Temi di Performance Art: Where + How: ArchivioQueerItalia/In conversazione con Giulia Casalini

Temi di Performance Art: Where + How: ArchivioQueerItalia/In conversazione con Giulia Casalini

AZIONE E CONTINGENZA

«Nasce come piattaforma in continuo aggiornamento sulle realtà italiane che si caratterizzano per un’espressione estetica, etica o politica ’queer’». Per Giulia Casalini, co-Direttrice  di CUNTemporary e curatrice indipendente, alla base del programma dell’Archivio Queer Italia c’è la «volontà di creare un ’archivio fluido’, caratterizzato da opere e presenze ’impermanenti’ che mettono in discussione il concetto di ‘norma’». Presentato per la prima volta al pubblico, dal 10 al 14 Ottobre, nella sezione Independents di Artverona, AQI (ArchivioQueerItalia), a ritmo costante, ha dato vita a performance, discussioni, presentazioni, video e istallazioni temporanee.

 Il sito è già online anche se l’archivio vero e proprio è in fase di elaborazione. Come verrà strutturato?

Sto organizzando tutte le proposte che ho ricevuto e ogni artista o collettivo verrà presentato con un’immagine, una piccola descrizione e il link del sito web dell’artista o del singolo progetto. AQI è diviso in due parti: arte e teoria. Ovviamente l’attivismo è insito nel materiale che l’archivio conterrà. AQI è in sostanza un contenitore e raggrupperà insieme non solo artisti italiani ma anche stranieri, che abbiano lavorato con il queer in Italia o abbiano avuto un’esperienza passata nel nostro paese. Il prerequisito è avere una consapevolezza queer politica, o meglio, etica.

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Andy Gio (Elena Giovagnoli), I love shopping, performance per Archivio Queer Italia, ArtVerona 2013
Courtesy Archivio Queer Italia/CUNTemporary

 Il programma che avete presentato è stato basato prevalentemente su performance. Questa scelta è basata su una ragione precisa?

All’inizio, l’open-call non poneva limiti di disciplina artistica. La scelta curatoriale di dare uno spazio importante alla performance è poi avvenuta in maniera naturale, seguendo l’esigenza dell’archivio stesso, che è quella di dare voce a tanti rappresentanti e rappresentazioni del queer in Italia. Per l’occasione, infatti, ho selezionato solo performance e video (spesso di performance) e in più abbiamo avuto due “installazioni perfomative” temporanee. AQI è stato perciò creato come uno spazio “aperto”, sempre pronto al mutamento e alla tensione, proprio come la performance e la parola “queer” stessa sottintendono. Lo spazio era ridotto al minimo, proprio per permettere all’archivio di manifestarsi in maniera “fluida” e transitiva durante i giorni di esposizione: uno “spazio performativo” quadrato, delineato solo da scotch nero, alcune sedie, due tavoli e un impianto audio con cassa. Lo spazio si prestava così anche per essere valicato e invaderne altri, non solo della fiera (e.g. la performance diexvUoto teatro è accaduta nei bagni degli uomini), ma anche della città stessa (con le performance di Shakinart/gruppo Open e quella di Roberta Orlando).

 Come hai appena menzionato, nell’archivio online saranno invece comprese tutte le diverse pratiche artistiche legate al queer, non solo performance.

Sì, da questo punto di vista la selezione sarà basata sui contenuti delle opere o sulle giustificazioni degli artisti stessi. Saranno infatti inclusi diversi medium e pratiche artistiche legate al queer in Italia e l’open call rimarrà aperta a tempo indeterminato –essendo l’archivio “vivo” e in continuo cambiamento e crescita. 

Benazir e ideadestroyingmuros,Presentazione per Archivio Queer Italia, ArtVerona 2013Courtesy Archivio Queer Italia/CUNTemporary

Benazir e ideadestroyingmuros, Presentazione per Archivio Queer Italia, ArtVerona 2013, Courtesy Archivio Queer Italia/CUNTemporary

 C’è un aspetto della vostra esperienza ad ArtVerona che m’incuriosisce: la reazione del pubblico alla tematica e alle opere che avete presentato, visto che ArtVerona è fondamentalmente una fiera commerciale e non un festival di performance.

La gente era molto reattiva e curiosa. Magari non conosce, non sa neppure il significato di queer, però s’interessa, domanda. Le persone passando si fermavano e dedicavano un po’ di tempo al nostro spazio. Mi sono sorpresa del fatto che la domenica, durante la presentazione con i collettivi femministi Benazir e ideadestroyingmuros, è venuta davvero tanta gente, inaspettata. Certo a pensarci… si parlava di pornografia!

 Oltre a performance e video, cosa avete presentato?

