Roma – Libreria del Viaggiatore

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S O T T O B A N C O

libreria del Viaggiatore

Viaggiando, scrivendo, raccontando… La vita è un viaggio, una strada. Una rotta da vivere e raccontare!

“Nata nel 1991 da un’idea di Bruno Boschin e un paio di amici poco più che ventenni, la Libreria del Viaggiatore era diventata negli anni un punto di riferimento a Roma non solo per i viaggiatori veri e propri, ma anche per gli appassionati di letteratura odeporica e i lettori in generale. Nei suoi 50 metri quadri, dove solo apparentemente regnava quel caos caro ai cultori delle librerie di una volta, si trovava davvero di tutto: dalle guide turistiche a libri fotografici stranieri, dagli atlanti ai racconti di viaggio nuovi, rari o fuori catalogo. Via del Pellegrino 78 non era solo una libreria, era un’oasi, un luogo in cui perdersi e poi ritrovarsi, un po’ cambiati.
È per questo che, quando è stata annunciata la morte di Bruno a inizio 2014, sono stati in tanti a capire che la città aveva perso una parte importante del proprio ecosistema culturale. Ed è ancora per questo che la curiosità è tanta, oggi, verso la neonata Libreria del Viaggiatore, che ha aperto i battenti lo scorso novembre a pochi passi dalla sua sede originaria, in Via del Pellegrino 165. Dietro l’iniziativa, Eleonora Pellegrini e Luigi Politano, editore della Round Robin editrice: il nuovo spazio (160 metri quadri su due livelli) sarà anche, infatti, la nuova casa della redazione, che da una decina d’anni è attiva nel campo della saggistica e della narrativa con un taglio sociale”.
(viadeiserpenti.it)

indirizzo: via del Pellegrino, 165 – Roma
orari: lunedì 14:30-20:00, martedì-sabato 10:00-20:00
tel.: 06.83.503.490
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I CONSIGLI DI OTTOBRE 2016
i luoghi delle case

viaggio intorno alla mia camera xavier de maistre coverViaggio intorno alla mia camera – Xavier de Maistre
BUR | 124 pp., 10 euro | 13 febbraio 1991

Si può prendere esempio da Xavier de Maistre per imparare a trarre del buono anche dalle situazioni più sfavorevoli. Fu militare sabaudo e combatté contro i rivoluzionari francesi, passò molti anni in Russia a Mosca e vi si sposò, dividendosi per tutta la vita tra l’arte e la vita militare. Alla vigilia del Carnevale del 1794 a Torino si fece coinvolgere in un duello e venne arrestato. La pena che gli venne comminata furono 42 giorni di arresti domiciliari, che lui impiegò nella stesura del romanzo che lo rese famoso: Viaggio intorno alla mia camera. Un opuscolo in cui l’autore dà libero sfogo alla sua fantasia, pur rimanendo chiuso tra le mura domestiche. Passa in rassegna ogni oggetto che vede e da essi prende spunto per ricordi, divagazioni e considerazioni, intervallando il suo discorso tra l’anima e il corpo, due aspetti di sé in aperto conflitto. Opera nata quasi per gioco, o per noia, è divenuta un simbolo del romanticismo e rimane una importante riflessione sul valore dell’ozio e dell’immaginazione.

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l casa ideale di robert louis stevenson adelphi tullio pericoli coverLa casa ideale di Robert Louis Stevenson – Tullio Pericoli
Adelphi | 62 pp, 25 disegni, 11 euro | Piccola biblioteca Adelphi, 2004

“Qualunque sia il luogo nel quale ci si propone di trascorrere l’esistenza, due sono le condizioni imprescindibili: la solitudine, e la presenza vivificante dell’acqua.”
Poche frasi, ma precise, sul luogo ideale in cui abitare. Questo ha lasciato dietro di sé Robert Louis Stevenson, un uomo che, non solo a causa del suo stato di salute ma anche per il mestiere del mestiere del padre(ingegnere costruttore di fari), ha viaggiato sempre e non ha mai trovato pace in nessun luogo. Se non, alla fine della vita, sulle isole di Samoa, nel Pacifico, dove è stato sepolto.
Da pochi pensieri l’illustratore Tullio Pericoli ha saputo mettere insieme dei disegni collegati l’uno all’altro. A prima vista può non essere chiaro, bisogna sfogliarlo più volte e con attenzione, ma alla fine la magia accade. Testo e immagine dialogano in una lingua che diviene a noi accessibile piano piano, ma che una volta colta, appare lampante.

