Nuove da Nuova #1

Nuove da Nuova #1

Mi sono maledetta per aver portato con me sei libri mentre trasportavo la mia valigia di 23 kili dal JFK fino ad Astoria. Quando, circa due settimane prima, mi chiesi che cosa fosse indispensabile, ho distintamente pensato che il Conte di Montecristo, già letto otto volte e che pesa due chili, fosse più importante di quattro maglioni. Ma d’altronde che fossi un po’ scema lo avevo capito in quinta elementare quando durante una recita scolastica salii sul palco abbassando le mutande a una bambina, mentre la madre filmava orgogliosa il suo monologo finale, solo perché lei aveva ottenuto il ruolo principale ed io no.
Io ero balbuziente e mi occupavo della scenografia, ma decisi di voler salire sul palco con il pubblico presente, per cui cercai un pretesto. Lei, la bambina bionda e normodotata che prese parte al processo di Vallettopoli nel 2006, fu solo il mio primo conclamato atto di bullismo.
Ho incontrato Bobby e Susan, senza i quali non avrei ragione di essere qui: due persone splendide e genuine, che vivono ancora nella convinzione dell’esser sempre sorridenti e felici. Entrambi di Astoria, entrambi grati di essere al mondo, entrambi dei forti bevitori. Cosa che, sia chiaro, mi ha reso gradevole la compagnia.

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Abbiamo parlato di cose sparse: della mia vita, della loro, dei viaggi, del qui&ora, della possibilità di fare tutto, delle infinite capacità di rendersi audaci. Copioso alcool dopo ero felice, satura di emozioni e anche stanca poiché, pur essendo cronicamente insonne, il fuso e la paura di volare (ovvero l’incapacità di dormire su una cosa volante), avevano reso la mia prima sera a New York decisamente intensa. Ero sveglia da circa 40 ore. Ho dormito, infatti, come potrei dormire fra le braccia di Batman. Costo della giornata: 8 dollari di biglietto metro.(Ho mangiato roast beef in aereo e un sacco di san carlo snack che rubavo nel cassetto della buisnees class quando le hostess erano intente a fare di meglio.)

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Il secondo giorno ho accusato il “rinculo” (s.m.: brusco movimento di un’arma da fuoco al momento dello sparo in direzione opposta a quella verso cui essa è diretta). Mi sono comprata un paio di ciabatte, che ovviamente non mi ero portata, e mi sono fatta fare le sopracciglia da una cinese che parlava inglese quanto io parlo il greco antico e che fra l’altro aveva dei baffi che non solo sembravano quelli di un ragazzino in seconda media, ma erano anche ossigenati. Ho fatto un giro del quartiere con Bobby facendo finta di capire dove effettivamente fossi. Sono andata al supermercato e ho avuto un attacco di sindrome di Stendhal davanti al reparto cereali. Ho parlato a lungo con l’ispanica della T-Mobile che credeva fossi ispanica e mi parlava in spagnolo ed io dicevo solo “claro claro”. Per il resto ero catatonica. Senza orientamento. Ho mangiato greco e bevuto una birra di merda. Ho dormito 14 ore e scritto tre righe sull’insonnia. Che un po’ mi manca. Costo della giornata: 8 dollari di ciabatte, 5 dollari di sopracciglia, 7 dollari di cereali (3 tipi), 40 dollari di T-Mobile,7 dollari di dolmates, 7 dollari di birra. Totale: 74$ (mi sono dimenticata di comprare il latte. Quindi i cereali me li mangio crudi).

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Il terzo giorno mi sono svegliata alle 7 sentendomi ilare e alle 9 ero in giro alla ricerca di un lavoro. Ma poi ho mangiato un bagel con della tuna salad che dentro aveva un po’ di tonno e un sacco di altra roba. Ho masticato anche un broccolo crudo. Però ho riso, perché faceva ridere. Poi mi sono distratta. Ho camminato per Manhattan 13 chilometri sentendo la stessa canzone che andava a ritmo col mio passo e fatto molte foto. Ho incontrato due mie amiche e avevamo voglia di bourbon. Siamo andate in un posto chic e abbiamo fatto finta di essere esperte con il barman e ci siamo assaggiate 7 diversi tipi di questo particolare whiskey americano. Ne abbiamo pagati solo 3. C’era uno carino che mi guardava al bancone. O forse era strabico. Ansia da prestazione. Cambiamo bar. Verso Broome St. verso Lower East Side. Un altro bourbon. Un altro ancora. Ho preso Uber prima che potessi scordarmi tutto. Mi sono comunque scordata tutto, ma ho parlato degli Yankees con uno sconosciuto ma ancora non ho capito se sono una squadra di baseball o di football americano. Ho fatto finta di capire e come ti insegnano ad ogni prima lezione di ogni altra lingua ho tenuto alto il baluardo del “ridi e asseconda”. Non ho cenato. Costo della giornata: 6 dollari di bagel, 30 dollari di abbonamento metro settimanale, circa 20 di bourbon, 12 di Uber. Tot: 68$

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Mi sono svegliata il quarto giorno alle 9. Ho fatto un caffè triplo in casa. Caffè che già c’era in dispensa. Doccia. 60 minuti di metro per arrivare dall’altra parte della città e scoprire che il posto dove dovevo fare volontariato era chiuso. Scrivo e-mail. Mi danno appuntamento per il giorno dopo. Compro una banana. Faccio foto in metro al ritorno. Un nero mi imbruttisce dicendomi cose che suppongo fossero brutte, ma ne è valsa la pena. Passo in metro un totale di 5 ore, uscendo a fumare di tanto in tanto. Uso 3 rullini.  Ascolto 9 canzoni. Attraverso il ponte di Brooklyn. Compro delle uova. Torno a casa e scrivo cose senza senso. Mi mangio 3 uova e bevo una birra che già era nel frigo. Forse 3. Costo della giornata: 4 dollari –  3 di uova e 1 di banana.(il tabacco che ho fumato viene da Roma).

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Il quinto giorno mi sveglio e torno, dopo un’ora di metro, nel posto dove dovrei fare volontariato. Mi spiegano il lavoro. Parlano un dialetto strettissimo. Persone carine. Mi dicono che ho un buon curriculum. Che gli piaccio. Non bevo neanche un caffè. Mi dicono che devo tornare lì tre giorni dopo. Mi fermo in un posto e ordino un doppio espresso con cream. Mi prendono per il culo. Sono nel ghetto. Allora ordino un caffè. Mi danno del brodo. Fumo una sigaretta. Non mi azzardo a fare neanche una foto. Sono visibilmente l’unica bianca. Ho paura di prendere l’esposizione, sulle persone di colore è più difficile, soprattutto se scatti senza vedere come faccio io. Attraverso tutta Manhattan in metro e fumo la prossima sigaretta a Battery Park. Ascolto nel frattempo i Rolling Stones. Non so perché. Guardo il New Jersey. Torno verso casa nel tardo pomeriggio. Mi compro due burritos e li mangio guardando l’HBO sdraiata sul divano di casa. Uso un’altra birra nel frigo, non mia. mi appunto di doverne comprare a iosa. Scrivo cose sparse. Sono straordinariamente felice. Costo della giornata: 3 dollari per il caffè, 12 per i burritos. Tot: 15$

continua…

FuckYouLove – Giovanna Santirocco