Castiglione delle Stiviere (MN) – Mutty

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S O T T O B A N C O

Mutty libreria e…

Uno spazio culturale di 800 mq, attivo dal 2013 nel centro storico di Castiglione delle Stiviere, una cittadina sulle colline moreniche, a pochi passi dal Lago di Garda. È situato in un edificio che fino agli Sessanta ospitava le officine dei fabbri Mutti, artigiani e artisti locali del secolo scorso. Ispirato da un’idea di Giovanni Saviola, imprenditore, artista mantovano, da sempre impegnato nella vita sociale del territorio, oggi Mutty ha come obiettivo la promozione e la divulgazione del lavoro di illustratori, artisti e studiosi del bello attraverso le presentazioni dei libri selezionati dalla libreria e l’organizzazione di mostre e laboratori didattici per bambini e adulti.
La passione per l’illustrazione è al centro della sua offerta culturale, ma Mutty è anche un semplice contenitore di diverse esperienze creative, formative e di riflessione. Per questo, come un bambino curioso che deve ancora scoprire il mondo, continua a farsi influenzare da tutto ciò che è innovativo, stimolante eutopico. La libreria indipendente offre una selezione di albi illustrati per bambini e adulti, graphic novel, libri di grafica, design, fotografia e preziosi oggetti di carta. La loro assoluta preferenza va alle piccole e medie case editrici indipendenti, perché, come spesso accade, la qualità e l’innovazione arrivano dal basso.

indirizzo: viale Maifreni, 54 – Castiglione delle Stiviere (MN)
orari
lunedì: 10:00-20:00
martedì: chiuso
mercoledì: 10:00-20:00
giovedì: 10:00-20:00
venerdì: 10:00-20:00
sabato: 10:30-20:00
domenica: 17:00-20:00
tel.: 0376.639921
www.mutty.it | libreria@mutty.it | facebook

I CONSIGLI DI LUGLIO 2016
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Cover-Sebregondi-bEtimologiario – Maria Sebregondi
Quodlibet | pp. 128, € 12
| collana Compagnia Extra, aprile 2015

Certe volte capita di ritrovarsi sulle labbra una parola. La ripetiamo e ripetiamo, pronunciandola a bassa voce, borbottandola, quasi masticandola e non se ne vuole andare. Sappiamo bene il suo significato ma in realtà ci ricorda evocativamente anche molto altro e pensiamo a quanto sarebbe bello e divertente se volesse dire anche tutt’altra cosa. Ecco, qualcuno per fortuna ha dato magistralmente voce a questo circolo vizioso psico-verbale.
Maria Sebregondi, traduttrice, autrice affermata, membro dell’Oplepo nonché inventrice degli intramontabili taccuini Moleskine, ha creato un Etimologiario. Ma non è un etimologiario come gli altri, è fantastico in tutti i sensi. Percheé limitarsi all’etimologia letterale della lingua italiana quando la mente umana è dotata di fantasia, intuito, ascolto e cultura? Questa è senz’altro la ricetta vincente perché la trasformazione possa avere inizio: ed ecco che la parola occhiali non si limiterà certo ad indicare l’oggetto che noi tutti conosciamo ma si evolve in potenza diventando “un supporto alato per occhi ansiosi di decollare”. E la parola cupola? “Un lapsus architettonico per copula [...]. La valenza erotica della volta è chiaramente espressa dalla sua forma, all’esterno di monumentale seno, all’interno di accogliente cavità uterina”. Si potrebbe andare avanti con molti altri esempi, alcuni acutamente esilaranti e altri filosoficamente poetici ma così facendo si rovinerebbe il piacere della scoperta. È̀ la genialità che accompagna ogni pagina a rendere questo piccolo dizionario della lingua non solo una lettura ma un’esperienza allettante (“tautologia orizzontale”).