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Il divano del Nord – Ennio Cavalli feltrinelli coverIl divano del Nord – Ennio Cavalli
Feltrinelli | 264 pp., 15 euro | Feltrinelli Traveller, ottobre 2005

Ogni anno puntuali in autunno vengono assegnati i Premi Nobel. C’è chi se ne interessa per pochi minuti, giusto il tempo di sentire chi è il fortunato vincitore. C’è chi, invece, da vent’anni prende un aereo e passa una settimana a Stoccolma per seguire da vicino, minuto per minuto, l’assegnazione dei premi a dicembre. Lo fa Ennio Cavalli, l’autore di Il divano del Nord, che da qui prende spunto per costruire una sua personalissima guida della Scandinavia. Racconta dell’Islanda e del suo Ice hotel, che esiste solo d’inverno. Racconta del sole di mezzanotte, di aurore boreali e di vulcani. Fa da apripista per la cucina nordeuropea, assaggia la carne di squalo e l’aringa fermentata. In tutto ciò, l’amo che trascina l’autore, e al suo seguito il lettore, è la ricerca di una fantomatica zia ginnasta e di un misterioso divano.

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La scrittrice abita qui – Sandra Petrignani neri pozza coverLa scrittrice abita qui – Sandra Petrignani
Neri Pozza | 224 pp. 14 euro | Il Cammello Battriano, 2003

Basta guardarsi un po’ intorno in casa. Dove teniamo le scarpe? In una scarpiera appaiate e in ordine di colore? Oppure sparse sotto il letto o sparpagliate in corridoio? Dove appoggiamo le chiavi o la borsa? Il tavolo della cucina è sgombro e pulito o reca tracce più o meno vistose della cena? Usiamo soprammobili? Se sì, quali? Qual è l’odore della nostra casa?
Da queste domande Sandra Petrignani parte per ricostruire le vite di sei grandi scrittrici morte da tempo. Si reca nelle loro case rimaste intatte negli anni, ne studia l’aspetto esteriore, le mura e i giardini. Poi si concentra sugli interni, le tappezzerie e la disposizione degli oggetti e delle stanze. Il risultato è uno squarcio nella patina di mistero e discrezione che aleggia intorno a queste sei figure. Una narrazione delle loro abitudini e del loro privato. Sarebbe il caso di seguire l’esempio di Sandra Petrignani: prendere l’aereo e andare in Sardegna nella casa di Grazia Deledda, poi fare un salto in America per Marguerite Yourcenar, passando per l’Inghilterra di Virginia Woolf e la Francia di Colette. Fare un po’ su e giù tra l’Africa e la Danimarca di Karen Blixen e infine fare un tuffo in Oriente per Alexandra David-Néel. Nell’attesa si può incominciare leggendo il libro.

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Gipsy Interiors, contemporary roma portraits– Carlo Gianferro
Postcart | 128 pp., 30 euro, 29cmx21cm | 2009

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Attraversano quotidianamente le nostre città e le nostre vite. Sui Rom abbiamo tanti pregiudizi, ma uno di questi, quello che riguarda il loro spirito nomade e la trascuratezza delle loro case, verrà screditato dalla raccolta di ritratti Gipsy Interiors. Carlo Gianferro, un fotografo che si occupa di reportage sociale soprattutto nell’Europa dell’Est e in Russia, ha deciso di immortalare donne, uomini, bambini e anziani nelle loro lussuosissime camere da letto, saloni e ingressi. Colori accesi, materiali di pregio e baldacchini indicano l’importanza che ha assunto la casa nella cultura Rom e i cambiamenti che questo popolo sta portando avanti in Moldavia e in Romania. Il reportage fotografico ha vinto numerosi premi e ha dimostrato che, a volte, la casa in cui si vive racconta di sé e del proprio popolo molto più di tanti discorsi.

