Nuove da Nuova #3

Nuove da Nuova #3

Martedì e mercoledì ho passato due splendidi giorni a casa. A letto. Sì. Avevo un piede che mi doleva, come direbbe mia nonna, per il troppo cammino e la postura da Enrico Ottavo con la gotta. Sono riuscita a uscire solo per andare a fare la spesa a un supermercato che vende tutto a un dollaro. Ho comprato 18 uova, cream cheese, bacon, gelato, crackers, latte, 2 cartoni di birra di nome Bavarian Dreams (nel senso che sperava di essere bavarese), che però per due dollari erano PIÙ CHE ONESTE, caramelle, mac & cheese, little rugola per darmi un tono. Ho scritto 25 pagine di qualcosa che mi vergognerò a rileggere. Ho guardato film su Netflix in lingua originale segnandomi le parole che non conoscevo. Mi sono fatta un profilo Tinder che è durato circa 25 minuti perché ho laconicamente rispolverato la romantica idea dell’amore vis à vis. E anche del sesso vis à vis. Ho letto l’ultimo libro di Harry Potter.Ho bevuto le mie birre, messo in ordine l’hard disk, cantato Riccardo Cocciante con la spazzola in mano al posto del microfono. Bridget Jones me spiccia casa. Non mi succedeva di stare due giorni a casa dalle placche del 2010. Ho affrontato la cosa con molta autoironia, senza la quale sarei morta nel 1996 quando mi dissero che non avevo la stoffa per fare la mendicante né la mantenuta. Ho quasi finito il mio tabacco.
Costo delle giornate: 11 $ di spesa più tasse.

Photo-NYC-WTC-25-1984-11-NEW-YORK-BRONX-NORTH-OF-CENTRAL-PARK

Il giovedì ho affrontato le intemperie del vento, del freddo e del Bronx. Ho comprato uno scalda orecchie e una calamita con scritto “write drunk edit sober” che ho creduto mi appartenesse. Ho assistito a una lezione sulla saldatura del rame, e mi sono innamorata di un fotografo di nome Charlie a cui ho detto tre parole di cui due erano “ehm”. Ho imparato che il rame è malleabile quanto il pongo e che le mie tecniche di approccio vanno ridimensionate. Ho conosciuto una ragazza di Pamplona che stampa sul legno ma l’ho capito dopo circa 30 minuti di conversazione. Fra me e lei facevamo prima a parlare in latino. Ho bevuto un caffè alle 10 del mattino che mi ha chiuso lo stomaco e mangiato un tacos alle 9 di sera. In metro mentre ascoltavo Everybody dei Backstreet Boys una ragazza affianco a me mi ha fatto cenno di levarmi le cuffie e mi ha detto che a lei piaceva Howie fra tutti i Backstreet Boys. Ed è stata la cosa più strana che qualcuno mi abbia mai detto in vita mia. Le ho chiesto il perché. Mi ha risposto senza esitare che era perché secondo lei Howie scopava meglio. Le ho chiesto perché. Mi ha detto perché era brutto. Le ho chiesto quindi? Mi ha fatto un altro esempio: fra Paul Mc Cartney e Ringo Starr chi scopava meglio? Le ho detto che non me lo ero mai chiesta. Mi ha detto, convinta, Ringo Starr. Le ho chiesto perché? Mi ha detto perché era brutto. Le ho chiesto quindi? Mi ha detto che nessuno gli lanciava reggiseni, nessuno gli cadeva addosso.

maxresdefault

Gli ho detto che non capivo. Mi ha guardato come se fossi un’imbecille. Mi ha detto che se fai parte di una boy band dove tutti gli altri sono più carismatici e più belli di te, almeno dal punto di vista sessuale sai che devi essere migliore. Non puoi essere il king of pillow (colui che sessualmente inetto giace con la nuca sul cuscino senza nessuna iniziativa). Devi applicarti. Devi farti valere. Devi farle ricredere. Quindi sì, Howie scopava meglio. Gli ho detto che secondo me tutti nelle boy band scopavano tanto, perfino Howie. Mi ha detto che non si parla di quantità ma di qualità. Mi ha zittito. È uscita lasciandomi perplessa. Ho pensato che fosse un discorso a me rivolto, ma forse era solo paranoia.
Mi sono sentita come Mufasa travolto dagli gnu. Quella notte ho sofferto di insonnia, ma forse era il tacos.
Costo della giornata: 9 $ di caffè e tacos, 5 $ paraorecchie, 4 $ calamita.