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humans-and-other-animalsHumans and other animals – Adam Broomberg and Oliver Chanarin
Tate Publishing | 2015, 21 € (ENG)

Gli artisti Adam Broomberg e Oliver Chanarin sono stati invitati a prendere in considerazione il linguaggio dei segni collaborando con gli studenti della Frank Barnes School per ragazzi sordo-muti e ad attingere dall’archivio di immagini fotografiche del Getty Archive di Londra. Il risultato è un sorprendente dizionario visivo dalla A alla Z fatto di immagini in bianco e nero che si stagliano su sfondi di colori sgargianti. Sulla doppia pagina si susseguono le fotografie di un ragazzo a mezzo busto che mima le lettere dell’alfabeto nel linguaggio dei segni, scattate direttamente dagli artisti, e le fotografie d’archivio che ne rievocano il gesto. Così due dita di una mano che saltano sul dorso dell’altra mimano la “J” che sta per “Jump”, come suggerisce in modo divertente anche il barboncino che salta la corda nella fotografia della pagina accanto. Il linguaggio dei segni non è più la voce grigia del silenzio ma è vivacità di tinte, allusioni e messaggi visivi che possono incuriosire lo sguardo dei giovani lettori e invitarli ad ascoltare con i loro occhi. 

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Atlante di Zoologia Profetica – Atelier dell’Errore (a cura di Marco Belpoliti)
Corraini Edizioni | pp. 253, 45 € | giugno 2016 (ITA-ENG)

L’Atelier dell’Errore è nato nel 2002 come laboratorio di disegno all’interno della clinica neuropsichiatrica di Reggio Emilia. Il suo coordinatore Luca Santiago Mora ha seguito negli anni i ragazzini della clinica e li ha condotti negli abissi del loro inconscio facendo emergere, tramite la riscoperta di esseri leggendari, anche i loro mostri puntiformi, con tentacoli paurosi, artigli e denti aguzzi, pronti a divorare e a vendicarsi di chiunque gli si trovi dinnanzi.
Il libro è un bestiario fatto di disegni di una forza straordinaria che ritraggono animali definiti profetici, “perché annunciano un regno che non conosciamo” e che riesce a muovere la memoria di tutti riportando alla luce i sogni e gli incubi che di notte ci vengono a visitare. Nasce così anche un gruppo di lavoro che negli anni è passato da essere progetto pedagogico ad alta scuola di Arti Visive, presente in numerose esposizioni legate all’arte contemporanea in Italia e all’estero. Il volume a cura di Marco Belpoliti, pensato in occasione della mostra “Uomini come cibo” del 2015, raccoglie oltre alle immagini i contributi e le riflessioni di poeti, scrittori, psicanalisti e critici d’arte come Ermanno Cavazzoni, Massimiliano Gioni, Chandra Livia Candiani, Gabriella Caramore, Nicole Janigro, Antonella Anedda, Genuario Belmonte, Michela Dall’Aglio Maramotti, Giueppe Di Napoli, Daniele Gianotti, Eva Pattis, Bianca Tosatti e Luigi Zoja.

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Che figura! – Cecilia Campironi
Quodlibet/Ottimomassimo | pp. 63, 14,50 € | collana ragazzini, maggio 2016

Se dovessi iniziare con una serie di aggettivi per descrivere Che figura! direi: divertente, illustrato, intelligente. Quello di Cecilia Campironi è un libro che potrebbe tranquillamente stare sugli scaffali dei libri per ragazzi, per adulti e addirittura in una libreria universitaria. Sfogliarne le pagine è come tornare sui banchi di scuola, quando sui libri di scienze i globuli bianchi e rossi avevano occhi, naso, bocca e addirittura una voce e una personalità. D’altronde quale modo migliore per imparare se non “dialogare” con l’oggetto del nostro studio?
L’illustratrice, alla sua prima pubblicazione ma di certo non alla sua prima esperienza in campo didattico-educativo, ci offre un’opera che ha per protagoniste le figure retoriche. Il libro è introdotto da una esaustiva filastrocca che mostra come queste facciano parte del nostro linguaggio quotidiano ed è quindi interessante saperle riconoscere. Da ex studentessa ricordo la difficoltà mnemonica e la confusione nello studio del linguaggio ma dopo questo libro le immagini di “Miss Enfasi”, “Mastro Climax”, “Baby Neologismo” e molte altre resteranno per sempre nella mia memoria visiva e nozionale: veri e propri personaggi, ognuno con il proprio carattere o caratteraccio e le proprie peculiarità.