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I CONSIGLI DI LUGLIO 2016
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william blaker lungo la vita incantata adelphi coverLungo la via incantata – William Blacker
Adelphi | 335 pp., 23 euro | traduzione di Marigrazia Gini | La collana dei casi, maggio 2012

Lungo la via incantata è un libro di 335 pagine in cui si racconta di un viaggio compiuto in Romania da William Blacker, giovane ragazzo mezzo inglese mezzo irlandese, subito dopo la caduta del muro di Berlino. Si racconta della vita da contadino che condurrà lì e dell’amore che proverà per due donne zingare. In Romania quindi si innamorerà, perderà il conto dei giorni, si ammalerà, si adatterà e si trasformerà. Una piccola e innocente anticipazione: da una della due donne zingare avrà un figlio. Questo per capire quanto a fondo l’autore si è calato nel paese che ha visitato.
Quanti di noi possono vantare un’esperienza anche solo lontanamente simile a quella di William Blacker? Noi, che ci definiamo viaggiatori, amanti dell’avventura e del viaggio, riusciamo a spostarci per più di dieci giorni dalla città in cui abitiamo? Ci possono essere mille ragioni, non ultima il lavoro o la famiglia, ma forse la verità è che la vita del viaggiatore non è per tutti, come anche quella dello scrittore di viaggi. William Blacker è entrambi.

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cop babel' corretta  -7:Layout 2Racconti di Odessa – Isaak Babel’
Voland | 171 pp., 10 euro | traduzione di Bruno Osimo | Sìrin classica, novembre 2012

L’autore del ciclo dei sei Racconti di Odessa, Isaak Babel’, è stato vittima di antisemitismo negli ultimi anni dell’Impero russo, quando era bambino. Ha vissuto da intellettuale, letterato, sceneggiatore negli anni successivi alla Rivoluzione e infine è stato condannato a morte nel 1940 per spionaggio contro L’Urss. Una vita travagliata che ha percorso da vicino le violenze e le ingiustizie della storia del popolo ebraico. Da ciò sono nate diverse opere letterarie, ma i sei racconti contenuti nella raccolta Racconti di Odessa sono densi delle tinte forti e delle turbolenze della comunità ebraica della Odessa dei primi due decenni del ’900.
Storie di gangster, delle loro famiglie e dei loro traffici vengono raccontati con schiettezza senza ammorbidire o nascondere i lati meno nobili. Si tratta di un incredibile documento storico letterario e anche di un’ottima guida attraverso le strade della città.

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chiquo braque budapest feltirnelli coverBudapest – Chico Buarque
Feltrinelli | 144 pp., 13 euro | traduzione di Roberto Francavilla | I narratori , maggio 2006

Scrivere un romanzo sulla lingua ungherese essendo brasiliano? Già questo può sembrare complicato, vista la lontananza del ceppo linguistico ugro-finnico da quello indoeuropeo.
Scriverlo in portoghese, poi, sembra davvero assurdo. Ma l’autore, Chico Buarque, è rimasto talmente affascinato dalla lingua ungherese da costruirci intorno un romanzo. Noto cantautore brasiliano, con il suo talento musicale e poetico riesce a dare un quadro stimolante e autentico di Budapest e della sua lingua.
La storia è quella di un uomo brasiliano diviso tra la sua patria e l’Ungheria, tra una moglie di qua e una di là, tanto diviso da non riuscire a scegliere e da dover condurre una vita a metà. Ma è proprio il suo essere sospeso tra due terre che permette al narratore di andare a fondo nel mistero di una lingua sconosciuta. Di poterla osservare da lontano, da straniero, e da vicino, allo stesso tempo.

