostre e Musei: una rubrica di approfondimento che esplora il panorama nazionale e internazionale per dare voce a tutte quelle iniziative che mettono l’arte in Movimento.

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Militanti itineranti (a colpi di libri)

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Via del Pigneto, lunedì 26 febbraio. In una trattoria del quartiere davanti a un piatto di pasta “alla mafiosa” è stata scelta la strada. Si prenderà la statale, per evitare il casello. Il furgone è al completo: Julie, Guillaume e Basile, zoccolo duro della bande, insieme a Enrico e Louis che li seguiranno per qualche tappa. Pronti a partire accompagnati dalla luce della città al tramonto alla volta di Bologna, per risalire poi lo stivale e attraversare nelle prossime settimane i Balcani, prima di affrontare il grande Nord. Nel cofano sono accatastate le casse di metallo dove vengono conservati i libri, giusto al di sotto del materasso d’emergenza. Solo un giorno prima riempivano lo spazio espositivo dell’associazione 001.

«No, tutto quello che vedete non è in vendita. È una pubblica collezione. Non appartiene a nessuno, persona o luogo. È fatta per viaggiare». Sono queste le uniche regole di Zines of the Zone, biblioteca di libri indipendenti e prodotti Do It Yourself dedicati al mondo della fotografia. Un progetto itinerante che attraverserà l’Europa in lungo e in largo fino all’estate.

Artnoise ha ospitato la tappa romana nell’evento, organizzata nelle due giornate al Nuovo Cinema Palazzo e all’Associazione culturale 001. Abbiamo avuto l’opportunità di condividere per qualche giorno lo spirito nomade del gruppo. «Si possono trovare delle referenze con gli artisti del circo, con i ravers, con i poeti della Beat Generation o con i gitani» si legge in un’intervista rilasciata da Julie ai ragazzi di Akina Books, casa editrice indipendente di libri fotografici con sede a Londra. L’atteggiamento romantico e old-style non viene negato dai ragazzi, che tuttavia tendono piuttosto a considerarsi «nomadi dalla tendenza punk-geek, neo-pirati in possesso di una biblioteca Open Source» – Pirati contemporanei, che si muovono indifferentemente per la strada e per la rete oltrepassando ogni tipo di barriera. Una parte consistente del progetto infatti vive sul web: l’aggiornamento dell’archivio, la ricerca di contatti, la documentazione del viaggio in un road diary per immagini.

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Eppure non si può capire la portata di Zines of the Zone finché non si vedono i ragazzi sistemare i libri sugli scaffali retraibili costruiti dallo stesso Guillaume. La biblioteca viene di volta in volta smontata e rimontata secondo un ordine ben preciso. I libri vengono disposti affinché raccontino delle storie. C’è la costruzione di un senso, di un disegno, tra gli scaffali. Oltre alla narrazione per immagini, trapela anche la storia di chi li ha creati, del come e del perché, di tutto quello insomma che nei libri non c’è, ma li circonda e li investe di quel valore particolare che sfugge al mondo virtuale. Questo permette ai frequentatori della biblioteca itinerante, inizialmente delusi dall’impossibilità di acquistare i volumi, di aggiungere un valore inatteso: quello di  poter collegare un viso a ogni libro, e una storia, che possa magari essere di ispirazione. Un valore aggiunto, racchiuso nell’insieme di aneddoti frutto dell’esperienza a contatto diretto con gli autori che nelle varie tappe donano i libri alla collezione e con gli addetti al settore.

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Per capire in profondità il mondo che si muove intorno alle pratiche indipendenti bisogna vederlo da vicino. Condividere competenze, diffondere conoscenze: creare una rete che non abbia frontiere geografiche, sociali, economiche. Si tratta di un progetto militante, come tiene a sottolineare Julie. La biblioteca itinerante incarna e sostiene ideali ben precisi: la volontà  di mettere in relazione tra loro esperienze che nascono dal basso, da una cultura indipendente che spesso non ha gli strumenti per uscire dalle ristrette realtà territoriali. Rinnegare le logiche economiche rifiutando lo scambio commerciale, scegliere di diffondere senza intermediari un certo tipo di sottocultura che sfugge alle autostrade dell’industria culturale istituzionale. Si prediligono le strade secondarie, le statali. Per non pagare il casello e per godersi il paesaggio inaspettato.
Il nostro giorno libero l’abbiamo passato nelle realtà occupate della capitale. Lo spirito nomade che anima il gruppo rifiuta il compromesso tout court e cerca di andare a fondo, per capire cosa e come si muove dal basso, non soltanto nel mondo del self –publishing fotografico. Dopo una giornata per gli squot di Roma i neo-pirati sono pronti a riprendere il viaggio alla volta dei Balcani. Anche la scelta dei luoghi rispecchia questi ideali. Andare fuori dalle strade battute, esplorare realtà nascenti ed estremamente vitali, da mettere in contatto con altre già navigate. È questo l’obiettivo principale: diffondere conoscenza, creare una rete, mettere in contatto per mettere in movimento.

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«La biblioteca è fatta per durare nel tempo: per ispirare le persone e per continuare a muoversi. Il progetto è aperto e collaborativo. Finché ci sarà gente intorno, continuerà a esistere e a crescere. Vogliamo condividere la collezione con molte persone – soprattutto con quelle che non hanno facile accesso alla cultura di questo tipo. La pratica del Do It Yourself, è in un certo senso una strada per la libertà, e merita di essere condivisa».
Bonne route alors, e hasta la vista!

Francesca Assennato

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Per saperne di più sul progetto: www.zineofthezone.net
Per seguire il loro tour: blogznzn.tumblr.com