The only thing that will remain is the memory of it. Intervista ad Anders Weberg

The only thing that will remain is the memory of it. Intervista ad Anders Weberg

Pubblichiamo di seguito l’intervista ad Anders Weberg, cineasta svedese di cui avevamo già parlato (qui) a proposito di Numb, film che per chi scrive è un piccolo cosmo incompiuto, un’epifania della sparizione (come lo è, in altra maniera, Dove non siamo stati di Mauro Santini), e che tra i vari progetti si sta occupando di “A M B I A N C É”, opera evento dalla durata di 720 ore, di cui per ora è stato pubblicato il primo “short trailer”. Ecco l’intervista.

 

Ambiancé – First short TRAILER – 7 Hours 20 Minutes in one take – by Anders Weberg. from Anders Weberg on Vimeo.

Buongiorno Anders. Per iniziare: quali sono gli autori (e i riferimenti) fondamentali per il tuo lavoro?

La lista è lunga, ma ricordo di aver visto Mothlight di Brakhage quando ero giovane e quel film mi ha mostrato come il cinema può essere. Poi Haneke per l’oscurità e Lynch per lo humor.

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Amo particolarmente il tuo lavoro intitolato Numb. Dal tuo punto di vista quali sono le relazioni tra cinematografia, memoria e assenza?

Grazie per le tue parole gentili su questo lavoro che, comprendi, è un piccolo film molto importante per me per via del suo sfondo emotivo. E dopo aver fatto più di 300 film questo è l’unico in cui mi sento di essere riuscito al 100% a trasformare le mie emozioni in forma visiva. È una linea diretta tra le mie emozioni e lo schermo.
Per me la relazione tra cinematografia ed emozioni è la cosa più importante in ciò che faccio e mi batto tutti i giorni per migliorare questo aspetto. Per me quello che chiamano “cinema tradizionale” o “il cinema delle grandi produzioni” è qualcosa che mi fa piacere vedere ma non è una forma d’espressione creativa. Mi piace comparare la pratica di fare cinema ad altre pratiche artistiche come la pittura. Per un lungo periodo la pittura realista è stata il modello fino a quando si è trasformata e si è aperta a più ampie interpretazioni su cosa la pittura potrebbe essere.
Oggigiorno vi sono alte aspettative sull’arte astratta, e la scuola astratta è grande quanto la scuola realista, se non più grande. Ma sento che quando si citano film si intendono sempre le grandi produzioni. Un film è per me un insieme di fotogrammi al secondo, e basta. Poi, sta all’autore dare senso e contenuto a questi fotogrammi. Ma rimane comunque un film.

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“A M B I A N C É” è un lavoro senza precedenti. Cosa ti ha spinto a intraprendere un’impresa così grande? È un’azione di fede verso il potere di edificazione del cinema?

Non vedo questo progetto come qualcosa di veramente speciale. È soltanto un po’ più lungo di altri miei lavori, ma rimane un insieme di fotogrammi al secondo. Mi piace sfidare me stesso tutto il tempo e questa sarà l’ultima volta in assoluto che farò un film. Finisce con questo film. Ho pensato molto a come dovrei continuare a mantenerlo interessante per me stesso e anche a qualcosa che rimarrà con me dopo aver smesso di far film nel 2020.

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Ciò che mi ha affascinato del trailer di “A M B I A N C É” sono le reazioni da ogni parte del mondo. Credi che “A M B I A N C É” sarà apprezzato solo dai seguaci del cinema o sarà noto anche tra persone che non sono legate al mondo dell’arte?

Se qualcuno vuole attenzioni deve solo venir fuori con qualcosa di abbastanza pazzo per iniziare a diffondere notizie che lo riguardano. Mi fa piacere questa reazione dato che ho una possibilità di mostrare che c’è un’alternativa al “cinema delle grandi produzioni”. Ci sono ora più di 2 milioni visualizzazioni del trailer di 7 ore e 20 minuti e so che la maggior parte di esse vengono da gente curiosa che lo ha visto pubblicato in qualche notizia, da qualche parte e sì… la maggior parte delle persone dopo averlo visto mi considerano un egocentrico, egoico, stupido, dilettante… e la lista continua. Ma hey. È un trailer in bianco e nero dolorosamente lento con due performer su una spiaggia e va avanti per sempre, e questo è un grande passo in avanti rispetto all’ultima trasposizione Marvel.
Ma c’è una parte incredibilmente grande di persone che mi contatta privatamente per dirmi soltanto grazie per avergli mostrato ciò, dicendomi che non hanno mai visto nulla di simile prima d’ora e che le immagini e i suoni li hanno fatti sentire in questo o quel modo, e questa è la grande ricompensa che mi rende molto umile verso di loro.
E questa reazione viene da persone che non sono amanti del cinema. Semplicemente non sapevano che esistessero queste forme visive.
Io sono l’unico autore di questo lavoro. Mi occupo di tutto, da solo, eccetto che essere di fronte alla cinepresa. Ci saranno all’incirca 2.000 persone nello schermo per il film finito. Per ora il conto è a 1.200 meravigliose persone che hanno acconsentito ad essere utilizzare come soggetti del film.