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il-leone-di-lissa_cover_il-saggiatoreIl leone di Lissa – Alessandro Marzo Magno
Il Saggiatore | 220 pp., 18 euro | prefazione di Paolo Rumiz | La piccola cultura, (2003, nuova ed. con prefazione di Paolo Rumiz, 2016)

Quando si dice Zara, ormai, la prima cosa che viene in mente, nella maggior parte delle persone, è il notissimo negozio di vestiti spagnolo. Quando si dice dalmata, nel migliore dei casi, viene in mente La carica dei 101. Ma quando sipronuncia la parola “Jugoslavia” possono riemergere ricordi scolastici legati a qualche guerra mondiale, non si sa se la prima o la seconda, o forse dopo, mah, e il comunismo. Ma niente di più. Da quando però il turismo di massa ha cominciato a interessarsi dell’area a est di Trieste, dalla Croazia alla Slovenia, forse ha iniziato a girare anche la voce che la Dalmazia è una terra molto più vicina all’Italia di quanto non sembri, dal punto di vista geografico, culturale e storico.
Il leone di Lissa di Alessandro Marzo Magno prende spunto dal viaggio compiuto dall’abate illuminista Alberto Fortis nel 1774 nel territorio allora appartenente alla Repubblica di Venezia e ne ripercorre i luoghi, attualizzando così un legame che ha superato gli ostacoli del tempo, della guerra e dei muri.

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copertina masotti3 alt_1Sarajevo ti entra nel cuore – Fabio Masotti
Ediciclo | 144 pp., | 14,50 euro | Altri viaggi, novembre 2011

Una delle prime guerre vissute in tv. La comodità del divano forse ha allontanato la ferocia della guerra o forse ha, al contrario, acuito il senso di impotenza. Vent’anni fa, il conflitto in Bosnia-Erzegovina ha portato sugli schermi e sui giornali di tutto il mondo la città di Sarajevo, assediata e ferita. Fabio Masotti, sostenitore della FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, prende in mano il suo velocipede e, attraversando l’Adriatico in nave, decide di percorrere le strade che collegano le città di Spalato, Dubrovnik, Mostar e infine Sarajevo sulle orme di Alex Langer, suo amico pacifista e forte sostenitore della pace in ex Jugoslavia. Grazie al ritmo leggero e lento della sua bicicletta è in grado di cogliere lo spirito autentico delle città e riesce a racchiuderlo, insieme con le sue impressioni, in 144 pagine di libro.

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I CONSIGLI DI MAGGIO 2016
con le suole di vento

darinka montico walkaboutitalia cover edizioni dei camminiWalkaboutitaly – L’Italia a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni – Darinka Montico
Edizioni dei cammini | 187 pp., 16,50 euro | collana Wanderer, giugno 2015

Darinka Montico ha deciso così di punto in bianco di abbandonare i suoi mille lavori che faceva in giro per il mondo, dall’Australia all’Inghilterra, per tornare in Italia e avverare un suo sogno: attraversare l’Italia, il suo paese d’origine, a piedi, senza soldi, raccogliendo i sogni di tutti quelli che incontrava, che l’hanno ospitata o con cui aveva anche solo scambiato quattro chiacchere.
Nel Ted Talk in cui ha presentato la sua esperienza con voce tremante si capisce che Darinka Montico è una ragazza emotiva. E viene naturale chiedersi come sia riuscita una ragazza sensibile e facile preda delle sue emozioni in un’impresa così piena di imprevisti e ostacoli.

Eppure lo ha fatto. Si è licenziata e lo ha fatto. Ha fatto a pezzi le paure che la bloccavano all’inizio, ha dormito dove capitava, “quasi sempre in un  letto” ha precisato l’autrice.

