TEMI DI PERFORMANCE ART: PARTECIPAZIONE #2 – RAPPORTO ALLA PARI.

TEMI DI PERFORMANCE ART: PARTECIPAZIONE #2 – RAPPORTO ALLA PARI.

AZIONE E CONTINGENZA

Temi di Performance Art 

What, Who, Why, When, Where + How

Partecipazione #2 – Rapporto alla pari.

The spectacle is not a collection of images, rather, it is a social relantioship between people that is mediated by images.

Guy Debord

 

Partendo da quanto detto nell’ultimo articolo, lo spettatore è ormai uscito dal suo stato di passività e diventato attivo. La differenza tra lo spettatore del teatro tradizionale e quello invece che assiste a una performance (sempre che sia possibile fare tale distinzione) sta nel compito che questi assume nei confronti dell’azione. Nel teatro il compito primario di chi guarda è distinguere la realtà dalla finzione teatrale, nell’arte performativa, invece, c’è la tendenza a unire l’azione alla vita stessa cercando si fondere le due cose e farle diventare la stessa sostanza. Nella performance lo spettatore è necessariamente portato a essere il soggetto di una relazione attiva di scambio reciproco. Ho già posto l’accento in precedenza su come l’audience non è un ricevente passivo degli stimoli provenienti dall’azione teatrale o performativa, ma è co-produttore dello spettacolo. Lo spettatore, tramite l’atto stesso del guardare, si dedica a un’azione interpretativa: in poche parole contribuisce con un giudizio interpretativo all’azione performativa. Compito primario del pubblico allora è quello di decifrarele “immagini” e i gesti che l’artista produce durante l’azione; egli coglie le potenzialità espressive del gesto e riempie con la propria interpretazione gli spazi vuoti. Chi guarda decodifica l’azione.

Senza dubbio, un esempio di spettatore attivo lo troviamo nell’opera dell’artista austriaca VALIE EXPORT, nata a Linz nel 1940. Influenzata dalle performance degli Azionisti Viennesi, l’artista ha voluto trasmettere messaggi forti usando il corpo femminile come medium principale per criticare lo sguardo maschile. La sua azione si basava sul bisogno di denunciare e scardinare i dogmi che la società imponeva alla donna. Per risvegliare lo spettatore e mettere in discussione le convinzioni sociali e gli stereotipi sessuali, VALIE EXPORT invita il suo pubblico a toccare e a entrare fisicamente in relazione con il suo corpo. In TAPP- und TASTKINO (Cinema da tastare e palpare) del 1968, l’artista indossa all’altezza del petto una scatola con un foro chiuso da una tenda, che le nascondeva il seno. Il pubblico poteva entrare in contatto con il corpo dell’artista mettendo le proprie mani nella scatola. La performer ha definito quest’opera come «the first genuine women’s film», intendendo richiamare l’attenzione dello spettatore sull’oggettivazione del corpo femminile attraverso l’esperienza fisica del corpo stesso. L’artista, al fine di destabilizzare le ideologie sessiste, sente l’esigenza di entrare in relazione con lo spettatore, che si trova nella imbarazzante situazione di toccare un corpo estraneo. La performance crea un momento di auto-riflessione in cui lo sguardo distaccato dello spettatore incontra quello indifferente dell’artista.

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Ciò che accade tra l’artista e il suo pubblico può essere descritto come un rapporto, o meglio, uno scambio alla pari, dove entrambe le parti contribuiscono attivamente. La performance, però, deve essere considerata come processo piuttosto che come prodotto poiché la relazione che si instaura tra audience e performer, in realtà, è un rapporto tra due processi, quello produttivo e quello interpretativo. Dagli anni Sessanta, la performance inizia ad assumere un comportamento aperto, o meglio, quasi di dipendenza nei confronti del suo pubblico. L’azione performativa non ha vita propria senza un occhio esterno che la interpreti e risponda al processo produttivo. Artisti come VALIE EXPORT instaurano un rapporto con chi guarda, una relazione attiva che vede entrambe le parti coinvolte. Lo spettatore è il punto di partenza. Il concentrarsi sul processo piuttosto che sul risultato permette all’arte performativa di sopravvivere e la protegge da un rapido consumo e dissolvimento.

Continua…

The screening takes place in the dark as usual: except that the movie room has shrunk a little. It only has room for two hands. In order to see the film, which in this case means to sense and feel it, the “spectator” (consumer) has to put both hands through the entrance to the movie house. VALIE EXPORT

 

Celeste Ricci