 

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Ai Lavoratori – Adriano Olivetti
Edizioni di Comunità | pp. 55, 6 € | collana Humana Civilitas, maggio 2013

Un giovane ragazzo mi ha detto “faccio impresa da qualche anno e so cosa vuol dire” mentre mi spiegava come avremmo potuto rendere sostenibile la nostra attività. Lui ha un’azienda che ha avuto parecchio successo, a quanto pare. La sua ansia maggiore era quella di “fatturare”, sempre a quanto pare. È auspicabile oltre che positivo che, in piena crisi economica, una nuova generazione di intraprendenti “si metta in proprio” (cit.) e crei imprese innovative. Ma cos’è un imprenditore? È “uno che fattura” o qualcosa di più? Certo, chi non fattura è destinato a chiudere. Ma quel che di più ci può essere in un imprenditore, oltre alla capacità di generare profitto, è niente meno che la possibilità di creare un mondo migliore.
Questo lo sapeva bene Adriano Olivetti, quello della stampante Valentine e della P101 (il primo personal computer al mondo). Il libricino Ai Lavoratori, presentato dal sociologo Luciano Gallino, raccoglie due suoi splendidi discorsi rivolti agli operai delle fabbriche di Pozzuoli e Ivrea e ci parla di una sensibilità e di un senso di responsabilità unici, della dignità del lavoro, di uguaglianza nelle comunità. Le Edizioni di Comunità, da lui fondate nel 1946 e oggi portate avanti dal nipote Beniamino de Liguori Carino, hanno dato in questi anni alle stampe alcuni dei suoi discorsi pronunciati nelle fabbriche, in Parlamento come senatore e ancora come urbanista; li trovate tutti raccolti nella collana Humana Civilitas. Non si tratta di nuove pubblicazioni, ma oggi è del lavoro e dei lavoratori che è più urgente parlare, e le sue idee sorprendono per la loro sconvolgente attualità. Forse quando l’ing. Olivetti scelse una campana come logo della casa editrice già sapeva che le sue parole avrebbero risuonato a lungo.

 


I CONSIGLI DI MARZO 2016
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12804574_10208832535399811_1215880306_nNon è così importante, Leonardo Sonnoli
(realizzato in occasione della mostra poemi quotidiani, Galleria percorsi / arte contemporanea, Rimini, novembre 2010)

Leonardo Sonnoli, graphic designer di fama internazionale, è conosciuto per aver creato la comunicazione visiva di importanti eventi culturali come la 50a Biennale di Venezia o Artissima di Torino; per aver disegnato l’immagine coordinata dell’Università IUAV di Venezia o l’identità visiva di Palazzo Grassi. In Non è così importante lo ritroviamo invece nelle vesti di un flâneur, intento in un lavoro di catalogazione degli oggetti quotidiani.
Dalle pagine color verde acido, come fossero fogli di un quaderno di appunti, emergono delle fotografie in bianco e nero di piccoli oggetti e testi che appartengono al quotidiano. Realizzato in occasione di una mostra alla Galleria percorsi / arte contemporanea di Rimini, Sonnoli non solo raccoglie e cataloga gli oggetti ma li rielabora. Così le sagome geometriche delle gomme da masticare ritrovano nella doppia pagina la loro versione masticata; un foglio a righe fotocopiato su se stesso diventa il suo autoritratto e vecchi volumi trovati sulla bancarella “tutto a 1 euro”, grazie a fori praticati su di essi, si trasformano in “spy stories”. Anche i titoli delle testate dei quotidiani locali sono accostati fino a creare surreali “poemi quotidiani” e verso la fine del libro/quaderno diverte ritrovarne i lettori catturati vicino alle edicole dagli appostamenti fotografici di Sonnoli. Un archivio curioso, fatto di fogli volanti come un quaderno di appunti, aperto a sempre nuove letture.

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le_invenzioni_antifreddo_d_Stina_400xLe invenzioni antifreddo di Stina – Lani Yamamoto
Terre di Mezzo Editore | pp 48, 12 euro | traduzione Sara Ragusa | collana Acchiappastorie, novembre 2015

Stina non sopporta il freddo: calzettoni fin sopra il ginocchio, zuppa d’avena calda e un libro accanto al fuoco. D’estate per lei è facile evitare la brezza fresca della sera; d’autunno chiude presto la porta di casa, continuando a progettare nuove invenzioni per proteggersi dal freddo; d’inverno, resta semplicemente a casa, sotto il suo piumone. Ma un giorno succede qualcosa d’inaspettato, una folata di vento soffia due ragazzini in casa e da questo momento qualcosa cambierà nella sua vita: i nuovi amici riusciranno a scaldarle il cuore.
Un racconto bello sull’importanza dell’amicizia, delle relazioni che combattono la solitudine; raffinato anche nelle illustrazioni: dalla copertina in tessuto ai disegni semplici ma sapientemente caratterizzati dal sottile tratto nero che scontorna personaggi e oggetti. Stina architetta con meticolosità dei rimedi contro il freddo. Il libro è costellato di schemi, calcoli, bozzetti e interessanti consigli pratici su come provare a realizzare da sé babbucce, lavorare a maglia senza ferri e prepararsi una deliziosa cioccolata calda. Il libro ha ricevuto numerosi premi in Islanda, paese in cui vive l’autrice, ed è stato nominato per il prestigioso Nordic Council Literature Award 2014 come uno dei migliori libri per bambini scritti in una delle lingue nordiche.