Cosa l’ha spinta a farlo? La sensazione di un vuoto da riempire, di dover cambiare pelle, di stare perdendo tempo prezioso della propria vita. Tutto questo fa assomigliare l’avventura di Darinka a un rito d’iniziazione del terzo millennio. Una moderna Capuccetto rosso, così emotiva e ingenua all’apparenza che compie il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

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tempo di regali, patrick leigh fermor coverTempo di regali. A piedi fino a Costantinopoli, da Hoek van Holland al Medio Danubio – Patrick Leigh Fermor
Biblioteca Adelphi | 356 pp., 20 euro | traduzione Giovanni Luciani | Biblioteca Adelphi, marzo 2009

Ogni volta che un parente, un amico o un collega torna da un viaggio ha una voglia matta di raccontare tutto quello che gli è successo, nei minimi dettagli. L’euforia e l’entusiasmo sprizzano dai suoi occhi e quasi mai si ha il coraggio di smorzarlo. Episodi come le cadute dal cammello, o viaggi da incubo in aereo con compagni di sedile molesti. O ancora guide simpatiche o antipatiche, zanzare killer, ragni enormi, alghe lunghe chilometri. Chi ascolta molto spesso, va detto, si smarrisce dopo la terza frase, perde interesse, tenta di recuperare con qualche domanda, ma alla fine si annoia e basta. Questo perché narrare di viaggi è difficilissimo. Solo pochissimi lo sanno fare e Patrick Leigh Fermor lo fa divinamente. Britannico di nascita, amico di Bruce Chatwin, il narratore di viaggi per eccellenza, Patrick Leigh Fermor narra in tre parti il suo viaggio da Londra a Costantinopoli attraverso l’Europa nazifascista degli anni Trenta. E lo fa con precisione e dedizione, senza annoiare.

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la lunga marcia bernard ollivier copertinaLa lunga marcia – Bernard Ollivier
Feltrinelli | 260 pp., 9 euro | traduttrice Luisa Cortese | Universale Economica Traveller, marzo 2009

In giorni come questi in cui non si fa altro che parlare di pensione, di chi l’ha avuta da poco, di chi l’ha già avuta da un pezzo, di chi la sta aspettando con ansia e di chi invece probabilmente non la vedrà mai, la trilogia di Bernard Ollivier narra la storia di un uomo nel suo primo anno di pensione. Ogni lavoratore ha fantasticato su cosa farà dopo avrà finito di lavorare, quando non dovrà più sottostare a orari e decisioni altrui e qualcuno avrà anche dichiarato di volersi dedicare ai viaggi, di voler partire alla scoperta di posti lontani e sconosciuti. Beh, Bernard Ollivier lo ha fatto. Annientato dalla morte della moglie, ritrovatosi solo e depresso, ha iniziato la sua lunga marcia da Istanbul per la Via della Seta fino in Cina. All’insegna della lentezza e della cura di sé. Infatti egli rinasce: muovendo il corpo muove anche la mente e ritrova la speranza. Oggi Ollivier ha fatto dell’esperienza della marcia terapeutica uno strumento rieducativo per minori che hanno avuto esperienza con la giustizia, il metodo Seuil, che sta cercando di diffondere anche in Italia, confermando l’idea che da ogni viaggio si torna diversi.

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le antiche vie macfarlane copertinaLe antiche vie – Robert MacFarlane
Einaudi | 424 pp., 22 euro | traduzione Duccio Sacchi | collana Frontiere, ottobre 2013

Se non siete camminatori, se non amate i sentieri a volte tortuosi, a volte solitari, se non amate le lunghe e minuziose descrizioni di paesaggi, questo libro non è per voi. Se siete al contrario curiosi di scoprire nuovi e inimmaginabili percorsi nella natura da percorrere interamente a piedi, Le antiche vie di Robert MacFarlane, è il libro adatto da portarvi dietro nello zaino. L’autore ordina i racconti delle sue passeggiate in quattro parti. La prima dedicata all’Inghilterra, la seconda alla Scozia, le ultime due al Tibet e altri posti esotici e lontani.
Per camminare basta anche solo uscire dal portone di casa e cercare un percorso desueto. Oppure potrebbe valer la pena di cambiare aria, prendere un aereo e raggiungere, una a caso, la Broomway. Si tratta di uno dei sentieri più pericolosi e ammaliatori. Si trova lungo le coste dell’Essex, in Gran Bretagna, e, si dice, che molti ci abbiano lasciato la pelle. Basta guardare la cartina per rendersi conto del perché. La Broomway si stacca dalla terraferma e sembra passare attraverso il mare. In verità è un sentiero che viene sfruttato durante la bassa marea. L’importante è tenersi alla larga dalle sabbie mobili, non avventurarcisi quando c’è nebbia, tenere d’occhio l’orologio, perché la marea sale a incredibile velocità. Ah, e soprattutto evitare di bere prima di mettersi in viaggio.