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Ho letto degli articoli che affermano che il film sarà distrutto quando sarà completato. È possibile pensare alla distruzione di un film oggigiorno?

In questo progetto la creazione è tanto importante quanto la cancellazione. In questo mondo digitale è così facile creare ma così difficile cancellare. La cancellazione è stata la prima cosa che ho deciso quando ho iniziato a pensare questo progetto tanti anni fa. La sua memoria sarà l’unica cosa a rimanere. Oltre al fatto che ha una durata di 30 giorni e perciò nessuno potrà vedere il film intero: verrà proiettato una volta e poi rimosso. Perciò io sarò l’unico ad averlo visto interamente, essendo il suo autore.
Poiché questo sarà l’ultimo film che girerò mi darà una bella chiusura così da potermi muovere verso qualcos’altro. E ciò porrà un interrogativo sul film stesso dal momento che non esisterà più. Sarà il film più lungo film mai girato, ma inesistente, e non soltanto il film più lungo mai girato.

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Intervista a cura di Giorgio Cornelio

 

ENGLISH VERSION

Good morning Anders. Just to begin I would like to know who are the fundamental authors for your work.

That list is long but I rembember seeing moth light by Brakhage early on and that piece was the one that showed me what cinema can be. Haneke for his darkness and Lynch for his humor.

I particularly love your work entitled “Numb”, in your point of view, what are the relations between cinematography, memory and absence?

Thank you for your kind words about that piece that you understand is a very important little film for me with its emotional background. And after doing more than 300 films that’s the only one where I feel I succeded 100 percent to transform my feelings into a visual form. It’s a direct line from my emotions to the screen.
For me this relation between cinematography and the emotions is what’s for me the most important thing in what I do and what I’m struggling every day to get better at. For me what we call “traditional cinema” or “studio cinema” is something I enjoy watching but not for me to use a an creative expression. I like to compare movies to another art practice like painting. For a long time realistic painting was the standard until it transformed and opened up for a wider interpretation of what painting could be.
Nowadays abstract painting is very expected and as big as the realistic school if not bigger. But I feel that when someone mention movies it’s always the “studio film” it means. A movie is for me an amount of frames/second. That’s it. Then what these frames contain is up to the creator. But it is still a movie.

“A M B I A N C É” is an unprecedented work, what has encouraged you to enterprise something so big? Is it a faith action towards the building power of the cinema?

I don’t see this project as something that special really. It’s just a little bit longer than I normally do but it’s still x amount of frames per second. I do like to challenge myself all the time and since this will be the last time I will make any movie ever. It ends with this film I thought a lot of what I should do to keep it interesting for myself to work with and also something that will stay with me after I stopped making movies in 2020.

What fascinated me about the trailer of “A M B I A N C É” are the reactions from every part of the world. Do you believe “A M B I A N C É” will be appreciated only by the followers of cinema or will it be famous among people who are not correlated to the world of arts?

If one just wants attentions it’s just to come up with something crazy enough and start spreading the news about it. For me the response is nice since I have a chance to show that there is an alternative to the studio cinema. There has now been over 2 million views of the 7 hour and 20 minute trailer and I know most of the views comes from just curious people who have seen it posted on some news somewhere and yes .. most people after watching it calls me an attention seeking, ego, stupid, amateur and the list goes on. But hey. It’s a black and white painfully slow trailer with 2 performers on a beach that goes on forever and that’s a big step from the latest Marvel adaption. But there is a surprisingly high amount of people contacting me privately just saying thank you for showing them this, telling me they have never seen anything like this before and the images and sound made them feel like this or that and that is the big reward for me and makes me very humbled towards them. And this is from persons who are not cinephiles at all. They just didn’t know these kinds of visual expressions existed.
I am the only author of this work. I do everything by myself excerpt for being in front of the camera. There will be around 2000 people in front of the screen for the finished film. Right now the count is around 1200 beautiful persons who have been kind enough to let me use them as subjects for the film.

I have read some articles in which it is claimed that when the movie will be finished it will be destroyed. Is it possible to conceive a complete destruction of a movie nowadays?

In this project the creation is as important as the deletion. In this digital world it’s so easy to create but so hard to delete. The deletion was the first thing I decided when I started to think about this project many years ago. The only thing that will remain is the memory of it.
Also the fact that it’s 30 days so no one can see the full film since It will be only screened once and then deleted. So I will be the only one who have watched it in full by being the maker. Since this will be the last film I will ever make it will give me a nice closure so I can move on to something else. And this also raise the question about the film itself since it will not exist. anymore. It will be longest film made that doesn’t exist and not the longest film.

http://www.thelongestfilm.com/

Interview by Giorgio Cornelio