Nasce Atlantide Edizioni. Intervista a Simone Caltabellota

Nasce Atlantide Edizioni. Intervista a Simone Caltabellota

È nata Atlantide Edizioni. Una casa editrice con un progetto editoriale molto particolare. 10 titoli l’anno a tiratura numerata (999 copie), vendita per abbonamento e distribuzione diretta solo nelle migliori librerie indipendenti.
Questa nuova idea di editoria nasce da Simone Calabellota, Flavia Piccinni, Gianni Miraglia e Francesco Pedicini.
Intervistiamo qui Simone Caltabellota, direttore editoriale della neonata Atlantide Edizioni. Da anni all’interno del mondo editoriale, poeta, editor e scrittore. Collabora in gioventù con la rivista «Nuovi Argomenti», successivamente approda a Fazi, dove lavora prima come editor e traduttore per poi diventarne direttore editoriale. Creatore del marchio Lain, a lui si deve il fenomeno Melissa P., la scoperta e pubblicazione di J.T. Leroy (Ingannevole è il cuore più di ogni cosa) e Stephenie Meyer (saga di Twilight). Ha curato le lettere di Bukoswki (minimum fax, 2000-2001) e una biografia di John Fante assieme a Marco Vichi (John Fante. Profilo di scrittore, Fazi 2003). Dopo aver pubblicato con Bompiani e Ponte alle Grazie (Il giardino elettrico, 2010; Sa reina, 2013) l’ultimo lavoro è Un amore degli anni Venti. Storia erotica e magica di Sibilla Aleramo e Giulio Parise (Ponte alle grazie, 2015).

simone caltabellota

Gli abbiamo posto qualche domanda per comprendere meglio la nuova filosofia alla base del progetto Atlantide, di cui si è avuta notizia poco meno di un mese fa.

Atlantide Edizioni. Il nome porta con sé un’immagine emersiva, un’utopia, antica, che ritrova una metaforica ricollocazione geografica. Sebbene “emergi insieme a noi dalle acque morte del sistema culturale italiano” sia uno degli slogan che appaiono sulla homepage della casa editrice, vorrebbe raccontarci, più nel concreto, dei paesaggi che questo “piccolo continente” farà riemergere?

I primi libri di Atlantide Edizioni, Filosofi Antichi del grande e dimenticato Adriano Tilgher, uno dei pensatori più liberi e originali del primo Novecento, Ritratto di Jennie, capolavoro sconosciuto di Robert Nathan, uno dei maestri del romanzo americano, e Tomaso di Vittorio Accornero, meravigliosa graphic novel “ante litteram”, credo mostrino già alcune coordinate significative in tal senso. Non si tratta soltanto di tre “recuperi” di libri importanti per vari motivi obliati, ma di vere e proprie pietre angolari su cui fondare la costruzione della casa editrice. Credo infatti che mai come adesso più che limitarsi a pubblicare testi nuovi, si debba ripensare il cosiddetto canone letterario e editoriale imposto negli ultimi decenni, tanto per la narrativa che per la saggistica, cercare di apportare nella sensibilità di questo tempo qualcosa che viene da lontano ma può ancora parlarci e mostrarci delle vie differenti.

Come è nata l’idea di questa casa editrice e come si è composto il gruppo di persone che ci lavora?

L’idea di creare una nuova casa editrice, del tutto differente rispetto a quelle che esistevano già, ha avuto una incubazione piuttosto lunga: da tempo con Flavia Piccinni, Gianni Miraglia e Francesco Pedicini avevamo iniziato a confrontarci su questo. Poi, come spesso succede, è bastata una scintilla e l’idea ha iniziato a farsi realtà.

Questa sorta di “editoria diretta” è un’idea molto forte. Una linea editoriale ben definita è una delle migliori basi per la nascita e la crescita di una casa editrice. Al momento, come diceva, il catalogo ha tre titoli: uno di narrativa (Ritratto di Jennie), uno di saggistica (Filosofi antichi) e uno – un po’ atipico – di illustrazione (Tomaso). Possiamo già delineare delle collane?

Non ci saranno collane distinte. Non ritengo abbia più senso distinguere generi letterari diversi in differenti collane se l’idea editoriale che li accomuna è, come dici tu, sufficientemente forte.

Cinque anni fa, in un’intervista sul Mucchio Selvaggio, ha dichiarato che “in Italia non c’è neanche un critico letterario che riesca a capire davvero il presente”. Qualche giorno fa, sulla Lettura, si è scatenata una piccola bagarre che ha visto Franco Cordelli rispondere con toni stancamente tragici al piccolo divertissement di Piperno sulla situazione della critica in Italia. L’occasione è stata data dal Premio Sinbad (Premio Internazionale degli Editori Indipendenti) che ha visto Pincio vincere con Panorama (NN Edizioni). Fuor di polemica, possiamo dire che la casa editrice non ha intenzione di dialogare tanto con i critici quanto con i lettori e i librai?