ht_no_pants_subway_ride_jc_160108_31x13_1600

Il venerdì sono tornata al centro. Ancora zoppicando, ho messo su due dei miei quattro maglioni inneggiando a uno stoicismo ormai impolverato. Mi hanno messo in camera oscura in coppia con Charlie, di una bellezza catastrofica e mortificante. Ho fatto del buio il mio compagno cercando di evitare pensieri sessuali (in una camera oscura è molto difficile),mostrando le mie qualità artigiane. Ho balbettato e fatto cadere un paio di beker, ma per il resto ho detto poco e principalmente ascoltato e stampato. Mi piace l’idea di sembrare taciturna, cosa che non sono affatto. La barriera linguistica a volte salva il culo. Sono scesa con la metro al Meatpacking District e ho camminato sui sampietrini sentendo un po’ di nostalgia e Rodriguez alle orecchie. Ho scattato 17 foto. Ho sentito freddo e ho ripreso la metro fino a casa. Ho comprato un cartone di birre e bevuto mangiando una salad con dentro anche mia sorella, che mi manca un botto. Ho fumato 5 sigarette in tutta la giornata.
Ho visto una commedia di merda con Matthew McConaughey.
Sono andata a dormire a un orario che per riguardare la mia parvenza da mondana non dirò in questa sede.
Costo della giornata: 13$ di birre e salad.

gansevoortmarkettoday

Il sabato è arrivato Saverio da Roma che mi ha portato le sigarette, rendendomi felice oltre che per le sigarette per la sua presenza. L’ho portato a mangiare in un diner di Astoria con il cuoco che porta la retina per i capelli e parla arabo e cuoceva carne su una piastra a vista. Abbiamo parlato come due vecchi amici che non si vedono da una vita, dei pettegolezzi di Roma, della mia conquista di questa città inconquistabile. Abbiamo bevuto come si fa a Trastevere. Ci siamo abbracciati. Ci eravamo visti solo 20 giorni prima durante una serata che ricordo poco. Me la sono fatta raccontare. Era presto, lui aveva sindrome da jet lag ed ore di volo alle spalle. Io ero arzilla. L’ho portato a casa, gli ho rimboccato le coperte e poi sono uscita per il mio quartiere da sola. Era presto per me. Troppo per andare a dormire. Sono capitata in un pub a due blocchi di distanza dove facevano la serata dei quiz. Il barista era basco. Regola numero uno: farsi amico il barista. Da barista, so come farmi amico il barista senza far sembrare che voglio farmelo amico per forza. Ci sono riuscita. Mi ha offerto 4 shots di tequila oltre quello che avevo ordinato di cui non faccio cenno per pudore. Mi sono aggregata a una squadra e su 50 domande ne ho indovinate 3. Poco male. Il mio compagno di banco era Dominik, che aveva un sacco di dignità (nel senso che mi piaceva). Abbiamo parlato un tempo indeterminato. Ci siamo ritrovati all’una di notte da soli con Andreas, il barista, che puliva il banco. Dominik ha gli occhi verdi ed è laureato in letteratura americana. Ho sfoggiato la carta di David Foster Wallace, di John Fante e del rapporto fra Hemingway e la CIA, le uniche cose che in ebbrezza mi venivano in mente. Chissà che gli ho detto. Mi ha lasciato il suo numero e mi ha dato un bacio a stampo.
Sono tornata a casa e ho svegliato Saverio per raccontargli tutto, sorpresa da un attacco di adolescenza latente. Mi ha mandato a cacare per averlo svegliato. Ho dormito con il maglione e senza essermi struccata, cosa che faccio sempre d’altronde, ma me ne faccio carico per rigore narrativo.
Costo della giornata: 22 $ di diner, 18 $ di alcool vario, 34$ di sigarette.

….continua.

FuckYouLove – Giovanna Santirocco

Nuove da Nuova #1
Nuove da Nuova #2