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elogio della marcia il mondo a piedi le brtona copertinaIl mondo a piedi. Elogio della marcia – David Le Breton
Feltrinelli | 118 pp, 7,50 euro | traduzione E. Dornetti | ora in Universale economica, dicembre 2013

«Camminare riduce l’immensità del mondo alle dimensioni del corpo», scrive David Le Breton nel suo Il mondo a piedi. Professore universitario, antropologo, sociologo e gran lettore Le Breton ha fatto del corpo il centro della sua esperienza e dei suoi studi. Questo libriccino non è solo un invito all’andare ma un piccolo manifesto del camminare, sullo sfondo di una filosofia di riappropriazione del tempo. Dalla passeggiata del flâneur e della rêverie alle marce estreme infiniti sono i riferimenti letterari, sociali e filosofici che donano al camminare una solida base culturale. Dai naufragi di Cabeza de Vaca alle leggendarie traversate di Rimbaud nel deserto dell’Ogaden, “primo bianco ad attraversarlo”; da Stevenson a Sansot per tornare a Basho Le Breton ci accompagna nelle imprese, nelle riflessioni, nello straordinario mondo che il camminare riesce a restituirci.

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I CONSIGLI DI FEBBRAIO 2016
una ventata di freddo

febbre biancaFebbre bianca – Jacek Hugo-Bader
Keller | pp 320, euro 16,50 | traduzione Marzena Borejczuk | collana passi | giugno 2014

La febbre bianca è una malattia bellissima, se dello stesso ceppo che ha preso l’autore. È un’implacabile necessità all’altrove, l’imperativo nel cuore che costringe a non arrestare il proprio viaggio. Perché in fondo è questo la Siberia, un orizzonte irraggiungibile, una sospensione del tempo, o quantomeno un tempo bianco ritmato da quel particolare suono che solo vive nel freddo, più esatto, più sacro.
Jacek Hugo-Bader è un giornalista polacco che fa un viaggio da Mosca a Vladivostok con una UAZ-469, detta “Lazik”. Ma il vero paesaggio da lui descritto è quello che vive nelle persone incontrate, nei ritratti di coloro che vivono ai margini non solo della società, ma anche della geografia. È una narrazione che cerca il racconto di una terra e d’un vivere indicibili. Un reportage della tragedia che un simile silenzio può portare. Ed è un viaggio nell’assurda, ironica e grottesca follia siberiana, perché quando il freddo è straziante solo la febbre riscalda, una febbre bianca – che qualcuno chiama vodka.

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Lansing_EnduranceEndurance. L’incredibile viaggio di Shackelton al Polo sud – Alfred Lansing
TEA, pp 299, 9 euro – traduzione  M.Preti – collana Tea Avventure, aprile 2003

La nave dell’esploratore britannico Ernest Shackleton salpa dal porto di Londra il 1° agosto del 1914 sotto un pessimo auspicio: tre giorni dopo l’Inghilterra dichiara guerra alla Germania. Shackleton e i suoi 27 membri dell’equipaggio sono già lontani a bordo della nave Endurance, che per ironia della sorte significa “resistenza”, qualità che tornerà molto utile a tutto l’equipaggio. A metà gennaio del 1915 la nave rimane incastrata nel pack nel mare di Weddel in Antartide. La stretta inesorabile dei ghiacci costringe gli uomini di Shackleton a cercare riparo sulla banchisa, dove si accampano con temperature tra i -22° e i -45°. Rimangono in attesa dei soccorsi che sopraggiungono otto mesi più tardi, nell’agosto del 1915. Nessuna perdita umana.
L’impresa viene annoverata tra gli heroic failures, i cosiddetti fallimenti eroici, che per la loro contraddittorietà rientrano pienamente tra le storie potenti e drammatiche che non possono non essere raccontate.