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Specimen – Ex Ovo Omnia – Studio Fludd
(edizione limitata, serigrafato in 4 colori da PrintAboutMe / Paolo Berra, Torino 2015)

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Specimen è un sostantivo latino con cui si indica un campione di materia da utilizzare per prove di laboratorio, altrimenti inteso come “modello” o esempio. Lo studio di grafica veneziano Fludd porta avanti una ricerca molto simile a quella dello scienziato. Attraverso la catalogazione di piccoli oggetti ritrovati come pietre, conchiglie, materiale organico e frammenti di rifiuti plastici lo Studio Fludd trae ispirazione per ricreare la propria estetica.
Specimen è realizzato in serigrafia con meravigliose composizioni a quattro colori e, come una guida tascabile dell’ignoto: su ogni tavola è ritratta una cellula/uovo che si muove fra spazi immaginari, che si scontra e dà luogo a nuovi universi e a nuove forme.
Come ci suggeriscono i suoi autori il volume è: “A circular exploration from a single cell to one of the possible universes”. Dodici domande accompagnano a fondo pagina le immagini e altro non sono che i dodici interrogativi aperti della scienza: “How did life originate?”; “What is the biological basis of consciousness?”; “Is the Universe expanding or is it just that our definitions of length and time are changing?”. Specimen è un oggetto prezioso, a tiratura limitata, contenente piccoli esperimenti visivi che incantano lo sguardo.

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atlante_dei_classici_padani1Atlante dei Classici Padani – Filippo Minelli, Emanuele Galesi,
Krisis Publishing | pp 720, 60 euro | luglio 2015

L’Atlante dei Classici Padani non è una semplice raccolta di fotografie scattate nella prodigiosa “Macroregione padana”, bensì il tentativo di rappresentare un’identità socio-antropologica, visiva ed urbanistica della creatura territoriale ideata all’inizio degli anni Novanta dal nascente partito indipendentista regionale della Lega Lombarda, poi divenuta Lega Nord. Le fotografie scattate da Filippo Minelli tra Piemonte, Lombardia e Veneto ritraggono in modo sistematico e uniforme i capannoni, le rotatorie, le insegne pubblicitarie, i sexy-shop, le chiese in cemento armato: gli elementi topici di questo territorio, corredati dalle loro coordinate GPS. Il tutto è completato dai dati statistici a cura di Alberto Antoniazzi e dai testi di Emanuele Galesi che ritraggono con ironia, realismo e cinismo questa regione dai confini incerti.
Il progetto, nato sul web già nel 2012 con il nome Padania Classics e divenuto pubblicazione grazie al crowdfunding, ha preso la forma di un atlante, lo strumento più adatto per rendere visibile il minimo comune denominatore della Macroregione del Nord. È paradossale come ci si diverta a sfogliare questo volume mentre descrive l’incrollabile fiducia nella crescita economica basata sullo sfruttamento del suolo, lo sviluppo urbanistico incontrollato, cementificazione a ritmi forsennati e un’inequivocabile estetica (il “neo-classico padano” fatto di kitsch, slogan commerciali e architetture avveniristiche) che nemmeno gli autoctoni sapevano di possedere, abituati ad imbattersi quotidianamente nel profumo di malta fina.