Sabato abbiamo avuto soprattutto discussioni teoriche e presentazioni che hanno coinvolto alcuni tra i personaggi più di spicco del mondo accademico e curatoriale che hanno già affrontato tematiche queer e le questioni di genere in Italia. Per esempio, Lorenzo Bernini, scrittore e ricercatore di filosofia politica presso l’Università di Verona, ha presentato il suo libro Apocalissi Queer; a seguire poi Paola di Cori ha parlato del suo libro Asincronie del femminismo: scritti e interventi 1986-2011 e della collana àltera della casa editrice ETS (Pisa). Abbiamo inoltre avuto le presentazioni curatoriali e artistiche di Marco Pustianaz, Francesco Urbano/Ragazzi, Maurizio Bongiovanni, Eyes Wild Drag, Benazir e ideadestroyingmuros.

Nina Alexopolou, Candy Piece, performance per Archivio Queer Italia, ArtVerona 2013Courtesy Archivio Queer Italia/CUNTemporary

Nina Alexopolou, Candy Piece, performance per Archivio Queer Italia, ArtVerona 2013 Courtesy Archivio Queer Italia/CUNTemporary

 Vorrei ora riflettere sulle due parole “queer”e “archivio”. Sembra quasi che tu abbia voluto creare un ossimoro. La teoria queer sfida la pratica comune di dividere la concezione di una persona in compartimenti separati facendola rientrare in una particolare categoria definita a priori. L’archivio, dall’altra parte, istituzionalizza e racchiude in categorie.

L’archivio è un buon metodo per formare una storiografia, in questo caso queer. Intendendolo come un contenitore fluido (e non “polveroso”-chiuso), gli si può attribuire una caratteristica dinamica e aperta, queer appunto. AQI tenta di scrivere per la prima volta una storiografia italiana del queer, che non segua per forza un ordine cronologico o si basi su un sistema di causa-effetto. Non c’è un punto d’arrivo, ma diverse entità che riflettono sul concetto di queer e le relative manifestazioni artistico/teoriche. In Italia ci sono infatti moltissimi discorsi queer, che rimangono però marginali o che non ricevono ancora abbastanza attenzione dal mondo dell’arte “istituzionalizzato”, o dall’accademia (pensa solo al loro mancato riconoscimento curricolare di studi queer o di performance in Italia, data le limitazioni dettate dalla compartizione prestabilita degli insegnamenti). AQI infatti lavora per rafforzare il pensiero queer in Italia, mettendo sullo stesso piano discorsi o personalità che resterebbero altrimenti divisi nel tempo o nello spazio.

ideadestroyingmuros,Intervento performativo durante la presentazione per  Archivio Queer Italia, ArtVerona 2013Courtesy Archivio Queer, Italia/CUNTemporary

ideadestroyingmuros, Intervento performativo durante la presentazione per Archivio Queer Italia, ArtVerona 2013 Courtesy Archivio Queer, Italia/CUNTemporary

 Potresti darci una definizione di queer?

  Inizierei da un passaggio di Lorenzo Bernini trovato in un libro curato da Marco Pustianaz, Queer in italia: differenze in movimento: «Dal punto di vista filosofico, queer  indica la consapevolezza teorica de-costruttivista secondo cui ogni identità è edificata attraverso significati culturali dotati di una storia, quindi mobili e modificabili. Dal punto di vista politico esso è stato scelto per autonominarsi dal movimento GLBTIQ antagonista che ha come obbiettivo non la piena inclusione delle minoranze sessuali nella società, ma la trasformazione della società stessa. Ma queer, a mio avviso, è soprattutto un’etica, un modo di essere del soggetto nella relazione con gli altri».Anche secondo la mia opinione, queer è un’etica e una metodologia (soprattutto se visto dal punto di vista curatoriale).Fondamentale – per darne una corretta interpretazione – è il concetto di differenza, che può riguardare non solo tematiche legate al genere e alla sessualità, ma anche quelle riflessioni artistiche o storiche escluse o ritenute marginali. Il queer infatti lavora sui limiti della società, delle relazioni e degli individui e ingloba un più ampio studio sull’alterità, che comprende - tra le altre - riflessioni sulla razza, l’infermità, l’animale e il mostruoso (nella teoria “crip”). L’alterità di cui parla il queer, è uno strumento del soggetto per (ri)scoprire se stesso in relazione alla comunità: dando visibilità a discorsi marginalizzati e a gruppi sociali esclusi nel tempo. Il queer formula, quindi, nuovi futuri possibili.

Intervista a cura di Celeste Ricci

AQI_LOGO_final_RGB_high_transparentArchivio Queer Italia è un progetto curato e fondato da Giulia Casalini (co-Direttrice di CUNTemporary e curatrice indipendente). Con l’aiuto, organizzazione e partecipazione del team CUNTemporary: Diana Georgiou (co-Direttrice), Beatrice Balfour e Laura Di Nicolantonio.

CUNTemporary è un’organizzazione non-profit con sede a Londra che conferisce visibilità a teorie e pratiche artistiche femministe e queer.

Web: http://archivioqueeritalia.com

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