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polar exploration_a practical handbook fo north and south pole expeditions_dixie dansecoer_coverPolar Exploration – A practical handbook for North and South Pole expeditions – Dixie Dansercoer
Cicerone Press Limited, 23,59 euro, a cura di Eric Phillips, aprile 2012

Fa freddo fuori. La bufera fa sbattere alcuni lembi mal fissati delle tenda, ma, tutto sommato, all’interno i corpi caldi degli esploratori dormono sereni. Dopo una giornata di camminata sul ghiaccio, uno dietro l’altro in fila indiana, il sonno è arrivato appena si sono avvolti nei sacchi a pelo. Ma fuori il gelo s’impone sempre più forte e, se si aguzzasse l’orecchio, si potrebbe sentire un grufolare, un fiutare rumoroso proprio sul lato destro della tenda. È con ogni probabilità un orso bianco che ha osato avvicinarsi alla tenda in cerca di cibo o per ripararsi dalle intemperie. Cosa fare? Ogni buon esploratore dovrebbe sapere cosa fare in questi casi. Se non avete una risposta pronta, prima di tutto dovreste prendere in considerazione l’idea di non avventurarvi al Polo Nord. Se invece proprio non riuscite a rinunciare all’idea, Polar Exploration – A practical handbook for North and South Pole expeditions di Dixie Dansercoer edito da Cicerone Press Limited in lingua inglese, è il libro ideale da leggere, studiare e portarsi dietro nello zaino per non farsi prendere dal panico e per godersi al pieno delle proprie capacità i territori più ostili e affascinanti della terra.

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Viaggio di una...Viaggio di una parigina a Lhasa – Alexandra David Néel
Voland, pp240, 11,50 euro, collana Confini, tradotto da E. Gut, 2003

Cantante lirica, scrittrice, orientalista e infine avventuriera. Queste sono solo alcune delle qualità di Alexandra David Néel. Si tratta di qualità eccezionali per qualunque persona, figuriamoci per una signora nata nel 1868. Si mosse tra Bruxelles, Parigi. Londra, Italia, Spagna per poi scoprire l’Asia, in particolare India, Cina e Tibet, di cui subì il fascino. Si sposò, ma visse per lunghi periodi lontana dal marito per motivi di studio e di avventura. Scrisse moltissimo, lasciando in eredità un bagaglio prezioso di conoscenza ed esperienze. Il libro, uscito nel 2003 per Voland nella collana Confini e tradotto da E.Gut, narra della volta in cui l’esploratrice, animata da curiosità e ostinazione, attraversa la regione settentrionale della Cina e, camuffata, riesce a entrare nella città proibita di Lhasa in Tibet. Una testimonianza diretta di come apparisse il Tibet e la Cina in quegli anni e di cosa volesse dire per una donna inseguire una passione.

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Cover-Giunta-Silva-IslandaTutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda – Claudio Giunta e Giovanna Silva
Quodlibet Humboldt | pp 184 con 32 tavole a colori, euro 19 | ottobre 2014

Quando i primi uomini giunsero in America trovarono gli “indiani”. In Australia gli aborigeni vivenao in pace da millenni. In Islanda fu la Natura a incontrare l’uomo per la prima volta.
Qui ghiaccio e fuoco lottano, o più semplicemente mostrano il quieto pavoneggiarsi delle forze di questo paesaggio obliquo, divenuto simbolo del rapporto contraddittorio dell’uomo con la Natura. Non a caso qui, Giacomo Leopardi immaginò di poter dialogare con la “matrigna” e, qui, Claudio Giunta, accompagnato dalle foto di Giovanna Silva, ci guida nelle sue osservazioni di viaggio, illuminando con gli arcobaleni delle sue riflessioni la storia recente e antica di questa terra; la sua letteratura, i ritratti dei suoi abitanti e dei suoi prigionieri – perché l’Islanda imprigiona il cuore e lo stesso Petrarca avrebbe forse detto che per lei si “arde e s’è ghiaccio”.