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Sonno-gigante-copSonno gigante sonno piccino – G. Quarenghi, G. Sagramola
Topipittori | pp 32, 20 euro | collana Parola magica, 2014

Vecchie scatole di fotografie, album dalla copertina retrò. Chi non ha mai passato qualche ora tra questi scrigni dei ricordi? I più privilegiati vengono accompagnati da qualche “ ricordo quel giorno” e “sapessi quella volta…”. Per fortuna ci sono libri che ci ricordano questa emozione unica: il senso del tempo che si ferma e che ti porta indietro catapultandoci in vecchie fotografie. Una coppia incredibile di autrici, in qualche modo distanti nel tempo ma vicine nell’intento, creano la sinergia perfetta tra parole e immagini nell’albo illustrato Sonno gigante sonno piccino edito da Topipittori e presentato al Bologna Children’s Book Fair nel 2014. Questa filastrocca che Giusi Quarenghi, autrice autorevole e affermata, sviluppa partendo dall’esperienza dolce e autentica del suo rapporto diretto con i bambini e la riflessione sul mondo delicato e magico del sonno, trova la perfetta corrispondenza grafica in una rielaborazione della giovane illustratrice Giulia Sagramola. Proprio a partire dagli album di famiglia delle nonne di Giulia si innesca la magia ed ecco che cappottini colorati, animali giganti, aeroplani gialli, piume d’indiani, valige e mappe del tesoro decorano i ricordi in bianco e nero. Utilizzando il testo dell’autrice l’illustratrice ha dato vita ai personaggi delle fotografie facendogli vivere avventure sorprendenti. Non c’è nulla di più eterno di una ninna nanna che accompagna i bambini nel mondo dei sogni a rappresentare questo scambio di affetto nel tempo. Come ha affermato Giusi “tutte e due abbiamo avuto e restituiamo”, ed è proprio nella loro dedica che il cerchio si chiude svelando ogni cosa. Questo libro è un dono ai loro affetti, perché è di famiglia che in fondo si parla, come fosse il punto di partenza e di arrivo per ognuno di noi.

I CONSIGLI DI FEBBRAIO 2016
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Pinocchio-prima-di-PinocchioPinocchio prima di Pinocchio – Alessandro Sanna
Orecchio Acerbo | pp 64, cm. 21,5 x 30,5 | euro 17,00 – collana Albi, novembre 2015

Le tavole di Alessandro Sanna traggono ispirazione da una visione, quella di una maternità. Un albero che tiene in braccio un ramo diventa lo spunto per il più poetico dei pinocchi: “C’era una volta un pezzo di legno, direte voi lettori. Invece no! C’era una volta l’universo”. La celebre favola è riletta dalla capacità immaginativa di Sanna e tradotta nel racconto di un tempo lontano, quasi primordiale; come si legge nella breve introduzione dell’editore Orecchio Acerbo: “Una straordinaria genesi disegnata, nella quale la centralità della parola cede il passo all’immagine, alla straordinaria forza della sua suggestione”. Il libro mette in luce alcuni aspetti della storia tratti dal testo originale di Collodi e poi rimossi dal cartone animato Walt Disney: lo squalo (che non era una balena), il serpente (altro rimando simbolico alla genesi). Un libro che, a detta dell’autore, come un organismo fagocita di continuo le immagini e i suoi personaggi: una metafora del processo creativo degli artisti che si nutrono della realtà visuale che li circonda e la reinterpretano.

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Le cose in-misurabili – Ayumi Kudo
(autoproduzione), III ed. 2015

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Un libro d’artista, tratto da un’opera di Ayumi Kudo, che parla di sentimenti elementari quanto unici che mettono alla prova ogni persona, perché incommensurabili.
In Giapponese la parola “misurare” (hakaru) si può scrivere in almeno quattro modi diversi a seconda che si voglia misurare tempo, distanza, temperatura o volume. Nonostante questa ricchezza semantica l’artista si accorge che determinate sensazioni o sfumature dell’essere umano non sono quantificabili. Il personaggio che si muove attraverso queste 49 vignette è una creatura un po’ bambina e un po’ animale, rappresentazione antropo-zoomorfa di quello che può essere il cuore, l’anima o il cervello a seconda di dove si voglia collocare il proprio universo emotivo.
Con quale infantile innocenza riesce a definire graficamente sentimenti così celati? “Misurare il silenzio dopo essere stati lasciati”; “misurare la fragilità dei pretesti accumulati” o “misurare il tepore del sospiro di sollievo”: immagini essenziali e delicate incuriosiscono lo spettatore portando inevitabilmente a ricordi e desideri soggettivi come se ciò che vediamo tra queste pagine ci investisse intimamente.
Il volume – numerato, firmato, e alla sua terza ristampa – è prima di tutto un’esperienza che vale la pena provare oltre che essere un esercizio di stile squisitamente giapponese capace di dare voce a ciò che spesso resta muto.