Continuo a pensare che in Italia oggi manchino non lettori ma voci della critica letteraria in grado di leggere ciò che viene scritto e pubblicato indipendentemente dai numeri (veri o presunti) ottenuti in libreria e dagli schieramenti ideologici sopravvissuti. Questo non significa che non ci siano critici letterari attenti e acuti, ma la maggior parte di quelli che stimo e seguo non trova spazio sulle pagine dei giornali né nel dibattito pubblico.
Atlantide ha intenzione di dialogare con tutti, dialogare appunto, non elemosinare attenzione.

E quale sarà dunque il rapporto con “il presente”, con quella che sempre nella stessa intervista ha definito come “la ricerca dell’esordiente”?

Dipenderà dai testi che incontreremo. Quello che è certo è che ogni anno pubblicheremo al massimo due o tre scrittori contemporanei, non di più.

Al momento la rete di librerie dove è possibile reperire i vostri titoli non copre tutte le regioni (mancano, almeno sul sito, Basilicata, Calabria, Friuli, Trentino, Valle d’Aosta e Veneto). Pensate di allacciare altri contatti o punterete soprattutto sul web come reale connessione tra lettore ed editore?

Altri contatti si aggiungono ogni giorno. Speriamo di coprire presto tutte le regioni. Di certo sarà così per le nuove uscite, previste per fine febbraio: il testo che diede vita in Inghilterra al movimento degli “Angry Young Men” e al cosiddetto nuovo esistenzialismo, The Outsider di Colin Wilson, altro autore centrale per il progetto di Atlantide, e un affascinante romanzo mistico-erotico degli anni Venti, mai tradotto prima d’ora in Italia, Flower Phantoms di Ronald Fraser.

Il progetto editoriale, così puro anche nei numeri (10 titoli l’anno, 999 copie a titolo, auto-promozione e auto-distribuzione), ha una sostenibilità quasi mistica e sarà infatti accompagnato da una campagna di crowdfunding. Può spiegarci meglio come funzionerà?

Oltre alla diffusione nelle migliori librerie indipendenti e direttamente dal nostro sito, stiamo proponendo degli abbonamenti ai nostri libri: si può scegliere tra 3, 6 o 10 titoli. Gli abbonati oltre a usufruire di sconti e promozioni particolari avranno in dono bozze, prove di stampa e altro legato alla nascita dei libri Atlantide.

Grande risonanza ha avuto invece la notizia della fuga di Elisabetta Sgarbi da “Mondazzoli” e la nascita, a maggio 2016, della nuova casa editrice La Nave di Teseo. La scelta è stata salutata come coraggiosa e interpretata come un segno di svolta all’interno del sistema editoriale. Al Premio Strega, per la prima volta, una piccola casa editrice come la Neo Edizioni è riuscita a portare tra i dodici finalisti un suo autore, Paolo Zardi. Crede che qualcosa si stia muovendo (oltre ovviamente alla nascita di Atlante Edizioni) o che il risanamento della palude editoriale abbia bisogno di ben altre idrovore?

Credo, non da solo, che l’attuale sistema editoriale sia alla fine. Questo però non significa la fine del libro, anzi è in momenti come questo che, svincolandosi dalle logiche e dalle consuetudini usate, possono nascere progetti realmente nuovi e interessanti.

Intervista a cura di Paolo Girella

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Intervista a cura di Paolo Girella

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Il gruppo di Atlantide Edizioni, oltre a Simone Caltbellota, è composto da:

Gianni Miraglia. Autore, narratore e storyteller. Ha pubblicato i romanzi Six Pack (Arcana) e Muori, Milano muori (Elliot) e il libro Baumgartner. Nato per volare (Add). Collabora con «Rolling Stone», «Marie Claire», «Riders», «Wired», «Icon» e «Panorama». Per il canale televisivo DMAX è stato autore e interprete della striscia web “Mandatemi a quel paese”.

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Francesco Pedicini. È stato direttore di produzione per oltre 20 anni di importanti case editrici quali Fanucci e Fazi. Dal 2011 collabora in qualità di consulente commerciale e tecnico con Odei (Osservatorio degli editori indipendenti).

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Flavia-Piccinni-copy-Carlos-SolitoFlavia Piccinni. Scrittrice e giornalista, ha pubblicato i romanzi Adesso tienimi (Fazi Editore) e Lo Sbaglio (Rizzoli) e il saggio di ‘ndrangheta La mala vita (Sperling & Kupfer). Ha vinto numerosi premi letterari e radiofonici. È ideatrice e presidente del festival radiofonico “Audiodocumentari in città” e fa parte della redazione di “Nuovi Argomenti”. Scrive su numerosi giornali. Collabora con Radio3 Rai e con Rai1.