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L’Italia insegna – James Clough
Lazy Dog Press | pp 248, cm. 30 x 21 | euro 49,90 – ottobre 2015

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Un libro che fa andare giù di testa i graphic designers, ma che colpisce chiunque lo sfogli per la bellezza delle insegne, tutte italiane, che capitolo dopo capitolo, sono raccolte e catalogate dal professor J. Clough, amato docente di lettering e di storia della tipografia del Politecnico di Milano. Un archivio costruito in decine di anni, raccolto in un volume importante edito da Lazy Dog Press, con la prefazione di Luca Barcellona, calligrafo e suo ex studente.
Dalle insegne ottocentesche a quelle luminose, dalle inscrizioni incise nei palazzi dai loro architetti alle insegne autoprodotte da eclettici artigiani; poi le insegne “fantasma”, rimozioni del ventennio fascista e tante altre scritte e targhe di diversa natura, analizzate dall’occhio sapiente e spesso ironico del professor Clough. Questo libro ci rende partecipi di parte del suo sterminato archivio di immagini corredate da commenti sugli stili, i materiali e gli effetti percettivi delle insegne.
Da vero accademico della lettera e studioso della calligrafia, l’autore racconta le ragioni estetiche, storiche e artigianali di cotanta eterogeneità di stili e forme, a sua detta “tipicamente italiana”, riuscendo infine a convincere anche il più cinico e disincantato dei lettori del valore storico-estetico di questo patrimonio e dell’importanza della sua tutela.

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Storia piccola – Cristina Bellemo e Alicia Baladan
Topipittori | pp 34, euro 20,00 – collana Albi, settembre 2015

“C’era una volta l’infinito, e dentro l’infinito una galassia, e dentro la galassia c’era un pianeta, e dentro un pianeta c’era un continente…”
Un albo illustrato da una splendida Alicia Baladan, che come sempre unisce la delicatezza delle immagini a forme e colori a volte surreali per evocare una vicenda umana e universale “cantata” da Cristina Bellemo. Dalle forme geometriche cominciano a distinguersi elementi “organici”: i protagonisti della storia e l’ambiente cavalleresco in cui si sviluppa. Una storia tanto familiare quanto universale. Beniamino, un piccolo principe figlio di Reginamamma e Repapà, nasce in un giorno di primavera; cresce nel suo regno incantato, a lui dedicato da genitori premurosi che ben poco hanno degli austeri regnanti medievali ma che con lui condividono le prime gioie e scoperte. Conosce l’amicizia, l’immaginazione, l’avventura e la paura. Poi arriva il giorno, ineludibile, del distacco: «Arrivederci» disse alla fine Beniamino. Il libro allora diventa un invito ad accogliere con gioia e forza il cambiamento, sia per i piccoli che si apprestano ad esplorare il mondo sia per i grandi che un giorno gli diranno: «Fai buon viaggio».

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autoprogettazione? – Enzo Mari
Corraini | pp 34, cm. 23 x 16 | euro 15,00 – VI ed. 2015

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Un libro del “fatevelo da soli” – oggi diremmo DIY –, uno strumento per costruire mobili in legno molto semplici. La prima edizione nasce nel 1974 in occasione della mostra “Proposta per un’autoprogettazione” alla Galleria Milano. Oggi questo manuale, alla sua sesta ristampa edita da Corraini e accompagnata dalle riflessioni del celebre designer, di critici e storici dell’arte, è un oggetto interessante sotto più profili: quello storico in quanto precursore della filosofia open source e del Do it Yourself; quello pratico in quanto vero manuale di istruzioni, perché “con il lavoro di una giornata, massimo due, si riesce ad arredare un appartamento”. Ma è sotto il profilo concettuale che più ci incuriosisce perché è sì un catalogo che contiene le tavole tecniche realizzate da Mari, ma anche un invito a “un esercizio individuale per realizzare la propria consapevolezza delle ragioni oneste di un progetto”. Ha quindi un valore didattico più che funzionale: invita la gente a costruire mobili da sé perché costruendo ci si rende conto del significato di “qualità” dell’oggetto. Attraverso questa pratica, esperita con le tecniche di assemblaggio più elementari, è possibile poi riflettere criticamente sull’essenza fondante di un tavolo, di una sedia e di tutti gli oggetti che affollano il nostro quotidiano.